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sabato 11 dicembre 2010

Energia pulita e gratis per tutti. Sfruttando i campi magnetici della terra. Ma siamo sicuri che ai potenti del mondo andrebbe bene perdere il monopolio dell'energia che esercitano grazie al petrolio? Una risorsa sulla quale gli Stati Uniti esercitano il totale controllo, visto che oltre ai giacimenti propri controllano perfettamente Kuwait, Iraq e Arabia Saudita.
Anche la canapa indiana, che poteva costituire una valida alternativa al petrolio, e poteva essere coltivata praticamente ovunque, è stata bandita e messa fuorilegge in tutti gli stati del mondo.

Di seguito, vi proponiamo la storia di Nicola Tesla, e delle sue meravigliose scoperte, dimenticate volutamente, e messe sotto tre metri di sabbia.

Se non avete tempo di guardare i video, salvate questa pagina nei preferiti e fatelo quando ne avete il tempo: è veramente molto interessante.

Marconi ideò un raggio che fermava i mezzi a motore. Mussolini lo voleva, il Vaticano lo bloccò. Da quelle ricerche altri scienziati crearono l’alternativa a petrolio e nucleare. Nel 1999 l’invenzione stava per essere messa sul mercato, ma poi tutto fu insabbiato.


L’energia pulita tanto auspicata dal presidente Obama dopo il disastro ambientale del Golfo del Messico forse esiste già da un pezzo, ma qualcuno la tiene nascosta per inconfessabili interessi economici. Ma non solo. Negli anni Settanta, infatti, un gruppo di scienziati italiani ne avrebbe scoperto il segreto, ma questa nuova e stupefacente tecnologia, che di fatto cambierebbe l’economia mondiale archiviando per sempre i rischi del petrolio e del nucleare, sarebbe stata volutamente occultata nella cassaforte di una misteriosa fondazione religiosa con sede nel Liechtenstein, dove si troverebbe tuttora. Sembra davvero la trama di un giallo internazionale l’incredibile storia che si nasconde dietro quella che, senza alcun dubbio, si potrebbe definire la scoperta epocale per eccellenza, e cioè la produzione di energia pulita senza alcuna emissione di radiazioni dannose. In altre parole, la realizzazione di un macchinario in grado di dissolvere la materia, intendendo con questa definizione qualunque tipo di sostanza fisica, producendo solo ed esclusivamente calore.

LEGGI TUTTO - dal sito del giornalista Rino Di Stefano

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Inchiesta di Rai News 24 sulle armi a microonde utilizzate dagli "esportatori di democrazia"

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L'ex onorevole dell'Italia dei valori è stato condannato in secondo grado a pagare 200mila euro. Una vicenda che nel luglio scorso si è trasformata in un avviso di garanzia per calunnia e produzione di documenti falsi


L’abitazione e altri sei immobili pignorati. Una sentenza d’appello che lo condanna a pagare un debito da 200.000 euro. Indagato per calunnia, produzione di falsi documenti e l’aggravante di avere commesso il fatto con abuso dei poteri dati dalla sua carica di vicesindaco. Insomma, quella dell’onorevole Domenico Scilipoti, siciliano, classe ’57, è una storia giudiziaria piena di inciampi. Ma anche una storia di debiti. Ed è proprio qui che sembra nascondersi il motivo vero del suo repentino avvicinamento alle posizioni del Pdl. Avvicinamento che in serata pare sfumare. Scilipoti annuncia che voterà la sfiducia e contemporaneamente lascia l’Idv. Sono semplicemente schermaglie. In realtà il politico sembra contrattare. Sarà lui il primo acquisto del Cavaliere? “Mi hanno gettato fango addosso”, dice Scilipoti, rispondendo a quelle confidenze che da giorni, nei corridoi del proprio ex partito, raccontano delle sue difficoltà economiche. Malelingue piuttosto informate. Visto che lo stesso onorevole Antonio Di Pietro era a conoscenza della vicenda da più di quattro  mesi.

Per capire, però, bisogna tornare indietro al 1987. Da qui parte la sua storia giudiziaria. A dare il la, un debito non pagato per 12 anni e un conto finale da 200mila euro. All’epoca Scilipoti è vice sindaco del Comune di Terme Vigliatore,  provincia di Messina. Tra i tanti impegni, c’è anche il progetto di un centro medico di tre piani. Dovrebbe chiamarsi Esculapio e sulla carta prevede 61 posti letto per 10 tipi di specializzazioni mediche. L’autore del piano è l’ingegnere Carmelo Recupero. L’incarico lui lo riceve direttamente da Scilipoti. L’opera però non va in porto, ma Recupero non viene mai pagato.  Nel 1997 il professionista chiede e ottiene un decreto ingiuntivo. Il politico però non demorde. Tanto da arrivare a negare di aver firmato i progetti dell’ospedale. Ma c’è di più. Scorrendo le pagine delle sentenza d’appelo del tribuanle di Barcellona Pozzo di Gotto si scopre che l’ormai ex parlamentare dell’Idv sostiene di trovarsi in Brasile al momento della firma. Motivo del presunto viaggio: lezioni universitarie. Gli avvocati di Carmelo Recupero, però riescono a dimostrare che in quel periodo il vice-sindaco si trova in comune a presiedere un consiglio comunale. Non è finita. Nel 2008, infatti, il tribunale dispone anche un esame calligrafico. Dalla perizia emerge che tutti i documenti sono stati firmati da Scilipoti. Nel luglio 2009 arriva la sentenza di secondo grado nella quale, fra l’altro si legge che Scilipoti “sperava di ottenere un finanziamento per l’opera sfruttando la propria carica e di contatti politici”.

