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Cosa ti spaventa di più in questo momento?

venerdì 21 gennaio 2011
Da dove cominciare? Bhè, vediamo i giornali di oggi....Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi, Ruby, i PM milanesi, i festini del premier. Ma possibile che l'Italia ruoti intorno alle vicende scandalose di un losco figuro messo al potere perchè non c'era di meglio? Ma non ci sono già abbastanza problemi nel nostro Paese? Problemi che si bada bene dal cercare di risolvere perchè prima di tutto viene il premier con il suo giro di "smandrappate", poi vengono i problemi del premier, poi le aziende del premier, poi le tv del premier...e se avanza tempo si dà un'occhiata a come si può fare per far quadrare i conti sempre ovviamente a favore della classe politica, mai che si tocchino le loro tasche, per carità. E parlo di tutti, senza distinzione di colore politico o di posto a sedere in parlamento. Comunque sia ormai penso che il Berlu sia arrivato a raschiare il fondo, non sa più su che specchi arrampicarsi pover'uomo. Ma perchè non va a difendersi in tribunale invece che farlo come al suo solito con delle videoconferenze a senso unico (mai che metta qualcuno a controbattere o a fargli delle domande)? Ah già dimenticavo, lui ha detto che vorrebbe andare a difendersi davanti ai giudici milanesi ma non può, non può perchè quei giudici non ne hanno la facoltà di interrogarlo...Berlu, ma a chi la vuoi dare a bere? Dice che vuole mettere mano alla riforma della giustizia perchè non è più ammissibile che succedano queste cose: non fateglielo fare, non facciamoglielo fare. State attenti che se per caso fosse mai che dovesse prendere una multa per divieto di sosta, questo cancella il divieto di sosta dal codice della strada, facciamo attenzione gente, facciamo molta attenzione.

Nuovo videomessaggio: "Punire quei pm, non hanno competenza sull'inchiesta". Summit con i suoi direttori: "Rendere innocente l'immagine delle ragazze implicate". "Teniamo duro una settimana poi si sgonfia tutto". Casini: basta minacce. Il Pd: eversivo.


In fondo, in queste ore, è come un Bin Laden brianzolo asserragliato nel bunker che comunica con il mondo per videomessaggi (Guarda il video), digrignando i denti (niente sorrisi) e paventando sfracelli. Il primo proclama (Guarda il video) lo aveva lanciato scegliendo come scenografia una nuova libreria laccata di bianco; il secondo, quello di ieri, costruendosi un set pseudoquirinalizio con bandiera tricolore e scrivania presidenziale. Gli elementi di contorno non sono meno interessanti: c’è la solidarietà alle combattenti in lotta (le povere ragazze torturate ed inquisite dai satana della magistratura), c’è la minaccia di una vendetta implacabile contro il Tribunale di Milano (“I magistrati devono essere puniti!”), purtroppo mancano (per evidenti motivi) le “vergini” da offrire in premio ai martiri del verbo azzurro. Tutto il resto c’è: fiducia nella vittoria, mobilitazione delle truppe, sofisticati piani di battaglia sul fronte mediatico. Quel che è certo – per cominciare – è che Silvio Berlusconi ha riunito ad Arcore (lo ha rivelato per primo il quotidiano online Lettera 43) la pattuglia di mischia dei superdirettori: Alessandro Sallusti de Il GiornaleGiorgio Mulè di PanoramaAlfonso Signorini di Chi, il numero uno dell’informazione Mediaset Mauro Crippa. In fondo – a sentirlo ieri – sembrava davvero un capo guerrigliero che minaccia la Fatwa e annuncia la sua rappresaglia: “Il governo continuerà a lavorare e il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini. Mica male per uno che dice di volersi far sentire dai magistrati (“Ma non da questi”).
giovedì 20 gennaio 2011

Pio La Torre era un sindacalista, esponente del Partito Comunista. Ma niente a che vedere con i poltronari in cachemire e barca a vela di oggi. Pio La Torre stava dalla parte della gente, ha lottato e dedicato la vita alle giuste cause ed è stato ucciso dalla mafia per le lotte che portava avanti, sapeva di essere nel "loro mirino" ma è andato avanti e non si è fermato, gli uomini come lui non devono morire mai, devono rimanere per sempre nei nostri cuori.


