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sabato 25 febbraio 2012
Stamani il premier Mario  dopo 100 giorni del governo tecnico, dice che: «Le misure di consolidamento del bilancio, il rigore e le riforme strutturali possono essere difficili da sopportare ma generano crescita».
Di diverso avviso sono però gli americani, che tramite un’ articolo di ieri sul New York Times intitolato “La strada fallimentare dell’”.Sottotitolo: “L’ non sta funzionando, perché dunque i leader europei continuano a imporla?”.
In quest’ articolo viene esplicitamente detto facendo riferimento a chi ha chiesto gli aiuti, e  in primis, che le misure di austerità imposte sono recessive senza ombra di dubbio, il Portogallo ad esempio all’epoca in cui ricevette i primi aiuti, aveva un debito pari al 107% del , “dopo la cura” quel debito sarà aumentato l’anno prossimo al 118% del Perché?
Ovvio, perché nel frattempo il Pil è sceso.
Della Grecia proviamo solo a pensare la fine che stà facendo da quando sono partiti gli aiuti, pensando anche che il Fondo Monetario Internazionale ha drasticamente ridotto a 13 miliardi, la propria quota di aiuti del secondo pacchetto di salvataggio da 130. “Questa è la definizione di un circolo vizioso”, osserva il New York Times. Secondo gli americani questa “dottrina” è senza dubbio fallimentare e sgretolerà l’ unione Europea, se di unione si potrebbe parlare, viste le differenze sostanziali tra i vari stati membri. Infatti anche Bruxelles vede l’ Europa in :
Il ministro della Pubblica amministrazione Patroni Griffi deposita alla Camera l'elenco delle retribuzioni superiori a 294mila euro. Che diventerà il tetto invalicabile grazie a un decreto promesso entro "una quindicina di giorni". Al secondo posto il Ragioniere dello Stato Canzio (562mila euro), al terzo il responsabile del Dap Franco Ionta (543 mila)


E’ il capo della polizia 
Antonio Manganelli il dirigente pubblico italiano più pagato, con uno stipendio annuo di 621.253,75 euro. Il dato emerge dall’elenco dei manager della pubblica amministrazione depositato alla Camera dal ministro della Pubblica amministrazioneFilippo Patroni Griffi.

Come annunciato, il ministro ha consegnato un primo elenco riguardante le remunerazioni superiori a 294 mila euro. La cifra, che equivale allo stipendio del primo presidente della Corte di cassazione, dovrebbe trasformarsi nel tetto massimo delle retribuzioni dei dirigenti pubblici, attraverso un decreto promesso entro “una quindicina di giorni”. Dal tetto restano esclusi i dirigenti degli organi costituzionali (Quirinale, Parlamento, Corte costituzionale) e degli enti locali.

Nella “classifica” del reddito, dietro al capo della polizia si trova il Ragioniere generale dello Stato,Mario Canzio, con 562.331,86 euro, seguito dal Capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta (sostituito da Giovanni Tamburino il 3 febbraio) con 543.954,42 euro.
Israele: Iran in grado di colpire Usa nel 2015

TELAVIV – Il Ministro delle Finanze Yuval Steinitz sostiene che l’Iran sarà in grado di colpire il territorio statunitense con i propri missili entro il 2015.“Stanno lavorando ed investono miliardi di dollari per sviluppare missili balistici intercontinentali”, ha detto Steinitz alla CNBC. Agli inizi di Febbraio, pure il vice premier Moshe Ya’alon aveva affermato che l’Iran starebbe sviluppando missili con 10 mila chilometri di gittata, in grado cioè di raggiungere la costa orientale degli Usa.
Israele cerca di persuadere la comunità internazionale che la Repubblica Islamica dell’Iran sia persino un pericolo nucleare per gli Stati Uniti.
Ciò mentre l’Iran è membro dell’AIEA e le numerosissime ispezioni nei suoi siti hanno rivelato solo l’esistenza di piani per la produzione di elettricità tramite il nucleare.
Nella sua storia contemporanea, l’Iran non ha mai aggredito alcun paese e si è solo difeso dinanzi agli attacchi stranieri.
Stati Uniti e Israele, invece, sono praticamente responsabili di tutte le numerose guerre dell’ultimo ventennio.

fonte


Sono 900, "impacchettate" e spedite dalla Cina all'Italia. Dove, nella ridente cittadina brianzola di Correzzana, arriveranno per morire tra atroci sofferenze "sacrificandosi" per la scienza. Quello in arrivo nei laboratori della Harlan è uno dei più grossi carichi di scimmie da vivisezione importati nel nostro Paese, e immediatamente è scattata la rivolta degli animalisti, che chiedono di fermare una volta per tutte il massacro.

Spediti per posta aerea via Fiumicino, gli animali arriveranno dalla Capitale a contingenti di 150 "pezzi" alla volta, rivela un servizio di Repubblica. Che spiega come l'allevamento brianzolo della multinazionale americana sia un punto di smistamento che offre i propri servizi di sperimentazione per conto terzi a un'infinità di laboratori, ospedali, università e aziende farmaceutiche di tutto il mondo.

Le povere bestie arrivano in Brianza e qui vengono uccise su commissione. "La vivisezione sui primati in Italia - spiega al quotidiano Paolo Mocavero, presidente dell'associazione Cento per cento animalisti - è molto restrittiva, ma le normative vengono regolarmente aggirate con autorizzazioni di veterinari compiacenti". E quindi le associazioni che da ieri hanno organizzato sit-in di protesta davanti alla sede della multinazionale chiedono alle autorità di effettuare controlli più stringenti.


