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sabato 26 marzo 2011
I miasmi della melma mefitica in cui sta sprofondando ogni giorno di più la politica italiana emanano un lezzo insopportabile, una puzza che odora d'ideologie in avanzato stato di decomposizione, di partiti putrescenti che dopo lente agonie muoiono, per rinascere già morti, di leader o presunti tali impegnati in quelle stesse operazioni di riciclo che si guardano bene dall'applicare alla gestione dei rifiuti.
Futuro, sinistra, libertà, democrazia, valori, sono parole vuote, appiccicate alla rinfusa per ricoprire il fango delle consorterie più svariate, conscie della necessità di dover nascondere, almeno in superficie la loro reale natura. Gruppo per una migliore gestione del protettorato USA, amici alle dipendenze della BCE, progressisti per lo sviluppo delle multinazionali, futuro sulla poltrona senza doversi alzare mai e altre definizioni sui generis non garantirebbero certo grande appeal presso l'elettorato. E allora ecco una mano di vernice fresca, qualunquista, populista, perbenista, ottimista, ed il gioco è fatto. Anche un cassonetto dei rifiuti può arrivare a somigliare ad una Morgan d'epoca, ma il puzzo, quello, continua a sentirsi lo stesso.
Se non fosse per il fatto che tutti noi paghiamo e pagheremo sulla nostra pelle le conseguenze dell'azione/inazione di questa banda di cialtroni "ubriachi", intrisi di democratica libertà e costretti a destreggiarsi fra un coca party e una "ripassatina" alla esort o al transessuale di turno, si potrebbe anche cogliere il lato comico costituito da tante "scimmiette parlamentari" che si agitano in preda alla paura di non riuscire a conservare all'infinito il proprio status quo....
Riceviamo & pubblichiamo, un interessante articolo di Irene S., corredato da Video Youtube.

Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.

Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Dallo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento.

Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.

Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.
Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.

Qualcuno l'ha mai vista in Tv? Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: era necessario mettersi in lista d'attesa, perché lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.

Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie.  Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita.

Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia.
A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni. Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia.

Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno.

E OGGI NON SE NE PARLA PIU'... (mentre la benzina vola a 1,52 euro...)

Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti.  La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.

Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat, della General Motors o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che "l'informazione" ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo....


Per fortuna, dopo anni bui di lobotomia televisiva, adesso grazie ad internet, abbiamo la possibilità di far conoscere queste cose, dobbiamo aprire gli occhi e aiutare ad aprirli anche chi è duro come le pine verdi... per questo lancio un appello, affinchì TUTTI contribuiscono a DIFFONDERE QUESTO ARTICOLO IL PIU' POSSIBILE!! Diffondiamo il blog di nocensura, la pagina Facebook "cose che nessuno ti dirà", diffondiamo tutti i siti che dicono ciò che gli altri non dicono, e che non sono al servizio dei poteri forti!! Nel nostro piccolo possiamo fare molto.. questi signori non possono prenderci in giro per sempre!!!

Irene S.

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Striscia la Notizia ha il brutto vizio di fare servizi finti per andare contro le energie rinnovabili.Non è la prima volta, ma quello che è andato in onda pochi giorni fa va a colpire persino i piccoli impianti, quelli domestici, i tetti fotovoltaici. Fino a quando la lobby antirinnovabili se la prendeva col fotovoltaico a terra, facendo un immenso sforzo intellettuale, si poteva alla fine almeno comprendere. Non approvare, ma comprendere. Ma stavolta no, è troppo.
La puntata incriminata la trovate a questo indirizzo. La spiegazione della truffa (mediatica, non fotovoltaica) la trovate sul blog dell’Aspo Nuove Tecnologie Energetiche. Ma di cosa stiamo parlando? Semplice: Striscia manda in onda un sedicente esperto che spiega come truffare l’Enel facendosi fatturare molta più energia rinnovabile di quanta realmente se ne produce installando un pannello fotovoltaico. Basterebbe attaccare un cavo di corrente al contatore di produzione ed il gioco è fatto.
Se non fosse che l’esperto è un amico di famiglia di Antonio Ricci mentre il meccanismo della truffa è impossibile perché, come spiega Nuove Tecnologie energetiche
La fantomatica truffa non è assolutamente possibile perchè una delibera dell’AEEG 88/07, 89/07, 90/07 e succ. modif. prevede che se un impianto produce dal 30% in più di quanto previsto in base alle tabelle UNI 10340 è immediatamente sottoposto a controllo

Addirittura il sedicente esperto sarebbe un amico di Antonio Ricci... ecco la prova.....con tanto di foto...........http://espresso.repubblica.it/dettaglio/a-striscia-la-bufala-fotovoltaica/2147625

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  • Argentina: legale per uso privato.
  • Australia: illegale.
  • Belgio: illegale (ma il governo belga ha iniziato un programma di ricerca volto a stabilirne l'efficacia medica).
  • Camerun: illegale la coltivazione della cannabis sativa, chi affetto da cancro o AIDS può farne uso come antidolorifico.
  • Canada: illegale, legale per uso terapeutico (in un processo una corte ha giudicato il regolamento per l'uso medico della marijuanaincostituzionale in quanto "non permette ai cittadini seriamente malati di utilizzare marijuana in quanto non vi sono fonti di approvvigionamento legali del farmaco").
  • Francia: illegale. Per il consumatore sono previste pene fino a un anno di carcere, ma il Ministero della giustizia (a cui sono subordinati i magistrati del pubblico ministero) raccomanda di non avviare procedimenti penali contro consumatori occasionali, ma se li coglie in flagrante la polizia interviene a fini dissuasivi.
L’importanza dell’informazione nella nostra società contemporanea è enorme, così come spaventoso si rivela il potere concentrato nelle mani dei grandi media che gestiscono la costruzione della realtà.
Quasi tutto ciò che conosciamo e travalica le mura della nostra casa, della fabbrica o dell’ufficio in cui lavoriamo e della ristretta cerchia dei nostri amici e delle nostre conoscenze non esiste nella sua vera natura, bensì in quella in cui i media hanno ritenuto di rappresentarlo.
Una protesta, un corteo, una manifestazione, a meno che ci abbiano coinvolto personalmente, faranno parte della nostra consapevolezza solamente se l’informazione ha deciso di darcene notizia, altrimenti per noi sarà come se non fossero mai esistiti.
Un progetto come quello dell’Alta Velocità ferroviaria sarà da noi giudicato indispensabile, inutile, dannoso o strategico, in funzione dei vari giudizi che gli esperti e gli uomini politici avranno espresso attraverso i media che sono perciò in grado di filtrarli al fine di ottenere l’effetto voluto.
Se non viviamo in Valle di Susa saranno i media a svelarci l’identità e le motivazioni dei contestatori e in funzione della realtà che i media ci rappresenteranno noi li considereremo. Anarco - insurrezionalisti, provocatori, teppisti alla ricerca di ogni occasione che permetta loro di sfogare la propria violenza, oppure onesti cittadini e brave persone che pacificamente difendono la propria terra....

