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sabato 5 marzo 2011

Suddivisi per partito di appartenenza, ecco i parlamentari che matureranno diritto alla "pensione da parlamentare" il 3 Aprile 2011:

Popolo della libertà: 132 su 231 (57%)
Lega Nord: 44 su 59 (74%)
Partito Democratico: 143 su 206 (69%)
Italia Dei Valori: 15 su 22 (68%)
UDC: 19 su 34 (55%)
Futuro e Libertà: 14 su 32 (43%)
Gruppo misto 8 su 21 (38%)
Iniziativa Responsabile 17 su 25 (68%)

Fonte: Openpolis 

Gli accadimenti politici degli ultimi tempi, spesso hanno portato a credere che il governo potesse cadere da un momento all’altro. Berlusconi ha usato la sua influenza per convincere alcuni parlamentari a passare (o ritornare) nella sua colazione, e alla fine dei giochi è riuscito a restare al suo posto. Molti hanno ipotizzato che il governo non è caduto perché molti deputati e senatori non avevano maturato l'anzianità necessaria per la tanto ambita pensione a vita: ipotesi  plausibile, tuttavia si rende necessaria una puntualizzazione. Nel 2007 infatti è stata modificata la norma di legge che regola le pensioni dei parlamentari. Mentre in precedenza bastavano 2 anni e mezzo di mandato per godere dell’assegno vitalizio, ora servono 5 anni di effettivo mandato parlamentare per averne diritto, ovviamente a partire dai sessantacinque anni di età.Se visitate "Openpolis", il sito che si occupa delle statistiche sugli "eletti", potete leggere il rapporto “Camera Aperte 2011”, secondo il quale il numero dei deputati e senatori che non hanno maturato il periodo necessario per accedere alla pensione da parlamentare, sono rispettivamente 392 e 171: nelle fila della Lega Nord, non hanno ancora raggiunto l'anzianità necessaria addirittura il 74% dei parlamentari. Il "giorno del bengodi" per questa flotta di aspiranti pensionati, sarà il 3 Aprile 2011: ormai manca poco meno di un mese: quel giorno, quasi la totalità dei deputati e dei senatori raggiungeranno il numero di giorni necessario (salvo qualcuno subentrato in parlamento più tardi)

Lo staff di nocensura.com
L'Africa dei rifiuti
La mancanza di un adeguato programma sanitario e la presenza di spazzatura nelle città provocano il diffondersi di epidemie. E le conseguenze sono: mortalità infantile, bassa aspettativa di vita e la trasmissione di malattie attraverso l’acqua.
L’Africa è la pattumiera del mondo perché è il continente più povero. Negli anni Novanta,carne radioattiva proveniente dall’ex Unione Sovietica viene seppellita in Zambia dopo che la popolazione ne aveva mangiata una parte.Affamata, la gente la riesuma. Nel 2000 lo Zambia riceve in «dono» barattoli di carne contaminata dalla Cecoslovacchia. Dopo la scoperta, i 2.880 barattoli sono seppelliti a 3,5 metri sottoterra e coperti con una colata di cemento nel villaggio di Chongwe. Da allora, gli abitanti affamati hanno fatto di tutto pur di arrivare alla carne. Due anni dopo un giornale belga, Gazet van Antwerpen, informa che sono riusciti a riesumarla e mangiarla.
La cattura della super-petroliera nel golfo di Aden, nel novembre scorso, è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno-canaglia globale di cui noi, i consumatori ricchi del villaggio globale, siamo gli inconsapevoli soci in affari.

La famosa Ilva di Taranto, che da sempre avvelena il territorio impunemente, ancora sotto i riflettori per le emissioni notturne... quando non ci sono controlli.... ecco il video realizzato da un membro del "Fondo Antidiossina" di Taranto.


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Crescita incontrollata delle urbanizzazioni. «Incentivata dal Milleproroghe» 

