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sabato 7 aprile 2012

SPECIALE LEGA NORD
alcuni articoli riguardanti la Lega Nord che abbiamo pubblicato nei mesi scorsi




Renzo e Umberto Bossi al raduno di Venezia nel 2007 (Credits: La Presse)
Renzo e Umberto Bossi al raduno di Venezia nel 2007 (Credits: La Presse)
Di seguito pubblichiamo La "Storia di Renzo Bossi, detto il Trota" pubblicata da Panorama, che descrive le vicende salienti della sua "carriera" fino all'arrivo al Pirellone, incarico che gli ha fatto guadagnare un posto nella "top ten" italiana dei "figli di papà raccomandati"Pluribocciato all'esame di maturità, è emerso in questi giorni che 130.000€ della Lega Nord (provento dei rimborsi elettorali, cioè soldi pubblici) sarebbero stati spesi per farlo laureare. Visto che l'articolo  secondo noi è troppo "benevolo" nei suoi confronti, lo integriamo con qualche notizia che lo riguarda che abbiamo pubblicato nei mesi scorsi. Del fatto che "il Trota" avesse frequentazioni "particolari" lo avevamo appreso già nei mesi scorsi: l'articolo "Cocaina, escort e festini le amicizie pericolose del Trota" risale infatti al 7 Gennaio; ma in questi giorni è emerso che "le frequentazioni di Renzo Bossi sarebbero peggiori di quelle di Cosentino". 
LA "FAMILY" BOSSI. Qualcuno ha definito la famiglia Bossi "una famiglia a carico del contribuente" visto che quasi tutti percepiscono un lauto stipendio dalle istituzioni: Umberto era Ministro e ora Senatore,  il Trota è Consigliere regionale, ma anche la signora Bossi, oltre a percepire la pensione dall'età di 39 ANNI ha beneficiato di fondi statali per fondare una "scuola paritaria". Ma anche Franco e Riccardo, rispettivamente fratello e figlio primogenito di Umberto Bossi, hanno percepito uno stipendio dalle istituzioni per molti anni, in qualità di "assistenti accreditati" dei parlamentari Speroni e Salvini.
I GUAI GIUDIZIARILe vicende riguardanti suo padre Umberto Bossi emerse in questi giorni sono ben illustrate in questo dossier; ed è recente anche la condanna del figlio minore Riccardo (fratello del Trota) condannato per avere lanciato gavettoni alla candeggina a un militante di rifondazione comunista, colpito al volto.
STORIA DI RENZO BOSSI, DETTO IL "TROTA" di blog.panorama.it/Sul suo blog scrive:  “Sono cresciuto in mezzo a manifesti e volantini ed ho sempre respirato la passione della politica come voglia di riportare la libertà ai nostri popoli. Libertà di lavorare senza il peso di uno stato opprimente, libertà di studiare la nostra storia, di vivere le nostre tradizioni, di rispettare i nostri territori.” Parola di Renzo Bossi24 anni il prossimo 8 settembre, il più giovane consigliere regionale d’Italia.
Con i soldi della Lega Nord (o meglio dei contribuenti italiani) sono state pagate le rate scolastiche e per il conseguimento della laurea per Renzo Bossi, per Rosy Mauro vicepresidente del Senato e per il suo compagno, presso esamifici privati esteri di elitè, dove si spendono milioni di euro per comprarsi letteralmente una laurea. 

E' la segretaria amministrativa della Lega Nadia Dagrada ad aprire uno squarcio su questa ulteriore pagina ignobile della cricca del Boss/i. 
"Belsito mi ha riferito che sono stati dati soldi in contanti a Pier Moscagiuro, compagno di Rosy Mauro affinchè pagasse le rate per le spese della scuola privata per conseguire il diploma, la laurea, credo ottenuti entrambi in Svizzera. Inoltre Belsito mi ha detto anche di aver pagato le rate per il diploma e poi la laurea della stessa Rosy Mauro pagando con i soldi della Lega. I titoli di studio sono costati circa 120mila euro prelevati dalle casse della Lega: sono stati conseguiti in Svizzera in un istituto privato a pagamento. Inoltre anche Renzo Bossi dal 2010 sta prendendo una laurea all' Università privata di Londra, il cui costo si aggira sui 130.000 euro".