Sono i giornali e le televisioni ad offrirci i parametri attraverso i quali leggere il mondo che ci circonda, individuare i buoni e i cattivi, separare i progetti utili da quelli sbagliati, considerare la validità delle scelte di ordine economico, ambientale, etico, scientifico, formarci un’opinione su tutto ciò che accade. Sono i giornali e le televisioni a fornirci le coordinate che ci permetteranno di entusiasmarci, preoccuparci, indignarci, emozionarci, solidarizzare, condividere, contestare, disapprovare, manifestare qualsivoglia genere di emozione funzionale alla realtà che ci viene rappresentata.

Prima la nuova accisa di 2 centesimi sulla benzina per finanziare la Cultura, poi l'idea di creare altri 12 nuovi sottosegretari per introdurre i “Responsabili” nel Governo.
La benzina era già un problema per tutti visto il prezzo. Figuriamoci ora. I 12 “politici” ci costeranno una media di 7 mila euro al mese. Introdotti nell'esecutivo a metà legislatura solo per non far cadere Berlusconi e non per la loro utilità.
Dopo tutti questi anni passati a tagliare il possibile, spiegandoci che bisognava"salvare il paese dalla crisi", levando soldi alla scuola e alla sanità, ai mezzi pubblici e alla stessa cultura. Toccando addirittura i disabili.
Ora invece si regalano poltrone a pioggia, solo per questioni politiche. Se pure una cosa semplice come questa non è compresa dal "berlusconis comunis", non so che altro dire perchè non abbiamo più speranze. Risvegliati Italia!


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L'Associazione Radicale Antiproibizionista, chiede di regolamentare la coltivazione domestica di Marijuana, destinata ad un'uso strettamente personale. Con l'attuale normativa infatti, mentre chi acquista cannabis dagli spacciatori viene punito con sanzioni amministrative, chi la coltiva rischia il carcere.




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Qualcosa si muove anche in Siria. Martedì 15 marzo dopo la preghiera di mezzogiorno alcune centinaia di manifestanti anti-governativi hanno riempito le strade centrali di Damasco ed Aleppo. Mercoledì 16 si è replicata la protesta, con ancora più persone in strada.

Un video amatoriale pubblicato su youtube mostra i manifestanti sfilare nelle vie di Damasco, martedì nel primo pomeriggio. Altri video mostrano gli attivisti in al-Hamidiyan, principale arteria del suq della capitale. Fonti riportate dalla Bbc affermano che l’iniziativa era stata convocata dal gruppo Facebook “The Syrian revolution against Bashar al-Assad 2011”.

È la prima occasione in cui i siriani escono dal torpore del regime. Tra gennaio e febbraio due appelli lanciati sempre su Facebook non avevano avuto risposta, probabilmente a causa della massiccia presenza delle forze di sicurezza, in allerta nei giorni chiave della rivoluzione egiziana.

Testimoni affermano che nella giornata di martedì la polizia non è intervenuta per fermare i manifestanti, “limitandosi” ad arrestare sei attivisti. L’agenzia di stampa Associated Press riporta la notizia di scontri fra i manifestanti ed i sostenitori del presidente Bashar al-Assad.

tricolori Tricolori e propaganda di guerraSiamo in guerra ormai da una settimana, ma dai balconi delle case italiane, anzichè le bandiere arcobaleno della pace continuano a garrire i tricolori di quella patria, riscoperta anche da tanta sinistra, proprio nel momento del suo totale asservimento al padrone a stelle e strisce ed ai suoi vassalli di Bruxelles.
Il popolo dei pacifinti, presente in massa nelle piazze e nelle strade qualche anno fa durante l’invasione dell’ Iraq, quando lottare contro la guerra era esercizio prodromico alla conquista di facili consensi elettorali ed ambite poltrone “che contano” sembra essersi dissolto senza lasciare traccia ed i pochi aneliti di contestazione passano perlopiù inosservati, poichè privati della sponsorizzazione di quei partiti e quelle organizzazioni che dal dopoguerra in poi gestiscono “le piazze” a proprio piacimento.
Diventa impossibile non domandarsi dove siano finite le 150.000 persone con le quali il 18 febbraio 2007 ho condiviso la manifestazione oceanica di Vicenza contro la costruzione della nuova base militare americana Dal Molin. A rigore di logica chi si oppone con fervore alla costruzione di una base militare dovrebbe manifestarsi ben più indignato di fronte all’entrata in guerra del suo paese, ma evidentemente in questi giorni, di logica in giro se ne ravvisa davvero pochina.
Così come diventa diventa impossibile comprendere che fine abbia fatto il popolo cattolico delle marce della pace Perugia-Assisi, dal momento che il mondo cattolico in questi giorni di guerra ha finora manifestato solo inanità e desistenza, in perfetta sintonia con l’assoluto disinteresse espresso dai suoi vertici, nei confronti dell’aggressione armata a Tripoli.
E altrettanto ostica si rivela la ricerca degli strenui difensori della Costituzione, che quasi settimanalmente organizzano qualche marcetta, presidio, manifestazione, protesta di piazza, ma inspiegabilmente sembrano essere caduti vittima di una dissolvenza di fronte alla palese violazione dell’art 11, che in quanto estimatori della nostra carta costituzionale dovrebbero conoscere molto bene…..
giovedì 24 marzo 2011
Sarà l'Italia a rafforzare l'embargo delle armi alla Libia stabilito dalla risoluzione ONU, alla quale è stata affidata il comando navale dell'Alleanza. Ma chi vendeva le armi a Gheddafi prima dello scoppio del conflitto?

