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sabato 23 ottobre 2010



Temo per la mia vita e per questo ho deciso di collaborare con la giustizia e dire tutto quello che mi riguarda, anche reati da me commessi. In particolare, intendo riferire sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all’anno 2005. Smaltimenti realizzati in cave, in terreni vergini, in discariche non autorizzate e in siti che posso materialmente indicare, avendo anche io contribuito… Comincia così il più sconvolgente racconto della devastazione di una regione: venti anni di veleni nascosti ovunque, che hanno contaminato il suolo, l’acqua e l’aria della Campania. Venti anni di denaro facile che hanno


consolidato il potere dei casalesi, diventati praticamente i monopolisti di questo business sporco e redditizio. La testimonianza choc di una follia collettiva, che dalla fine degli anni Ottanta ha spinto sindaci, boss e contadini a seminare scorie tossiche nelle campagne tra Napoli e Caserta. Con il Commissariato di governo che in nome dell’emergenza ha poi legalizzato questo inferno.

Gaetano Vassallo è stato l’inventore del traffico: l’imprenditore che ha aperto la rotta dei rifiuti tossici alle aziende del Nord. E ha amministrato il grande affare per conto della famiglia Bidognetti, seguendone ascesa e declino nell’impero di Gomorra.

I primi clienti li ha raccolti in Toscana, in quelle aziende fiorentine dove la massoneria di Licio Gelli continua ad avere un peso. I controlli non sono mai stati un problema: dichiara di avere avuto a libro paga i responsabili. Anche con la politica ha curato rapporti e investimenti, prendendo la tessera di Forza Italia e puntando sul partito di Berlusconi.

La rete di protezione Quando Vassallo si presenta ai magistrati dell’Antimafia di Napoli è il primo aprile. Mancano due settimane alle elezioni, tante cose dovevano ancora accadere. Due mesi esatti dopo, Michele Orsi, uno dei protagonisti delle sue rivelazioni è stato assassinato da un commando di killer casalesi. E 42 giorni dopo Nicola Cosentino, il più importante parlamentare da lui chiamato in causa, è diventato sottosegretario del governo Berlusconi.

Vassallo non si è preoccupato. Ha continuato a riempire decine di verbali di accuse, che vengono vagliati da un pool di pm della direzione distrettuale antimafia napoletana e da squadre specializzate delle forze dell’ordine: poliziotti, finanzieri, carabinieri e Dia. Finora i riscontri alle sue testimonianze sono stati numerosi: per gli inquirenti è altamente attendibile.

Anche perché ha conservato pacchi di documenti per dare forza alle sue parole. Che aprono un abisso sulla devastazione dei suoli campani e poi, attraverso i roghi e la commercializzazione dei prodotti agro-alimentari, sulla minaccia alla salute di tutti i cittadini. Come è stato possibile?

“Nel corso degli anni, quanto meno fino al 2002, ho proseguito nella sfruttamento della ex discarica di Giugliano, insieme ai miei fratelli, corrompendo l’architetto Bovier del Commissariato di governo e l’ingegner Avallone dell’Arpac (l’agenzia regionale dell’ambiente). Il primo è stato remunerato continuativamente perché consentiva, falsificando i certificati o i verbali di accertamento, di far apparire conforme al materiale di bonifica i rifiuti che venivano smaltiti illecitamente. Ha ricevuto in tutto somme prossime ai 70 milioni di lire. L’ingegner Avallone era praticamente ’stipendiato’ con tre milioni di lire al mese, essendo lo stesso incaricato anche di predisporre il progetto di bonifica della nostra discarica, progetto che ci consentiva la copertura formale per poter smaltire illecitamente i rifiuti”.

Il gran pentito dei veleni parla anche di uomini delle forze dell’ordine ‘a disposizione’ e di decine di sindaci prezzolati. Ci sono persino funzionari della provincia di Caserta che firmano licenze per siti che sono fuori dai loro territori. Una lista sterminata di tangenti, versate attraverso i canali più diversi: si parte dalle fidejussioni affidate negli anni Ottanta alla moglie di Rosario Gava, fratello del patriarca dc, fino alla partecipazione occulta dell’ultima leva politica alle società dell’immondizia.