Se la gente di sinistra deve ricordare qualcuno, anzichè scrivere "Carlo vive" sui muri, ricordi questo grande uomo, un grande, un mito.
Io oggi voglio ricordarlo, pubblicando la sua biografia. PIO VIVE.


Antonio B.

Pio La Torre era un uomo, un sindacalista, un politico autentico, di quelli che ti lasciano il segno: interpretava realmente il bisogno di giustizia, legalità e sviluppo della Sicilia e dei siciliani. Aveva la grande capacità di mettere insieme le forze migliori della società e di organizzarle per il raggiungimento del bene comune, a partire dai problemi concreti.

Ricordo ancora quando ci venne a parlare del valore supremo della pace e della scelta scellerata del governo di consentire agli americani l’installazione dei missili a Comiso (Rg). Io allora facevo parte della Fuci di Palermo (Federazione universitaria cattolici italiani) e a quel tempo non era scontato che un politico comunista e un’organizzazione cattolica si parlassero. C’era una diffidenza reciproca tra le gerarchie, non certo tra noi ragazzi e lui. Pio La Torre lanciò una campagna contro l’installazione dei missili e per sensibilizzare tutti al dovere imprescindibile di garantire pace. Fu così che insieme a tanti altri giovani, cittadini, associazioni che Pio avevo messo insieme, organizzammo diverse manifestazioni, raccogliemmo le firme davanti alle parrocchie, facemmo incontri, dibattiti, convegni.

Nel suo ultimo videomessaggio ai promotori della Libertà, Berlusconi afferma che i soldi elargiti con generosità a giovani e avvenenti fanciulle sono solo un aiuto senza secondi fini per ragazze in difficoltà. Il ritornello è noto e lo ripetono incessantemente in questi giorni tutte le persone più vicine al premier. Ultima in ordine di tempoSabina Began, “ape regina” delle feste chezBerlusconi. Qualcuno ci crede. Qualcun altro no. Sicuramente non ci crede la 36enne napoletana del quartiere di Pianura Maria Rosaria D’Angelo. Vedova da tre anni, con tre figli, di cui due con problemi di salute, la signora D’Angelo vive in un tugurio di periferia talmente umido che gli armadi non riescono a proteggere i vestiti dall’acqua, non ha lavoro e sbarca il lunario pulendo le abitazioni di qualche parente.

Nei mesi scorsi – come riferisce il Corriere del Mezzogiorno – la D’Angelo ha scritto cinque lettere a Silvio Berlusconi esponendole il suo stato e chiedendo una mano per trovare un impiego che le consentisse di vivere e mantenere dignitosamente la sua famiglia. Berlusconi le ha risposto attraverso il parlamentare Valentino Valentini. In altri tempi, la risposta in sè sarebbe già un traguardo. Ma non quando il premier, e tutti attorno a lui, dicono di non riuscire a trattenere la propria generosità. Del resto, il contenuto della lettera di Palazzo Chigi è molto lontano dall’immagine creata da Began – “Berlusconi ama aiutare tutti. In Thailandia, per esempio, ha fatto scuole e orfanotrofi. Io potrei portare tutta la lista per dimostrare che non ha aiutato solo le ragazze” – il premier, per bocca di Valentini si è limitato a dire: “Il presidente del Consiglio non può occuparsi di situazioni personali”. Segue invito a rivolgersi ai servizi sociali.

Scarica la risposta della presidenza del Consiglio

Di fronte al disastro della sua politica, Gianni Alemanno ha pensato bene di farsi dare la benedizione del Vaticano. Ovvio che l’appuntamento del 14 gennaio degli amministratori di regione, provincia e città fosse programmato ben prima della crisi di giunta. Resta il fatto che per l’occasione il sindaco delle promesse fallite si è premurato ancora una volta di ammantarsi nel vessillo della più stretta osservanza chiesastica.

È da tempo lo stile dei dirigenti del centrodestra dell’era berlusconiana. Come le signore che si danno un’aggiustatina con un colpo di cipria e una passata di rossetto, i falchetti del “partito dell’amore” nei momenti difficili vocalizzano l’aria di papa e cristianità.
Berlusconi ha nuovamente telefonato a Ballarò, durante la trasmissione, ma questa volta, dopo la precedente esperienza, non gli hanno dato la possibilità di parlare, invitandolo in trasmissione la settimana successiva.

