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sabato 22 giugno 2013
facebook cervello“Facebook potrebbe cambiare il nostro cervello” questo allarme lo lancia Susan Greenfield, docente di neuroscienze all’Università di Oxfordin recente articolo sul The Telegraph. Secondo lo scienziato, il famoso social network potrebbe “infantilizzare” i nostri pensieri.
Particolarmente pericolosa per il cervello umano, secondo Greenfield, è la nuova applicazione Facebook Home, l’app per smartphone Androidrecentemente presentata che rende il nostro telefono Facebook centrico. A prima vista questa applicazione sembrerebbe innocua, con essa l’utente potrà immediatamente sapere se gli amici ti avranno invitato, caricato le foto e cosa stanno facendo. Tuttavia, questa conoscenza istantanea nasconde un pericolo che alimenta ulteriormente la nostra ossessione nell’approcciare le vite degli altri e alimentare il nostro ego, con il monitoraggio continuo di quello che dicono di noi sulla regina delle reti sociali. Risultato? la nostra individualità può essere seriamente danneggiata, spiega Greenfield.

Fonte: http://youtu.be/HnIA9DLv-9c
TalcoUna ricerca americana ha intervistato le donne che fanno un uso regolare di talco nelle zone genitali, scoprendo che aumenterebbe del 24 % il rischio di contrarre un tumore
Una ricerca americana condotta su alcune donne che sono state intervistate sulle loro igiene intima avrebbe scoperto che il talco usato nelle aree genitali aumenterebbe del 24% il rischio di contrarre il cancro alle ovaie.
Si tratta di una ricerca scientifica condotta dai ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston, negli Stati Uniti d’America.
Lo studio è poi stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Cancer Prevention Research. Il rischio sarebbe stato valutato solo su quelle parti del corpo.
Le donne intervistate che non avevano abitudine di utilizzare il talco nelle zone intime infatti non hanno avuto un incremento nel rischio di contrarre un tumore.
Il tumore alle ovaie è la seconda forma più comune di tumore ginecologico ed il sesto più diffuso cancro femminile. Di solito è più frequente contrarlo dopo la menopausa.
Fonte: centrometeoitaliano.it

Fonte: http://www.ecplanet.com/node/3904

La crisi attuale è una crisi economica e sociale provocata dal successo della nuova struttura del processo di accumulazione capitalistico, che si è dato a partire dagli anni Settanta con la globalizzazione. Il cuore del processo è la finanza, cioè la trasfigurazione da un sistema basato sul profitto capitalistico a quello basato sull’esproprio dei redditi e la rapina delle ricchezze materiali e intellettuali. La crisi in corso non ha nulla di ciclico, diversamente dalle crisi economiche del capitalismo industriale, e troverà il suo punto di approdo in un potere assoluto coincidente con l’impoverimento di gran parte dei cittadini. Per questo l’uscita dagli effetti della crisi può avvenire solo con l’uscita dal capitalismo, che oggi è quello della speculazione finanziaria e della rapina di Stato.
I mercati finanziari sono le “fabbriche” che hanno sostituito quelle del fordismo industriale, la culla della rapina e dell’esproprio. Questo percorso Letta e Renzidi finanziarizzazione delle economie capitalistiche inizia negli anni Ottanta con la modifica della legge bancaria negli Stati Uniti, ai tempi di Reagan, poi negli anni Novanta con l’introduzione di nuove regole per la finanza che hanno consentito la produzione dei derivati e titoli tossici, con Clinton; il tutto, con il consolidarsi di un potere unico finanziario-militare illustrato ampiamente da James K. Galbraith. L’Europa ha seguito per imitazione le stesse politiche con le “direttive europee”, passivamente recepite anche in Italia, che hanno introdotto la banca “universale” e la liberalizzazione dei mercati finanziari.
In Italia questo percorso è stato segnato dalla biografia di Mario Draghi, che bene illustra i conflitti d’interessi e le collusioni tra mondo politico e poteri finanziari. Negli anni Ottanta è direttore per l’Italia della Banca Mondiale, negli anni Novanta diventa direttore generale al Tesoro e privatizza il sistema bancario, introduce il Testo Unico del 1993 sulle banche che recepisce tutte le direttive europee, comprese quelle ben note sui derivati speculativi. Poi lascia la mano per andare a dirigere la Goldman Sachs e contribuire così a mettere a punto la “grande truffa” che esplode nel 2008, di cui non era a conoscenza come responsabile della sorveglianza in quanto governatore della Banca d’Italia. Nel mentre la “sinistra” è distratta dalla Draghidifesa dell’autonomia della Banca d’Italia e dalla denuncia sul conflitto d’interessi di Berlusconi – contro il quale, in ogni caso, non fa nulla.
La classe dirigente politica e imprenditoriale che abbiamo è quella che è sopravvissuta alla guerra condotta contro il sistema italiano dagli anni Cinquanta in poi dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalla Germania, e che continua oggi. Finora questa guerra è stata vinta, prima con l’eliminazione fisica dei personaggi scomodi – Mattei, Olivetti – poi con la distruzione del sistema politico italiano negli anni Novanta e ancora oggi. La corruzione esistente è la causa di questi sviluppi e di come, attraverso i fiumi di denaro riversati sui politici e sulle istituzioni, se ne è ottenuto il silenzio e la collusione alla realizzazione dei piani di costruzione del consenso su un progetto italiano ed europeo squilibrato. La reazione popolare degli ultimi anni, e espressa dalle ultime elezioni, dimostra che il limite della sopportazione è stato raggiunto, ma anche il fallimento di questi piani di destabilizzazione politica e di marginalizzazione economica del paese.