Crolla la crescita in Italia: -1,3%. E’ la nuova stima per il 2012 della Commissione Ue, che ha rivisto al ribasso le previsioni dello scorso autunno (+0,1%). Secondo i burocrati d’Europa, “L’incertezza in Italia resta elevata, lo stimolo alla crescita ‚ peggiore delle attese. Peggio del “Belpaese” ci sono solo la Grecia (-4,4%) e il Portogallo (-3,3%). Meglio, invece, l’altro malato del Mediterraneo, ovvero la Spagna.
Con l’Eurozona in recessione, anche per Germania e Francia le previsioni di crescita 2012 di Bruxelles sono state riviste al ribasso: +0,6% la prima, +0,4% la seconda. A novembre le stime erano rispettivamente di +0,8% e +0,6%, ma è l’Italia – per via delle dimensioni della sua economia (e parliamo di quella delle aree padane) – che rimane sotto osservazione speciale.
Il primo ministro Monti, continua ad ostentare ottimismo: “Abbiamo avuto una conversazione approfondita sulle tematiche del prossimo Consiglio europeo, sul consolidamento della disciplina di bilancio e su come coniugare questa disciplina con una maggiore attenzione alla crescita”. E quasi sbilanciandosi, ha rilanciato: “Speriamo che la crisi sia in via di superamento”. Sembra quasi di sentir parlare il Berlusconi di un anno fa.
Alle parole del presidente del consiglio han fatto eco quelle meno tranquillizzanti di Mario Draghi, presidente della Bce: “È difficile dire che la crisi sia finita ma ci sono cambiamenti positivi negli ultimi mesi. C’è maggiore stabilità nei mercati finanziari – ha riferito al WSJ – e il sistema bancario sembra meno fragile di un anno fa e si sono riaperti alcuni mercati obbligazionari”.


Le celebrazioni per i primi cento giorni del governo hanno raggiunto l’apice. Stampa e tv raccontano le meravi­glie di un Paese cambiato. Ovviamente i mass media dicono cosa gli pare: non potevamo aspettarci niente di diverso da un governo supportato da tutto l'arco parlamentare (ad eccezione di IDV e Lega che fanno finta di non esser d'accordo: infatti sono succubi rispettivamente di Pd e Pdl, i maggiori sostenitori di Monti) forze che controllano il 95% dei mass media...


ECCO COSA NON DICONO: (e non è tutto...)

Durante i mirabolanti cento giorni l’Italia è entrata tecnicamente in recessione, la disoccupazione è cresciuta, quella giovanile ha superato la soglia del 30 per cento, le agenzie internazionali ci hanno declassato e spediti addirittura in serie B. Ancora. Le tasse sono aumentate raggiungendo un nuovo record di pressione fiscale, la benzina sfiora i due euro al litro, le liberalizzazioni, quelle vere, non ci sono e non ci saranno. La Rai è diventata un pollaio fuori controllo, la Protezione civile un buco nero. Lo spread è sceso ma resta a livelli che quattro mesi fa venivano giudicati insostenibili e pericolosi.


Tutto questo è accaduto in presenza di una maggioranza politica innaturale e bulgara, di un Parlamento commissariato dal presidente della Repubblica, di un governo che va avanti a colpi di decreti-legge e voti di fiducia. Insomma, ci mancava soltanto che in una situazione di potere così unica e forse irripetibile non tornasse almeno un po’ difiducia, che peraltro è gratis, nell’esecutivo. Ma onestamente, non vediamo proprio che cosa ci sia da gioire o celebrare. Il miracolo, annunciato e atteso, non c’è stato e non poteva esserci. Perché con le regole blindate dalla nostra Costituzione neppure il governo dei migliori, o come in questo caso dei non eletti, della non casta, è in grado di liberare il Paese dalle incrostazioni.


Il testo qua sopra, estratto da "Il Giornale" (di proprietà della famiglia B.) non dice tutte le cose come stanno: la situazione in realtà è più grave: per descriverla con schiettezza, Monti ha ridotto sul lastrico i cittadini - sopratutto quelli del ceto medio-basso - elargendo favori e regalie a banche (ultimo della serie il regalo a Morgan Stanley) e potentati vari...

Staff nocensura.com



Da inizio anno sono 10 i detenuti che si sono tolti la vita e 24 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 10 per cause ancora da accertare).
Alessandro Gallelli era accusato di violenza sessuale. Da quattro mesi era in carcere in attesa di giudizio. Aveva più volte denunciato di aver subito violenze. Dal carcere garantiscono comunque che il giovane era in isolamento e che quindi non poteva essere vittima di pestaggi o percosse. Aveva compiuto 21 anni da poche settimane.

Quattordici i capi di imputazione, tra cui violenza sessuale e molestie ai danni di ragazze minorenni. Dalla sua cella del carcere milanese di San Vittore gridava disperato la sua innocenza e raccontava ai genitori di presunte percosse subite da altri detenuti poco inclini ad accettare con loro carcerati accusati di reati che ritengono infamanti: il pestaggio è infatti un triste "classico" del codice che vige in prigione nei confronti di chi è imputato di reati sessuali. Alla fine Alessandro Gallelli, residente a San Vittore Olona, non ha retto a tanta disperazione. Non ha avuto la forza di andare avanti. Si è tolto la vita sabato sera, impiccandosi.

