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sabato 10 marzo 2012
Nelle città pianeggianti, ed in particolar modo nelle località universitarie e di mare, anche in Italia sono molti i cittadini che utilizzano volentieri la bicicletta per i brevi spostamenti. In Italia secondo i dati ufficiali dell'ANIA sono 11 milioni le biciclette circolanti, e se l'uso della bici fosse incentivato, sarebbero sicuramente di più.
Nonostante l'uso della bicicletta sia un'ottima soluzione per ridurre traffico urbano e inquinamento, oltre a costituire un "toccasana" per la salute di coloro che abitualmente la utilizzano, L'USO DELLE BICICLETTE, IN ITALIA NON SOLO NON è INCENTIVATO: MA è PERSINO DISINCENTIVATO!
Una cosa che - visto anche il costo del petrolio sempre più proibitivo - non è tollerabile.
Le piste ciclabili sono poche e spesso mal progettate: i ciclisti nostrani spesso sono costretti a pedalare nel bel mezzo del traffico automobilistico, dove una caduta accidentale significa esser investiti, con tutte le drammatiche conseguenze che ne derivano. A livello europeo, nel 2010, con 263 ciclisti morti, il nostro Paese si colloca al terzo posto per la mortalità stradale dei ciclisti:  preceduto solo dalla Germania (462 morti) e dalla Polonia (280). Situazione migliore in Romania (182), Francia (147), Olanda (138) e Gran Bretagna (104).
NOTA: nell'analizzare il dato tedesco, superiore al nostro (462 morti in Germania contro 263 in Italia) è necessario considerare che in Germania il numero di cittadini è maggiore, e maggiore è anche la percentuale di persone che utilizzano la bicicletta. Se in Italia circolasse un numero di ciclisti pari a quello della Germania, probabilmente i morti sarebbero probabilmente di più.
Nelle città italiane non ci sono rastrelliere: cosa che costringe i ciclisti a parcheggiare le biciclette nei posti più disparati, molte volte in modo "selvaggio"; in alcune città ad ogni "palo" c'è una bicicletta, spesso sui marciapiedi, dove costituiscono un intralcio, sopratutto per chi è costretto a muoversi in carrozzina a causa di disabilità, e per i "non vedenti", costretti a prestare attenzione a questi ingombri non previsti. Un altro problema non indifferente per chi si sposta in bicicletta è l'impossibilità di utilizzare i mezzi di trasporto pubblici con la bici: ad Amsterdam è possibile salire sulle metropolitane - e non solo - con le bici, cosa che in Italia non è consentita, e che disincentiva ulteriormente l'utilizzo del mezzo.
Come mai - viene da chiedersi - le città italiane sono sprovviste di piste ciclabili e delle attrezzature tali da incentivare l'uso della bicicletta?
Dal Times una massiccia campagna di informazione per la tutela dei ciclisti
«La sensibilizzazione sulla sicurezza stradale attraverso i media è fondamentale per ridurre il numero e la gravità degli incidenti. La campagna lanciata dal Times per la tutela dei ciclisti in Gran Bretagna dovrebbe costituire un esempio per tutti su come istituzioni pubbliche, associazioni private e mondo dei media debbano lavorare in sinergia per combattere quella che è la più grande tragedia del nostro Paese, ovvero gli incidenti stradali». Con queste parole il segretario generale della Fondazione Ania, Umberto Guidoni, commenta la scelta del “Times” di avviare una massiccia campagna di informazione per la tutela dei ciclisti. Il quotidiano londinese ha aperto l'edizione cartacea con il titolo “Save our cyclists”, rilanciando l'iniziativa attraverso il sito internet. L'Ania ricorda alcuni dati. Oggi in Italia circolano oltre 11milioni di biciclette. A livello europeo, nel 2010, il nostro Paese si colloca al terzo posto per la mortalità stradale dei ciclisti, preceduto solo dalla Germania (462 morti) e dalla Polonia (280). Situazione migliore in Romania (182), Francia (147), Olanda (138) e Gran Bretagna (104).
Le Iene, farmacia, fustelle, truffa, risparmio SSNSpero che molti di voi abbiano visto il servizio de "Le Iene" sulla truffa messa in atto da una farmacia di Novi Ligure, con la complicità di alcuni medici, ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Durante il servizio, la iena Nadia Toffa ha parlato anche di una sperimentazione avvenuta nel Lazio qualche anno fa e durata solo un mese: essa consisteva nell'associare una sola fustella per ciascuna ricetta, mentre oggi è possibile apporvene sopra più di una.