A cura del Physicians Commitee for Responsible Medicine - http://www.pcrm.org/

Molti Americani, alcuni vegetariani inclusi, continuano ad assumere grandi quantità di derivati del latte. Di seguito elenchiamo otto importanti motivi per eliminare i latticini dalla propria dieta.

1-Osteoporosi

L'assunzione del latte è reclamizzata per la prevenzione dell'osteoporosi, sebbene la ricerca clinica pervenga a conclusioni differenti. L'Harvard Nurses' Health Study [1], che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, ha mostrato che l'aumentato consumo di latte non avrebbe alcun effetto protettivo sul rischio di fratture. Infatti, l'aumentata introduzione di Calcio attraverso latticini era associato con un rischio di fratture più elevato. Uno Studio Australiano [2] è pervenuto al medesimo risultato. Inoltre altri Studi [3, 4] non hanno evidenziato alcun effetto protettivo sull'osso da parte del Calcio proveniente dai derivati del latte. Per ridurre il rischio di osteoporosi, va ridotta l'assunzione con la dieta di Sodio e di Proteine animali [5,6], aumentato il consumo di frutta e verdura [8], l'attività fisica [9], e va assicurato un adeguato introito di Calcio da fonti vegetali, come ad esempio la verdura a foglia verde ed i fagioli, come pure prodotti addizionati di Calcio tipo i cereali per la colazione ed i succhi.
venerdì 21 giugno 2013
Di Berlusconi si può pensare, legittimamente, tutto il male possibile ma non si può negare che si tratti di un uomo che possiede intuito, lungimiranza e coraggio. “Letta sfori i parametri europei”, ha detto l’altro ieri un Cavaliere in forma smagliante, “tanto quelli (cioè il politburo di Bruxelles, ndm) non ci cacciano”. Il capo del Pdl ha racchiuso in pochissime parole un programma politico molto migliore, esauriente e concreto, rispetto a tutte le fumisterie messe nero su bianco da combriccole di non meglio precisati “saggi” sempre alla ricerca di sospirati seggi. Senza cioè mettere in discussione alcune scellerate regole europee, pensate proprio per realizzare lo scempio che viviamo, l’agognata “crescita” rimarrà nei secoli uno sterile e vuoto esercizio retorico buono per rabbonire i citrulli. Se gli italiani avessero buona memoria, ricorderebbero certamente con orrore le pacchiane campagne mediatiche che accompagnavano i meschini provvedimenti adottati dal governo degli “ottimati” guidati dallo svampito reazionario Monti.
Enrico LettaNello stesso giorno in cui il palazzo festeggia l’annuncio del ritiro da parte della Commissione Europea della procedura di infrazione per eccesso di deficit, l’Ocse rivede in peggio le previsioni sulla disoccupazione ufficiale. Che continuerà a crescere per tutto quest’anno e per quello prossimo, fino a superare il 12%,un livello da anni Trenta del secolo scorso. Se davvero la questione sociale fosse al centro delle preoccupazioni, il secondo dato avrebbe la precedenza sul primo. Ma naturalmente non è così. Con le politiche di austerità la classe dirigente del paese ha scelto consapevolmente di pagare le riduzione dello spread finanziario con la più che proporzionale crescita dello spread sociale, il resto sono solo lacrime di coccodrillo e ipocrisia elettorale.
