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sabato 8 settembre 2012
Una immagine della protesta contro la manovra Monti della Consigliera PDL Monica Castro
Monica Castro, Capogruppo in Consiglio comunale del PDL di Calenzano (FI) finita alla ribalta delle cronache, nei mesi scorsi, per aver protestato contro la manovra di Monti protestando in mutande in Consiglio comunale, sostiene a spada tratta la candidatura alle primarie di Matteo Renzi, che intende votare e far votare per sconfiggere Bersani, nonostante il PD stia pensando di intraprendere delle misure per evitare che le primarie siano condizionate dal voto dei sostenitori del PDL che numerosi appoggeranno Matteo Renzi.

Ecco le dichiarazioni rilasciate dalla Consigliera:

"Dopo le mie dichiarazioni a sostegno del Sindaco Matteo Renzi alle primarie,ho notato una forte preoccupazione tra i dirigenti del Pd. Nelle primarie del Pd non ci sono mai state regole, ora che il pericolo di "intrusi" si fa sempre più grande, vedo che i vertici stanno pensando a delle regole più precise. Per quanto riguarda il Pdl, pur avendo sempre denunciato i vari problemi nel partito a livello locale, oggi trovo il silenzio dei vari coordinatori un comportamento responsabile, del resto un partito chiamato della "libertà" come può negarla? La stessa cosa non la posso dire del Partito Democratico, pensare di blindare le primarie con qualsiasi "stratagemma" è un comportamento che non ricorda niente di democratico.

Ho sentito parlare di albo o tesseramento, per ostacolare Matteo Renzi, si sta pensando veramente a tutto! Non basterà, per sostenerlo sono disposta anche a prendere la tessera del Pd, chi me la può negare? Mi domando a cosa serva una tessera, se non ad arricchire i partiti, il voto che conta è segreto, ne conosco tanti con la tessera del Pd a livello locale ma che alle politiche hanno sempre votato Berlusconi. La verità è una sola, si vuole ostacolare il cambiamento, una rivoluzione politica che potrebbe rompere tutti gli schemi. Mi chiedo, ma non sono stati questi schemi a rovinare il mio futuro e quello dei miei figli? Matteo Renzi è un ragazzo coraggioso e per questo sono disposta a qualsiasi battaglia politica per sostenerlo". [fonte: Prato nel Mondo]


Sulla vicenda, i dirigenti del PDL tacciono: un silenzio che di fatto, appoggia l'iniziativa in favore di Matteo Renzi, che diventerà leader del PD con l'aiuto dei militanti e dirigenti del PDL: sempre più inciucio...

RENZI VINCERA' LE PRIMARIE grazie al provvidenziale aiuto dei sostenitori e anche alcuni dirigenti del PDL che andranno a votarlo alle primarie, decidendo di fatto il leader "avversario" (amico intimo di B.) che forse è più avversario della sinistra e del PD stesso, sempre più vicino al PDL, che del PDL...

Ma non ci sorprendiamo... RICORDATE IL DOSSIER DE l'Epresso su Berlusconi che vuole Renzi premier e lo avrebbe sostenuto?


Staff nocensura.com

Il Senato della California ha approvato una legge che costituira' il primo via libera alla circolazione delle auto senza pilota nelle strade. Lo annuncia il sito del canale tv Cnbc, secondo cui il provvedimento entrera' in vigore entro pochi giorni.
La legge e' stata approvata all'unanimita' e ora e' sulla scrivania del governatore Jerry Brown, e obbliga il dipartimento per i veicoli a motore dello Stato a sviluppare standard e procedure di licenza per i veicoli autonomi: "Questa legge - si legge nel testo - permettera' ai veicoli autonomi di operare o di essere testati nelle strade pubbliche solo con l'adozione di standard di sicurezza che verranno definiti dalle autorita'". Il primo al mondo a concedere il permesso di circolazione alle auto-robot e' stato il Nevada. Ma per la sicurezza il regolamento dello Stato ha previsto che dentro debbano esserci almeno due persone, anche se la vettura marcia da sola.


fonte: aduc.it


A cura del Dr. Giorgio Gatti, Consulente in sviluppo economico ed economia della sicurezza pubblica
Blog: http://scrivialtuodirettore.blogspot.com


Egregio Ministro Riccardi,
E' neccessario iniziare a trattare il tema della legalizzazione della cannabis e la rivisitazione delle politiche sulle tossicodipendenze. A questo proposito rinnovo con vigore la richiesta di dimissioni del dott. Giovanni Serpelloni a capo del DPA (acronimo che dovrebbe indicare, più appropriatamente, il dipartimento per la propaganda antidroga, piutosto che le poltiche antidroga), e di dismissione di tale organo istituzionale, in quanto inadeguato ad un dialogo su politiche alternative alla proibizione delle sostanze stupefacenti.

I documenti pubblicati e firmati dal consiglio dei ministri sulla posizione Italiana nelle politiche per il contrasto della diffusione degli stupefacenti, sono documenti di mera propaganda, totalmente fuorvianti, sempre contraddittori che negano a priori qualsiasi politica che preveda forme alternative alla proibizione delle sostanze stupefacenti illegali per pregiudizio.
E' "stupefacente" come il consiglio dei ministri abbia approvato simili documenti basati su opinioni personali ed una visione "etica" delle politiche sulle sostanze psicotrope illegali, che porta ad una negazione di risultati scientifici, economici e sociali, negando l' esistenza di studi, ricerche, esperienze storiche, mistificando il fallimento planetario delle politiche di proibizione sulle droghe.

