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sabato 15 gennaio 2011

Due scienziati dell’Università di Bologna, il fisico Sergio Focardi e l’ingegnere Andrea Rossi hanno diramato nei giorni scorsi una notizia a dir poco sconvolgente, affermando di aver avuto successo in una delle più ardue sfide che la scienza moderna si pone: la fusione fredda.
Il team ha indetto una dimostrazione pratica riservata ad un pubblico scelto di giornalisti, ricercatori e professori che si terrà venerdì 14 gennaio in un capannone industriale situato nell’hinterland bolognese. Ma di cosa si tratta?
Riepilogando brevemente, si dicono reazioni nucleari alcune trasformazioni della materia che coinvolgono direttamente il nucleo dell’atomo convertendolo in un elemento di un altro tipo.
Arricchirsi sulla pelle, sul sudore e sul sangue altrui. Senza sforzi, senza lavoro. Con il gioco del comando. E questa è la guerra, che a noi fa schifo

"Quello di Mirafiori è un modello che non va bene per descrivere il futuro", dice il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. (ipocrita)
Ma quanti sono gli imprenditori che attendono il risultato di Miriafiori per adeguarsi allo strappo del manager che da solo guadagna più di tutti gli operai di Mirafiori messi assieme e che paga le tasse in Svizzera e non in in Italia?
Il punto non è "chi vincerà". Le ragioni per votare no al "referendum" di Mirafiori sono tante e fortissime. E la stragrande maggioranza dei lavoratori Fiat le conosce e le sostiene.
Ma quando per sostenerle si deve mettere in gioco la propria vita e quella della propria famiglia allora non si tratta più di una scelta. Ma di un obbligo. Persino parlare di ricatto è generoso: qui, per molti, non c'è proprio scelta.
Il punto è che si è tollerato - da parte di tutti quelli che si dicono dalla parte del lavoro e dei lavoratori, solo la Fiom ha lanciato l'allarme - che Marchionne consumasse uno strappo irrimediabile. Uno strappo di cui non si sono calcolate le conseguenze, che potranno essere tragiche e che sono certamente drammatiche.
Si è tollerato che un signore, nel nome di profitti finanziari di borsa e non certo per salvaguardare alcunché di produttivo, gettasse alle ortiche più di cento anni di conquiste civili e sociali.
La mafia potrebbe essere “tra i principali beneficiari” della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, che comunque “servirà a poco senza massicci investimenti in strade e ferrovie” in Sicilia e Calabria. I politici italiani “fanno poco” nella lotta al crimine organizzato, mentre la Chiesa cattolica deve “cooperare di più”. E’ l’analisi del diplomatico americano J. Patrick Truhn, console generale a Napoli, contenuta in cinque dispacci datati tra il 2008 e il 2009 e pubblicati da Wikileaks. Il diplomatico americano cita anche Roberto Saviano, definendolo “una bussola per la lotta alla mafia”,  che dice agli Usa: contro la criminalità organizzata c’è “scarso impegno a livello nazionale”.

In quello più recente, del 15 giugno 2009, Truhn analizza la situazione in Sicilia, dopo lo scontro politico tra Raffaele Lombardo e “il partito del premier Silvio Berlusconi“, e l’incertezza politica che tra le altre cose ha “bloccato una operazione americana per la trivellazione del gas e minaccia di rinviare un importante sistema di comunicazione satellitare della Marina statunitense”. Il principale beneficiario del ponte sullo Stretto “potrebbe essere” quindi la mafia, di entrambe le sponde, “semmai verrà costruito”, e comunque “servirà a poco senza massicci investimenti in strade e infrastrutture in Sicilia e Calabria”. Il paragrafo è intitolato, forse con involontaria ironia, “The Bridge to More Organized Crime” (Il ponte per un crimine più organizzato, ndr).


Marco Travaglio dedica l'editoriale di Annozero a Marchionne


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Il segretario del partito proclama l’unità sui temi del lavoro. Peccato che negli ultimi giorni tutti abbiano detto di tutto.


Comprensibile la necessità di Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico: dopo una direzione che è andata come è andata, con la sovraesposizione mediatica e contenutistica della minoranza organizzata del Movimento Democratico, l’esigenza è certamente quella di serrare i ranghi intorno alla linea del segretario. Che così, ostenta unità e decisione. Ma, crediamo, ha scelto il tema peggiore per sollecitare la coesione delle sue truppe.


POSIZIONI CHIAREPer Bersani, infatti, il Pd sul referendum degli operai di Mirafiori sarebbe l’unico ad avere le idee chiare su cosa fare, e su come muoversi.


Il Partito democratico sulla questione Fiat “ha una posizione chiara, che rifiuta le tifoserie da derby”. Pierluigi Bersani ribadisce la linea dei democratici sulla vicenda Fiat, richiamando invece l’attenzione sulla legittimita’ dell’approccio che i democratici hanno scelto di avere di fronte alle proposte di Marchionne.


