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Visualizzazione dei post da agosto 28, 2011

La Germania si sta preparando ad uscire dall'Euro?

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L’articolo di Olaf Henkel dell’edizione di oggi delFinancial Times sta facendo scalpore. D’accordo, Henkel è un uomo odioso, ma la mia opinione verso di lui – una volta lo ritenevo un tipico borderline – diventa col tempo piu positiva. I tedeschi volevano entrare in un’unione monetaria perché, con quell’accordo, si sarebbe rimossa l’arma del deprezzamento del tasso di cambio in mano ai paesi concorrenti. La disciplina di salari reali tedeschi, i miglioramenti della produttività del lavoro e l’innovazione non potevano essere spazzati via da un tratto di penna. Ricordiamoci che ci sono fondamentalmente tre Germanie: Germania #1: la Bundesbank e il “finanzkapital“, che conserva enormi fobie sul ripetersi dell’iperinflazione stile Weimar e un credo quasi teologico nel “sound money” (ndt: una moneta che si appoggia su oro o argento, o altro che abbia un valore stabile). Si tratta della Germania degli entusiasti dell’oro fisico e degli economisti austriaci, che credono nella moneta forte, ne…

Niente soldi, niente farmaco: farmacia ospedale Calabria nega terapia a malato di cancro

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“Mi spiace signora, non abbiamo soldi e non possiamo ordinare il farmaco per suo marito”. Questo il secco ‘no’ della farmacia ospedaliera ad un paziente malato di cancro in Calabria. L’Adnkronos Salute ha raccolto la sua storia. Residente a Reggio e in cura all’ospedale Annunziata di Cosenza per un tumore in stadio avanzato, il paziente ha ricevuto la prescrizione per un antiangiogenetico (sorafenib). L’oncologo raccomanda di iniziare il prima possibile la terapiache dovrebbe rallentare la progressione del cancro. La moglie, Maria S., si presenta dunque seguendo le indicazioni dello specialista alla farmacia ospedaliera del presidio ‘Riuniti’ di Reggio Calabria, la più grande struttura della città dello Stretto, con in mano la ricetta e il documento in cui l’oncologo descrive la diagnosi e motiva dettagliatamente la scelta di prescrivere l’antineoplastico in questione. Tutto in regola. In farmacia però si rifiutano di ordinare il medicinale. Una confezione da 112 compresse, per coprire …

Nuova Gladio in Libia? Storia e retroscena dei tre “mercenari” italiani prima rapiti e poi liberati

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Tre italiani. Sequestrati dai gheddafiani al confine tra Libia e Tunisia. Liberati lo scorso 21 agosto, dopo quasi un mese di prigionia. Una storia piena di incongruenze e assurde ambiguità. Una storia che ricorda la triste (e quanto mai oscura) vicenda di Fabrizio Quattrocchi. Dietro la parola contractors spesso si nasconde un mondo su cui persino lo Stato ha più interesse a tacere. Spie, agenti segreti o guardie del corpo? Oppure semplici mercenari? Nessuno ne parla, eccetto la giornalista del Corsera Erika Dellacasa. Impressioni? Tutte in un flashback. Tutte in due parole: Nuova Gladio.
Un mercenario serbo in Libia Stiamo parlando della vicenda – poco nota e della quale il “Corriere della Sera” sta svelando importanti retroscena – che ha visto come protagonisti Luca Boero, Vittorio Carella e Antonio Cataldo. I tre, il 23 luglio, sono stati sequestrati dai lealisti di Gheddafi al confine tra Libia e Tunisia, ma – a detta loro – si sarebbe trattato semplicemente di sorte avversa. I tre…

Verona: 45enne muore dopo le manganellate subite dai carabinieri

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L’uomo era stato visitato al Policlinico e dimesso. Ricoverato di nuovo, era deceduto. Elsa: “È tornato a casa dopo la partita e stava già male. Mi ha detto che c’era stata una rissa ed era stato picchiato dai carabinieri”. “In diciotto ore non si muore per una malattia”. Elsa Riva vuole fare chiarezza sulla morte di suo figlio Roberto Riva, il quarantacinquenne di San Martino Buon Albergo morto lunedì al Policlinico di Borgo Roma per cause ancora da accertare. Venerdì sera, come abbiamo raccontato ieri, Roberto era stato con alcuni amici al Bentegodi per assistere alla prima partita in serie B della sua squadra del cuore, l’Hellas Verona, contro il Pescara. “È tornato verso le 23 ed è andato a letto, ma non ha dormito tutta la notte perché stava male e così la mattina è andato all’ospedale di Borgo Roma”. La madre Elsa ripercorre con gli occhi lucidi e la voce rotta le ultime ore di vita del figlio, che da qualche tempo viveva in un’altra casa, distante poche centinaia di metri. “Quando…

