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sabato 30 luglio 2011
Gli alpini, da Kabul a Chiomonte... oltre mille tra poliziotti, carabinieri, e altri appartenenti alle forze dell'ordine, che dovrebbero essere in strada, per la sicurezza dei cittadini,(1)  mentre invece vengono impiegati CONTRO i cittadini, per imporre a una valle che non la vuole, un'opera costosa quanto inutile e donnosa (2). Per difendere il cantiere di quest'opera che danneggerà la Val Susa, vengono impiegati persino gli uomini del Corpo Forestale, che la natura dovrebbero tutelarla.

La questione del TAV non riguarda solo la Val di Susa, il cui patrimonio naturalistico deve esser considerato un bene comune di tutti gli italiani; perché l'opera VERRA' PAGATA con i SOLDI PUBBLICI; quella dei fondi dell'unione europea è una favoletta bella e buona, visto che  sborserà solo 600 milioni, a fronte di una spesa di oltre 20 miliardi, DESTINATA A LIEVITARE, come sempre... basta pensare che i lavori coinvolgono anche aziende che "non hanno dato bella mostra di se" nell'ambito dei cantieri infiniti dell'autostrada Salerno - Reggio Calabria...(3) SENZA CONSIDERARE QUANTO COSTA DISPIEGARE UN NUMERO DI FORZE DELL'ORDINE COSI' INGENTE, in molti casi agenti alla quale va corrisposta anche l'indennità per la trasferta, mentre dobbiamo ancora capire a che titolo sono lì gli Alpini, e per esempio, se percepiscono un'indennità di missione.

In un periodo di crisi così grave, con tagli alla sanità, all'istruzione, alla SICUREZZA, e molti altri ambiti; chiusure di ospedali, NUOVE TASSE, investire nel TAV è PURA FOLLIA.

Lo stato vuole IMPORRE il TAV con il MANGANELLO. E quello che è ancora più vomitevole è constatare quanto l'informazione venga manipolata ad arte per far credere agli italiani che quest'opera sia fondamentale, nascondendo tutti gli aspetti negativi, che sono veramente, obbiettivamente assai prevalenti.

Ai cittadini della Valle, vogliamo proporre una "forma di protesta" che hanno caldeggiato molti militanti dei comitati NO TAV stessi; una forma di dissenso civile, e che sicuramente non causerà danni o feriti...

LASCIATELI SOLI!
Abbandonate i presidi, per una-due settimane, magari quelle più torride dell'estate, e andatevene al mare... dedicatevi a voi, alle vostre famiglie..

LASCIATELI SOLI
Ad annoiarsi, magari a riflettere.
Dedicate questo periodo a fare la maggiore informazione possibile: PUBBLICATE LE VOSTRE RAGIONI (senza spammare) su tutti i gruppi, su tutti i forum, su tutte le pagine di Facebook; chiedete "ospitalità" anche alle pagine Facebook/twitter che parlano di argomenti molto diversi; cercate di dare la maggiore visibilità possibile alle Vostre risorse, affinché un numero sempre maggiore di cittadini capisca e condivida le VOSTRE ragioni. Fate vergognare chi vi ha definito "anarcoinsurrezionalistifascisticomunistiviolenti" etc etc...

LASCIATELI SOLI
nel loro amato cantiere;

LASCIATELI SOLI
con i loro lacrimogeni al CS, proibiti da tutte le convenzioni internazionali per l'uso in GUERRA, che vengono sparati ai cittadini.

LASCIATELI SOLI
con i loro scudi; con i loro manganelli; con le loro violenze.

LASCIATELI SOLI
e tornate al Vostro presidio dopo qualche giorno, CON ANCORA PIU' ENERGIE.

Ai comitati NO TAV che lottano pacificamente contro quello scempio di opera, diciamo GRAZIE...


Alessandro e Antonio - staff nocensura.com

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(1) L'immensa provincia di ROMA è controllata solo da 50 pattuglie: vedi questo articolo -->http://www.nocensura.com/2011/07/lesercito-dei-sotto-scorta-roma-300.html

(2) "Un'opera costosa, inutile e dannosa": vedi le ragioni dei NO TAV su http://notav.info

(3) Salerno - Reggio Calabria: vedi --> http://www.nocensura.com/2011/02/cantieri-salerno-reggio-calabria-ora.html



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Breivik costa caro a Mario Borghezio. Il Consiglio federale della Lega ha deciso di sospendere dal partito l'europarlamentare a causa delle improvvide dichiarazioni sulla tragedia di Oslo. La sospensione, secondo quanto si apprende, dovrebbe essere di tre mesi. Inoltre, decade anche la sua presidenza del Carroccio in Piemonte. Borghezio aveva definito "buone, alcune ottime" le idee del 32enne killer norvegese riguardo alla "invasione islamica". L'europarlamentare dichiara di accettare la decisione che tuttavia non condivide.


