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Se si arriva alla realizzazione del progetto, la torre sarà costruita in uno dei nuovi quartieri urbani come l’area di New Belgrado o il Porto di Belgrado. La proposta di base del design, del come apparirà la torre, è stata concepita da un giovane designer Maria Popivoda, ma nota che l’Accademia è solo il primo suggerimento di come sembrerà la torre, che vuole incoraggiare altri architetti e designer di pensare ad progetti, secondo il Blic Belgrado.
“Vogliamo creare un luogo da dove mandare i nuovi prodotti nel mondo, e non solo che i prodotti provengono da tutto il mondo da noi. La Serbia non ha ancora un centro di sviluppo di questo tipo, che viene associato ad altri centri di sviluppo in Europa e nel mondo. Noi non abbiamo una condivisione di informazioni con il mondo, ed questo è essenziale per qualsiasi sviluppo ”, ha detto Rajačić.Condividi su Facebook

Napoli, arrestati la vice di Bertolaso e l´ex prefetto Catenacci. Indagato Bassolino. In manette 14 persone. I pm: "Gravissimo e irreparabile disastro ecologico"
Il mare di Napoli umiliato dalla crisi rifiuti. Non c´erano solo i sacchetti accumulati nelle strade, a ferire il territorio alle prese con un´emergenza infinita che proprio in queste ore si riaffaccia alle porte della città. Nelle acque del Tirreno i depuratori della regione hanno sversato, a partire dal 2006 e almeno fino al dicembre 2007, enormi quantità di percolato, il residuo liquido prodotto dalla spazzatura, a causa di quella che i magistrati definiscono come «una scelta obiettivamente scellerata», ritenuta in grado di determinare «un gravissimo e irreparabile disastro ambientale, incidente sugli equilibri biologici e marini e sulle stesse condizioni di vita umane e animali, con conseguente pericolo per la pubblica incolumità».
Per quanto riguarda la composizione per eta' della popolazione, negli ultimi dieci anni la percentuale di individui di 65 anni e oltre e' aumentata dal 18,4% nel 2001 al 20,3% nel 2011, con un incremento di ben 1,8 milioni di individui per questa classe di eta'. Nello stesso periodo, il numero di ragazzi fino a 14 anni di eta' e' aumentato di circa 348 mila unita', portando la relativa quota al 14% del totale (14,3% nel 2001). Particolarmente veloce la crescita della popolazione di 85 anni e oltre. Nel 2001, i cosiddetti "grandi vecchi" erano 1 milione 234 mila, pari al 2,2% del totale. Oggi, sono 1 milione 675 mila, pari al 2,8% del totale. La stima delle persone ultracentenarie si e' addirittura triplicata dal 2001 al 2011, da circa 5 mila 400 individui a oltre 16 mila. Oltre i 65 anni di eta' le donne sono in numero nettamente superiore rispetto agli uomini poiche', come noto, vivono mediamente piu' a lungo.
Come conseguenza dell'aumento della popolazione anziana, l'eta' media della popolazione continua a crescere: da 41,7 anni nel 2001 a 43,5 nel 2011. Tuttavia, c'e' da considerare che il profilo strutturale per eta' della popolazione varia considerevolmente sul piano territoriale, benche' tutte le regioni, nessuna esclusa, siano interessate dal processo di invecchiamento.
Un occhiata alle statistiche demografiche:

Dopo la legge-bavaglio sulla stampa, a Budapest sono cominciate le epurazioni nelle istituzioni culturali. Un mix di populismo contro lo "spreco di denaro pubblico" e di campagna contro "ebrei e omosessuali"
Gàspàr Miklòs Tàmàs, grande intellettuale dai tempi del dissenso, è stato il primo sulla lista nera dei licenziati dall´Accademia delle scienze. Solo un appello di duemila filosofi di tutto il mondo ha spinto il potere ungherese a sospendere il provvedimento. Ròbert Alfoeldi, direttore del prestigioso Teatro nazionale, è stato licenziato su due piedi e insultato dagli estremisti come «traditore, ebreo, omosessuale».
