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sabato 5 gennaio 2013


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ANCHE SE FAI IL PAREGGIO DI BILANCIO. Siamo circondati da imbecilli di destra e di sinistra che vogliono il pareggio di bilancio pubblico e non capiscono l'aritmetica: se lasci che il mercato detti i tassi sul debito pubblico il mercato si fa remunerare di un 2-3% l'anno. Se fai l'austerità il reddito nominale (reale + inflazione) non aumenta più. Risultato ? ANCHE CON IL PAREGGIO DEL BILANCIO IL DEBITO AUMENTA DEL 5% L'ANNO RISPETTO AL PIL.

Chissà come mai l'america alza le tasse seguendo la Merkel e l'Europa invece che stampare...

Quanto sono le imposte federali in % del PIL oggi in America ? il 18% del PIL. Mica tanto eh..? Con quello che hanno votato oggi al Senato USA portano l'aliquota sopra i 450mila dollari di reddito annuo al 39%.

In Italia l'aliquota al 39% scatta sui 50 mila euro.... e il deficit pubblico è al 2.6% nonostante mazzate fiscali in proporzione 3 volte maggiori che negli USA se fai i conti. Ma sai perchè ? Perchè da noi il PIL nominale HA INCREMENTO ZERO %, circa (-2.5% di PIL reale e +2% di inflazione = -0.5% di incremento del reddito in euro nominale)

L'impatto delle tasse votate ieri in America sarà che le imposte federali arrivano forse al 20% del PIL. In dollari, di circa 250 miliardi e in % del PIL solo un 1.4% lasciando il deficit pubblico al -7.3% del PIL, ma CON UN PIL NOMINALE USA CHE CRESCE DEL 5.5% circa (metà reale e metà inflazione), NON CHE CALA COME IL NOSTRO.
Usando la moneta elettronica e' possibile svendere una partita di droga, armi, qualsiasicosa , in tempi tali che i tempi di intervento umano delle forze dell'ordine sono a dir poco ridicoli: preparandosi adeguatamente, e' possibile far pagare il traffico , spezzettandolo in diverse partite, su tantissimi conti estero-su-estero , ad una velocita' tale che quando le vostre forze dell'ordine andranno a cercare la droga e le armi, non solo non saranno piu' sul posto, ma con ogni probabilita' non esisteranno neppure piu' le aziende fittizie create per le transazioni.
Di Uriel Fanelli
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Ci sono tante dicerie su come sarebbe possibile risolvere ogni problema del mondo , su internet. Una e' quella di non far pagare il "signoraggio", con un risparmio che oggi sarebbe per l' Italia qualcosa come 500 milioni di euro e che dovrebbe risolvere ogni cosa. L'altro e' l'introduzione della moneta elettronica, ovvero l'abolizione della cosiddetta massa M0.
L'idea di queste persone e' che si possa commettere un atto illegale e lucroso solo perche' essenzialmente nessuno controlla in tempo reale i movimenti economici. Se tali movimenti venissero controllati, o fossero anche solo teoricamente controllabili, allora l'evasione sarebbe un problema risolto.
Il modo col quale si rendono "controllabili" tali movimenti sarebbe , secondo queste persone, la moneta elettronica.
Intendiamoci: solo qualche anno fa la cosa sarebbe stata, in gran parte, verissima. Faccio un esempio stupidissimo: moltissime escort avevano iniziato ad usare un lettore di carte di credito portatile, prendendo una partita IVA come "lezioni di lingua" o "interprete" , e rilasciando una ricevuta sonante con l'apposita dicitura.


Da Francesco Carbone (il coraggio di denunciare)

venerdì 4 gennaio 2013



Le motivazioni del ricorso: “Pene non effettive, manca il reato di tortura”

“Il G8 è un capitolo chiuso” aveva detto il capo della polizia Antonio Manganelli al quotidiano nazionale Repubblica un paio di mesi fa, in risposta alle polemiche scoppiate dopo le manifestazioni degli studenti a Roma.

Non la pensa allo stesso modo la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo che ha inviato in questi giorni al Governo italiano una serie di quesiti preliminari all’esame del ricorso presentato da alcune parti civili relative al processo per le violenze nella caserma di Bolzaneto, processo su cui la Cassazione si pronuncerà il prossimo maggio.

E un analogo ricorso verrà depositato nelle prossime settimane anche per i fatti della scuola Diaz.

“Sarà anche un capitolo chiuso ma dipende come, visto che per i fatti di Bolzaneto le condanne sono quasi tutte prescritte così come sono prescritti i poliziotti del reparto mobile di Roma responsabili dei pestaggi dentro la scuola Diaz” spiega l’avvocato Emanuele Tambuscio, uno dei legali che nel 2010 ha depositato il ricorso alla Corte europea per i fatti di Bolzaneto.

Articolo di Magdi Cristiano Allam che spiega in modo chiarissimo il signoraggio, pubblicato (incredibilmente) da Il Giornale. Articolo del 25/07/2012

Magdi Allam: "il problema non è il debito pubblico, ma la sovranità monetaria" - infatti il Giappone ha un rapporto debito pubblico - PIL superiore al 220% tuttavia paga un tasso di interesse bassissimo, vicino allo zero, solitamente intorno allo 0,1% contro il 4-5% con punte di oltre il 6% pagato dall'Italia nel periodo del golpe.

Circa l'uscita dall'euro dell'Italia, che i partiti sudditi dell'eurocrazia bilderberg definiscono - da buoni attori - con toni allarmistici "una catastrofe" senza mai argomentare i motivi (altrimenti sarebbero sbugiardati) leggi l'articolo L'uscita dell'Italia dall'Euro sarebbe una CATASTROFE! Per la Germania... ricco di approfondimenti a margine.