Siccome non bastavano i suggerimenti-imposizioni della Troika - Unione Europea e BCE - ci si mette anche l'OCSE ad ordinare a Mario Monti quali interventi eseguire sulle spalle dei cittadini italiani: quali diritti acquisiti minare. E' la sagra dell'organo sovranazionale non eletto che comanda non si sa in base a cosa: qualcuno ritiene che questi organismi siano tutti espressione di bilderberg group & soci: quello che è sicuro, che di certo non sono espressione della volontà dei cittadini... 


staff nocensura.com 
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Di seguito l'articolo de "Il Fatto Quotidiano":


L’Italia deve ridurre la proprietà dello Stato “specialmente nei settori dei media televisivi, dei trasporti, dell’energia e dei servizi locali”. In occasione del lancio del nuovo rapporto annuale sullo sviluppo Going for Growth a Città del Messico, l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha confermato le sue ricette contro la crisi, per continuare nella deregolamentazione dell’economia e far sempre più spazio agli “spiriti animali” dell’iniziativa privata. E, pur lodando il nostro Paese per aver messo in cantiere una serie di riforme (il governo Monti ha piani per “realizzare le privatizzazioni”), non mancano le indicazioni su come guidare il cambiamento. Non solo: l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico chiede di “ridurre le barriere legislative alla concorrenza in settori come “le professioni, il commercio al dettaglio e i servizi locali”. Poi, con la premessa che “un’ampia e ambiziosa agenda di riforme potrebbe portare per i paesi Ocse a una crescita annua del Pil fino all’1%, in media, nei prossimi 10 anni”, il rapporto chiede all’Italia di “ammorbidire la protezione del lavoro sui contratti standard”, perché il nostro Paese “non ha ancora intrapreso azioni significative, anche se sta considerando una riforma del mercato del lavoro, mirata ad ammorbidire le tutele”. Le riforme possono rendere la ripresa “più sostenibile e più equa”. Secondo l’Ocse, lo scenario peggiore della crisi è stato evitato ma “la disoccupazione resterà alta nel corso del 2013″ mentre “non si attende un recupero della produzione persa e i bilanci pubblici dovrebbero rimanere sugli stessi livelli insostenibili in molti paesi”.
Federico Aldrovandi, morì a 18 anni, il 25 settembre 2005, dopo una colluttazione con quattro agenti di polizia, già condannati per la sua morte. La madre Patrizia Moretti il 1 marzo sarà in un’aula del tribunale di Mantova come imputata di diffamazione nei confronti della pm che condusse le prime indagini. A processo anche i giornalisti della Nuova Ferrara che seguirono il caso.

Da anni entra ed esce dalle aule di tribunale come vittima, perché madre di Federico Aldrovandi, ragazzo 18enne morto il 25 settembre 2005 durante il controllo di 4 poliziotti, già condannati due volte per la sua morte. Il prossimo 1 marzo, invece, Patrizia Moretti in un’aula del tribunale di Mantova sarà imputata per la prima volta di diffamazione nei confronti della pm Mariaemanuela Guerra che condusse le prime indagini sulla morte del figlio Federico. In aula con lei ci saranno anche giornalisti della Nuova Ferrara: il direttore Paolo Boldrini, Daniele Predieri e Marco Zavagli, collaboratore esterno, direttore del quotidiano on-line Estense.com. La sua presenza rappresenta un spaccato kafkiano della nostra giustizia, poichè non è l’autore di uno degli articoli contestati, scritto invece dalla giornalista Alessandra Mura, che sarebbe lo pseudonimo usato da Zavagli, come ha sostenuto la procura di Mantova e tesi accolta dal gup che ha deciso il processo: un errore grossolano, fatto notare inutilmente.

Contro di loro non ci sarebbero prove ma si sono visti appioppare le condanne più pesanti tra quelle inflitte, finora, per gli scontri del 15 ottobre. Quel giorno Giuseppe e Lorenzo, diciannovenni, avevano deciso di unirsi ai trecentomila indignati che manifestavano contro le politiche di austerità della Bce. La prima manifestazione della loro vita. 

Di loro la procura possiede solo le immagini girate da un ragazzino dal terrazzo di casa sua, in via Carlo Botta, dietro via Merulana. Lui e la madre erano stati in finestra per ore, preoccupati per la sorte della macchina parcheggiata sotto casa. E' la voce della donna a urlare che quei ragazzi, immortalati a mani alzate mentre si lasciano arrestare docilmente, non c'entrano nulla con gli scontri. «Non sono loro che dovete prendere, questi stavano buoni. Non sono loro che dovete prendere». Spontaneamente, madre e figlio, porteranno il video in questura e confermeranno quelle parole: da almeno un quarto d'ora - fa fede la videocamera - erano seduti su quel gradino. Credevano di aver trovato un angolo tranquillo da cui cercare un varco per prendere una metro, raggiungere la macchina e tornare nella provincia romana. Giuseppe è uno studente di istituto tecnico, Lorenzo giardiniere, precario. Famiglie modeste ma che li seguono molto. Nessuno dei due è un attivista in senso stretto. A trascinarli in piazza, la propria condizione materiale e il tam della rete sulla nascente indignazione italiana.

venerdì 24 febbraio 2012
marina clandestini Respingimenti in mare, lItalia condannata. Maroni: Rifarei tuttoL'ex ministro dell'Interno attacca la Corte di Strasburgo: "politicizzata". Ma i migranti respinti furono torturati da Gheddafi
In molti lo avevano detto: “L’Italia sta violando i diritti umani con questa politica di respingimenti in mare”. Ma il governo Berlusconi continuò per la sua strada. Così ieri è arrivata la sentenza della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo. Oltre a vietare i respingimenti senza riconoscimento a terra, la sentenza condanna l’Italia a risarcire i migranti ingiustamente rimandati in Libia, dove hanno patito torture e violenze nelle carceri del regime di Gheddafi.