Ebbene, stando ai dati forniti, durante quel mese di prova la spesa sanitaria sarebbe calata drasticamente del 39%. Solo un caso? Credo proprio di no. Evidentemente questo tipo di truffe sono molto più diffuse di quanto si possa pensare. Ipotizzando una certa omogeneità territoriale dell'onestà delle farmacie italiane, ecco che, introducendo questa sperimentazione a livello nazionale, si potrebbero risparmiare 6 miliardi di euro all'anno.

A questo punto ho metaforicamente preso carta e penna ed ho scritto una email al Ministro della Salute Renato Balduzzi, raggiungibile all'indirizzo segreteriaministro@sanita.it. Questo qua sotto è il testo della missiva inviata, chi volesse fare altrettanto può tranquillamente copiare ed incollare:

Buongiorno Ministro Balduzzi,

si parla tanto di riduzione della spesa sanitaria, ma dopo aver visto il servizio de "Le Iene" sulle truffe messe in atto dalle farmacie al SSN sono rimasto allibito. Spero che anche Lei abbia avuto modo di vederlo, per sua informazione l'indirizzo è il seguente:

Giuseppe Uva non è morto per colpa dei medici, dei farmaci o della casualità. Giuseppe Uva è morto dopo le botte in caserma. Dopo quelle tre ore passate con i carabinieri, quando, il verbale recita, era vittima di una “tempesta emotiva” che ricorda tanto il “male attivo” di Giuseppe Pinelli. E’ una perizia a certificare l’innocenza dei sanitari. E a rilevare tracce di violenza sul corpo.
Ora è la perizia medico-legale dei professori Davide Ferrara, Angelo Demoni e Gaetano Thiene, ordinata dal tribunale, a smentire in molti punti la ricostruzione del pm Agostino Abate che aveva individuato nei farmaci la causa della morte, e per questo aveva mandato a processo per omicidio colposo due medici del pronto soccorso di Varese (uno archiviato). Per i periti, la morte di Uva fu scatenata da «stress emotivo» dovuto all’alcool insieme alle «misure di contenzione fisica» e alle «lesioni traumatiche auto ed eteroprodotte ».
Iran: pronti 11mila missili per Israele nel caso di aggressione
BEIRUT - "Sono pronti undicimila missili per essere lanciati sugli interessi americani e Israele nel caso di aggressione alla Repubblica islamica dell'Iran". Lo ha detto l'ambasciatore iraniano a Beirut Ghazanfar Roknabadi. L'Iran sta seguendo una strategia di difesa pero' non esitera' a rispondere conforza a qualsiasi minaccia di attacco. Lo scorso 27 novembre il ministro della Difesa, Ahmad Vahidi, ha detto che "Israele non avra' la minima chance disopravvivere se osera' compiere una folle azione contro l'Iran ... Diventera' bersaglio di migliaia di missili iraniani", ha ribadito.


fonte



L'esperto, spesso chiedono aiuto agli amici e non al medico. Fra pazienti anche ragazze incinte che rischiano di 'contagiare' nascituro

(Adnkronos Salute) - Precoci, disinformati, promiscui. E sempre più a rischio malattie sessualmente trasmesse. I dermatologi lanciano l'allarme: sono gli adolescenti i primi a cadere nella rete di patologie come la clamidia, in aumento del 2% o la sifilide che torna a colpire dopo anni di silenzio, facendo registrare una lenta ma incessante recrudescenza del fenomeno. Le vittime ideali? Sono i 'bad guy' all'italiana: ragazzi alla continua ricerca dell'avventura di una sera, incuranti dei rischi e 'nemici' del profilattico, ma in compenso irrimediabilmente affascinati dal mondo dello sballo. Sesso e droga, un connubio che moltiplica i rischi. "L'uso di sostanze stupefacenti non fa che aggravare le malattie, interferendo anche con l’azione dei farmaci", avverte Mario Aricò, presidente della Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse), società scientifica che insieme all'Adoi (Associazione dei dermatologi ospedalieri italiani) organizza a Napoli, dal 28 al 31 maggio, il quarto Congresso nazionale unificato di dermatologia e venereologia.