Ma veniamo ai documenti approvati dal consiglio dei ministri, che portano le firme del dott. Giovanni Serpelloni e dell' onorevole Carlo Giovanardi.
"Le ragioni del perchè NO alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti" è un documento deviato, incoerente, dannoso, che già nel titolo evidenzia la totale chiusura ad un dialogo, quello che invece sarebbe necessario al fine di ridurre la diffusione di sostanze stupefacenti. Viene fatto un elenco di ben 16 punti di argomentazioni contro la legalizzazione di qualsiasi sostanza stupefacente, ma la cosa che più risalta è il notevole sforzo di stigmatizzare il consumo di cannabis e allo stesso tempo negare questa stigmatizzazione, che al contrario viene considerata un valore deterrente nell'utilizzo delle sostanze stupefacenti e rinominata "disapprovazione sociale". 

"Quindi la disapprovazione sociale dell’uso delle droghe e dell’abuso alcolico, esplicitata anche attraverso una chiara legge sanzionatoria,è di fondamentale importanza ed è in grado di condizionare positivamente la maggior parte dei giovani nel loro stile di vita e nel comportamento di assunzione."

Case in affitto a cittadini ed immigrati: vediamo come funzionano le cose in Italia ed in Olanda...

In Italia, lo sappiamo: la maggior parte delle case popolari, sono occupate da cittadini stranieri: arrivano in Italia con figli a carico, spesso con un solo reddito in famiglia, e "scalano" la vetta delle graduatorie per l'assegnazione di case con canone di locazione agevolato. Gli elenchi comunali delle assegnazioni parlano chiaro.

Ma come funziona altrove?

Seguendo un link pubblicato sul gruppo Italiani in cerca di fortuna all'estero sono capitato su un sito che spiega come funziona il mercato immobiliare in Olanda: un paese dove la pressione fiscale non è delle più leggere, ma lo stato sociale è molto forte. Una nazione dove gli immigrati - ormai di 2° o 3° generazione - sono moltissimi, e occupano interi quartieri.

Sul sito sognandoamsterdam.com si apprende che in Olanda, esistono due mercati per l'affitto delle case: quello "libero", che gli olandesi chiamano Vrijsector, che consente ad un privato di affittare un appartamento al canone di affitto che preferisce (e quindi, essendoci molta richiesta, i prezzi sono alti) ed un mercato "vincolato", gestito da cosiddette Corporazioni, che affittano a canone agevolato.

Nella capitale olandese Amsterdam un appartamento "medio" nel mercato libero viene affittata a 1.200€ mensili di affitto, mentre quelle poste sul mercato "protetto" dalle corporazioni costa circa 400€ al mese: un terzo del prezzo

Per ottenere una casa in affitto a canone agevolato, si legge sul sito, bisogna essere olandesi e iscriversi ad una lista la cui attesa può superare i 10 anni. 

Pertanto uno straniero - indipendentemente dalla nazionalità europea o extracomunitaria - che decide di vivere in Olanda, non può accedere al sistema delle case in affitto a tasso agevolato fin quando non ha ottenuto la cittadinanza olandese: dopodiché, una volta conseguita la cittadinanza, potrà iscriversi alla lista d'attesa, che in media viene soddisfatta in 10 anni: motivo che spinge gli olandesi ad iscriversi alla lista di attesa già a 16 anni, che rappresenta l'età minima di iscrizione.

Stando a quanto riportato sul sito pertanto, un giovane olandese di 26 anni mediamente riesce ad accedere agli affitti a prezzi protetti. Consideriamo infine che gli stipendi in Olanda sono mediamente superiori a quelli italiani.

Forse è per questo che gli olandesi se ne vanno dalla casa dei genitori prima dei giovani italiani? Ma per i nostri privilegiati governanti, i giovani italiani sono bamboccioni, sono sfigati e quant'altro...

Ora qualcuno, conoscendo il buonismo italiano, dirà che "gli olandesi sono razzisti"... ma forse i veri razzisti sono gli italiani: nei confronti degli italiani, ovviamente...