Il grande pianista di fama mondiale Andràs Schiff, diffamato con insulti antisemiti da un editorialista amico del premier, non vuole più suonare in patria. Musei, gallerie, teatri dell´Opera hanno già cambiato titolare o stanno per cambiarlo d´autorità. Gli epigoni di Gyorgy Lukàcs - Michael Vajda, Agnes Heller, Sàndor Radnòti - sono accusati di aver speso troppo per gli studi filosofici, e per l´inchiesta vengono a volte convocati in commissariato. A Budapest, presidente di turno della Ue, la legge-bavaglio non è stata che un inizio. Regna un clima di Grande Epurazione, caccia alle streghe contro l´intelligentsija.
"Tre anni di mercato in flessione hanno prodotto il dato allarmante di uno stock di 'giacenze' che ha ampiamente superato i 100 mila alloggi e oggi si attesta intorno ai 120 mila appartamenti invenduti". E' l'allarme lanciato dalla Commissione ambiente della Camera nel documento conclusivo dell'Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare, presentato oggi.
Nel corso di varie audizioni, la Commissione spiega di aver raccolto "dati negativi" che sembrano "accentuare gli elementi di preoccupazione per il permanere di una tendenza negativa nel settore delle costruzioni che, a differenza di altri settori industriali, non sembra avere ancora toccato il punto minimo della caduta ciclica, e ha continuato a mostrare segnali che restano sfavorevoli".
La crisi, ha certificato il lavoro svolto dalla commissione parlamentare, è generalizzata e riguarda non solo il numero di abitazioni invendute, ma anche la diminuzione dell'erogazione di mutui immobiliari, il peggioramento della qualità del credito erogato, quello che il documento finale definisce il "preoccupante fenomeno di mancato accesso all'abitazione", fino all'aggravarsi del fenomeno degli sfratti.
Nel discusso incontro annuale del World Economic Forum a Davos, la Svezia ha dato lezioni di finanza e di economia. L'esperienza portata dal Primo ministro Fredrik Reinfeldtha dimostrato che è possibile trascinare un paese fuori dalla crisi in maniera etica.Non è mera propaganda politica l'annuncio che la Svezia sia uscita da una delle più gravi recessioni a livello planetario. Stoccolma rappresenta indubbiamente un modello che deve essere studiato dagli altri governi. È vero, il Paese scandinavo non rientra nell'eurozona dal momento che un referendum popolare sancì la permanenza della Corona che adesso vanta un'invidiale stabilità sul mercato monetario.
Differentemente da quanto accaduto nel resto del mondo, il governo svedese non ha dato un solo centesimo dei contribuenti alle banche o alle aziende in crisi non competitive: il concetto di Tbtf, Too big to fail (azienda troppo grande per lasciarla fallire) non esiste. Invece di utilizzare i soldi dei contribuenti per colmare i buchi delle aziende e le perdite industriali, il governo svedese ha spostato tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo. La scelta è caduta sulla salvaguardia del lavoro - vero elemento di stabilità - più che su un effimero ripianamento dei debiti privati.
Altrove, i governi cercavano misure per arginare le perdite per riparare errori verificatisi nel passato; a Stoccolma si pensava al futuro, si investiva per ciò che doveva avvenire e ridurre al minimo i costi di una nuova eventuale crisi. A proposito di crisi che verranno (si tratta solo di "quando" non certo di "se"), la Svezia - che ha imparato la lezione agli inizi degli anni '90 quando il sistema bancario nazionale fu colpito nel profondo - ha istituito una "tassa di stabilità" a carico delle banche: un contributo su base annua versato dagli istituti di credito e finanziari per la formazione di un fondo gestito da un'agenzia governativa che ha lo scopo di "salvare" le banche da una futura recessione. In questo modo il governo non dovrà accollarsi titoli tossici - che cadrebbero sulle spalle dei contribuenti - ma sarebbero le banche stesse a pagare il proprio "salvataggio".

