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sabato 11 dicembre 2010
La tabella è riferita alle elezioni politiche 2008
Una breve rinfrescata storica è d'obbligo. Il finanziamento pubblico ai partiti è introdotto dalla Legge Piccoli n.195/1974, che interpreta il sostegno all'iniziativa politica come puro finanziamento alle strutture dei partiti presenti in Parlamento, con l'effetto di penalizzare le nuove formazioni politiche. Dopo una serie di referendum falliti per vari motivi, il referendum abrogativo dell'aprile 1993 vede il 90,3% dei voti espressi a favore dell'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, nel clima di sfiducia che succede allo scandalo di Tangentopoli. L'Italia però si libera di questa gabella incivile e medievale che mira solo a consolidare le posizioni e mantenere per sempre lo status quo parlamentare solo per pochissimi mesi.


Con quello che può moralmente definirsi come uno dei più grandi tradimenti del volere popolare nello stesso dicembre 1993 il Parlamento aggiorna (con la Legge 515/1993) la già esistente legge sui rimborsi elettorali, definiti “contributo per le spese elettorali”, subito applicata in occasione delle elezioni del 27 marzo 1994. Per l'intera legislatura vengono erogati in unica soluzione 47 milioni di euro. Vi sembrano tanti? Leggete avanti e rimarrete di stucco!
In pratica, aggirando il referendum e modificando un paio di definizioni i partiti tornano a appropriarsi impunemente e legalmente del denaro dei cittadini. Ma la storia prosegue: con la Legge 2/1997, intitolata “Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici”, si reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti. Il provvedimento prevede la possibilità per i contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, di destinare il 4 per mille dell'imposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici (pur senza poter indicare a quale partito), per un totale massimo di 56.810.000 euro, da erogarsi ai partiti entro il 31 gennaio di ogni anno. Per il solo anno 1997 viene introdotta una norma transitoria che fissa un fondo di 82.633.000 euro per l'anno in corso (nonostante le adesioni siano minime). Da 47 a 82,6 milioni di euro in 3 anni. Vi sembrano tanti? Leggete avanti.
La Legge 157/1999, dietro il titolo “Norme in materia di rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e referendarie” reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti. Il rimborso elettorale previsto non ha infatti attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali. La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa (l'erogazione viene interrotta in caso di fine anticipata della legislatura). Da 47 a 82,6 a 193,7 milioni di euro! Vi sembrano tanti? Leggete avanti.
La normativa viene modificata dalla Legge 156/2002, “Disposizioni in materia di rimborsi elettorali”, che trasforma in annuale il fondo e abbassa dal 4 all'1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale. L’ammontare da erogare, per Camera e Senato, nel caso di legislatura completa più che raddoppia, passando da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro. Infine, con la Legge 5122/2006, l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Con quest’ultima modifica l’aumento è esponenziale. Con la crisi del governo Prodi del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, giacché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV e alla XVI Legislatura. Cioè se non fosse chiaro: fino al 2011 anche l'Udeur di Mastella continuerà a percepire i rimborsi elettorali per la tornata del 2006, mentre i partiti che hanno raccolto almeno l'1% dei consensi stanno prendendo i rimborsi sia relativamente al 2006 che alle elezioni 2008 e sono sistemati fino al 2013.
In questo senso una crisi di governo prima del 2011 porterebbe gli italiani a dover pagare i contributi ai partiti per ben 3 legislature (seppure non terminate): 2006, 2008 e 2010/2011. Un furto alla luce del sole.
Nelle tabelle che accompagnano questo articolo vi proponiamo, stando ai dati della Corte dei Conti, i soldi che i partiti stanno percependo in virtù delle ultime tornate elettorali. Secondo l'ultima norma, infatti, per ogni elettore i partiti si autoassegnano 1 euro e poi si distribuiscono i denari in base ai risultati elettorali senza praticamente dover dimostrare nulla. Non esiste praticamente distinzione politica tra centro, destra e sinistra: tutti si adoperano alla grande per far sparire dalle tasche dei cittadini quanti più soldi possibili.
rimborsi_partiti_1994_2009








Per tutti basta un dato: a fronte di spese dimostrate di 579 milioni di euro, dal 1994 al 2008 i partiti si sono spartiti nientepopodimeno che 2,25 miliardi di euro, con un utile di ben 1,67 miliardi di euro. Vi sembra tanto? Sì è proprio tanto!
Traetene le vostre considerazioni ed aiutateci a far arrivare queste informazioni a quanti più cittadini possibile divulgando questo articolo.
fonte


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3 commenti:

Anonimo ha detto...

da qui si vede che sia la destra che i "benefattori" di Sinistra sono solo dei ladri incapaci di portare avanti un paese, ma capacissimi di fare i conti in tasca ai contribuenti.
Solo grazie a questo sito riusciamo a capire i motivi di un deficit pubblico, che da 20'anni a questa parte, sembra che non si colmi mai,sono tutti bravi a parlare, pensano a fare a pezzi Il psico Nano, con i leghisti e i finiani, e hai veri problemi non ci pensano mai, le loro tasche dei pantaloni hanno le ZIP, i nostri invece sono liberi di prendere aria e mani sconosciute.
Parlano di Riforme, di legge elettorale, di fare elezioni nuove, e noi stiamo come dei babbei a guardarli, incapaci di poter fare qualcosa....
Welcome to Italy....
welcome to the jungle....

Anonimo ha detto...

APRILE 2011 CI RISIAMO!!!!!!!

La proposta bipartisan è stata presentata dal tesoriere del Pd Ugo Sposetti e sottoscritta da58 deputati di maggioranza e opposizione. Inserita proprio in questi giorni all'esame della commissione Affari Costituzionali della Camera, la proposta mira a rivedere il meccanismo di rimborsi elettorali previsto dalla legge e potrebbe portare nelle casse dei partiti, secondo alcune stime, altri 185 milioni di euro.
Ugo Sposetti (PD), tesoriere dei Ds, ha proposto di estendere il rimborso anche alle fondazioni di partito.

QUESTO E' IL PUNTO SU CUI CONVOGLIARE TUTTE LE PROTESTE IN ITALIA!

::::GUERRA MEDIATICA E DI SLOGAN:::

TUTTI I MOVIMENTI, TUTTI GLI OPERAI, I PASTORI, I PRECARI, LE PIAZZE, I VIOLA

:::::::TUTTI INSIEME:::::::::::::::

INIZIAMO A CHIEDERE DI PAGARE "LA MANUTENZIONE DELLA FINANZIARIA" O LA GUERRA IN LIBIA CON I RIMBORSI ELETTORALI!!!!!!

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!TUTTI UNITI NELLA LOTTA!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

ma perche non si fa niente? perchè non ci riprendiamo il nostro paese? la verità e che tutti se ne fregano, prima per qualunque situazione si scendeva in piazza e si combatteva per la conquista di un ideale. Ora tutti pensano a come fare soldi...moralità,onestà,senso della patria e andato tutto perdutO.
Bisogna riconquistare di nuovo tutti i nostri privilegi di una democrazia!

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