Via Napolitano, al Colle l’uomo che grazierà Berlusconi
Romano Prodi presto al Quirinale, al posto di Napolitano, con in tasca la “grazia” per Berlusconi? Pazza idea, che però metterebbe fine alla “guerra dei vent’anni”. Fantapolitica? Forse, ma non troppo. Così almeno la pensa Aldo Giannuli, secondo cui sono in molti a dare ormai per scontato l’addio di Napolitano, magari a giugno dopo le europee o al più tardi a dicembre, dopo la presidenza italiana del semestre europeo. L’uomo del Colle è stanco, già al momento della rielezione si era riservato il diritto di ritirarsi in anticipo data l’età avanzata. Ma a pesare, sottolinea Giannuli, è anche il fallimento bruciante della sua politica. Napolitano aveva infatti condizionato la sua permanenza al Quirinale ad un preciso progetto: larghe intese presiedute da Letta, riforma costituzionale «con metodo sprint (in spregio all’articolo 138)», riforma elettorale, semestre italiano Ue con Letta e, infine, elezioni entro il 2015 o al massimo il 2016. Tutto a mo...