Anche lì, rette milionarie, per i figli ciucci dei ricchi.


fonte



Il rapporto annule. 676 condanne accertate nel mondo. La denuncia di Amnesty: impossibile sapere

di Francesco Semprini 

ROMA Decapitazioni, impiccagioni, fucilazioni e iniezioni letali. Sono state almeno 676 le esecuzioni capitali praticate lo scorso anno in tutto il mondo al netto della Cina. Perché, come spiega il rapporto «Death Penalty 2011» di Amnesty International, il regime di Pechino considera la «pena di morte» un segreto di Stato e per questo non rende disponibili statistiche ufficiali. Dal dossier emerge un dato «allarmante», le 149 esecuzioni in più rispetto al 2010, (imputabile totalmente a Iran e Arabia Saudita). Ma anche un altro positivo, ovvero la riduzione di un terzo negli ultimi dieci anni delle nazioni che ricorrono alla pena capitale, 20 su 198. Alla fine del 2011 infine erano 18.750 le persone su cui pendeva una condanna a morte. «La grande maggioranza dei Paesi ha preso le distanze dalla pena di morte», avverte Salil Shetty, segretario generale di Amnesty.

Diversi i capi di imputazione per cui si viene giustiziati. In Iran si può morire per adulterio e sodomia (ricordiamo il caso di Sakineh), in Pakistan per blasfemia (è in attesa di esecuzione la cristiana Asia Bibi). In Arabia Saudita si muore per stregoneria, mentre in dieci Stati la condanna può essere emessa per reati di droga. Secondo Amnesty nella maggior parte dei Paesi dove è prevista la pena capitale, i procedimenti giudiziari non hanno rispettato gli standard internazionali sui processi equi mentre in alcuni casi, il giudizio si è fondato su confessioni estorte con tortura o altri metodi coercitivi, come in Arabia Saudita, Cina, Corea del Nord, Iran e Iraq.

L'Agenzia delle Entrate nel 2011 ha inacssato 12,7 miliardi, dato in crescita del 15,5%: ma la pressione fiscale resta a livelli record

L'Agenzia delle Entrate snocciola i dati: 697mila accertamenti e un'imposta accertata pari a 30,4 miliardi di euro. Questi i numeri della lotta all'evasione. Nel corso del 2011 sono stati incassati 12,7 miliardi di euro, in crescita del 15,5% rispetto al 2010. E' quanto emerge dal rapporto dell'Agenzia delle Entrate sui risultati del 2011 e sulle prospettinve del 2012.

"Controlli sempre più mirati" - Il direttore centrale, Luigi Magistro, ha spiegato che "il risultato è il frutto della strategia da tempo messa in campo dall'Agenzia, che si basa su controlli sempre più mirati grazie ad analisi del rischio di evasione molto approfondite. Infatti - ha spiegato - a fronte di una diminuzione (-1,2%) del numero di accertamenti, che passano dai quasi 706 mila del 2010 ai circa 697 mila del 2011, la maggiore imposta accertata è cresciuta del 9,3%, superando la quota di 30,4 miliardi contro i 27,8 registrati nel 2010".

Una confezione in circolazione su dieci è falsa. I principi attivi a rischio prodotti soprattutto in Cina e India  Nonostante i divieti, consumatori e dottori attratti dai prezzi bassi che si ottengono sul web Il traffico di fiale contraffatte rende alle mafie 150 volte più della droga

ROMA - Ha comprato il Sorbitolo su eBay, il medico di Barletta. Anche se in Italia è vietato acquistare medicine su Internet. Sono dieci anni almeno che carabinieri dei Nas, chimici dell´Aifa, esperti dell´Organizzazione mondiale della Sanità hanno accertato che il traffico di farmaci contraffatti, velenosi e spesso mortali è uno dei grandi brand - in crescita semestrale - delle criminalità globali. Ci sono studi appilati, ormai. Dicono che ogni dieci scatole di medicine che si vendono nel mondo, una è pericolosamente falsa. Dicono che in Russia e in Africa si può arrivare anche a tre scatole ogni dieci. La Federchimica situa le cifre del rischio italiano sulle aliquote internazionali: un farmaco contaminato ogni dieci, colpa dei principi attivi di bassa qualità provenienti da Cina e India.