Ormai coperto il 7% del suolo. Veneto e Lombardia in testa 


E’ come se ogni quattro mesi nascesse una «nuova» Milano: il cemento si mangia in Italia oltre 500 chilometri quadrati di territorio all’anno. A raccontarlo è «Ambiente Italia 2011», il rapporto di Legambiente sul consumo di suolo la «cui crescita in questi anni, senza criteri o regole - ha spiegato il presidente Cogliati Dezza - è tra le ragioni dei periodici problemi di dissesto idrogeologico e tra le cause di congestione e inquinamento delle città». Per dire: a Roma in 15 anni è scomparsa un’area verde grande come Bolzano. 
Come fermare l’avanzata del cemento? La strada indicata da Legambiente passa per limitazioni alla crescita urbana e lo stop alla speculazione edilizia. «Esattamente il contrario - accusa Cogliati Dezza - di quanto adottato nell’ultimo decreto Milleproroghe che continua a consentire ai Comuni, per i prossimi due anni, di adoperare il 75% degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti e incentiva quindi a rilasciare permessi a edificare anche dove non necessario, per pagare gli stipendi dei dipendenti». 
Attualmente la superficie nazionale urbanizzata è pari all’estensione di Puglia e Molise messe insieme, per un totale di 2.350.000 ettari, il 7,6% del territorio nazionale, vale a dire 415 metri quadrati per ogni italiano. Negli ultimi 15 anni, osservano da Legambiente, il consumo di suolo è cresciuto in modo incontrollato tra periferie estese, grappoli disordinati di sobborghi residenziali, blocchi commerciali connessi da arterie stradali. In una triste classifica delle regioni più cementificate nel 2010, la Lombardia era in testa con il 14% di superfici artificiali, seguita dal Veneto con l’11%, dalla Campania con il 10,7%, dal Lazio e dall’Emilia Romagna con il 9%. I primi risultati del 2011 portano invece alla ribalta anche Molise, Puglia e Basilicata che, pur conservando un forte carattere rurale, stanno conoscendo dinamiche di crescita accelerata delle superfici urbanizzate. 
La maggior parte delle trasformazioni avviene a discapito dei suoli agricoli e, solo in misura minore, dei terreni incolti o boschivi. Il consumo di suolo non è comunque una prerogativa italiana. Siamo nella media Ue, ma la nostra situazione è più complessa. Le periferie delle principali città, ad esempio, crescono senza un progetto ambientale, di trasporto pubblico e di servizi. Nelle aree di pregio, tra cui le coste, la costruzione di seconde case ha poi cementificato gli ultimi lembi liberi tra cui anche le zone a rischio idrogeologico. Infine l’Italia sarebbe vicina agli obiettivi del protocollo di Kyoto, ma rischia di non farcela a raggiungerli se non la smette di «remare contro lo sviluppo delle rinnovabili». (m.v.)

FONTE: IL CENTRO, SABATO, 05 MARZO 2011 



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«L’aborto  non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino»; i  medici «nonpossono venire meno al grave compito di difendere dall’inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell’aborto la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino» (Bendetto XVI, udienza ai partecipanti della XVII Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita – 26 febbraio 2011).
L’epidemia di Aids che affligge i popoli africani «non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi» (Benedetto XI, visita pastorale in Camerun e Angola – 17 marzo 2009);
Questi alcuni dei non che Santa Romana Chiesa, per bocca del suo rappresentante, impone ai suoi fedeli senza fornire il dovuto ma. Di norma, quando si critica un comportamento, prima se ne spiegano le ragioni, poi si fornisce un’alternativa (il ma, per l’appunto). In questi casi né l’uno né l’altra. Il non è un no e non c’è niente da capire o da discutere. Mistero della fede.
L’aborto. Il sommo pontefice non fornisce un’alternativa all’aborto terapeutico, un «inganno» che distrugge la donna e acceca la coscienza del padre un po’ come successe ad Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre quando lei, sciagurata, colse la mela e causò a entrambi la discesa in Terra. In effetti, le parole di Ratzinger descrivono la donna come un essere incapace di giudizio e volontà proprie, una a cui l’amica, la cugina o la cartomante del caso abbia suggerito di disfarsi di un “peso”: «La donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l’aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto “terapeutico” per evitare sofferenze al bambino e alla sua famiglia, e un “ingiusto” peso alla società». La madre, povera demente, viene «convinta» ad abortire; il padre, accecato, la segue. Misoginia a parte, ancora una volta il papa parla di sofferenze che non conosce e si permette di elucubrare sulla maturità e il dolore delle scelte altrui a suon di proclami, instillando nelle menti il dubbio che un miracolo della fede potrebbe risolvere i problemi di grave malformazione fetale e i conseguenti drammi familiari e sociali.