La questione, però, si complica ulteriormente. Il 19 luglio scorso si passa dal civile al penale. Nelle vicenda della casa di cura, Scilipoti risulta indagato per calunnia e produzione di falsi documenti. A novembre gli viene recapitato un avviso di garanzia. Da qui la richiesta dell’onorevole di essere ascoltato dai magistrati. Della cosa, infine, viene messo a conoscenza anche Antonio Di Pietro. Il 5 agosto l’ingegnere Recupero decide, infatti, di esporre il suo caso al leader dell’Idv, allegando tutte le carte che interessano il deputato. “Egregio onorevole Di Pietro, debbo significarle che nell’Idv, purtoppo è presente un soggetto, mi riferisco all’on. Domenico Scilipoti che a mio parere non rende giustiziaal movimento dal Lei rappresentato”.

Leggi la lettera inviata ad Antonio Di Pietro



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Ad inizio 2008 gli italiani hanno visto sparire l'ipotizzato tesoretto, frutto della lotta all'evasione e dell'aumento degli incassi dello Stato, messo assieme dall'ex Ministro dell'Economia Padoa Schioppa. Lo stesso Padoa Schioppa e poi l'attuale Ministro Tremonti hanno detto e ribadito che il tesoretto non esisteva. Si trattava di circa 10 miliardi di euro ovvero di un terzo di una Finanziaria, che in grande parte doveva aiutare l'Italia a coprire una piccola parte del debito pubblico. Non si sa se sia mai esistito, né si sa (qualora sia esistito) chi se l'è divorato.

Guido Bertolaso, poche ore prima di andare (finalmente) in pensione, ha dato un colpo di coda che vale 8 milioni di euro. Da sottrarre in gran parte ai fondi destinati ai terremotati abruzzesi, per gratificare 150 (CENTOCINQUANTA) fedelissimi con danarosi contratti a tempo indeterminato nella Protezione Civile senza concorso (SENZA C-O-N-C-O-R-S-O). E l'ennesimo ritorno dei bertoladri, quel miasma di cricche e amicizie che gravitano attorno al capo della Protezione Civile, Palazzo Chigi, il mondo della magistratura, quello cardinalizio, quello Corte dei Conti, quello militare ma anche della sedicente opposizione e dei tanti figli di...
La tabella è riferita alle elezioni politiche 2008
Una breve rinfrescata storica è d'obbligo. Il finanziamento pubblico ai partiti è introdotto dalla Legge Piccoli n.195/1974, che interpreta il sostegno all'iniziativa politica come puro finanziamento alle strutture dei partiti presenti in Parlamento, con l'effetto di penalizzare le nuove formazioni politiche. Dopo una serie di referendum falliti per vari motivi, il referendum abrogativo dell'aprile 1993 vede il 90,3% dei voti espressi a favore dell'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, nel clima di sfiducia che succede allo scandalo di Tangentopoli. L'Italia però si libera di questa gabella incivile e medievale che mira solo a consolidare le posizioni e mantenere per sempre lo status quo parlamentare solo per pochissimi mesi.
venerdì 10 dicembre 2010
Negli ultimi otto anni una marea di rifiuti di ogni tipo hanno viaggiato e continuano a viaggiare illegalmente per l’Italia. Sono ben 152 e inchieste relative ai traffici illeciti con 992 ordinanze di custodia cautelare , 2.966 persone denunciate, 636 aziende coinvolte. Le procure che hanno indagato in questi anni sono 74, le regioni interessate 19 (unica eccezione la Val d’Aosta) e 13 gli stati esteri.
Clicca per ingrandire l'immagine
Dev’essere dura, per un politico, avere un sito Internet da aggiornare mentre si sta vendendo a chi offre di più.

No, dico, prendete Domenico Scilipoti, l’ex medico dibelliano ed ex vicesindaco socialdemocratico di Terme Vigliatore, provincia di Messina: quello sventurato di Di Pietro nel 2008 l’ha nonimato deputato e lui da giorni, si sa, è attratto dalle allettanti promesse dei berlusconiani.

'Anna la cubana', cristiana fondamentalista, forse spia della Cia, femminista impegnata che sembra non aver retto alle critiche delle sue 'compagne di battaglia', donne del calibro di Naomi Klein e Naomi Wolf, e aver per questo abbandonato l'affaire Wikileaks. E' gia' un personaggio Anna Ardin, una delle due grandi accusatrici di Julian Assange, sfuggente, dalle origini incerte, in grado di dissolversi nel nulla, proprio come l'hacker australiano prima dell'arresto. E la sua stessa uscita di scena, se tale poi sara', ha i contorni del romanzo: Anna, provata dalle critiche delle femministe che hanno attaccato la magistratura svedese definendo ''strumentale'' l'arresto di Assange per stupro, avrebbe deciso di non collaborare piu' con i pm.