Così il segretario alle agenzie.
giovedì 13 gennaio 2011

Un mare di plastica, questo il ritratto del Mediterraneo che restituisce il rapporto condotto da un'equipe di ambientalisti e biologi marini dell'Istituto francese di ricerca sullo sfruttamento del mare (Ifremer) e dell'Università di Liegi (Belgio), che hanno preso parte alla spedizione 'Expédition Med', avvenuta nel luglio e agosto scorsi.
Su quaranta stazioni analizzate al largo di Francia, Spagna e Nord Italia, infatti, nel novanta per cento di queste è stata riscontrata la presenza di rifiuti in plastica entro i 20 centimetri dalla superficie dell'acqua. Si tratta di frammenti dal peso medio di 1,8 milligrammi.
Un dato, spiega l'Ifremer, che indicherebbe in media la presenza di circa 250 miliardi frammenti in plastica per tutto il Mediterraneo, pari a 500 tonnellate di rifiuti
C’era una volta la Fiat, simbolo italiano, che volava in Brasile, Argentina, America Latina dove moltissimi emigranti italiani lavoravano insieme con argentini e brasiliani e ne erano orgogliosi. C’è oggi la Fiat “americana” che i discendenti di quegli emigranti, che oggi sono argentini e brasiliani a tutti gli effetti, considerano paradossalmente un’ancora di salvezza, che investe in America Latina, ma contemporaneamente uccide le sperenze della terra da cui nacque tutto. Ma l'industria non funziona con il cuore, ma con macchine e soldi e di questo parleremo.
Ciò che va detto agli italiani è che Marchionne andrà via dall’Italia comunque, oggi o fra tre anni o poco più. “L’Italia ha molto da imparare dal Brasile, dalla sua volontà di adattarsi e mutare rapidamente”, ha detto il capo Fiat

lo scorso 10 settembre in Brasile ed è la chiara testimonianza di un amore, fatto ovviamente di interessi. Mentre Termini Imerese è destinata a chiudere alla fine di quest’anno e si discute del futuro di Mirafiori e Pomigliano, in cui la Fiat conta di investire totalmente 1,7 miliardi di euro, subordinando la somma ad un referendum scontato e penalizzante per gli operai, la Fiat ha già programmato, senza compromessi, di investire in Brasile circa 5 miliardi di euro nei prossimi quattro anni, di cui una grossa somma (1,5 miliardi di euro) già nel nuovo stabilimento che sorgerà nel Nordeste in Pernambuco, nella zona portuale di Suape, proseguendo negli investimenti Fiat a Betim, Iveco a Sete Lagoas, New Holland a Contagem e di Campo Largo a Paranà per una somma di circa 200 milioni di dollari. Non è tutto.
Dopo molti anni di dibattito sui rischi per la salute derivanti dai telefoni cellulari, un recente rapporto finalmente fornisce delle risposte. Il rapporto completo è stato presentato di recente al Dipartimento di Telecomunicazioni dal Prof Girish Kumar del dipartimento IIT di Bombay di ingegneria elettrica. Kumar, che ha svolto approfondite ricerche sulle radiazioni del telefono cellulare e i suoi effetti, mette in guardia contro l'uso eccessivo dei telefoni cellulari perchè espone gli utenti ad un aumento del rischio di cancro, tumore al cervello e di molti altri rischi per la salute. Per i bambini la cosa è ancor più accentuata.
I principali rischi per la salute derivanti dalle radiazioni dei telefoni cellulari e dai ripetitori sono i seguenti:
- Un aumento del 400% del rischio di cancro al cervello tra gli adolescenti che usano per i telefoni cellulari. I bambini sono più vulnerabili alle radiazioni dei cellulari. Più piccolo è il bambino, tanto più profonda è la penetrazione della radiazione elettromagnetica perché il cranio dei bambini è più sottile.

Come sempre accade in questi casi, i media generalisti hanno scoperto - come d'incanto - che quella del presidente Ben Alì in Tunisia è una soffocante ragnatela nella quale restano impigliate tutte le forme di dissidenza. La rabbia della generazione tradita, per decenni tenuta davanti al bivio tra emigrazione e assenza di prospettive, è esplosa in questi giorni in dure proteste. Soffocate con violenza.
Sihem Benzedrine, giornalista e scrittrice a lungo perseguitata dal governo tunisino, per la sua lotta nella difesa della libertà di stampa e nella denuncia contro la violazione dei diritti umani, attraverso l'uso sistematico della tortura. Scrittrice di romanzi, redattrice di varie testate giornalistiche indipendenti, vive ora in esilio in Germania, sotto la protezione del Pen Club. Dirige un giornale in internet, Kalima, tutt'ora proibito in Tunisia. Due giornalisti che lavorano per Kalima sono stati arrestati in questi giorni. PeaceReporter riceve e pubblica un suo intervento sui drammatici fatti degli ultimi giorni in Tunisia.

di Sihem Bensedrine
Dal 17 dicembre, la Tunisia è teatro di scontri che sono scoppiati in una regione svantaggiata e che si sono diffusi in tutto il Paese con movimenti di protesta. Il potere reagisce con un giro di vite autoritario.

''Durante i suoi 23 anni di regno, Ben Ali ha dimenticato le regioni interne del Paese; ora i dimenticati della Repubblica si sono ricordati della sua buona memoria!''. E' così che l'economista Abdeljelil Bedoui commenta gli scontri che sono scoppiati il 17 dicembre a Sizi Bouzid (nella zona centro occidentale del Paese) e aggiunge: ''Questi movimenti di protesta popolare si sono innescati in una regione che registra il record di 32,3 percento di disoccupazione, il più alto del Pease. Questi giovani sono trattati con disprezzo, umiliati dalle autorità e non trovano ascolto né un ambito in cui esprimersi''.
Questa parte della Tunisia meticolosamente nascosta dietro gli indicatori economici presentati come competitivi, ha riversato la sua collera sul Paese, macchiando di sangue l'immagine di una Tunisia "piccola isola di un miracolo economico" e "modello di riuscita per i Paesi in via di sviluppo" realizzato sotto gli auspici di un "Presidente benevolo".

Sergio Marchionne, stando al Corriere della Sera, in 79 mesi al vertice Fiat ha totalizzato un valore pari a 255,5 milioni di euro, ossia 38,8 milioni l’anno. Se le cifre sono queste, Marchionne guadagna ogni anno 1.037 volte il dipendente medio, quindi un Marchionne costa come 1.037 operai. E le tasse le paga in Svizzera, avendo residenza fiscale nel cantone di Zug. NO MORE WORDS

(Ripreso dalla bacheca Facebook di "Destra Razionale")

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Non ha detto che educare al sesso è sbagliato, ma che è necessario che si educhi anche all’amore. E’ giusto! Mi dà fastidio quando per attaccare un avversario si storpiano le sue parole. Non è utile. Come si può negare che per un adolescente sia essenziale capire il miracolo dell’amore nel suo complesso e non solo la meccanica dell’unione fisica? Ed è indiscutibile che la mancanza di un’educazione sentimentale provochi consumismo sessuale a vagoni.