Non è certo la prima volta che B. telefona a trasmissione in corso, e prende la parola, talvolta rivolgendosi al conduttore e alla trasmissione in modo poco educato.

Dovevano dargli diritto di replica, oppure hanno fatto bene a non concedergli spazio, invitandolo alla puntata successiva?



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I timori e le apprensioni espresse ripetutamente in tutto il mondo nei riguardi dell’impatto ambientale sullo sfruttamento del petrolio in mare aperto, hanno dimostrato ancora una volta di essere fondate, soprattutto dopo la fuoriuscita del petrolio nel Golfo del Messico durante l’estate 2010.
Il più grande disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti ha richiesto un intervento di vasta portata della durata di cinque mesi per sigillare definitivamente all’origine il pozzo.
Secondo É.Guihaire “la condanna del pozzo chiuderà un capitolo della marea nera che ha avvelenato la vita a parecchi americani, pescatori e commercianti in primis e che ha messo in pericolo il fragile ecosistema del Golfo del Messico”… Ma la regione ne avrà ancora per parecchio tempo con l’alterazione della flora e della fauna sottomarine toccate dal petrolio sversato per tre mesi e subiranno gli effetti dell’inquinamento per anni se non per decenni secondo le autorità americane.
Secondo Y. Arthus-Bertrand “ancora oggi, le fuoriuscite di petrolio restano gli emblemi dell’inquinamento oceanico…”. La flotta di navi cisterna ne provoca in media una ventina all’anno e alcune sono entrate nella storia per la loro vastità superando le 250.000 tonnellate.
Tuttavia gli oleodotti, le piattaforme e le raffinerie restano di gran lunga la fonte principale di perdite di petrolio rappresentando un volume di idrocarburi in media cinque volte superiore a quello delle navi. (Arthus-Bertrand, Y., 2009, p. 128).
Nello stesso Artico canadese nell’estate del 2010, tre navi tra le quali la Nanny, una petroliera che trasportava nove milioni di litri di diesel, si sono incagliate a Nunavut sulle sponde del mare di Beaufort, fortunatamente senza conseguenze negative per l’ambiente. É in questo contesto che l’assalto delle industrie del petrolio e del gas verso l’Artico fa temere il peggio.
Urge avviare un dibattito pubblico allargato sulle ripercussioni ambientali circa lo sfruttamento più esteso e intensivo dei giacimenti sottomarini nell’Artico. Questo dibattito dovrebbe aver luogo al più alto livello degli organi di governo globale e non deve essere lasciato alla sola iniziativa delle economie interessate.


VolatiliUna notizia che i mass media, in questi giorni hanno ignorato, a proposito della misteriosa moria di uccelli (ed altri animali) che sta avvenendo in tutto il mondo (Le cause della morte di centinaia di tortore a Faenza sembrano essere state localizzate, si tratta di un caso a se). A Roma pochi giorni fa alcuni giovani stavano uscendo da un locale in una traversa di Lungotevere. dove avevano festeggiato il compleanno di una loro amica, ad un certo punto, improvvisamente tre merli femmina gli sono piovuti addosso. Hanno alzato gli occhi al cielo, ma intorno non c’erano alberi, poi, d’improvviso un quarto esemplare. I giovani si sono spaventati e hanno raggiunto le proprie auto.
In questi giorni sulle cronache mondiali si stanno verificando accadimenti molto particolari: morie di alcune specie di volatili e pesci diffuse un po’ in tutto il mondo, in zone fredde e in regioni notoriamente calde, in continenti con problematiche ambientali molto differenti e soprattutto in situazioni strane, dove è poco realistico abbinare facilmente le morie di pesci a quelle degli uccelli, visto che gli elementi aria e acqua, sono tratti peculiari e caratteristici di ambienti troppo diversi. Quindi cosa può aver causato tutti questi eventi anomali, avvenuti tutti in un preciso periodo, piuttosto simili e a notevole distanza l’uno dall’altro, un po’ in tutto il mondo? Cause naturali o colpa dell’uomo? Cambiamenti climatici, complotti o che altro?


E’ davvero incredibile che si continui a raccontare panzane anche dopo l’uscita dei verbali estesi, completi delle sbobinature delle intercettazioni con le parole esatte.