E si sarebbe trasferita in Cisgiordania, nell'ambito di un'iniziativa cristiana per portare la pace tra israeliani e palestinesi. Ora la donna, cristiana integralista, si troverebbe a Yanoun, un paesino vicino alla contestata barriera tra stato ebraico e territori. Ma in passato l'accusatrice di Assange avrebbe frequentato molto l'Avana, tanto che i giornali locali l'hanno gia' ribattezzata 'Anna la cubana'. Secondo alcuni, sarebbe addirittura nata a Cuba. Di certo l'ha visitata diverse volte come rappresentante dei socialidemocratici svedesi, lavorando a fianco dei dissidenti dell'isola e, forse, per la Cia. Ieri 'La Mesa Rendonda', il piu' noto programma politico cubano, ha dedicato un'intera puntata a Wikileaks.

E ad Anna. E le testimonianze non si sono fatte attendere: secondo alcuni giornalisti la donna in passato ''ha visitato Cuba dove si e' riunita con le Damas de Blanco ed altri gruppi dell'opposizione''. Ma non solo: Anna, secondo altre testimonianze, sarebbe legata a Carlos Alberto Montaner, un analista cubano che secondo l'Avana lavorerebbe per la Cia per mettere a punto ''piani anticubani''. E torna cosi' l'ipotesi che la femminista, integralista cristiana, forse cubana, sia anche una spia. E che all'Avana lavorasse per conto di gruppi ''finanziati dagli Usa contro Fidel Castro''. Una spia degli Stati Uniti, insomma, e, per molti, il passo verso le accuse ad Assange sarebbe breve.

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Gli spot per i pacchetti Mediaset Premium sono ingannevoli. Il Garante per la concorrenza ha multato di 135mila euro Rti, il Gruppo Mediaset per la pubblicità radio e televisiva. La segnalazione è partita da Sky Italia e denunciava una pratica commerciale scorretta tra gennaio e aprile per la vendita dei pacchetti della piattaforma Mediaset Premium. L'Autorità garante ha accolto la domanda e condannato Mediaset perchè "la pratica commerciale posta in essere deve ritenersiingannevole in quanto, a fronte dei vantaggi enfaticamente prospettati dal claim principale, i messaggi diffusi dal professionista omettono di fornire ai destinatari in modo sufficientemente completo, chiaro e percepibile informazioni essenziali al fine di consentire al consumatore di apprezzare l'effettiva convenienza economica dell'offerta". Resta sul tavolo il fatto che una cifra così bassa al fronte di un mercato di milioni di euro non ottiene alcun effetto deterrente nei confronti di questi attori del mercato che possono pagare questi spiccioli e continuare con campagne pubblicitarie non trasparenti.


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Ecco le principali aziende che fornivano servizi a Wikileaks e che hanno rotto gli accordi unilateralmente dopo che l’amministrazione americana ha chiesto a tutte le corporation di non avere più legami con il sito di Julian Assange.
Calisto Tanzi, una brancarotta fraudolenta da 14.000.000.000 di Euro (28.000 miliardi di vecchie lire) che ha messo in ginocchio 2.500 tra fornitori e creditori, e ha fatto perdere i risparmi a decine di migliaia famiglie che avevano investito i propri risparmi nei bond emessi dalla Parmalat, potrebbe non fare nemmeno un giorno di carcere.

72 anni e condizioni di salute (dicono) malandate, avrebbe i requisiti per evitare di finire dietro le sbarre. Inoltre, la sentenza è solamente di "primo grado", e visti i tempi della giustizia italiana, quella definitiva potrebbe arrivare solo quando Calisto Tanzi sarà un "povero" ottantenne.

Viene da chiedersi quali tesori avrà fatto sparire in qualche paradiso fiscale: qualche anno fa, furono rinvenuti e sequestrati quadri di grande valore: ma lui, a caldo, ha affermato che non si aspettava una condanna così pesante.

Il più grande crac della storia del capitalismo passerà sicuramente impunito: noi ne siamo sicuri.

Redazione

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Paura, eh? Se leggete cosa dice  oggi Jeff Rubin, ex capo economista della canadese CIBC, i 90 dollari al barile cominceranno a sembrarvi un sogno da far durare il più possibile.
Tra i "regali" del 2011, infatti secondo Rubin ci sarà il prezzo del barile nuovamente a tre cifre. Uno dei principali problemi sono le riserve: avevamo erroneamente pensato che la crisi avesse provveduto a riempirle in modo da metterci al riparo da futuri aumenti, invece quello che sta accadendo in Cina, dove le riserve di raffinati sono crollate per otto mesi consecutivi, ci porta ad unbrusco risveglio. E non c'è da riporre speranze nel prossimo meeting dell'OPEC in Ecuador: il Venezuela ha già dichiarato che 100 dollari al barile è un prezzo più che equo, mentre l'Arabia Saudita sostiene che il barile a tre cifre è indispensabile per stimolare gli investimenti nel suo Paese.
Insomma: senza il ritorno del prezzo che ha precipitato il mondo nella recessione, i Paesi produttori non muoveranno un dito per aumentare l'output. E questo proprio in un momento in cui abbiamo un disperato bisogno di scoprire nuovi giacimenti.
Pare insomma che ci troviamo in cul de sac: con poco petrolio, oppure con una nuova recessione. Ma perché essere pessimisti? "Qualcosa inventeranno..."
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Gli agenti contestano i tagli al bilancio delle forze dell’ordine stabilito dal governo Berlusconi Analoghe manifestazioni in tutto il territorio nazionale

 Un centinaio di agenti della Polizia di Stato ieri ha dato vita ad una manifestazione, ad Arcore. Con loro anche gli agenti della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, appartenenti a tutte le principali sigle sindacali. Protestano davanti a Villa San Martino, residenza del premier Silvio Berlusconi. Il presidio è stato deciso a livello unitario per protestare contro i tagli al bilancio delle forze dell’ordine. Analoghe manifestazioni sono in corso in tutto il territorio nazionale.