Alessandro Raffa per nocensura.com



polizia antisommossa
Spesso il solo campo in cui un movimento civico non può vincere è quello militare: affrontare il potere su quell’arena è come fare a pugni con Mike Tyson. Fu l’errore del movimento contro l’apartheid in Sudafrica prima della svolta nonviolenta. Le campagne nonviolente hanno successo nel 53 per cento dei casi, quelle violente nella metà: 26. La posta in gioco nella Prima guerra mondiale era il territorio: vecchi imperi e Stati nascenti in cerca di spazio. Il risultato non fu che un’effimera ridistribuzione delle colonie. L’esito della Seconda, che opponeva le grandi ideologie, fu la Guerra fredda. La lotta di Gandhi, invece, fu l’inizio della fine del colonialismo. Il Black Power ha creato le premesse per un mondo governato anche da neri. Solidarnosc ha scatenato l’effetto domino che ha portato al crollo dell’Urss. Gli effetti delle strategie non violente sono più concreti sul lungo periodo: producono cambiamenti di civiltà.
Srdja PopovicIndipendenza dalla politica tradizionale: a Londra, a Madrid, come in Tunisia, o a Gerusalemme, in piazza ci sono per lo più giovani privati del futuro. Cambia poco se chi si batte per la sua dignità lo fa contro nemici molto visibili come i dittatori o più sfuggenti come le banche. È essenziale però che anche i movimenti dei paesi ricchi dicano che cosa vogliono: per ora sappiamo soltanto che cosa non vogliono. Intercettare bisogni sentiti e formulare una propria visione delfuturo è la via. Tutti i grandi movimenti all’inizio sono percepiti come qualcosa di minoritario, strano e radicale. È accaduto anche a Greenpeace, ma ora non c’è governo che non abbia una politicaambientale. L’obiettivo per movimenti come Occupy è diventare mainstream. Raggiunto un risultato, apparentemente minimo, ho i numeriper alzare il tiro e passare a strategie offensive di non-cooperazione.
Draghi
La Bce comprerà titoli di Stato in modo illimitato ma solo sul mercato secondario, quello dei titoli a breve scadenza. Sui bond governativi a lunga scadenza interverrà invece eventualmente il fondo “salva-euro”, ma solo in base a trattati-capestro che condannino i paesi come l’Italia a cedere altre quote della loro sovranità economica, aggravando ulteriormente i deficit e preparando la spoliazione finale dei paesi in crisi. L’intervento della Bce, deciso il 6 settembre, non assomiglia al “quantitative easing”, l’alleggerimento realizzato da banchecentrali come la Federal Reserve: «Gli acquisti saranno limitati esclusivamente  a bond governativi a breve scadenza – osserva Gad Lerner – e la misura sarà “sterilizzata” per prevenire il rischio inflazione che potrebbe scattare con l’aumento della massa monetaria». In ogni caso, l’intervento della Bce scatterà solo all’interno delle rigide condizioni dei programmi di aiuto, imposte da Angela Merkel.
“Sterilizzare” i titoli che Draghi comprerà, spiega Paolo Barnard – significa che invece di pagarli con liquidità, li si paga con titoli della Bce, come se nel cervello dei monetaristi alla Draghi ci fosse ancora il fantasma dello standard aureo. Prendere i soldi ricevuti dalla Bce e pretendere di avere oro in cambio? Impossibile, da 40 anni a questa parte. «Ma i Draghi si comportano come se ci fosse, cioè funzionano con un riflesso condizionato, un pilota automatico nella testa, e allora invece di dare soldi danno titoli, così i soldi di chi vende sono bloccati lì e non possono essere scambiati per oro, e non circolano creando inflazione, cioè sono “sterilizzati”». Per Barnard è una “cretinata”, visto che anche se Draghi pagasse in liquidità si tratterebbe sempre di bilanci bloccati nelle riserve dellebanche, che per definizione non circolano fra la gente e non possono essere scambiate per oro.
Nonostante i Fallimonti di questi mesi, qualcuno vorrebbe Monti come prossimo premier oppure al Colle... Si salvi chi può, verrebbe da dire. Ma in ogni caso, Monti oppure no, non cambia niente: i prossimi governi hanno le mani legate dai trattati ratificati da Mario Monti:  "pareggio di bilancio" e"fiscal compact" in primis
Qualche settimana fa, Monti lo ha ammesso CANDIDAMENTE: "ho legato le mani ai prossimi governi". Si riferiva, ovviamente, all'approvazione del "pareggio di bilancio" e del "fiscal compact", con il quale i prossimi governi dovranno fare i conti: dovranno rastrellare soldi per rispettare gli impegni ed in vincoli assunti da Mario Monti. Vincoli che hanno reso meno "appetibile" la guida del prossimo governo, che si troverà davanti all'esigenza di fare scelte impopolari, e sopratutto continuare a tagliare, tassare, svendere per questo i partiti - in particolare quelli di centrosinistra, favoriti alle elezioni - al di la delle dichiarazioni ufficiali non muoiono dalla voglia di metterci la faccia, e vedrebbero di buon occhio la proroga del maxi inciucio attuale dove la faccia ce la mettono tutti, ma non ce la mette nessuno, o comunque un governo filoguidato dai "tecnici". Un altra possibilità però, alla quale secondo 'Il Giornale' starebbero lavorando, che appare certamente ipotizzabile, è quella di mandare Mario Monti al Colle, al posto di Napolitano. Sarebbe un Presidente "ingombrante", che potrebbe dettare l'agenda al governo e quindi mettere la faccia sulle porcate future, "salvando" il centrosinistra da tale onere. In alternativa, come prossimo Presidente della Repubblica c'è chi pressa per nominare l'altro sobrio professore che pur "con l'anestesia" (cioè senza farci sentire dolore li per li) non ha certo purgato meno di Monti gli Italiani: Romano Prodi. "A volte ritornano"... sopratutto quando sono stati commissari europei e sono legati a Bilderberg, Trilaterale e Goldman Sachs...

Staff nocensura.com
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Di seguito l'articolo de "Il Giornale"

La continuità chiesta dai supervisor dell'Italia (Bruxelles, Germania, Bce, Fmi, agenzie di rating) passerebbe dal Quirinale, in scadenza il 15 maggio prossimo.
Non un Monti-bis né un bis di Napolitano, ma un Monti al Colle, come garanzia di fedeltà agli impegni presi dal suo esecutivo. L'opzione è allo studio di Napolitano da tempo, come alternativa ad un secondo governo Monti, prima opzione, auspicata inizialmente tramite una riforma delle legge elettorale che avrebbe aperto le strade ad un voto anticipato in autunno e la riconferma del premier (nominato da Napolitano). Ma il risiko del Monti bis si è complicato, le elezioni tornano a coincidere con la fine naturale della legislatura, il Pd - grande sponsor di Monti - vuole governare senza professori-supplenti. Si apre dunque il piano B di Giorgio Napolitano, quello che prevede un Mario Monti - da lui nominato a novembre senatore a vita - nuovo inquilino del Quirinale.La permanenza del professore ai vertici dello Stato rassicurerebbe diversi partner all'estero, preoccupati per l'incognita aperta dalle elezioni politiche in Italia. Una voce molto influente per l'Italia, la cancelliera Angela Merkel, l'ha detto più o meno apertamente durante l'ultima visita italiana: «Siamo molto preoccupati per quello che potrà accadere con le elezioni in Italia».
Ecco i piani del governo per rilanciare l'economia e risolvere la questione energetica: metanodotti, rigassificatori, trivelle a go-go, agevolando il settore eliminando vincoli "scomodi": senza la minima attenzione alle rinnovabili, i cui incentivi subiranno ulteriori tagli...

di seguito l'articolo de la Repubblica:

Il ministro Passera è convinto che questo settore possa rimettere in moto l'intera economia. Raddoppiare l'estrazione di "oro nero" procurerà un aumento del Pil di mezzo punto. Ancora tagli per gli incentivi sulle rinnovabili