Staff nocensura.com

GLI “SCHELETRI” DI GIANPIERO SAMORI’, IL “VOLTO NUOVO” DEL CENTRODESTRA - UN BENEFATTORE: LA “SUA” TERCAS (COMMISSARIATA DA BANKITALIA) HA CONCESSO A EMILIO FEDE PRESTITI PER PIU’ DI UN MILIONE DI EURO - APPRODATO ALLA CORTE DEL BANANA PASSANDO PER DELL’UTRI, FINANZIO’ IL “FINIANO” BALDASSARRI - ACCUSATO DI AVER “INTRODOTTO” NEL PARTITO PERSONAGGI LEGATI AI CLAN, LUI SMENTISCE…

GIAMPIERO SAMORìGIAMPIERO SAMORÌ
Vittorio Malagutti e Giovanni Tizian per "l'Espresso"
Avvocato, professore, banchiere, assicuratore, industriale, immobiliarista, editore. Un bel problema imprigionare Gianpiero Samorì dentro il classico ritratto del volitivo professionista di provincia. Samorì vuole di più, sempre e comunque, quasi per definizione. Lo dicono a Modena, la sua città, dove con gli anni (lui ne ha 55) è diventato un agit prop di professione. Agit prop d'alto livello, per carità. Banche, palazzi, società, giornali.
Emilio FedeEMILIO FEDE
E adesso Samorì si è messo in testa (addirittura) di prendere la guida del centrodestra nazionale. Ha fondato un apposito movimento politico (Mir, Moderati in rivoluzione) e punta dritto alle primarie, se mai ci saranno. È questa l'ultima tappa di una vita tutta all'arrembaggio. E allora, per capire meglio, conviene illuminare una serie di episodi che scandiscono la carriera del sedicente homo novus del centrodestra. Nato democristiano negli anni Settanta, l'avvocato Samorì, titolare dell'omonimo studio legale a Modena, approda al berlusconismo in versione Dell'Utri.
DELLUTRIDELLUTRI
Nel senso di Marcello Dell'Utri. E infatti non appena l'amico del cuore del Cavaliere si inventa i Circoli del Buon Governo il rampante professionista emiliano aderisce con entusiasmo. Solo che quando si tratta di finanziare un uomo politico, Samorì, a sorpresa, sceglie di dare un contributo a un seguace di Gianfranco Fini, non proprio popolare a casa Berlusconi. Sta scritto nero su bianco: l'economista Mario Baldassarri, già viceministro con Giulio Tremonti, senatore di Alleanza nazionale, poi Pdl e infine finiano con Futuro e Libertà, nel marzo 2011 ha ricevuto un versamento di 90 mila euro da Modena Capitale, la holding di Samorì e famiglia.
fini e berlusconiFINI E BERLUSCONI
«L'ho visto due o tre volte in tutto», minimizza Baldassarri. Che spiega il regalo come un segno tangibile di apprezzamento per l'attività del centro studi fondato dal senatore fniano. «Mi aveva anche chiesto di partecipare alla convention del suo movimento», dice Baldassarri, «ma ho declinato l'invito». Insomma, un record: un paio di incontri avrebbero fruttato 90 mila euro. Tutto dichiarato nei documenti depositati in Parlamento. Con ben altra riservatezza sono stati gestiti i rapporti finanziari tra Samorì ed Emilio Fede. I due devono essere grandi amici.
Altrimenti riesce difficile spiegare la disponibilità dimostrata da Samorì verso l'ex direttore del Tg4. A novembre del 2008, per dire, Fede ottiene un'apertura di credito per 200 mila euro nella filiale di Bologna della Cassa di Teramo, in sigla Tercas. Garantisce Samorì, che (particolare importante) è uno dei migliori clienti della stessa Tercas, di cui è anche socio. Già che c'era, il giornalista ha aperto altri due conti presso la filiale di Modena dello stesso istituto e ha ricevuto in prestito 950 mila euro tra il 2009 e il 2010. Nel capoluogo emiliano Fede era riuscito a spuntare, già nel marzo 2006, un nuovo fido di 275 mila euro.

In tempi in cui sembra sempre e solo far notizia lo sciopero della fame di Marco Pannella, ci tengo a segnalarvi che dal 1° gennaio 2013 è in sciopero della fame Giorgio Poidomani, esodato, senza pensione e senza stipendio. Nessuno ne parla, chiaramente, disturberebbe troppo il clima da “tutto va bene, madama la marchesa”, inaugurato dai media per la discesa in campo (o la salita in politica) di Mario Monti.
Questa la sua lettera al presidente della Repubblica. Chissà se arriverà tempestiva la risposta di Giorgio Napolitano, come nel caso di Pannella. Chissà. Solo per la vicenda esodati Mario Monti dovrebbe ritirarsi a vita privata e non insegnare nemmeno più agli studenti: non lo farà. Per citare una famosa prima pagina di Cuore, riferita allora ai socialisti di Craxi, “C’hanno la faccia come il culo“.
***
Egr. Sig. Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica Italiana
Sono il cittadino italiano esodato dal suo posto di lavoro il 31 dicembre del 2008 e forse salvaguardato Giorgio Poidomani,  nato a Modica (RG) l’11 luglio del 1956 e residente a Milano in Via Fiuggi 2 cap. 20159, sono un cittadino che dal primo gennaio 2013, anziché essere in pensione come da suo diritto ampiamente maturato, si trova grazie a conseguenze contingenti a leggi da lei promulgate, a dover vivere a zero reddito per un periodo imprecisato.
Le scrivo questa lettera aperta per metterla a conoscenza del continuo attentato alla mia salute da oltre sei mesi, da parte dello Stato che lei rappresenta.
Stato che oggi dal mio personalissimo punto di vista, è ben lontano da quello voluto  dai padri fondatori della Repubblica, dicendo ciò non intendo assolutamente addebitare totalmente a lei le responsabilità della  trasfigurazione dello stesso, ne mi permetterei mai di ritenerla traditore della nostra Carta Costituzionale, anche se certamente in questo settennato le sue rare e blande difese della stessa da una parte, ed alcune e fin troppo frequenti sue interpretazioni del suo dettato dall’altra, spesso mi hanno lasciato un grande amaro in bocca.