La risposta di Borghezio -  "Come soldato politico accetto anche se non condivido - spiega - la accetto perchè quando si milita in un movimento bisogna superare l'orgoglio personale. Chi ha deciso avrà pensato che chi sbaglia paga e questa è una regola padana". Borghezio ha rivelato che la comunicazione gli è arrivata dal segretario del Piemonte, Roberto Cota, ma ha aggiunto che tutto si sarebbe aspettato "tranne che una condanna preventiva". 



Giornata nera per Finmeccanica, la società controllata dal ministro Tremonti, leader nel settore dell’aeronautica civile e militare. A mettere in crisi lo staff che fa capo al presidente Pier Francesco Guarguaglini, da sei mesi iscritto sul registro degli indagati per frode fiscale e false fatturazioni, non è stato soltanto il tonfo in borsa che ha fatto crollare il titolo del 17%, ma un verbale secretato che risale a pochi giorni fa chiuso nel cassetto del pm Paolo Ielo che indaga sugli appalti Enav, la sua consociata più importante dal quale emerge lo scenario devastante di una nuova Tangentopoli con fiumi di denaro che non passano più direttamente dagli imprenditori, ai politici, ma vengono distribuiti attraverso l’intermediazione prezzolata dei cda di enti pubblici.
I soliti uffici
Fin dall’inizio dell’intricata storia con appalti pilotati e tangenti si è sospettata l’esistenza di fondi neri destinati a finanziare la politica. Anche attraverso i buoni uffici di strani personaggi come il tatuato Lorenzo Cola, superconsulente di un manager come Guarguaglini, si era detto che la storia di Finmeccanica era la storia di “un sistema”, di cui tuttavia si conoscevano soltanto alcuni spezzoni. A metterli insieme, almeno a rendere il racconto più comprensibile, è stato nell’ultimo interrogatorio che risale a pochi giorni fa Tommaso Di Lernia, un “self made man” che ha iniziato la sua scalata da semplice muratore, poi ha messo in piedi una piccola azienda, che alla fine è diventata una holding in grado di assicurarsi appalti da centinaia di milioni come la ristrutturazione dell’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, di Linate a Milano e perfino la costruzione di una grande Muraglia in Libia, con funzione di argine nei confronti degli immigrati clandestini. Muraglia che non si più costruita vuoi per la guerra in Libia, vuoi per l’arresto dello stesso Di Lernia, raggiunto in inverno da un ordine di cattura mentre si trovava negli Usa dove aveva cercato rifugio, a quanto racconta nel verbale, per sottrarsi alla voracità dei suoi benefattori. Appalti che prima ancora di essere ottenuti sono costati all’imprenditore svariati milioni.
venerdì 29 luglio 2011

“Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi è l'incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

Albert Einstein



fonte





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Napoli più sicura di Roma: nella città campana 7 omicidi dall'inizio dell'anno, a Roma 22. 3 solo nell'ultimo mese, precipita la sicurezza




22 contro 7, questo il bilancio amaro che Roma alla fine luglio si trova a fare contando i suoi morti, assassinati, dall'inizio dell'anno. Numeri inquietanti e decisamente preoccupanti, basti pensare che solo a luglio gli omicidi, la maggior parte compiuti in pieno giorno, sono stati 3.   

SCIA DI SANGUE - Ieri un nuovo omicidio sulle strade romane, anche questo in pieno giorno: a Torrevecchia cade vittima di un agguato Simone Colaneri e prima di lui, troppi altri in una città decisamente inabituata a questa scia di sangue.
Riflette sul sangue versato anche Codici, con una nota di Ivano Giacomelli che dichiara: “Un dato che dovrebbe far riflettere le Istituzioni – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici -  senza creare allarmismi; ma il clima di violenza che tiene sotto giogo la capitale non andrebbe sottovalutato.”
ROMA BATTE NAPOLI Quindi dall'associazione parte il confronto con Napoli tristemente nota per la cronaca nera: “Il dato più sconcertante è che in quanto a omicidi Roma stacca città difficili in cui la criminalità organizzata sguazza, controlla, gestisce e i regolamenti di conti sono, purtroppo, “pane quotidiano”. “Napoli, che nell’accezione comune, è una città borderline, sotto questo punto di vista lo è sicuramente meno di Roma - prosegue Giacomelli. Considerando i fatti di cronaca nera, dall’inizio dell’anno, infatti, a Napoli il numero degli omicidi compiuti è stato pari a 7, quattro di questi delitti sono avvenuti nel napoletano, altri tre in città”.