Respinti in mare, arrestati e torturati in Libia. 
La sentenza fa riferimento al cosiddetto caso Hirsi. Il 6 maggio 2009 un barcone proveniente dalla Libia che trasportava circa 200 persone di nazionalità somala ed eritrea, tra le quali anche bambini e donne incinte, venne intercettata non lontano da Lampedusa. I migranti sono stati imbarcati direttamente in mare su unità della Marina italiana e traghettati a Tripoli (da dove presumibilmente erano partiti) contro la loro volontà e senza verificare se esistessero i presupposti per la richiesta di protezione internazionale.
La chiamano “riforma del lavoro” e si tratta di un argomento che sicuramente terrà banco per almeno tutto il prossimo mese. Lacrima Fornero assicura che si prodigherà esclusivamente per il bene dei lavoratori, Mario Monti, più che mai impegnato nel cambiare il modo di vivere degli italiani , promette che la “riforma” sarà pronta per il varo entro la fine di marzo, mentre i sindacati sempre più in crisi di credibilità, giocano a fare il poliziotto buono e quello cattivo, sperando di sfangarla senza troppi problemi anche questa volta.
Partendo dalla premessa che il lavoro semmai andrebbe creato (ma di prestigiatori in gamba in giro ahimé se ne vedono pochini) e non certo riformato, dal momento che avrebbe poco senso riformare qualcosa che sta andando incontro all’estinzione, occorre prendere coscienza del fatto che tutto quanto ci verrà riproposto nelle prossime settimane altro non sarà che un misero teatrino, con tanti mestieranti impegnati a recitare ciascuno la propria parte, affinché alla fine dei giochi questa commedia dell’assurdo possa andare in porto.
Quella che Monti ed il suo coccodrillo intendono portare a termine nel più breve tempo possibile non è una riforma del lavoro……
ma semplicemente la traduzione in pratica degli ordini a suo tempo impartiti dalla BCE e dal FMI, che impongono, come già avvenuto in Grecia, la “cinesizzazione” del lavoratore, da praticare attraverso tutta una serie di provvedimenti che lo rendano sempre più vulnerabile, precario e disperato, con la conseguenza di ottenere uno “schiavo” in lacrime rassegnato a lavorare molto e mangiare poco.
Solo posti in piedi nei Pronti soccorsi romani presi d´assalto. Anche le sedie e le poltrone sono occupate da malati che aspettano. Le barelle sono esaurite. Tutte. Comprese quelle delle ambulanze sulle quali sono arrivati i pazienti. E, con la dotazione di bordo "sequestrata" dai malati, i mezzi del 118 sono costretti a soste anche di 18 ore davanti agli ospedali (il fermo-ambulanze nel 2011 ha superato le 200mila ore che, tradotte in euro, fanno 5 milioni di produttività sprecata con gli equipaggi fermi). Di letti neanche l´ombra prima di un´attesa, fino a sei giorni, nei corridoi della prima linea. E la Procura ha aperto un´inchiesta, complici le fotografie scattate nel Pronto soccorso del San Camillo a due pazienti (una in arresto cardiaco, un altro con un sospetto infarto) sottoposti in condizioni estreme - su un materasso in terra - alle prime cure salvavita. «Di fronte a una vita a rischio e senza letti né barelle disponibili - spiega il direttore dell´ospedale, Aldo Morrone - un materasso è meglio che niente: è stato fatto quanto si doveva in una situazione di collasso».

A trasformare i reparti dell´Emergenza in un imbuto semichiuso è stato il taglio di 10mila posti letto in poco più di un decennio. Così mentre la popolazione del Lazio è cresciuta (invecchiando) da 5 milioni e 100mila abitanti nel 2000 a 5milioni e 750mila di oggi, le strozzature degli ospedali hanno amplificato i disagi. «Ogni giorno - spiega Massimo Magnanti del Sindacato professionisti dell´Emergenza (Spes) - in più di 300 stazionano sulle barelle aspettando che si liberi un letto in reparto, quale che sia». Perciò anche le Chirurgie si trasformano in divisioni di degenza medica con il blocco conseguente delle sale operatorie. Una telefonata a casa dei pazienti in attesa di essere operati e si cancellano gli interventi programmati. Accade dal San Giovanni al Pertini, dal policlinico Tor Vergata al Sant´Andrea; nei quadranti dove il rapporto tra letti e popolazione è di 6,6 ogni mille abitanti (aree a nord) a quelli dove ci sono 2,2 letti per mille residenti (sud est).
La Cgia: le banche tagliano i prestiti. Gli interessi più alti pesano per 3,7 miliardi   Le aziende nel 2011 non sono riuscite a pagare 80 miliardi di euro, il 36% in più rispetto al 2010

MILANO - Tutta la liquidità che le banche italiane hanno preso a prestito a tassi di favore dalla Banca Centrale Europea, non è stata ancora trasferita alle aziende. Dopo il bollettino di Bankitalia, tocca all´ufficio studi della Cgia di Mestre tirare le somme di quanto la crisi del credito stia costando cara al tessuto di piccole e medie imprese che regge l´economia del Paese. Se infatti il maggiori rischio legato alla crisi, ha fatto aumentare gli interessi di 3,7 miliardi, di contro le banche hanno chiuso i rubinetti. Tra ottobre e dicembre del 2001, i prestiti sono diminuiti dell´1,5% con una punta del 2,2% registrata proprio a dicembre.

A guardare la situazione dal punto di vista delle banche, emerge che gli istituti hanno erogato meno credito, anche perché le aziende clienti hanno iniziato a non rispettare le pendenze. L´effetto tipico della crisi è proprio questo, ma senza la liquidità delle banche, il sistema industriale si inceppa, creando pesanti ricadute sull´occupazione e sull´economia reale. Nel 2011 le insolvenze da parte delle aziende tricolori hanno superato gli 80 miliardi di euro, si tratta di una cifra record, che è superiore del 36% rispetto al dato poco lusinghiero registrato in un altro anno difficile come il 2010.
E´ un Paese che invecchia, dove i ragazzi tendono a lasciare gli studi prima del tempo e dove le donne, in media, fanno ancora i conti con una paga inferiore di quasi il 20% rispetto ai colleghi uomini (a parità di qualifica) e si sobbarcano oltre il 70% del carico di lavoro famigliare. E´ un Paese dove il precariato avanza: i contratti si firmano anche per un solo giorno di lavoro (687 mila solo nel primo semestre 2011). Otto nuove assunzioni su dieci sono a tempo determinato, e non è detto che la questione riguardi solo i più giovani (l´età media dei parasubordinati è di 42 anni). E´ un Paese che cerca il posto fisso, non lo trova e non fa figli: il precariato va a braccetto con la bassa natalità: il 91% delle neo-mamme ha alle spalle ha un contratto a tempo indeterminato. Ecco l´Italia vista attraverso il Rapporto sulla coesione sociale elaborato da Inps, Istat e ministero del Lavoro.