Simone La Penna, il detenuto di 32 anni morto il 26 novembre del 2009 nel carcere di Regina Coeli dove scontava una pena detentiva per droga, era in precarie condizioni di salute, tanto che avrebbe dovuto essere trasferito in una struttura sanitaria. Inoltre non gli sarebbero state prestate le cure necessarie. E' quanto hanno rilevato i consulenti del pubblico ministero Eugenio Albamonte che per la morte del detenuto, avvenuta per crisi cardiaca, sono indagati a Roma 7 tra medici e infermieri della struttura sanitaria del carcere.
Sulla base di quanto accertato dai consulenti il pm dovra' ora rivedere la posizione degli indagati. Per quanto riguarda l'inchiesta Albamonte chiedera' una proroga e prossimamente potrebbe ascoltare la convivente di La Penna che ha chiesto di poter fornire elementi utili per le indagini.
fonte: Adnkronos
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Immaginate che
un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.
L'INTERROGATORIO DI NICOLE MINETTI, NUOVE INDISCREZIONI - Il premier chiamò Nicole Minetti mentre era a cena in un ristorante milanese con il fidanzato. "Berlusconi mi pregò di andare in Questura. Io ero un pò titubante, anche perché non conoscevo bene Ruby. Anzi, ora mi viene in mente, Berlusconi mi disse: "Vai tu perché sei incensurata e ti presenti bene", non so se aggiunse anche che ero consigliere regionale e quindi più affidabile". Sono i nuovi dettagli dell'interrogatorio della consigliera regionale. Il presidente, quando la Minetti andò in questura, si aggiornò più volte per capire come stava andando. "Il presidente mi telefonava e mi chiedeva: "Come sta andando?", voleva essere messo al corrente dello sviluppo della vicenda. Io penso che le ragioni del suo interessamento potessero essere due: era preoccupato che a quell’ora di notte tardi mi aveva mandato in Questura", e poi "Ruby era una ragazza problematica", anche «molto estroversa e loquace".
RELAZIONE SENTIMENTALE E SESSUALE CON IL PREMIER - Per giustificare i suoi stretti rapporti personali, le migliaia di euro versati sul suo conto direttamente dal premier, Nicole Minetti ha raccontato della sua relazione sentimentale e sessuale con il premier, senza specificare l'arco di tempo. A gran parte delle domande sul ruolo che lei, secondo l'accusa, avrebbe avuto nel 'gestirè le ragazze e la loro partecipazione ai 'festinì ad Arcore, la consigliera regionale però non ha voluto rispondere. Un 'silenziò ritenuto significativo dagli inquirenti e che fa dire a fonti della Procura che l'interrogatorio di è stato "esaustivo" e che non c'è necessità di sentirla ancora. Non è dello stesso avviso il legale della Minetti, Daria Pesce, che avrebbe voluto un nuovo interrogatorio per la sua assistita. Ma non ci sarà nessun nuovo incontro tra i pm milanesi e la Minetti e la conferma è arrivata dalla procura.
Il bonifico andò dunque sul conto della madre della ragazza che ebbe tra i suoi ospiti, alla festa dei 18 anni, nel 2009, proprio il presidente del Consiglio. Fu quella l'occasione che scatenò l'uscita polemica di Veronica Lario nei confronti dell'allora marito e che avrebbe poi portato alla rottura del matrimonio di Berlusconi.
Noemi aveva raccontato della sua lunga frequentazione con il premier, che chiamava "papi" e che conosceva da anni come amico di famiglia. Perché la mamma di Noemi ricevette quei soldi da Silbio Berlusconi? Proprio quel "soprannome", "papi", viene ripetuto in continuazione nei discorsi intercettati dalle ragazze di via Olgettina e delle feste di Arcore. Anche se lei, Noemi, parlò sempre di "amicizia tenera, parliamo molto". Ma quei soldi versati alla mamma aprono un nuovo mistero nella vicenda.