Mario Monti, lobbista dei "bombanchieri della Nato"

( Tratto da: Comidad.org )

Cresce l'interesse delle multinazionali finanziarie per i business "poveri", dalle pensioni agli ammortizzatori sociali. Tutto diventa occasione per privatizzazioni, imposizione di conti correnti e carte di credito (vedi la "flexsecurity"). Bisogna "liberalizzare", ma le assicurazioni diventano obbligatorie su tutto: oltre alle casalinghe, ora anche i professionisti devono essere assicurati e gli automobilisti, invece che un tagliando, dovranno avere un microchip. 

L'assalto del lobbying bancario ai business poveri ha determinato che ora si trovi nel mirino anche la categoria dei tassisti. La "liberalizzazione" dei taxi è già avvenuta da anni negli Stati Uniti, dove i tassisti sono ormai quasi tutti degli immigrati.

Lavoratori indiani, pakistani o slavi sono stati costretti nel proprio Paese ad indebitarsi con qualche agenzia finanziaria, per essere poi indotti ad emigrare in modo da riuscire a pagare almeno gli interessi sul proprio debito. L'emigrazione non è una scelta, ma una conseguenza dell'indebitamento personale; e se la "corporazione" dei tassisti non si toglie di mezzo, le agenzie finanziarie non avranno modo di farsi ripagare i debiti. Va da sé che le agenzie finanziarie fanno quasi tutte parte di sottogruppi di grandi banche internazionali [1] 

Si consideri quanto la questione dei migranti renderà agevole governare questa "liberalizzazione", che verrà ridotta a conflitto etnico-razziale, mettendo le vittime le une contro le altre. Contro la "corporazione" dei tassisti potrà quindi essere utilizzata anche l'accusa di razzismo e xenofobia. 


Conferenza stampa: Rutelli parla di amministrative. Un giornalista rivolge alcune domande sul 'caso Lusi', e l'ex capo della Margherita si indispone, e dichiara di non volerne parlare. Poi ci ripensa, e affronta la questione, dichiarando ripetutamente di essere "una VITTIMA di Lusi". 


Le dichiarazioni di Lusi? Per Rutelli sono "le dichiarazioni di un ladro" senza alcuna credibilità. 


Ci piacerebbe molto rivolgere le seguenti domande a Rutelli, speriamo che qualche giornalista lo faccia: 


1) Il bilancio della Margherita aveva capitoli di spesa assurdi. Non avevano destato nessun sospetto a nessuno? Per esempio spendere centinaia di migliaia di euro per un sito web che non esiste?


2) E i bonifici di Lusi verso la fondazione di Rutelli?


staff nocensura.com


venerdì 6 aprile 2012
Nadia Dagrada e Daniela Cantamessa negli interrogatori ribadiscono i contenuti delle intercettazioni. "Erano evidenti le anomalie in tesoreria". E ancora: "Feci il bilancio senza documentazione". Nell'elenco delle spese anche la laurea di Renzo a Londra, la visita cardiologica di Rosy Mauro, la laurea in Svizzera del fidanzato di quest'ultima. Belsito falsificò un verbale per l'operazione Tanzania


“Io avvisai 
Bossi delle irregolarità di Belsito”. E’ la frase pronunciata dalla segretaria del leader della Lega Nord, Daniela Cantamessa, durante l’interrogatorio di mercoledì scorso, condotto a Milano dai magistrati di Napoli Henry John Woodcock e Francesco Curcio.

Sia dalla testimonianza della Cantamessa sia da quella dirigente dell’ufficio amministrativo del partito – e responsabile dell’ufficio gadget – Nadia Dagrada emergono (di nuovo) le spese deifamiliari del Senatur, le anomalie di bilancio, il ruolo della vicepresidente del Senato Rosy Mauro(“Non si staccava mai da Bossi”, “Fu pagata la laurea del compagno”), il rischio che l’ex ministroRoberto Castelli mettesse gli occhi sui bilanci del Carroccio. Circostanze che molti all’interno della segreteria del partito – come sottolineano gli investigatori – sapevano.