Alzare la produzione petrolifera nazionale fino a raggiungere il 20% della domanda, via libera agli investimenti sul gas: i progetti di metanodotti dall'Algeria e il "corridoio Sud" nell'Adriatico avranno il pieno sostegno governativo, così come i progetti di 4 rigassificatori approvati o in costruzione. Il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha individuato nell'energia l'interruttore per far ripartire la crescita in autunno. Una parte delle misure sono già state prese (Snam, taglio agli incentivi delle rinnovabili) altre sono pronte: permessi più facili per perforazioni petrolifere e la semplificazione amministrativa. A settembre sarà pronto un piano, "un indirizzo strategico coerente e unitario", come si legge nel documento riservato del ministero, da trasformare in proposte normative sin dai prossimi mesi. Il doppio traguardo è abbassare i costi dell'energia, ridurre le importazioni di idrocarburi e attivare miliardi d'investimenti in infrastrutture. Oltre ad aumentare la disponibilità delle materie prime energetiche e alla stabilizzazione del costo, il governo punta a trasferire i vantaggi alle imprese ed alle famiglie aumentando la concorrenza e quindi mantenendo una pressione sui prezzi: la Borsa del gas sarà potenziata e nel settore elettrico i bonus fiscali si concentreranno sull'efficienza e la riduzione dei consumi. La prima prova sarà la revisione dei limiti che tengono le trivelle oltre le 12 miglia marine dalle coste italiane, un divieto più stringente rispetto agli altri Paesi europei.

Gli idrocarburi 
Meno vincoli alle trivelle, la produzione sarà raddoppiata 

La donna, una 43enne, ha prosciugato diciotto correntisti di Melicuccà, provincia di Reggio Calabria, portando via loro la somma nell'arco di tre anni. Il caso è scoppiato quando un cliente dell'ufficio postale ha scoperto di non avere più sul conto 44mila euro


Un paese di 1000 anime, un’unica direttrice e 700mila euro di risparmi che svaniscono nel nulla. Potrebbe sembrare incredibile ma il tutto è successo in Calabria, e precisamente a Melicuccà, in provincia di Reggio Calabria. La donna protagonista della “truffa all’italiana” è Rosa Pustorino, 43 anni, arrestata con l’accusa di peculato per aver sottratto da 18 libretti postali di risparmi, una somma (per adesso accertata) di 691 mila euro, nell’arco di tre anni che vanno dal 2010 al 2012. I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, che hanno eseguito l’arresto, stanno approfondendo le indagini per accertare a quanto ammonti esattamente la somma prelevata agli ignari correntisti, che si presume possa raggiungere anche il milione di euro.
venerdì 7 settembre 2012
Tre delegati del sindacato Usb hanno denunciato il capo del personale per aver ottenuto un prestito fuori quota. Per l'Istituto è finito il rapporto fiduciario.

di Cinzia Gubbini

E pensare che non erano neanche andati a cercare la ribalta dei media. Che su una storia così "succulenta" non si sarebbero fatta attendere. Invece la "delicatezza" dell'Unione dei sindacati di base non è stata apprezzata dall'Istituto nazionale di previdenza (Inps) e ora tre delegati - Luigi Romagnoli, Vincenzo Campolo e Libero Ponticelli - rischiano addirittura il licenziamento in tronco. Tutto per aver denunciato all'amministrazione quello che ha l'aspetto di essere un abuso.

Il 12 giugno i tre sindacalisti inviano una lettera ai vertici dell'amministrazione dell'Inps e agli organi di controllo, in cui denunciano di aver raccolto voci secondo cui il capo del personale, Ciro Toma, aveva ottenuto un prestito dall'Istituto pari a circa 155 mila euro, "fuori quota" rispetto a quanto previsto per i dirigenti che possono ottenere prestiti non superiori ai 91 mila euro. Ora, non era soltanto il "fuori quota" a stridere nella vicenda. C'era, per così dire, anche un "conflitto di interessi": infatti chi firma le determine per i prestiti è proprio Ciro Toma. Quindi quel prestito portava la sua firma. Ma non solo: era stato concesso, denunciava l'Usb, fuori dalla contingenza trimestrale prevista, adducendo motivazioni di grave urgenza. Insomma, una storia scabrosa. Qualcuno ha controllato? Chiedevano i sindacalisti nella loro lettera. Nessuna risposta. 

mcdonalds india
di Marta Albè
McDonald's aprirà un fast-food completamente vegetariano in India. La nascita del nuovo punto di ristorazione, dove non saranno serviti piatti a base di carne, è prevista per il prossimo anno. Essa risponderebbe alla crescente domanda della popolazione locale, adattandosi alle esigenze alimentari, legate alla religione della stessa.

Musulmani e induisti potranno infatti trovare nel nuovo menù completamente rivoluzionato della catena di fast-food più diffusa al mondo piatti privi sia di carne di maiale (il cui consumo è vietato nella religione islamica) che di carne di manzo (data la sacralità attribuita alle mucche da parte del credo induista).
Secondo le parole di uno dei portavoce di McDonald's in India, nel Paese ci sarebbe ampia possibilità di sviluppo per i nuovi fast-food vegetariani, che dovrebbero essere frequentati da parte della clientela sopracitata. Il punto vendita indiano dovrebbe vedere la propria apertura nel corso del 2013 nel nord dell'India, nella città di Amritsar, dove è situato il Tempio d'Oro sacro ai Sikh.

vecchi telefonini
di Marta Albè

Obsolescenza programmata e continuo ricambio tecnologico potrebbero avere portato alcuni di voi ad aver accumulato nel corso degli ultimi anni un certo numero di telefoni cellulariormai inutilizzati, schierati in fondo ad un cassetto, sia che essi fossero realmente non più funzionanti, sia che lo fossero ancora, ma allo stesso tempo purtroppo appartenenti ad un modello ormai fuori moda e tecnologicamente superato.