GLI OMICIDI A ROMA DAL 2011



L'allarme viene lanciato dall'ultimo rapporto Arpac. Il documento rileva macchie estesi di contaminazione invasa da oltre 17 milioni di tonnellate di rifiuti anche tossici e nocivi. L'agenzia ha individuato sette macro zone


La definizione tecnica è aree vaste. La traduzione è disastro ecologico. La Campania radiografata dal rapporto dell’Arpac, l’agenzia regionale di protezione ambiente, è un territorio con macchie estese di contaminazione. Il dossier è stato presentato da Antonio Episcopo, direttore dell’Arpac e da Marinella Vito, direttrice tecnica, durante le audizioni davanti alle commissioni anticamorra e bonifiche della regione. Le aree vaste individuate si ricavano dalla collocazione geografica dei siti potenzialmente contaminati inseriti in due elenchi.

Nel Sud è ”emergenza giovani: due su tre sono a spasso”, ossia senza un’occupazione, e oltre il 30% dei laureati under 34 non lavora e non studia. A lanciare l’allarme è il Rapporto Svimez 2011 sull’economia del Mezzogiorno, che verrà presentato il prossimo 27 settembre, le cui anticipazioni sono state rese note oggi.

“Nel 2010 – si legge nello studio – il tasso di disoccupazione nel Sud è stato del 13,4% (contro il 12% del 2008), più del doppio del Centro-Nord (6,4%, ma nel 2008 era il 4,5%). Se consideriamo tra i non occupati anche i lavoratori che usufruiscono della Cig e che cercano lavoro non attivamente (gli scoraggiati), il tasso di disoccupazione corretto salirebbe al 14,8%, a livello nazionale, dall’11,6% del 2008, con punte del 25,3% nel Mezzogiorno (quasi 12 punti in più del tasso ufficiale) e del 10,1% nel Centro-Nord.

giovedì 28 luglio 2011

Il blog cattolico Pontifex ha presentato una denuncia per chiedere l’oscuramento dei gruppi blafemi
Il blog cattolico Pontifex dichiara guerra ai gruppi su Facebook che propagandano la bestemmia, denunciandoli penalmente e chiedendone ‘l’immediato oscuramento’.
La denuncia e’ stata presentata ai sensi dell’articolo 724 del Codice Penale – cosi’ come modificato da una sentenza della Consulta nel 1995 e da un decreto legislativo del 1999 -, che punisce ‘chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinita”. Pontifex chiede una sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro per ogni iscritto (‘reo di bestemmia’) ai gruppi Facebook di cui produce un dettagliato elenco chiedendone la chiusura: sono sette i gruppi del popolare social network nel mirino di Pontifex, tra cui la ‘Confraternita dei Frati bestemmianti’, il ‘Club della bestemmia’, ‘Radio Bestemmia’. “Siamo certi – dicono al blog e quotidiano cattolico – che la Polizia postale e lo staff di Facebook interverranno con solerzia’. 
ANSA





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L’altra sera, all’ingresso del mio spettacolo a Carpi, alcuni giovani del Pdl (si fanno chiamare Giovane Italia, per la gioia – immagino – di Giuseppe Mazzini) distribuivano un volantino intitolato“Una carriera travagliata”, con la mia foto segnaletica e il riassunto, un po’ fantasioso un po’ vero, delle cause civili che ho perso in tribunale. Ebbene sì, lo confesso: dopo 28 anni di carriera, 15-20 mila articoli, 150 trasmissioni tv, 2 mila conferenze e 30 libri, ho perso alcune cause civili.

La prima fu con Previti: avevo scritto che era indagato, e lo era due volte, ma l’avvocato dell’Indipendente (giornale nel frattempo fallito), smise di difendermi e non portò le carte al giudice, così fui condannato in primo grado a pagare 70 milioni di lire al noto gentiluomo, nel frattempo condannato per corruzione giudiziaria. Nessun “garantista” di destra insorsecontro la barbarie di far pagare un soccombente dopo il primo grado, prima dell’appello e della Cassazione. Chiesi la sospensione dell’immediata esecutorietà della sentenza, ma il Tribunale di Roma rispose picche. E Previti, siccome non avevo i 70 milioni sull’unghia, mi pignorò un quinto dello stipendio.

Un’altra volta, in un libro, Gomez e io incappammo in un caso di omonimia, attribuendo al deputato forzista Giuseppe Fallica una condanna che invece riguardava un altro Giuseppe Fallica, funzionario di Publitalia: Fallica ci fece causa e giustamente la vinse. Un’altra la persi col giudiceVerde: l’avevo definito “più volte condannato” per via di una condanna in primo grado e una in appello, ma il giudice interpretò la frase nel senso di due condanne definitive. Due volte persi controConfalonieri: la prima per aver scritto che doveva vergognarsi di accusare la sinistra di voler espropriare la Fininvest (figuriamoci), ma la mia espressione fu giudicata troppo violenta; la seconda per aver scritto che era coimputato con B. al processo Mediaset, ma la mia frase fu ritenuta insufficiente a far capire che era accusato di reati diversi da quelli di B. L’anno scorso ho dovuto risarcire Schifani con 16 mila euro per aver detto in tv, scherzando, che il suo successore potrebbe essere una muffa o un lombrico. Purtroppo il giudice non capì la battuta. Pazienza.