I finanzieri hanno applicato la legge alla lettera: Il negoziante doveva emettere ugualmente lo scontrino
L’altro ieri un clochard si è presentato nella pasticceria di vico dei Notari, in centro storico, e ha chiesto del cibo. Il pasticcere si è impietosito e gli ha regalato tre canestrelli. Erano rotti, non avrebbe potuto venderli e ha pensato di fare una buona azione piuttosto che buttarli nel cestino. Ma fuori dal negozio c’erano i finanzieri. E lo scontrino, per quei biscotti, non era stato rilasciato. Il titolare della pasticceria ha pagato a caro prezzo il suo gesto. Le Fiamme Gialle gli hanno elevato un verbale per mancata emissione di scontrino.
D’altra parte, la legge parla chiaro: la merce di un negozio non può essere regalata in alcun modo. Anche se si tratta di un omaggio gratuito, il commerciante è tenuto a battere uno scontrino a valore zero. Poco importa se i prodotti siano vendibili o invendibili: tutto ciò che esce da una panetteria così come da una boutique deve essere registrato.
Il pasticcere non vuole fare polemica con la Guardia di Finanza: «I militari hanno fatto il loro lavoro e sono stati gentilissimi», ha detto. La legge è legge e va rispettata. Quando però c’è di mezzo la solidarietà, a volte, il discorso non è così lineare. «Prendo atto che oggi come oggi non è possibile regalare alcunché – dice il pasticcere – Nemmeno i prodotti che, per qualche difetto, alla fine della giornata, finiscono dritti nei cassonetti dell’immondizia». Anche la pietà, alla fine, deve essere registrata al fisco.

Da "Il Secolo XIX" del 27 febbraio 2011


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Sarà anche un Paese arabo, inserito nelle dinamiche mediorientali ma, fino a prova contraria, la Libia si trova in Africa. E allora, mentre nel Mediterraneo soffiano venti di guerra e Stati UnitiUnione EuropeaRussia e Cina riscrivono le loro agende, mettendovi in cima la crisi libica, viene spontaneo chiedersidove sia finita l'Unione Africana. E la risposta è semplice: non pervenuta. Mentre nella parte settentrionale del continente soffiano venti di democrazia e regimi illiberali vengono contestati e rovesciati, la massima organizzazione politica continentale non c'è. Se si va sul suo sito internet, la pagina d'apertura, sotto la testatina "What's happening?", porta una serie di notizie sull'attività dell'Ua ma della Libia non c'é traccia. Bisogna allora aprire la sezionePeace&Security e, dopo la missione a Cotonou, il Djibouti Process per la crisi somala, il comunicato della 263esima riunione del Consiglio di Pace e Sicurezza e il rapporto dello stesso organo sulla sua missione in Sudan, si scopre che "l'Unione Africana esprime una forte preoccupazione per la situazione in Libia". E' un comunicato datato 23 febbraio. Due paragrafi, 10 righe in tutto, in cui l'organizzazione "condanna l'uso spoporzionato della forza contro i civili e deplora la perdita di vite umane", "sottolinea che solo il dialogo e il confronto consentiranno al popolo libico di trovare le giuste soluzioni" e "incoraggia tutti gli attori a favorire il dialogo". Tutto qui. Prima e dopo non c'è nulla.
Io non mangerò mai più carne finché il mondo esiste”. I Cor. 8:13.

L'estrema avversione che alcuni adulti e molti bambini mostrano nei confronti della carne di ogni tipo, è attribuita da Fitch ad una tendenza atavica, cioè alla sopravvivenza dell'istinto primitivo dei nostri antenati preistorici che non mangiavano carne” - (J. H. Kellog, M.D., editore Buona Saluto).

È stata notata l'enorme quantità di morti in America dovuta al morbo di Bright. Non ho più dubbi che la dieta ricca di carne rovini i reni, specialmente considerando gli esperimenti dei dr. Newburgh, i quali provano che possiamo, con certezza matematica, produrre il morbo di Bright anche nei topi, mettendoli a dieta con molta carne” - (M. Hindhede, M.D., Commissario della Sanità in Danimarca),

La carne è stata a lungo sospettata di essere un cibo povero. Un'ampia esperienza sta provando che il sospetto è fondato. L'avvertimento di solito era: mangia meno carne. Ora è: non mangiare la carne. Gli uomini un tempo credevano che la carne fosse necessaria per produrre sangue. Ora è noto che la frutta fresca, le bacche e le verdure forniscono il corpo di materiale migliore di quello che danno le migliori bistecche.