L’età dell’oro Vassallo sa tutto. Perché per venti anni è stato il ministro dei rifiuti di Francesco Bidognetti, l’uomo che assieme a Francesco ‘Sandokan’ Schiavone domina il clan dei casalesi. All’inizio i veleni finivano in una discarica autorizzata, quella di Giugliano, legalmente gestita. Le scorie arrivavano soprattutto dalle concerie della Toscana, sui camion della ditta di Elio e Generoso Roma. C’era poi un giro campano con tutti i rifiuti speciali provenienti dalla rottamazione di veicoli: fiumi di olii nocivi.

I protagonisti sono colletti bianchi, che fanno da prestanome per i padrini latitanti, li nascondono nelle loro ville e trasmettono gli ordini dal carcere dei boss detenuti. In pratica, accusa tutte le aziende campane che hanno operato nel settore, citando minuziosamente coperture e referenti. C’è l’avvocato Cipriano Chianese. C’è Gaetano Cerci “che peraltro è in contatto con Licio Gelli e con il suo vice così come mi ha riferito dieci giorni fa”.

Il racconto è agghiacciante. Sembra che la zona tra Napoli e Caserta venga colpita dalla nuova febbre dell’oro. Tutti corrono a sversare liquidi tossici, improvvisandosi riciclatori. “Verso la fine degli Ottanta ogni clan si era organizzato autonomamente per interrare i carichi in discariche abusive. Finora è stato scoperto solo uno dei gruppi, ma vi erano sistemi paralleli gestiti anche da altre famiglie”.

Ci sono trafficanti fai-dai-te che buttano liquidi fetidi nei campi coltivati in pieno giorno. Contadini che offrono i loro frutteti alle autobotti della morte. E se qualcuno protesta, intervengono i camorristi con la mitraglietta in pugno.

La banalità del male Chi, come Vassallo, possiede una discarica lecita, la sfrutta all’infinito. Il sistema è terribilmente banale: nei permessi non viene indicata l’esatta posizione dell’invaso, né il suo perimetro. Così le voragini vengono triplicate. “Tutte le discariche campane con tale espediente hanno continuato a smaltire in modo abusivo, sfruttando autorizzazioni meramente cartolari. Ovviamente, nel creare nuovi invasi mi sono disinteressato di attrezzare quegli spazi in modo da impermeabilizzare i terreni; non fu realizzato nessun sistema di controllo del percolato e nessuna vasca di raccolta, sicché mai si è provveduto a controllare quella discarica ed a sanarla”. In uno di questi ‘buchi’ semilegali Vassallo fa seppellire un milione di metri cubi di detriti pericolosi.

L’aspetto più assurdo è che durante le emergenze che si sono accavallate, tutte queste discariche – quelle lecite e i satelliti abusivi – vengono espropriate dal Commissariato di governo per fare spazio all’immondizia di Napoli città. All’imprenditore della camorra Vassallo, pluri-inquisito, lo Stato concede ricchi risarcimenti: quasi due milioni e mezzo di euro. E altra monnezza seppellisce così il sarcofago dei veleni, creando un danno ancora più grave.

“I rifiuti del Commissariato furono collocati in sopra-elevazione; la zone è stata poi ’sistemata’, anche se sono rimasti sotterrati rifiuti speciali (includendo anche i tossici), senza che fosse stata realizzata alcuna impermeabilizzazione. Non è mai stato fatto uno studio serio in ordine alla qualità dell’acqua della falda. E quella zona è ad alta vocazione agricola”.

L’import di scorie pericolose fruttava al clan 10 lire al chilo. “In quel periodo solo da me guadagnarono due miliardi”. Il calcolo è semplice: furono nascoste 200 mila tonnellate di sostanze tossiche. Questo soltanto per l’asse Vassallo-casalesi, senza contare gli altri i boss napoletani che si erano lanciati nell’affare, a partire dai Mallardo.

“Una volta colmate le discariche, i rifiuti venivano interrati ovunque. In questi casi gli imprenditori venivano sostanzialmente by-passati, ma talora ci veniva richiesto di concedere l’uso dei nostri timbri, in modo da ‘coprire’ e giustificare lo smaltimento dei produttori di rifiuti, del Nord Italia… Ricordo i rifiuti dell’Acna di Cengio, che furono smaltiti nella mia discarica per 6.000 quintali. Ma carichi ben superiori dall’Acna furono gestiti dall’avvocato Chianese: trattava 70 o 80 autotreni al giorno. La fila di autotreni era tale che formava una fila di circa un chilometro e mezzo”.