Giuliana Sgrena, ex inviata del 'Manifesto' e oggi firma di 'Globalist', al centro delle accuse per le opinioni che ha espresso sulla vicenda dei Marò italiani trattenuti in India, con l'accusa di aver ucciso due pescatori.

Articoli tratti da Globalist:


Puttana, troia, il tuo compagno è un pederasta del cazzo, meretrice ideologica, fai schifo, torna in Iraq, dateci la Urru vi ridiamo la Sgrena, peccato che non sei rimasta secca. Il tutto condito con vergogna, infame, era meglio se non ti liberavano, Sgrena di merda. E a seguire. Quello che raccontiamo oggi è un 8 marzo un po' diverso dagli altri: quello di Giuliana Sgrena, già inviata del Manifesto e oggi firma di Globalist che da un po' di giorni (con il "picco" dell'8 marzo) sta ricevendo insulti e minacce. L'accusa: avere espresso sulla vicenda dei due marò italiani un'opinione difforme da quella della maggioranza dei commentatori e della stampa.

Aveva scritto la Sgrena: "Nei confronti dell'India ci consideriamo noi i più forti e quindi pronti a far valere l'obsoleta consuetudine dello zaino o della bandiera (un militare risponde solo al paese di provenienza) e considerare danno collaterale la morte di due pescatori indiani disarmati e senza nessuna velleità piratesca, del resto disarmati non lo eravamo anche noi, a bordo della Toyota Corolla quella notte del 4 marzo 2005, nei confronti dei soldati americani? Se ci siamo permessi di lasciare impunita l'uccisione di Nicola Calipari perché non dovremmo farlo nei confronti di due poveri, sconosciuti pescatori indiani?".

Ecco cosa accade nel nostro paese, nell'indifferenza di governanti e mass media a loro asserviti: che molte famiglie versassero in una situazione di difficoltà già da qualche anno, lo sapevamo bene. Anziché rafforzare lo "stato sociale", le tutele, le hanno tagliate e smantellate. Hanno aumentato loro le tasse, per salvaguardare privilegi e interessi di casta politica & lobby varie, ed ecco i risultati... è bene che gli italiani sappiano... 

Staff nocensura.com
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I soldi sono finiti, ha dovuto rinunciare a gas e riscaldamento ed è senza frigo: "Non saprei cosa metterci". A questo punto, l'annuncio choc.


Quando sei disperato e non ce la fai più a tirare avanti? Al Monte di Pietà è capitato di vedere qualcuno sfilare la fede dal dito e darla in pegno per qualche euro. Sapendo che non avrebbe mai potuto riscattarla. Addio per sempre alla fede con dentro il nome della persona amata. Poi, venduta anche la fede, venduti catenina e braccialetto ricevuti in regalo dai figli al battesimo, che fare? Per chi è arrivato a questo punto, spesso c'è soltanto guardarsi allo specchio e scrutarsi per capire cos'altro si può vendere.

Roccastrada, provincia di Grosseto. Adriana è vedova e invalida al 90 per cento, e non sa come pagare le bollette. Ancor prima, è arrivata a non sapere se la sera potrà mangiare.

"Le bollette sono diventate un incubo, mi tolgono il sonno -dice- Non ho nemmeno il frigo, e sa perché? Non saprei cosa metterci". Adriana ha dovuto rinunciare all'acqua calda e al riscaldamento. Non ha potuto più pagare il gas.