“Le banche italiane? Pronte ad affrontare le prove più dure, garantiva nemmeno due settimane fa Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi cioé la Confindustria del credito. Il 15 luglio, data delle dichiarazioni di Mussari tutti e cinque i grandi istituti nazionali sottoposti agli stress test dalle autorità di controllo europee avevano superato l’esame. Promosse a pieni voti Intesa, Unicredit, Monte Paschi e Ubi, con qualche riserva il Banco Popolare. Tutto bene, allora? Proprio per niente. Perchè dal 15 luglio a oggi i titoli bancari italiani sono entrati nel frullatore dei mercati. Forti ribassi, seguiti da fiammate al rialzo. Il clima resta pesante, come dimostra la giornata di ieri.

Il fatto è che i grandi investitori internazionali vendono Italia a piene mani e se la prendono con le banche perché queste concentrano al massimo grado tutte le debolezze del nostro sistema. A cominciare dalla fortissima esposizione ai titoli di Stato, di cui le banche hanno fatto incetta negli ultimi due anni per garantirsi facili guadagni. Nei bilanci degli istituti, in base agli ultimi dati disponibili, sono parcheggiati qualcosa come 200 miliardi di Btp le cui quotazioni sono scese molto negli ultimi mesi. Di conseguenza gli stock di titoli in portafoglio alle banche si svalutano. Inoltre i banchieri vedono crescere i costi della raccolta, perché devono offrire ai risparmiatori che comprano le loro obbligazioni rendimenti competitivi con quelli dei titoli di Stato.


Doccia fredda per le reti del Biscione che si sono viste respingere il ricorso dalla Corte di Giustizia di Strasburgo. Ora l'azienda di Cologno monzese dovrà restituire gli "aiuti di Stato" stanziati dal governo per l'acquisto dei decoder per guardare il digitale terrestre

La Corte di giustizia Ue ha condannato l’Italia al recupero immediato degli aiuti di stato stanziati per l’acquisto dei decoder per il digitale terrestre nel 2004-2005 rimandando al mittente il ricorso presentato da Mediaset. Secondo le toghe di Strasburgo, i fondi stanziati sono “incompatibili con il mercato comunitario” e soprattutto “contro la libera concorrenza”.

Grazie a quei soldi, molti italiani erano riusciti a comprare i decoder a un prezzo scontato in media di 150 euro continuando così a guardare sul digitale i loro canali preferiti, tra cui anche le reti del Biscione, dopo lo switch off della televisione analogica.

Già nel 2007 la Commissione aveva bocciato l’iniziativa del governo italiano (220 milioni di euro nel 2004-2005) perché costituiva un “aiuto di Stato” a favore di quelle emittenti che offrivano anche servizi televisivi a pagamento, come per esempio Mediaset Premium.


Ci impegneremo in una causa legale contro La Repubblica per questa opera di disinformazione interessata, e devolveremo una parte dell’eventuale ricavato economico al riacquisto del camper notav incendiato alcune settimane fa da ignoti, all’interno dell’area presidiata dalle forze dell’ordine


Da alcuni giorni diversi esponenti del movimento notav sono oggetto di un’aggressione mediatica condotta da diversi quotidiani, culminata nell’articolo “Gli ex terroristi arruolati tra i ribelli della Val Susa” comparso su La Repubblica di oggi, 26 luglio. In particolare, uno dei fondatori del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno, Stefano Milanesi, è attaccato per i suoi trascorsi giudiziari e ritratto in diverse fotografie. Ciò che stupisce, anzitutto, è che ci si stupisca: Stefano, come altri ex militanti degli anni Settanta, è da sempre (cioè da ben prima del 2005, come erroneamente afferma La Repubblica) tra i più appassionati e intelligenti animatori del movimento e delle sue iniziative; è conosciuto da tutti ed è rispettato nel movimento e in Valle per il suo impegno e la sua generosità umana e politica. Lo stesso vale per Marco Fagiano e per molti altri valsusini che vengono in questi giorni messi alla pubblica gogna della carta stampata per vicende passate, che nulla hanno a che fare con l’opposizione al TAV.