Processo Aldrovandi, poliziotti colpevoli spalleggiati dalla Questura

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Gli hanno schiacciato il cuore. Anche la corte d’appello di Bologna ha messo nero su bianco che Federico Aldrovandi è stato ucciso dalla «violenta e pesante contenzione da parte delle forze di polizia». La droga non c’entra («dato tossicologico modesto»), né c’entra la “excited delirium syndrome” su cui si sono asserragliati i consulenti della difesa degli agenti - uno dei quali ritenuto tanto poco attendibile quanto pronto a smentire sé stesso - tanto nel primo, quanto nel secondo processo di cui sono appena uscite le motivazioni che confermano le condanne a 3 anni e mezzo per eccesso colposo. E’ partito dal cuore di Federico il ragionamento del giudice di secondo grado. Da quella foto spuntata dopo molto dopo le «tormentate indagini preliminari» che hanno prodotto inservibili perizie. Quel cuore aveva due ematomi contrapposti: «Segno evidente e inequivocabile» di un trauma. In breve: il ragazzo ammanettato a faccia in giù aveva una fame d’ossigeno che non poteva soddisfare visto che …

Lei di Varese, lui tunisino: una storia d’amore interrotta dal pacchetto sicurezza

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Un immigrato che ha passato metà della vita in Italia è stato prelevato in casa dai vigili urbani perché non ha più il permesso di soggiorno. Ha dovuto lasciare la compagna e racconta di aver subito un pestaggio nel Cie di Modena. Adesso è stato espulso e portato in Tunisia via nave. Aveva lasciato il suo paese nel 1982. Rilasciato a Bari, è tornato a Varese e da lì nuovamente a Modena. Infine l`espulsione. Maroni, siamo più sicuri dopo la sua deportazione? La separazione forzata di una coppia di cinquantenni è una delle conseguenze del pacchetto sicurezza. E` accaduto a Sesto Calende, in provincia di Varese, nel cuore del regno leghista. E. P., lombarda, sta vivendo un agosto d`angoscia perché all`improvviso le è stato sottratto il compagno straniero con cui ha una relazione da tre anni. Adesso teme per la sua incolumità. L. è un tunisino senza permesso di soggiorno perché aveva perso il lavoro con la crisi. È stato portato via dai vigili urbani mentre si trovava a casa di un cugino, …

Un'inviata in Libia rivela dei bombardamenti e come viene costruita l'informazione

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Le shoccanti rivelazioni di una inviata in Libia: parla dei bombardamenti a tappeto della NATO, anche su obbiettivi civili, e di come viene costruita la falsa informazione che ci propinano i mass media, da giornalisti che riportano solo quello che scelgono di fargli vedere con tour guidati, con tanto di un vero e proprio "set" degno del cinema holliwoodiano. Da vedere!



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Libia: il silenzio, le distorsioni e le censure dei mass media occidentali

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“Sembra di lavorare per la TV sovietica. Censura a pieno regime, accuratamente coordinata con la redazione di Londra. Qui a Tripoli abbiamo scattato una foto, in una zona controllata dai ribelli. Si vedevano dei cadaveri disarmati e in abiti civili, con segni di tortura. E’ stata elaborata dalla redazione. Poi è uscita con la didascalia: “L’esercito di Gheddafi uccide gli abitanti di Tripoli”. Gli ho telefonato e ho detto: “guardate che in questa zona non ci sono truppe di Gheddafi, qui gli islamisti hanno il controllo completo”. Risposta: “Ne sappiamo di più noi!” E così per ogni altra cosa”, ha raccontato ad Argumenti.ru un reporter che lavora per un’importante rete televisiva.
Egli dichiara: “Ciò che succede veramente, non interessa a nessuno”. “A Tripoli è un disastro. Anarchia assoluta. Ad ogni passo c’è un posto di blocco che ti controlla accuratamente i documenti e quindi ti dà l’impressione di capire i caratteri inglesi. Ma non appena inizi a parlare, ti fissano a bocca aperta. …

Cane trascinato da un SUV a Padova: ECCO COME STAREBBERO LE COSE

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L’Aidaa comunica di aver rintracciato la proprietaria. Che ha dato la sua versione dell’accaduto

Il cane trascinato dal suv – la cui storia aveva suscitato un ampio dibattito in rete -  “è vivo, ma ricoverato in terapia intensiva presso la clinica veterinaria Euganea di Monselice”. Al telefono di Aidaa, spiega l’associazione in una nota, “è arrivata una telefonata della signora Valentina che si è qualificata come la proprietaria del cane trascinato ieri pomeriggio dal suv nella zona di Faedo nei colli Euganei, in provincia di Padova, comunicandoci che effettivamente il cane era stato trascinato, ma dandoci una versione ‘colposa’ dell’accaduto”.