Il presidente della Corte dei Conti ha calcolato in 230 miliardi di euro il mancato prodotto dovuto alle politiche di austerità. Se nel 2014 sarà possibile davvero, come sostiene il governo, recuperare 10 miliardi per investimenti, sarà un ventitreesimo di ciò che si è perso. La crisi e la recessione, con i loro costi sociali sempre più alti, continueranno non malgrado, ma proprio a causa di quella scelta prioritaria di riduzione del deficit per cui oggi Monti e Letta sono premiati in Europa. Come si dice nei più falsi comunicati medici, l’operazione è tecnicamente riuscita, ma il paziente…
crisiIl rapporto Istat appena uscito prefigura un crollo di civiltà: la percentuale di concittadini in stato di «grave deprivazione» vola al 14,7. In soli sei anni il Pil pro capite è sceso dell’11,5%; nella graduatoria internazionale l’Italia passa dal 31˚al 45˚posto. Anche il futuro è stato ipotecato: calano infatti la ricchezza (-12%), gli investimenti pubblici (dal 4 al 2,9% del Pil), la capacità produttiva (-16% nell’industria), gli studenti universitari (-17%); crescono il debito pubblico, il debito estero netto (28% del Pil, sul quale l’Italia paga 12 miliardi di interessi l’anno), i giovani senza lavoro (57% fra disoccupati e scoraggiati). Perciò è essenziale a questo punto dire la verità. La crisi non dipende dai nostri vizi storici, bensì – lo dicono i dati – da uno straordinario, diffuso timore di spendere i soldi.
Per uscirne non è perciò necessario «cambiare gli italiani» o la struttura economica: la depressione della domanda, notoriamente, si cura sostenendo la domanda. Terapia tutt’altro che difficile: basta spendere soldi; e i soldi… si stampano. Ma noi abbiamo consegnato le leve macroeconomiche all’Europa. E i trattati europei – concepiti per combattere l’inflazione (l’eccesso di domanda) – offrono ai liberisti europei un inopinato potere di veto su tutto ciò che di significativo si potrebbe e si dovrebbe fare. Perciò resta il problema di fondo, «noto e così riassumibile: l’Italia deve rimanere credibile sul terreno dei conti pubblici, ma deve dare prova concreta di discontinuità in chiave pro crescita» (Guido Gentili). Cioè: deve alimentare la spesa, ma non ha i soldi per farlo.
giovedì 20 giugno 2013
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La crisi fa bene ai ricchi che nella pessima congiuntura economica mondiale continuano a crescere. Soprattutto grazie alla spinta in Nord America e in Asia. A favorire l’incremento c’è l’andamento positivo dei corsi borsistici e del valore degli immobili , così il numero dei paperoni (parliamo di persone che vantano un patrimonio di almeno un milione di euro, senza contare le residenze private) nel 2012 è passato da 11 a 12 milioni nel mondo e i loro patrimoni hanno toccato il record di 46.200 miliardi di dollari, mentre nel 2007 (cioè prima dell’inizio della crisi) i 10,1 milionari possedevano complessivamente 40.700 miliardi di dollari. E’ quanto emerge dal ‘World Wealth Report 2013′ della la società di consulenza Capgemini e della Royal Bank of Canada (Rbc).
La Ibm pur di garantire un valore “dignitoso” alle proprie azioni alla Borsa di New York, e un dividendo di 20 dollari nel 2015 ha deciso di effettuare un'ulteriore riduzione di personale in tutta Europa, circa 8.000 persone. E Ibm Italia ha dichiarato un obiettivo, è proprio il caso di dire, di 355 unita'. Cio' nonostante i consistenti utili conseguiti anche nel 2012, pari a 100 milioni di euro”. La denuncia dell’assurda situazione nella multinazionale Usa arriva dalla Fiom, che annuncia, per bocca di Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del Gruppo Ibm, una manifestazione a Roma per il prossimo lunedì (lunedi' dalle 18 alle 20 in piazza San Marco, angolo piazza Venezia).