Dure le accuse del sindacato al Governo. “La maggioranza, – spiega il segretario del Sap, Nicola Tanzi – ha davvero perso la faccia nei confronti del personale delle forze dell’ordine, presentando e poi ritirando un emendamento frutto dell’impegno del ministro Maroni e dell’appoggio fondamentale di Fli. Ci chiediamo – prosegue il segretario del Sap – quale credibilità possa avere un governo e soprattutto una maggioranza che concordano con le parti sociali una norma che recepisce ordini del giorno approvati piú volte, salvo poi all’ultimo momento ritirare tutto? Il problema non è solo di natura economica, come si vuole far credere. La questione è squisitamente politica e la politica deve trovare una soluzione. Il Parlamento deve convertire entro il 12 gennaio il pacchetto sicurezza in legge ‘ed è teoricamente possibile che il Senato modifichi il testo approvato alla Camera, come ha promesso il Ministro Maroni. Ma vogliamo fatti – conclude Tanzi – perche’ il tempo delle chiacchiere è davvero finito”.

“Nelle ultime finanziarie i tagli sono stati di oltre due miliardi di euro – dice Santino Barbagiovanni, segretario regionale Silp Cgil Lombardia – e siamo al collasso. Oltre alla mancanza di personale dobbiamo anche fare i conti con il blocco degli stipendi. Vuol dire che se sono necessari straordinari per far fronte alla mancanza di personale, questi non vengono pagati”. Secondo i dati della Cgil la mancanza di personale nelle varie forze i polizia è gravissima: “Nella polizia postale manca l’80% del personale, nella stradale il 45%”. Davanti ai cancelli di villa San Martino circa cento divise, fra poliziotti, vigili del fuoco e guardia forestale.

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giovedì 9 dicembre 2010

Nell’arco del 2009 in Italia, si è assistito ad un boom di pignoramenti e di esecuzioni immobiliari, e questo malgrado la contingenza della diminuzione dei costi dei mutui e la caduta dei tassi di interesse, vale a dire congiunture che avrebbero in teoria dovuto favorire i consumatori. A scattare la fotografia piuttosto esplicativa della crisi che si sta vivendo negli ultimi anni è l’Adusbef, l’ Associazione di difesa utenti particolarmente specializzata nel settore bancario,finanziario, assicurativo. 
Dai numeri elaborati dall’ associazione risulta infatti evidente come, rispetto al 2009, i pignoramenti siano aumentati del 32% e secondo l’Adusbef, che ha raccolto i dati nei maggiori tribunali italiani, questa cifra potrebbe anche aumentare e le stime 2009 sul numero di pignoramenti ed esecuzioni potrebbe salire del 15,2% in media.
La crisi economica come detto, si è fatta parecchio sentire negli ultimi anni ed è andata ad influenzare pesantemente abitudini e spese delle famiglie italiane molte delle quali, talvolta, non riescono ad onorare le rate; gli impegni infatti, si evinca dai dati Adusbef, mangiano ben il 33% del reddito e si traducono, per almeno 350 mila famiglie, in un rischio reale di insolvenza.
Da un punto di vista geografico, l' aumento più consistente di pignoramenti si è registrato a Milano(+366 per un totale 2.733), seguita da Roma (+ 330 per un totale di 2.157), Torino (+183 e 1.608 in totale), Monza (+ 174 per un totale di 1.040), Bergamo (+166 per un totale di 1.075), Brescia (+144 per un totale di 795), Padova (+102 per un totale di 829) e Firenze (+97 per un totale di 757). 
Ad essere aumentato è anche il numero di imprese che hanno dichiarato fallimento; una crescita di circa il 40 % così come è cresciuta il numero di aziende che hanno fatto ricorso al concordato preventivo, ben il 70% di aumento. Le regioni più colpite da questa ondata di fallimenti sono state Emilia (+115%), Marche (+80%), Piemonte (+70%), Puglia (+55%), Veneto (+49%) e Lombardia (+45,5%).

Tornando agli immobili, dalle stime fornite dall’Adusbef le procedure accelerate con la nuova legge fallimentare del 2004 sono pari al 2,7% del totale dei mutui, con circa 20.000 procedure avviate nel 2009, che si sommano alle 18.000 del 2008 e alle 21.000 del 2007. In una nota il segretario dell’Adusbef, Elio Lannutti ha sostenuto la necessità di un decreto salva famiglie: “Se il Governo non emanera’ un urgente decreto salva-famiglie, con sgravi fiscali di almeno 1.500 euro per i redditi sotto i 25.000 euro a favore dei lavoratori a reddito fisso e dei pensionati si allarghera’ una frattura sociale con enormi ricadute negative sull’economia reale che gia’ sconta una recessione da economia di guerra che diventerà più pesante nei prossimi mesi quando il crack finanziario globale dispiegherà i suoi effetti sulle fasce sociali più deboli e vulnerabili prive di ammortizzatori sociali". 
Un messaggio certamente non ottimistico verso il futuro e che solo per una piccola percentuale può essere spiegato con la necessità, da parte di una associazione difesa utenti attiva nel settore finanziario, di tenere alta l' attenzione sui problemi legati al proprio operato; dall’altro lato lo si potrebbe percepire come l’ennesimo campanello di allarme in un paese che continua a danzare pericolosamente sul baratro di una crisi già in atto da diveso tempo e che rischia di diventare peggiore di quella che è attualmente.  