Un’altra misteriosa ondata di piena arriva tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002: “Si trattava di un composto umido derivante dalla lavorazione dei rifiuti solidi urbani triturati, contenente molta plastica e vetro”. Decine di camion provenienti da un impianto pubblico: a Vassallo dicono che partono da Milano e vanno fatti scomparire in fretta.

Il patto con la politica Uno dei capitoli più importanti riguarda la società mista che curava la nettezza urbana a Mondragone e in altri centri del casertano. È lì che parla dei fratelli Michele e Sergio Orsi, imprenditori con forti agganci nei palazzi del potere: il primo è stato ammazzato a giugno. I due, arrestati nel 2006, si erano difesi descrivendo le pressioni di boss e di politici.

Ma Vassallo va molto oltre: “Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro… Posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Nicola Cosentino e anche l’onorevole Mario Landoldi (An) vi aveva svariati interessi. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest’ultimo a Casal di Principe. Ricordo che Cosentino ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio mi informò del suo contenuto”.

Rapporti antichi, quelli con il politico che la scorsa settimana ha accompagnato Berlusconi nell’ultimo bagno di folla napoletano: “La mia conoscenza con Cosentino risale agli anni ‘80, quando lo stesso era appena uscito dal Psdi e si era candidato alla provincia. Ricordo che in quella occasione fui contattato da Bernardo Cirillo, il quale mi disse che dovevamo organizzare un incontro elettorale per il Cosentino che era uno dei ‘nostri’ candidati ossia un candidato del clan Bidognetti. In particolare il Cirillo specificò che era stato proprio ‘lo zio’ a far arrivare questo messaggio”.

Lo ‘zio’, spiega, è Francesco Bidognetti: condannato all’ergastolo in appello nel processo Spartacus e, su ordine del ministro Alfano, sottoposto allo stesso regime carcerario di Totò Riina e Bernardo Provenzano. L’elezione alla provincia di Caserta è stata invece il secondo gradino della carriera di Cosentino, l’avvocato di Casal di Principe oggi leader campano della Pdl e sottosegretario all’Economia. “Faccio presente che sono tesserato ‘Forza Italia’ e grazie a me sono state tesserate numerose persone presso la sezione di Cesa. Mi è capitato in due occasioni di sponsorizzare la campagna elettorale di Cosentino offrendogli cene presso il ristorante di mio fratello, cene costose con centinaia di invitati. L’ho sostenuto nel 2001 e incontrato spesso dopo l’elezione in Parlamento”.

Ma quando si presenta a chiedere un intervento per rientrare nel gioco grande della spazzatura, gli assetti criminali sono cambiati. Il progetto più importante è stato spostato nel territorio di ‘Sandokan’ Schiavone. Il parlamentare lo riceve a casa e può offrirgli solo una soluzione di ripiego: “Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte ‘a monte’ dai casalesi che avevano deciso di realizzare il termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa. Egli, pertanto, aveva dovuto seguire tale linea ed avvantaggiare solo il gruppo Schiavone nella gestione dell’affare e, di conseguenza, tenere fuori il gruppo Bidognetti e quindi anche me”.

Vassallo non se la prende. È abituato a cadere e rialzarsi. Negli ultimi venti anni è stato arrestato tre volte. Dal 1993 in poi, ad ogni retata seguiva un periodo di stallo. Poi nel giro di due anni un’emergenza che gli riapriva le porte delle discariche. “Fui condannato in primo grado e prosciolto in appello. Ma io ero colpevole”. Una situazione paradossale: anche mentre sta confessando reati odiosi, ottiene dallo Stato un indennizzo di un milione 200 mila euro. E avverte: “Conviene che li blocchiate prima che i miei fratelli li facciano sparire…”.


di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi(11 settembre 2008) - Pubblicato su l'Espresso
venerdì 22 ottobre 2010

Il famoso oncologo Umberto Veronesi, (che sostiene che gli inceneritori, non siano cancerogeni....) è stato nominato "direttore dell'agenzia per il nucleare". Per commentare la notizia, ci limitiamo a riportare un articolo di Beppe Grillo, con il quale, in questo caso, concordiamo pienamente.
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Il comico genovese durissimo contro la nomina a direttore dell’agenzia per il Nucleare dell’oncologo: “E’ un vecchio che sfrutta la politica”.