“In segreteria sapevano”. Nelle carte delle indagini viene evidenziato che all’interno della Lega, dopo la scoperta delle operazioni con i fondi esteri in Tanzania, Cipro e Norvegia, erano sorte diatribe interne relative alla possibilità di defenestrare Belsito. E proprio in questa fase, “dove si palesavano le sue dimissioni, è emerso un quadro di complicità – si legge negli atti – tra Belsito e Dagrada, responsabile contabile del movimento, e di altri soggetti della segreteria.
Sono 16 i casi di suicidio dovuti alla crisi avvenuti negli ultimi 10 giorni, documentati dall'Osservatorio "Accade in Italia - lacrisiuccide.info" - una frequenza decisamente di più elevata di quella di cui parlano i 'dati ufficiali' e molto probabilmente qualche caso è passato inosservato all'osservatorio.

Per la riuscita dell'Osservatorio è IMPORTANTISSIMO contribuire tutti, segnalando i casi che avvengono nella nostra regione di residenza: suicidi, tentati suicidi, proteste eclatanti, e altri drammatici eventi legati alla crisi. 

Segnalare solo i casi che avvengono nella propria regione è importante per evitare che numerosi utenti segnalino lo stesso caso: cosa che "ingolfa" e complica il lavoro degli amministratori del blog. 

Per segnalare un caso bastano POCHI SECONDI e la collaborazione di tutti è FONDAMENTALE per la riuscita dell'Osservatorio
  • E' possibile inviare una email all'indirizzo segnalazioni@lacrisiuccide.info indicando il Link dell'articolo, oppure allegando la "scansione" di un articolo cartaceo;
  • Inviare un messaggio attraverso l'apposita funzione della pagina Facebook http://www.facebook.com/LaCrisiUccide.info
Dobbiamo rendere evidenti a tutti quanto sia drammatica la situazione che si è venuta a creare nel nostro paese, e che viene NASCOSTA da politici e mass media, poiché i primi hanno grosse responsabilità e i secondi sono loro sudditi e complici.

AIUTATECI A FAR CONOSCERE QUESTA INIZIATIVA A PIU' CITTADINI POSSIBILE, SIA PER RICEVERE SEGNALAZIONI DA TUTTA ITALIA (COSA FONDAMENTALE) SIA PER SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA E FARE PRESSIONE SUI PARTITI POLITICI
Questa immagine può essere utilizzata sui social network per far conoscere
l'Osservatorio. PASSAPAROLA!

Lo staff dell' Osservatorio "Accade in Italia. Lacrisiuccide.info"
Perché questa iniziativa

fonte: Osservatorio "Accade in Italia. Lacrisiuccide.info""



Ufficialmente sarebbero "rimborsi per le spese elettorali", ma in realtà sembra proprio che vengono utilizzati per ben altre questioni, spesso private, oltre al fatto che - come si evince dalla tabella di seguito - nella maggioranza dei casi, le cifre che ricevono i partiti superano di gran lunga le spese elettorali affrontate.


La tabella sopra riporta i finanziamenti globalmente erogati dallo stato e le spese sostenute dai partiti. Negli ultimi 20 anni ci sono costati 2 miliardi di euro.

Tenendo ben presente il fatto che ovviamente la giustizia non riesce - in ogni ambito - a scoprire tutti i reati, negli ultimi mesi, riguardo al finanziamento pubblico dei partiti abbiamo assistito alle seguenti vicende:

  1. Il "caso Lusi" che ha investito la "Margherita" di Rutelli: un partito che, per'altro, non esiste più, ma come sappiamo anche i partiti "defunti" continuano a percepire i rimborsi. (vedi Ecco i “Partiti Defunti” che hanno continuato a ricevere rimborsi elettorali).