Le feste di B. sono piene di ragazze eticamente distrutte e sprovviste di una cultura amorosa. Le tv di B. ci inondano di messaggi di mercificazione sessuale, di consumismo erotico parossistico. Tutta roba che (concordo con il Papa) fa male all’anima e allontana il godimento estatico dell’unione spirituale e amorosa.


Essere di sinistra dovrebbe significare: (utopia)

  • Anteporre l'interesse e il benessere delle persone ai profitti
  • Tutelare i diritti dei lavoratori, condizioni di lavoro accettabili
  • Avere rispetto per l'ambiente e una coscienza ecologica
Invece in Italia significa:
  • Andare a braccetto con grande industria e poteri forti, giustificando in qualche modo le loro scelte.
  • I sindacati sono diventati centri di potere utili solo a produrre poltrone e privilegi a pochi.
  • L'unica politica è quella di dare addosso a Berlusconi.
e poi ci lamentiamo se gli operai votano Berlusconi? Quelli che hanno seduto in parlamento negli ultimi 30 40 50 anni, spesso sempre le stesse facce di sanguisughe che si sono installate li a vita, devono andare a casa, senza ma e senza se! Guardate come ci hanno conciato...

Martina P.

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Felice Crosta - foto Studio camera
La Regione concede una pensione record all'ex presidente dell'agenzia dei Rifiuti, Felice Crosta: 1.369 euro al giorno. Un assegno pari a più del doppio dell'indennità del presidente della Repubblica. Ne usufruirà l'ex direttore dell'Agenzia dei rifiuti sciolta da poco

L'ultimo grand commis dell'ente più generoso d'Italia, alla fine, si è portato a casa una pensione da favola: mezzo milione di euro l'anno. Ha lottato un paio d'anni, l'avvocato Felice Crosta, per un diritto che alla fine gli è stato riconosciuto dalla Corte dei Conti. Quei soldi gli spettano. Perché così ha stabilito una legge della Regione siciliana, approvata nella stagione d'oro del governatore Cuffaro. E l'amministrazione, proprio in questi giorni, si sta adeguando, aprendo la cassa. Mezzo milione. Cioè 41.600 euro al mese, 1.369 euro al giorno. Cifra lorda, sia chiaro. Ma destinata a fare impallidire persino capi di Stato, governatori di Bankitalia e giudici della Corte costituzionale: Giorgio Napolitano, per dire, ha un'indennità annua di circa 220 mila euro. Carlo Azeglio Ciampi, prima di insediarsi al Quirinale, si vide riconoscere da Palazzo Koch una pensione da 34 mila euro al mese.

(estratto da un commento all'articolo "L'Abruzzo terremotato? Per Borghezio è un peso morto".)


Se emigriamo, disturbiamo! Se restiamo a casa nostra chiedendo le infrastrutture, che un paese moderno deve avere, diventiamo un peso morto! (Leggere i veri problemi della produzione Fiat in Italia, anche il laborioso 'Nord' non regge il passo con il resto d'Europa, un esempio reale è l'Opel, altro che le frasi 'inutili' del nostro premier sulla Fiat "che fa bene ad andarsene dall'Italia", è sopratutto comoda (e poi dicono a noi del Sud)). Le tasse, per cosa le paghiamo? Perché dobbiamo collaborare ad una economia fallace e con una classe politica inefficace? Richiamo alla - pessima - memoria degli italiani un solo un numero 700.000 auto blu!!! Quelli sul parlamento ve li risparmio, è ovvio che le persone che hanno governato negli ultimi 20 anni hanno agevolato e incrementato tutto questo spreco, altro che federalismo (questo è un altro punto da approfondire, visto che è inattuabile, tutte le regioni sono legate fra loro dai debiti, suppongo si tratti di un metodo per coprire i ' buffi' e sembrare più virtuosi di fronte alla UE). Puntualizzo alcuni dettagli che mi riguardano, sono uno che appartiene a quella schiera foltissima di persone che arrivata a 40 anni NON ha nulla, non ha goduto di nessun presunto vantaggio che quelli della lega amano tanto attribuire a chi vive oltre una certa posizione geografica, che sopravvive alla flessibilità e alla mobilità lavorativa da sempre, che ha dovuto adattarsi e ammalarsi sul lavoro. Situazioni che evidentemente i nostri cari politici NON hanno mai dovuto affrontare, lo si evince ascoltando ciò che ci propinano in tv dalla mattina alla sera (anche per questo hanno perso il mio voto). Vi risparmio un bibitone sulle NON qualità dei nostri politici, è fin troppo evidente la loro reale consistenza dialettica e umana.

Sfogo di un peso morto abruzzese

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mercoledì 12 gennaio 2011

Sta accadendo qualcosa in Sardegna, qualcosa di grave che però non trova l’eco che meriterebbe. Le grandi fonti dell’informazione tacciono, ad esclusione di pochi piccoli casi; le personalità politiche figuriamoci. Ma il dramma che si sta vivendo a Quirra, la località sarda che ospita il poligono militare interforze tra le colline di Perdasdefogu e lo specchio di mare di Capo San Lorenzo, deve esser descritto bene, sebbene si rischi di toccare qualche nervo scoperto indagando su certi ambienti militari.
Pino Cabras su “Megachip” ha dato risalto al reportage di Paolo Carta pubblicato il 4 gennaio da “L’Unione Sarda”, in cui si parla della cosiddetta “sindrome di Quirra“: 40 civili e 23 militari sono morti per la leucemia, accompagnati da animali nati deformi e poi deceduti anch’essi per strane complicazioni. La causa: un disastro militare-ambientale che si consuma nella terra che fa da sfondo per la stragrande maggioranza delle esercitazioni militari italiane.

ma la cosa diventa una notizia minore…

questo bambino non è morto di FREDDO… è stato ucciso dall’indifferenza e dall’inefficienza delle istituzioni.