Con Umberto Veronesi, Beppe Grillo ha un conto aperto da tempo: da quando nei suoi spettacoli faceva vedere il video della sua intervista a Fabio Fazio, ospitato durante Che tempo che fa, in cui affermava che gli inceneritori non avrebbero causato alcun rischio di tumore. Oggi, che l’oncologo è stato indicato come presidente dell’agenzia per il Nucleare italiano, le critiche dal blog del comico fioccano durissime:“Veronesi è un uomo rassicurante per tuttele porcate, come gli inceneritori che chiama termovalorizzatori pur non sapendo un’emerita cippa di rifiuti e di energia. Garantisce che non provocano tumori e malattie respiratorie”, scrive Grillo.

VENDUTO – “Veronesi è un oncologo, un mestiere che con le centrali nucleari non ha nulla a che vedere. Un vecchio usato dalla politica e che sfrutta la politica. Un senatore del Pdmenoelle”, il che, fra i grillini, è già motivo di critica. E ancora, lanciando un’accusa durissima, per Grillo Veronesi pubblicizzerebbe gli inceneritori per avere più pazienti: un po’ come le case farmaceutiche che provocano le malattie apposta. “E’ la faccia buona del cancro, un imprenditore della salute. Senza una buona diffusione degli inceneritori, infatti, a cosa servirebbero i suoi ospedali?”, dice Grillo, che conclude, caustico: “Formigoni. governatore eletto illegalmente per la quarta volta, si è detto favorevole alla centrale nucleare in Lombardia. Garantirà Veronesi che ha tenuto a precisare che non c’è nessun rischio Chernobyl. Veronesi, nuclearista e inceneritorista, il massimo per un garante.”


giovedì 21 ottobre 2010



Prima di essere eletto, aveva promesso una vera e propria crociata contro gli sprechi;
Ad un consigliere regionale bastano trenta mesi di presenza sugli scranni del parlamentino toscano per avere diritto ad un vitalizio di 1.400 euro (netti) al mese: davvero niente male, anche perché questi soldi, essendo un vitalizio, non vengono conteggiati per la pensione, alla quale vanno a sommarsi. Millequattrocento Euro, è l'importo minimo, di cui ha diritto lo "sfortunato" consigliere che si fa solo 30 mesi di Consiglio: infatti il vitalizio può arrivare fino ad oltre 4.000 euro, se come nella maggior parte dei casi, un consigliere riesce a farsi rieleggere, infatti l'importo si arricchisce, a seconda degli anni trascorsi in Consiglio regionale. Chi è stato consigliere per sei anni prende ad esempio il 23% dell'indennità. Fino ad arrivare a coloro che con 15 anni di consiglio regionale alle spalle ogni mese percepiscono un vitalizio di 4.226 (lorde).
Il vitalizio dura fino alla morte del consigliere e si cumula con la pensione lavorativa. Facciamo un esempio. Mario Bianchi è stato consigliere regionale per cinque anni, e alle sue indennità è stata detratta, per la pensione, una cifra pari a circa 86.000 Euro: visto che il vitalizio verrà percepito una volta raggiunti i 60 anni di età, a Bianchi basteranno 2-3 anni per riprendersi i soldi versati per la pensione, e da li in poi, inizierà a incassare un vitalizio per il quale non ha versato niente. Quei 2-3-4.000 euro di vitalizio, saranno a carico del bilancio della Regione. All'età in cui noi normali cittadini andiamo in pensione, gli ex consiglieri regionali potranno godere, oltre che la pensione che certo non sarà di pochi spiccioli come la nostra, anche di un vitalizio gratuito, alla faccia dei precari che non avranno una nemmeno una misera pensione. Poniamo che Mario Bianchi viva fino a 85 anni: per vent'anni la Regione gli pagherà un vitalizio per il quale non ha versato neppure un euro. Per evitare un mal di stomaco, tralasciamo di fare il conto dei soldi che regaliamo a questo signore, solo perché ha posato il proprio lato B sugli scranni del consiglio regionale. Per tutelarsi al 100% inoltre, i consiglieri regionali toscani hanno pensato bene di istituirlo "reversibile": ovvero alla scomparsa del consigliere infatti il 60 per cento del vitalizio passa alla moglie o alla convivente (per loro valgono i pacs...) e il 15 per cento viene assegnato ad ogni figlio minorenne fino all'esaurimento dell'intero vitalizio. I consiglieri della più rossa delle regioni, si sono fatti un bel "regalino"...