Il dibattito sul passaggio di consegne dall'ONU alla NATO sembra infiammare gli alleati della coalizione che dovrebbero essere uniti al solo scopo di "scongiurare il massacro dei civili", come spiega il ministro degli Esteri Franco Frattini al Senato. E se la NATO rimane pronta "ad agire se e quando sarà richiesto", come spiega il suo portavoce Oana Lungescu, la Francia di Sarkozy sottolinea che l'Alleanza Atlantica avrà solo "un ruolo tecnico nelle operazioni in Libia e non eserciterà il pilotaggio politico", come spiega il ministro degli Esteri francese Juppè. I cugini d'oltralpe sembrano anche essere convinti del fatto che nella missione della NATO l'Italia avrà un ruolo di primo piano, e i fatti sembrano dare loro conferma. Dopo che la NATO, da Bruxelles, ha denunciato "che il flusso illegale delle armi verso la Libia è un'attività che continua", è giunta la notizia che sarà l'Italia a rafforzare l'embargo stabilito dalla risoluzione ONU, alla quale è stata affidata il comando navale dell'Alleanza.

E’ proprio vero che una volta che hai aiutato qualcuno, gli hai anche dato un prezzo. E devono saperlo molto bene i Responsabili parlamentari, che il 14 dicembre scorso devono aver dato alla salvezza del governo Berlusconi (o direttamente alla sua persona?) un prezzo molto alto. Impasta e rimpasta tra frizzi e lazzi, Bondi se ne va con il capo sparso di cenere, il padano Galan al suo posto e all’agricoltura si libera la poltrona per Saverio Romano, esponente di spicco alla camera della stampella della responsabilità nazionale. Nato la vigilia di Natale del ‘64, è un politico tanto giovane quanto rampante, e dal passato politico e personale decisamente interessante.

Cresciuto nel vivaio siciliano della DC all’ombra di due mostri sacri come Calogero Mannino (già ministro dell’agricoltura e già indagato ed assolto per un concorso esterno) e Salvatore “Totò” Cuffaro, ora soggiornante presso la patria galera di Rebibbia in Roma, dove sconta una pena di sette anni per favoreggiamento a Cosa Nostra.
Nel 1990 è consigliere provinciale a Palermo, dove ricoprirà in seguito la carica di assessore alla viabilità; nel 1997 viene chiamato a ricoprire la carica di presidente del più grande istituto di credito isolano, l’ Ircac. La svolta (e non solo la sua) è però nel 2001, l’anno in cui Cuffaro è governatore di Trinacria con la percentuale bulgara di 61 seggi su 61: Romano approda in parlamento, componente delle commissioni Giustizia, Bilancio, Cultura, Trasporti e Vigilanza sulla cassa depositi e prestiti. Nel 2003 iniziano le magagne con la giustizia: viene indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, procedimento dapprima archiviato il 1 aprile 2005 (data profetica?) per insufficienza di prove, e riaperto in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella, che lo accusa niente di meno che di essere sul libro paga dei boss di Villalbate, che gli avrebbero garantito una sicura elezione.

Non si placa l’ondata di sbarchi a Lampedusa, in quello che pare un esodo senza fine. L’emergenza nell’isola assume proporzioni sempre maggiori. Sale di ora in ora il numero di immigrati nordafricani.

La situazione sull’isola inizia a diventare drammatica: si stanno esaurendo le scorte di acqua potabile. L’allarme è stato lanciato dalla stessa amministrazione comunale. «Bisogna agire immediatamente, il risultato – dicono dal Comune – è che tale carenza complica ulteriormente la situazione dell'isola, dove vivono ormai oltre undicimila persone. Quindi non c'è l'autonomia sufficiente per assicurare la fornitura d'acqua».

Intanto è in arrivo una task force di venti psicologi che avranno il compito di sostenere abitanti e i soccorritori, questi ultimi messi a dura prova dai ritmi di lavoro. Ma c'è anche il rischio che lo stress e l’ansia sfocino in comportamenti aggressivi con il rischio che si creino conflitti tra residenti e immigrati.

Giovanna Botteri, corrispondente da New York del Tg3, è stata a lungo inviata di guerra. Del mestiere di giornalista televisiva conosce entrambi gli aspetti: la conduzione e il campo di battaglia.

Vedendo le immagini che arrivano da Tripoli sembra di essere tornati alla prima guerra del Golfo , quando dall’Iraq arrivavano solo inquadrature di cieli bui solcati dai traccianti, luci verdi e i commenti dei reporter provenivano solo dalle terrazze dell’hotel Palestine. “In un certo senso è così ma questo riguarda solo Tripoli e Misurata, le roccaforti del regime. Siccome in Libia ci sono molte troupe televisive, giornalisti di tutte le testate e frotte di freelance, se le immagini sul campo non arrivano è a causa della censura del regime. Non è certo per mancanza di documentazione. Semmai oggi ciò che si registra è la caccia al giornalista che è diventato merce di scambio ed è considerato un nemico da parte di chi sta perdendo la guerra”. Secondo Giovanna Botteri la prova della “cecità” solo parziale di questa guerra sta nell’abbondanza di immagini che invece arrivano da Bengasi. “Dove il regime di Gheddafi non può operare alcun tipo di censura, come a Bnegasi, i racconti per immagine di ciò che sta accadendo arrivano senza problemi. Anzi, rispetto alla prima guerra del Golfo, al secondo Iraq, all’Afghanistan, queste rivoluzioni nel Maghreb e in Medio Oriente hanno ampliato l’offerta di testimonianze visive perché sono entrate in scena le nuove tecnologie”.

1) ad adoperarsi per far emergere in tutte le sedi opportune il punto di vista dell’Italia e le circostanze che rendono possibile il suo sostegno all’intervento internazionale;

2) a garantire, nell’ambito di un rigoroso rispetto della risoluzione Onu anche attraverso iniziative politico diplomatiche e alla intimazione del cessate il fuoco, il ritorno più rapido possibile a uno stato di non conflittualità;

3) a rappresentare nelle sedi proprie la necessità di assegnazione alla Nato del comando e del controllo delle operazioni militari e al fine di giungere a un coordinamento degli sforzi alleati;

4) ad assumere ogni utile iniziativa affinché le imprese europee impossibilitate ad onorare i contratti in essere in ragione delle sanzioni Onu e Ue trovino una tutela negli articoli 10 e 12 del regolamento Ue 204/2011, che rispettivamente prevedono le modalità per assicurare i pagamenti dovuti alle imprese europee in base a contratti precedenti l’entrata in vigore delle sanzioni e la preclusione di eventuali azioni legali per inadempimento contrattuale;

5) a riattivare, non appena le circostanze e le tensioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu lo renderanno possibile, gli accordi bilaterali, in particolare quelli in materia energetica, stipulati dall’Italia con la Libia;
Sull'Italia non sta arrivando alcuna «nube tossica» ma solo delle «correnti d'aria che contengono una minima quantità di radioattività, assolutamente non tossiche e assolutamente non pericolose». Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha ribadito oggi che non ci sono rischi per il nostro paese derivanti dall'avvicinamento di correnti d'aria provenienti dal Giappone e dal possibile contenuto di radioattività. «Questo - ha spiegato Fazio a margine della prima edizione degli Stati generali della tubercolosi a Roma - è quello che pensano tutti gli esperti italiani e dei vari Paesi che possono essere interessati dal passaggio di queste correnti d'aria, quindi il pericolo è zero».

