Help

Help
Se apprezzi il nostro lavoro, aiutaci a rinnovare il blog

Post più popolari

Powered by Blogger.
*** Clicca su "follow" per iscriverti agli aggiornamenti Facebook di Alessandro Raffa, portavoce di nocensura.com: in caso di problemi o di censura, resterai in contatto con noi! Clicca QUI per iscriverti alla nostra pagina Facebook. Siamo presenti anche su twitter: http://twitter.com/nocensura e su Google Plus: http://plus.google.com/+nocensura

Cosa ti spaventa di più in questo momento?

giovedì 3 febbraio 2011
Il colesterolo alto è uno dei più temibili killer al mondo: oltre 17 milioni di morti ogni anno.

Colpa delle malattie cardiovascolari, infarto e ictus in primis, che proprio con il colesterolo alto trovano terreno fertile. È l'allarme lanciato dall'Oms che ha condotto il più grande studio mai fatto su questo tema, comprendendo un bacino di 147 milioni di persone.

L'Organizzazione mondiale della Sanità sottolinea che la maggior parte delle persone con livelli elevati di colesterolo non riceve le cure necessarie per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Molte di queste persone -che vivono in Inghilterra, Germania, Giappone, Giordania, Messico, Scozia, Thailandia e Stati Uniti- non sanno che hanno bisogno di curarsi e che le terapie sono facilmente accessibili con medicinali a basso costo.

” Proponiamo la costruzione della torre di Tesla, il quale lampo illuminerà la capitale serba, Belgrado. La torre sarà un centro di ricerca e sviluppo  dove si riuniranno  i giovani a sviluppare nuove idee e nuove  tecnologie ”, ha detto Peter Rajačić, presidente dell’Accademia Serba delle Scienze di innovazione. A Belgrado, si è divulgata la notizia del piano per costruire la torre di Tesla, una nuova attrazione turistica, e sito di ricerca,  potendo diventare cosi un nuovo punto di riferimento della città. ” Ciò che  significa la Torre Eiffel per Parigi, la torre di Tesla significherà  per Belgrado. L’Austria a reso di Mozart  il brand marchio per cui noi useremo  Nikola Tesla ”, ha detto Rajačić, che è anche l’iniziatore del progetto.
Se si arriva alla realizzazione del progetto, la torre sarà costruita in uno dei nuovi quartieri urbani come l’area di New Belgrado o il Porto di Belgrado. La proposta di base del design, del come apparirà  la torre, è stata concepita da un giovane designer Maria Popivoda, ma nota che l’Accademia è solo il primo suggerimento di come sembrerà la torre, che vuole incoraggiare altri architetti e designer di pensare ad progetti, secondo il Blic Belgrado.
“Vogliamo creare un luogo da dove mandare i nuovi prodotti nel mondo, e non solo che i prodotti provengono da tutto il mondo da noi. La Serbia non ha ancora un centro di sviluppo di questo tipo, che viene  associato ad altri centri di sviluppo in Europa e nel mondo. Noi non abbiamo una condivisione di informazioni con il mondo, ed  questo è essenziale per qualsiasi sviluppo ”, ha  detto Rajačić.






Condividi su Facebook

Napoli, arrestati la vice di Bertolaso e l´ex prefetto Catenacci. Indagato Bassolino.  In manette 14 persone. I pm: "Gravissimo e irreparabile disastro ecologico"

Il mare di Napoli umiliato dalla crisi rifiuti. Non c´erano solo i sacchetti accumulati nelle strade, a ferire il territorio alle prese con un´emergenza infinita che proprio in queste ore si riaffaccia alle porte della città. Nelle acque del Tirreno i depuratori della regione hanno sversato, a partire dal 2006 e almeno fino al dicembre 2007, enormi quantità di percolato, il residuo liquido prodotto dalla spazzatura, a causa di quella che i magistrati definiscono come «una scelta obiettivamente scellerata», ritenuta in grado di determinare «un gravissimo e irreparabile disastro ambientale, incidente sugli equilibri biologici e marini e sulle stesse condizioni di vita umane e animali, con conseguente pericolo per la pubblica incolumità».

Per quanto riguarda la composizione per eta' della popolazione, negli ultimi dieci anni la percentuale di individui di 65 anni e oltre e' aumentata dal 18,4% nel 2001 al 20,3% nel 2011, con un incremento di ben 1,8 milioni di individui per questa classe di eta'. Nello stesso periodo, il numero di ragazzi fino a 14 anni di eta' e' aumentato di circa 348 mila unita', portando la relativa quota al 14% del totale (14,3% nel 2001). Particolarmente veloce la crescita della popolazione di 85 anni e oltre. Nel 2001, i cosiddetti "grandi vecchi" erano 1 milione 234 mila, pari al 2,2% del totale. Oggi, sono 1 milione 675 mila, pari al 2,8% del totale. La stima delle persone ultracentenarie si e' addirittura triplicata dal 2001 al 2011, da circa 5 mila 400 individui a oltre 16 mila. Oltre i 65 anni di eta' le donne sono in numero nettamente superiore rispetto agli uomini poiche', come noto, vivono mediamente piu' a lungo.

Come conseguenza dell'aumento della popolazione anziana, l'eta' media della popolazione continua a crescere: da 41,7 anni nel 2001 a 43,5 nel 2011. Tuttavia, c'e' da considerare che il profilo strutturale per eta' della popolazione varia considerevolmente sul piano territoriale, benche' tutte le regioni, nessuna esclusa, siano interessate dal processo di invecchiamento.

Un occhiata alle statistiche demografiche:

Dopo la legge-bavaglio sulla stampa, a Budapest sono cominciate le epurazioni nelle istituzioni culturali. Un mix di populismo contro lo "spreco di denaro pubblico" e di campagna contro "ebrei e omosessuali"

Gàspàr Miklòs Tàmàs, grande intellettuale dai tempi del dissenso, è stato il primo sulla lista nera dei licenziati dall´Accademia delle scienze. Solo un appello di duemila filosofi di tutto il mondo ha spinto il potere ungherese a sospendere il provvedimento. Ròbert Alfoeldi, direttore del prestigioso Teatro nazionale, è stato licenziato su due piedi e insultato dagli estremisti come «traditore, ebreo, omosessuale».