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"Comune” è la parola che più ha riecheggiato durante la Manifestazione regionale per l’acqua pubblica di sabato 4 dicembre a Venezia. “Comune” come l’acqua, un bene primario e prezioso a cui i manifestanti chiedono garantito l’accesso. “Comune” anche nel senso di amministrazione veneziana, presente alla manifestazione con l’Assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, che ha letto la delibera del Consiglio Comunale con cui si approvano i principi orientati al concetto dell’acqua quale “bene comune dell’umanità” e il conseguente recepimento nello Statuto Comunale.

Un Natale fra la monnezza. Ecco ciò che si prospetta per il capoluogo partenopeo. “Napoli pulita in pochi giorni” ripete invece, come un disco rotto, il premier ormai da mesi. Questi sono "dati di fatto", non "antiberlusconismo": gli sforzi di tutto il parlamento sono dedicati al "toto fiducia", alla caccia del singolo voto che può decidere delle sorti del governo. E dell'emergenza rifiuti, che attanaglia milioni di campani costringendoli a vivere tra immondizia e i topi, non si preoccupa nessuno. Da mesi, ormai i politici di tutti i partiti pensano solo ai "giochi di palazzo", di cui Fini è il principale fautore.


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La nuova legge evita il sequestro dell'impero di Zummo. Se prima la confisca poteva avvenire sulla base di "sufficienti indizi" oggi è necessario che i beni "risultino" frutto di attività illecite

Il Giornale lo mette in prima pagina: c’è un vero e proprio scandalo in corso in Lucania, protagonista il governo locale. “Cocaina, compravendita di voti, appalti, ricatti”, scrive il quotidiano.

E’ una storia di droga, quella che racconta il Giornale. Una storia di droga che nasce e cresce nella “rossa” Basilicata: rossa perchè nella regione meridionale, nella grande Lucania, il Pd di Pierluigi Bersani prolifera. Scommesse clandestine, partite truccate, cocaina e politica, cocaina e calcio, cocaina alla «Potenza-bene». Un fiume di parole, e di polvere bianca. Inchieste e processi in corso scuotono la sonnolente Lucania: affari sporchi, appalti criminali, compravendita di voti e posti di lavoro, ricatti incrociati, relazioni pericolose coi boss della quinta mafia sconosciuta ai più: i Basilischi”, scrive il Giornale.

Mentre ancora echeggiavano i rumori degli scontri  fra la popolazione di Terzigno e le squadre poliziesche mandate a difendere l’apertura della millesima discarica in territorio Campano (questa volta dallo Stato anziché dalla Camorra), ad Arezzo si riuniva ilCongresso Nazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE-Italia). Dagli atti emerge che il Belpaese primeggia sul resto d’Europa per il numero di nuovi casi di neoplasie nei bambini: un aumento del 1,5 – 2 % annuoche rappresenta il doppio dell’incidenza europea. Nel primo anno di vita l’incremento è ancora più elevato, attestandosi al 3,2 %. Nel corso dell’intera infanzia si ammala di tumore un bambino su 600. In particolare si tratta di leucemie e tumori cerebrali. Sono dati presentati dalProfessor Benedetto Terracini di Torino e confermati dal Professor Giuseppe Masera di Milano.   Il Professor Ernesto Bugio di Palermo in base ai dati raccolti ha evidenziato come questi fatti siano riconducibili all’esposizione del feto a molecole xenobiotiche (diossine, ftalati, idrocarburi policiclici aromatici, ovvero tutto quello che possiamo trovare in una discarica abusiva… o non ), virus ed altri agenti che determinerebbe un’alterazione dell’assetto genetico ed epigenetico e aprirebbe le porte al cancro. In sintesi esistono evidenze che dimostrerebbero l’origine precoce embrionale, fetale e transegenerazionale del cancro.

Dopo lo scandalo il Governo britannico ha ridotto drasticamente i rimborsi per i deputati: dai 113 milioni del 2009 sono passati a 3,5 milioni in 4 mesi. Ma la camera ha presentato una mozione per ripristinare gli antichi privilegi.

Julian Assange è stato arrestato il 7 dicembre, per accuse scandalose oltre che incredibili: un rapporto sessuale consenziente, un preservativo che non ha funzionato. La verità è un’altra: Assange è stato catturato come un micidiale terrorista (un «uomo che vuol distruggere il mondo», dixit il ministro Frattini) perché nella sua qualità di direttore di WikiLeaks ha fatto luce su politiche, misfatti, crimini che dovevano restare segreti, custoditi nelle segrete di cancellerie e ambasciate, inaccessibili all´opinione pubblica mondiale che sta prendendo forma nel web. Chiediamo che sia immediatamente liberato. Allo stesso modo chiediamo chiarezza sul caso di Bradley Manning, il soldato che rischia 52 anni di carcere per aver rivelato a WikiLeaks i crimini contro i civili commessi dall´esercito Usa in Iraq. I soldati che appaiono nei video da lui trasmessi a Wikileaks, colpevoli di massacri di civili, sono stati elogiati dal comando militare Usa per il loro «giudizio sensato».
Da oltre una settimana, la Camera dei Deputati ha cessato le proprie attività per concentrarsi sul "toto-fiducia", l'oscena compravendita di voti che sta avendo luogo in queste ore: una situazione non dissimile da quella del calciomercato, dove ognuno tira l'acqua al proprio molino, in barba alla "bandiera". Il quadro politico attuale evidenzia pienamente quanto alcuni politici italiani coltivino non soprattutto - ma unicamente - i propri interessi personali: dopotutto un onorevole eletto due anni fa nel partito anti-berlusconiano per eccellenza (l'Idv) non è comprensibile come possa sostenere quello che fino a ieri per lui era "il diavolo".