La denuncia di una madre: il conto arrivato dopo la morte del ragazzo. Il 30 agosto 2009 Valerio Leprini, 15 anni, morì in un incidente stradale, dopo essere caduto dal suo scooter in via del Fontanile Anagnino, colpendo con la testa un palo dell'illuminazione pubblica che non doveva esserci



"Pensavo di averla sognata la lettera di Sicurezza e Ambiente: settecento euro per ripulire la strada dal sangue di mio figlio". Una richiesta assurda stretta tra le mani poi la consapevolezza che fosse tutto vero: "Non era un sogno era una beffa, allora piansi". A distanza di poco più di tre anni il tono della voce di Alessandra Mezzetti è fermo, deciso. Adesso per la donna non è più il tempo delle lacrime ma quello della giustizia, delle spiegazioni: "Allora non ebbi la forza di reagire, il dolore era troppo forte: pagare per lavare la strada dal sangue di mio figlio per 'questioni di sicurezzà perché la carreggiata poteva essere scivolosa. Valerio morì sbattendo la testa su un palo dell'illuminazione pubblica fuorilegge, e venivano a chiedere a me del denaro per "questioni di sicurezza"?".



La nuova stagione delle Iene è alle porte, ma questo video, girato in estate, non verrà trasmesso in tv. Le Iene lo hanno pure cancellato dallo loro pagina Facebook, ma ciò che è in rete, resta. Noi ve lo mostriamo, anche se il grande pubblico non potrà vederlo. Perché? Basta leggere di seguito: 

"In questi mesi - spiega "Chi" - Le Iene hanno anticipato una delle loro inchieste principali ovvero lo scontro tra Filippo Roma (inviato) e Luca Barbareschi sull'assenteismo di quest'ultimo alla Camera. Tra Roma e Barbareschi sono volati ceffoni. E Le Iene hanno messo online un' anticipazione. Ora, però, con le elezioni che sono alle porte, il programma non potrà occuparsi di politica e Barbareschi, che ha chiesto la censura del video, si salverà in corner". 



Fonte: leggo.it
Il presidente dei Filomati,
Danilo Campanella
Riceviamo e pubblichiamo dall'associazione Filomati (Vedi Wikipedia - sito dei Filomati)

La persecuzione ai filomati: un capitolo ancora irrisolto

Di Massimo Zara.


Si parla spesso di Eccidio degli Armeni, diaspora e Olocausto degli ebrei, e a ragione. Nel corso della storia dell’uomo ci sono state persecuzioni a danno di una etnia o di una religione, ma mai ci aspetteremmo di persecuzioni contro “amanti della conoscenza” o, meglio, “desiderosi di apprendimento”. E’ questo il termine con cui si designano i philomatès (philos, amore e mathema, apprendimento) la cui storia affonda le radici nel neoplatonismo grecizzante alessandrino. La storia e la tradizione filomatica ) può essere ricondotta alla filosofia neoplatonica del V secolo d.C. e alla figura di Ipazia di Alessandria passando per la scuola filosofica di Atene. La fondatrice storica di questo movimento, o meglio, la fondatrice ideologica a cui il movimento dei filomati si rifà, Ipazia, è colei che costituì una classe di liberi pensatori, all’interno dell’Accademia di Alessandria in Egitto, che dovevano per principio sentirsi come fratelli, anche se di cultura o religione differente. Cristiani, ebrei, greci e gnostici erano uniti sotto la guida della “amorevole maestra” (scolarca), arrivando a ricoprire alti incarichi nella vita pubblica (rabbini, vescovi, prefetti, funzionari, professori…) fino a quando il metodo di Ipazia venne bollato come pericoloso (si veda il caso antecedente, Socrate!) e lei fu rapita, squartata e uccisa. Il suo discepoli Filone (philone!) portò avanti il metodo di amore per l’apprendimento phi-lomatico: solo le persone competenti possono aspirare alle cariche pubbliche, e i politici debbono aspirare a una cosa sola: l’amore per la scienza!


Marra a Mestre annuncia l'intesa con "Popoli Sovrani" 

Riceviamo e pubblichiamo:

Mestre (VE) - Convergenza sul simbolo del PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse con dentro quello di Popoli Sovrani e su Marra candidato premier: questo è quanto deliberato, nel corso di un incontro tenutosi ieri pomeriggio a Mestre, tra l'avv. Alfonso Luigi Marra e i dirigenti dei principali movimenti autonomisti territoriali (veneti, toscani, lombardi, piemontesi, siciliani, lucani, etc) che avevano dato vita lo scorso novembre alla componente parlamentare Popoli Sovrani, rappresentata alla Camera dei Deputati attraverso la Lega Sud Ausonia di Gianfranco Vestuto. Presenti anche gli onorevoli Fabrizio Comencini della Liga Veneta, Roberto Visentin per il Friuli e il senatore Antonio Serena e l'avv. Marco della Luna.

Pas-FermiamoLeBanche&LeTasse




Questa mattina gli operai Ginori hanno occupato la fabbrica. Si è trattata dell'ennesima azione di lotta che in maniera determinata  i lavoratori stanno portando avanti in difesa dei propri posti di lavoro.
Dopo mesi di lotta, di attesa e cassa integrazione, la vicenda della Ginori di Sesto sembrava ormai avviata a una soluzione. Era ormai pronto tutto per far rientrare i primi lavoratori in fabbrica, così come sembrava scontata l'acquisizione della Ex Ginori da parte del duo Lenox-Apulum.
Gli operai della Ginori, e in particolare il Cobas, in questi mesi non hanno mai tifato o sostenuto nessun gruppo imprenditoriale particolare. Hanno sempre tifato e sostenuto sé stessi e la necessità di difendere tutti i posti di lavoro. Di fronte al collegio dei liquidatori sono arrivate due proposte di acquisizione: uno da parte della multinazionale americana Lenox e un'altra da parte del gruppo piemontese Sambonet appartenente a tal Coppo. L'offerta di Lenox garantisce sulla carta un maggior futuro occupazionale per lo stabilimento di Sesto, mentre il gruppo Sambonet ha sin dall'inizio paventato un ridimensionamento occupazionale. Naturale che in queste condizioni più di un lavoratore si augurasse il prevalere dell'offerta Lenox. E così è stato, visto che al momento dell'apertura delle buste, quest'ultima superava di gran lunga l'offerta Sambonet.
Marcello Dellutri Silvio Berlusconi