Il grande pianista di fama mondiale Andràs Schiff, diffamato con insulti antisemiti da un editorialista amico del premier, non vuole più suonare in patria. Musei, gallerie, teatri dell´Opera hanno già cambiato titolare o stanno per cambiarlo d´autorità. Gli epigoni di Gyorgy Lukàcs - Michael Vajda, Agnes Heller, Sàndor Radnòti - sono accusati di aver speso troppo per gli studi filosofici, e per l´inchiesta vengono a volte convocati in commissariato. A Budapest, presidente di turno della Ue, la legge-bavaglio non è stata che un inizio. Regna un clima di Grande Epurazione, caccia alle streghe contro l´intelligentsija.
L'allarme nell'indagine svolta dalla Commissione ambiente della Camera: "Situazione grave per compravendite, accesso al mutuo, sfratti e offerta di abitazioni in affitto"

"Tre anni di mercato in flessione hanno prodotto il dato allarmante di uno stock di 'giacenze' che ha ampiamente superato i 100 mila alloggi e oggi si attesta intorno ai 120 mila appartamenti invenduti". E' l'allarme lanciato dalla Commissione ambiente della Camera nel documento conclusivo dell'Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare, presentato oggi.

Nel corso di varie audizioni, la Commissione spiega di aver raccolto "dati negativi" che sembrano "accentuare gli elementi di preoccupazione per il permanere di una tendenza negativa nel settore delle costruzioni che, a differenza di altri settori industriali, non sembra avere ancora toccato il punto minimo della caduta ciclica, e ha continuato a mostrare segnali che restano sfavorevoli".

La crisi, ha certificato il lavoro svolto dalla commissione parlamentare, è generalizzata e riguarda non solo il numero di abitazioni invendute, ma anche la diminuzione dell'erogazione di mutui immobiliari, il peggioramento della qualità del credito erogato, quello che il documento finale definisce il "preoccupante fenomeno di mancato accesso all'abitazione", fino all'aggravarsi del fenomeno degli sfratti.

Nel discusso incontro annuale del World Economic Forum a Davos, la Svezia ha dato lezioni di finanza e di economia. L'esperienza portata dal Primo ministro Fredrik Reinfeldtha dimostrato che è possibile trascinare un paese fuori dalla crisi in maniera etica.
Non è mera propaganda politica l'annuncio che la Svezia sia uscita da una delle più gravi recessioni a livello planetario. Stoccolma rappresenta indubbiamente un modello che deve essere studiato dagli altri governi. È vero, il Paese scandinavo non rientra nell'eurozona dal momento che un referendum popolare sancì la permanenza della Corona che adesso vanta un'invidiale stabilità sul mercato monetario.
Differentemente da quanto accaduto nel resto del mondo, il governo svedese non ha dato un solo centesimo dei contribuenti alle banche o alle aziende in crisi non competitive: il concetto di Tbtf, Too big to fail (azienda troppo grande per lasciarla fallire) non esiste. Invece di utilizzare i soldi dei contribuenti per colmare i buchi delle aziende e le perdite industriali, il governo svedese ha spostato tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo. La scelta è caduta sulla salvaguardia del lavoro - vero elemento di stabilità - più che su un effimero ripianamento dei debiti privati.
Altrove, i governi cercavano misure per arginare le perdite per riparare errori verificatisi nel passato; a Stoccolma si pensava al futuro, si investiva per ciò che doveva avvenire e ridurre al minimo i costi di una nuova eventuale crisi. A proposito di crisi che verranno (si tratta solo di "quando" non certo di "se"), la Svezia  - che ha imparato la lezione agli inizi degli anni '90 quando il sistema bancario nazionale fu colpito nel profondo - ha istituito una "tassa di stabilità" a carico delle banche: un contributo su base annua versato dagli istituti di credito e finanziari per la formazione di un fondo gestito da un'agenzia governativa che ha lo scopo di "salvare" le banche da una futura recessione. In questo modo il governo non dovrà accollarsi titoli tossici - che cadrebbero sulle spalle dei contribuenti - ma sarebbero le banche stesse a pagare il proprio "salvataggio". 

Simone La Penna, il detenuto di 32 anni morto il 26 novembre del 2009 nel carcere di Regina Coeli dove scontava una pena detentiva per droga, era in precarie condizioni di salute, tanto che avrebbe dovuto essere trasferito in una struttura sanitaria. Inoltre non gli sarebbero state prestate le cure necessarie. E' quanto hanno rilevato i consulenti del pubblico ministero Eugenio Albamonte che per la morte del detenuto, avvenuta per crisi cardiaca, sono indagati a Roma 7 tra medici e infermieri della struttura sanitaria del carcere.
Sulla base di quanto accertato dai consulenti il pm dovra' ora rivedere la posizione degli indagati. Per quanto riguarda l'inchiesta Albamonte chiedera' una proroga e prossimamente potrebbe ascoltare la convivente di La Penna che ha chiesto di poter fornire elementi utili per le indagini.

fonte: Adnkronos

Condividi su Facebook


E' stato assolto con formula piena l'ispettore di polizia Vittorio Addesso, in servizio al Cie di Milano, accusato di violenza sessuale aggravata per aver molestato nel 2009 Joy, una ragazza nigeriana detenuta nel CIE per migranti del capoluogo lombardo. La sentenza di assoluzione è stata emessa oggi con rito abbreviato dal gup di Milano, Simone Luerti. Lo stesso pm Gianluca Risco aveva chiesto l'assoluzione. "Ci chiediamo se tanta attenzione alle garanzie dell'imputato sarebbe stata osservata a parti inverse -hanno detto i legali di Joy, gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini-. E' infatti la parola di una straniera contro un rappresentante dello Stato".