L'esponente del Partito Democratico ha scritto un commento contro gli stranieri sui social network dopo aver saputo che la sorella aveva trovato un ladro in casa. Il segretario provinciale: "Con quelle affermazioni è fuori. Violano i nostri principi fondanti"

di Luca Pisapia

Nella gara a chi scrive i post più razzisti sui social network, dopo le performance della Lega Nordsi è iscritto anche il Pd, grazie a Caterina Marini: consigliera della Circoscrizione Centro, ex portavoce del segretario della federazione pratese del Pd Ilaria Bugetti, e ora renziana di ferro. Qualche giorno fa la Marini ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post dove, senza tanti giri di parole, ha dato sfogo ai suoi peggiori istinti dopo un furto subito da uno dei suoi familiari: “La telefonata di mia sorella mi ha lasciato senza parole: mentre andava in camera si è trovata faccia a faccia in casa con un ladro…. Che città di merda è questa… Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito”. E poi, tra le risposte di amici e parenti preoccupati e di cittadini oltraggiati dalle sue dichiarazioni, ha rincarato la dose: “Era un magrebino. Agile come un gatto. E datemi di razzista non me ne frega un cazzo. La gente ha solo discorsi”.
Il post è stato subito rimosso, ma la rete ha memoria, e lo screenshot con la sua performance è stato salvato ed è ora disponibile. Il segretario provinciale del Pd Ilaria Bugetti ha subito dichiarato: “Con quelle dichiarazioni Caterina Marini è di fatto fuori dal Partito democratico, perché violano chiaramente i nostri principi fondanti che da sempre si rispecchiano nell’anti-razzismo, nella non-violenza e nel rispetto della convivenza. Tali affermazioni hanno giustamente colpito la sensibilità delle forze politiche, associative e civili che tutti i giorni lavorano a quell’idea d’integrazione irrinunciabile in una moderna ed evoluta società”. E per la Marini è già stata chiesta l’apertura di un procedimento disciplinare presso la commissione di garanzia, l’anticamera dell’espulsione.

Di Domenico Moro in esclusiva per blog.alibertieditore.it
L’ultimo incontro annuale del Bilderberg si è tenuto tra il 6 ed il 9 giugno 2013 in un hotel di lusso della campagna inglese circondato, come di consueto, da un cordone protettivo di polizia. Eppure, quest’anno il Gruppo Bilderberg, su sollecitazione del premier britannico Cameron, anch’egli tra gli invitati, aveva
David Cameron, primo Ministro Britannico
promesso una maggiore trasparenza, predisponendo un ufficio stampa per i giornalisti. Una mossa che, nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbe dovuto contrastare le accuse, sempre più frequenti, di manipolazione delle politiche nazionali e mondiali da parte del Bilderberg. Da parte di alcuni mass media si è persino presentata come una novità la pubblicazione dell’elenco degli invitati e delle tematiche dei dibattiti sul sito dell’organizzazione, quando, invece, è da diverso tempo che queste informazioni vengono rese pubbliche. Al contrario e come sempre, l’essenziale, cioè i contenuti e le conclusioni delle discussioni, continua ad essere coperto dal più stretto riserbo. Rimane, dunque, il problema politico fondamentale ovvero la mancanza di trasparenza relativa non ad una semplice cena d’affari, ma ad un incontro ai massimi livelli, tra esponenti del potere economico e del potere politico, organizzato per discutere di aspetti fondamentali per la vita di centinaia di milioni di cittadini europei e americani. Soprattutto, la partecipazione di politici eletti e di funzionari statali ad un evento simile solleva molti interrogativi sulla indebita commistione tra pubblico e privato e non depone certo a favore di un corretto, e soprattutto socialmente neutrale, funzionamento della democrazia politica e dello Stato in Occidente.
Ma vediamo chi sono e di cosa hanno discusso i partecipanti all’incontro dell’Hertfordshire. Come sempre a partecipare sono solamente personalità provenienti dagli Usa, dal Canada e dall’Europa Occidentale. Quest’anno, a parte il ministro delle finanze polacco Jacek Rostowsky, che, però, è britannico per nascita ed educazione, non si sono verificate neppure le timide aperture a businessmen, intellettuali e politici dell’Est europeo, specialmente russi, della Cina o di altre regioni, che si erano verificate nel 2010-2012. Tranne poche eccezioni, i partecipanti vengono da Paesi che appartengono alla Nato. Il che è coerente con il carattere fortemente “atlantico” del Gruppo Bilderberg, basato sull’alleanza politico-economica-militare tra Usa ed Europa Occidentale. In questo senso va spiegata la presenza nel Bilderberg della non europea ed islamica
Roma: San Pietro - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes

Ecco un altro tabù di Stato. Alluminio, arsenico, cromo, fosforo, mercurio, nichel, vanadio, fluoro, atrazina, bario: escono dai rubinetti delle case italiane. Come è possibile? Semplice: il trucco delle autorità è insito nelle deroghe che innalzano artificiosamente i limiti. Ovvero: inquinamento legalizzato, a norma di legge. 