Non hanno un posto e non studiano 2,1 milioni di ragazzi a spasso I giovani
Non lavorano, non studiano, non si formano: sono i Neet, 2,1 milioni di ragazzi a spasso. Più femmine che maschi: 1,7 milioni contro 938 mila. Il 38% ha un età compresa tra i 20 e il 24 anni (800mila) e il 14% è di nazionalità straniera. Il 46% ha al più la licenza media, il 34% sono disoccupati e il 30% inattivi scoraggiati. Un fenomeno che va di pari passo con l´abbandono scolastico: in Italia, nel 2010, circa 800mila giovani tra i 18 e i 24 anni, pari al 18% del totale, hanno lasciato prematuramente gli studi. Nel Mezzogiorno quasi la metà dei ragazzi che abbandonano, lo fa senza aver trovato una occupazione. Forte il legame con il grado d´istruzione dei genitori: il 44,4 % di chi lascia ha mamma e papà con la sola licenza elementare.

Angela MerkelNel suo viaggio in Cina, la Merkel ha voluto incontrare il vescovo cattolico Giuseppe Gan Junqiu, l’unico vescovo cinese riconosciuto sia dal Vaticano sia dal regime cinese.
Come si sa, è in atto una dura persecuzione dei cattolici «refrattari». La notizia è forse da mettere in relazione con la visita «privata» a Pechino del cardinal Romeo, arcivescovo di Palermo, avvenuta a novembre per 5 giorni.
Di tale viaggio non si saprebbe nulla, se non lo avesse rivelato Il Fatto Quotidiano con la sconclusionata «rivelazione» secondo cui lo stesso cardinal Romeo, ai cinesi, avrebbe detto che Papa Benedetto morirà entro 12 mesi (non per attentato, ma perchè sarebbe malato di cancro).
Commenta giustamente Antonio Socci: «Sarebbe assai singolare che un prelato che viene dalla carriera diplomatica si lasciasse andare, in Cina, a tali discorsi. È semmai ipotizzabile che un viaggio del genere – di cui finora nessuno era a conoscenza (se non il Vaticano) – sia stato in realtà una missione diplomatica riservata. E può darsi che qualcuno abbia voluto portarlo alla luce», per interrompere possibili intese fra la Chiesa e Pechino. (Maurizio Blondet)


CLUB BILDERBERG, IL LATO OSCURO DELLA DEMOCRAZIA 
Video-intervista a Daniel Estulin


L'idea di Daniel Estulin è che lo scopo del Club Bilderberg sia quello di creare un'aristocrazia fra le èlite europee e americane per controllare il pianeta. In altre parole, la creazione di un network globale di cartelli di giganti, più potenti di ogni nazione sulla terra, destinato al controllo delle necessità vitali del resto dell'umanità. Sono molte le previsioni di Daniel Estulin circa gli obiettivi del club bilderberg che hanno trovato riscontro nella realtà, tra questi l'aumento del prezzo del greggio; la guerra in Iraq
OVVERO COME TI PRIVATIZZO LA SANITA' CON L'ILLUSIONE DELLA'ASSISTENZA CHE NON CI SARA'


Problemi in PS? Ti curerò per strada, anzi lo faccio fare ai medici di base, parola di ministro.

Una propaganda che si ripete senza aderenza alla realtà e senza tener conto della specificità di ruolo della Medicina Generale e della Medicina di Urgenza. Ad es.come si affronta un'urgenza senza gli srumenti tecnici e terapeutici necessari? E dove sono le risorse per attuare questo progetto che da quasi 20 anni ci vogliono propinare? O questi nuovi tecnici, che nuovi non sono, hanno deciso di "vendere" anche il territorio ai Privati? In effetti in assenza di risorse per potenziare il Pronto Soccorso, risorse che sarebbero l'unica risposta logica al problema, non è che tentano di ingannare il cittadino con la favola che verrà, anzi che non verrà? E chi "costringerà" il paziente con dolore toracico a recarsi in una struttura piuttosto che in un'altra? Faranno corsi accelerati in modo che il cittadino possa decidere da solo a che codice di urgenza appartiene? Metteranno le forze dell'Ordine a presidiare il pronto soccorso per controllare che la loro logica sia rispettata senza "abusi"? Unica risposta: questi sono matti o, peggio, fanno finta di esserlo.