Il WWF, dal 1961 simbolo del rispetto per l’ambiente e della protezione della fauna, nasconde un lato oscuro che è molto abile a dissimulare. La sua cooperazione con l’industria vale ben 500 milioni di euro l’anno, e contribuisce alla scomparsa della tigre in India e alla devastazione delle foreste nel Borneo.
Der Pakt mit dem Panda (Il patto con il panda), un documentario realizzato da Wilfried Huismann, è andato in onda poche settimane fa alla TV Tedesca. Davanti a 900.000 spettatori ha svelato la collusione del WWF con progetti imprenditoriali che contribuiscono a distruggere la natura, invece di preservarla come la sua immagine e la sua storia suggeriscono.
Kanha, India: qui il WWF organizza dei safari per ricchi occidentali, dove per 10.000 dollari garantisce l’emozione di un incontro con la tigre. Un percorso che si snoda nel folto della giungla scortati da guide locali, che seguono le tracce delle tigri a bordo strada fino a stanare gli ultimi esemplari sopravvissuti alla caccia selvaggia dei decenni passati.
Nazola, fotografa naturalista che ha lasciato Londra e un impiego alla HSBC per tornare nella sua terra d’origine, non pensa che tutta questa attenzione aiuti le tigri, e tanto meno le popolazioni locali. Le spedizioni organizzate dal WWF stanno rovinando l’habitat della tigre in nome del turismo sostenibile, “portando rumore e inquinamento nella foresta. Come possono sentirsi– si chiede Nazola – le tigri accerchiate da comitive di Jeep?”

Un microchip blocca la tua stampante dopo un certo numero di copie?
Fabbricano macchine che si devono rompere alla svelta?
La lampadina che illumina il tuo bagno ha le ore contate? I prodotti sono programmati per rompersi?
Fatti ridare i soldi!
È il suicidio delle merci. Ce lo racconta il documentario: OBSOLESCENZA PROGRAMMATA
C’è la storia della lampadina che funziona da 100 anni. Ma come fai a vendere lampadine se quelle che produci durano un secolo?
Così agli inizi dell’industria di largo consumo i produttori si misero d’accordo per fabbricare lampadine che non durassero più di 1500 ore. E chi sgarrava doveva pagare multe salate. E schiere di chimici lavorarono per anni per produrre un nylon che fosse un po’ più fragile di quello inizialmente messo sul mercato. Sennò i collant duravano anni…

Frankenstein è in grado di riprodursi. E’ il risultato – ovviamente ridotto ai minimi termini – di una ricerca condotta da tre scienziati canadesi sul maxi salmone Ogm, il primo animale geneticamente modificato in procinto di essere ammesso sulle tavole americane. I suoi creatori dicevano che era sterile.
Il maxi salmone Ogm ha il pregio commerciale (e commerciale soltanto) di crescere continuamente. Come stazza, sarebbe in grado di sbaragliare i consimili della stessa età: ad esempio, nella competizione per accedere al cibo.
Prima di andare avanti, immaginate cosa accadrebbe ai salmoni selvaggi se un esemplare Ogm evadesse da un allevamento e trasmettesse ai discendenti la caratteristica della crescita continua.
Il maxi salmone Ogm è stato creato in laboratorio da AquaBounty Technology: hanno preso il gene dell’ormone della crescita del salmone reale (il più grande fra i salmoni, che vive nel Pacifico), lo hanno unito con il frammento di materiale genetico proveniente dal pesce gatto dell’oceano che regola la produzione dell’ormone della crescita e poi hanno iniettato il tutto nelle uova del salmone del Nord Atlantico.
Capirete bene che un simile cocktail non potrebbe mai avvenire in natura: altro che il mulo, nato dall’incrocio fra una cavalla e un asino!
Un salmone normale raggiunge i quattro chili in 30 mesi circa di allevamento. Il salmone Ogm, che non appare in alcun modo diverso da un salmone “normale”, arriva agli stessi quattro chili in 20 mesi, e in 30 mesi raggiunge i sei chili. Una pacchia per gli allevatori.