Condividi su Facebook
A Milano, per esempio, una sezione della Polizia locale voluta dal vicesindaco Riccardo De Corato sguinzaglia i suoi "ghisa" nei gruppi di writer, allo scopo di infiltrarsi nelle loro community e individuare le firme dei graffiti metropolitani per risalire agli autori e denunciarli per imbrattamento. Le bande di adolescenti cinesi che, tra Lombardia e Piemonte, terrorizzano i connazionali con le estorsioni, sono continuamente monitorate dagli interpreti della polizia che si insinuano in Qq, la più diffusa chat della comunità. Anche le gang sudamericane, protagoniste in passato di regolamenti di conti a Genova e Milano, vengono sorvegliate dalle forze dell'ordine. E le lavagne degli uffici delle Squadre mobili sono ricoperte di foto scaricate da Facebook, dove i capi delle pandillas che si fanno chiamare Latin King, Forever o Ms18 sono stati taggati insieme ad a ltri ragazzi sudamericani, permettendo cosi agli agenti di conoscere il loro organigramma. Veri esperti nel monitoraggio del Web sono ormai gli investigatori delle Digos, che hanno smesso di farsi crescere la barba per gironzolare intorno ai centri sociali o di rasarsi i capelli per frequentare le curve degli stadi. Molto più semplice penetrare nei gruppi considerati a rischio con un clic del mouse. Quanto ai Carabinieri, ogni reparto operativo autorizza i propri militari, dal grado di maresciallo in su, ad accedere a qualunque sito internet per indagini sotto copertura, soprattutto nel mondo dello spaccio tra giovanissimi che utilizzano le chat per fissare gli scambi di droga o ordinare le dosi da ricevere negli istituti scolastici. Mentre, per prevenire eventuali problemi durante i rave, alle compagnie dei Carabinieri di provincia è stato chiesto di iscriversi al sito di social networking Netlog, dove gli appassionati di musica tecno si danno appuntamento per i raduni convocando fans da tutta Europa. A caccia di raver ci sono anche i venti compartimenti della Polizia postale e delle comunicazioni, localizzati in tutti i capoluoghi di regione e 76 sezioni dislocate in provincia. «Il nostro obiettivo è quello di prevenire i rave party prima che abbiano inizio», spiegano, «e per questo ci inseriamo nelle comunicazioni tra organizzatori e partecipanti, nei social network, nei forum e nei biog». Così può capitare che anche chi ha semplicemente partecipato ad una chat per commentare un gruppo musicale finisca per essere radiografato a sua insaputa.
mercoledì 2 febbraio 2011
Per una moratoria alle nuove regole per la Rete, finché il Parlamento non deciderà in maniera esplicita sull’equilibrio tra diritto d’autore, accesso alla conoscenza e pericolo di nuove censure.







Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.

L'INTERROGATORIO DI NICOLE MINETTI, NUOVE INDISCREZIONI -  Il premier chiamò Nicole Minetti mentre era a cena in un ristorante milanese con il fidanzato. "Berlusconi mi pregò di andare in Questura. Io ero un pò titubante, anche perché non conoscevo bene Ruby. Anzi, ora mi viene in mente, Berlusconi mi disse: "Vai tu perché sei incensurata e ti presenti bene", non so se aggiunse anche che ero consigliere regionale e quindi più affidabile". Sono i nuovi dettagli dell'interrogatorio della consigliera regionale. Il presidente, quando la Minetti andò in questura, si aggiornò più volte per capire come stava andando. "Il presidente mi telefonava e mi chiedeva: "Come sta andando?", voleva essere messo al corrente dello sviluppo della vicenda. Io penso che le ragioni del suo interessamento potessero essere due: era preoccupato che a quell’ora di notte tardi mi aveva mandato in Questura", e poi "Ruby era una ragazza problematica", anche «molto estroversa e loquace".

RELAZIONE SENTIMENTALE E SESSUALE CON IL PREMIER - Per giustificare i suoi stretti rapporti personali, le migliaia di euro versati sul suo conto direttamente dal premier, Nicole Minetti ha raccontato della sua relazione sentimentale e sessuale con il premier, senza specificare l'arco di tempo. A gran parte delle domande sul ruolo che lei, secondo l'accusa, avrebbe avuto nel 'gestirè le ragazze e la loro partecipazione ai 'festinì ad Arcore, la consigliera regionale però non ha voluto rispondere. Un 'silenziò ritenuto significativo dagli inquirenti e che fa dire a fonti della Procura che l'interrogatorio di è stato "esaustivo" e che non c'è necessità di sentirla ancora. Non è dello stesso avviso il legale della Minetti, Daria Pesce, che avrebbe voluto un nuovo interrogatorio per la sua assistita. Ma non ci sarà nessun nuovo incontro tra i pm milanesi e la Minetti e la conferma è arrivata dalla procura.
Il conto segreto di Silvio Berlusconi presso il Monte dei Paschi di Siena non serviva solo a pagare le ragazze presenti alle cene di Arcore. Ma anche donne mature, madri di famiglia. Nel 2010 il premier versò sul conto della signora Anna circa 20mila euro. La destinataria del bonifico è la mamma di Noemi Letizia, la signora Anna Palombo, a cui risulta che Giuseppe Spinelli versò quella cifra. E si allunga così la serie dei bonifici partiti dal conto personale del premier dopo quelli scattati a beneficio delle ragazze.

Il bonifico andò dunque sul conto della madre della ragazza che ebbe tra i suoi ospiti, alla festa dei 18 anni, nel 2009, proprio il presidente del Consiglio. Fu quella l'occasione che scatenò l'uscita polemica di Veronica Lario nei confronti dell'allora marito e che avrebbe poi portato alla rottura del matrimonio di Berlusconi.

Noemi aveva raccontato della sua lunga frequentazione con il premier, che chiamava "papi" e che conosceva da anni come amico di famiglia. Perché la mamma di Noemi ricevette quei soldi da Silbio Berlusconi? Proprio quel "soprannome", "papi", viene ripetuto in continuazione nei discorsi intercettati dalle ragazze di via Olgettina e delle feste di Arcore. Anche se lei, Noemi, parlò sempre di "amicizia tenera, parliamo molto". Ma quei soldi versati alla mamma aprono un nuovo mistero nella vicenda.
Appartenere a una minoranza etnica riconoscibile, come nel caso dei rom o degli africani, funziona come una calamita per la discriminazione multipla: lo rivela un rapporto presentato dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra), redatto dopo avere intervistato circa 23 mila persone appartenenti a minoranze etniche o immigrati.

Gli appartenenti alle minoranze riconoscibili sono infatti vittime di discriminazione multipla cinque volte più frequentemente degli appartenenti a minoranze meno identificabili, come ad esempio quelle slave. Anche l’età e il genere favoriscono la discriminazione multipla, rileva la Fra: per esempio, i giovani uomini appartenenti a minoranze etniche o immigrati tendono a segnalare alti livelli di trattamento discriminatorio. Anche essere poveri non aiuta: circa il 46% degli intervistati che hanno subito varie forme di discriminazione si concentra nel quartile di reddito più basso.
Il supermercato dove la nimba era stata abbandonata (foto Toiati)L'abisso di una domenica normale è stato toccato alle 13.05 in punto davanti al supermercato Dico di via Caterina Troiani, più Torrino che Mostacciano, più a Sud che Ovest di Roma, profumo di timballo e rumori di Raccordo, freddo e pioggia sottile. Tra i carrelli lasciati alla rinfusa - come in un romanzo di Mc Ewan, ma esattamente alla rovescia - qualcuno aveva deciso di lasciare anche la piccola Lara, tre anni neppure compiuti, morettina, ben curata, con certe vezzose scarpette rosa che non potevano non attirare l’attenzione. E infatti l’hanno attirata. Una signora del quartiere, con le mani ancora impegnate dalle buste, l’ha vista e l’ha presa. E l’ha portata alla Polizia. E lì sono iniziate le cinque ore più lunghe dell’ancora brevissima esistenza di Lara. La bambina è finita fortunatamente tra le braccia di una donna, Maria Sironi, dirigente del commissariato di Spinaceto. E davanti alla dirigente del commissariato di Spinaceto ha poi cominciato ad aprire bocca.