Forse Dagospia non avrebbe dovuto divulgare la richiesta di invito a comparire a carico di Silvio Berlusconi depositata presso gli uffici della Camera. Ma ormai circola in rete, ed il danno è fatto: evidentemente neanche gli uffici della Camera dei Deputati sono un luogo sicuro per trattenere documenti confidenziali. In ogni caso il contenuto degli atti di indagine è di dominio pubblico ben prima del regolare deposito in Procura da parte dei Pubblici Ministeri. Intercettazioni, numeri di telefono, tutto in originale e senza omissis. Senza censure: pura verità.
Alfonso Signorini comincia con la favola/parabola del vecchio, dell’asino e del bambino, ricordando che qualunque cosa si faccia, la gente ti criticherà comunque. La gente, Signorini non lo dice ma si capisce, è il gruppo Repubblica/L’espresso. Poi è la volta della lezione di spontaneità da Steve Jobs, e dello stacchetto di Elena Santarelli. Arriva Teo Teocoli, ma tutti aspettano il piatto forte (anche se si sono distintamente ascoltati romanisti cantare che un certo “Radu è meglio di Ruby”: chissà a cosa si riferivano).
SORPRESE PERICOLOSE – Quando Teocoli attacca Yesterday accompagnato dalla chitarra acustica, ci si immagina un popolo di casalinghe quasi con la lacrimuccia. L’apparizione diPamela Prati ci fa sempre più pensare che il colpo di scena potrebbe essere l’entrata in scena di Alvaro Vitali nei panni di Pierino – visto il pulp pseudo-boccaccesco che ha preso la piega della storia – e poi in quelli di un vecchio premier sporcaccione, tanto per aggiornare le già numerose maschere da commedia che il nostro popolo ha dovuto inventarsi per sopravvivere. Con le tre ragazze che ballano, Pamela sembra una zia. Toccherà anche vederla ballare, prima di vedere “Ruby Rubacuori, la protagonista dell’inchiesta che sta dando scandalo”, dice Signorini tanto neutro da sembrare uno della Cnn, per una volta. D’altronde, è l’occasione di una vita. E lui è un grandissimo professionista, no?
mercoledì 19 gennaio 2011

Un altro caso di molestie sessuali scuote la diocesi di Ratisbona. Dopo gli abusi avvenuti nel coro della cattedrale di Ratisbona emersi  nel marzo 2010 ora si sono verificati abusi sessuali nei confronti dei pazienti ricoverati in un ospedale per disabili gestito dall’ordine ospedaliero dei fratelli di San Giovanni. Un frate ha confessato di aver molestato tre ricoverati nella struttura di Reichenbach, città situata nell’ Alto Palatinato della Baviera. Il ricovero è gestito dall’ordine monastico, responsabile di altri centri di assistenza della regione.