IL RACCONTO – Secondo la signora, è il racconto fatto, “il cane sarebbe stato affidato ieri pomeriggio a una persona che doveva ospitarlo per sei mesi e nel tragitto, nonostante il cane fosse messo in sicurezza, sarebbe riuscito ad uscire dal finestrino dell’auto e qui trainato per almeno un chilometro (su quel tratto sono state rinvenute le tr…

Padova: trascinano per 3km un cane con un SUV: troviamoli! Taglia di 5.000Euro

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***IMPORTANTISSIMO*** LEGGI E DIFFONDI IL PIU' POSSIBILE L'APPELLO, TROVIAMO QUESTO IMMONDO SADICO!!!


Taglia di 5000€ sul sadico che ieri ha legato un cane alla portiera e poi lo ha ucciso trascinandolo in corsa nei Colli Euganei.

Si è fermato solo quando il cane è morto consumato nelle sue stesse carni da quell’orrendo gesto fatto quasi sicuramente per puro sadismo: è successo ieri pomeriggio in provincia di Padova, sulla zona dei Colli Euganei, ed è stato segnalato al telefono amico di AIDAA da un testimone oculare che ha tentato dapprima di fermare il SUV, allontanatosi invece a forte velocità tirandosi dietro il cane che emetteva forti guaiti di dolore.
Il fatto è accaduto in via Roverello, a pochi metri dalla “Trattoria da Oci”, vicino a Faedo (PD). Il testimone, Federico Sabbadin, stava camminando sulla strada in direzione nord, quando un SUV nero, probabilmente BMW, è passato davanti a gran velocità diretto a sud, e attaccato alla portiera posteriore sinistra (lato guida…

Stoccolma: italiano arrestato per aver schiaffeggiato il figlio

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C'è chi crede che ai bambini capricciosi faccia bene ricevere ogni tanto uno schiaffetto o un leggero scappellotto. Pensano che possa essere un modo per far rimanere impresso il rimprovero e per forgiare il carattere. Altri, invece, lo ritengono un gesto grave, sbagliato e assolutamente non necessario all'educazione di un figlio. Della seconda scuola di pensiero fanno certamente parte gli svedesi, che nel 1966 hanno varato una legge, ancora in vigore, che vieta le "percosse ai minori" e i rimproveri troppo veementi. Niente schiaffi, dunque, nè sberle, strattoni o altri rimproveri che implicano l'uso delle mani, altrimenti il rischio è quello di finire in prigione. Lo sa bene Giovanni Colasante, un consigliere comunale di Canosa di Puglia che la scorsa settimana, mentre si trovava in vacanza a Stoccolma con tutta la sua famiglia, è stato arrestato per aver tirato uno schiaffo al figlio 12enne che faceva i capricci. Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, il r…

Brancher, il pregiudicato da 160 milioni di euro

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Aldo Brancher
Avete presente l'ex ministro di Berlusconi appena condannato in via definitiva a due anni? Bene: il governo lo ha nominato presidente con pieni poteri di un nuovo ricchissimo ente. Così l'esecutivo italiano ha un nuovo record: è l'unico al mondo che in tempi di sacrifici e di tagli affida una valanga di denaro a un pregiudicato


Per distribuire preziosi pacchi di soldi pubblici mentre l'Italia rischia la bancarotta, cosa c'è di meglio di un bel comitato politico, presieduto da un onorevole marchiato dalla giustizia come ladrone? Spesso in Italia, come insegnava Ennio Flaiano, la situazione è grave, ma non seria: a riconfermarlo è un atto del governo che affida un tesoretto di 160 milioni di euro a un nuovo ente presieduto e diretto da Aldo Brancher. Sì, proprio lui, il deputato berlusconiano fresco di condanna definitiva per i reati di ricettazione e appropriazione indebita.

Il neonato ente parastatale si chiama "Odi" ("Organismo di indiri…

Cern: "La particella di Dio non esiste"

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Gli scienziati del CERN, sono a caccia della cosiddetta "particella di Dio" o bosone di Higgs, considerata la particella che ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione dell'universo. Nei giorni scorsi però, l'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare sta consideranto l'ipotesi della non esistenza di tutto ciò.  Il centro di ricerca del CERN ha riferito, durante una conferenza a Mumbai, che i possibili segni di Higgs notati il mese scorso sono stati successivamente considerati non significativi. "Qualunque sia il verdetto finale sulla Higgs, stiamo vivendo tempi molto eccitanti per tutti i soggetti coinvolti nella ricerca", ha dichiarato Guido Tonelli, portavoce del CERN, che si trova nei pressi di Ginevra. "Sotto ciò che è noto come il Modello Standard della fisica, il bosone, che prende il nome dal fisico britannico Peter Higgs e conosciuto come la particella di Dio, si pone come essere stato l'agente che ha dato massa ed energia al…