    Il bilancio della "Margherita" elencava capitoli di spesa talmente assurdi e insensati che anche un bambino di 7 anni avrebbe capito che "qualcosa non andava". Rutelli quando è scoppiato lo scandalo è "caduto dalle nuvole", ma ci sono le prove che anche la sua fondazione ha "beneficiato" dei soldi che Lusi avrebbe fatto sparire, per un totale di 866.000€. E la versione del "tesoriere ladro" - che davanti ai magistrati ha dichiarato che "i vertici della Margherita sapevano tutto" appare decisamente più credibile di chi invece, ai microfoni delle "Iene" sostiene che "sarà restituito tutto".
  2. Il caso di Alleanza Nazionale: "Che fine hanno fatto 24 dei 116 milioni che Alleanza Nazionale ha incassato dal finanziamento pubblico? vedi anche l'articolo di Dagospia " "CAMERATI, I SOLDI CHI LI HA IN-CAMERATI?"
  3. Il caso Belsito che ha recentemente investito la Lega Nord. Dopo il caso "Lega Nord Tanzania" esploso pochi mesi fa, quando emerse che il partito di Bossi (che per pagare l'affitto delle sedi chiede i soldi ai militanti, come ha ammesso Matteo Salvini) anziché sostenere l' "amatissima Padania", le cui aziende sono sempre più in crisi, ha investito milioni di Euro in Tanzania. Ora invece è emerso ben altro: i soldi dei contribuenti italiani che la Lega Nord ha ricevuto a titolo di rimborso elettorale sono stati spesi per la ristrutturazione della casa della famiglia Bossi in provincia di Varese, cene, viaggi, spese dentistiche e molte altre spese...PRIVATE 

POCHI CITTADINI SANNO CHE LA "CORTE DEI CONTI" NON PUO' CONTROLLARE IL BILANCIO DEI PARTITI IN QUANTO QUESTI FIGURANO COME "ASSOCIAZIONI DI CITTADINI" QUALSIASI... esattamente come un circolo della bocciofila... si sono tutelati bene, non c'è che dire!




Alessandro Raffa per nocensura.com




Un altro avvocato scende in campo contro coloro che ci stanno privando della democrazia: si tratta di Paola Musu, di Cagliari, che ha sporto formale denuncia nei confronti del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio, e di tutti i ministri ed i membri del parlamento.


I reati ravvisabili nel loro operato, secondo quanto si evince dal documento protocollato presentato presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari, sono i seguenti:
  • Attentato contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato;
  • Associazioni sovversive; 
  • Attentato contro la Costituzione dello Stato;
  • Usurpazione di potere politico;
  • Attentato contro gli organi costituzionali;
  • Attentato contro i diritti politici del cittadino;
  • Cospirazione politica mediante accordo;
  • Cospirazione politica mediante associazione;
Secondo l'avvocato Paola Musu, sarebbe stato violato l'articolo 1 della Costituzione, che recita: "L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".

L'avvocato contesta inoltre che "la sovranità monetaria oggi non appartiene più al popolo italiano, ma effettivamente alla Banca Centrale Europea" che ha dettato l'agenda in materia di politiche economiche al Governo Monti (dopo aver cercato di dettarla al governo Berlusconi, con la "famosa" lettera inviata a Tremonti, dopo la quale varò la prima manovra, quella estiva, da 50 miliardi di euro)

Il testo integrale della denuncia, digitalizzato, è disponibile su scribd (clicca sul link)


LO STAFF DI NOCENSURA.COM, ESPRIME TOTALE APPROVAZIONE PER L'INIZIATIVA ASSUNTA DALL'AVV. PAOLA MUSO, CHE RINGRAZIAMO SENTITAMENTE.


Alessandro Raffa per nocensura.com


Vedi anche: Fioccano da nord a sud le denunce contro Monti e Napolitano


Come era prevedibile (aveva gravi ustioni sul 100% del corpo) l'uomo che si è dato fuoco davanti agli uffici dell'agenzia delle entrate di Bologna non ce l'ha fatta. Il suo cuore ha smesso di battere dopo 9 giorni di agonia. 

Riposa in pace Giuseppe

- - -
I medici non avevano mai dato speranze ai famigliari: al momento del ricovero aveva ustioni sul cento per cento del corpo

Giuseppe Campaniello, l’uomo che si era dato fuoco davanti alle sede delle commissioni tributarie in via Paolo Nanni Costa a Bologna, è morto. Era ricoverato in Rianimazione all’ospedale Maggiore di Parma da nove giorni. L’uomo, di 58 anni, era stato trasferito in elisoccorso il 28 marzo da Bologna, per le gravissime ustioni riportate su tutto il corpo.