I progressi nel campo della telefonia hanno portato ad un accumulo dei rifiuti elettronici, denominati tecnicamente rifiuti RAEE. E' tra di essi che si identificano i cellulari inutilizzati e scartati. Nel caso non si riesca a trovare un'alternativa e si desideri avviare il proprio cellulare allo smaltimento, sarà bene informarsi presso il proprio Comune riguardo ai punti di raccolta dei rifiuti RAEE. Potrebbe inoltre risultare utile la consultazione del portale del Centro di Coordinamento RAEE.
L'avvio allo smaltimento del proprio vecchio cellulare dovrebbe però essere sempre considerato come l'ultima spiaggia. Prima di arrendersi sarebbe infatti opportuno prendere in considerazione alcune opportunità interessanti. Ad esempio, nel caso il vecchio telefonino sia ancora funzionante, potrebbe essere conservato comeapparecchio di emergenza, da utilizzare in caso di smarrimento, furto o rottura del telefonino attuale.

Erano contractors ingaggiati dall' intelligence i quattro armati fermati in Libano. Si era trattato di un cover operation in terra siriana. Restano tanti misteri.
Contractors ingaggiati dall'Aise, il serizio segreto italiano e molto probabilmente impegnati in un'operazione congiunta con elementi della Cia. Dopo alcuni giorni emergono nuove indiscrezioni sul "giallo" raccontato da Globalist dei mercenari italiani arrestati a luglio in Libano poco dopo essere rientrati dalla Siria. Quattro armati con regolari passaporti italiani intestati a cittadini dal nome anglofono, prima fermati e interrogati dagli 007 del Libano e poi rilasciati dopo l'intervento dall'ambasciatore statunitense a Beirut, Maura Connelly e di personale della stessa ambasciata italiana.
Non mercenari o avventurieri qualsiasi, quindi, ma uomini ingaggiati dai servizi segreti per qualche missione clandestina in Siria, nel pieno della guerra civile. Secondo fonti vicine al sito di informazione Sama Syria, i quattro sono sospettati di aver in qualche modo preso parte ai combattimenti. Ma si tratta di una indiscrezione impossibile da verificare, né si capisce da quale parte della barricata sarebbero stati.

Assoldato dal Pentagono il neurologo Michael Kubek concepisce un areosol a base di tyreostimolina, un ormone antidepressivo che lenirà i disturbi psichici dei marines.
I suicidi tra i soldati dell'esercito Usa sono un fenomeno tanto diffuso quanto inarrestabile (una settantina dall'inizio dell'anno, ma secondo fonti non ufficiali potrebbero essere 116).
Un fenomeno che colpisce in particolare chi è impegnato nei tanti fronti di guerra aperti da Washington nell'ultimo decennio.
Esaurimenti nervosi, depressioni, squilibri della personalità portano spesso al gesto estremo, anche tra gli addestratissimi marines, fiore all'occhiello dell'Us Army.
Così le teste d'uovo del Pentagono, non potendo comunque rinunciare alle proprie campagne, provano a tamponare la ferita: i vertici militari statunitensi hanno chiesto all'équipe del dottor Michael Kubek, neurologo alla facoltà di medicina dell'Università dell'indiana, di trovare una soluzione farmacologica, confidandogli un budget di tre milioni di dollari.

Altroconsumo guida le richieste di risarcimento per le spese di conto corrente giudicate illegittime. Ma lamenta i limiti della legge italiana: "I potenziali danneggiati sono 400mila, ma devono aderire singolarmente. In Usa la causa vale automaticamente per tutti"

di Elena Ciccarello

Al Tribunale di Torino è tutto pronto. Anche la cancelleria si è dotata di un apposito sistema informatico per far fronte all’eventuale valanga di richieste che potrebbero piovere sull’ufficio a partire dal primo ottobre, quando inizierà la raccolta di adesioni per la class action avviata contro Intesa San Paolo. Si tratta della prima azione collettiva in Italia contro un gruppo bancario. È nata nel 2011 su iniziativa di tre correntisti e dell’associazione dei consumatori Altroconsumo, ma a partire dal prossimo mese, fino al 21 gennaio 2013, potrà raccogliere le adesioni di tutti gli altri clienti interessati.

“A oggi cinquecento utenti hanno partecipato attivamente sostenendo la campagna dell’associazione di consumatori” fanno sapere da Altroconsumo, ma le cifre potrebbero presto lievitare. “Stando alle dichiarazioni rilasciate in tribunale da un rappresentante di Intesa San Paolo– racconta l’avvocato Marino Bin, legale dei consumatori – i clienti coinvolti dalle commissioni oggetto della causa sarebbero addirittura 400mila”.
Queste le parole che il Prof Auriti rivolse al Direttore della Banca d'Italia di Rieti,  che si rivolse al prof. dicendo: "lei insinua che noi banchieri"...  rispose: "Io non INSINUO che voi banchieri siete dei delinquenti, lo AFFERMO" ... e gli propose di sporgere denuncia per diffamazione, se si sentiva offeso da tale affermazione... mitico prof!

Di seguito vi proponiamo alcuni dei video sul prof. Giacinto Auriti disponibili su Youtube; cercate Giacinto Auritiinformatevi sulle sue ricerche, sulle iniziative che ha portato avanti (dal Simec alla denuncia alla banca d'Italia, alla legge di iniziativa popolare sulla proprietà della moneta) e molto altro...




Estratto della trasmissione autogestita Moneta al Popolo, in onda su TeleMax negli anni 2002/2003. Conduce il Chiarissimo Professore Giacinto Auriti, già docente titolare di quattro cattedre di Giurisprudenza presso l'ateneo "Gabriele D'Annunzio" di Chieti e Pescara; direttore dell' Istituto di Teoria Generale del Diritto; cofondatore dell'Università di Teramo; autore di numerose pubblicazioni in materia giuridica; scopritore della Teoria del Valore Indotto della Moneta, frutto di 34 anni di studi; Segretario Generale del Sindacato Antiusura Nazionale; ideatore e realizzatore del SIMEC, la moneta proprietà del portatore, un esempio concreto di sociologia giuridica portato avanti con successo a Guardiagrele (CH) e applicabile in ogni comune come alternativa all'indebitamento e al taglio di servizi; coautore di diversi testi di legge a favore della Proprietà Popolare della Moneta e del Reddito di Cittadinanza


peccato che questo video è stato rovinato dall'autore con una musichetta di sottofondo che non c'entra niente e disturba l'ascolto delle parole del professore; tuttavia questi estratti di alcuni interventi del prof. Auriti sono molto significativi.