CONFESSIONE DEL MOLESTATORE
Il caso è stato scoperto grazie alla denuncia di una delle vittime, che ad inizio anno si è rivolta ad un infermiere laico. La direzione dell’ordine è stata subito informata del caso, e si è successivamente confrontata con il frate. Il comunicato stampa dell’ordine ospedaliero dei fratelli di San Giovanni rivela come i fatti siano stati confermati dalle loro indagini interne, e il religioso molestatore si è  autodenunciato il tre gennaio presso la procura di Ratisbona. Attualmente sono in corso le indagini sui casi di abuso, e il frate rischia una pena massima di cinque anni di carcere. L’avvocato dell’ordine Klaus Luckow ha spiegato come le molestie abbiano avuto un diverso sviluppo temporale. Il caso che ha permesso di individuare il religioso si è verificato a fine anno, mentre gli altri abusi sono accaduti molto tempo fa, all’inizio degli anni novanta, ed erano rimasti coperti dal silenzio delle povere vittime. La persona disabile recentemente molestata è stata assistita con grande attenzione nella struttura dopo la scoperta delle violenze subite, mentre le altre vittime non sono più da tempo ricoverate a Reichenbach.
Parlamento italianoNon c'è solo lo scandalo locazioni nelle carte top secret scovate dal Giornale. Montecitorio affida all'imprenditore di Affittopoli pure il servizio di ristorazione. La torta dei pasti frutta all'azienda di Scarpellini ben 2 milioni e 660mila euro. Bernardini: “Buttano i soldi e gli uffici sono vuoti”
L’idillio tra il costruttore «rosso» Sergio Scarpellini e Montecitorio è forte anche a tavola. L’imprenditore che ha il monopolio degli affitti d’oro della Camera dei deputati fa la parte del leone anche negli appalti che riguardano la ristorazione dei parlamentari e degli impiegati che lavorano nei Palazzi del potere.
Per agevolare al meglio il compito dei rappresentanti dei cittadini italiani, si sa, non servono soltanto comodi e spaziosi uffici ma anche una ristorazione di qualità. Ecco spiegata la spesa da capogiro ricavata dalle tasche dei contribuenti: la Camera ha speso nel corso di quest’anno quasi 7 milioni di euro per dar da mangiare e da bere a chi frequenta mense e bar degli stabili istituzionali.
Scie chimicheChi parla è un ex capo FBI, Ted L. Gunderson e parla, il video è datatato12.1.11, sintesi di traduzione:
"Le scie della morte, ovvero le scie chimiche, sono gettate e sprizzate in tutti gli USA, l'Inghilterra, Scozia, Irlanda Europa del nord. Le ho viste personalmente non solo negli Stati Uniti ma anche in Messico e Canada. Gli uccelli stanno morendo nel mondo. I pesci stanno morendo a centinaia e migliaia nel mondo. Questo è genocidio. Questo è veleno. Questo è omicidio perpetrato dagli Stati Uniti: questo elemento all'interno della nostra società che lo sta facendo, deve essere fermato.
Mi è capitato di sapere di due postazioni dove ci sono gli aerei che scaricano questo schifo sopra di noi. 4 degli aerei sono all'Air National Guard in Lincoln, Nebraska e gli altri a Fort Sill, Oklahoma. personalmente ho visto gli aerei fermi in Nebraska - a Lincoln, Nebraska - all'Air National Guard. Non hanno sigle segnaletiche. Sono aerei enormi, come bombardieri, senza marcature. Questo è un crimine: un crimine contro l'umanità, contro l'America, contro i cittadini di questo grande Paese. Devono essere fermati.
Cosa c'è che non funziona al Congresso? Questo ha una ripercussione sulla loro popolazione, la loro gente, i loro amici, parenti e loro stessi. Cos'è che non va in questa gente? Cosa non va nei piloti che guidano questi aerei e scaricano questo schifo, questo veleno, sulle loro stesse famiglie? Qualcuno deve fare qualcosa. Qualcuno al Congresso deve farsi avanti e fermare tutto questo ora. Grazie.


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Nichi VendolaNichi Vendola è sempre stato apparentemente un personaggio molto interessante, specialmente coi suoi discorsi conditi da una dialettica linguistica molto bella e nel contempo convincente. Egli è apparso in molte famose trasmissioni italiane riuscendo a persuadere una grande fetta del pubblico italiano ed anche estero. Ma le belle parole condite da un bel modo di parlare, specialmente in materia di aiuto alle famiglie italiane per mezzo di un sostanziale abbassamento delle imposizioni fiscali, non erano altro che vera e propria manipolazione.
Il prestigioso quotidiano 'iltempo.it' ha pubblicato l'articolo «Vendola regala sinistri aumenti» in cui si narrano le ultime decisioni del nostro caro amico Nichi Vendola in materia di imposizione fiscale. Decisioni che lasciano veramente con l' “amaro in bocca”.
Ci sarebbe da chiedersi: come mai Nichi Vendola ha agito in questo modo? Il motivo è chiaro, ma sottovalutato dal grande pubblico: Nichi Vendola deve fare gli interessi delle grandi banche e non certo della povera gente. Non ci si rende conto, e la cosa è molto triste, che in tutte le nazioni del mondo non ha mai comandato il popolo e tanto meno i leader politici. Hanno sempre dettato legge le grandi banche (produttori di povertà...). È questo il motivo che chi entra nelle stanze del potere non può in alcun modo fare gli interessi del popolo. Pochi sanno dell'esistenza della massoneria: tutti i politici in alte posizioni di potere devono aderire a queste società segrete firmando dei precisi protocolli ai quali devono scrupolosamente sottostare.