Italianissima la piccola Lara, come per farci toccare più da vicino l’abisso, e con una parlantina sciolta, in grado di riferire i nomi della mamma e dei nonni, di far capire che il suo papa è in carcere, e anche più o meno di indicare dove abita. Ma non in grado - e qui è cominciato il il vero dramma - di dire il suo cognome. Non c’è stato niente da fare, proprio non lo ricordava.

Non ci sono soltanto i processi lumaca a rendere amara la vita nei tribunali, perchè certe volte la giustizia può diventare crudele in tempi rapidi ma sbagliando clamorosamente. Come è successo a Marco Moreschini, 34 anni, che oggi avrebbe una vita diversa, magari più bella, se quattro anni fa le forze dell’ordine avessero mandato la foto giusta ai magistrati che cercavano un suo omonimo. Cioè quella del vero Marco Moreschini, nato negli anni’60, sospettato di essere coinvolto in una rapina violenta. Purtroppo per un errore inspiegabile inviarono la foto del Marco più giovane. Che da quel momento è stato privato della libertà per due anni, è stato condannato in un primo processo per un crimine mai commesso, ha rischiato di gettare la vita al vento. Un calvario terminato la scorsa settimana, quando il Tribunale di Roma si è occupato nuovamente del suo caso dopo che la Corte d’Appello aveva annullato la prima condanna e lo ha dichiarato innocente. E ammettendo anche la distrazione di chi confuse le foto da esaminare. Negligenza rimarcata più volte dal pubblico ministero nel corso della discussione.

Mentre il mondo medita sul destino dell’Egitto nel dopo Mubarak, gli americani invece meditino su quello che segue: è abbastanza probabile che se Mubarak non avesse governato da dittatore negli ultimi 30 anni, il World Trade Center sarebbe ancora in piedi. Una verità che resta tale  benché  il regime di Mubarak non sia venuto meno nell’essere un alleato affidabile degli Stati Uniti, un partner nei nostri sforzi di antiterrorismo e un nemico del radicalismo islamico. E forse, proprio per queste ragioni, tale affermazione resta vera.
In un  libro sulla storia di al Qaida,“The Looming Tower”, Lawrence Wright solleva la possibilità che “ la tragedia statunitense dell’11 Settembre sia nata nelle prigioni d’Egitto.” Con le  “visiting imprisonment” (ovvero le incarcerazioni in Egitto di individui invisi agli Usa), la tortura e l’esilio dei leader egiziani della Fratellanza musulmana, Mubarak ha sicuramente impedito qualunque possibilità di rivoluzione islamica nel suo paese. Al tempo stesso però, Mubarak ha permesso la radicalizzazione e l’internazionalizzazione degli islamisti egiziani, sino a spingere uomini come Ayman al-Zawahiri ( il luogotenente di Osama bin Laden e forse l’odierno cervello di al-Qaida) fuori dai confini politici egiziani, proiettandolo al jihadismo globale.


bassolino_cozzolino.jpg
Sembra un gioco a perdere. Si butta via il tempo, si sperperano risorse pubbliche, si sprecano energie, si strema l’elettorato e, alla fine, vince chi non vuole affatto lo scettro da vincitore. Le primarie, nell’inedito cocktail di parole al vetriolo e profezie apodittiche, stupiscono anche per questo: chi davvero vorrebbe detenere le chiavi della terza città italiana, coma Andrea Cozzolino, viene silenziato dai vertici di partito e chi, invece, ha già convintamente ribadito di non volere scendere in campo, come Raffaele Cantone, viene rivendicato come il migliore tra i possibili corridori, sempre dai vertici del partito.
Ed ecco allora che Bersani, nel vertice romano di coalizione al quale Sinistra e Libertà ha dato forfait e per il quale i socialisti si sono mostrati più che scettici, è costretto a ripiegare su un inevitabile quanto annunciato commissariamento dei vertici campani. Il partito, confuso e infelice, ha bisogno di un volto “capace di palare a tutti”. Dunque, via Nicola Tremante ed ecco, direttamente dalla segreteria di via Sant’Andrea delle Fratte, Andrea Orlando, cui spetterà l’arduo compito di sedare gli animi infuocati dei democratici partenopei.
Dunque, la punta apicale della piramide democrat parla la lingua dei suoi disappunti e la base, quella che domenica si è dannata per contribuire ad un successo senza legittimazione, tenta di farsi ascoltare. E per farlo, è costretta ad urlare.

In aumento il fenomeno dell'intervento estetico pagato a rate: decolleté, naso e palpebre costano circa 5mila euro

Due misure in più di reggiseno, un naso più dritto, palpebre non cadenti: per molti italiani non sono consumi voluttuari, ma "esigenze irrinunciabili", tanto da spingere migliaia di famiglie a indebitarsi pur di permettere alla moglie, alla sorella, alla figlia, di coronare un sogno estetico anche in un momento di vacche magre. Il fenomeno del "seno nuovo a rate" è solo la punta dell'iceberg di un settore che, come e più di altri, sta pagando duramente la crisi: quello della chirurgia estetica. «L'impatto della crisi è stato devastante - ammette Andrea Grisotti, presidente della Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica -. All'inizio, tre anni fa, non la sentivamo; ma ora gli italiani si rendono conto che i soldi stanno finendo e chiudono i cordoni della borsa. Gli interventi sono calati del 40 per cento rispetto a due anni fa».

Martedì 26 gennaio, Camera dei Deputati, discussione sulla mozione di sfiducia al ministro Bondi. Un deputato del Pdl si mette a navigare su internet grazie al suo IPad e si intrattiene sul sito escortforum.net. Il deputato ultraquarantenne, cravatta di Marinella e capelli riportati a coprire una discreta calvizie, inforca gli occhiali (che di solito non porta) e scruta a lungo immagini e profili di due professioniste, Dollyy e Daisy: sono romane, non fumano, ricevono a casa o in hotel, previo preavviso. Lo ha scoperto il settimanale OGGI, in edicola da mercoledì 2 febbraio 2011.