Nessun rischio - Già ieri sera il ministro della Salute aveva decisamente puntualizzato che l'eventuale arrivo in Italia di correnti d'aria provenienti dal Giappone «non presenta alcun rischio per la salute».«Se anche le correnti dovessero trasportare sull'Italia particelle radioattive provenienti dalla centrale di Fukushima - aveva precisato in una nota - si tratterebbe comunque di quantità infinitesimali, estremamente diluite, che oggi siamo in grado di rilevare grazie agli strumenti sofisticati di cui disponiamo, ma che non avrebbero alcun effetto sulla salute. Si tratterebbe infatti di valori bassissimi, largamente inferiori alle dosi di radioattività naturale».

L'Ispra, che quotidianamente sta monitorando, attraverso la rete delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente, la radioattività ambientale, spiega che le masse di aria provenienti dal Giappone nel loro movimento «vanno gradualmente depauperandosi del contenuto iniziale di radioattività, per cui - puntualizza - si ritiene che quando esse giungeranno in Europa avranno una concentrazione di radioattività estremamente bassa, a livelli tali da risultare difficilmente rilevabile con i normali sistemi di misura, e comunque da ritenersi di assoluta non rilevanza dal punto di vista radiologico».



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Alla «Odenwaldschule» (Oso), un collegio privato d'elite fondato nel 1910 a Heppenheim, nel Land meridionale tedesco dell'Assia, sono venuti alla luce 24 casi di abusi sessuali su ex allievi. Questa volta la Chiesa non c'entra. Tra le vittime - scrive la Frankfurter Rundschau - si contano anche ragazze.

Coinvolti nello scandalo - ha spiegato la preside Margarita Kaufmann in una conferenza nel quartiere di Heppenheim, Hambach - ci sono tre ex insegnanti. Si tratta di un ex preside e di due professori, uno dei quali nel frattempo è morto. Tra gli ex allievi illustri anche il manager Wolfgang Porsche e l'esponente dei Verdi tedeschi Daniel Cohn-Bendit.

«Purtroppo dobbiamo pensare che verrà fuori dell'altro», ha affermato Kaufmann. «Il telefono non smette di squillare», ha aggiunto. Numerosi ex studenti si faranno vivi. I casi di cui si è finora a conoscenza sono avvenuti tra il 1970 e il 1985. Singoli abusi sarebbero avvenuti anche alla fine degli Anni Ottanta. Uno degli insegnanti indagati ha lasciato la scuola nel 1990. La direttrice si è scusata con le vittime in nome della Oso, istituto che ad aprile festeggia 100 anni dalla fondazione: «Noi in quanto istituzione siamo responsabile di quanto accade in questa scuola».

Secondo la Frankfurter Rundschau, tra le vittime di abusi ci sono anche delle ragazze. Due insegnanti si sarebbero «divisi» una giovane come compagna sessuale. In alcuni casi, i pedofili - cioè gli insegnanti - si sarebbero sposati successivamente con le vittime.

fonte

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Sentenza shock presso la nona Sezione del Tribunale di Roma: Yahoo è stato considerato responsabile per la pubblicazione di link pirata. Non ha soddisfatto le richieste di cancellazione da parte del detentore dei diritti di un film.

In Italia i motori di ricerca possono essere condannati per mancato contrasto alla pirateria online. È successo presso la nona Sezione del Tribunale di Roma, che con una sentenza shock "inibisce a Yahoo! la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film About Elly mediante il collegamento a mezzo dell'omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera, diversi dal sito ufficiale del film". 

Ovviamente è stata riconosciuta l'impossibilità di esercitare "un controllo preventivo sui contenuti dei siti sorgente a cui è effettuato il link". L'errore di Yahoo secondo il Tribunale è stato quello di non aver rimosso questi collegamenti una volta segnalati dalla parte lesa – anche se in verità non comparivano nelle prime pagine dei risultati.
Nel piccolo comune di Riparbella (PI), l'opposizione guidata dal Consigliere comunale "civico" Sascia Lucibello ha presentato un esposto alla procura, per denunciare l'uso improprio dell'auto blu al servizio del Comune, da parte del sindaco Ghero Fontanelli (PD);  la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando il sindaco ha "preso in custodia" la vettura per un periodo continuativo di otto giorni, weekend compreso.

Se poi dobbiamo dirla tutta, viene da chiedersi se un Comune di 1.500 abitanti ha l'esigenza di un'auto di rappresentanza... (l'articolo in merito potete leggerlo qui)

Il sindaco ha dichiarato: "non si fa così la politica" come se denunciare quello che sembra decisamente un abuso, fosse una "carognata", una scorrettezza politica. Il caro sindaco, che tra l'altro è al secondo mandato, probabilmente non se lo sarebbe mai aspettato: dopotutto, fatti come questi, in Italia sono da considerare "normali": anzi, sicuramente succedono fatti molto peggiori, come il Generale Roberto Speciale che utilizzava addirittura l'aereo di Stato per trasportare (a spese nostre) il pesce che aveva comprato per vicende private.

Queste cose, o fatti similari, accadono QUOTIDIANAMENTE e nessuno dice niente: il fatto che il  "povero" sindaco di Riparbella utilizzasse in modo apparentemente improprio non era passato inosservato, in un paese di appena 1.500 abitanti, ma in un comune di dimensioni maggiori, probabilmente non ci avrebbe fatto caso nessuno.