Trentino (Lagorai) - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Da 12 anni, grazie al Decreto legislativo 31/2001, che disciplina “le acque destinate al consumo umano”. Queste norme stabiliscono i valori limite dei parametri microbiologici e chimici che possono essere presenti nell’acqua per definirla “potabile”.

Bene, anzi malissimo: in particolari circostanze di degrado dell’oro blu, l’articolo 13 del decreto concede alle amministrazioni interessate la possibilità di fissare, appunto, deroghe ai valori prescritti, purché non comportino «potenziale pericolo per la salute umana e sempreché l’approvvigionamento di acque destinate al consumo umano non possa essere assicurato con altro mezzo». Il problema è che le eccezioni nel Belpaese non durano settimane, e neanche mesi, ma anni. 


Gargano: acque sorgive in grotta -  foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


Così l’Unione europea ha stabilito che dal 2012 non sarà più possibile ricorrere alle deroghe. Chi controlla i controllori tricolori? Le famigerate deroghe sono ancora in vigore? Verificate un pò: non ci crederete. Evidentemente la vita del popolo italiano non vale niente. Da più di un decennio ben 13 regioni fanno un uso spropositato di questo regime abnorme. Chi prima chi dopo: Campania, Lazio, Toscana, Sicilia. Dal 2004 all’elenco in maglia nera si sono aggiunte: Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna e Trentino. Infine,Umbria nel 2008: 14 microgrammi di arsenico per ogni litro d’acqua.

 
Basilicata: diga del Pertusillo - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Nella Puglia del presidente ecologista Nichi Vendola sono state disposte deroghe per cloriti e trialometani. Non solo. In Basilicata che fornisce risorse idriche alla Puglia, da alcuni anni le acque destinate al consumo umano della diga del Pertusillo (ma non solo) sono inquinate da metalli pesanti e idrocarburi.  Ma alla gente, complici mass media controllati dal sistema di potere e giornalisti venduti al miglior offerente, non fanno sapere nulla, al massimo, il minimo possibile.

 
 Basilicata: diga del Pertusillo - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Il fatto è stato denunciato alla magistratura. Sempre in Puglia, c'è la diga delPappadai in provincia di Taranto, che avrebbe dovuto rifornire il Salento di acqua proveniente dalla Lucania. L'opera pubblica non è mai entrata in funzione. In compenso è stata trasformata in una discarica a cielo aperto. Ed è incredibile che la giunta Vendola insista nel pretendere cospicui finanziamenti pubblici per realizzarne un’altra: la diga di Piano dei Limiti.Non solo: il governo Vendola ha consentito alla Cogeam (Marcegaglia & soci) di piazzare una "discarica" sulla principale falda acquifera del Salento, a Corigliano d'Otranto.

Diamo come sempre i numeri. In Italia il deflusso delle acque superficiali ammonta a circa 150 miliardi di tonnellate all’anno. Di questo mare d’acqua vengono utilizzati appena 10 miliardi per gli usi delle abitazioni, circa 25 per le industrie e 40 miliardi di tonnellate per l’agricoltura. Circa il 35 per cento della popolazione servita dalla rete acquedottistica, però non dispone di acqua per tre mesi l’anno.

Il problema, tuttavia, non è tanto la scarsità, che pure si avverte nelle regioni del Sud, quanto l’inquinamento. E con l’acqua in bottiglia a caro prezzo e sempre più in aumento - fortuna delle multinazionali straniere che si sono accaparrate le fonti migliori (vedi Nestlè) - spesso va anche peggio. Ma è un’altra storia.



riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=pappadai

Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/06/italia-dai-rubinetti-acqua-tossica.html