Gli appartenenti alle minoranze riconoscibili sono infatti vittime di discriminazione multipla cinque volte più frequentemente degli appartenenti a minoranze meno identificabili, come ad esempio quelle slave. Anche l’età e il genere favoriscono la discriminazione multipla, rileva la Fra: per esempio, i giovani uomini appartenenti a minoranze etniche o immigrati tendono a segnalare alti livelli di trattamento discriminatorio. Anche essere poveri non aiuta: circa il 46% degli intervistati che hanno subito varie forme di discriminazione si concentra nel quartile di reddito più basso.
L'abisso di una domenica normale è stato toccato alle 13.05 in punto davanti al supermercato Dico di via Caterina Troiani, più Torrino che Mostacciano, più a Sud che Ovest di Roma, profumo di timballo e rumori di Raccordo, freddo e pioggia sottile. Tra i carrelli lasciati alla rinfusa - come in un romanzo di Mc Ewan, ma esattamente alla rovescia - qualcuno aveva deciso di lasciare anche la piccola Lara, tre anni neppure compiuti, morettina, ben curata, con certe vezzose scarpette rosa che non potevano non attirare l’attenzione. E infatti l’hanno attirata. Una signora del quartiere, con le mani ancora impegnate dalle buste, l’ha vista e l’ha presa. E l’ha portata alla Polizia. E lì sono iniziate le cinque ore più lunghe dell’ancora brevissima esistenza di Lara. La bambina è finita fortunatamente tra le braccia di una donna, Maria Sironi, dirigente del commissariato di Spinaceto. E davanti alla dirigente del commissariato di Spinaceto ha poi cominciato ad aprire bocca.Italianissima la piccola Lara, come per farci toccare più da vicino l’abisso, e con una parlantina sciolta, in grado di riferire i nomi della mamma e dei nonni, di far capire che il suo papa è in carcere, e anche più o meno di indicare dove abita. Ma non in grado - e qui è cominciato il il vero dramma - di dire il suo cognome. Non c’è stato niente da fare, proprio non lo ricordava.
Non ci sono soltanto i processi lumaca a rendere amara la vita nei tribunali, perchè certe volte la giustizia può diventare crudele in tempi rapidi ma sbagliando clamorosamente. Come è successo a Marco Moreschini, 34 anni, che oggi avrebbe una vita diversa, magari più bella, se quattro anni fa le forze dell’ordine avessero mandato la foto giusta ai magistrati che cercavano un suo omonimo. Cioè quella del vero Marco Moreschini, nato negli anni’60, sospettato di essere coinvolto in una rapina violenta. Purtroppo per un errore inspiegabile inviarono la foto del Marco più giovane. Che da quel momento è stato privato della libertà per due anni, è stato condannato in un primo processo per un crimine mai commesso, ha rischiato di gettare la vita al vento. Un calvario terminato la scorsa settimana, quando il Tribunale di Roma si è occupato nuovamente del suo caso dopo che la Corte d’Appello aveva annullato la prima condanna e lo ha dichiarato innocente. E ammettendo anche la distrazione di chi confuse le foto da esaminare. Negligenza rimarcata più volte dal pubblico ministero nel corso della discussione.
Mentre il mondo medita sul destino dell’Egitto nel dopo Mubarak, gli americani invece meditino su quello che segue: è abbastanza probabile che se Mubarak non avesse governato da dittatore negli ultimi 30 anni, il World Trade Center sarebbe ancora in piedi. Una verità che resta tale benché il regime di Mubarak non sia venuto meno nell’essere un alleato affidabile degli Stati Uniti, un partner nei nostri sforzi di antiterrorismo e un nemico del radicalismo islamico. E forse, proprio per queste ragioni, tale affermazione resta vera.
In un libro sulla storia di al Qaida,“The Looming Tower”, Lawrence Wright solleva la possibilità che “ la tragedia statunitense dell’11 Settembre sia nata nelle prigioni d’Egitto.” Con le “visiting imprisonment” (ovvero le incarcerazioni in Egitto di individui invisi agli Usa), la tortura e l’esilio dei leader egiziani della Fratellanza musulmana, Mubarak ha sicuramente impedito qualunque possibilità di rivoluzione islamica nel suo paese. Al tempo stesso però, Mubarak ha permesso la radicalizzazione e l’internazionalizzazione degli islamisti egiziani, sino a spingere uomini come Ayman al-Zawahiri ( il luogotenente di Osama bin Laden e forse l’odierno cervello di al-Qaida) fuori dai confini politici egiziani, proiettandolo al jihadismo globale.