Copia della "domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni domiciliari" nei confronti del deputato Silvio Berlusconi, potete trovarla QUI e QUI in versione completa.

Curiosità:
Nel verbale, ci sono i nominativi delle ragazze coinvolte nello "scandalo", a cui è stata effettuata perquisizione domiciliare: cercando i nominativi su Facebook, sono presenti quasi tutte: una di loro, tra i contatti ha il profilo di Nicole Minetti, ma non è il profilo che la Consigliera regionale del PDL pubblicizza sul suo sito, e non è possibile richiedere l'amicizia.

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martedì 18 gennaio 2011

COSA SIGNIFICA “OTTO PER MILLE”?
IL TESTO DELLA LEGGE
COME FUNZIONA IL MECCANISMO?
LA DISTRIBUZIONE DEL GETTITO
COME VENGONO SPESI QUESTI SOLDI?
PERCHÉ ABROGARE IL MECCANISMO?
MA SI PUÒ ABROGARE? O NON PAGARE? E COME?
L'ESENZIONE ICI
ALTRI CONTRIBUTI PUBBLICI ALLA RELIGIONE CATTOLICA
OCCHIOPERMILLE
CINQUE PER MILLE



Nicole Minetti intercettata al telefono con un'amica racconta i festini: "Ne vedi di ogni, la disperacion più totale. C'è la zoccola, la sudamericana che non parla italiano. Ognuna di loro ha avuto il suo momento". Fede e Mora si accordarono alle spalle del premier per spartirsi un prestito da 1,2 milioni QUIRINALE: TURBAMENTO NEL PAESE. AVVENIRE: STORIA CHE FERISCE E SCONVOLGE

Caso Ruby, ad Arcore tra orge e bunga bunga

Alcune ragazze, parlando tra loro, commentavano: "A villa San Martino si entrava senza controlli". Dopodiché le serate si consumavano nella sala-discoteca del premier tra divanetti, palli per la lapdance e travestimenti sexy 

Cene, feste e orge. Con ragazze di ogni tipo: italiane, cubane, venezuelane, domenicane. Belle, bellissime. Disposte a tutto. A travestirsi da infermiere sexy. Insomma “qualcosa di mai visto”. Di “indecente”. Tanto che per partecipare a quegli incontri bisogna “essere pronti a tutto”. C’è questo e altro nelle 389 pagine dell’inchiesta su Ruby Rubacuori da questa mattina sul tavolo della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. C’è tutto Berlusconi. C’è soprattutto la sua televisione “sporcacciona” di Drive in. E quella di Non è la Rai. Anche lì ragazze minorenni in bella mostra.


Clicca per ingrandireNel novembre 2010, il farmacologo David Nutt ha pubblicato una scala del danno delle droghe che vede l'alcol in cima. Ma - si chiede il sociologo Peter Cohen- è valido il metro del “danno” con cui si misurano e si classificano le droghe?
Recentemente David Nutt, Leslie King e Lawrence Philips hanno pubblicato su The Lancet[1] un articolo sulla possibilità di classificare, per ognuno dei venti tipi di droga disponibili nel Regno Unito, i danni derivati. Il processo di classificazione descritto nell’articolo si fonda sul giudizio fornito da un numero imprecisato di esperti in materia di droga, che utilizzano sedici criteri di valutazione, impostati su una scala di valori da zero a cento. In base a tale valutazione, la sostanza più pericolosa è l’alcol con un punteggio di 72 (su cento), seguita da eroina (punteggio di 55), crack cocaina (punteggio di 54) e metanfetamine (punteggio di 33). In questa classifica una droga, come l’estasi, che vent’anni fa veniva percepita come estremamente pericolosa e persino neurotossica riceve una valutazione di non più di 9 punti.
L’assunto che le droghe causino danni è dato talmente per scontato che in pochi arrivano a pensare di interrogarsi da dove proviene questa conoscenza. Infatti, non è facile dirlo, visto che molti consumatori delle droghe classificate non sono in effetti destinati a patire alcun danno. È come frequentare il traffico urbano più congestionato: alcuni ne usciranno feriti o persino uccisi, ma la maggior parte dei guidatori non soffrirà alcun danno o conseguenza negativa.
Heinrich Himmler, 
Don Virgilio Anneti, parroco aretino, subisce tre furti, incolpa gli zingari, e inneggia al gerarca nazista:

"Himmler dette l’ordine di aggiungere ad ogni convoglio di ebrei un vagone di rom: ma perché uno solo invece di due?"