Il brodo di manzo è stato a lungo considerato un valido tonico e stimolante, quasi indispensabile per i malati deboli. Ora è noto che è vero il contrario. Secondo un eminente medico francese, il brodo di manzo è una «vera soluzione di veleni». Il dottor Austin Flint, dei Bellevue Hospital College, uno dei più importanti medici d'America, fece un'analisi chimica dei brodo di manzo, e scoprì che il risultato era praticamente lo stesso di un'analisi dell'urina.
"Tra poco è la festa della donna, ma non per me. Io sono stata umiliata. Quegli uomini mi hanno uccisa dentro. L'ultimo colpo l'ho avuto quando uno dei carabinieri ha detto che ero consenziente. Ma come potevo esserlo se non ero libera?". Continua a parlare con gli inquirenti S. D. T., la ragazza madre di 32 anni, racconta dello stupro dei tre carabinieri e del vigile che l'avrebbero violentata.

chavez gheddafi e1299087274322 Fidel e Chavez, gli amici di GheddafiI due leader socialisti, insieme con Ortega, si sono espressi in favore del Colonnello e contro gli Usa


Rivoluzionari, socialisti e un po' eccentrici. Ecco gli amici di Gheddafi. Mentre al Palazzo di Vetro, in occasione del voto per le sanzioni contro la Libia, la maggior parte dei paesi latino-americani ha condannato la repressione condotta dalle truppe del Colonello, Fidel Castro, Hugo Chavez e Daniel Ortega hanno invece espresso il proprio appoggio.
I tre leader sudamericani hanno deciso di sostenere il loro amico ed importante esempio di socialismo in salsa terzomondista. L’ “incompreso” Gheddafi, dal suo canto, ha finalmente trovato qualcuno che lo sostenga in un momento in cui si sente tradito, rimanendo sorpreso dall’Occidente che ha deciso di abbandonarlo di fronte ai “terroristi”. Convinto che dietro a tutto questo ci sia Al Qaeda, il Colonnello non capisce il venir meno di questo appoggio, nato proprio per contrastare il terrorismo. È come se non si rendesse conto di ciò che sta accadendo intorno a lui, tanto da arrivare ad affermare: “il mio popolo mi adora e per proteggermi sarebbe disposto a dare la propria vita”.

Il sostituto procuratore della Dda della città Giuseppe Lombardo: “Andiamo avanti con più convinzione di prima. La strada è quella giusta“. Sulla sua scrivania ci sono delicatissimi fascicoli sui legami fra la ‘ndrangheta e la politica
Il Pm Giuseppe LombardoUn proiettile di kalashnikov indirizzato al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo.
Questa volta, l’ennesimo messaggio mafioso al magistrato reggino è stato intercettato al centro di smistamento delle Poste a Lamezia Terme. Il terzo proiettile nel giro di un anno per il pm Lombardo il quale, già nel febbraio 2010, era stato avvertito dalla ‘ndrangheta. Poche righe all’epoca erano state sufficienti per invitarlo a “farsi i cazzi suoi se non vuole fare la fine di Falcone e Borsellino”.
Nella busta trovata lunedì sera, invece, non c’era nessun biglietto. Solo un proiettile di mitra sufficiente a far capire al pm che le cosche non scherzano. L’attenzione è alta al sesto piano del Cedir.
“Andiamo avanti con più convinzione di prima. La strada è quella giusta” è l’unico commento del magistrato che ha appreso la notizia mentre si trovava fuori regione per interrogare i nuovi collaboratori di giustizia Roberto Moio e Antonino Lo Giudice.
Stando agli umori degli inquirenti, il mittente deve essere ricercato nel ventre molle della ‘ndrangheta di Reggio Calabria oggetto di numerose e delicate inchieste coordinate dal pm Lombardo.
Sulla sua scrivania ci sono fascicoli delicatissimi sulle famiglie mafiose reggine e sui loro legami con la politica e i colletti bianchi. Fascicoli che presto si potrebbero trasformare in richieste di custodia cautelare in carcere.