I servizi sociali sono allo sbando in ogni città, a fronte di un aumento delle richieste di aiuto da parte delle persone cadute in difficoltà per questa devastante crisi economica, gli assistenti sociali sono poche e non hanno mezzi economici neanche per affrontare le emergenze estreme come questa.

Una delle cose più VIGLIACCHE che questa classe dirigente ha fatto è stata quella di ridurre al lumicino i fondi per le persone in difficoltà,avere abbandonato qualunque politica di edilizia popolare per dare spazio ai palazzinari famelici, non si uccide solo con un arma si uccide anche così e questo bambino è stato ucciso.

Se avessero un minimo di dignità si dovrebbero dimettere tutte le istituzioni di governo della città e della regione.

Mi domando ancora una volta  dove sono i movimenti così detti pro-vita i cattolici della domenica….

quelli che chiedono sacrifici , agli altri….quelli della competività e delle regole del loro mercato di merda…sono semplicemente TUTTI  a farsi i CAZZI suoi…abbuffate e bunga bunga tour mentre DEVID BORGHI moriva a solo 20 giorni dalla nascita…

VERGOGNATEVI !

Ma vergogniamoci anche noi per non avere avuto ancora il CORAGGIO di cacciare questa cricca di potere criminale , nessuno escluso. Non facciamoci abbindolare da chi ci prospetta l’uscita dalla crisi con ricette capitalistiche il “cuoco” che ce la propone è quello che ci ha cucinato questo piatto fecale che è il sistema capitale.
«Io sono dalla parte di Marchionne. Dalla parte di chi sta investendo nelle aziende quando le aziende chiudono. Dalla parte di chi prova a mettere quattrini per agganciare anche Mirafiori alla locomotiva America. Andrò alla Direzione di giovedì - parlando del PD - ma spero che Bersani non chiacchieri di aria fritta ma dei problemi degli italiani. Non chiacchieri dell'inciucio con Fini ma del futuro del PD. Il PD è credibile se smette di inseguire i falsi problemi. Provi concretamente a dire 'ok, Berlusconi ha fallito' ma dicendo agli italiani quali sono le nostre soluzioni per ripartire». Questo è Matteo Renzi, il sindaco rottamatore del Pd, ma pare abbia intenzione di rottamare anche i lavoratori.


fonte

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La ‘Lista Falciani’ e’ arrivata sui tavoli della Procura di Roma, almeno per quanto riguarda i contribuenti di competenza dei giudici capitolini. Come riportano diversi quotidiani, fra gli altri ‘Il Messaggero’, ‘La Repubblica’ e ‘Corriere della Sera’, il pm Paolo Ielo ha ricevuto nei giorni scorsi il faldone per la parte che riguarda la Capitale, nel ‘mirino’ almeno 35 nomi, daValentino Garavani ad Amanda Sandrelli, da Renato Balestra ad Elisabetta Gregoraci, al gioielliere Gianni Bulgari e tanti altri. Molti, naturalmente, potrebbero avere gia’ sanato la loro posizione usufruendo dello scudo fiscale. La ‘Lista Falciani’, dal nome dell’ex dipendente della sede di Ginevra della banca Hsbc che l’ha sottratta all’istituto, comprende i nomi di 7mila italiani correntisti. Sarebbe coinvolta, secondo quanto riportato oggi da alcuni quotidiani, anche Telespazio, la societa’ del gruppo Finmeccanica che si occupa di sistemi satellitari.
VA DI MODA EVADERE – E’ folta, tra gli indagati, la schiera degli stilisti, in cui compaiono anche Giuseppe Lancetti e Sandro Ferrone, ma non mancano attrici e soubrette, imprenditori come il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi, o societa’ come Telespazio, colosso specializzato in armamenti e sistemi di difesa. Moltissimi nomi pero’, appartengono a perfetti sconosciuti ai piu’: tra questi, i proprietari di alcuni negozi del centro della capitale con un cospicuo fatturato. E ancora, la principessa Fabrizia Aragona Pignatelli, Francesco D’Ovidio Lefebvre, Camilla Crociani, imparentata con Carlo di Borbone e figlia del noto uomo d’affari coinvolto nello scandalo Loockeed, gia’ presidente della Finmeccanica, morto in Messico nel 1980. Gli oltre 700 indagati dalla Procura della Repubblica di Roma hanno domicilio fiscale nel Lazio. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Paolo Ielo contestano a tutti le accuse di omesse o incomplete dichiarazioni dei redditi per qualche centinaia di milioni di euro. Nelle prossime settimane sara’ verificata la loro posizione, soprattutto per accertare se abbiano gia’ usufruito, o meno, dello ‘scudo’ fiscale. Qualcuno, poi, come il regista Sergio Leone, anch’ egli in elenco, potrebbe risultare nel frattempo deceduto. La ‘lista Falciani’, trafugata da un ex funzionario alla Hsbc e consegnata alle autorita’ francesi dopo alcuni vani tentativi di vendita al miglior offerente, comprende, oltre a molti soggetti esteri, 5.595 cittadini e 133 societa’ italiane, ed e’ aggiornata alla fine del 2006. Il totale dei depositi occultati al fisco ammonta a 5 miliardi e mezzo di euro, tutti depositati presso la filiale di Ginevra della banca inglese Hsbc.
CASALINGHE MILIONARIE – Nell’elenco c’e’ anche Pino Lancetti, il famoso sarto umbro morto nel 2007, che viene inserito insieme alla sorella Edda. E poi le due societa’ che fanno capo a Gianni Bulgari, maestro di gioielleria con la sua “Gianni Bulgari srl”e la “Bulgari International”. Nome noto e’ pure quello di Mario Salabe’, l’ingegnere coinvolto negli anni 90 nelle indagini sui finanziamenti al Pci-Pds con la sua societa’ “Sapri Broker”, fratello dell’architetto Adolfo Salabe’ che invece fu accusato di peculato nell’inchiesta sui ‘fondi neri’ del Sisde quando al Viminale c’era Oscar Luigi Scalfaro del quale Salabe’ era amico attraverso la figlia Marianna. Risulta invece essere un professore universitario Francesco D’Ovidio Lefevre. I ricchi ma non famosi sono la maggior parte. Molte casalinghe, svariati professionisti, titolari di negozi del centro della citta’ con un considerevole fatturato. Si va da Cinzia Campanile a Michele Della Valle, da Carmelo Molinari a Giovanni Pugliese da Mario Chessa a Roberto D’Antona. E ancora nell’elenco: Gabriella e Giorgio Greco; Gianfranco Graziadei; Adriano Biagiotti; Cinzia Santori; Marina Valdoni; Piero Dall’Oglio; Andrea Rosati; Eleonora Sermoneta; Stefania Vento; Giordana Zar- fati; Eliane Rostagni; Fabrizia Aragona Pignatelli. La scorsa estate la Guardia di Finanza aveva avviato accertamenti su 25 persone che avevano esportato in Svizzera un totale di 8 milioni e 299 mila dollari, scelte in base ai ‘canoni di pericolosita’ fiscale’ perche’ risulta che non hanno presentato denuncia dei redditi, oppure perche’ la loro dichiarazione e’ stata ritenuta ‘incongrua’ rispetto alle somme movimentate. Tra loro, l’ambasciatore Giuseppe Maria Borga, la pittrice Donatella Marchini, il marchese Hermann Targiani”.