Doveva essere una “lega Sud”, alleata del Pdl nel Mezzogiorno, trainata dai governatori pidiellini e da qualche big come Raffaele Fitto per bilanciare l’asse nordista col Carroccio (se mai ci sarà l’accordo). E invece è diventata semplicemente una lista “salva Dell’Utri”. L’antefatto. L’operazione viene limata a palazzo Grazioli mercoledì sera: “Allora - dice il potente Denis Verdini - su Dell’Utri non c’è problema. Lo candida Gianfranco in Sicilia con Grande Sud”. Poi, la stretta di mano. Silvio Berlusconi candida Marcello Dell’Utri. Non nelle liste del Pdl, ma in quelle di Grande Sud di Gianfranco Miccichè. All’incontro a casa Berlusconi sono presenti Denis Verdini, Miccichè e Pippo Fallica. Con Berlusconi che benedice la soluzione trovata, visto che consente di risolvere l’affaire Dell’Utri pure con una parvenza di logica politica.

Perché, sulla carta, Grande Sud dovrebbe rappresentare la gamba meridionalista dell’alleanza, il contrappeso all’accordo (se ci sarà) col Carroccio al Nord. Col Pdl nel ruolo di perno dell’alleanza, e più liste alleate. Lo spacchettamento, insomma, per “inventare” una coalizione. Dentro il contenitore, si possono mettere tutti coloro la cui collocazione nel Pdl è complicata. Come Dell’Utri, appunto, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa e grande nemico di Angelino Alfano. Il Cavaliere ha lasciato intendere, nel corso delle ultime interviste, che non sarà candidato nel Pdl, ma non ha mai precisato che starà fuori dalle liste del centrodestra. Né ha mai avallato il veto drastico in nome delle liste pulite di Alfano sull’amico Marcello.


1.400.000 euro di premi aggiuntivi ai dirigenti del Comune di Parma

 


Qualche settimana fa la Giunta Comunale di Parma ha approvato la delibera di “autorizzazione alla sottoscrizione dell'ipotesi di contratto collettivo decentrato della dirigenza per la retribuzione di posizione e di risultato anno 2011” (leggi delibera e ipotesi di contratto).
Per l'annualità 2011 sono stati stanziati 1.399.680 euro ai dirigenti comunali per retribuire, in aggiunta al loro stipendio base previsto dal contratto nazionale, la posizione e il raggiungimento degli obiettivi.
Tale ipotesi di contratto è stato sottoscritto il 26/10/2012 dal Comune di Parma, i sindacati Cgil e Cisl e dalla Federazione Nazionale Dirigenti degli Enti Pubblici Locali (DIREL).
Il fondo è stato istituito con determina n. 2233 del 29/12/2011 durante il periodo del Commissario Ciclosi ed inserito a Bilancio. 

giovedì 3 gennaio 2013


"La Sigaretta elettronica fà male ai polmoni!!" L'ha detto il telegiornale, vi hanno dedicato servizi in tele e radio. Porca zozza come fà male mi son detto! Allora indago!!

Da cosa è composta, vediamo un po': - Glicole Propilenico: E' un solvente utilizzato per far sciogliere sostanze nei liquidi, è usato sia in campo farmaceutico che alimentare, non è cancerogeno. - Glicerolo vegetale: E' usato per sciroppi, creme e cosmesi, nonchè come additivo alimentare, non è controindicato nemmeno in gravidanza od allattamento. Acqua: Non aggiungo altro. Aromi alimentari: Anche qui c'è poco da aggiungere.

Ove la si vuole c'è anche la nicotina: La nicotina non è cangerogena, da dipendenza si, ma non si muore di nicotina, a meno non la si metta in circolo in dosi notevoli (ad esempio 40 mg per via endovenosa) Come fà a far male la sigaretta elettronica? Allora continuo ad approfondire. Uno studio effettuato da un team di cardiologi afferma a tutto tondo che non fà male al cuore ne alle vene, di contro, immediatamente dopo, uno studio effettuato da uno staff di pneumologi tuona che la sigaretta elettronica procura danni ai polmoni ed alle vie respiratorie.

Il comunicato stampa:

Sara Tommasi rende noto che querelerà e agirà per danni contro chi – oltretutto anche in contrasto con i già pronunziati provvedimenti giudiziari – la definisca "porno star".

Alfonso Luigi Marra: "Rendo noto di aver incaricato un avvocato del mio studio di ricercare in Internet e sui media ogni affermazione che configuri il reato di diffamazione in danno di Sara Tommasi o altri di nostro interesse al fine della proposizione sistematica della querela, dell'azione di risarcimento danni e della richiesta alle autorità competenti di chiusura del sito internet. Ciò anche in relazione a chi pubblica commenti diffamatori di terzi nei blog, che rimangono comunque nella responsabilità di chi li pubblica.
Preciso, in relazione alla dr Tommasi, che configura palesemente il reato di diffamazione anche il definirla «porno star» o in maniere analoghe.
Ciò per l'ovvio motivo che tali qualificazioni richiedono, per essere legittime, la sussistenza di una volontarietà espressa nel compiere l'attività pornografica, laddove la dr Tommasi contesta che questa volontà vi sia o vi sia mai stata, avendo, com'è noto, presentato denunzia per circonvenzione di incapace, sequestro di persona, somministrazione di sostanze stupefacenti e violenza sessuale.
Una contestazione di ogni volontarietà che è di per sé sufficiente a rendere illegittime dette qualificazioni.
Una illegittimità che sussiste quindi a prescindere dai già adottati provvedimenti giudiziari, che sono comunque a loro volta violati da quelle qualificazioni, ponendosi esse come gratuitamente vanificatorie e diffamatorie anche dell'opera della magistratura."



PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse



In attesa dell'aumento dell'IVA preventivato per quest'anno (non ne hanno più parlato per l'approssimarsi della campagna elettorale, ma è deciso) e delle tre NUOVE TASSE con la quale gli italiani dovranno fare i conti a partire da quest'anno - in particolare la TARES: una vera e propria batosta sui rifiuti che colpirà tutte le famiglie italiane. Poi c'è la Tobin Tax e Ivie: la prima è una tassa sulle transazioni finanziarie, la seconda un'imposta sugli immobili all'estero - sono scattati dal 1° Gennaio 2013 i seguenti rincari:
  • Multe infrazioni al codice della strada: + 5.6% - per i "cittadini qualsiasi" le multe sono sempre più una mazzata capace di mettere a soqquadro il bilancio familiare, mentre per i ricchi continuano ad essere fastidiose come una zanzara... le multe dovrebbero essere calcolate in base al reddito, con particolare attenzione ai GRANDI RICCHI: per i quali 100€ di multa sono "aria calda": non c'è maggiore disuguaglianza che fare parti uguali tra diversi.
  • Aliquota sui depositi bancari: + 1,5%
  • Polizze assicurative RC auto: +5%
  • Canone RAI: + 1.50€ (il consueto aumento annuale...)
  • Pedaggi autostradali: +3,9% (i pedaggi autostradali sono carissimi, senza precedenti al mondo, e le autostrade talvolta lasciano a desiderare. Con quanto ci costano i guarda rail dovrebbero essere d'oro. Il caso dell'autostrada infinita Salerno-Reggio Calabria, dove a fare la guardia ai cantieri nel 2011 c'è stato mandato l'esercito. Trenta km di cantieri dove sono impegnate 90 aziende, una ogni 300metri. Paragonarla a quelle, gratuite, della Germania o di altri paesi europei ci fa capire quanto siamo indietro anche in questo settore, per non parlare del trasporto pubblico.
  • Spedire una lettera (francobollo): + 0.10€
  • Spedire una 'raccomandata': + 0.30€

Staff nocensura.com

Aggiornamento: alcuni utenti su Facebook ci fanno presente che è aumentata anche la tariffa per la revisione degli autoveicoli. Si tratterebbe dell'ennesimo "lieve aumento" che sommato agli altri, alla fine dell'anno ci costano centinaia di euro...

Don Panini agli arresti domiciliari
Don Giorgio Panini
Di Giancarlo Scarpa

Don Giorgio Panini è uscito dal carcere: a poco meno di tre anni dall’omicidio del quale è accusato ed è stato giudicato responsabile in secondo grado, è stato accolto il ricorso della difesa e la Corte d'assise d'appello ha alleviato la misura cautelare nei confronti del sacerdote modenese. Contro questo provvedimento la Procura generale ha presentato un’istanza al Riesame, così come la stessa Pg di Bologna ha avanzato ricorso in Cassazione avverso alla sentenza pronunciata a inizio giugno sempre dalla Corte d’assise d’appello che, in buona sostanza, aveva dimezzato la pena del primo grado. Sono queste le due notizie trapelate nei giorni scorsi sul caso giudiziario che riguarda l’ex sacerdote di Brodano di Vignola accusato dei tragici fatti di sangue avvenuti della notte del 23 dicembre 2009: l’omicidio dell’amico Sergio Manfredini e il ferimento della moglie Paola Bergamini nella loro casa di via Cascinetto due ponti, a Campiglio.
mercoledì 2 gennaio 2013

Il prete di strada genovese dispensa penitenze e assoluzioni. Anche se i "rimandati" sono molti più dei "promossi". Si parla di Monti, del Vaticano, di Grasso e Ingroia, della Fiom. Ma anche del comandante Schettino: "Lo condannerei a rifare la scuola nautica"

Se sono pecorelle smarrite o solo furbe o anche diaboliche ce lo dirà don Andrea Gallo. E lui deciderà se riportare alcuni dei volti che hanno segnato questo 2012 nell’ovile oppure dirottarli altrove. Sono prevedibili molte penitenze e poche assoluzioni.
Don Gallo è stato un bravo marinaio e da Camogli guarda ogni mattina il mare e si fa il segno della croce. L’Italia è affondata quella notte al largo del Giglio.Mamma mia che vergogna, umiliati nel mondo. Tutti i miei compagni a dirmi: ma hai visto che roba?
L’Italia come la Costa Concordia.
Se abbiamo comandanti come Schettino! Ma chi gli ha dato la patente?
Difficile redimerlo con gli esercizi spirituali.Penso anch’io: al tribunale che lo giudica proporrei come pena accessoria la reiscrizione alla prima classe dell’istituto nautico di Piano di Sorrento, dove mi pare viva. Inizi dalle asticelle, e prosegua piano piano.

Il discorso di fine anno è stato (come prevedibile) un flop, seguito da appena 16 italiani su 100 secondo i dati ufficiali; un dato ben distante da quelli degli appassionanti discorsi del Presidente Pertini, che ammutoliva le tavolate delle famiglie italiane, festanti per il capodanno, che si 'fermavano' per ascoltare il Rispettato, Compianto, Presidente.

Il dato è praticamente identico a quello dell'Anno Precedente.

Staff nocensura.com

Il Re è nudo - tratto da http://diariodiunadisoccupataperbene.blogspot.it/2013/01/il-re-e-nudo.html?spref=fb

Finalmente è arrivato l'ultimo capodanno di Re Giorgio come Presidente della Repubblica italiana. 
E l'accostamento "re" a "repubblica" non è certo un caso.
Si fa fatica a pensare che le tanti, inutili, vuote e con un palese secondofine, parole pronunciate dal nostro re, siano le stesse di un importante antifascista, un partigiano nonchè primo presidente rosso della repubblica, membro del partito comunista.
Come diceva mio nonno, che partigiano non era, ma che avrebbe adesso la stessa età di re Giorgio: vale più una nomina che un'azienda. 
Eh si Giorgio, bastano 20 minuti in televisione per farti cadere dal trono e nonostante tu ti sia aumentato lo "stipendio" di 8 mila euro ecco come appari: come un re nudo.
Nudo di personalità, nudo di possibilità di espressione, nudo di quella libertà per cui hai sicuramente lottato durante la tua vita politica.
E' triste vedere come un uomo di 88 anni riesca a perdere credibilità e dignità colpo, dopo colpo, dopo colpo.
martedì 1 gennaio 2013
Dopo il bellissimo articolo sul signoraggio bancario pubblicato da Magdi Allam su Il Giornale nei mesi scorsi (questo) sull'edizione del 31 Dicembre un altro articolo che descrive il golpe dei poteri forti di cui Monti è espressione...