In aumento il fenomeno dell'intervento estetico pagato a rate: decolleté, naso e palpebre costano circa 5mila euro
Due misure in più di reggiseno, un naso più dritto, palpebre non cadenti: per molti italiani non sono consumi voluttuari, ma "esigenze irrinunciabili", tanto da spingere migliaia di famiglie a indebitarsi pur di permettere alla moglie, alla sorella, alla figlia, di coronare un sogno estetico anche in un momento di vacche magre. Il fenomeno del "seno nuovo a rate" è solo la punta dell'iceberg di un settore che, come e più di altri, sta pagando duramente la crisi: quello della chirurgia estetica. «L'impatto della crisi è stato devastante - ammette Andrea Grisotti, presidente della Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica -. All'inizio, tre anni fa, non la sentivamo; ma ora gli italiani si rendono conto che i soldi stanno finendo e chiudono i cordoni della borsa. Gli interventi sono calati del 40 per cento rispetto a due anni fa».

Martedì 26 gennaio, Camera dei Deputati, discussione sulla mozione di sfiducia al ministro Bondi. Un deputato del Pdl si mette a navigare su internet grazie al suo IPad e si intrattiene sul sito escortforum.net. Il deputato ultraquarantenne, cravatta di Marinella e capelli riportati a coprire una discreta calvizie, inforca gli occhiali (che di solito non porta) e scruta a lungo immagini e profili di due professioniste, Dollyy e Daisy: sono romane, non fumano, ricevono a casa o in hotel, previo preavviso. Lo ha scoperto il settimanale OGGI, in edicola da mercoledì 2 febbraio 2011.
Ma, a partire da una foto curiosa scattata quel giorno, Affaritaliani.it svela il mistero: si tratta di Simeone Di Cagno Abbrescia, nato a Paolo del Colle il primo aprile del 1944. E' un imprenditore nel settore immobiliare e del turismo. Laureato in giurisprudenza, aderì a Forza Italia sin dalla sua fondazione. Eletto sindaco di Bari nel 1995, è stato riconfermato dal voto del 1999 e ha ricoperto l'incarico sino al 2004. Nel 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati per Forza Italia, dove è stato riconfermato nel 2008 nelle liste del Popolo delle Libertà. Nel 2009 è stato nuovamente candidato sindaco di Bari, raccogliendo il 46,05% al primo turno e il 40,19% al ballottaggio, venendo sconfitto dal sindaco uscente Michele Emiliano.

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Tre ventenni della Val di Fassa sono indagati dalla Procura di Trento per tentato omicidio e violenza sessuale di gruppo. Sono accusati di avere compiuto un pestaggio a sfondo omofobo ai danni di un cuoco inglese, presunto gay, e di averlo poi brutalizzato con bastoni.
Sabato 22 gennaio
- E’ morto un omonimo di Silvio Berlusconi. Fuocherello.
- Tirana. Il popolo protesta contro il governo corrotto. Ancora una volta gli Albanesi fanno il lavoro che dovremmo fare noi Italiani.
- L’avvocato Giulia Bongiorno è diventata mamma. Andreotti, naturalmente, farà il padrino.
È di nuovo festa, festa grande, tra i grandi marchi del lusso. Gioielli, orologi, pelletteria, auto sportive: le aziende annunciano ricavi in crescita a doppia cifra e profitti in forte ripresa. E’ il caso di Bulgari e Tod’s, per citare le ultime due società del settore che hanno comunicato i dati del bilancio 2010. Numeri positivi, accompagnati, ormai sono mesi, da rialzi continui in Borsa. Insomma, il lusso va forte. Con buona pace della crisi. E di un contesto generale che vede l’economia ferma, o quasi, i consumi in calo e sempre più famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese: addirittura una su tre, racconta il rapporto dell’istituto di ricerca Eurispes presentato venerdì.