Per di più, lo fa per scritto, nel classico opuscolo periodico che le parrocchie inviano a casa delle famiglie.

Himmler è stato il comandante delle forze di sicurezza e poi ministro degli interni della Germania nazista, l’uomo che organizzava i genocidi preoccupandosi solo che non saltasse l’equilibrio psichico dei carnefici.

Ma i preti non dovrebbero predicare "amore, fratellanza e misericordia"?

Richiamato dal Vescovo, si è scusato, si è detto pentito, ha espresso solidarietà alla comunità Rom: un atto dovuto. Forse si è pentito di "averlo scritto", causando imbarazzo alla chiesa, ma probabilmente, sono queste le idee di questo pretacchione di Arezzo, la città dove la Lega Nord ha la percentuale più alta della Toscana.

Don Virgilio Annetti, il protagonista
Due "Ave Maria", un "Padre Nostro" e tutti a casa. Certo, se pensiamo che anche i preti pedofili che violentano e molestano bambini spesso se la cavano con poco, non possiamo certo pretendere che sia allontanato un prete che inneggia al nazismo e predica razzismo a mezzo stampa: ma ci chiediamo come possa, quest'uomo, parlare da un pulpito.

Se qualcuno sentisse l'esigenza di contattare il Parroco, Don Virgilio Anneti, può farlo mediante i recapiti forniti sul sito della diocesi di Arezzo: telefono: 0575 97106 - Indirizzo: Via Rigutino Est, 1 - 52100 - Rigutino - AR

Fonte

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Prima parte (scritta da Terrence Aym)
E' stato detto che l'umanità si autodistruggerà. Purtroppo, nel corso degli ultimi 100 anni la razza umana ha lavorato sodo per far sì che questa previsione si avveri. Gli arsenali nucleari sono sufficienti a distruggere l'umanità innumerevoli volte. Esistono armi biologiche che possono annientare l'intera umanità. Sono disponibili tossine, le quali sono talmente mortali che poche gocce in una approvvigionamento idrico cittadino possono uccidere milioni di persone.
Ci sono anche altre armi che la tecnologia ha sviluppata per alcuni decenni. La tecnologia scalare, inventata dal genio di Nikola Tesla, all'inizio del 20 ° secolo, ha la potenzialità di trasformare l'ambiente stesso in un'arma e dirigere le sue strali mortali trasformandosi quasi istantanemente in un assassino spietato .


Il fiume canadese Victoria's del Goldstream Provincial Park Sono rimasti a dir poco inorridito gli amanti della natura, mercoledì 29 dicembre 2010, quando hanno visto le acque del fiume Victoria's del Goldstream Provincial Park, isola di Vancouver, Canada, tingersi di un colore verde brillante nel tardo pomeriggio. Sembrava che l'acqua mutasse la sua colorazione in verde fluorescente all'ingresso al parco. Dopo circa un'ora il fiume è tornato poi al suo colore normale.
Il portavoce del Ministero dell'Ambiente Dan Gilmore ha asserito che il Ministero dell'Ambiente ha prontamente inviato delle squadre d'intervento e i Vigili del Fuoco che hanno immediatamente valutato la situazione e raccolto dei campioni d'acqua per le analisi. I campioni prelevati dal fiume e da una fontana situata nel Veterans Memorial Park sono stati inviati a Vancouver all'Environment Canada’s Pacific Environmental Science Centre.
lunedì 17 gennaio 2011
Zbigniew BrzezinskiUno scambio di informazioni tra organizzatori della conferenza Bilderberg 2010, sentito da un giornalista londinese del quotidiano «Guardian», rivela che gli elitisti, che attualmente si trovano presso l'hotel Dolce di Sitges, in Spagna, considerano le persone con reddito medio “una minaccia” ai loro ordini del giorno, evidenziando il fatto che i globalisti sono intenti a sviscerare la classe media e abbassare il tenore di vita mediante un aumento della povertà.