Le opposizioni TACCIONO, come se ci fossero regole non scritte: dove vince il centrosinistra, le destre tacciono e viceversa: sarebbe impensabile, che il centrosinistra denunciasse a Roma una malefatta dell'amministrazione di centrodestra, quando magari a Firenze, l'amministrazione di centrosinistra fa uguale! Pertanto, massima omertà: ci sono cose sulla quale NESSUNO fa opposizione!

Le spese di rappresentanza spesso sono un capitolo "intoccabile": quanto spende, per intendersi, un sindaco che fa viaggi istituzionali ed è costretto a soggiornare fuori sede; ma anche i viaggi dei Consiglieri Provinciali e Regionali.


La regola sembra essere: "chi vince ha il diritto di mangiare a più non posso" e gli altri, devono tacere: ma se la prossima volta vincono, tocca a loro!


Come mai allora Sascia Lucibello ha fatto un esposto alla procura?


Perchè è eletto in una Lista Civica, e non deve rendere conto ad alcun partito: ma solo ai suoi elettori, pertanto non deve sottostare a "diktat" di nessun tipo. I partiti sono organizzati un po' come l'esercito: ci sono i "capi supremi", eletti in parlamento (o Ministri nel caso di chi governa) guadagnano cifre spropositate, e vivono al di sopra di tutto e di tutti; ci sono i "colonnelli", dirigenti regionali, che spesso siedono in Consiglio Regionale, e nell'ambito della loro regione, hanno una certa influenza; ci sono i "caporali", dirigenti locali che spesso riescono a racimolare qualche poltrona o incarico: e leccano il culo il più possibile ai loro superiori, sperando di fare il "salto di qualità": e infine ci sono i soldati, la "carne da cannone", che spesso sono quelli che "ci credono": da impiegare in volantinaggi, e quali "fonti di preferenze". Sotto a tutti, ci siamo noi cittadini, considerati molto meno delle loro escort (o trans), una via di mezzo tra i muli da soma  che devono "tirare il carro", e le mucche da mungere fino all'impossibile.

Requisiti fondamentali per fare carriera politica, sono ottime doti da leccaculo, preferibilmente con esperienza, fedeltà assoluta, e soprattutto, eseguire gli ordini di scuderia alla lettera, preferibilmente senza riflettere granché... i partiti non hanno bisogno di teste pensanti: a pensare per tutti, ci pensano loro: i capi, i sottoposti hanno il compito/dovere di obbedire.

Le liste civiche sono la salvezza? diciamo che potrebbero esserlo: mentre alcune liste civiche lavorano molto meglio delle formazioni sottoposte ai partiti politici, qualcuno quando arriva al seggiolone, si "ambienta", e assume i peggiori vizi di coloro che fino a ieri combatteva, continundo la "tradizione" del malgoverno: inoltre un'altro problema delle liste civiche, è il forte ostruzionismo che trovano quando vanno a confrontarsi con gli altri comuni limitrofi, o peggio i Consigli provinciali e regionali...

Se vogliamo vedere CAMBIARE le cose, i primi a CAMBIARE dobbiamo essere NOI cittadini: svegliamoci, apriamo gli occhi e soprattutto facciamo emergere "il sudicio", affinché si "svegli" anche quelli che nonostante tutto, continuano a "dormire"... prendendo parte a questo immondo teatrino parteggiando per una fazione politica, e accusando solo "l'altra"... come se la "propria" lavorasse bene...


CHI VUOLE TIFARE, DEVE ANDARE ALLO STADIO...  Le amministrazioni invece, dobbiamo valutarle OGGETTIVAMENTE, visto che i loro sbagli li paghiamo noi, i nostri cari, i figli che abbiamo o che avremo...

Alessandro - staff nocensura.com



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Non sono state sufficienti tre interpellanze tra dicembre e gennaio per far chiarezza sull’uso dell’auto blu di proprietà del Comune di Riparbella da parte del Sindaco Ghero Fontanelli. Dopo aver ammesso di aver mantenuto il possesso dell’auto per 8 giorni continuativi dal 6 al 13 dicembre il Sindaco si è categoricamente rifiutato di fornire spiegazioni su quali siano stati gli impegni istituzionali che ne avrebbero giustificato l’uso esclusivo.

Le interpellanze erano nate dalle numerose segnalazioni dei cittadini che si chiedevano come mai l’auto privata del Sindaco fosse così spesso parcheggiata sotto il Comune di Riparbella “fuori orario” considerando che il Sindaco non risiede a Riparbella e che alcune segnalazioni riportavano la contemporanea presenza dell’auto di proprietà del Comune proprio sotto la casa del Sindaco.
L’irritazione dell’opposizione è aumentata nel leggere le motivazioni per cui il Sindaco si è rifiutato di dare spiegazioni, ossia “l’area di riservatezza che la funzione mi impone“.

“Nessuno gli ha chiesto cosa abbia detto o fatto nei suoi presunti incontri istituzionali ma è inaccettabile che si usi un auto blu a spese dei cittadini senza sentirsi nel dovere morale di spiegare almeno quali siano questi impegni presenti persino nel fine settimana, forse lavora per i servizi segreti ? Se poi consideriamo che questo comportamento è messo in atto da un rappresentante del PD restiamo sbalorditi anche se a Riparbella queste situazioni imbarazzanti si susseguono ormai da tempo senza che nessuno arrossisca poi granché !” In seguito al rifiuto di fornire spiegazioni e avendo esaurito gli strumenti di controllo caratteristici della funzione di consiglieri comunali, all’opposizione non è rimasto che predisporre un esposto con allegati i documenti raccolti e le risposte del Sindaco passando così la competenza sulla vicenda al Prefetto e sopratutto ai Magistrati che non sono nuovi nel doversi occupare dell’amministrazione del piccolo Comune essendo ancora in corso i processi per le nota vicende dell’autovelox, degli abusi edilizi in località Pantano oltre alle tante segnalazioni portate dalla Lista Civica che attendono l’esito delle indagini.

“Un bilancio comunale sempre più magro e le quotidiane difficoltà dei cittadini richiederebbe un maggior senso di responsabilità da parte del Sindaco che a fronte della richiesta di dismettere l’auto blu in un Comune con una sola strada cittadina di un km di lunghezza non solo ne ha giustificato la presenza in quanto “l’auto più venduta in U.S.A…e può viaggiare nelle ZTL”(assenti a Riparbella e quasi ovunque nei dintorni) ma si è anche sentito nel diritto di giustificare il suo rimborso spese per ogni volta che da Cecina raggiunge il Comune di Riparbella(15 km!) e viceversa in quanto residente in altro comune come previsto dalla legge. Considerando che nessuno lo ha obbligato a candidarsi Sindaco in un comune diverso da dove vive ci chiediamo cosa ne pensino i pendolari riparbellini che ogni giorno vanno a lavorare con la propria auto non per scelta ma per necessità e sopratutto a proprie spese!”