Ma, a partire da una foto curiosa scattata quel giorno, Affaritaliani.it svela il mistero: si tratta di Simeone Di Cagno Abbrescia, nato a Paolo del Colle il primo aprile del 1944. E' un imprenditore nel settore immobiliare e del turismo. Laureato in giurisprudenza, aderì a Forza Italia sin dalla sua fondazione. Eletto sindaco di Bari nel 1995, è stato riconfermato dal voto del 1999 e ha ricoperto l'incarico sino al 2004. Nel 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati per Forza Italia, dove è stato riconfermato nel 2008 nelle liste del Popolo delle Libertà. Nel 2009 è stato nuovamente candidato sindaco di Bari, raccogliendo il 46,05% al primo turno e il 40,19% al ballottaggio, venendo sconfitto dal sindaco uscente Michele Emiliano.
Canada, massacrati 100 cani husky
La polizia canadese ha reso noto ieri di aver aperto un'inchiesta sulla brutale uccisione, nella località sciistica di Whistler, di un centinaio di cani Husky che erano stati impiegati come cani da slitta per i turisti durante i Giochi invernali di Vancouver del febbraio dell'anno scorso. I cani, rimasti senza lavoro, sarebbero stati uccisi a uno a uno per due giorni da un operaio che avrebbe usato un fucile e un coltello. Secondo testimoni citati dalla stampa locale, alcuni animali, feriti, sono riusciti a tirarsi fuori da una fossa comune. I motivi del massacro sarebbero puramente economici: le due società che avevano venduto ai turisti le escursioni in slitta, Outdoor Adventures e Howling Dogs, non avevano più bisogno dei cani, perchè la richiesta di gite era calata dopo le Olimpiadi invernali. La vicenda è stata rivelata dallo stesso uomo che ha ucciso i cani, il quale ha chiesto e ottenuto un indennizzo da una banca locale per lo stress subito. Il suo avvocato ha detto a una radio di Vancouver, Cknw, che «non poteva essere un'esecuzione fatta bene, con un solo proiettile a disposizione» e «inevitabilmente (l'operaio) ha dovuto vedere scene orribili e, per dovere, porvi fine». Secondo la legge canadese una persona che uccide o ferisce un animale rischia fino a cinque anni di prigione. Far sopprimere un cane da un veterinario costa circa 100 dollari. Molti veterinari rifiutano però di sopprimere animali in buona salute


fonte


Condividi su Facebook
di Corriere.it - clicca per ingrandire


Condividi su Facebook
Tre ventenni indagati per tentato omicidio e violenza sessuale di gruppo

Tre ventenni della Val di Fassa sono indagati dalla Procura di Trento per tentato omicidio e violenza sessuale di gruppo. Sono accusati di avere compiuto un pestaggio a sfondo omofobo ai danni di un cuoco inglese, presunto gay, e di averlo poi brutalizzato con bastoni.
lunedì 31 gennaio 2011
La settimana dal 22 al 28 Gennaio


Sabato 22 gennaio


- E’ morto un omonimo di Silvio Berlusconi. Fuocherello.
- Tirana. Il popolo protesta contro il governo corrotto. Ancora una volta gli Albanesi fanno il lavoro che dovremmo fare noi Italiani.
- L’avvocato Giulia Bongiorno è diventata mamma. Andreotti, naturalmente, farà il padrino.


Torna a crescere il mercato delle grandi griffe, mentre per l'Eurispes una famiglia su tre fatica ad arrivare a fine mese. Gli utili di Prada, Tod's, Bulgari salgono soprattutto grazie alle vendite in Asia.

È di nuovo festa, festa grande, tra i grandi marchi del lusso. Gioielli, orologi, pelletteria, auto sportive: le aziende annunciano ricavi in crescita a doppia cifra e profitti in forte ripresa. E’ il caso di 
Bulgari e Tod’s, per citare le ultime due società del settore che hanno comunicato i dati del bilancio 2010. Numeri positivi, accompagnati, ormai sono mesi, da rialzi continui in Borsa. Insomma, il lusso va forte. Con buona pace della crisi. E di un contesto generale che vede l’economia ferma, o quasi, i consumi in calo e sempre più famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese: addirittura una su tre, racconta il rapporto dell’istituto di ricerca Eurispes presentato venerdì.

Insomma, la recessione non c’è più, perchè, dicono le statistiche, in buona parte dell’Europa il Pil ha ripreso a crescere, seppure di pochissimo. Tutto questo, però, non basta a rilanciare i consumi. C’è poco da fare: le famiglie hanno pochi soldi da spendere. E allora l’industria frena. I beni di lusso, invece, vanno controcorrente. La crescita c’è, eccome. Possibile? Sì, possibile, per almeno due buone ragioni, spiegano gli esperti.


rifiuti2 rifiuti napoli
In Italia la produzione di immondizia ha superato i 33 milioni di tonnellate all'anno. Mentre in Germania il 60% dei rifiuti viene utlizzato per produrre energia, da noi la stessa percentuale finisce in discarica. Colpa della mancanza dei termovalorizzatori (53 contro i 127 della Francia) e della raccolta differenziata. Che se al Nord arriva al 47%, al Sud è sotto il 10. E lo smaltimento illegale...


Torno a parlare dei rifiuti perché Eurostat ha appena diffuso dei dati molto significativi su come sprechiamo la spazzatura, con una cronica differenza tra le regioni settentrionali e quelle meridionali.
In Europa, una percentuale di spazzatura che varia dal 40 al 60 per cento (come nel caso della Germania) è utilizzata per produrre energia. Il beneficio è duplice: da un lato si abbassa il costo della bolletta energetica di paesi generalmente importatori  e dall’altro versante si alleggerisce il peso della catena dei rifiuti con il loro virtuoso riciclo.
In Italia, dove la produzione di immondizia ha superato i 33 milioni di tonnellate l’anno, purtroppo la percentuale crolla al 14 per cento, mentre oltre il 60 per cento dei rifiuti finiscono ancora nelle discariche. Perché tanta differenza?
Innanzitutto siamo a corto di impianti: basti pensare ai nostri 53 termovalorizzatori rispetto ai 127 della Francia. E in secondo luogo la raccolta differenziata, senza la quale non è possibile alcuna forma di riciclaggio, non arriva al 30 per cento, nonostante una legge che fissa l’obiettivo minimo al 50 per cento. E’ inutile aggiungere che, anche sotto questo punto di vista, le Italie sono almeno due.