Anche Legambiente e Greenpeace alla catena umana da Lione ad Avignone per uscire dal nucleare
Ci saranno anche Legambiente e Greenpeace alla lunga catena umana di 235 km che l'11 marzo, anniversario della catastrofe nucleare di Fikus hima Daiichi congiungerà Lione ad Avignone per dire "Basta Nucleare" in Francia. L'iniziativa è promossa da Réseau "Sortir de Nucléaire" che spiega: «La valle del Rodano, con i suoi 11 reattori - per un totale di 58 in Francia - è la regione più densamente nuclearizzata d'Europa. Se dovesse verificarsi un incidente in questa zona, non sarebbe solo la Francia intera ad esserne gravemente e durevolmente colpita ma l'intero continente! Mentre la campagna elettorale di 2012 è in pieno svolgimento, i cittadini, della regione hanno deciso di far pressione sui politici: come la Germania e l'Italia, vogliamo uscire dal nucleare; come la Germania, anche noi vogliamo creare migliaia di posti di lavoro nelle energie rinnovabili».
Secondo gli organizzatori della catena umana, «Una volontà politica forte è indispensabile per organizzare una vera transizione energetica che comprenderà: la fine degli sprechi energetici; una maggiore efficienza nelle apparecchiature elettriche; lo sviluppo delle energie rinnovabili». 
Réseau "Sortir de Nucléaire" invita tutti a partecipare: «Insieme, faremo del 11 marzo 2012 un giorno straordinario. In occasione della ricorrenza di Fukushima, tutte le regioni di Francia ed i nostri vicini europei si daranno la mano per formare una grande catena umana pacifica di 235 km tra Lyon ed Avignon, sulla N7. Per la prima volta, un'azione di questa portata sarà organizzata in Francia: la sua importanza dimostrerà la volontà di tutti i cittadini di decidere del proprio futuro. Questa grande "catena umana" affluirà sulla N7 l' 11 marzo 2012 tra Lyon ed Avignon. Cerchiamo di essere attivi tutti insieme: abbiamo veramente bisogno di tutti voi! Per noi, per voi, per i nostri figli ed i nostri nipoti. Affinché il nucleare non sia più una funesta singolarità francese».

*AGGIORNAMENTO di seguito all'articolo*

KAMPALA, 09 MARZO 2012-  L’Organizzazione americana “Invisible Children” ha lanciato un mini-documentario sul criminale di guerra ugandese Joseph Kony per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale e richiederne la cattura alle potenze occidentali. Il video “Kony2012” ha spopolato su Internet , con 45 milioni di visitatori in appena tre giorni.

Joseph Kony è il leader del (LRA) Lord's resistance army (Esercito di Resistenza del Signore) una formazione paramilitare di ribelli ugandese che da oltre 20 anni sta terrorizzando l'Uganda settentrionale, penetrando anche nel Sudan. L'LRA è attivo dal 1987 ed ha una radicale ispirazione cristiana. Joseph Kony, è ritenuto dagli Acholi (popolo originario del Sudan del Sud, di cui si registra una massiccia presenza ai confini tra Uganda e Sudan del Sud) una manifestazione dello Spirito Santo. I ribelli capeggiati da Kony hanno come obiettivo la realizzazione di uno stato teocratico, che abbia per legge fondamentale i dieci comandamenti e molte norme della tradizione Acholi.
venerdì 9 marzo 2012

Rashida Manjoo, Responsabile ONU per la violenza contro le donne, usa un termine "FEMMINICIDIO" per descrivere la situazione italiana, dove OGNI TRE GIORNI UNA DONNA VIENE UCCISA PER MANO DEL PROPRIO PATNER, nell'indifferenza di tutti...