Alessandro Lucibello Piani


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mercoledì 23 marzo 2011
A mettere in atto politiche migratorie discriminanti e antidemocratiche sono ormai la maggior parte dei paesi cosiddetti sviluppati. A questa regola non sfuggono nemmeno gli Stati Uniti, il cui trattamento degli immigrati alla ricerca di una possibilità di riscatto nel paese più ricco del pianeta ha dovuto incassare in questi giorni pesanti critiche da un autorevole organismo internazionale.
A presentare il proprio rapporto di 155 pagine, intitolato “Immigrazione negli Stati Uniti: detenzione e giusto processo”, è stata la Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani, ente che fa parte dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). Lo studio è stato avviato nel 2008 e si propone di analizzare l’implementazione della politica migratoria e detentiva del governo federale. I ricercatori della Commissione nel luglio del 2009 hanno avuto anche la possibilità di visitare direttamente sei centri di detenzione per immigrati situati in Texas e in Arizona.
Il quadro che ne esce appare tutt’altro che adeguato a quello di un paese democratico. Secondo la Commissione, è evidente la “mancanza di un autentico sistema civile di detenzione, nel quale le condizioni generali rispondano a criteri di rispetto della dignità umana”.
Dalla ricerca emerge chiaramente la mancanza di garanzie nel trattamento degli immigrati negli USA. Tra le carenze più gravi del sistema ci sono l’inadeguato accesso ai rappresentanti legali, un’assistenza sanitaria insufficiente e, soprattutto, l’eccessivo e sproporzionato ricorso alla detenzione. Tutto il sistema si affida poi in maniera eccessiva ad appaltatori privati che gestiscono le pratiche migratorie e la stessa detenzione, per non parlare delle azioni intraprese dalle forze di polizia locali che frequentemente arrestano immigrati illegali con il pretesto di investigare crimini di altra natura.


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La verità arriva a freddo e fa ancora più male. Si scopre dodici giorni dopo, e non è nemmeno più rabbia o indignazione. È molto di più. La vedi negli occhi della gente terrorizzata, che corre a farsi i test, che dà ai figli pastiglie di iodio contro il cancro alla tiroide. Oggi si sa: il disastro nucleare di Fukushima poteva essere evitato. Bastavano i controlli di routine, le carte in regola e ora, quella maledetta centrale avrebbe retto. Non ci sarebbero stati quei reattori impazziti, né l’incubo fusione. E soprattutto ora, là, non ci sarebbero quei 180 martiri corsi a spegnere gli incendi. Alla fine la Tepco, l’agenzia responsabile della centrale nucleare, ha ammesso: «Abbiamo falsificato i rapporti sulla sicurezza degli impianti». Per il Giappone è lo choc più grande.

 La verità detta così suona come il peggiore dei tradimenti. Arriva e delude quel senso di lealtà e di dovere che il popolo giapponese si porta nel cuore. Una ferita enorme, un disastro nucleare pari solo a quello di Chernobyl, che fa scivolare il Paese in un incubo contaminazione che si attacca sui cibi, sulla gente. È preoccupata l’Ue che ora nel consiglio straordinario dice che i «controlli si faranno in base a standard molto elevati». Anche il mare è sporco di iodio radioattivo. Un Paese in ginocchio e distrutto, che all’economia costerà 235 miliardi di dollari, il 4 per cento del Pil del Paese.

Sotto le bombe passa la norma sulla cav-prescrizioneMentre tutti gli occhi sono puntati sulla Libia del quasi ex amico fraterno Gheddafi, il governo vara la norma che accorcia i tempi di prescrizione agli incensurati, presentata dal buon Avv On Paniz: l'unico italiano che ancora crede che Ruby sia davvero la nipotina di Mubarak. Ecco prendere forma i primi embrioni dell riforma che di epocale ha solo il nome.
Nonostante i tanti annunci di cancellazione l'emendamento salva-premier non è stata eliminato dal disegno di legge sul processo breve. Anzi, oggi l'emendamento è stato addirittura approvato dalla maggioranza.
Niccolò Ghedini e Silvio Berlusconi avevano assicurato “nessuna legge ad personam”, ma non ci avevano creduto neanche i sassi, oggi la conferma. Niccolò Ghedini aveva bollato la leggina come “inappropriata” garantendo che sarebbe stata cancellata. La proposta di legge di Luigi Vitali, la “prescrizione breve”, sarebbe stata decurtata prima di presentare la riforma della giustizia. Ieri invece il dietrofront, la riforma approda in Commissione Giustizia, la leggina è ancora li e non è stata toccata.
I consiglieri regionali dell'isola hanno il record d'improduttività e di assentesimo: in media, lavorano meno di un'ora al giorno. Sia in aula sia nelle commissioni manca spesso il numero legale. E per "spronarli" cosa fa la giunta? Aumenta le poltrone...

I consiglieri regionali della Sardegna sono di fronte a un dilemma: devono discutere la legge nazionale che prevede la riduzione il numero dei consiglieri comunali e provinciali del 20 per cento. A parole tutti si dicono d'accordo sul taglio dei costi, ma nei fatti l'entusiasmo è scarsino. Anzi: l'orientamento, unanime, è di rallentare il corso della legge lasciando stare, di fatto, le cose come stanno. Anche la proposta di riduzione degli stessi consiglieri regionali giace da mesi, ormai impolverata, nei cassetti del Palazzo: era previsto un taglio di 20 unità da 80 a 60.