Nelle ultime ore Italo Bocchino, il delfino di Fini, ha aperto alla possibilità di un Berlusconi bis, proprio mentre il "grande capo" Fini continua ad atteggiarsi (a parole) da "duro": una situazione che rammenta quando si diceva contrario alla fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale in un unico soggetto politico, salvo poi "annunciare" la costituzione del Pdl abbracciato a Berlusconi:

Le trattative sono aperte, e berlusconi ha ampio margine di scelta su chi "comprare", visto che sul mercato ci sono anche i deputati radicali: secondo voi, non intraprenderà le misure necessarie per rimanere al potere? Secondo noi si: la risposta l'avremo tra pochi giorni.

Lo staff di nocensura.com

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Voto di sfiducia, inizia la conta dei deputati. Decisivi i parlamentari di Marco Pannella 

In vista del 14 dicembre, a Roma la compravendita dei politici è già iniziata. E dopo la decisione dell'Idv Scilipoti di votare no, la palla passa in mano ai sei radicali



Di seguito, pubblichiamo il commento di un lettore circa l'articolo "Consulenze da 100mila euro il premio ai voltagabbana"

"Ho sentito questa mattina x radio un esponente dell'italia dei valori dichiarare che se qualcuno del suo partito darà la fiducia, verrà sanzionato e avrà tradito il mandato degli elettori... Mi chiedo quindi quale reato possano aver commess...o in proporzione maggiore i Finiani visto che addirittura erano al governo e adesso stanno con l'opposizione.. Avranno il consenso dei propri elettori x aver fatto un simile gesto ? Che piaccia o no.. Sono stati votati x fare governo con Berlusconi e adesso chi li ha votati si ritrova a sostenere l'opposizione. È come se uno di sinistra votando Pd si ritrovarsse a sostenere Berlusconi... ! Sarebbe felice ? In pratica, non stupìamoci di questi voltagabbana... I soldi e il potere fanno fare questo e molto altro."

Riccardo Onofri

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Una "squadra" punta gli acquisti, Verdini tratta le condizioni. La ragnatela del Cavaliere sui deputati tentati con i contratti di consulenza. Controlli mirati sulla situazione patrimoniale delle "prede". Alla fine summit col premier
mercoledì 8 dicembre 2010

Oltre 600.000 i civili iracheni morti dall'inizio della guerra: il dato è del 2006, quindi ora sono sicuramente molti di più... ma per il Pentagono sono "solo" 77.000

Sulla guerra in Afganistan non abbiamo trovato cifre attendibili, ma sicuramente non sono pochi, basta pensare alle similutidini con la situazione irachena.

Centinaia di migliaia di militari/miliziani Afgani/talebani e iracheni morti: molto spesso cittadini costretti a indossare la divisa...

Oltre 5.000 i soldati americani morti in guerra, e altrettanti si sono suicidati al ritorno in patria.

17.000 i mutilati di guerra americani

Due guerre inutili, volute dalle lobby del petrolio e delle armi...
complimenti "mr president" Bush...

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Dopo l'arresto di Assange, resta attivo il suo gruppo: hacker, idealisti e libertari che conducono vite randagie. Cambiando continuamente città, braccati dai servizi di mezzo mondo, parlando tra loro con sistemi cifrati

Ricordate l'articolo "Minzolini ha speso troppi soldi pubblici" ? Ebbene, ha speso ancora di più!

L'indagine interna della Rai: 129 giorni in trasferta. A carico nostro. Il direttore ha speso più soldi pubblici in 14 mesi che 31 suoi colleghi messi assieme Altro che i 64mila euro di “spese di rappresentanza” con la carta di credito aziendale denunciati dal Fatto: in 14 mesi il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha speso ben 86.680 euro. Soldi che sono stati utilizzati esclusivamente per pagare ristoranti, in Italia e all’estero. Un conto che supera di gran lunga i 60 mila euro spesi per rappresentanza nel 2010 da tutti i direttori di primo riporto – cioè che dipendono dal Direttore generale della Rai Mauro Masi – messi insieme: Minzolini, da solo, in 14 mesi è costato all’azienda 26 mila euro in più dei suoi 31 colleghi.

I 17.000 mutilati statunitensi in Iraq

Queste immagini terrificanti ci mostrano il costo umano negli Stati Uniti della barbara guerra in Iraq. Non possiamo immaginarci l'orrore e la sofferenza che deve star soffrendo a confronto il popolo iracheno. Vedendo le terribili foto dei soldati nordamericani mutilati, che godono di un enorme superiorità militare, rimaniamo storditi per il massacro che si deve star commettendo ogni giorno in quel paese.

Quale sarà il sentimento di questi giovani militari mutilati che credevano in un principio e nelle bugie del loro presidente [George W. Bush], il quale affermava che c'erano armi di distruzione di massa in Iraq, mai trovate? In seguito gli ispettori delle Nazioni Unite hanno confermato che non sono mai esistite, come avevano detto e confermato varie volte prima che gli Stati Uniti attaccassero l'Iraq.