non sprecare


Al Nord, infatti, il recupero energetico dei rifiuti tocca soglie europee, come nel caso della Lombardia dove si arriva al 47 per cento; al Sud, dove spesso la raccolta differenziata è spesso sotto il 10 per cento, l’energia prodotta dai rifiuti è pari a zero, come nel caso della Sicilia che spedisce nelle discariche tutta la sua immondizia. Il Nord ha standard europei, il Sud contribuisce ad allontanare l’Italia dai livelli degli altri paesi dell’Unione.
Alla beffa per un’opportunità sprecata si aggiunge, infine, il danno di uno smaltimento illegale. Prendete il caso dei pneumatici, quelli che periodicamente cambiamo alle nostre auto, che possono rappresentare un recupero energetico fino al 33 per cento dei loro materiali. Negli ultimi quattro anni sono state smaltite in 1049 discariche abusive (pari a sei milioni di metri quadrati di territorio) oltre 87.000 tonnellate di pneumatici fuori uso. Una follia. E un circuito di illegalità, tanto che di queste discariche, talvolta controllate dai clan della malavita, ne sono state sequestrate 230 in Puglia, 159 in Calabria, 141 in Sicilia e 131 in Campania.
Con quei copertoni avremmo potuto produrre energia a buon prezzo, risparmiare sui costi delle bollette come consumatori e come sistema Paese, e invece abbiamo creato un gigantesco inquinamento ambientale. Per la bonifica delle discariche, infatti, serviranno 400 milioni di euro e poiché non ci sono è facile immaginare che mentre in Europa i rifiuti illuminano sempre di più, in Italia alimentano il buio della sporcizia e del malaffare.

fonte


Condividi su Facebook

Il “turbamento” di Tarcisio Bertone di fonte al Rubygate,  il richiamo di Ratzinger a “ritrovare le radici morali” e lo “sgomento” di Bagnasco, equamente distribuito fra il premier poco sobrio e i magistrati che indagano troppo, riportano alla mente i casi di Noemi Letizia e di Patrizia D’Addario.
Un precedente istruttivo. Anche allora Boffo, direttore di Avvenire, criticò cautamente la scarsa “sobrietà” del premier, attirandosi la sua ritorsione, e i vescovi fecero qualche generica tirata sui costumi. Anche allora il centro-sinistra coltivò l’illusione che la Chiesa rompesse col governo e La Repubblica lesse le critiche  di Avvenire come “Un segnale preciso della gerarchia” (25 luglio 2009).
Ma il plauso alle (supposte) censure contribuì solo a rafforzare l’idea che il Vaticano abbia qualche titolo per porsi come faro e giudice senza che avvenisse, oltretutto, nessuna rottura. Al governo bastò lanciare una campagna contro la pillola Ru486, promettere un testamento biologico alla vaticana, offrire soldi ai preti, per ottenere il perdono: Fisichella, che poi sancirà anche il diritto del premier a bestemmiare in pace e a comunicarsi in deroga alle norme canoniche, sdoganò il razzismo leghista; la Cei invitò a votare per la destra alle regionali. Chi si era illuso ebbe il danno e le beffe.
Una complicità ininterrotta. Oggi la manfrina rischia di ripetersi, in forme ancora peggiori, con un centro-sinistra che plaude alla presunta svolta della Chiesa, attribuendola a considerazioni etiche, a un soprassalto di coscienza, anziché chiedersi perché non sia avvenuta prima e cosa significhi.
Che Berlusconi frequentasse escort (e minorenni) in dosi industriali era già noto al trio Ratzinger, Bertone, Bagnasco, almeno da quando ne parlarono Veronica Lario e Patrizia D’Addario. Ed erano loro note, soprattutto,  le vergognose imprese del governo: le leggi razziali, i respingimenti in mare, la precarizzazione del lavoro, i ponti d’oro agli evasori fiscali, la guerra sempre più devastante in Afghanistan, le collusioni con la camorra, lo scambio fra favori sessuali e carriera politica, la corruzione che coinvolge politici, imprenditori e “gentiluomini” di sua santità.


Diana Carla Carmela De FeoIl Parlamento è diventato un posto per “piazzare” mogli, parenti e amici scontenti. Questa “moda” ha contagiato un po' tutti. Quasi nessun partito si salva.
Questa volta dalla “ruota degli amici degli amici” spunta fuori la senatrice del PDL(e di chi sennò?) Diana Carla Carmela De Feo. Alla maggior parte delle persone questo nome non dirà nulla. Per questo motivo, diciamo subito che la De Feo è la moglie del giornalista Emilio Fede.

La consorte del direttore del Tg4 è stata eletta senatrice il 13 aprile 2008 nella circoscrizione Campania. Che c’entra questa tizia torinese con la Campania? Molto. La De Feo è proprietaria del condominio di lusso “Villa Lucia” al Vomero. Il 4 maggio 2006 subisce un procedimento penale, attuato dai vigili antiabusivismo del Comune di Napoli su segnalazione segnali dagli abitanti del Parco Grifeo. I vigili appongono i sigilli alla villa, scoprendo e bloccando lavori in corso di deturpazione.
Fatta questa breve introduzione, passiamo al “fatto” del giorno. Ieri(26 gennaio), la De Feo è stata fermata da un cronista de “Il Fatto Quotidiano” a piazza Montecitorio. Il giornalista chiede alla senatrice un commento sulle altre 227 pagine di intercettazioni depositate alla Camera per l’inchiesta sui festini di Arcore.
La De Feo fa la finta tonta e risponde “Ah si? Peggio di guerra e pace. Ci vuole una vita per leggerlo”. Il cronista domanda alla moglie di Fede se teme qualcosa per suo marito. La senatrice del PDL risponde “Preoccupata per mio marito? Non credo proprio”.
Ulteriori info: Wikipedia.


Condividi su Facebook


La strafottenza di Nicole MinettiIl “caso” Ruby si fa sempre più intrigante.La “Mister X” è la brasiliana Iris Berardi.
Nelle nuove intercettazioni spunta fuori anche una cosa inedita. In alcune telefonate Nicole Minetti si lamenta di Silvio Berlusconi. Il consigliere regionale della Lombardia definisce il premier “un vecchio, un pezzo di merda, uno che mi ha rovinato la vita”.