Niente: l'unica cosa che diminuisce al Consiglio regionale sardo è la produttività. Tanto che, a più riprese, la Presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo (Pdl) ha bacchettato gli «onorevoli colleghi» richiamandoli all'ordine. Sì, perché sia in aula sia nelle commissioni si inizia quasi sempre in ritardo e spesso manca il numero legale. Scende quindi il numero delle leggi approvate. Nel secondo anno di questa legislatura (il 2010) il Consiglio regionale ne ha approvate 16, alle quali si sommano le 6 del 2009 (il consiglio venne insediato a marzo). Nel secondo anno della passata legislatura (il 2005) le approvazioni erano state 24, nel 2000 erano state 26, nel 1995 era stata raggiunta quota 36. Nel 2009, il consiglio regionale si è riunito 81 volte per un totale di 336 ore e 17 minuti, una media di 4 ore e 4 minuti a seduta. Nel 2010 le sedute sono diventate 82 ma sono diminuite le ore complessive per diventare 271 e 38 minuti, portando così la media oraria a 3 ore e 20 minuti. Calcolando che per le persone normali i giorni lavorativi sono 312 in un anno, si parla di una media di 52 minuti di lavoro al giorno. Meno di un'ora.
Ormai ha superato il 92 per cento di assenteismo. Non si è fatto vedere nemmeno al voto di fiducia e a quello su Ruby. Ogni tanto passa alla Camera a salutare: solo se è già a Roma per un convegno, però. Intanto continua a incassare lo stipendio di parlamentare e ad avere il portaborse.

Raggiungerlo al telefono è una vera impresa: «Mi scusi sono impegnato, mi richiami tra un'ora, tra due, fra tre». Alla fine risponde il suo assistente. Non quello parlamentare, che all'ufficio della Camera in pochi hanno visto, ma quello della clinica: «Il dottore è molto impegnato, non può proprio rispondere». Antonio Gaglione, deputato brindisino, eletto nel Pd, transitato nel Gruppo Misto e poi passato con Noi Sud non si può nemmeno definire un voltagabbana, visto che lui non vota né contro né a favore del governo. Semplicemente, a Roma non ci va. Fa visite cardiologiche private a Latiano, in provincia di Brindisi, oppure va in clinica, alla Villa Bianca di Bari, a operare.

Fatto sta che ha appena raggiunto il record assoluto di fancazzismo politico nella storia della Repubblica: oltre il 92 per cento di assenze. Alla modica cifra di 15 mila euro mensili. Oltre al suo stipendio, ci sarebbe da contare quello del portaborse, che non ha assolutamente nulla da fare: altri 4.000 euro al mese, ovviamente a carico della collettività. Ma poco importa, lui si considera «un ottimo politico».
Si è celebrata ieri la Giornata mondiale dell'acqua, le cui cifre sono tutt'altro che confortanti. Le statistiche parlano chiaro: 1,1 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile e 1,4 milioni di bambini muoino ogni anno per malattie legate alla carenza o alla qualità delle risorse idriche.
''Water for cities: responding to the urban water challenge'' è il tema di quest'anno e si concentra essenzialmente sugli effetti prodotti dalla rapida urbanizzazione sulla disponibilità di acqua potabile. Il problema principale, però, è legato alle malattie dovute alla scarsa qualità dell'acqua disponibile. In Pakistan, ad esempio, sono più di 100 mila i bambini che muoiono per aver bevuto dell'acqua non potabile e 60 mila sono invece quelli che non hanno accesso alla stessa.

E se nel mondo c'è chi non ha acqua, noi italiani invece siamo «campioni di spreco». La colpa secondo la Co-federazione italiana agricoltori (Cia), è della nostra rete idrica che si presenta al momento come «un vero e proprio colabrodo, soprattutto nel Mezzogiorno». Le infrastrutture fatiscenti fanno sì che «su 383 litri di acqua erogati mediamente per ogni cittadino, solo 278 arrivano realmente a destinazione». Ma i problemi non finiscono qui. Un terzo dell'acqua consumata non viene depurata e neanche allacciata alla rete fognaria. Pochi sanno però che questo «deficit depurativo» si riversa sui nostri corsi d'acqua con rilevanti danni prodotti poi da alluvioni ed inondazioni come è successo negli ultimi anni.

L’alto rischio di disastro nucleare in Giappone, causato dall’esplosione delle centrali dopo il terremoto e lo tsunami, ha riportato in auge un tema che sembrava accantonato, ma che dal disastro di Chernobyl non si è mai allontanato troppo dalle preoccupazioni della gente.

Le radiazioni causate dalle centrali nucleari sono il tema di questi giorni. Che non facciano bene è risaputo. Ma quali effetti abbiano esattamente sul corpo umano, quello no, non si sa con esattezza. E adesso il problema torna prepotentemente sulle bocche degli italiani. Anzi, sulle tavole.

Così come nel 1986 a seguito dell’esplosione della centrale ucraina si consigliava di non mangiare l’insalata o le verdure del proprio orto, oggi si parla delle verdure, del latte e del pesce giapponese, che potrebbero entrare nei frigoriferi degli italiani.

La preoccupazione non è solo per i nostri figli, ma più generalmente per l’essere umano. Sono stati fatti esperimenti sugli animali, ma su quali effetti a breve e lungo termine comporti mangiare cibo contaminato si hanno ancora poche informazioni.

La ragione principale di questo è la mancanza di soggetti su cui fare ricerca, che sono limitati, se così si può dire, agli attacchi nucleari del 1945 a Hiroshima e Nagasaki, e al già citato disastro di Chernobyl. Ma adesso il Giappone ha sete di nuove risposte. Per il momento le autorità giapponesi hanno imposto delle restrizioni sugli spinaci e il latte su cui sono state rilevate tracce di isotopi radioattivi di cesio-137 e iodio-131. Altre tracce sono state trovate nell’acqua di rubinetto delle abitazioni limitrofe alle centrali.

I fantasmi di Chernobyl alimentano di nuovo le paure degli italiani. È stata rilevata una nube radioattiva diretta verso l'Europa che passerebbe proprio per le regioni settentrionali della Penisola. Ma le autorità assicurano che sarà innocua per la salute delle persone.

«Prima di tutto la nube si mescola ad altra aria non contaminata. Poi -spiega- bisogna vedere se e dove pioverà. Comunque quella pioggia – è la rassicurazione di Giorgio Mattassi, direttore tecnico scientifico dell'Arpa del Friuli Venezia Giulia – non avrà origine giapponese. Non mi aspetto nessuna conseguenza confrontabile con quella provocata da Chernobyl, dove si ebbe la fusione del nucleo». E aggiunge: «La Regione ha sistemi di rilevazione dell'aria, dell'acqua, del suolo, dei sedimenti marini e lagunari e delle produzioni alimentari. In Regione abbiamo una grande esperienza, soprattutto nella valutazione. Sappiamo cioè cosa campionare, dove andare a cercare. Ad esempio, andiamo a cercare i radionuclidi nei funghi piuttosto che nei sedimenti lagunari, perché i miceli dei funghi ne assorbono di più. Poi facciamo i controlli sui campioni in laboratorio, che durano anche diversi giorni, con la strumentazione».