Mogli, figli, parenti e portaborse. Il pass auto rilasciato a politici e consiglieri comunali viene usato spesso impropriamente. I vigili urbani lo scorso anno, a Palermo, hanno multato 10 parenti di consiglieri comunali che circolavano con i permessi intestati agli inquilini di Sala delle Lapidi, mentre un portaborse dell´onorevole Cateno De Luca è stato denunciato per falso perché beccato dai caschi bianchi mentre imboccava contro mano via Roma con una Ford Focus e sul cruscotto aveva un pass fotocopiato e intestato al deputato regionale. Sulla carta il tagliando dovrebbe essere utilizzato soltanto dagli intestatari, che siano deputati nazionali, regionali o consiglieri comunali, nella realtà capita spesso che a utilizzare il pass siano familiari che così si muovono con facilità in città, infischiandosene di targhe alterne o Ztl, parcheggiando gratuitamente sulle strisce blu, il tutto magari per andare a fare la spesa o a vedere un film al cinema.



Riceviamo & pubblichiamo le riflessioni che ci ha spedito una ragazzina di 17 anni, "MiSS MiStAk3", che ringraziamo. Una lettera molto profonda, a cui diamo spazio molto volentieri.

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Buona sera Nocensura.com,
Spero innanzitutto che questa mia mail venga letta e capita.
Premetto di essere una studentessa, diciassettenne e di non avere quindi molta esperienza circa la vita e nemmeno una giusta chiarezza sull'economia o sulla politica.
Però ci tengo a sottolineare la mia preoccupazione, la paura che questo mondo mi fa. E' un mondo dove ognuno (soprattutto chi è dotato di ricchezza e potere) si sente libero di poter fare ciò che vuole, un mondo sulla quale base noi giovani stiamo crescendo, un mondo nel quale l'informazione viene trasformata e clonata in qualcosa di confuso dalla quale diventa difficile trarre conclusioni e capire quale è la Vera realtà dei fatti, capire come veramente ci stiamo muovendo diventa sempre più difficile, più nascosto. Però loro hanno paura, hanno paura che qualche Giusta informazione possa arrivare a noi, possa farci provare Rabbia e voglia di cambiare certe situazioni...Hanno paura di tutto ciò, e noi, noi abbiamo paura di non far provare loro abbastanza di questa paura.
Penso che l'informazione (come un nostro professore ci dice), non arriva nel modo giusto dalla maggior parte dei quotidiani, telegiornali...Ma essendo internet una buonissima risorsa per comunicare qualcosa alla gente, al mondo...Penso che dovremmo darci da fare, migliorare questa situazione di ignoranza sui fatti, sui fatti Reali. Personalmente ammetto di non conoscere molto, ammetto che la maggior parte delle cose che ho appreso le ho apprese dalla scuola, da italiano, per quanto riguarda la Mafia, per economia, per quanto riguarda molte questioni di attualità sulle quali discutiamo con il professore; Posso effetivamente ritenermi più fortunata di altri...perchè tutto ciò nasce dalla scuola, questa mia voglia di voler calmare questa Rabbia tramite un contributo nasce dalla scuola, non dai media che sanno solo manipolare la verità e farcela conoscere sotto altri aspetti, superficializzando quelli più importanti, dando meno importanza a ciò che ne dovrebbe avere di più. Però appunto ripeto, sono fortunata!, ma non tutti lo siamo, non tutti sono nella mia stessa situazione, perchè se così fosse la stessa Rabbia che provo io dentro me fosse provata dalla maggior parte della popolazione non saremmo oggi qui in queste condizioni Schifose!!!
La vita, il futuro è nostro, ci appartiene. però è necessario farlo anche appartenere a noi!! effettivamente e non solamente per modo di dire. Bisogna cercare di capire la Vera Verità, documentarsi, impegnarsi, volere un futuro migliore, una vita migliore.
Non so molto sinceramente se tutte queste mie parole verranno mai lette o prese in considerazione, ritengo sia un buon sito, che ci sia del buon materiale dentro...Non abbastanza però...Non è assolutamente una critica...Anzi quello che fate, che avete iniziato a fare è già tanto! E' l'inizio però...bisogna andare avanti, procedere e fissarsi sullo scopo: Costruire, o forse meglio Ristrutturare un mondo, una vita che più vita e mondo non sono.