In un colloquio telefonico intercettato lo scorso 8 gennaio tra la Minetti e l’ex valletta Barbara Faggioli, la prima dice all'altra: “A lui gli fa comodo mettere te e me in Parlamento perché dice bene me le sono levate dai coglioni, lo stipendio lo paga lo Stato”. Questo è il motivo principale per cui questa donna deve dimettersi dal Consiglio regionale della Lombardia.
La vittoria di Andrea Cozzolino alle primarie del centro sinistra di Napoli ha scatenato molte polemiche. A nulla sono valse le proteste dei “seguaci” dell’europarlamentare. Le primarie del capoluogo campano sono state annullate e cancellate.

Il segretario del PD, Pierluigi Bersani, ha chiesto un passo indietro ai duellanti Umberto Ranieri e Andrea Cozzolino. Entrambi si devono fare da parte, perché sono nomi bruciati e non più papabili. Il bassoliniano ha minacciato di uscire dal PD per creare una lista civica. A questo punto, tutti si chiederanno chi sarà il candidato sindaco del centro sinistra a Napoli?

I tipi “pensanti” del Partito Democratico hanno pensato ad una soluzione esterna. Roberto Saviano e Walter Veltroni hanno proposto Raffaele Cantone. Il magistrato anti-camorra ha subito declinato l’invito. Cantone ha dichiarato “E' un salto che non ritengo opportuno fare. Sono un magistrato e penso che ciascuno debba fare al meglio il suo mestiere. Perciò il mio nome come nuovo candidato sindaco a Napoli non lo vedo”.
Gli energy drink sono pericolosi per la salute, e andrebbero controllati con più attenzione dalle autorità.

Lo afferma un editoriale pubblicato dal Journal of the American medical Association (Jama), che ha evidenziato i rischi derivanti dall'abuso di queste bevande.

Le azioni in alcuni paesi contro la fabbricazione di bevande in cui energy drink e alcolici sono già mixati è stato un primo passo importante, ma bisogna continuare l'azione - scrive Amelia Arria, dell'università del Maryland - gli individui possono infatti ancora mixare le bevande da soli, inoltre non esiste nessuna regolazione della quantità di caffeina che questi drink possono contenere”.

La crisi economico-finanziaria non nasce solo dagli squilibri internazionali. Ha come causa anche una crescente disuguaglianza nella distribuzione del reddito negli Stati Uniti. I salari dei lavoratori con basso tasso di istruzione sono infatti fermi da trent'anni, mentre l'economia americana è cresciuta del 100 per cento. Per adeguare i consumi a quel livello di crescita economica, la metà della popolazione ha fatto ricorso al debito, alla fine diventato insostenibile. La soluzione della crisi passa per politiche redistributive politicamente difficili da accettare.

Molte analisi e commenti sostengono che gli squilibri internazionali siano la causa prima della crisi economica. Soprattutto, lo squilibrio nella bilancia commerciale e dei pagamenti tra Cina, paese esportatore e risparmiatore, e Stati Uniti, paese importatore. Per questa ragione, gran parte del dibattito sulle vie d’uscita dalla crisi riguarda l’aggiustamento dei tassi di cambio tra Cina e resto del mondo. I tassi di cambio delle monete possono contribuire alla soluzione degli squilibri internazionali, ma ben poco possono fare per risolvere la seconda causa importante della crisi economica: il crescente squilibrio della distribuzione dei redditi negli Stati Uniti.
domenica 30 gennaio 2011

Stop una volta per tutte alle telefonate pubblicitarie indesiderate. Da lunedì 31 chi è sull'elenco telefonico e non vuole più ricevere chiamate, può iscriversi al Registro delle opposizioni per bloccare pubblicità, offerte commerciali e sondaggi. L'iscrizione si può fare semplicemente on line, e non occorre per chi ha già deciso di non apparire più sull'elenco telefonico. In questo caso, infatti, le chiamata commerciali sono già vietate da tempo.

Come funziona il Registro - Il Registro pubblico delle opposizioni, nato tre mesi fa con la riforma del Codice per la protezione dei dati personali, raccoglie i dati degli abbonati presenti negli elenchi telefonici pubblici che non desiderano più essere contattati telefonicamente per scopi commerciali, promozionali o per ricerche di mercato. Il sistema è gestito dalla Fondazione Bordoni, ente di ricerca che fa capo al Ministero dello sviluppo economico. Per gli utenti che decidono di iscriversi nel Registro scatta, dunque, il divieto di telefonate indesiderate, pena pesanti sanzioni per gli operatori. Gli operatori di teleselling, infatti, da ora in poi debbono necessariamente consultare il Registro prima di avviare qualunque tipo di operazione promozionale. Incrociando i dati in loro possesso con quelli presenti nell'elenco dovranno escludere chi non vuol ricevere telefonate.

Rapporto Istat "Noi Italia". Nel 2007 gli omicidi volontari in Italia sono stati 10,6 per milione di abitanti, erano 11,2 nel 2002. Valori molto più alti nel Mezzogiorno (17,5), la regione più colpita è la Campania (26,2)

Non solo scippi, furti di veicoli e furti nelle abitazioni. Dall’inizio degli anni Novanta in Italia anche gli omicidi sono notevolmente diminuiti: tra questi, l’unica tipologia che ha visto un incremento nell’ultimo ventennio è quella degli omicidi che si consumano in famiglia. Nel 2007, in particolare, nel nostro paese sono stati commessi circa 10 omicidi volontari per milione di abitanti. Sono i dati contenuti nel rapporto "Noi Italia", presenato oggi dall'Istat.
Sono i lavoratori in nero che si dividono tra edilizia e agricoltura, pagati a giornata e senza nessun diritto. La Cgil sta cercando di farli uscire dalla paura per chiedere una legge contro il caporalato e, soprattutto, più controlli nei cantieri e nei campi

Salman si sveglia prima dell'alba. Poi va a cercare di far la giornata, a offrirsi a decine di caporali. Se va bene, lo prendono in un cantiere (40 euro al giorno) o in una serra (30 euro). Nove ore di lavoro filate, ovviamente senza alcun contratto. Se va male, resta a casa. Tutte le mattine, ogni giorno è così.

Nel 2002 Salman non era venuto dalla Tunisia per ingrossare le fila di un esercito di sfruttati. Ma ci è finito dentro comunque. E adesso lavora nella zona più oscura del lavoro nero, quella dei due settori più devastati dal fenomeno del caporalato: edilizia e agricoltura. Dove ci si scambia manodopera a bassissimo costo, a seconda delle giornate.