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di Giuseppe Trucco

Vi anticipo che quelle che seguono sono questioni che richiedono un po’ di sforzo per essere comprese: l’economia è una materia noiosa e comprendo che abbiate poca voglia di scervellarvi su questo argomento, ma vi prego di provare a farlo, di sforzarvi a capire, di non credere alle menzogne che vi diranno per indurvi a pensare che io abbia torto. E’ importante che lo facciate: se il 50% più uno degli Italiani lo avrà capito (non solo per merito mio, ovviamente), se prima di allora l’Europa non avrà ancora trovato la maniera di cancellare del tutto la sovranità del popolo italiano, allora abbiamo una speranza di poterci salvare. E’ una questione di straordinaria importanza, lo ripeto, ne va della qualità della vita vostra, dei vostri figli, dei vostri nipoti.
Cosa accadrebbe se l’Italia restasse nell’euro
Un Paese con un debito pubblico del 120% del PIL (presto saremo più vicino al 130%), su cui grava un tasso di interesse reale del 4% (e presto potrebbe anche salire), avrà una crescita del debito, in caso di pareggio di entrate ed uscite escluso il pagamento degli interessi, pari al 5% circa del PIL. Non è accettabile pagare un 5% annuo di interessi reali sul PIL, perché o non si riesce a sostenere il debito e si fallisce, oppure si deve togliere dall’economia italiana oltre 100 miliardi di euro l’anno, solo per mantenere quel debito costante.
100 miliardi 40 dei quali vanno fuori dall’Italia, a pagare creditori stranieri, venendo quindi tolti definitivamente da un sistema economico già in pesante depressione.

Lusi è in cella a Rebibbia dal 20 giugno scorso, dopo il via libera al suo arresto pronunciato dall'aula del Senato. Il senatore è accusato, assieme ad altre persone, tra cui anche la moglie Giovanna Petricone, di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita.
Nel corso di questi mesi di detenzione, il senatore Luigi Lusi è apparso «ambiguo, reticente e volutamente confuso»: lo scrive ieri il Tribunale del Riesame di Roma nelle motivazioni con cui ha confermato il provvedimento di custodia cautelare in carcere. Al momento gli inquirenti avrebbero tracciato oltre 25 milioni di euro usciti dalla casse della Margherita e finiti nella disponibilità di Lusi, mentre proseguono le indagini su altri due milioni di assegni liberi.

Ma il senatore non solo nasconde il suo bel "gruzzoletto".
Malgrado l'ospitalità nelle patrie galere, il senatore continua a percepire il suo bel lauto stipendio di parlamentare, quei 15.000 euro mensili suddivisi tra indennità parlamentare, diaria per le spese di soggiorno a Roma, rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, per le spese di trasporto,di viaggio e telefoniche.
Ma quali viaggi, telefonate e soggiorni potrà mai fare, essendo rinchiuso in una cella del carcere di Rebibbia?

di Mauro Favale - 7 Settembre 2012

«Mi servono? Certo che mi servono. Mi servono tutti e 18». Se non è un record poco ci manca: alla presidenza del Consiglio regionale del Lazio, retta da Mario Abbruzzese, lavorano 18 segretari. Costo annuale degli stipendi: 900 mila euro. Al servizio della presidenza ci sono anche 9 consulenti. Per non parlare dei due vice presidenti, che dispongono di 24 segretarie e 4 collaboratori.
Con grande nonchalance e altrettanta diplomazia Abbruzzese, nato a Cassino 54 anni fa, respinge l’ondata anti-casta contro i suoi uffici.
La Regione più sprecona d’Italia, lo dice anche la vostra presidente, Renata Polverini.
«Non siamo i più spreconi. E le parole della presidente mi rendono felice: mi offrono un supporto per procedere coi tagli ».
Quindi i tagli servono.
«Rivendico l’autonomia del Consiglio regionale».
Certo, diciotto segretari per 900 mila euro l’anno...
«Non sono segretari, sono collaboratori».
Ma sono comunque tanti.
«Parliamo del capo di gabinetto, del vicecapo di gabinetto, della segreteria tecnica, della segreteria amministrativa... ».
Tutti indispensabili?
«Certo, tutti. E non si limitano a dare assistenza a me ma si adoperano per assistere tutto il Lazio. È necessario avere una struttura per fronteggiare le richieste che arrivano dai sindaci e dal territorio regionale».
Ma ha pure 9 consulenti, ciociari come lei.
«I consulenti fanno parte del regolamento di organizzazione che non ho certo approvato io».

Comandante e ufficiali sapevano di dover fare l"inchino" all'Isola del Giglio. Risulta alle registrazioni della 'scatola nera'. Ma la compagnia sostiene che non sapeva della rotta.


Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e i suoi ufficiali in plancia sapevano fin dalla partenza di Civitavecchia di dover fare l"inchinò all'Isola del Giglio, la manovra di avvicinamento poi fatale per il naufragio del 13 gennaio scorso. Una manovra abituale, conosciuta anche dalla compagnia e ora, dalle registrazioni della 'scatola nera' di cui è in corso l'incidente probatorio e di cui oggi La Stampa riporta alcuni stralci, risulta che già poco dopo aver salpato Schettino annunciò alle 18.27: "Amm'à fà l'inchino al Giglio". E che alle 18.36 e 27 secondi, l'ufficiale addetto alla cartografia Simone Canessa disse al primo ufficiale Giovanni Iaccarino: "Giovà, per la pratica hai avvisato?". E l'altro rispose: "Ah, per il passaggio al Giglio...". E ancora: subito dopo che la Costa Concordia picchiò contro lo scoglio de Le Scole, Schettino disse: "Madonna ch'aggio cumbinato". Erano le 21.45. Neanche un minuto dopo il maitre Antonello Tievoli sbottò: "Mi sento in colpa". Quindi fu il caos, fra bugie, informazioni che non scorrevano nella catena di comando, difficoltà a capire cosa fare e che succedeva. In questa confusione Schettino chiamò alle 21.56 il manager per le emergenze di Costa Crociere, Roberto Ferrarini dicendo: "Roberto ho fatto un casino! Sono passato sotto al Giglio. E' stato il comandante Palombo... 'Mi ha detto: 'Passa sotto, passa sottò". Alle 22.06 lo richiamò e gli assicurò: "Allora Robé, non andiamo a fondo... bisogna chiamare qualche rimorchiatore che ci porti via". Ma non fu così e ci furono 32 vittime. Le registrazioni della 'scatola nera' hanno fissato anche la telefonata di Schettino alla moglie Fabiola, alle 23.08. "Fabì, ho finito la mia carriera di comandante. Abbiamo urtato su un basso fondale, la nave si è inclinata ma sto facendo una bella manovra... è tutto sotto controllo". Era atteso per oggi il deposito della perizia sulla 'scatola nera', con le risposte ai 50 quesiti formulati dal gip Valeria Montesarchio, ma slitterà su richiesta degli stessi periti qualche giorno in più forse all'inizio delle prossima settimana.


L'euro è sceso sotto $1,26 dopo la notizia pubblicata da Die Welt, che contraddice quanto affermato dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble. In attesa del verdetto dellaCorte Costituzionale, caos di dichiarazioni, confusione, rattoppi e paracadute all'ultimo momento. Compromessa l'immagine dell'Europa.
Roma - "L'ESM viola i trattati e le leggi Ue". E' quanto afferma il quotidiano tedesco Die Welt, alimentando il nervosismo sui mercati. La notizia dell'articolo è bastata infatti a scatenare il brusco dietront dell'euro, che è tornato sotto la soglia psicologica di $1,26.
Arriva la doccia fredda per i mercati, con gli investitori che iniziano a chiedersi se per caso non stiano dando troppo per scontata la ratifica dell'ESM da parte della Corte Costituzionale tedesca, che annuncerà il verdetto la prossima settimana, mercoledì 12 settembre. Proprio ieri, ulteriori rassicurazioni erano arrivate dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, che si è detto certo che la Corte non bloccherà il trattato europeo che istituisce il fondo di salvataggio. Caos di dichiarazioni, confusione, rattoppi e paracadute all'ultimo momento. Pare proprio che mai sia stata tanto compromessa l'immagine dell'Europa. 
Con il suo articolo, Die Welt mette in evidenza che la questione non è ancora affatto chiara. Il quotidiano non cita alcuna fonte ufficiale, ma basta il sospetto per far nascere nuovi dubbi tra gli operatori di mercato, pronti a colpire i titoli di stato dei paesi deboli. 

fonte: wallstreetitalia.com




Il Consigliere Regionale a 5 stelle, credendo che i microfoni siano spenti, dichiara apertamente quello che noi di nocensura.com (e molti altri) sostengono da tempo: il problema del Movimento è l'assenza di democrazia: la mancanza di un coordinamento nazionale, con il potere decisionale totalmente in mano a Grillo e Casaleggio: E MENO MALE "UNO VALE UNO"... forse tra i normali iscritti...

*** AGGIORNAMENTO:

Di seguito pubblico alcune valutazioni che ho postato sulla nostra pagina Facebook come risposta ad una manciata di sostenitori del M5S che si sono scagliati contro il Consigliere Favia e contro il nostro blog, per aver pubblicato il video. I commenti in questione, potete leggerli qui: https://www.facebook.com/nocensura/posts/158256967631431 
Faccio presente che una parte dei commenti (quelli offensivi) sono stati rimossi in quanto gli autori sono stati bannati: se uno difende il movimento (o il PD, il PDL o chiunque) argomentando è ben accetto: ma per chi sostiene le proprie idee insultando non c'è spazio.

Anziché pretendere DEMOCRAZIA INTERNA, molti grillini difendono a spada tratta i loro PASTORI esattamente come le PECORE degli altri partiti politici... da buone pecore non c'è la minima critica interna, tutto ciò che dice o fa il pastore va bene. C'è bisogno del pastore, UN COORDINAMENTO NAZIONALE COMPOSTO DA CITTADINI ELETTI DA CITTADINI DI TUTTE LE REGIONI AI QUALI DEVONO RIFERIRE NO, CI VUOLE IL PASTORE CHE DECIDE TUTTO PER TUTTI... 

CHE PENA!

Ora secondo alcuni fan del M5S, il Consigliere a 5 Stelle Favia è "un pagato", un "venduto"... PECCATO CHE QUEI DISCORSI LI FANNO IN TANTI... MOLTI DEI QUALI SONO STATI BUTTATI FUORI, PROPRIO COME TAVOLAZZI. I "grillini" espulsi per aver osato criticare il padrone sono un ESERCITO, se volete ve li presento. Molti però (che parlano di macchina del fango contro Grillo) preferiscono insultare Tavolazzi, Favia, noi di nocensura.com e chiunque osi usare il cervello e contestare il fatto che nel M5S non c'è la minima democrazia interna. SE CI FOSSE STATO UN COORDINAMENTO NAZIONALE DI CITTADINI, NOI SAREMMO I PRIMI A SOSTENERLO... 

inoltre con il divieto di andare in TV e con la rinuncia ai soldi pubblici, sarà un'opposizione flebile... è EVIDENTE a chiunque usa un briciolo di obiettività. UNA CASTA SOSTENUTA DA POTERI MILIARDARI, CON UN ESERCITO DI PENNIVENDOLI CON COSA LA VOLETE FERMARE? CON BEPPEGRILLO.IT CHE PUBBLICA UN ARTICOLO AL GIORNO??? MADDAI!!! Grillo dice che se c'era un giornale con le PALLE non si era in queste condizioni. ALLORA PERCHE' NON USA I SOLDI PUBBLICI PER CREARLO, ASSUMENDO TANTI GIOVANI LAUREATI DISOCCUPATI??? Ma poi forse dovrebbe parlare del MES, del Fiscal compact... cose sulla quale NON HA PROFERITO PAROLA, nel momento in cui il parlamento le approvava, parlava di nozze gay...