MiSS MiStAk3





Con notevole ritardo, (scusate) pubblichiamo l'email di una studentessa Universitaria, che ci illustra circa la situazione delle Università italiane: una descrizione molto sintetica, ma dettagliata, e con tanto di allegati. Ringraziamo Viola per il suo contributo.

SPEDITECI I VOSTRI CONTRIBUTI A: REDAZIONE@NOCENSURA.COM

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Ciao,
seguo regolarmente le vostre notizie sulla pagina facebook. Vorrei farvi presente la situazione universitaria qui a Firenze, credo però che sia altrettanto brutta in altre città e regioni.
Con lo "sciopero" dei ricercatori contro i tagli della Gelmini (di cui fra l'altro si è parlato pochissimo e solo quando lo sciopero era una minaccia) moltissimi corsi sono rimasti scoperti per l'anno accademico del 2010/2011, pertanto alcune facoltà stanno rimandando di giorni o settimane l'inizio dei corsi (di cui ancora non si sa niente) del primo semestre, perchè i ricercatori non terranno lezione e non ci sono abbastanza soldi per coprire tutti gli insegnamenti.
Nella mia facoltà hanno aperto un bando di insegnamenti A TITOLO GRATUITO. Pare che non sia l'unica. Moltissimi studenti non sanno niente, comunque di quello che sta accadendo in questi giorni non se ne parla, quindi avevo pensato di informarvi perchè vorrei che si desse più importanza anche a queste realtà. Inoltre sulla home page delle diverse facoltà ci sono avvisi o notizie su questa situazione. Vi allego il bando sugli insegnamenti gratuiti e un avviso della facoltà di architettura sul rinvio dei corsi. Questi sono i segnali della grave situazione in cui siamo tutti, a partire dalla scuola fino al lavoro.. Mi chiedo come sia possibile anche solo immaginare di offrire un lavoro impegnativo e importante come quello del professore a titolo gratuito.. Mi chiedo cosa succederà alle facoltà e alle università, alla qualità della formazione, della cultura, se vengono a mancare i principi base dell'insegnamento.. Mi chiedo per quale motivo continuo a pagare 2000 euro di tasse (fascia massima) e dove sono i miei diritti di studente...

Grazie per l'attenzione

Viola


Allegati:

mercoledì 20 ottobre 2010

A Torino l’hanno ribattezzata “la parentopoli piemontese” e la vicenda, che pur non ha risvolti illeciti, sta mettendo in serio imbarazzo il governatore Cota. Perchè si ha un bel dire su “Roma ladrona”, sui favoritismi e i nepotismi della Casta, sullo scandalo delle assunzioni dei “soliti raccomandati della partitocrazia romana” a scapito dei tanti giovani che cercano lavoro senza avere la spintarella giusta. Ma etica vorrebbe che quando si passa a governare una Regione, si desse almeno l’esempio che le cose sono realmente cambiate, applicando le teorie alla pratica: largo alla meritocrazia e alla competenza. In Piemonte invece si assiste alla vicenda di mogli, figli e figlie, fratelli e sorelle di assessori e consiglieri che sono stati assunti con contratti di lavoro a tempo determinato come collaboratori grazie a “risorse messe a disposizione di ogni gruppo e nella più assoluta discrezionalità“. Circola una lista di nomi, tutto protocollato e confermato, un piccolo dossier con circa dieci persone imparentate con membri della Giunta Cota e che hanno usufruito di una corsia preferenziale per trovare lavoro. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. Mario Carossa, capogruppo della Lega in consiglio regionale, ha la figlia Michela piazzata nella segreteria del governatore Cota come “addetta collaboratore dell’ufficio di comunicazione”. L’assesssore all’Ambiente Roberto Ravello (Pdl) ha la moglie sistemata nella segreteria dell’Assessore ai Trasporti e collega di partito, William Casoni. I consiglieri del Pdl Francesco Toselli e Rosanna Costa hanno piazzato la sorella delprimo, Maria Cristina, nell’ufficio di “rapporto con il cittadino”, mentre la figlia della seconda, Daniela, fa l’assistente alla mamma. Sempre del Pdl è anche Maria Teresa Armosino, presidente della provincia di Asti: sua sorella Giovanna lavora per il gruppo del Pdl. Sotto accusa anche gli esponenti delle due liste di appoggio a Cota: il capogruppo dei “Pensionati per Cota” ha sistemato la sorella Sabrina a contratto per il gruppo della sua lista. Il capogrupo dei “Verdi per Cota”, Maurizio Lupi, ha battuto ogni record in fatto di parenti collaboratori: la figlia Sara e la moglie Lorella, più i due fratelli Roberto ed Alessandro. Con l’assessore leghista allo Sviluppo economico lavorano invece Giuseppe Cortese e Isabella Arnoldi, marito e moglie nella vita. Uno spaccato parentale di tutto rispetto, visto il poco tempo passato dall’insediamento: non si può dire che la giunta Cota non lavori alacrememnte, soprattutto per sistemare i sodali. Per la “battaglia anticasta romana” c’è sempre tempo: per ora prevalgono le istanze della padagna del magna magna.