In Italia la democrazia è morta

di Magdi Cristiano Allam

(Il Giornale) - La Storia ricorderà il primo anno del governo Monti per aver perpetrato tre crimini ai danni della democrazia, dello Stato e degli italiani. La denuncia di Berlusconi, fatta tardivamente, di essere stato vittima di una congiura che lo costrinse a rassegnare le dimissioni, è un dato di fatto oggettivo e documentabile. 
In Italia la democrazia sostanziale è morta. La Costituzione che recita che siamo una Repubblica parlamentare è stata stravolta da un capo dello Stato che si comporta come se fossimo una Repubblica presidenziale auto-attribuendosi il potere esecutivo, commissariando il Parlamento e riducendo il governo a esecutore di direttive presidenziali arbitrarie. Così come Berlusconi si dimise senza un voto di sfiducia del Parlamento, ugualmente Monti si è dimesso senza un voto di sfiducia del Parlamento. Napolitano ha annunciato la data delle elezioni anticipate quando il Parlamento non era ancora dissolto e il governo era ancora in carica. Il fatto che le scelte politiche cruciali avvengano senza tener conto del Parlamento che dovrebbe esprimere la sovranità popolare, conferma che siamo già in un contesto estraneo alla democrazia sostanziale. L'insieme delle istituzioni non sono più rappresentative della volontà popolare. Il Parlamento è formato da deputati e senatori designati, non essendoci più il voto di preferenza, ciò che fa venir meno il fulcro della democrazia sostanziale, ovvero il rapporto fiduciario tra l'elettore e l'eletto. Il capo dello Stato è designato da un Parlamento di designati. E il capo del governo è stato calato dall'alto dai poteri finanziari globalizzati.
lunedì 31 dicembre 2012

L'enciclopedia online Wikipedia cancella la citazione dei collegamenti del premier al Gruppo Bilderberg e Trilaterale ed elimina i riferimenti ai risultati economici negativi del governo dei tecnici. Il Sole24Ore critica il Prof e viene zittito. Ecco il regime strisciante

Di Stefano Filippi - Il Giornale

Il sito internet si chiama www.ilbuio.org ma aiuta a fare luce su una strana serie di coincidenze che riguardano l'augusto professor Mario Monti. 

È una storia che riguarda il premier dimissionario e Wikipedia, l'enciclopedia online più cliccata del pianeta. Si dà il caso che qualche enciclopedista abbia voluto aggiungere alcuni dettagli (non proprio trascurabili ma forse imbarazzanti) alla autorevole biografia del Bocconiano.

Per esempio, che Monti è stato presidente europeo della tenebrosa quanto prestigiosa Trilaterale. Oppure che aveva fatto parte dello «steering committee» del Gruppo Bilderberg. O ancora che è il numero 1 (ancorché onorario) di un altro ristretto «think tank», il club Bruegel di Bruxelles.

Tutte cose vere, informazioni facilmente verificabili e largamente diffuse sul web. Invece che ti combina Wikipedia, «enciclopedia libera» di nome ma non di fatto? Ogni volta che qualche utente tenta di infilare queste voci nel profilo di Monti subisce una censura. I moderatori sono intervenuti e hanno ripristinato la voce precedente, mondata da ogni riferimento che associasse il limpido curriculum montiano a lobby influenti, reti di potere esclusive, élite più o meno segrete capaci di orientare le politiche delle organizzazioni internazionali come dei singoli governi.
domenica 30 dicembre 2012

Una spy story, la strage del Cermis...



MES
Gli stati non hanno piu' neppure la possibilita' di trattare e di discutere democraticamente con la popolazione le misure economiche da attuare e si devono limitare a esegure le riforme strutturali (tagli drastici nel settore sociale, svendita dei beni pubblici e liberalizzazioni selvagge) imposte dal fondo.
 
Di M.Pizzuti
  
Il Trattato del MES che portera' miseria e disperazione di cui i media tradizionali non ci hanno informato : ''Lo scopo della crisi finanziara, artificialmente prodotta dall'elite', e' quello di imporre agli stati europei qualsiasi condizione venga decisa dagli oligarchi del grande capitale.Una di queste e' l'istituzione del Mes (Meccanismo Europeo di Stabilita') in ben diciassette paesi europei.E' un'istituzione finanziaria internazionale con sede in Lussemburgo, che ufficialmente avrebbe lo scopo di prestare aiuto economico agli stati membri in difficolta', ma che di fatto costituisce la fine della sovranita' nazionale e dell'autodeterminazione dei popoli.
Si tratta infatti di un patto che, secondo quanto stabilito dal Consiglio Europeo, obbliga gli stati a sottomettersi all'autorita' dispotica di un nuovo super organismo europeo a cui viene conferita un'indipendenza e un'impunita' tale, che lo pongono al di sopra della legge.Gli stati non hanno piu' neppure la possibilita' di trattare e di discutere democraticamente con la popolazione le misure economiche da attuare e si devono limitare a esegure le riforme strutturali (tagli drastici nel settore sociale, svendita dei beni pubblici e liberalizzazioni selvagge) imposte dal fondo. Il Trattato del Mes conferisce inoltre ai dirigenti dell'ente sovrannazionale il potere di richiedere in qualsiasi momento un aumento del capitale, senza che i governi o i parlamenti nazionali possano opporsi. Dall'art. 32 del Trattato i beni, le sedi e i membri del MES godono di privilegi e immunita' da ogni forma di giurisdizione. I beni, le disponibilita' e le proprieta' del MES non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio o qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative. I locali del Mes vengono letteralmente definiti ''inviolabili''.Tutti i beni, le disponiblita' e le proprieta' del Mes sono esenti da restrizioni, regolamentazioni, controlli e moratorie di ogni genere.