Insomma, la recessione non c’è più, perchè, dicono le statistiche, in buona parte dell’Europa il Pil ha ripreso a crescere, seppure di pochissimo. Tutto questo, però, non basta a rilanciare i consumi. C’è poco da fare: le famiglie hanno pochi soldi da spendere. E allora l’industria frena. I beni di lusso, invece, vanno controcorrente. La crescita c’è, eccome. Possibile? Sì, possibile, per almeno due buone ragioni, spiegano gli esperti.
In Europa, una percentuale di spazzatura che varia dal 40 al 60 per cento (come nel caso della Germania) è utilizzata per produrre energia. Il beneficio è duplice: da un lato si abbassa il costo della bolletta energetica di paesi generalmente importatori e dall’altro versante si alleggerisce il peso della catena dei rifiuti con il loro virtuoso riciclo.
In Italia, dove la produzione di immondizia ha superato i 33 milioni di tonnellate l’anno, purtroppo la percentuale crolla al 14 per cento, mentre oltre il 60 per cento dei rifiuti finiscono ancora nelle discariche. Perché tanta differenza?
Innanzitutto siamo a corto di impianti: basti pensare ai nostri 53 termovalorizzatori rispetto ai 127 della Francia. E in secondo luogo la raccolta differenziata, senza la quale non è possibile alcuna forma di riciclaggio, non arriva al 30 per cento, nonostante una legge che fissa l’obiettivo minimo al 50 per cento. E’ inutile aggiungere che, anche sotto questo punto di vista, le Italie sono almeno due.
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Alla beffa per un’opportunità sprecata si aggiunge, infine, il danno di uno smaltimento illegale. Prendete il caso dei pneumatici, quelli che periodicamente cambiamo alle nostre auto, che possono rappresentare un recupero energetico fino al 33 per cento dei loro materiali. Negli ultimi quattro anni sono state smaltite in 1049 discariche abusive (pari a sei milioni di metri quadrati di territorio) oltre 87.000 tonnellate di pneumatici fuori uso. Una follia. E un circuito di illegalità, tanto che di queste discariche, talvolta controllate dai clan della malavita, ne sono state sequestrate 230 in Puglia, 159 in Calabria, 141 in Sicilia e 131 in Campania.
Con quei copertoni avremmo potuto produrre energia a buon prezzo, risparmiare sui costi delle bollette come consumatori e come sistema Paese, e invece abbiamo creato un gigantesco inquinamento ambientale. Per la bonifica delle discariche, infatti, serviranno 400 milioni di euro e poiché non ci sono è facile immaginare che mentre in Europa i rifiuti illuminano sempre di più, in Italia alimentano il buio della sporcizia e del malaffare.
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Il “turbamento” di Tarcisio Bertone di fonte al Rubygate, il richiamo di Ratzinger a “ritrovare le radici morali” e lo “sgomento” di Bagnasco, equamente distribuito fra il premier poco sobrio e i magistrati che indagano troppo, riportano alla mente i casi di Noemi Letizia e di Patrizia D’Addario.
Il Parlamento è diventato un posto per “piazzare” mogli, parenti e amici scontenti. Questa “moda” ha contagiato un po' tutti. Quasi nessun partito si salva.Condividi su Facebook
Il “caso” Ruby si fa sempre più intrigante.La “Mister X” è la brasiliana Iris Berardi.Il segretario del PD, Pierluigi Bersani, ha chiesto un passo indietro ai duellanti Umberto Ranieri e Andrea Cozzolino. Entrambi si devono fare da parte, perché sono nomi bruciati e non più papabili. Il bassoliniano ha minacciato di uscire dal PD per creare una lista civica. A questo punto, tutti si chiederanno chi sarà il candidato sindaco del centro sinistra a Napoli?
I tipi “pensanti” del Partito Democratico hanno pensato ad una soluzione esterna. Roberto Saviano e Walter Veltroni hanno proposto Raffaele Cantone. Il magistrato anti-camorra ha subito declinato l’invito. Cantone ha dichiarato “E' un salto che non ritengo opportuno fare. Sono un magistrato e penso che ciascuno debba fare al meglio il suo mestiere. Perciò il mio nome come nuovo candidato sindaco a Napoli non lo vedo”.