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Tornatore e l’Arma dei Carabinieri, Falcone e Borsellino, gli scontri di via De Amicis e Indro Montanelli, la Fracci e Sordi, Coppi e Bartali, De Gasperi ed Eduardo. Meno di quattro anni fa, si proponeva come il precipitato della storia italiana, un’azienda che “appartiene a tutti noi”.

Oggi è la multinazionale dei ricatti, “o così o andiamo all’estero, senza l’Italia andremmo meglio”.

Che ci abbiano lievissimamente preso per il culo?


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NON SI PUO' RIDURRE L'UOMO COSI'...


OPERAI PIANGONO DAVANTI AI CANCELLI DI MIRAFIORI, UNA NAZIONE CIVILE NON PUO' RIMANERE INERTE DAVANTI A TANTA ARROGANZA...

questo è il volto di un uomo non più giovane che piange...

questo è il volto di chi onesto ha paura di perdere il proprio posto di lavoro... oltre tutto ad un età dove magari sarebbe impossibile trovare un altra occupazione...

quest'uomo non piange per motivi personali quest'uomo piange perchè un " SIGNORE " di nome MARCHIONNE, che guadagna quanto 6400 suoi colleghi, ha deciso che lui deve rinunciare alla sua dignità ai suoi diritti se non vuole perdere il TOZZO di PANE che il super-manager gli concede...Mia madre ,una saggia donna, alle mie intemperanze giovanili verso i ragazzini mi diceva arrabbiata ;" se sei coraggioso prenditela con quelli più deboli di te"...

i MARCHIONNE e i suoi amici imprenditori-predoni ei compari della casta, non se la prendono mai con quelli più forti di loro..

NON CI POSSONO RIDURRE A SCHIAVI SILENTI E TERRORIZZATI...

NON CI POSSONO CONSIDERARE MENO DELLA LORO ESCORT DI TURNO...

NON POSSONO UMILIARCI E OFFENDERCI ALL'INFINITO ....

QUESTO STANNO FACENDO I MARCHIONNE DELLA CASTA IMPRENDITORIAL POLITICA...
martedì 11 gennaio 2011

E così oggi sappiamo che abbiamo fatto la guerra del Kosovo per far vincere i peggiori criminali.
Lo dicevamo già da tempo, ma a darcene conferma oggi è il Consiglio d'Europa.
"I leader di etnia albanese dell’Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) erano responsabili deitraffici di organi umani alla fine degli anni novanta. Lo afferma nel suo ultimo rapporto Dick Marty, che indaga su tali crimini per conto del Consiglio d’Europa".
E questa non è una notizia "tendenziosa" lanciata da un giornale pacifista. La troviamo oggi sul sito web del quotidiano La Stampa di oggi.
Che cosa è accaduto? "I membri indipendentisti dell’Uck rapivano serbi e altri civili per condurli in Albania, dove venivano loro espiantati gli organi che venivano poi venduti al mercato nero", continuiamo a leggere online su http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/380073
Ci hanno raccontato nel 1999 che andavamo a fare una guerra umanitaria per liberare il Kosovo dalla "pulizia etnica".
Ma ci siamo alleati con i trafficanti di droga dell'Uck, l'esercito indipedentista kosovaro che chiedeva a gran voce la "guerra umanitaria".
Abbiamo cercato di sensibilizzare le coscienze affinchè le Istituzioni prestino la dovuta attenzione alla salute pubblica e non a coloro che speculano sulla salute delle persone per fini di lucro, per indifferenza o per un pugno di voti.
Alcune delle emissioni degli inceneritori sono cancerogene e sappiamo scientificamente che non esistono soglie sicure al di sotto delle quali si possano consentire tali emissioni. Dobbiamo utilizzare ogni ragionevole strumento per eliminare del tutto gli inceneritori dal territorio italiano e mondiale.
Abbiamo pubblicato sul nostro giornale, l’intervista al dottor Stefano Montanari, nanopatologo di fama internazionale, e dal 2004 direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, il quale afferma che cio’ che produce la combustione dei rifiuti negli inceneritori, non è altro che una lunga serie di inquinanti che provocano patologie tra cui : cancro, ictus, infarto, tromboembolia polmonare, aborti, malformazioni fetali ed altre malattie.
Ci colpisce, altresì, come i media divulghino in modo distaccato, indifferente ed insufficiente, notizie sugli impatti sulla salute di tutte queste sostanze, dal momento che in generale la conoscenza nel particolare campo dell’esposizione agli agenti chimici è molto limitata . Sono stati condotti moltissimi studi sui danni ambientali provocati dagli inceneritori.
“I bambini sono le principali vittime dei rischi ambientali. E’ inaccettabile da qualsiasi punto di vista che i membri piu’ vulnerabili della società siano quelli che pagano il prezzo dei fallimenti nel proteggere la salute dai pericoli ambientali”, dr. LEE Jong-Wook, medico luminare e direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dal 2003 al 2006.
“La deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia e stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente pù fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat.” Professor Lorenzo Tomatis nel 1987 (Oncologo di fama internazionale, ex direttore dello IARC – International Agency Research of Cancer).
Alla luce di tutto questo ci sembra sia il caso di cambiare direzione di marcia, di fare un esame di coscienza e di chiederci verso dove stiamo andando , ma soprattutto quale futuro stiamo preparando per noi stessi e per i nostri figli ?