Fino a quando sarà così, il M5S sarà solo il BINARIO MORTO del dissenso... 

Alessandro Raffa




Clicca per ingrandireIncredibile errore del ministero dell'Economia. Dopo l'annuncio 'dell'equità', “anche il Vaticano pagherà l'Imposta municipale unica", si scopre che nessuno ha emanato la norma per rendere il tutto attuativo. Risultato: ai Comuni verranno a mancare oltre 600 milioni”
C'è chi parla di dimenticanza. Chi di temporeggiamento. Fatto sta che lo slogan 'anche la Chiesa pagherà l'Imu' rischia di rimanere tale.
Il decreto del ministero dell'Economia che avrebbe sancito l'obbligo di pagamento dell'Imu anche per gli immobili della Chiesa, atteso per la fine di maggio, non c'è. E senza quel decreto, lo slogan 'anche la Chiesa pagherà l'Imu' non potrà diventare norma.
E così non solo il governo Monti dovrà dire addio alla tanto decantata 'equità' dell'Imu, ma rischia di andare incontro a una dura procedura d'infrazione dell'Unione europea “per aiuti di Stato”.
di Angelo Greco

Maggiore tutela, da oggi in poi, per il consumatore che acquista beni da siti di vendite online o di aste: il Tribunale di Trento, in una recente e importante sentenza [1], ha stabilito che colui che acquista, su portali internet, beni che poi non gli vengono consegnati ha a disposizione non solo la normale tutela civilistica per inadempimento contrattuale, ma può anche agire in via penale, configurandosi il reato di truffa [2].

In particolare – ha precisato il giudice – la messa in vendita di un bene per via telematica attraverso un sito di e-commerce noto e serio, costituisce un mezzo per indurre in errore i potenziali acquirenti sulle effettive intenzioni truffaldine di chi offre in vendita beni senza alcuna intenzione di consegnarli.

Gli artifici raggiri – necessari perché si configuri appunto la truffa – consistono nel fatto che il malintenzionato venditore sfrutta questa particolare modalità di vendita caratterizzata dal fatto che:
- le parti non hanno tra loro contatti diretti e, pertanto, non sono conoscibili le rispettive esatte generalità
- il compratore deve pagare anticipatamente il bene che si è aggiudicato all’asta e
sperare poi che il venditore glielo faccia pervenire. 
Dei controlli della Guardia di Finanza ai distributori di benzina ne avevamo parlato il 14 Agosto, con l'articolo "La Finanza controlla i distributori di benzina, valanga di irregolarità e denunce" pubblicato a seguito di una serie di controlli delle Fiamme Gialle che avevano evidenziato come su un campione di 2400 distributori controllati, ben 356 erano risultati irregolari: 1 su 6. Ma a Reggio Emilia la situazione è molto peggiore: su 18 stazioni di servizio, 6 truffavano i clienti. Uno su tre! Non bastano i balzelli del governo, a mettere in ginocchio gli automobilisti italiani: ci si mettono pure i benzinai disonesti. Visto la gravità della situazione è opportuno che siano intensificati i controlli, inoltre dovrebbe essere istituita una revisione periodica degli impianti, a cura di un'azienda che certifichi il corretto funzionamento degli impianti...

Staff nocensura.com

Controlli della Finanza nei distributori reggianiBen 6 stazioni su 18 truffavano i clienti. Due gestori denunciati alla procura di Reggio Emilia, sequestrati 3.200 litri di benzina


REGGIO EMILIA 6 Settembre 2012 - Nei mesi di luglio e agosto scorsi la guardia di finanza reggiana ha controllato 18 distributori nei giorni di traffico da "bollino nero" smascherando 6 irregolarità, un terzo delle stazioni prese in esame.
I militari hanno verificato l’effettivo quantitativo di carburante erogato, la qualità e la corrispondenza tra i prezzi indicati e quelli applicati. In tutto sono stati sequestrati 3.197 litri di benzina e una colonnina di distribuzione e sono stati denunciati due gestori alla procura di Reggio Emilia in un caso per erogazione di carburante inferiore a quanto previsto, nell'altro per difformità tra i prezzi pubblicizzati sulla cartellonistica stradale e quelli effettivamente praticati.



Vedi anche: Quello che devi sapere sul "MES" e le altre leggi dittatoriali dell'Unione Europea
Il "Meccanismo Europeo di Stabilità", il "Trattato di Lisbona", quello di Velsen che ha istituito Eurogendfor, il Fiscal Compact



Dopo 130 anni di luce, l’Europa mette per sempre nel cassetto le vecchie lampadine: dal 31 Agosto 2012 è proibita la vendita delle ultime lampadine a incandescenza rimaste in circolazione, quelle di potenza tra i 25 e i 40 watt. La normativa comunitaria, che mira a ridurre i consumi energetici, era stata approvata nel lontano 2009, (con un periodo transitorio appena completato). Le vecchie lampadine, quelle col filo  al tungsteno, sprecano molta energia: infatti solo il 5-10%dell’energia che assorbono viene trasformata in luce, mentre tutto il resto si disperde in calore (ecco perché si avverte quella fastidiosa sensazione di caldo in prossimità del vetro). Tutt’altro discorso invece con le lampadine fluorescenti e le alogene a basso consumo o, ancora, con i diodi a emissione luminosa (cosiddetti Led). 

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