“E’ giusto che uno stipendio serva a pagare un funerale di prima classe?”. Queste parole le pronuncia don Gianni Cuboni, cappellano dell’ospedale di Muravera e sono riferite da Paolo Carta giornalista de L’Unione sarda al collega Ottavio Pirelli della Rai di Cagliari e autore del libro inchiesta Veleni in paradiso (Castelvecchi Rx euro 9,50), che ho letto tutto d’un fiato.
Siamo a pag. 119 a poche pagine dalla fine dell’allucinante racconto di Pirelli a proposito degli indizi raccolti da varie fonti che dimostrerebbero che a Quirra è in atto una guerra (anche se non siamo in guerra) causa scatenante della sindrome di Quirra, malattia che sta portando a morte precoce persone e animali. Tanti gli indizi fisici e chimici raccolti che portano alla risoluzione dei motivi scatenanti la sindrome.
Il rapporto di 45 pagine steso dai veterinari Giorgio Mellis e Sandro Lorrai, pubblicato da Carta sull’Unione Sarda lo scorso 4 gennaio fatto che ha dato il via all’inchiesta aperta dalla procura di Lanusei, conta i casi di tumore tra persone e animali che si sono verificati nella zona intorno il poligono di Quirra. I medici hanno visitato pastori e animali ovile per ovile e hanno tirato le somme che portano a credere che nell’area circostante il PISQ ci si trovi di fronte al caso di un “sito potenzialmente contaminato”, più simile allo scenario di guerra riscontrato in zone della Bosnia o del Kuwait all’epoca del Golfo.
Molte considerazioni interessanti arrivano alla fine dell’inchiesta quando il racconto si arresta a maggio di quest’anno, mese in cui la Procura di Lanusei ha disposto il sequestro e lo sgombero di pastori e greggi dall’area del PISQ Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze Salto di Quirra. A settembre, invece, sono attese, invece le analisi, sui 20 resti di pastori deceduti tra il 1980 e il 2010 a causa di tumori emolinfatici.
Veniamo al punto dell’uranio impoverito indicato da più parti come ragione scatenante i casi di tumore e malfomazioni e sopratutto nel caso dell’agnello a due teste. Sulle basi dello scenario descritto da Pirelli, sarebbe davvero l’ultimo problema di Quirra. Nel poligono di tiro hanno trovato ospitalità aziende private e pubbliche che hanno potuto sperimentare, sulla base di autocertificazioni, ogni sorta di armi. Non solo: nel “Vulcano”, ossia in un buco nel terreno sono state fatte brillare, ripetutamente tonnellate di armi, munizioni esplosivi, da distruggere. Il risultato è che nell’aria si sono sparse nanoparticelle di forma sferica, così infinitesimali che dal dottoressa Antonietta Gatti dell’Università di Modena, le ha ritrovate nelle cellule dei pastori ammalati di tumore. Vogliamo parlare dei radar? E parliamone! Anzi ne scrive Pirelli che allunga la lista degli agenti inquinanti con le onde elettromagnetiche che hanno avvelenato Quirra.
La Procura ipotizza vari reati tra cui omicidio plurimo, disastro ambientale aggravato probabilmente colposo e omesso controllo, tra alcuni capi d’accusa da imputare a chi diede ordine di usare il “Vulcano” senza precauzioni di alcun tipo. Per ora dalla politica nessuna risposta.





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Decesso choc alle Scotte di Siena, Mugnai e Marignani (Pdl): «Le ultime ore della donna un autentico calvario...


...La Regione dia risposte immediate e chiare su fatti e responsabilità»
            
Una trasfusione non necessaria effettuata con sangue destinato ad altro paziente ha aperto la strada a un’agonia di giorni conclusasi con il decesso choc di una paziente ottantenne di Sansepolcro: è accaduto l’altro ieri al policlinico senese delle Scotte e ora sulla vicenda, di cui si sta già occupando la magistratura, dovrà far luce la Regione Toscana. A chiamarla a questo compito un’interrogazione depositata oggi dal Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Pdl) e dal Consigliere regionale del Pdl Claudio Marignani, che chiedono espressamente all’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia e al governatore Enrico Rossi «risposte immediate e chiare sull’accaduto», oltre che di «appurare con le dovute verifiche se ci siano responsabilità certe». Non solo, però, perché Mugnai e Marignani domandano anche «azioni per evitare il ripetersi di queste tragedie».
Tutto, però, dopo aver ricostruito in narrativa le troppe stazioni dell’autentica via crucis patita dall’anziana donna, «ricoverata nel reparto di cardiologia del policlinico di Siena Santa Maria alle Scotte il 30 maggio scorso per cardiopatia valvolare con stenosi aortica severa e stenosi valvolare mitralica e precisamente».
«La paziente – si legge nell’interrogazione – è stata operata il 09.06.11 con successo, e sono state impiantate due valvole biologiche. Le condizioni al 10.06.11 dei valori generali risultavano migliori del previsto. In seguito, l’11.06.11 è stata effettuata trasfusione con sangue non compatibile destinato ad altro paziente (la paziente non ne aveva bisogno). Ancora, al 18.06.11 la paziente ha avuto emorragie interne. Il 22.06.11 è stato asportato l’intestino crasso. L’08.07.11 la paziente ha subito un ulteriore intervento per risistemare lo sterno, che si era staccato». Non solo: «Nelle ultime settimane la paziente era stata sottoposta alla terapia intensiva con la  macchina per dialisi, in quanto aveva  perso la funzione renale». L’atto finale il 27 luglio scorso, con il decesso alle ore 18. «Preso atto che la procura della Repubblica di Siena ha aperto un’inchiesta» e «ritenuto doveroso appurare come mai si sia arrivati a questa tragedia», Mugnai e Marignani sottopongono adesso il caso alla giunta regionale. Per capire cosa sia accaduto. E perché non accada ancora.