Lo afferma un editoriale pubblicato dal Journal of the American medical Association (Jama), che ha evidenziato i rischi derivanti dall'abuso di queste bevande.
“Le azioni in alcuni paesi contro la fabbricazione di bevande in cui energy drink e alcolici sono già mixati è stato un primo passo importante, ma bisogna continuare l'azione - scrive Amelia Arria, dell'università del Maryland - gli individui possono infatti ancora mixare le bevande da soli, inoltre non esiste nessuna regolazione della quantità di caffeina che questi drink possono contenere”.
La crisi economico-finanziaria non nasce solo dagli squilibri internazionali. Ha come causa anche una crescente disuguaglianza nella distribuzione del reddito negli Stati Uniti. I salari dei lavoratori con basso tasso di istruzione sono infatti fermi da trent'anni, mentre l'economia americana è cresciuta del 100 per cento. Per adeguare i consumi a quel livello di crescita economica, la metà della popolazione ha fatto ricorso al debito, alla fine diventato insostenibile. La soluzione della crisi passa per politiche redistributive politicamente difficili da accettare.
Molte analisi e commenti sostengono che gli squilibri internazionali siano la causa prima della crisi economica. Soprattutto, lo squilibrio nella bilancia commerciale e dei pagamenti tra Cina, paese esportatore e risparmiatore, e Stati Uniti, paese importatore. Per questa ragione, gran parte del dibattito sulle vie d’uscita dalla crisi riguarda l’aggiustamento dei tassi di cambio tra Cina e resto del mondo. I tassi di cambio delle monete possono contribuire alla soluzione degli squilibri internazionali, ma ben poco possono fare per risolvere la seconda causa importante della crisi economica: il crescente squilibrio della distribuzione dei redditi negli Stati Uniti.

Stop una volta per tutte alle telefonate pubblicitarie indesiderate. Da lunedì 31 chi è sull'elenco telefonico e non vuole più ricevere chiamate, può iscriversi al Registro delle opposizioni per bloccare pubblicità, offerte commerciali e sondaggi. L'iscrizione si può fare semplicemente on line, e non occorre per chi ha già deciso di non apparire più sull'elenco telefonico. In questo caso, infatti, le chiamata commerciali sono già vietate da tempo.
Come funziona il Registro - Il Registro pubblico delle opposizioni, nato tre mesi fa con la riforma del Codice per la protezione dei dati personali, raccoglie i dati degli abbonati presenti negli elenchi telefonici pubblici che non desiderano più essere contattati telefonicamente per scopi commerciali, promozionali o per ricerche di mercato. Il sistema è gestito dalla Fondazione Bordoni, ente di ricerca che fa capo al Ministero dello sviluppo economico. Per gli utenti che decidono di iscriversi nel Registro scatta, dunque, il divieto di telefonate indesiderate, pena pesanti sanzioni per gli operatori. Gli operatori di teleselling, infatti, da ora in poi debbono necessariamente consultare il Registro prima di avviare qualunque tipo di operazione promozionale. Incrociando i dati in loro possesso con quelli presenti nell'elenco dovranno escludere chi non vuol ricevere telefonate.
Non solo scippi, furti di veicoli e furti nelle abitazioni. Dall’inizio degli anni Novanta in Italia anche gli omicidi sono notevolmente diminuiti: tra questi, l’unica tipologia che ha visto un incremento nell’ultimo ventennio è quella degli omicidi che si consumano in famiglia. Nel 2007, in particolare, nel nostro paese sono stati commessi circa 10 omicidi volontari per milione di abitanti. Sono i dati contenuti nel rapporto "Noi Italia", presenato oggi dall'Istat.
Salman si sveglia prima dell'alba. Poi va a cercare di far la giornata, a offrirsi a decine di caporali. Se va bene, lo prendono in un cantiere (40 euro al giorno) o in una serra (30 euro). Nove ore di lavoro filate, ovviamente senza alcun contratto. Se va male, resta a casa. Tutte le mattine, ogni giorno è così.