Sappiate che questa guerra non è altro che una guerra per il petrolio. In Iraq, la resistenza nazionale irachena si è organizzata nel paese per recuperare l'indipendenza, la sovranità e soprattutto per difendersi dai massacri indiscriminati delle truppe nordamericane. Allo stesso modo, negli Stati Uniti, i movimenti pacifisti sono ogni giorno più numerosi. E ricordiamo che questa guerra neocoloniale iniziò senza l'approvazione delle Nazioni Unite.



LOS ANGELES - «Entrate, entrate! Il dottore è a vostra disposizione, solo 100 dollari per visita». Sono le undici del mattino di un martedì sulla passeggiata lungomare di Venice, quartiere fricchettone di Los Angeles, e dalla soglia un ragazzo vestito con un camice verde da chirurgo, Ray, distribuisce volantini e invita i passanti a entrare per farsi visitare dal dottor Michael Morris. Il dottore della marijuana.


‘Colpiremo chiunque e qualunque cosa cerchera’ di censurare Wikileaks’: recita cosi’ il ‘manifesto’ degli hacker scesi in campo per Julian Assange, che hanno gia’ colpito ieri i siti di PayPal e PostFinance dopo lo stop imposto alle donazioni al sito e la chiusura del conto svizzero di Assange.


Le carceri italiane hanno poco da invidiare a paesi come la Turchia, sono infatti tra le più affollate d'Europa, in alcune regioni i detenuti sono il doppio del numero consentito, ogni mese entrano circa 1000 detenuti,la stragrande maggioranza dei quali per reati legati al possesso e spaccio di droga anche leggera, alla immigrazione clandestina e a piccoli reati. La popolazione carceraria a fine anno arrivarà dunque a 70 mila unità, a fronte di una capienza di 44mila posti. Il 50% dei detenuti nelle carceri italiane è in attesa di giudizio e i dati del Ministero di grazia e Giustizia dicono che il 30% di loro viene assolto al momento del processo.

Quando una persona critica Berlusconi, è comunista. Dire - per esempio - che è pluri-inquisito per mafia, non significa semplicemente dire "la verità", ma significa essere contro di lui, e quindi essere comunisti.

Questa mentalità è ben radicata nei suoi supporter: che lo difendono anche quando è indifendibile. Tuttavia, è bene precisare che non è lui il "male assoluto" dell'Italia, e pensare di risolvere i problemi con la fine del berlusconismo sarebbe da sciocchi: gli altri politici che attualmente si propongono come "alternative" (i soliti di sempre) non sono migliori di Berlusconi: al massimo, sono meno spudorati.

Se questo blog spesso critica il premier, è solo perché, governando, è logicamente più sottoposto a giudizi rispetto alle sinistre, che a livello nazionale non legiferano: Berlusconi, inoltre, si presta particolarmente.

Antonio di Nocensura.com

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Ma voi avete capito qual è il motivo formale per cui è finito in galera? Ecco la storia surreale di una violenza sessuale mai avvenuta, di un profilattico rotto e di un'accusa che proprio non sta in piedi


Avevano fatto fermare l’auto della donna in aperta campagna

«Mi scappa la pipì», ma ai due ragazzi e alla mamma costretta a fermare l’auto in aperta campagna è andata davvero storta: una pattuglia dei carabinieri li ha fermati, portati in caserma e denunciati. Una disavventura che costerà alla famiglia poco meno di settecento euro, tra contravvenzione e spese legali. E’ successo lungo la direttrice per Lombardore, a una quindicina di chilometri da Torino.
martedì 7 dicembre 2010
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Sergio Marchionne guadagna 133 volte più del suo operaio medio. E’ un record, d’accordo. Ma Scaroni (Eni) prende 80 volte un suo addetto, Guarguaglini (Finmeccanica) 75. E i consigli di amministrazione costano una fortuna


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L'haker più famoso d'Italia, Fabio Ghioni: "La violazione del segreto di Stato in America è punita con la pena di morte e se gli Usa volessero veramente l'estradizione di Assange, la otterrebbero senza nessun problema” 

Nei giorni del cablogate sono numerose le domande che riguardano il caso Wikileaks. Da dove vengono i documenti che stanno arrivando in rete? Sono stati tutti trafugati dal soldato – ora in carcere – Bradley Manning? E chi c’è dietro Julian Assange? Può aver fatto tutto da solo? E ancora: potrà resistere il sito alle prevedibili contromosse informatiche di governi e hacker che non condividono la vision di Wikileaks?
Imbavagliare anche internet ? L’idea, non nuova per la verità, ed è stata rilanciata dal ministro dell’industria francese Besson. Come era prevedibile il pretesto è arrivato dalla pubblicazione dei documenti riservati da parte di Wikileaks. “Mettono in pericolo la sicurezza degli stati e delle persone…”, dunque, bisognerà provvedere ad oscurare il sito; parole più o meno simili usa da sempre il governo cinese, quando, con la scusa della sicurezza nazionale, pretende di oscurare i siti sgraditi e di stringere il bavaglio sulla bocca dei cittadini , affinché nulla sappiano sulle malefatte dei loro governanti. Si può pensare quello che si vuole dei documenti finiti in rete, è giusto e doveroso porsi delle domande e interrogarsi sulle finalità della operazione in atto, ma non esiste un solo ragionevole motivo per accettare una qualsiasi forma di censura.