Dal comunicato stampa del Consigliere Regionale PdL Stefano Mugnani





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Tav in Val di Susa. Oltre 150 docenti e ricercatori universitari scrivono un appello al Presidente della Repubblica perché sia proposta una discussione trasparente ed oggettiva sulle motivazioni della “grande opera”. La notizia - perché di questo si tratta - non trova spazio sui quotidiani nazionali, troppo occupati a raccontare di scontri e proteste. Eppure, l’appello è veramente interessante da leggere e ci consente di aprire uno spazio di approfondimento non banale sul tema No Tav


Questo il testo dell’appello:


Onorevole Presidente,
il problema della linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Torino-Lyon rappresenta per noi, ricercatori e docenti, una questione di metodo sulla quale non è più possibile soprassedere.


Il pluridecennale processo decisionale che ha condotto a questa situazione è stato sempre afflitto da una scarsa considerazione del contesto tecnologico, ambientale ed economico tale da giustificare o meno la razionalità della scelta, data sempre per scontata dal mondo politico, imprenditoriale e dell’informazione, come assoluta fonte di giovamento per il Paese.
mercoledì 27 luglio 2011

Sono 84 i rappresentanti del popolo che hanno questioni aperte con la giustizia. Tra i reati ci sono quelli tipici della politica (corruzione, concussione ecc.), ma crescono quelli da legami con organizzazioni mafiose. Alcuni, invece, si portano dietro condanne legate agli anni di piombo, Il record in Sicilia
Un database dettagliato con tutti i nomi dei parlamentari nei ‘guai’ con la giustizia. Tra Montecitorio e Palazzo Madama siedono deputati e senatori con sentenze di condanna sulle spalle, in attesa di processo oppure rinviati a giudizio. E tra questi, ben 34 risultano condannati per reati che vanno dalla diffamazione fino all’associazione mafiosa o per una cattiva gestione di fondi pubblici di cui ora devono rispondere di tasca propria. Altri nove legislatori sono stati beneficiati dalla prescrizione dei reati
PER L'ELENCO DEI NOMI  DEGLI "ONOREVOLI INQUISITI"





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La guerra quotidiana di chi esce la mattina di casa per andare a compiere il proprio dovere e, qualche volta, non vi fa ritorno. L’impressione, terribile e meschina, è che ormai parlare di morti sul lavoro sia diventato demagogico, retorico e ridondante. Che ormai non faccia quasi più notizia parlare di “morti bianche”; che locuzione ipocrita, come se la morte avesse un colore distintivo. Semplicemente ci sono contesti in cui morire è assurdo e innaturale: come morire al volante della propria auto mentre si viaggia con la famiglia, come morire cadendo da un’impalcatura mentre si sta tirando su un muro. Quella di due giorni fa, 22 luglio, è stata una giornata sanguinosa: due morti in Piemonte, uno in Toscana, uno in Trentino (aveva 21 anni) ed uno in Basilicata.
Le statistiche di metà anno ci costringono a tenere gli occhi fissi su questo dramma che si consuma quotidianamente e non accenna a smettere. E sono cifre sconcertanti: secondo l’Osservatorio di Bologna per le morti sul lavoro, un organismo indipendente, dall’inizio dell’anno a oggi si sono verificati 345 incidenti mortali sui luoghi di lavoro, che salgono a 650 se si contano quelli  incorsi a quanti si stavano recando a lavorare. Nel 2010 erano 292, il 14,8% in meno. Il triste primato spetta all’agricoltura, seguita dall’edilizia, ed aggiunge l’Osservatorio: “Moltissimi morti sono dovuti alle condizioni climatiche, soprattutto per le categorie che svolgono i lavori all’aperto quali l’edilizia, l’agricoltura, la manutenzione stradale, l’autotrasporto ecc… Per queste categorie con un po’ di buona volontà da parte di tutti è possibile riuscire ad incidere sul fenomeno aumentando la prevenzione ed allarmando le categorie quando ci sono maggiori rischi legate alle condizioni del tempo in determinate province del paese”.

''Lo dico alle macchine del fango che iniziano a girare: se sperano di intimorirci si sbagliano di grosso''. Cosi' il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, a proposito delle critiche mosse al suo partito dai giornali in relazione alle vicende di Tedesco e Penati. ''Le critiche le accettiamo - sottolinea Bersani - le aggressioni no, le calunnie no, il fango no. Da oggi iniziano a partire le querele e le richieste di danni. Sto facendo studiare la possibilita' di fare una class action'' da parte di tutti gli iscritti al Pd.