Leggi l'articolo:



L'Isaf e la Drug enforcement administration hanno aperto due inchieste preliminari. La droga, praticamente scomparsa al tempo del regime integralista dei talebani, è il "petrolio" che muove le milizie armate e uno dei motivi dichiarati dell'intervento occidentale in Afghanistan che, oltre a eliminare Osama bin Laden (che era in Pakistan) hanno invaso il Paese con il dichiarato intento di sradicare le piantagioni di papavero e liberare le donne dall'oppressione, due intenti miseramente falliti, visto che il mercato e la coltivazione della droga non sono mai stati così fiorenti e che i diritti delle donne sono calpestati come, e forse più, che al tempo dei talebani.
Il comando Usa in Afghanistan Le ha cercato di ostacolare il traffico, ma gli aerei militari afghani sono stati utilizzati impunemente e questa vicenda getterebbe una nuova luce sulla morte di 9 militari americani e di un colonnello dell'aeronautica militare afghana uccisi nell'aprile 2011 all'aeroporto di Kabul, una strage attribuita alla guerriglia islamica.
BERLINO - In un clima già teso, la Germania ha rischiato - di nuovo - l'incidente diplomatico con la Santa Sede. La ministra della Giustizia tedesca ha accusato il Vaticano di avere, di fatto, ostacolato le indagini delle autorità sugli episodi di abusi sessuali commessi negli anni passati in scuole cattoliche del Paese. La cancelliera Angela Merkel (Cdu) è però corsa subito ai ripari affermando pubblicamente che la Chiesa prende «molto seriamente» questa questione. Il Vaticano, da parte sua, non ha inteso commentare in alcun modo l'episodio.

Per la seconda volta in meno di due settimane Berlino e il Vaticano hanno rischiato di arrivare ai ferri corti. E al centro di entrambi gli episodi c'è la ministra della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (CDU).

«In numerose scuole e istituti c'è stato un muro di silenzio», ha detto la Guardasigilli a una radio tedesca commentando i casi di abusi emersi nel Paese nelle ultime settimane.
Gli abusi che sarebbero stati commessi negli anni Sessanta anche nell'ambiente del coro di ragazzi di Ratisbona hanno sfiorato lo stesso fratello del papa, Georg Ratzinger. Non sorprende, quindi, che la Merkel abbia 'corretto' in gran fretta la sua ministra. «La Chiesa cattolica prende la questione degli abusi molto seriamente».

fonte: ats-Ansa



Coppia sterileSempre più frequente il ricorso alla procreazione assistita ma solo una coppia su sei riesce a diventare genitore.
In Italia sono 3 milioni le coppie che non possono avere figli. Si fa sempre più frequente infatti il ricorso alla procreazione assistita che, però, concede solo a una coppia su sei la possibilità di diventare genitore.
Tuttavia, i dati hanno riportato un lieve miglioramento: nel 2005 solo una coppia su dieci riusciva nel suo intento. Ci sono dunque speranze per i 3 milioni di coppie infertili italiane, che confermano i progressi della ricerca e delle tecniche nel nostro Paese, nonostante l'età delle donne sia in continuo aumento.

"La Valle è mia" è lo speciale di Servizio Pubblico su ciò che sta accadendo in Val di Susa. Immagini esclusive realizzate direttamente nei luoghi della protesta e del cantiere di una delle opere più discusse in Italia. Il punto di vista dei manifestanti e di chi abita e vive nella valle e ritiene di essere vittima un vero e proprio sopruso.


Nota: I giornalisti di "Servizio Pubblico" che si stanno occupando della protesta No Tav e che curano le inchieste di sul progetto della Torino-Lione sono stati denunciati. Sono stati accusati di "violazione di sigilli" insieme ad alcuni militanti No Tav... leggi tutto


I giornalisti di "Servizio Pubblico" che si stanno occupando della protesta No Tav e che curano le inchieste di sul progetto della Torino-Lione sono stati denunciati.

Il quotidiano La Repubblica, che qualcuno definisce "organo ufficiale della repressione",  scrive, che tutti i Notav che lunedì scorso (giorno della brutta caduta di Luca Abbà dal traliccio dell'alta tensione) erano arrivati fino a "Baita Clarea" sono stati accusati di violazione di sigilli e tra questi c'erano anche alcuni giornalisti di "Servizio Pubblico" intenti a girare riprese per la trasmissione.

L’ipotesi di reato è di violazione di sigilli (la Baita era stata sigillata) e violazione dell’ordinanza del Cipe che ha decretato l’area intorno alla zona impropriamente definita “cantiere” di Chiomonte di interesse strategico nazionale.