30 milioni negli ultimi 10 anni. Un dato che mette ansia dal momento che il numero delle famiglie italiane ammonta a 21 milioni e 600 mila unita' e' possibile affermare che in ogni famiglia italiana il “Grande Orecchio” e' entrato almeno una volta. IL costo di questo “ascolto” affidato dalle Procure di tutta Italia a ditte esterne e' di quasi 300 milioni di euro l' anno.
Il pubblico ministero di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto delle sanzioni pecuniarie per 4 banche Deutsche Bank, Citigroup, Morgan Stanley e Bank of America, coinvolte nel crac Parmalat, l’azienda agroalimentare di Collecchio, allora guidata da Calisto Tanzi che causò una voragine di oltre 13 miliardi di euro.

Le quattro banche sono imputate in base alla legge 231 del 2001, cioè quella sulla responsabilità amministrativa degli enti, in relazione al reato di aggiotaggio. Per queste banche inoltre il pm ha chiesto anche la confisca di 120 milioni di euro e una sanzione pecuniaria di 3,6 milioni di euro nonché la condanna a un anno e un anno e quattro mesi per cinque funzionari bancari. Nel dettaglio, i pm hanno chiesto la confisca di 5,9 milioni di euro per Morgan Stanley, di 14 milioni di euro per Deutsche Bank, di 70 milioni di euro per Citigroup e di 30,7 milioni per Bank of America.

fonte

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Caso Ruby, le intercettazioni delle ragazze  “E’ allucinante, lo chiamano tutte amore” - Sono le parole di alcune delle giovani che hanno partecipato alle feste a villa San Martino. In una la ragazza ammonisce: "O sei pronta a tutto o prendi il taxi e te ne vai"

Quello che si prevedeva si sta puntualmente verificando. Le trecento pagine dell’inchiesta milanese dopo essere atterrate sul tavolo della Giunta per le autorizzazioni a procedere iniziano ad uscire. Si tratta degli appunti presi dai deputati. “E’ allucinante. Non sai. Lo chiamano tutte amore, tesorino. Non puoi nemmeno immaginare quello che avviene lì… Nei giornali dicono molto meno della verità anche quando lo massacrano”. E’ quanto si legge nelle intercettazioni tra T.M. e B.V. riportate nell’invito a comparire della procura di Milano a Silvio Berlusconi.  Ma c’è dell’altro. Sui festini di Arcore le soubrette sono chiarissime: “O sei pronta a tutto oppure prendi il taxi e te ne vai”.
domenica 16 gennaio 2011

In barba al rischio sismico e vulcanico, ma soprattutto in spregio alla lotta all'abusivismo, il Popolo della libertà campano ha votato un emendamento alla legge del 2003 che vietava nuove costruzioni sulle pendici del vulcano.

C’era una volta la zona rossa del Vesuvio: area a rischio sismico e vulcanico dove, dal 2003, non si poteva più edificare oltre all’esistente. Ora però, una Legge regionale campana, di fatto rischia di favorire il proliferare di costruzioni nell’area a rischio. Si tratta di un emendamento alla legge regionale del 2003 che consentirà interventi di ristrutturazione edilizia “anche mediante demolizione e ricostruzione in altro sito”. Insomma, alle pendici del Vulcano in piena zona rossa si potrà di nuovo edificare in barba al rispetto delle norme di sicurezza e della lotta all’abusivismo edilizio.

Vediamo come. L’articolo 5 della L.R. 10 dicembre 2003 n. 21, al comma 1 sancisce il divieto di “rilascio di titoli edilizi” che consentano “la realizzazione di interventi finalizzati all’incremento dell’edilizia residenziale” in zona rossa.

Il divieto è coerente con le enormi preoccupazioni che riguardano l’area in questione. Un’area densamente popolata per la quale esiste anche un piano d’emergenza nazionale che prevede il trasferimento in aree sicure di tutti gli abitanti (più di 550mila persone) dei 18 comuni interessati dal rischio. Sulla questione Vesuvio e sulla sua pericolosità si spendono, da anni, interventi e parole. Esiste un osservatorio vesuviano con sistema di monitoraggio permanente. Si è avanzata la richiesta di estendere ulteriormene la zona rossa. Legambiente ha stimato in circa 50mila le abitazioni abusive, e ha parlato di un piano di evacuazione ancora in alto mare.

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