Dopo che Silvio Berlusconi è riuscito a “comprarsi” il voto di fiducia della Camera, le alte gerarchie cattoliche si sono precipitate a dargli il loro sostegno in nome dei “valori” e della “stabilità”.
Berlusconi garantisce il crocifisso
Il primo è stato Ratzinger che il 17 dicembre, ricevendo il nuovo ambasciatore italiano presso la Santa Sede, ha espresso “apprezzamento al Governo italiano” per essersi opposto al “tentativo di eliminare dai luoghi pubblici l’esposizione dei simboli religiosi, primo fra tutti il Crocifisso”.
 La città di Padova da 10 anni è fuorilegge riguardo ad un potente cancerogeno, il benzoapirene, che principalmente viene emesso in atmosfera da grandi complessi industriali e dagli autoveicoli. Il benzoapirene viene assorbito dalle polveri fini (pm10 e 2.5) che arrivano direttamente nelle basse vie respiratorie, da qui vengono trasferiti, tramite la circolazione del sangue negli organi vitali.
Dal 2000 al 2010, in città, la media annua di un nanogrammo per metro cubo di aria prevista dalla legge per il benzoapirene viene costantemente superata. A cui va aggiunto un altro primato, ovvero i 42 microgrammi per metro cubo del pm10 media annua, raggiunto a settembre 2010. La legge prevede una media annua del 40mg/m3. E’ evidente che occorre rientrare urgentemente nei parametri della legge e che i provvedimenti finora adottati non sono sufficienti. Tanto più che il 2010 è l’anno in cui in città è entrato in funzione il Metrotram.
La nostra città, che investe energie e capitali ed è centro di eccellenza per la ricerca dei tumori infantili, viene inserita dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, per i dati sull’inquinamento da benzopirene, come una delle aree più a rischio, accanto a città industriali come Taranto e Venezia o metropoli come Milano e Torino. Ma oltre al traffico veicolare in città operano da molti anni due impianti a forte impatto ambientale: l’inceneritore di San Lazzaro, dal 1962, e l’acciaieria di Riviera Francia e Maroncelli, dal 1974, ma ci risulta che nessun organo istituzionale abbia prodotto una indagine sanitaria per analizzare i danni alla salute dei padovani causati da queste aziende.
L’aria tossica della nostra città colpisce maggiormente i bambini, la fascia della popolazione che paga prima di altri gli effetti dell’inquinamento. I dati sull’aumento dei casi di leucemie infantili lo confermano. Chiediamo pertanto al Sindaco, autorità sanitaria locale, e all’assessore all’ambiente quali provvedimenti intendono adottare per tornare nella legalità.



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La nuova crisi dei prezzi alimentari, secondo la Fao ancor più grave di quella del 2007/2008, rischia di scatenaresommosse popolari carestie come accadde tre anni fa. In Tunisia e Algeria, l'impennata dei prezzi di farina, zucchero e altri generi alimentari - sommata alla crescente disoccupazione - ha innescato rivolte che hanno già causato decine di morti. Oggi sappiamo che queste crisi non sono naturali, ma frutto di cinichespeculazioni finanziarie e manovre commerciali.
Gli incendi in Russia, le inondazioni in Australia e la siccità in Argentina vengono ufficialmente indicati come cause della crisi: raccolti distrutti, crollo dell'offerta, boom dei prezzi. Ma le numerose indagini seguite alla crisi di tre anni fa hanno dimostrato che i fattori naturali sono solo pretesti usati per giustificare agli occhi dell'opinione pubblica fenomeni del tutto artificiali.
Nell'estate 2009 il 'Rapporto Levin-Coburn' della sottocommissione permanente d'indagine del Senato americano dimostrò, dopo un anno di studi, che il rialzo dei prezzi alimentari non aveva avuto nulla a che vedere con la scarsità delle scorte alimentari provocate da fattori naturali né con problemi nella catena dei rifornimenti: la causa andava ricercata in spregiudicate manovre finanziarie speculative.
Una neonata non può morire di stenti in una delle principali piazze italiane, a prescindere se i genitori sono degli extracomunitari clandestini, dei senza tetto, o in qualsiasi altra condizione.


L'indifferenza delle istituzioni, della città è costata la vita a una piccola creatura: MEDITATE SU CIO' CHE SIAMO - E DICO SIAMO - DIVENTATI. 