Usa: puniti studenti che rifiutano i 'microchip sottocutanei'
Fonte: http://tribunodelpopolo.com/
In Texas alcuni studenti che si sono rifiutati di indossare i microchip per i documenti sarebbero stati  ”puniti”. La notizia non mancherà di scatenare un vespaio di polemiche, tanto in Usa, quanto all’estero. Stiamo parlando di una scuola in Texas, dove alcuni ragazzi avrebbero osato rifiutarsi di indossare i microchip per i documenti di identità. Intervistati, questi studenti hanno detto di sentire sulla propria pelle le ripercussioni per il loro rifiuto. Dal primo di ottobre gli studenti della John Jay High School e della Anson Jones Middle School in San Antonio, Texas, hanno dovuto far sapere se volevano avere le loro foto nei documenti d’identità munite con un chip RFID (radio-frequency identification) in modo così da monitorare ogni loro spostamento. Gli educatori insistono sull’importanza del progetto, e se questi chips RFID dovessero avere successo, preso oltre 112 scuole potrebbero utilizzarli, coinvolgendo oltre 100.000 studenti. Gli studenti che si rifiutano invece, pare che vengano letteralmente tormentati dagli istruttori, e siano anche esclusi dalla partecipazione ad alcuni progetti oltre che esclusi da alcune zone come caffetterie e librerie interne all’istituto.
Come riportato da RT.COM, Andrea Hernandez studentessa al John Jay, ha accusato gli educatori di aver ignorato la sua domanda di rispetto della privacy e di averle detto che non poteva partecipare alle elezioni scolastiche senza prima accettare il RFID. In una intervista Hernandez ha quindi rifiutato di indossare il RFID, e le autorità scolastiche hanno persino scritto ai suoi genitori nel vano tentativo di convincerli a forzare la figlia a farlo. Il padre della ragazza non ha voluto ascoltare la scuola e soprattutto si è rifiutato di rinunciare a parlar male di un programma che, lui e sua figlia, ritengono ingiusto. Dal momento che il programma costerà anche un mucchio di soldi, c’è da chiedersi quali saranno le conseguenze cui si potrebbe andare incontro lungo questa strada.
 
Fonte: http://www.stampalibera.com/?p=55378

mercoledì 19 giugno 2013
Avete una attività commerciale e l’IMU vi sta dando la mazzata definitiva? Ammettetelo: vi piacerebbe tanto trovare un modo per non pagarla? Magari raggirando la legge? Ecco, direttamente dal governo Letta arriva l’esempio del Ministro Josefa Idem, titolare del Dicastero delle Pari Opportunità, Sport e Gioventù (e bla bla bla). Come si fa? Semplice: spostate la vostra residenza nella vostra attività commerciale. E per il Comune, là dove ad esempio avete una palestra, risulterà magicamente una abitazione. La vostra prima casa. Che magicamente non vi farà pagare un’euro di IMU… facile, no?
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raphaël zanotti per LASTAMPA.IT
È il ministro più tedesco che abbiamo, eppure sembra essersi adattata bene agli italici costumi. Josefa Idem, l’imbattibile olimpionica con otto edizioni dei Giochi alle spalle, ha forse un tallone d’Achille: la casa. In quel di Ravenna, ed esattamente a Santerno dove abita con il marito-allenatore Guglielmo Guerrini e i due figli, il ministro alle Pari Opportunità, Sport e Gioventù aveva in realtà un’altra residenza: una casa-palestra. Una residenza fittizia giocata a scopi fiscali?
La grana è esplosa proprio il giorno in cui il premier Letta a Lough Erne, al termine del G8, dichiarava: «Il problema dell’Italia è soprattutto dare l’idea di uno Stato di diritto che funzioni, con una giustizia che dia risposte, senza che ci sia la possibilità facile di eludere il fisco, che trionfi la logica per cui se sei amico dell’amico puoi avere le scorciatoie».
Vedi anche:

Speciale Imposimato: approfondiamo le sue scottanti rivelazioni
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Il giudice Ferdinando Imposimato lo aveva detto in un'intervista adAffaritaliani.it: "Nel sequestro Moro il Kgb ha avuto un ruolo primario". Ora la procura di Roma riapre l'inchiesta, 35 anni dopo la morte del leader politico Dc. "Ancora troppi misteri irrisolti", dicono i pm. Si tornerà a scavare su piste finora ignorate: i silenzi di Cossiga, Andreotti e di tutta la politica italiana, il ruolo dei servizi americani e sovietici.
Piste non seguite, segnalazioni anonime e depistaggi. C'è stato tutto questo in 35 anni di inchieste sul sequestro Moro. Ora però la procura di Roma ha deciso che vuole vederci chiaro. I pm ripartono dalle centinaia di segnalazioni arrivate negli ultimi anni e dalle rivelazioni del giudice Ferdinando Imposimato nel suo libro "I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia".
Sono in molti coloro che credono che dietro le Brigate Rosse ci fosse qualcosa di più, molto di più. Servizi americani, tedeschi e sovietici. Verità mai chiatite e sempre rimaste nell'ombra. Di sicuro la vicenda ha ancora molti punti oscuri che ora gli inquirenti proveranno a mettere in luce. Certo, 35 anni dopo quel 16 marzo del 1978 il rischio è che non si riesca a scoprire granchè. "Un lavoro da storici più che da magistrati", dice qualcuno. Tra i brigatisti condannati all'ergastolo per il sequestro anche Prospero Gallinari, recentemente scomparso.
NUOVA INCHIESTA PROCURA DOPO ESPOSTO EX GIUDICE IMPOSIMATO - E' legata a un esposto presentato un paio di settimane fa dall'avvocato Ferdinando Imposimato, ex giudice istruttore, l'ennesima inchiesta della procura di Roma sui misteri mai chiariti del caso Moro. Il procedimento, assegnato al pm Luca Palamara, e' in 'atti relativi', cioe' senza ipotesi di reato e senza indagati, e ha lo scopo di verificare se quanto riportato nell'ultimo libro scritto da Imposimato, legale della figlia di Aldo Moro, contenga elementi utili per fare luce sulla morte del presidente della Dc, ucciso nel 1978 dalle Brigate Rosse dopo 55 giorni di sequestro. Nel suo libro Imposimato fa riferimento ad alcune testimonianze inedite di uomini appartenenti alle forze dell'ordine e ai servizi segreti dell'epoca secondo i quali la morte di Moro poteva essere evitata. L'ex magistrato e' convinto che il covo di via Montalcini, dove l'esponente della Democrazia Cristiana era tenuto prigioniero, fosse noto ai rappresentanti delle forze di polizia sin dal primo momento e che nessuno dall'alto volle disporre un intervento. Un tema analogo fu oggetto di un'archiviazione del gip due anni fa quando, dopo un esposto presentato sempre da Imposimato, la procura non trovo' alcun riscontro utile all'ipotesi dell'esistenza di un piano militare organizzato nei dettagli per liberare Moro ma poi abbandonato all'ultimo minuto.  
ECCO CHE COSA DICEVA IMPOSIMATO NELL'INTERVISTA AD AFFARI DEL 31 MAGGIO
"E' sicuro che l'Unione Sovietica ha partecipato materialmente all'eliminazione fisica di Moro attraverso il colonnello Sokolov, che sapeva del sequestro e ha pedinato Moro fino al giorno prima. Dall'altra parte c'era quest'altra entità che qualcuno ha identificato nel Gruppo Bilderberg. Non sono solo io a dirlo. Già un importantissimo documento del 1967 del giudice Emilio Alessandrini (ucciso nel 1979 dopo aver indagato sulla strage di Piazza Fontana, ndr) nel quale si diceva che Bilderberg era tra i responsabili della strategia della tensione".

Da Moro a Falcone, da Bilderberg ad Andreotti, dal Kgb alla Cia. Le verità di Imposimato sulle stragi

imposimato ferdinandoFerdinando Imposimato
di Lorenzo Lamperti
Dal rapimento di Moro agli omicidi diDalla Chiesa e Pecorelli, fino alle stragi di Capaci e via D'Amelio.Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, svela i retroscena sui misteri piùscomodi d'Italia in un'intervista a tutto campo ad Affaritaliani.it: "Il Kgb è intervenuto materialmente nel sequestro Moro. Cossiga e Andreottisapevano dov'era tenuto prigioniero, ma impedirono al generale Dalla Chiesa di intervenire. Falcone e Borsellino? Lì c'è la mano di Gladio e della Cia". Sulla strategia della tensione: "E' stata alimentata politicamente dal Gruppo Bilderberg. La trattativa Stato mafia? Il regista fu Scalfaro. E le intercettazioni di Napolitano e Mancino non dovevano essere distrutte". L'M5S aveva fatto anche il suo nome per il Quirinale: "Il ruolo di Grillo nella politica italiana è positivo". Le tesi di Imposimato faranno discutere. Ecco tutte le sue verità.