Bartolomeo Delzotti



L’Italia aderendo all’Eurozona con altri paesi aderenti alla UE ha di fatto sancito la sua rinuncia alla emissione di moneta nazionale.Per fare questo chi ha memoria sa quanto è costato in termini di sacrifici alla popolazione italiana.( Che aggiunta alla privatizzazione delle industrie e dei servizi di Stato facendo inziare un lento ma inesorabile declino alla economia nazionale) Era un sacrificio da affrontare perché l’€uro ci avrebbe resi più forti.Dall’entrata dell’Italia nell’€uro abbiamo perso il 40% della ricchezza nazionale.
Gli Italiani non sono stati per nulla informati di cosa in effetti era l’€uro.Volutamente non informati.
L’€uro è una Moneta Privata (unico caso al Mondo) che viene emessa da una Banca Centrale Europea che è di proprietà di 16 banche centrali(che sono private) dei paesi aderenti all’€urozona + la Bancad’Inghilterra che come tutti sappiamo non ha adottato l’€uro come sua moneta nazionale.Strano ma vero.
Ogni Stato che per sue necessità ha bisogno di moneta se la deve andare a cercare sul Mercato ai costi che essi stabiliscono.Creando un rapporto tra creditore e debitore di tipo privatistico.Per cui lo Stato perde totalmente le sue prerogative di poter pagare attraverso l’emissione di moneta sovrana nazionale e addebitando  ai cittadini tutto il debito contratto.
Quando il tasso degli interessi sui titoli emessi dagli Stati è superiore al tasso di crescita economica lo Stato in questione è destinato ad un declino fino al totale fallimento,questo dopo aver prosciugato le risorse destinate ai suoi cittadini. Tagli a pensioni,salari,sanità,istruzione,trasporti,aumento delle imposizioni fiscali nazionali,regionali,provinciali,comunali.su tutto quello che è tassabile.auto,casa,tv,acqua,rifiuti.energia.(gas benzina acqua elettricità)
Clicca per ingrandireSembra che con il 2012 sia partito anche l’assalto alla libertà del web. Il prossimo 27 febbraio inizierà a Ginevra un incontro diplomatico il quale potrebbe assegnare alle Nazioni Unite un potere senza precedenti in termini di controllo della rete. Ne parla il Wall Street Journal.
CONTROLLARE IL WEBLe grandi potenze sembrano coalizzate, altro che Iran o Siria. Russia, Cina e dozzine di altri paesi vogliono arrivare, entro la fine dell’anno, a un controllo globale della rete sotto l’egida dell’Onu, come confermato nel giugno 2011 dal primo ministro russo Vladimir Putin, secondo il quale “è obiettivo mio e dei nostri alleati di instaurare un controllo internazionale su Internet”. Il controllo avverrebbe attraverso l’International Telecommunication Union, controllata direttamente dall’ONU.
Pompa carburantePronti per il gasolio a 2 Euro al litro? È questione di un mesetto.
Per rappresaglia, già da questa settimana l'Inghilterra non riceve più greggio dall'Iran. Toccherà* tra poco anche a Francia, Italia, Portogallo, Grecia, Spagna ed Olanda... se questi paesi continueranno ad appoggiare le sanzioni dell'Unione Europea all'Iran.
Italia, Grecia e Spagna da sole contano per il 68% di tutto il greggio iraniano importato in Europa. In più, l'Italia è storicamente il paese che ha importato in totale la maggiore quantità di greggio dall'Iran... 
Le nostre raffinerie hanno vissuto di Iran. Abbiamo democraticamente costruito le nostre case, prodotto pasta e coltivato campi, consumato tutto e tutti a spese dei giacimenti iraniani per quasi 50 anni e con la forza delle armi, la pressione del nostro oro e l'appoggio della Russia, ed a prezzi ridicoli mentre la metà degli iraniani, da trent'anni sotto dittature più o meno rigide, non ha mai nemmeno guidato una automobile, mettiamocelo in testa.
Intervista esclusiva al Presidente di "Dignità Sociale"
Antonio Pappalardo

Il Generale Antonio Pappalardo, Presidente di Dignità Sociale
Il movimento "Dignità Sociale" è stato fondato da poche settimane, e ha raccolto da subito moltissimi consensi in tutta la penisola: hanno aderito camionisti, agricoltori, appartenenti alle forze dell'ordine, ma anche commercianti, e persone di tutte le categorie. Abbiamo contattato il Generale Pappalardo, rivolgendogli alcune domande, per conoscere meglio questo movimento, che sembra destinato a fare parlare di se: di seguito vi proponiamo le risposte del Generale ai nostri quesiti. Si tratta di risposte nette, senza i soliti giri di parole a cui ci hanno abituato i politici che dicono tutto per non dire niente: la linea di Dignità Sociale, illustrata dal Presidente Antonio Pappalardo, appare ben chiara.
- Quali sono i principali obiettivi che intende conseguire il Movimento "Dignità Sociale"? Avete un programma?
I nostri obiettivi sono contenuti nella lettera aperta al Capo dello Stato e sono:
  1. riprenderci la nostra dignità, che ladri, parassiti e corrotti hanno disperso insieme ai valori comuni;
  2. chiedere che siano messi sotto processo coloro che hanno causato questo devastante debito pubblico di 2.000 miliardi di euro, che sta affamando gli Italiani ;
  3. chiedere che il Governo Monti, non più tecnico, riceva la legittimazione popolare per adempiere al suo mandato;
  4. pretendere che i Cittadini votino nel pieno rispetto delle norme costituzionali, scegliendo in modo libero, eguale, segreto, personale e diretto i loro rappresentanti, rigettando ogni nuova legge elettorale che consentirebbe agli attuali politici di rimanere in Parlamento, attaccati alle loro poltrone per un tempo indefinito;
  5. pretendere che i nostri figli abbiano un futuro con valori in cui credere, con una istruzione che li ponga allo stesso livello dei coetanei europei, e un lavoro e un’esistenza dignitosi;
  6. pretendere che i lavoratori, di ogni condizione sociale, abbiano una retribuzione e una pensione proporzionati alla quantità a qualità di lavoro svolto, in ogni caso sufficienti ad assicurare a loro a alle loro famiglie un’esistenza libera e dignitosa;
  7. pretendere che l’Italia sia rispettata dalle altre Nazioni europee, per la sua cultura, per la sua storia, per la sua civiltà giuridica;
  8. rendere l’Italia protagonista del suo futuro con una strategia politica, economica e sociale, che la ponga al centro di un Mediterraneo di pace, dove le controversie si risolvono nella concordia, nella solidarietà e nella tolleranza ;
  9. pretendere che coloro che sul territorio producono ricchezza, scambi commerciali, sicurezza e intense relazioni umane, siano al centro di una società libera e produttiva;
  10. pretendere che si realizzi un mercato aperto e solidale, nella pace e nella fratellanza dei popoli;
  11. pretendere che i principi fondamentali della Costituzione siano solennemente riaffermati, per la giustizia e la concordia sociale;
  12. comprendere quanto siano veritiere le voci, che corrono, sullo scioglimento dell’Arma dei Carabinieri.
Non essendo ancora un Movimento politico non abbiamo inteso tracciare un vero e proprio programma socio-politico ed economico
- Sappiamo che Dignità Sociale rifiuta di essere inquadrata nei classici schieramenti "destra e sinistra" ma se dovesse scegliere una delle due categorie, a quale crede di sentirsi ideologicamente più vicino?
Noi non siamo inquadrati né a destra, né a sinistra, perché riteniamo che tali classificazioni siano ormai superate e del tutto inutili. Le ideologie degli attuali partiti, pervase da tensioni e contrasti sociali che hanno scatenato odio e violenza nelle più diverse società, sono state condannate dalla Storia.
Noi ci stiamo orientando verso una visione nuova della realtà. Abbiamo ruotato di 90° gradi l’attuale asse mondiale, posto in senso orizzontale, in cui ai due capi, gli attuali politici, ingannatori dei popoli, pongono fittiziamente la destra e la sinistra, i conservatori e i progressisti, i repubblicani e i democratici, i democratici cristiani e i socialdemocratici. Questa contrapposizione è falsa, tanto è vero che, chiunque di questi schieramenti va al potere, governa in modo del tutto simile all’altro. I loro programmi politici sono del tutto identici.
Abbiamo così posto l’asse in senso verticale. Nel capo in alto sono collocate le esigenze globali, in quello in basso, le esigenze territoriali.
Sta a noi, di Dignità Sociale, baricentro di questo asse, saper conciliare le due esigenze in modo da creare un mercato libero, aperto, solidale, rispettoso dei valori umani e della dignità dei lavoratori.