Dopo il primo il "botta e risposta" dei giorni scorsi, continuano le polemiche e lo scambio di accuse  tra il Generale Antonio Pappalardo, ex Presidente del movimento "Dignità Sociale", e il direttivo del movimento che lo ha sfiduciato. Di seguito pubblichiamo entrambe le "campane", in modo che ciascuno possa farsi una propria idea circa la situazione.


Intervento di Gabriele Baldarelli, di "Dignità Sociale":


Come coordinatore nazionale dei gruppi Facebook del movimento di Dignità Sociale e in quanto chiamato in causa da uno scritto del Generale Antonio Pappalardo (nota: la lettera del Generale è pubblicata di seguito) a seguito della sua espulsione dal movimento di Dignità Sociale, sono a portare una doverosa e totale chiarezza in merito a quanto, in modo menzognero, esposto dal Generale Antonio Pappalardo nel suo scritto, sia sul movimento stesso che su alcuni dei suoi componenti. Circolano molte voci da quando il Generale Antonio Pappalardo è stato estromesso dal Direttivo di Dignità Sociale dal suo incarico di Presidente ed è doveroso a questo punto fare piena chiarezza a riguardo, soprattutto per la maggior parte delle persone che sono in buona fede. In primis è necessario precisare che tale estromissione è avvenuta da parte del Direttivo di Dignità Sociale, nel pieno rispetto delle regole dello stesso Statuto di Dignità Sociale. Il direttivo è composto di undici elementi e il voto espresso dalla maggioranza di questi undici elementi è determinante nelle decisioni, sempre come da Statuto: Articolo 11 (Democrazia associativa) Punto 3: Il Consiglio Direttivo Nazionale può revocare la carica elettiva, qualora venga ravvisata, in maniera ingiustificata, un mancato adempimento della propria funzione.

Il deputato dell'Italia dei Valori Franco Barbato ha nascosto una telecamera allo sportello della BNL del Senato. Il video realizzato per Piazza Pulita


“Direttore buongiorno, sono Barbato. Volevo delle informazioni per un mutuo. Devo comprare una casa”. Francesco Barbato, deputato dell’Italia dei valori è andato con una telecamera nascosta alla BNL del  Senato per chiedere il mutuo per una sua amica.

Nel corso del servizio, realizzato per Piazzapulita di La 7, scopre che, se per un cliente esterno il tasso variabile è del 4.07%, per un senatore o per qualcuno di cui lui si faccia garante si abbassa all’1,57%. Quasi tre punti in meno. Un trattamento di favore che Barbato stesso definisce “una pacchia”.

E non va male nemmeno ai dipendenti di Palazzo Madama che riescono a strappare un tasso dell’1, 72%.




fonte


Brasile economia 500x237 Il Brasile mette la freccia, è la sesta economia del mondo

Il paese sudamericano ha fatto segnare nell’ultimo anno un +2,7% e si avvia a diventare la sesta potenza mondiale, anche se il reddito pro capite si conferma basso



Il Brasile si dimostra come una delle economie più vive e produttive del pianeta, specie in un periodo di forte recessione economica che ha colpito in misura maggiore gli Stati Uniti e il vecchio continente. Il paese sudamericano cresce a una media del 2,7%, su scala annuale, contro lo 0,8% del Regno Unito e si piazza al sesto posto, per Prodotto Interno Lordo, dietro alla Francia, la Germania, il Giappone, la Cina e gli Stati Uniti. Il reddito pro capite, però, si conferma basso attestandosi a 1/3 di quello degli inglesi (11mila dollari), ma la situazione è in costante miglioramento.
Gli analisti finanziari avevano già previsto lo scorso anno questo sorpasso al quale faranno seguito quelli di India Russia entro il 2020L’alto valore della moneta brasiliana è stato uno dei fattori determinanti nell’aumento della ricchezza del paese.