Mentre i leader di altri paesi poveri vivono in lussuosi palazzi e i parlamentari risiedono in suite di hotel a 5 stelle, il presidente dell' Uruguay, Josè Mujica, primo presidente al mondo ad aver donato il 90% del suo stipendio ai poveri, vive in un antico casale situato a pochi chilometri di distanza dalla capitale . 77 anni, vegetariano, vive con sua moglie e il suo cane a tre zam pe in una casa colonica semi fatiscente e il il bene più prezioso in possesso di questo contadino part-time è il suo vecchio “maggio lino”. Il carismatico presidente uruguaiano José Mujica si è rifiutato di adattare il suo stile di vita alle “trappole della ricchezza “ che deri vano dall'essere la figura più potente del paese. Non vi è alcuna possibilità che si verifichino a suo carico scandali per spese non giustificate o per evasione fiscale poiché trattiene per sé a malapena il 10% dello stipendio (circa 7.500, cioè molto meno di un insignificante consigliere regionale o di uno oscuro deputato italiano) mentre il 90% lo devolve ai bisognosi! Senza scorta e cortei di auto blindate, l'unico segno del suo importante ruolo è rappresentato dalla coppia di agenti di polizia che fanno guardia fissa alla fine del suo viottolo di casa.. Josè Mijuca, ex della sinistra rivoluzionaria, in un’intervista alla BBC ha candidamente dichiarato: “Mi chiamano il presidente più povero del mondo, ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c'è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”.


Fonte


Di Leonardo Facco
La campagna elettorale è iniziata da tempo. Da un lato, c’è Silvio Berlusconi VI, che ha già saturato l’etere con la sua ingombrante – e per molti aspetti ridicola – presenza. Dall’altro, c’è Pierluigi Bersani, uomo dell’apparato post-comunista, che ha riempito per settimane le cronache grazie alle “Primarie” di partito, che lo hanno consacrato “primo ministro” in pectore. A latere, ma non troppo, c’è Beppe Grillo, pirotecnico outsider e gran musa di un movimento in cerca di gloria, che acchiapperà una montagna di voti. Nel bel mezzo del cammin delle elezioni, però, c’è anche Fantomas, alias Mario Monti, il premier uscente che il partito lo fa, ma anche no, che si candida a governare, ma anche no, che ha un’agenda politica, ma anche no perchè pare gliela abbia scritta Pietro Ichino. Spietato, dotato di intelligenza diabolica, abilissimo nei travestimenti e megalomane, il professore – con la consulenza di un esperto in materia, Pierparassita Casini – organizza intrighi delittuosi complessi, ma con fini ambiziosi.
Con l’avvio del marchingegno elettorale, la stampa partigiana ha dato subito fuoco alle polveri. Il trend mediatico futuro sarà questo: quelli a libro paga del tycoon di Arcore torneranno ad applicare il “metodo Boffo” contro gli avversari; quelli stipendiati dello Stato – direttamente o indirettamente – faranno la pelle a Grillo, Berlusconi e frattaglie; quelli del gruppo Repubblica-l’Espresso riproporranno al loro nemico di sempre le solite dieci domande.
Rinvio a giudizio per omicidio colposo. A ridosso dei fatti i giornali parlarono di sparatoria sul Gra per depistare da un altro caso Sandri

di Checchino Antonini - popoff.globalist.it

Chi ha sparato a Dino Budroni subirà un processo a ottobre prossimo per omicidio colposo perché, secondo un pm, sparava a distanza ravvicinata quando ormai «l'utilizzo dell'arma, in quella fase dell'operazione, comportava un rischio non più proporzionato alla residua possibilità di azioni lesive e pericolose». Nessuno gli ordinò di sparare, nemmeno mirando alle ruote. L'agente scelto della polizia di stato era in aula stamattina a Piazzale Clodio quando è stato rinviato a giudizio e non ha chiesto scusa ai familari di Budroni, nemmeno una parola. Solo sguardi. Il suo difensore ha sostenuto più o meno che non ci sia altro da fare se non sparare in casi del genere.

Budroni, quarant'anni, è stato ucciso sul Grande raccordo anulare di Roma il 30 luglio 2011, all'alba di un sabato. Il proiettile calibro 9 lo ha trapassato dal fianco sinistro, perforando polmoni e cuore. E' successo al km 11, svincolo per Mentana. I giornali hanno titolato: "Sparatoria sul Gra" e "Inseguimento di uno stalker" per depistare da quello che si profila come un altro caso Sandri. In fase istruttoria il poliziotto che ha sparato ha detto che cercava Budroni dall'una meno un quarto. Dino era andato sotto l'abitazione della sua ragazza, a Cinecittà, a una ventina di chilometri da dove è morto. Fu un brutto caso di danneggiamento di porte e cancelli, di sms minacciosi e di disturbo della quiete pubblica, probabilmente. La donna andò a denunciarlo in commissariato. 

FarmaciQuesta rivelazione shock è frutto di uno studio francese sul mondo dei medicinali. I professori Even e Debré hanno passato al setaccio 4.000 farmaci tirando in ballo le Aziende Farmaceutiche.
L’articolo è uscito di recente in Francia su Le Nouvel Observateur ed è stato ripreso oggi sul prestigioso Le Monde.
I due professori hanno scritto un libro nel quale sono stati presi in esame molti aspetti del mondo dei medicinali: storia, incidenti, efficacia, vicoli ciechi, costi.
Sono 900 pagine piene, secondo l’intenzione degli autori, di consigli pratici per medici e pazienti. Partendo da un database di 20.000 referenze di ricerche internazionali, consultabili presso l’Istituto Necker, questo libro tuona contro lo strapotere delle Industrie Farmaceutiche che, con i loro messaggi, spingono le persone a consumare sempre più pillole.
“Precisiamo – dicono gli autori Philippe Even e Bernard Debré – che il libro non è nato solo per essere letto dall’inizio alla fine, ma per essere una guida da consultare, come un vocabolario”.
Ma cosa dice il libro?
Praticamente che il 50% dei farmaci sono inutili, che il 20% sono mal tollerati e che il 5% arrivano ad essere anche molto pericolosi! Il professor Even se la prende in modo particolare con le “statine”, medicinali contro il colesterolo, “utilizzate ogni anno da 3-5 milioni di francesi e completamente inutili”, secondo l’autore. E, paradosso, il 75% di tutto viene rimborsato.