Di seguito, riporto il servizio di Repubblica, molto ben fatto.


n neonato di venti giorni morto molto probabilmente anche per il freddo, comunque per le sue condizioni di vita difficili, portato dalla madre e il padre in giro per il centro di Bologna a zero gradi, senza una casa sicura, bivaccando per ore in Sala Borsa. Così è morto Devid Berghi, mentre è stato salvato con un ricovero d'urgenza al Sant'Orsola il fratello gemello. E successo tra l'indifferenza in prossimità della festa dei bambini, la Befana. In centro a Bologna non si perde neanche un bambino, canta Lucio Dalla. Però ora si muore. E mentre la città s'interroga sul funzionamento dei servizi sociali la Procura, dopo l'articolo pubblicato da Repubblica, apre una inchiesta.
Il giudice inglese rimanda al 7-8 febbraio la decisione sulla richiesta di estradizione avanzata dalla Svezia. Soddisfatto il fondatore che in un'intervista alla radio dice: "Il denaro dei donatori non arriva. I nostri conti sono bloccati. Perdiamo 500mila euro alla settimana". Su Twiitter il suo commento alla strage di Tucson

Se Julian Assange sarà estradato in Svezia per essere sottoposto al processo per stupro, lo stabilirà la Corte inglese i prossimi 7 e 8 febbraio. Rilasciato su cauzione prima di Natale dopo aver trascorso nove giorni in carcere, il fondatore di WikiLeaks si è presentato in Corte in abito blu e cravatta e ha parlato solo per confermare i suoi dati personali. A aggiungere particolari sono stati gli avvocati. Il pericolo dell'estradizione secondo loro non è la Svezia, ma gli Stati Uniti. Se estradato "c'è un rischio reale" che "gli Usa cerchino la resa di Julian Assange" e che "finisca prigioniero a Guantanamo" o peggio "che rischi la pena di morte", hanno detto gli avvocati nella memoria legale presentata oggi in Corte.

A cosa serve lo stato? Serve, o dovrebbe servire, a tutelare i cittadini e a garantirne diritti, dignità, libertà e benessere. Oggi però sembra che il nostro stato sia sempre più lontano da tutto ciò. E non solo lo stato.
I sindacati nacquero per tutelare i diritti dei lavori in opposizione all’avidità e allo strapotere di chi detiene il capitale. Oggi i sindacati italiani sono diventati i servi degli imprenditori e dei loro squallidi manager. Marchionne ordina, loro firmano e lodano. Unica voce che urla nel deserto della vigliaccheria politica è quella di Landini, segretario Fiom. E invece di seguirlo gli altri sindacalisti lo additano come un estremista. Estremista? Avete sentito cosa dice? Sostiene semplicemente che non si possono togliere alcuni diritti fondamentali come la malattia. Il famoso nuovo contratto che FIAT sta facendo a suon di ricatti è assurdo, ottocentesco, antidemocratico. Come si può pensare di non pagare la malattia agli operai? Come si può pensare di poter licenziare uno perché deve operarsi? Soprattutto in una fabbrica dove millecinquecento operai su cinquemilacinquecento hanno problemi fisici che ne diminuiscono la capacità lavorativa (e quindi la possibilità di trovarsi un altro lavoro) a causa del lavoro svolto in fabbrica. Insomma, prima FIAT toglie loro la salute e poi li ripaga con un bel calcio nel culo. Ma i sindacati non erano nati proprio per evitare questo? CISL e Uil a quanto pare se ne sono dimenticati allegramente preferendo diventare servi e perdendo la loro funzione e soprattutto la loro dignità. CGIL è a rischio. La storia della “firma tecnica” è a dir poco paradossale. Che cosa mi significa un ragionamento come quello che in questi giorni sta facendo CGIL? “Sono contrario ma se gli altri firmano firmo anche io”. Vi sembra il modo di ragionare? E perché poi?

Uno dei punti decisivi è rivedere le leggi sulla diffamazione. Il vice primo ministro Nick Clegg: " Cittadini e le aziende devono poter proteggere la loro reputazione. Ma vogliamo che i giornalisti non abbiano paura nel pubblicare le loro inchieste"

 Il vice primo ministro del governo Cameron, il liberal-democratico Nick Clegg, ha proposto di estendere ulteriormente le norme sulla libertà di informazione e la protezione della stampa, in un disegno politico mirato a rendere gli organi governativi più trasparenti agli occhi di tutti.

Dopo la pubblicazione di tutti i registri che documentano nei dettagli le spese governative – comprese quelle per la difesa – ora la coalizione di governo, per bocca del vice premier, intende estendere i limiti del FOI (Freedom of Information laws), già tra i più avanzati in Europa. La normativa che regola la Freedom of Information prevede il diritto del cittadino a chiedere e ottenere informazioni di tipo governativo che riguardano una vasta gamma di provvedimenti, a eccezione delle informazioni secretate, per esempio, per motivi militari o di sicurezza nazionale.

Ecco l’intervento integrale di Mario Borghezio intervistato da Klaus Davi a KlausCondicio, su Youtube. “Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. C’è bisogno di uno scatto di dignità degli abruzzesi. È sano realismo padano”, ha detto l’europarlamentare leghista riferendosi ai terremotati abruzzesi. Poco dopo, la sua smentita.

