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sabato 9 ottobre 2010

In data odierna, abbiamo contattato Facebook, per richiedere delucidazioni in merito al blocco applicato alla nostra pagina Facebook "Cose che nessuno ti dirà": avendo letto attentamente le "condizioni d'uso delle pagine" riteniamo che la nostra risorsa facebook abbia pieno titolo di esistere, e non ravvisiamo violazioni di del regolamento alla quale fa riferimento Facebook. Peraltro abbiamo saputo che qualche settimana fa, le medesime restrizioni furono applicate alla pagina "ridateci la nostra democrazia" di valigiablu.it, che hanno ottenuto la riattivazione contattando il servizio clienti: ci auguriamo che, anche nel nostro caso, si tratti semplicemente di un errore del sistema, e non della volontà di censurare la nostra pagina.

Qualora non dovessimo ottenere risposta, siamo pronti ad azioni di protesta, chiedendo ai nostri iscritti e utenti di spedire email di protesta a Facebook, e rivolgendoci alla stampa. Valuteremo azioni di natura legale.
giovedì 7 ottobre 2010

Con il voto contrario di 308 deputati, utilizzando la formula del "voto segreto" la Camera dei Deputati ha negato alla magistratura il permesso di utilizzare le intercettazioni telefoniche nell'ambito del processo Cosentino: si tratta di 46 telefonate intercorse tra il coordinatore del Pdl campano e alcuni imprenditori legati alla camorra, che i giudici non potranno utilizzare come prova a un processo che ormai appare "spuntato" degli elementi che probabilmente ne avrebbero costituito le basi fondamentali. Le intercettazioni per alcuni politici costituiscono un "problema" da eliminare alla radice, e anche se non sono riusciti, per ora, ad impedirle con una legge ad Hoc, il parlamento in questo caso è riuscito comunque a disinnescare questa "minaccia".

Cosentino, che ha ribadito di non avere intenzione di dimettersi da coordinatore del Pdl campano, adesso invoca il processo: "accuse infondate, ora voglio il processo". Viene da chiedersi come mai, visto che le accuse sarebbero infondate, la camera abbia perso l'occasione di comportarsi in modo trasparente, e abbia sentito la necessità di sottrarre alla magistratura questo importante elemento.

Essere processati senza che la magistratura possa disporre di quella che molti ritengono la prova regina sembra molto comodo. Coloro che non hanno seguito la vicenda, e ignorano il "piccolo dettaglio" delle 46 intercettazioni messe fuori gioco, potrebbero quasi ammirare la lealtà di Cosentino, che non cerca di sottrarsi al processo.

Il nostro ordinamento, prevede - o meglio, dovrebbe prevedere - la "separazione dei poteri": ma questa magistratura a quanto pare, non sembra molto indipendente, visto che lo svolgimento di un processo può essere fortemente condizionato dalle scelte del parlamento.

In un paese democratico, dovrebbero essere proprio i parlamentari i primi a volere vederci chiaro in vicende di questo tipo, mettendo la magistratura in condizione di lavorare bene: in Italia invece, alla magistratura gli mettono i bastoni tra le ruote. Dovrebbero essere i parlamentari i primi a volere accertare che in parlamento non ci siano personaggi sporchi, anche perché l'ex sottosegretario è accusato di concorso esterno in associazione camorristica, di certo non un reato minore.
mercoledì 6 ottobre 2010
Solo pochi anni fa, "mantenere il rapporto deficit/PIL" sotto il 103% era un imperativo.
pur di contenerlo entro tale soglia, i governi facevano ricorso alla classiche manovrine:
"il debito pubblico va contenuto, se violiamo il "patto di stabilità" l'Europa ci impone sanzioni"

In questi giorni, il rapporto deficit/PIL ha raggiunto quota 118% e i mass media ci illuminano circa i gusti sessuali di Tiziano Ferro e Fabrizio Corona, questione sicuramente fondamentale che tiene banco non solo sui classici programmi TV dedicati al gossip e sulle riviste scandalistiche, ma anche su tutti i "telegiornali" e sulla stampa cosiddetta "seria"...

Viene da chiedersi se l'Italia dovrà pagare anche delle sanzioni per questo: sinceramente, non sappiamo rispondervi: non c'è nessuno che lo dice, ne la "maggioranza" ne la cosiddetta "opposizione". Stando a quanto dicevano quando superare il 103% era un problema, è molto probabile... ma sono cose che nessuno ci dirà.



lunedì 4 ottobre 2010

WASHINGTON - Negli Usa 88500 detenuti hanno denunciato di aver subito abusi sessuali da altri prigionieri o dalle guardie. Secondo l'IRIB questi i dati forniti dal ministero della Giustizia americano per il biennio 2008-2009. Secondo la ricerca le detenute hanno subito il doppio delle violenze dei prigionieri maschi. Secondo Human Rights Watch gli abusi vengono protratti soprattutto contro gli immigrati. “Gli incidenti di cui siamo a conoscenza sono solo la punta dell’iceberg perche’ molte volte le donne che sono vittime di abusi vengono espulse dal suo americano”, ha spiegato Meghan Rhoad, ricercatrice di HRW.


domenica 3 ottobre 2010
Per loro la legge non vale...
I politici hanno sempre furia... ma dove vanno tanto di fretta?
Che impegni hanno da richiedere tale urgenza?
O VOGLIONO SOLO FARE I PADRONI E SENTIRSI SUPERIORI???


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