Liberate scimmie da laboratorio dopo 35 anni di prigionia

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Austria – Dopo 35 anni, trascorsi in gabbie e recinti, al chiuso, Susi ( nella foto al centro, sorridente ) ora può respirare per la prima volta all’aria aperta, può sentire il sole sulla pelle, l’erba tra le dita dei piedi, e può correre arrampicarsi come più le piace.
Susie era un animale da laboratorio, rapita nella jungla quando era ancora una cucciola, dai bracconieri. Adesso per lei e i suoi amici scimpanzé inizia una nuova vita, nella prima area all’aperto di 2500 mq realizzata appositamente per loro.
Per anni, gli animali sono stati rinchiusi in celle singole e infettati con virus mortali. Sono stati contagiati con aids, epatite e decine di altri terribili virus, ma non solo sono stati testati sulla loro pelle nuovi farmaci che a volte danno più problemi del virus stesso.
Solo nel 1997 sono stati interrotti questi esperimenti con gli scimpanzé. Così, le scimmie sono state sistemate in un Parco Safari, poi fallito, dove non erano previsti appositi spazi per questi poveri animali. …

Legge shock, in Svizzera è possibile sparare ai gatti randagi

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L’AMORE degli svizzeri per gli animali non è così appassionato, né storicamente famoso come quello degli inglesi, ma ciò non toglie che per circa otto milioni di abitanti la Confederazione elvetica conta almeno nove milioni di polli, quasi quattro milioni di bovini, un numero altrettanto elevato di maiali, pecore e capre, un paio di milioni di cani ed 1,3 milioni di gatti. A passarsela peggio di tutti sono questi ultimi, poiché sempre più spesso vengono abbandonati dai loro proprietari e finiscono, quando va bene, nelle pensioni per animali, oppure diventano randagi, con il rischio di finire impallinati dai discendenti di Guglielmo Tell, che invece dell’arco adesso dispongono di efficacissime doppiette.
A confermare la licenza di uccidere i gatti randagi se si trovano a più di 180 metri dalle case è il Bundesrat, il Consiglio federale elvetico, che ha appena respinto una petizione presentata nel giugno scorso dall’associazione “SOS Chats”, che ha raccolto quasi 13 mila firme ed è stata…

Rimini, inchiesta sulle fogne in mare: "epidemia colposa"

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Blitz della guardia di finanza negli uffici del Comune e di Hera: sul sistema fognature e gli scarichi in mare delle acque nere stanno lavorando tre pubblici ministeri. Il sindaco Gnassi: "Massima collaborazione, ma andiamo avanti coi nostri piani"

E adesso il caos delle fogne di Rimini, una delle vergogne del sistema riviera, finisce sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica. I magistrati riminesi, infatti, da qualche giorno hanno aperto un’inchiesta su un problema che da almeno quarant’anni colpisce Rimini e dintorni: quello degli sversamenti degli scarichi fognari in mare ogni volta che, causa un temporale, le tubature vanno in tilt.
Delle indagini (entrate nel vivo, dunque, a stagione turistica ormai terminata) si stanno occupando i pm Gemma Gualdi, che le coordina, Davide Ercolani e Stefano Celli. Al momento i tre non avrebbero iscritto nessuno nel registro degli indagati, i reati ipotizzati nel fascicolo restano a carico di persone ancora da identif…

Tasse e pensioni: Bossi cede su tutto, ma ai leghisti dice: "Abbiamo vinto noi"

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L'intervento sulle pensioni deciso nel vertice di Arcore smentisce clamorosamente i proclami di Bossi, che fino a pochi giorni fa ringhiava: "La previdenza non si tocca". Il quotidiano del Carroccio scorda le parole che solo una settimana fa erano "scritte sul marmo". Sallusti premia invece il Cavaliere, Libero celebra se stesso

Dov’è la vittoria? La Padania non ha dubbi: “Manovra, passa la linea della Lega”, titola oggi in prima pagina. E nel trionfale sommario, il quotidiano del Carroccio parla della “quadra” trovata da Bossi e Berlusconi ad Arcore, di “tagli alla politica”, di “lotta agli evasori”, di “Province” ed “enti locali” parzialmente salvati. Manca però una parolina: “pensioni”. Strano, perché su tutti gli altri giornali quella parolina si trova scritta in grosso nei titoli di apertura. “Stretta sulle pensioni”, è per esempio la scelta di Il Sole 24 Ore.

Per risolvere il mistero della parolina scomparsa basta andare indietro di una settimana esatta e…