Annunci per non allarmarsi anche da parte del Servizio misure radiometriche del Dipartimento nucleare dell'Ispra: «Al momento non si rilevano assolutamente rischi per la popolazione. L'eventuale esposizione sarebbe molto rapida. Dal 12 marzo abbiamo chiesto di intensificare la misura di particolato atmosferico che è il primo segnale a dire se è in arrivo qualcosa e che tipo di materiale arriva. Se la nube arriva, arriva dappertutto. Noi monitoriamo i flussi d'aria del mondo. I nostri sistemi di sorveglianza sono costituiti da centraline a terra gestite dalle Arpa regionali ed i cui dati sono coordinati dall'Ispra. Il ruolo delle Regioni è importante».

Intanto dal Ministero della Salute sconsigliano l'uso delle pasticche allo iodio per scongirare la possibilità di contaminazioni: «Le compresse di ioduro di potassio non sono antidoti contro le radiazioni – si legge in una note – Non proteggono contro l'irraggiamento (radiazione) esterno o contro altre sostanze radioattive oltre allo iodio. Possono anche provocare complicazioni mediche in alcuni individui come ad esempio le persone con insufficienza renale anche di moderata entità; perciò le donne gravide dovrebbero assumere le compresse di ioduro di potassio solo se istruite in tale senso dalle autorità competenti, in quanto la tiroide di una donna incinta accumula iodio radioattivo con maggiore avidità rispetto ad altri soggetti adulti e poiché‚ anche la tiroide del feto viene ad essere bloccata quando lo ioduro di potassio viene somministrato alla madre».

fonte

L'immagine rappresenta la nube radioattiva sprigionata dall'incidente nucleare della centrale di Cernobyl. Da notare come l'intensità della carica radioattiva non sia omogenea in base alla distanza dalla centrale: in alcune località più vicine è molto meno intensa che in altre zone ben più distanti.

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Australia, Austria, Canada, Finlandia, Irlanda, Nuova Zelanda, Olanda, Repubblica Ceca e Svizzera. Sono i nove paesi in cui la religione sarebbe a fortissimo rischio di estinzione, secondo uno studio presentato ieri a Dallas e di cui dà notizia la BBC. Applicando modelli statistici all’evoluzione dell’appartenenza religiosa, gli studiosi Richard Wiener, Haley Yaple e Daniel Abrams ritengono che, stante l’andamento attuale, che vede un quasi universale aumento dei non credenti nei paesi democratici, le prospettive della fede nei paesi più pesantemente toccati dalla secolarizzazione siano più che incerte.


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martedì 22 marzo 2011


Impianto FukushimaIn Giappone, persistono le operazioni di insabbiamento e negazionismo. In una conferenza stampa, il 18 marzo, il portavoce della Tokyo Electric (TEPCO) ha affermato che il dosaggio di radiazioni nell’acqua si è abbassato passando da 312 microsieverts per ora a 289. Tuttavia, 48 ore prima, il capo di gabinetto Yukido Edano disse che i livelli furono erroneamente interpretati utilizzando come unità di misura i microsieverts al posto dei millisierverts – che sarebbero 1.000 volte più forti!
Contrariamente agli altri report, il portavoce della TEPCO ha anche detto TEPCO che l’acqua di raffreddamento del reattore numero 4 è rimasta nella vasca. In realtà, non ce ne è neanche una goccia. Nulla di ciò che questa azienda dice è credibile.
Al contrario, l’acclamata esperta nucleare Helen Caldicott ha descritto quella di Fukushima come una “catastrofe assoluta”, parecchie volte peggiore di quella di Chernobyl. “La situazione è molto triste e non solo per il popolo giapponese. Se entrambi i reattori esplodessero tutto l’emisfero settentrionale potrebbe essere colpito. A Chernobyl, si guastò un unico reattore, con solo tre mesi di vita e con una quantità di radiazioni relativamente basse. Fukushima sta operando da 40 anni, e contiene circa 30 volte le radiazioni di Chernobyl”.
Dal disastro del 1986 a oggi sono morte 1 milione di persone e il conto rimane ancora aperto, secondo la New York Academy of Sciences (NYAS). Eppure, la cifra ufficiale della AIEA è 4.000. Il seguente spezzone è tratto dalla relazione della NYAS:
“Questa è una raccolta di documenti tradotti dal russo assieme ad alcuni contributi. Scritta dalle alte autorità dell’Europa dell’Est, il volume traccia la storia della salute e le conseguenze ambientali del disastro di Chernobyl. Secondo gli autori, i dibattiti ufficiali della (AIEA) e dell’ (ONU) hanno in gran parte minimizzato o ignorato molti dei fatti riportati nella letteratura scientifica dell’Est europeo, di conseguenza hanno commesso un errore non includendo queste valutazioni”.

tornado 300x200 Libia: i Tornado italiani hanno sparato. Laltra verità dellAeronautica militare"I nostri aerei non hanno sparato e non spareranno. Sono lì per pattugliamento e per garantire la no-fly zone". Con queste parole, a Torino, Silvio Berlusconi ha voluto rassicurare gli italiani. Come dire: siamo in guerra ma non del tutto. A metà. All'italiana. Eppure, a smentire il premier è proprio l'Aeronautica Militare italiana che in un comunicato ieri scriveva: "i sei caccia Tornado dell’Aeronautica Militare decollati dall’aeroporto di Trapani Birgi questa sera per condurre operazioni sul territorio libico sono rientrati nella base siciliana. La missione si è svolta con l’impiego di quattro Tornado ECR (Electronic Combat Reconnaissance) supportati da due Tornado “Tanker” con funzioni di rifornitore in volo (AAR – Air-to-Air Refuelling). I caccia ECRhanno portato a termine la loro missione di soppressione delle difese aeree presenti sul territorio libico (in gergo tecnico dette SEAD - Suppression of Enemy Air Defense) che vienecondotta mediante l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM (High-speed Anti Radiation Missile)". Non si tratta di voci ma di un comunicato stampa ufficiale, pubblicato sul sito dell'AMI. Dov'è la verità?

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