- Se avesse la possibilità di cambiare 3 leggi, quali sceglierebbe? Come le modificherebbe?

Innanzitutto quella elettorale, in modo che siano totalmente attuati gli articoli della Carta Costituzionale sulla partecipazione democratica dei Cittadini. E tali articoli si attuano dando la possibilità ai Cittadini di scegliersi i loro candidati e di scrivere sulla scheda i loro nomi e cognomi.
Quindi, la legge che trasforma il nostro Stato in una Repubblica presidenziale, in modo da eliminare i doppioni costosissimi della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2.500 impiegati a testa, super pagati, che fanno le stesse cose), riducendo i Parlamentari a 100 senatori e 200 deputati (così dicasi per tutti i consiglieri regionali, e comunali, con forte dimagrimento della macchina dello Stato e degli Enti territoriali, i cui costi sono divenuti insostenibili). In questo contesto le province verrebbero eliminate.
Infine, la legge che istituirebbe un referendum che dia la possibilità agli Italiani di scegliere di restare, oppure no, in una Comunità, europea, che si sta rilevando un fallimento, con una moneta unica, l’euro, che è falsa, sino a quando non saranno costituiti gli Stati Uniti d’Europa.
- Qual è il suo giudizio nei confronti di Monti?
Nettamente negativo. Non sappiamo da dove viene, chi sta dietro le sue spalle e che razza di politica economica sta conducendo. Sta andando solo a ritroso delle lobby di potere economiche, che hanno schiacciato la sovranità dei singoli Stati, senza averla sostituita con quella degli Stati Uniti Europei.
Dovrebbe, se fosse quella persona seria, che ci vuol far credere, dirci:
  • a che titolo è membro di tre organizzazioni mondialiste, che vogliono cambiare il destino dell’umanità, sostituendosi alle volontà dei singoli popoli, che sono sovrani;
  • se non ritiene più opportuno, invece di assoggettarci a quell’irresponsabile potere europeo, rendere l’Italia protagonista di un Mediterraneo di pace, dove le controversie si risolvono nella concordia, nella solidarietà e nella tolleranza
Cosa ne pensa delle organizzazioni come il Bilderberg group, la Commissione Trilaterale, l'Aspen Istitute? E' un pericolo per la democrazia?

Se qualcuno mi convince che sono delle Opere di Carità, allora non lo sono. Mi sembra però che le cose stiano diversamente. Eminenti giornalisti, a livello mondiale, hanno espresso sul conto di queste tre famigerate organizzazioni giudizi molto severi di condanna, paragonandoli a società segrete, con fini eversivi. L’Arma dei Carabinieri, quando arruola un giovane, attinge informazioni sino alla settima generazione. Mi domando: il Presidente Napolitano, prima di arruolare Monti, ha fatto analoghe verifiche?
- Quanto influiscono nella politica italiana, europea e mondiale le associazioni di stampo massonico citate nella domanda precedente?
Tantissimo. Non dimentichiamo che l’unità d’Italia è stata voluta dal movimento massonico inglese, che ha trovato grandi sostenitori nei Fratelli Cavour, ecc.
Comunque lei ha detto bene di stampo massonico, perché la Massoneria, vecchio tipo, non ha più particolare influenza né risulta determinante in alcun processo politico. Ne sono sorte, però, delle altre, molto pericolose, in quanto in mano a soggetti privi di valori e di ogni scrupolo.
Lo scrittore Fleming, agente segreto in pensione, scrisse libri in cui il protagonista era James Bond. Egli parlò di una società criminale, internazionale, “la Spectre”, che commetteva i più orrendi delitti in danno dell’intera umanità.
La sua era pura fantasia?
- Quali iniziative intendete assumere per conseguirle, a parte le manifestazioni di piazza?
Fare chiarezza e pretendere trasparenza su tutto, in modo da rendere effettivamente sovrano il popolo. Noi intendiamo svolgere non solo azioni di protesta di piazza, ma anche iniziare a togliere le città a questi politici, ladri e parassiti, per realizzare i primi centri di evoluzione spontanea dei Cittadini verso nuove forme di democrazia, partecipe e convinta.