Ucciso Anonymous svedese del gruppo che ha fornito la diretta streaming dalla Turchia
Arriva una brutta notizia dalla Rete, per tutti i cittadini liberi, e quelli che ammirano e seguono il mondo Anonymous. La mattina del  17/06/2013 è stato ucciso in un incidente d'auto l'Anon FSCKzine, aka CryptNode, Doa.
Faceva parte del gruppo degli Anonymous svedesi che ha permesso la diretta streaming dalla Turchia, e che ogni giorno permette a tutto il mondo di seguire gli eventi. Un pezzo di libertà che abbiamo perso,  e un amico di tutti gli Anon del Mondo.
La redazione tutta, porge le più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici stretti, "ciao brothers ci rivedremo in paradiso".


Ecco la lettera postata dal suo amico:
"Il mio amico e collega Anon FSCKzine, aka CryptNode, è stato ucciso in un incidente
stradale questa mattina. Era DOA.
Documentario integrale - durata: 109 minuti

La libertà, l'amore, l'impegno sociale, i fini dell'educazione: capisaldi dei pensiero di Jiddu Krishnamurti, un saggio che ha formato migliaia di persone in tutto il mondo. Nelle sue parole si sente vibrare il retaggio della millenaria tradizione spirituale indiana, rivitalizzato però dal confronto audace con la modernità, il progresso tecnologico, la coscienza delle ingiustizie e delle sofferenze del mondo contemporaneo. Krishnamurti non offre risposte, ma domande stimolanti. E agli uomini di ogni luogo e di ogni cultura ripropone la grande lezione del pensiero religioso e filosofico dell'India: è possibile cambiare il mondo, ma solo a patto di operare in se stessi una profonda trasformazione interiore, rinunciando a ogni consolante certezza prefabbricata al fine di perseguire senza pregiudizi la propria personale verità.
Riceviamo e pubblichiamo:

Di Giulia Zucchi 

Italia. Ultimamente ci penso spesso. Penso a quella che considero la mia casa e che è stata tale per tutti i miei antenati (almeno quelli di cui sono a conoscenza), a cosa rappresenta per me l’Italia, a come e perché mi sento italiana. E mi amareggia tantissimo scoprire che non solo all’estero nella maggior parte dei casi ci considerano poco più che un popolo di fessacchiotti, quando non addirittura disonesti, ma che gli stessi italiani provano un sentimento simile, se non peggiore nei confronti del loro paese.
Mi fa molto arrabbiare il servilismo e l’esterofilia insiti nei modi di fare e nei pensieri dell’italiano medio, questo considerarci noi per primi provinciali ed arretrati. Ma allora la soluzione qual è? Fare i bagagli e andare altrove ad alimentare lo stereotipo dell’Italia paese di mafiosi e di corrotti? Troppo facile. Non è anche un po’ colpa nostra se il Belpaese è arrivato a questo punto di degrado morale, di stagnazione, di mancanza di speranza per le giovani generazioni? Perché in Italia si respira troppo spesso il disamore per la propria patria, salvo venire fuori coi mondiali di calcio o, molto peggio, quando un immigrato commette un crimine? Come mai solo allora ci rendiamo conto di essere italiani e di voler difendere il nostro paese dallo straniero? E perché non ce ne siamo mai ricordati negli ultimi decenni in cui abbiamo subìto l’imposizione della cultura anglo-americana?
E si trattasse solo di “cultura”! Vogliamo parlare delle basi NATO sparse per tutto il paese che vengono ancora considerate un legittimo tributo per la liberazione? A me pare che settant’anni siano un lasso di tempo incredibilmente lungo per estinguere un debito! Vogliamo parlare delle stragi di stato e della strategia della tensione messe in atto dai nostri amici d’oltreoceano con la complicità e l’assordante silenzio delle istituzioni nazionali? Mi arrovello cercando delle risposte. Com’è possibile che gli italiani non si siano mai resi conto che l’America stava distruggendo la nostra sovranità nazionale e la nostra cultura importando sistematicamente il suo stile di vita e insinuandosi costantemente nella nostra politica interna? Capisco i politici, loro hanno avuto e hanno tuttora il loro tornaconto. Ma a noi comuni cittadini come ci hanno convinti che gli americani sono meglio di noi, ci proteggono e sono il modello da cui prender esempio? Che cosa ci manca (o forse sarebbe meglio dire ci mancava) da non poter essere autosufficienti? Da quando essere attaccati alla proprie radici e tradizioni è diventato un inutile fardello di cui sbarazzarsi? Possibile che la maggior parte della gente che conosco ascolta solo band anglo-americane e non ha mai prestato attenzione alle parole di De Andrè o di Battiato, tanto per citarne un paio? Non è forse indottrinamento questo?

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