Per produrre un capo firmato - ad esempio una giacca a vento sportiva dal valore commerciale di 250 dollari - ci vuole il duro lavoro di alcune centinaia di operaie, come quelle impiegate nei capannoni non lontano da Hanoi, in Vietnam. Di quei 250 dollari, alla vendita, alle lavoratrici dello stabilimento ne vanno complessivamente 6. Fate un po' voi il calcolo.

IL BILANCIO DELLA POVERTA’ MONDIALE
  • 963 milioni di persone nel mondo vivono in condizioni di povertà.
  • Ogni cinque secondi un bambino muore di fame.
  • Ad oggi sono oltre 700 milioni i lavoratori informali che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno e circa 1.200.000 miliardi con meno di due dollari al giorno.
  • Senza contratto di lavoro nè tutele sociali: nel 2020, due terzi della popolazione attiva mondiale potrebbe trovarsi a lavorare in queste condizioni.
Crescono le voci su un avvicinamento dei radicali (che hanno sei deputati) al governo Berlusconi, in vista della fiducia. In cambio di una nuova politica sulle carceri. Un colpo di scena? Un bluff? O un messaggio a Bersani?

Non devono essere stati pochi i simpatizzanti e gli elettori del Partito radicale che sono rimasti spiazzati leggendo i quotidiani di venerdì mattina, 'Corriere della Sera' in testa: secondo alcune indiscrezioni pubblicate, infatti, il partito di Marco Pannella avrebbe avviato una trattativa con il Pdl, per il tramite del ministro della difesa Ignazio La Russa, mettendo sul piatto della bilancia un'eventuale astensione sul voto di fiducia (il prossimo 14 dicembre) dei sei deputati radicali eletti nelle liste del Pd in cambio di un sottosegretariato dedicato alla questione delle carceri.

La vicenda, tuttavia, è più articolata di quanto possa sembrare, e può essere interpretata leggendola alla luce di due chiavi diverse, e per molti versi opposte.
Due milioni e 600mila euro stanziati per l’acquisto di libri saranno spesi invece per vitalizi e liquidazioni: così il governatore pugliese paga gli 8 consiglieri non rieletti ad aprile. Sbalordito il sindaco pd di Bari: "Se è vero c’è da mandare al diavolo tutti"

Il vitalizio non può attendere. E così per fronteggiare questa inderogabile emergenza sociale e pagare quindi le liquidazioni agli otto consiglieri che non sono stati rieletti ad aprile, la Regione Puglia decide di attingere ad altre risorse. La strada scelta dalla giunta guidata dal governatore Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e aspirante candidato premier del centrosinistra, è quella di una variazione di bilancio che azzera la disponibilità «di competenza» dei fondi dedicati all’acquisto di libri di testo per gli studenti. Una mossa che ha innescato accese polemiche, anche perché tutto ciò avviene proprio mentre proseguono le proteste contro la riforma universitaria del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. 
L’obiettivo della Regione Puglia è quello di garantire liquidazioni e vitalizi, che tra l’altro da queste parti sono i più alti d’Italia.
E' di queste ore la notizia dell'arresto di Assange, accusato di molestie sessuali: appare evidente la strumentalità di queste accuse, probabilmente infondate, avanzate verso un personaggio scomodo, molto scomodo. Tra l'altro il fatto sarebbe avvenuto in passato, ma solo ora procedono contro di lui... iscrivetevi e diffondete la pagina Facebook "Liberate il soldago Assange"





L’ultimatum è per domani. Se i trafficanti non riceveranno il riscatto richiesto, i 250 eritrei rapiti sul Sinai – ottanta dei quali provenienti dall’inferno delle carceri libiche – saranno fatti «sparire». Dopo aver pagato duemila euro per arrivare in Israele, una volta giunti in Egitto i profughi erano stati rapiti da un gruppo di trafficanti che pretende da ciascuno il pagamento di ottomila euro a testa in cambio della vita.
«Non ci danno acqua potabile – ha raccontato oggi al telefono una donna contattata da don Mussie Zerai, della ong Habeshia – dobbiamo bere l’acqua salata del mare e molti di noi già hanno problemi intestinali. Ci danno da mangiare una pagnotta e una scatola di sardine ogni tre giorni, siamo costretti a vivere incatenati come bestie». E la testimonianza è di quelle che non possono essere ignorate dai governi: «Abbiamo nove persone ferite in modo grave a causa delle percosse – prosegue la donna – bisognose di cure urgenti perché hanno testa fracassata e gli arti rotti. L’altro ieri sera, quattro di noi che non hanno alcun parente all’estero che possa pagare per loro un riscatto, sono stati portati via per prelevargli un rene da vendere. Altri, invece, sono stati marchiati con il fuoco per costringerli a chiamare i familiari e chiedere di pagare il riscatto. L’ultimatum è per domenica – conclude – dopo di che hanno detto che ci fanno sparire».
L’organizzazione per i diritti umani EveryOne – intanto – poco fa ha fatto sapere di aver individuato e comunicato all’Onu la località in cui sono detenuti gli ostaggi eritrei. E lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite per il traffico di esseri umani ha confermato a EveryOne che il caso, dopo le rivelazioni, riveste ufficialmente la massima priorità. Secondo quanto scrive l’Ansa, infine, sarebbe stato allertato anche il Mossad per evitare che i trafficanti possano fuggire attraverso i tunnel che collegano Israele alla Palestina. La speranza è che “la massima priorità” giunga prima dell’ultimatum.

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