- Qual è il vostro rapporto con i "Forconi Siciliani" di Mariano Ferro e Scarlatta?
Di grande rispetto e di attenzione verso le loro genuine forme di protesta. Se sapranno resistere alle lusinghe di questo potere cialtrone, non è improbabile che un giorno i nostri cammini si incroceranno.
- Dignità Sociale si presenterà alle prossime elezioni? Se si, pensate di presentarvi da soli, o valuterete alleanze con altri movimenti/partiti?
Ogni valutazione su eventuali evoluzioni del nostro Movimento in senso politico spetta all’Assemblea, unica istituzione sovrana del Movimento. Per cui non posso esprimere valutazioni al riguardo, che sarebbero del tutto personali, e quindi prive di rilievo. Un fatto è certo: non ci affiancheremo mai ai partiti e sindacati che hanno distrutto il nostro Paese. Per i Movimenti civici e spontanei dei Cittadini, occorre svolgere riflessioni di volta in volta. Ovviamente potranno essere prese in considerazione alleanze con Movimenti, che hanno i nostri stessi intenti, cioè quello di rafforzare l’unità nazionale, e di aborrire ogni forma di violenza fine a se stessa, per conseguire qualsiasi obiettivo politico.
- Nelle scorse settimane ha rivolto un appello agli appartenenti delle forze dell'ordine, tra i quali ha moltissimi estimatori e amici, visto che oltre ad essere Generale, da sempre è vicino alle istanze degli uomini in divisa, in qualità di sindacalista: Hanno aderito molti agenti?
Quasi tutti! Ovviamente nelle forme più discrete possibili, attesi i loro delicati compiti istituzionali. Essi sono stanchi di ricevere compensi modesti per lavori così rischiosi, in patria e all’estero, e operare senza mezzi e con strumenti giuridici inefficaci, che rendono inutile la loro attività per rendere più sicuro il territorio.
- Cosa ne pensa del crescente potere centrale che sta assumendo l'Unione Europea guidata da persone come Van Rompuy non elette dai cittadini europei?
Il potere politico, che non discende dal Popolo sovrano è fittizio e falso. Il crescente potere centrale dell’Unione Europea crollerà dinanzi all’indignazione dei popoli che sono stanchi di subire scelte di questa infame oligarchia.
- I cittadini esprimono preoccupazione per l'istituzione di "eurogendfor" il corpo di polizia sovranazionale istituito in silenzio, che può agire al di sopra delle regole e delle leggi nazionali: secondo lei la democrazia è in pericolo in Europa?
Abbiamo inviato una lettera al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri per chiedere se è vera la notizia, che corre su face book, che l’Arma sarà sciolta per far posto a questo strano guazzabuglio, chiamato “Eurogendfor”. Siamo in attesa di una sua risposta.
L’Arma, per essere quella che è, ha dovuto superare la prova del fuoco, conquistandosi in 200 anni di vita la fiducia della gente con atti di generosità e di vicinanza alle popolazioni. Una nuova organizzazione come si porrebbe con un Popolo che è ancora affascinato da questa Istituzione?
Qualcuno in Europa vorrebbe produrre un divorzio fra Arma e Popolo Italiano. L’operazione mi sembra ben ardua, anche se - mi si dice – un vertice dell’Arma è stato allettato di fare da commissario liquidatore dei Carabinieri, con la promessa che lui sarebbe stato il futuro comandante di “Eurogendfor”. Sono solo voci? Il Popolo vigilerà e scoprirà il TRADITORE che si annida fra le fila dell’Arma. Sempre che ci sia!
- Qual è il suo giudizio nei confronti della magistratura? Cosa proponete, voi di Dignità Sociale, per renderla "più giusta" e soprattutto più veloce?
La magistratura va riorganizzata e resa veramente imparziale ed equidistante dal potere politico. Basta con questi volgari ammiccamenti fra giudici e politici cialtroni, per avere ricompense di vario genere. Alla fine questa giustizia falsa penalizza il popolo!
Occorre innanzitutto riformare i codici di procedura civile e penale, per rendere i processi più celeri e introdurre il principio, non presente in alcun attuale ordinamento giuridico, dello ius benevolentiae, cioè il principio che il giudice, nell’esaminare la controversia, deve favorire la parte più debole.
Occorre, infine, riservare il 40% dei posti nei concorsi nella magistratura inquirente, ufficiali, funzionari e appartenenti comunque alle forze dell’ordine, provvisti di titolo di laurea in giurisprudenza, con almeno 25 anni di servizio nei reparti investigativi. Ciò al fine di:
  • professionalizzare i pubblici ministeri, i cui compiti oggi sono svolti da studenti appena laureati, con minore esperienza, che alla fine penalizza i cittadini, che vengono il più delle volte indagati inopinatamente e alla fine assolti senza essere risarciti dei danni subiti;
  • spoliticizzare la magistratura inquirente;
  • rompere la casta della magistratura, che si tramanda di padre in figlio.
Ovviamente, per procedere ad un simile riassetto, occorre dividere la magistratura inquirente da quella giudicante, alla quale la prima può essere ammessa solo dopo il superamento di un pubblico concorso. Occorre, infine, stabilire che il cittadino assolto va risarcito automaticamente dallo Stato sia economicamente che moralmente, con la restituzione di incarichi e del prestigio che prima possedeva.
- Esprima un giudizio sul CSM. Alcuni lo definiscono la "terza Camera". Anche lei lo definisce una casta?
Così com’è articolato, sì! Certo i parlamentari corrotti e parassiti, accrescono lo strapotere del CSM. Senatori e Deputati, senza macchia e con alti valori, eletti in modo democratico e con la partecipazione dei Cittadini, imporrebbero la volontà del Parlamento a tutte le altre istituzioni, essendo essi in quel momento espressione della sovranità popolare. Quindi, prima mandiamo via a casa questi ladri, parassiti e corrotti, prima rendiamo effettivamente libero e democratico il nostro Paese.
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Domande a cura di Alessandro Raffa e Eduardo Parente per nocensura.com
Risposte a cura del Generale Antonio Pappalardo, Presidente di Dignità Sociale




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