Fonte
(Una delle tante)



Chi lo sapeva alzi una mano: il 21 Settembre 2010 la camera dei deputati ha votato per ridurre le pensioni dei parlamentari: ovviamente, alla proposta avanzata da Antonio Borghesi, hanno risposto NO ben 498 deputati dei 525 presenti: (22 favorevoli e 5 astenuti). I nostri 3.302 ex parlamentari continueranno a percepire la loro amata pensione d'oro, che varia dai 3.000 a 10.000 euro al mese a seconda degli anni di legislatura. L'ultima volta che il parlamento aveva votato unito in questo modo plebiscitario, probabilmente avevano votato per aumentarsi lo stipendio. Al presentatore è stato persino chiesto di ritirare la mozione: probabilmente, volevano evitare imbarazzi, ma alla fine, in Italia non c'è di questi problemi: perchè la notizia è stata tenuta ben nascosta: NESSUNA TV E NESSUN GIORNALE NE HA PARLATO!!!



il linciaggio mediatico su giornali e TV che non davano tregua a Fini dando ampia visibilità alle questioni della "casa di Montecarlo" e tutto ciò che poteva contribuire a mettere in imbarazzo e gettare discredito sul presidente della camera Gianfranco Fini, si è fermato: i finiani di FLI sono infatti tornati a votare insieme al PDL: rispetto ai toni che avevano assunto qualche settimana fa, sembra proprio che si siano "calati le braghe", schiacciati dalla potenza mediatica che ha in mano il premier, e che gli aveva scatenato contro. Le valutazioni del caso, le lasciamo a voi....

Lo staff di questo sito NON è tra i 10.000.000 di italiani che impazziscono per il grande fratello.



Premesso che dargli un'occhiata certo non costituisce "peccato", noi crediamo che questo genere di TV spazzatura sia alla base del decadimento morale ed etico della nostra società.

Questo genere di programmi servono solo per imporre ai nostri giovani ''status simbol" sbagliati, fare insorgere in loro complessi, fargli sognare il facile successo e distogliere l'attenzione dei cittadini dalle porcate e dai soprusi che quotidianamente perpetrano a nostro danno i potenti, nel più totale e assoluto silenzio generale dei mass media.







domenica 17 ottobre 2010
Cari amici,
cercando tramite il motore di ricerca del nostro sito informazioni sul triste caso di Marcello Lonzi, sono rimasto impressionato dalla quantità di risultati che mi sono trovato davanti: la vicenda è menzionata e approfondita da numerosi siti, mentre sui giornali e le TV dei potenti, non ha MAI trovato il minimo spazio... guardacaso!

Fino a pochi anni fa, quando l'informazione era prerogativa di giornali e TV, era facile per loro abbuiare, occultare, nascondere: ma ora grazie alla grande rete le notizie riusciamo a farle circolare, i blogger che fanno informazione sono sempre di più, così come aumentano in modo esponenziale gli utenti e di conseguenza, i potenziali lettori. Anche i social network giocano un ruolo fondamentale nella diffusione di notizie e informazioni,
che vengono facilmente condivise con la cerchia dei propri conoscenti.

La situazione gli sta probabilmente sfuggendo di mano, l'informazione, che qualcuno vuole controllatissima, sta eludendo sempre più il "controllo" a coloro che hanno interesse a censurare, a nascondere, abbuiare informazioni. Non a caso, ipotizzano "leggi bavaglio", in modo da limitare un fenomeno che probabilmente, percepiscono come pericoloso: perché la gente non deve sapere, anzi deve sapere... ciò che pare a loro...

La rete è una risorsa unica, uno strumento di libertà e democrazia, facciamone tesoro!

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