AlcoliciUna modesta assunzione di alcol che qualcuno ritiene sia benefica per il cuore, in realtà a diverse dosi è dannosa per il cervello in quanto riduce la produzione di neuroni e intacca la plasticità strutturale cerebrale
Secondo alcuni, bere moderate quantità di bevande alcoliche può essere benefico per la salute cardiovascolare. Ma, posto che questo sia vero, secondo un nuovo studio della Rutgers University, sarebbe invece dannoso per il cervello adulto poiché ne verrebbe intaccata la plasticità strutturale.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Neuroscience, e suggeriscono che il cervello può essere danneggiato nella produzione di cellule, che verrebbe ridotta del 40%, in particolare se si è dediti a bere poco durante la settimana e bere di più nei fine settimana.
Ad averlo scoperto sono stati Tracey J. Shors, professoressa di neuroscienze comportamentali e sistemi presso la Rutgers University e la dottoressa Megan Anderson, le quali hanno collaborato con Miriam Nokia della University of Jyvaskyla in Finlandia.

La Octo Telematics, di cui l'imprenditore di Italia Futura è il maggiore azionista, sta per essere venduta e il profitto potrebbe superare gli 880 milioni di euro. A meno che allo Sviluppo non arrivi un ministro che cambi la legge sui sistemi antifrode sulle auto


Ci sono tante ragioni per cui un impegno di Luca Cordero di Montezemolo è poco opportuno nel Paese del conflitto di interessi: i suoi rapporti con la famiglia Agnelli-Elkann (è ancora presidente di Ferrari, controllata di Fiat), la sua recente vicepresidenza dell’Unicredit in quota dei fondi arabi, l’investimento nel più regolato dei business, quello ferroviario, con il Nuovo Trasporto Viaggiatori di cui ha da poco lasciato la presidenza. Ma c’è un’altra storia, solo in apparenza minore, che spiega meglio la tela avvolgente di interessi e tentazioni in cui si troverebbe (meglio dire si troverà) Montezemolo quando la sua associazione Italia Futura diventerà la colonna su cui si regge la lista Monti. La storia è quella della Octo Telematics e delle scatole nere da mettere nelle automobili per ridurre le frodi in caso di incidente.

IL DECRETO - La Octo Telematics è un’azienda di Reggio Emilia in cui il fondo Charme promosso da Montezemolo ha investito nel 2010. E ora, secondo quanto rivelato da Carlo Festa sul Sole 24 Ore, è pronta per essere ceduta al colossale valore di un miliardo di euro, stando alle stime riservate di Goldman Sachs. Le fortune della Octo Telematics, nata nel 2002, derivano dal talento emiliano del fondatore Germano Fanelli, ma le prospettive future sono rosee soprattutto grazie a uno dei ministri più montezemoliani del governo Monti, Corrado Passera. Nell’ultimo bilancio della Octo Telematics si legge che “il mercato assicurativo, nel ramo responsabilità civile auto, sta attraversando una nuova fase in seguito della recente introduzione del decreto legge 24 gennaio 2012 recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”. E’ il decreto Liberalizzazioni che ha messo le premesse per il boom del mercato delle scatole nere sulle auto come strumento antifrode. All’articolo 32 si legge infatti che se l’assicurato installa la scatola nera sull’auto, tutti i costi sono a carico della compagnia che offre anche una “riduzione significativa” della tariffa, tanto poi si rifà grazie alla riduzione delle frodi e dei costi di contenzioso. Non solo: il decreto lascia la possibilità al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (oggi inglobato nel superministero dello Sviluppo) di stabilire per quali altri “ulteriori dispositivi” valga questo regime che è forse nell’interesse di tutti, ma i cui beneficiari maggiori sono i produttori della tecnologia richiesta.

Il sequestro si è dimostrato ineseguibile. Non c'è una ditta che spenga gli impianti

di Annalisa Latartara

Cinque mesi scanditi da un sequestro annunciato, non eseguito e (a quanto pare) non eseguibile. Un’inchiesta sul disastro ambientale non ancora terminata, il cui prosieguo, scrivono i pm nel ricorso alla Corte Costituzionale, rischia di essere compromesso dall’intervento legislativo del Governo. Il decreto convertito in legge, la cui pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è attesa a giorni, secondo i magistrati inquirenti, «oltre ad annullare l’efficacia del provvedimento cautelare adottato dal gip per evitare l’aggravamento e la commissione di altri reati, ha anche legittimato, mediante la prosecuzione dell’attività produttiva per un periodo di tempo determinato, la sicura commissione di ulteriori fatti integranti i reati del procedimento in corso». Di conseguenza, i fatti contestati «non potranno essere perseguiti nè potranno essere addebitati ai loro autori». Il pm, nel formulare le imputazioni non potrà andare oltre la data dell’entrata in vigore del decreto legge n. 207, quindi il 3 dicembre 2012. Nel ricorso inoltrato alla Consulta, i pm Franco Sebastio, Pietro Argentino, Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile e Remo Epifani, lamentano la violazione del dovere dell’ordinamento di reprimere e prevenire i reati. Un vero e proprio colpo di spugna.
La legge “salva Ilva” (e “salva Riva”, stando alle doglianze dei magistrati) annulla l’efficacia del provvedimento cautelare del gip che, di fatto, non ha trovato esecuzione. Malgrado gli ultimatum della Procura all’Ilva e l’affidamento degli impianti dell’area a caldo ai custodi giudiziari, gli impianti sono rimasti in marcia, continuando a produrre (e quindi ad inquinare). Lo confermano il milione e 700.000 tonnellate di acciaio prodotto dal 26 luglio al 26 novembre (per un valore di un miliardo di euro) posto sotto sequestro dal gip Patrizia Todisco su richiesta della procura, in quanto frutto della contestata attività criminosa e quindi corpo di reato.

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