Abbiamo trovato il nostro nemico: siamo noi.
Walt Kelly, 1913-1973
Nel novembre del 2006 l'analista politico Mahdi Darius Nazemroaya scrisse indettaglio i piani degli Stati Uniti per il Medio Oriente: “L'espressione «Nuovo Medio Oriente» fu presentata al mondo nel giugno 2006 a Tel Aviv dal Segretario di Stato degli Stati Uniti Condoleezza Rice (che secondo la stampa occidentale avrebbe coniato questa espressione), a sostituzione di quella più vecchia e imponente «Grande Medio Oriente».”

Il buon senso imporrebbe di considerarlo una fantasia violenta eccessiva e troppo remota, finché non ci si rende conto che l'autore della mappa di questo Nuovo Mondo, preparata nell'ambito del “Nuovo Ordine Mondiale” del Nuovo Mondo, fu il tenente colonnello Ralph Peters, che, in uno dei più agghiaccianti articoli mai pubblicati, scrisse nel 1997:
Non ci sarà pace. In ogni momento, per il resto delle nostre esistenze, saranno in corso molteplici conflitti, e in forme mutevoli, in giro per il globo. I conflitti violenti domineranno le prime pagine dei giornali […] Il ruolo che le forze armate statunitensi assumeranno di fatto sarà quello di mantenere il mondo sicuro per la nostra economia e di prepararlo a ricevere la nostra invasione culturale. Con questi obiettivi, faremo un bel po' di stragi.
All'epoca Peters era in carica presso l'Ufficio del Vice-capo di Stato Maggiore per l'Intelligence, dove era responsabile della “guerra futura”. I suoi piani per l'Iraq hanno funzionato alla grande, salvo che dal punto di vista degli iracheni.
Un mese dopo la pubblicazione dell'articolo di Nazemroaya, William Roebuck, direttore dell'Agenzia dell'Ufficio per gli Affari del Vicino Oriente del Dipartimento di Stato, stava elaborando una strategia di fine anno per la Siria presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Damasco dove lavorò tra il 2004 e il 2007, raggiungendo la carica di Vicedirettore della Missione.
Un articolo che fa da eco a quello pubblicato il 16 Febbraio, "Volete aiuti? Comprate le nostre armi, il ricatto di Merkel e Sarkozy"
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Bruxelles - C'è sicuramente soddisfazione da parte dell'Eurogruppo sull'esito dello swap sul debito della Grecia, che è riuscito ad evitare un default disordinato. Nel comunicato si legge infatti che l'Eurogruppo "considera che ci sono le condizioni necessarie" per compiere gli ulteriori passi che porteranno all'approvazione finale del secondo piano di aiuti per la Grecia.

Secondo quanto si legge nella nota dell'Eurogruppo, ci sono ora le condizioni per "lanciare le procedure nazionali pertinenti per l'approvazione finale del contributo dell'eurozona al finanziamento del secondo programma di aggiustamento economico per la Grecia".

Dunque, scongiurata per ora la minaccia di un default disordinato. In questo contesto, cè qualcosa tuttavia che non quadra affatto, come ha messo in evidenza un articolo del Telegraph. Si avverte un senso di profonda ipocrisia da parte dell'Europa, in particolar modo da parte di paesi virtuosi come Francia e Germania, proprio quelli che più di tutti hanno malcelato la loro irritazione per i problemi ellenici.
Una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Bari ha dichiarato illegittimo un fermo auto perché privo di motivazione: 

Testo a cura dell'Avv. Matteo Sances 
Studio Legale Tributario Sances - www.studiolegalesances.it

IL FERMO AUTO DEVE ESSERE MOTIVATO
Il preavviso di fermo è un provvedimento amministrativo e come tale deve essere motivato.
Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Bari (Sent. CTP di Bari n.276/01/11 liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti), la quale dichiara che “una volta riconosciuta la natura di procedimento amministrativo del fermo, il preavviso di fermo deve essere motivato in modo congruo e specifico”.
I giudici, inoltre, chiariscono la portata della motivazione che deve riguardare “le specifiche esigenze che giustificano l’adozione della misura cautelare sia in rapporto all’entità del credito tributario e sia in relazione alle circostanze, proprie del debitore, che inducano a temere la compromissione delle garanzie del credito”.

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