Nel 2002 Salman non era venuto dalla Tunisia per ingrossare le fila di un esercito di sfruttati. Ma ci è finito dentro comunque. E adesso lavora nella zona più oscura del lavoro nero, quella dei due settori più devastati dal fenomeno del caporalato: edilizia e agricoltura. Dove ci si scambia manodopera a bassissimo costo, a seconda delle giornate.
Salman non sarà a Roma il 24 gennaio. Troppo costoso il viaggio dalla provincia di Ragusa dove vive e lavora. Ma per lui e per tutti quelli come lui, lunedì prossimo potrebbe essere un giorno importante. Le organizzazioni Fillea e Flai, i due comparti di Cgil che si occupano rispettivamente degli edili e dei braccianti, hanno indetto un'assemblea nazionale congiunta. Durante i lavori verrà presentata una proposta alla politica: l'introduzione del reato di caporalato con pena da 3 a 6 anni. Ancora oggi, infatti, per i mercanti di braccia è prevista solo una sanzione amministrativa di 50 euro per ogni lavoratore occupato. Lo stabilì il decreto legislativo 251 del 2004. Deterrente zero, controlli zero.

Cacao su del 20% per le tensioni politiche in Costa d´Avorio. Aumentano cotone, caffè e grano. Quattara, il vincitore delle elezioni, chiede uno stop di un mese all´export di semi per tagliare i fondi a Gbagbo. In Cina tessile ai massimi
L´impasse politica in Costa d´Avorio – il paese con due presidenti – manda di nuovo in fibrillazione i mercati delle materie prime mondiali. A conquistare la ribalta, questa volta, è il cacao, schizzato ai massimi degli ultimi 15 mesi (3.302 dollari alla tonnellata con un balzo del 5% ) dopo che Alessane Quattara, il vincitore delle elezioni del 28 novembre, ha chiesto ai grandi produttori nazionali di sospendere per un mese l´esportazione dei preziosi semi. Obiettivo: tagliare i fondi con cui Laurent Gbagbo – l´ex presidente sconfitto nelle urne che si rifiuta di lasciare la poltrona malgrado la pressione delle grandi potenze e degli altri paesi africani – riesce ancora a pagare gli stipendi all´esercito e ai suoi fedelissimi. I principali esportatori (tra cui il colosso britannico Cargill) hanno risposto di sì all´appello di Quattara impegnandosi a sospendere le spedizioni. Una doccia fredda visto che la Costa d´Avorio è il terzo produttore mondiale con un giro d´affari di 4,3 miliardi di dollari.

Contratti precari, lavori saltuari e salari ridicoli. Oggi l'economia mondiale, soprattutto ai giovani, offre queste cose. Poco o nulla in confronto ai sogni nel cassetto di giovani e meno giovani che così non possono realizzarsi.La disoccupazione morde l'Italia e tutta l'Europa. In generale il mercato del lavoro mondiale è in forte crisi. Tranne in Uruguay, che in nove anni è passato da un tasso di disoccupazione del 20 a quello del sei percento.
Quindi cosa è successo? E' successo che nel corso degli ultimi sei anni, il livello di crescita del paese sudamericano è arrivato al 6,5 percento annuale. Oggi il numero di persone senza lavoro è fisiologico.
Ma non sempre il raggiungimento della piena occupazione è da considerare come un dato positivo. Per due motivi. Il primo è davvero incredibile: c'è in sostanza piena occupazione e le aziende faticano a trovare personale. La mano d'opera scarseggia ma anche i professionisti specializzati non ci sono. E questo è comunque un problema. Il secondo punto riguarda il tasso di inflazione. La competizione economica, in merito ai salari dei lavoratori potrebbe far aumentare i prezzi dei prodotti creando scompensi.
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2012
(3624)
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(2661)
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- 01/02 - 01/09(50)
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2010
(623)
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- 12/19 - 12/26(53)
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- 08/22 - 08/29(28)
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