L’artigiano edile che mercoledì scorso si era dato fuoco all’interno della sua macchina, una Fiat Punto, davanti agli uffici del fisco a Bologna. Intanto i magistrati proseguono l’indagine per istigazione al suicidio. Da piazza Trento Trieste spiegano che l’iscrizione è un atto per poter avvalersi di un più ampio spettro di strumenti investigativi, come le perquisizioni. Ma intanto, giorno dopo giorno, il quadro che scaturisce dagli accertamenti affidati dalla polizia municipale è quello di un piccolo imprenditore oberato dai debiti nei confronti dello Stato, che gli contestava di aver dichiarato meno di quanto dovuto.



Enel uccide il clima e l’arma che utilizza è il carbone. Abbiamo una nuova squadra di investigatori, i R.I.C. (Reparto Investigazioni Climatiche), che è sulle sue tracce e che ora è in azione davanti alla sua sede a Roma. Tre attivisti si sono calati dal tetto dell’edificio e hanno aperto uno striscione di 70 metri quadri con la scritta “ENEL KILLER DEL CLIMA” mentre altri hanno transennato l’ingresso per marcare la “scena del crimine” e consegnare ai vertici di Enel un “avviso di garanzia” per reati contro il clima, l’ambiente e la nostra salute.


Enel è stata “iscritta al registro degli indagati” dai R.I.C. di Greenpeace sulla base dei dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA). Secondo l’Agenzia la centrale a carbone di Enel Federico II a Brindisi è l’impianto industriale più inquinante in Italia per emissioni in atmosfera. La centrale di Brindisi causa annualmente danni ambientali, climatici e sanitari stimati tra i 536 e i 707 milioni di euro e ne intasca  una cifra simile in  profitti extra. In altre parole, i guadagni di Enel sono equivalenti ai danni che produce su ambiente e salute. E che non paga. 
mappa delle centrali nucleari in Francia

Nel sito nucleare di Penly. Principio di incendio con fuoriuscita di fumo e acqua radioattiva
Nella centrale nucleare di Penly, nel nord ovest della Francia si è verificata una fuga di "acqua radioattiva" dal reattore nel quale questa mattina era stato riscontrato un incidente minore. E' quanto riferisce Edf, il colosso energetico francese che gestisce il sito nucleare, sottolineando tuttavia che la fuga di acqua radioattiva "non comporta alcun rischio per l'ambiente".
GREENPEACE, INCIDENTE GRAVE - "Ciò che è successo oggi è un incidente grave": lo ha detto la responsabile di Greenpeace, Sophia Majnoni, commentando su BFMTV l'incidente nucleare nella centrale di Penly, nel nord-ovest della Francia.
ALLARME CENTRALE PENLY, SPENTO REATTORE - Nuovo allarme nucleare in Francia, nella centrale atomica di Penly, nel nord-ovest del Paese, dove in tarda mattinata si sono verificati due principi di incendio nel locali del reattore 2, innescandone lo spegnimento automatico di sicurezza.


Dopo l' "agenzia delle entrate" che si interessa di METTERLO NEL C**O agli Italiani, ci sarà anche una autority per verificare ciò che "esce" dal lato B degli italiani: è stata fondata l' "agenzia delle uscite" e presto dovremo installare un "contatore" sul water: più ne fai, più mangi: e se mangi tanto di questi tempi significa che sei RICCO, probabilmente un evasore, e devi PAGARE...