Chiudere per ferie e partire sereni – economicamente parlando – per le vacanze. E’ una situazione alla quale tutti noi – visti i tempi di ristrettezze economiche e di sacrifici imposti – vorremmo aspirare. E per la verità qualcuno godrà di questa ambita condizione: i partiti politici.
Il prossimo 29 luglio, infatti, i tesorieri dei partiti si vedranno piovere addosso una sostanziosa tranche da 100 milioni di euro. Di che si tratta?  E’ la quarta (ce ne sarà  ancora un’altra) rata annuale  del cosiddetto “rimborso elettorale” relativo alle elezioni politiche del 2008. L’importo è calcolato sulla somma complessiva di 503 milioni di euro e spetta a tutti i movimenti politici che ottenuto almeno l’1% dei voti, anche se non hanno eletto alcun deputato.
L’attuale legge sul “rimborso elettorale” ha sostituito quella sul finanziamento ai partiti spazzata via dal referendum popolare del 1993 (9o,3% dei voti a favore).
Ecco come sarà ripartita la rata in pagamento:
Pdl: 41.303.789; Pd: 36.046.301; Lega Nord Padania: 8.276.910; Udc: 5.179.170; Idv: 4.329.845; Sinistra Arcobaleno: 1.858.244; La Destra: 1.240.583; Mpa: 955.377; Psi: 498.351; Svp: 329.264Vallèè Aoste: 44.804.





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Lo staff che gestisce qst pagina è VARIEGATO, solo così possiamo fare informazione libera e senza esser "fans" di nessuno... nel ns gruppo ci sono persone molto diverse tra di loro, alcuni ideologicamente più vicini al csx e alcuni vicini al cdx; fa parte del ns staff anche un ex leghista, che ha ricoperto importanti incarichi ed è stato persino candidato in regione per il carroccio... il denominatore comune che unisce chi gestisce questa pagina, è la delusione e la mancanza di fiducia per tutti i partiti e per questa politica... ognuno di noi, rispettando un regolamento che ci siamo dati, esprime le proprie idee e da visibilità a ciò che ritiene opportuno e di pubblico interesse. Molte pagine sono "a senso unico"... tutto lo staff è di una parte, e i lettori idem... pubblicano PROPAGANDA POLITICA per la loro fazione e si applaudono da soli :) Qui non è così... attacchiamo tutti, e non facciamo sconti a nessuno. Ed è per questo motivo che molte volte veniamo contestati da una parte dei lettori, che magari pochi giorni concordava con noi su un'altra questione; il bello secondo noi, è proprio questo. Chiudo con una citazione: «La vera informazione è dire alle gente quello che non vuole sentirsi dire»

Antonio



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Qualche settimana fa, in un nostro editoriale, scrivemmo che "non prendevamo posizione" circa il TAV, in quanto alcuni membri dello staff di nocensura.com (seppure 2 su 5) erano favorevoli alla realizzazione dell'opera; dopo aver approfondito la questione, saputo che i lavori dovrebbero esser diretti dalle stesse aziende che lavorano sulla "Salerno-Reggio Calabria", dopo aver valutato come sono stati gestito gli appalti, dopo aver appreso che l'Europa pagherà solo 600.000.000 su 20.000.000.000 (ma alla fine l'opera costerà molto di più di quanto preventivato, come al solito) e molti altri aspetti della questione, non ultimo l'impatto ambientale e l'inutilità di questa costosa opera, (potrebbe esser potenziata la linea ferroviaria già esistente) abbiamo cambiato idea. Non fermatevi ai discorsi della TV e dei capibastone di PD e PDL... ascoltate anche la versione dei CITTADINI COME NOI... per saperne di più, http://notav.info

Lo staff di nocensura.com



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martedì 26 luglio 2011
Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire.
Va bene dare retta alla TV... (va bene si fa per dire) ma quando ti mettono davanti agli occhi CENTINAIA (+100) prove che quello che dicono i mass media non è vero... perché continuare a sostenere l'insostenibile e difendere l'indifendibile ? Mi riferisco, per esempio al fatto che le TV cercano di far passare tutti i "no tav" come violenti facinorosi. Il fatto che TUTTI I SINDACI della "Valle che resiste" siano contrari al TAV, non lo ricordano mai. Il fatto che il 3 Luglio, a manifestare ci fossero anche loro, sembra un dettaglio insignificante. Dire che i "No Tav" sono dei violenti, significa dire che tutti i cittadini della Val Susa lo sono, visto che più del 95% dei cittadini che vivono in quella terra, non vogliono che sia STUPRATA dai cantieri. Se una persona si limita all'ascoltare la TV, non può che esser favorevole al TAV, visto come ci viene presentato... MA PROVATE AD ASCOLTARE LE RAGIONI DEL "NO" DEI CITTADINI DELLA VALSUSA, e non potrete fare a meno di cambiare idea, se usate l'obbiettività come "metro di giudizio"... visitate notav.info e i molti altri siti gestiti dai comitati, non fermatevi all'apparenza! Ora & sempre NO TAV




staff nocensura.com



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