Non mi sognerei mai di dire che l’Abruzzo e i terremotati abruzzesi sono un peso morto per il Paese. Il mio disappuntoe’, semmai, per l’ennesima conferma dell’atteggiamento che le amministrazioni, piu’ ancora che le popolazioni, del meridione, mettono in campo di fronte ai problemi, alle emergenze ed alle catastrofi: quello cioe’ di far prevalere le tradizionali, eterne aspettative nei confronti dello Stato centrale, anziche’ rimboccarsi le maniche come hanno dimostrato di saper e voler fare, ad esempio, le popolazioni venete, anche di recente

Elevati livelli di diossina sono stati individuati per la prima volta in un maiale da allevamento in Germania, non lontano dalla citta’ di Verden.
NUOVO ALLARMELa scorsa settimana l’allarme diossina era scattato per la contaminazione di uova in dieci diverse fattorie e aveva provocato controlli a tappeto in migliaia di allevamenti.  Ad annunciare il nuovo ritrovamento e’ stato il ministero dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, spiegando che livelli della sostanza oltre i limiti sono stati individuati in un animale selezionato per i test e che centinaia di maiali della fattoria sono stati quindi abbattuti. Bruxelles potrebbe intervenire direttamente per regolamentare con una normativa europea l’attivita’ dei produttori di mangimi ed evitare il ripetersi di casi di contaminazione di diossina, come quello scoppiato in Germania.
lunedì 10 gennaio 2011

Quando cominciai a occuparmi della marijuana nel 1967, non dubitavo che si trattasse di una droga molto nociva che, sfortunatamente, veniva usata da un numero sempre maggiore di giovani incoscienti che non ascoltavano o non potevano capire i moniti sulla sua pericolosità. La mia intenzione era di descrivere scientificamente la natura e il grado di questa pericolosità. Nei tre anni successivi, mentre passavo in rassegna la letteratura scientifica, medica e profana, il mio giudizio cominciò a cambiare. Arrivai a capire che anch’io, come molte altre persone in questo paese, ero stato sottoposto a un lavaggio del cervello. Le mie credenze circa la pericolosità della marijuana avevano scarso fondamento empirico. Quando completai quella ricerca, che ha rappresentato la base per un libro, mi ero ormai convinto che la cannabis fosse considerevolmente meno nociva del tabacco e dell’alcol, le droghe legali di uso più comune
Queste sono le parole con cui Lester Grinspoon apre il suo libro, “Marijuana, la medicina proibita”, scritto in collaborazione con James B. Balakar e pubblicato anche in Italia (Editori Riuniti, 2002).
clicca per ingrandire
Nell’agosto 2004 “The Lancet Oncology”, una tra le prime riviste scientifiche al mondo, ha pubblicato uno studio di Alfredo Mazza, giovane ricercatore napoletano di Fisiologia clinica in forza al Cnr di Pisa, intitolato “Il triangolo della morte”. L’agghiacciante definizione si riferiva al territorio compreso tra i comuni di Nola, Acerra e Marigliano, nel napoletano, nei quali si muore di tumore con una frequenza ben più alta che nel resto d’Italia. A dimostrarlo sono le statistiche degli ultimi anni: in questa zona abitata da oltre mezzo milione di persone l’indice di mortalità per tumore al fegato ogni 100 mila abitanti sfiora il 35.9 per gli uomini e il 20.5 per le donne rispetto a una media nazionale che è del 14. La mortalità è decisamente più alta che nel resto d’Italia anche per quanto riguarda il cancro alla vescica, al sistema nervoso e alla prostata.

Secondo lo studio del dottor Mazza, l’anomalo indice di mortalità per cancro è conseguenza diretta dello smaltimento illegale dei rifiuti nelle discariche abusive della zona, che in vent’anni hanno sepolto sostanze cancerogene e radioattive che riemergono rientrando nella catena alimentare: dai sali di ammonio ai sali di alluminio, dal piombo ai copertoni che bruciano e sviluppano sostanze cancerogene. Sepolte in questa zona ci sarebbero anche sostanze radioattive provenienti da rifiuti speciali ospedalieri. Il tutto finisce sul territorio e dunque sull’erba dove pascolano le pecore: un vero killer per l’ambiente. Gli effetti tossici sull’uomo sarebbero di due tipi: malformazioni fetali fino al mancato sviluppo di un organo, oppure sviluppo di tumori, sia negli adulti che nei bambini. Gli organi colpiti sono i più sensibili del corpo: vescica, fegato e stomaco, dove c’è maggiore probabilità che la sostanza tossica entri all’interno della cellula. Tra i 20 e i 40 anni il rischio leucemie e linfomi, dunque, risulta più elevato.

È inoltre costante il pericolo diossina, che si trova in quasi tutte le sostanze che vanno in combustione o che vengono sottoposte a processo di degradazione. La diossina si fa sentire soprattutto sul fronte delle falde acquifere: sono 79 i pozzi artesiani chiusi tra il 2002 ed il 2004 per inquinamento, con danni sia per l’agricoltura sia per gli allevatori. Col passare del tempo la situazione non è migliorata. Più recentemente, il 5 febbraio 2006, molti capi di bestiame sono stati trovati morti avvelenati. Le autopsie effettuate sugli animali hanno indicato la presenza di diossina nel cibo e nell’acqua come causa della morte. Al momento, gli unici studi esistenti sull’argomento sono una relazione tecnica del comune di Acerra, risalente al luglio 2003, nella quale si afferma che il livello di diossina sul territorio è di ben 53 picogrammi per metro quadrato (un valore quattro volte superiore al limite consentito), e una serie di analisi effettuate dall’Istituto Mario Negri di Milano, che mostrano invece un’elevata concentrazione di diossine nel latte ovino locale. Accanto al danno ambientale c’è anche quello economico: gli elementi inquinanti contenuti nei rifiuti riversati nei corsi d’acqua o occultati nei terreni rischiano di contaminare sempre più i prodotti agricoli. Non a caso negli ultimi anni è insorta anche la Coldiretti per difendere un territorio ancora libero da ogm e in grado di soddisfare la crescente richiesta di cibi “sicuri”. Il problema dei rifiuti in Campania si tratteggia sempre più come un problema strutturale che va progressivamente trasformandosi in un vero e proprio disastro ambientale.

Di fronte a tutto ciò la politica locale arranca, mentre la camorra imperversa. È ancora il caso di parlare di emergenza straordinaria? 

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