Eheheheh
Francesca T. di nocensura.com









Uccide un uomo guidando l’auto con un tasso alcolico di 1,35 e ad elevatissima velocità: non farà neanche un giorno di carcere. L’AIFVS chiede un decreto legge che garantisca subito la congruità della 
pena. Il Gup Vittorio Anania del Tribunale di Palermo ha accolto il 3 aprile scorso una richiesta di patteggiamento con il consenso del Pm Ennio Petrigni, ritenendo congrua la pena finale di anni 1 e mesi 11, addirittura con la sospensione condizionale della pena e le attenuanti generiche, nonostante il manifestato vivo dissenso dei familiari superstiti e dell’AIFVS ammessi parte civile.
A nulla è valsa la campagna di sensibilizzazione avviata a Palermo ed in Sicilia proprio dai familiari della vittima in collaborazione con il Giornale di Sicilia per una pena giusta.
L’allarmante sentenza che non garantisce la congruità della pena rispetto alla gravità del reato e alla mancata eliminazione delle conseguenze dannose, evidenzia che i pubblici ministeri prima ed i giudici poi ignorano e sviano il pensare ed il sentire della intera comunità
endometriosiUn recente studio conferma che l'esposizione ad inquinanti chimici aumenterebbe il rischio di endometriosi
Aumentano le evidenze del legame tra inquinamento ambientale e problemi di salute.
L'esposizione ad inquinanti chimici accrescerebbe, infatti, il rischio di endometriosi, malattia cronica e complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero. A sostenere il legame tra l'inquinamento e questa patologia è unostudio di un gruppo di ricercatori dell'università di Torino, guidati da Giuseppe Migliaretti, che hanno valutato l'incidenza dell'endometriosi nel Nord-Ovest d'Italia.
I ricercatori hanno selezionato dai documenti ufficiali di dimissione ospedaliera 3.929 donne tra i 18 ed i 45 anni di età, nati e residenti in Piemonte che avevano subito un trattamento medico o chirurgico per l'endometriosi tra il 2000 e il 2005.
Lo studio ha mostrato un tasso di aumento della patologia di circa il 30% in alcune zone (Piemonte meridionale e centrale) esposte a rischi ambientali collegati alla presenza di inquinanti chimici.
Già in precedenza Pietro Giulio Signorile, presidente della Fondazione italiana endometriosi onlus, aveva spiegato che nelle zone dove c'è un tasso di inquinamento ambientale e dove si trovano aziende che dimettono o emettono grandi quantità dimateriali inquinanti, la percentuale della malattia è maggiore.
È stato proprio lo studio di Signorile (classificato tra i migliori studi di medicina al mondo dall'istituto inglese Faculty of 1000 Medicine) a mettere in luce, per la prima volta, la stretta connessione tra endometriosi, infertilità, menopausa precoce e inquinamento. Dalla ricerca è emerso che la menopausa precoceè otto volte più frequente nelle donne affette da endometriosi.
La diagnosi di endometriosi in Italia, così come nel resto d'Europa, è tardiva. Solitamente nel nostro Paese viene diagnosticata attorno ai 32 anni, in piena età fertile.



fonte



fumo inceneritoreLe diossine, i furani e i PCB vengono trasportati al di là delle frontiere e costituiscono una minaccia per l’ambiente e per la salute umana
Ancora storie di latte materno contaminato in Emilia Romagna in aree interessate dalla presenza degli inceneritori, mentre a Pisa i cittadini si organizzano per raccogliere firme a favore della chiusura delle attività dell'inceneritore di Ospedaletto. Ma perché la legislazione europea è incapace di fornire soluzioni efficaci?


di Elsa Magri


Le diossine, i furani e i PCB (policlorobifenili) rientrano in diversi ambiti della politica ambientale come inquinanti organici persistenti (POP,persistent organic pollutants).
Al pari di altri POP, le diossine, i furani e i PCB vengono trasportati al di là delle frontiere e costituiscono una minaccia per l’ambiente e per la salute umana in quanto si bio-accumulano attraverso la catena alimentare. Possono danneggiare il sistema immunitario, quello nervoso e il sistema endocrino, provocare disturbi della funzionalità riproduttiva, oltre ad avere una sospetta azione cancerogena. I feti e i neonati sono i più sensibili all’esposizione a tali sostanze.
Questa preoccupazione a livello planetario ha trovato espressione nella convenzione di Stoccolma dell’UNEP (United Nations Environment Programme – Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) sugli inquinanti organici persistenti, di cui la Comunità Europea è diventata parte contraente nel febbraio 2005, nonché nel protocollo del 1998 sui POP della convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza dell’UNECE (Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Europa).
Nel 1993 il Consiglio Europeo aveva stabilito lo scopo di raggiungere la riduzione del 90% delle emissioni di diossina da fonti note entro il 2005 rispetto ai valori del 1985. Il 12 Dicembre 2001 il Consiglio appoggia la strategia proposta dalla Commissione sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati (strategia sulla diossina). La strategia è duplice: da una parte si propone di ridurre la presenza di diossine, furani e PCB nell’ambiente e, dall’altra, mira a ridurne il tenore nei mangimi e negli alimenti.

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