Salman non sarà a Roma il 24 gennaio. Troppo costoso il viaggio dalla provincia di Ragusa dove vive e lavora. Ma per lui e per tutti quelli come lui, lunedì prossimo potrebbe essere un giorno importante. Le organizzazioni Fillea e Flai, i due comparti di Cgil che si occupano rispettivamente degli edili e dei braccianti, hanno indetto un'assemblea nazionale congiunta. Durante i lavori verrà presentata una proposta alla politica: l'introduzione del reato di caporalato con pena da 3 a 6 anni. Ancora oggi, infatti, per i mercanti di braccia è prevista solo una sanzione amministrativa di 50 euro per ogni lavoratore occupato. Lo stabilì il decreto legislativo 251 del 2004. Deterrente zero, controlli zero.

Cacao su del 20% per le tensioni politiche in Costa d´Avorio. Aumentano cotone, caffè e grano.  Quattara, il vincitore delle elezioni, chiede uno stop di un mese all´export di semi per tagliare i fondi a Gbagbo. In Cina tessile ai massimi

L´impasse politica in Costa d´Avorio – il paese con due presidenti – manda di nuovo in fibrillazione i mercati delle materie prime mondiali. A conquistare la ribalta, questa volta, è il cacao, schizzato ai massimi degli ultimi 15 mesi (3.302 dollari alla tonnellata con un balzo del 5% ) dopo che Alessane Quattara, il vincitore delle elezioni del 28 novembre, ha chiesto ai grandi produttori nazionali di sospendere per un mese l´esportazione dei preziosi semi. Obiettivo: tagliare i fondi con cui Laurent Gbagbo – l´ex presidente sconfitto nelle urne che si rifiuta di lasciare la poltrona malgrado la pressione delle grandi potenze e degli altri paesi africani – riesce ancora a pagare gli stipendi all´esercito e ai suoi fedelissimi. I principali esportatori (tra cui il colosso britannico Cargill) hanno risposto di sì all´appello di Quattara impegnandosi a sospendere le spedizioni. Una doccia fredda visto che la Costa d´Avorio è il terzo produttore mondiale con un giro d´affari di 4,3 miliardi di dollari.
"In Italia mancano 50 mila infermieri a cui entro il 2015 si aggiungerà una quota consistente di medici specialisti. Sopperiscono gli immigrati, pari al 28% del personale infermieristico" . Lo afferma Azione per la salute globale (AfGH)in un report internazionale che sarà presentato nei prossimi giorni al secondo "Global Forum on Human Resources for Health" (Forum Globale sulle risorse umane impiegate in sanità) in corso a Bangkok dal 25 al 29 gennaio.

"Per compensare alla mancanza di personale sanitario l’Italia si affida a medici e infermieri stranieri, contribuendo così ad acuire la carenza di professionisti sanitari nei paesi del sud del mondo - riporta la nota: in Italia sono stranieri il 28,4% degli infermieri (in maggior parte di nazionalità rumena, peruviana e indiana) e il 4,4% dei medici. Sul territorio nazionale mancano inoltre circa cinquantamila infermieri a cui si aggiungerà, da qui a cinque anni, un numero consistente di medici specialisti, soprattutto nei campi della radiologia, dell’anestesia e della pediatria.

A pochi giorni dall’approvazione del documento preliminare al Piano sanitario nazionale per il triennio 2011-2013 (in .pdf), anche il report internazionale “Addressing the global health workforce crisis” (in .pdf), dedicato alle politiche per la salute di Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna e al loro impatto sui paesi del sud del mondo, punta i riflettori sulla futura mancanza di personale sanitario.
Calciatore inglese filmato in una orgia
Una stella della Premier League inglese è stata filmata in un video in cui prende parte ad un'orgia con due ragazze brune insieme ad un suo compagno di squadra. A rivelarlo è il Sun. Il calciatore ventenne in questione gioca nella stessa squadra di un altro asso del pallone al centro di un altro scandalo: un filmino di un'orgia con tre bionde svedesi. Il nuovo video mostra il giocatore fare sesso in una camera d'albergo mentre l'altro giocatore lo incoraggia.

Contratti precari, lavori saltuari e salari ridicoli. Oggi l'economia mondiale, soprattutto ai giovani, offre queste cose. Poco o nulla in confronto ai sogni nel cassetto di giovani e meno giovani che così non possono realizzarsi.
La disoccupazione morde l'Italia e tutta l'Europa. In generale il mercato del lavoro mondiale è in forte crisi. Tranne in Uruguay, che in nove anni è passato da un tasso di disoccupazione del 20 a quello del sei percento.

Quindi cosa è successo? E' successo che nel corso degli ultimi sei anni, il livello di crescita del paese sudamericano è arrivato al 6,5 percento annuale. Oggi il numero di persone senza lavoro è fisiologico.
Ma non sempre il raggiungimento della piena occupazione è da considerare come un dato positivoPer due motiviIl primo è davvero incredibile: c'è in sostanza piena occupazione e le aziende faticano a trovare personale. La mano d'opera scarseggia ma anche i professionisti specializzati non ci sono. E questo è comunque un problema. Il secondo punto riguarda il tasso di inflazione. La competizione economica, in merito ai salari dei lavoratori potrebbe far aumentare i prezzi dei prodotti creando scompensi.

beniconfiscati27012011Il giorno 15 febbraio alle ore 16.30 presso la Provincia di Roma, sala della pace. Presentazione del dossier di inchiesta sui beni confiscati alle mafie a Roma e nel Lazio.

"Il riutilizzo dei beni confiscati può essere una grande risorsa per il territorio in cui si vive e offrire una opportunità di implementazione non solo per i servizi di welfare esistenti ma anche per sostenere le attività delle associazioni no profit e terzo settore e per attivare percorsi di promozione culturale e per le attività sociali."
Libera associazione, nomi e numeri contro le mafie assieme alle associazioni Equrete; C.N.C.A. Lazio; Da Sud; Gioventù Attiva, Action Diritti; ha realizzato la prima ricerca indipendente sull'effettivo riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie nel Comune di Roma e ai Comuni della Provincia di Roma.
E' necessario avviare insieme un ragionamento sulle modalità e il riutilizzo del patrimonio sequestrato alle mafie a partire dall'inchiesta che nel dossier abbiamo raccontato e in cui si elencano oltre alle buone pratiche anche come spesso tale patrimonio viene, dopo la confisca, abbandonato.

I migliori libri di contro-informazione. La verità ci renderà liberi

macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti

cerca sul blog

Caricamento in corso...

Archivio articoli

Gli articoli sono ordinati in ordine cronologico; (i più recenti in cima) clicca sul titolo per aprire l'articolo

Blog Archive


Apprezzi il nostro lavoro? Aggiungi il nostro logo al tuo sito!

Lettori fissi