“Ma lo sanno questi signori cosa vuol dire essere malati e avere tra le mani una diagnosi che ti sbatte in faccia quella che sarà la tua sorte? Poche settimane di vita, i giorni e le ore contati e un’unica certezza: non sarai più padrone di te stesso, il tuo corpo malato, provato, devastato, cederà e anche la più piccola funzione vitale, bere, alimentarsi, espellere i tuoi rifiuti, sarà una umiliazione”.
Carlo Troilo è un giornalista che per anni si è occupato di pubbliche relazioni in grandi aziende e ministeri importanti, ha sempre avuto simpatie socialiste e radicali, oggi è un attivista dell’associazione Luca Coscioni e si occupa di testamento biologico e di problemi legati al fine vita. Da lunedì sarà insieme all’associazione Coscioni in Piazza Montecitorio per quello che chiama un “digiuno del dialogo”. “Voglio convincere i parlamentari disposti – dice – a far prevalere, almeno in questo caso, le ragioni della loro coscienza sulle direttive dei rispettivi partiti”. L’evento che ha spinto questo signore borghese, colto, che parla sempre con calma preoccupandosi che i suoi concetti arrivino all’interlocutore, ad occuparsi di un tema così complesso è stato un evento tragico: “Il suicidio di mio fratello Michele”.
Tutto inizia in una calda giornata di luglio. La famiglia è in vacanza e gode il sole del mare d’Abruzzo. Michele, che ha settant’anni ed è single per scelta, si sente stanco. Va a farsi le analisi del sangue: “Ricordo ancora quel momento, il volto di pietra del medico e il suo sguardo”. Michele è malato, il suo corpo è stato attaccato da una potentissima forma di leucemia. Ha poche settimane di vita. Le possibilità di resistere al male sono scarse e legate a cure dolorosissime. “Una chemioterapia fortissima che mio fratello sopporta e che per un po’ lo aiuta. Quando tornammo a Roma in autunno sembrava rifiorito, non nascondo che anche noi cominciammo a sperare”. Poche settimane, poi la leucemia si riprende il corpo di Michele, in modo prepotente, invasivo, totale. Ora i medici giudicano inutili e pericolosi i cicli di chemioterapia. “Ci consigliano di portarlo a casa, il suo letto serviva ad un altro malato. Ma non ci abbandonano, perché la gente non sa dell’esistenza di un mondo di silenziosa solidarietà, infermieri che volontariamente alla fine del loro lavoro in ospedale assistono i malati terminali”. Sono giorni di strazio per Michele, per i suoi fratelli e per gli amici.

Il leader libico non molla e lancia una controffensiva in diverse città. Diverse decine le vittime tra i ribelli. Almeno 17 persone sono rimaste uccise nell'esplosione di un deposito di armi a Bengasi

Venerdì di guerra in Libia dove l’esercito ha lanciato una controffensiva in Cirenaica, bombardando Brega, la vicina Ras Lanuf e Ajdabiya. E in Tripolitania, dove la tv di Stato ha annunciato di aver riconquistato Zawiya, città a soli 40 km da Tripoli di enorme importanza strategica perché sede della più importante raffineria del Paese nordafricano. Diverse decine sono le persone rimaste uccise negli scontri di oggi.

Almeno 17 persone hanno perso la vita stasera nell’attacco sferrato dalle forze fedeli a Gheddafi contro un deposito di armi a Rajma, sobborgo alla periferia di Bengasi, seconda città della Libia ed epicentro dell’insurrezione contro il regime: lo ha riferito l’emittente televisiva satellitare al-Jazeera. Secondo testimoni oculari una potentissima esplosione ha fatto saltare in aria un’auto-pompa dei vigili del fuoco, e raso al suolo diverse abitazioni adiacenti.

L’offensiva delle forze fedeli a Gheddafi ha portato alla riconquista di Zawiya. L’esercito ha attaccato i manifestanti, causando secondo la tv Al Jazeera 50 morti e 200 feriti. Le forze lealiste hanno aperto il fuoco alla periferia della città, su una folla di alcune migliaia di persone.
venerdì 4 marzo 2011


Sulla veridicità del Grande Fratello 11 avevamo qualche dubbio ormai da molto tempo, ma a conferma che i nostri dubbi non sono infondati, arrivano anche le affermazioni di Guendalina Tavassi. Certo è che la regia questa volta non è ruscita in tempo a mettere in atto la "censura" mostrandoci il salone vuoto, per cui buona parte del discorso lo abbiamo sentito e quel che ne emerge è davvero interessante.
Guendalina Tavassi sta parlando delle nominations con la compagna d'avventura Angelica Livraghi. Guendalina racconta di aver fatto "incazzare" gli autori per le sue nominations. I ragazzi, a quanto pare, vengono interpellati un giorno prima e viene chiesto loro di fare tre nomi in ordine di preferenza, ma visto che Guendalina il giorno delle nominations li ha cambiati, ha mandato gli autori su tutte le furie. La domanda sorge spontanea: perché tutto ciò?
La risposta è ovvia: il Grande Fratello 11 fa i suoi calcoli il giorno prima della diretta, per "pilotare" chi dovrà o meno abbandonare la casa. Altri indizi sul fatto che la trasmissione sia pilotata? Alcune bestemmie, tanto per cominciare, sono passate inosservate. In primis quella di Guendalina Tavassi, che insieme a Davide Baroncini è uno dei concorrenti "protetti", come ha spiegato lo stesso siciliano. Inoltre qualche tempo fa sono spuntati i nomi dei quattro finalisti e Rosy Maggiulli, uscita poco tempo dopo il suo ingresso, ha spiegato che gli autori le facevano sparire i costumi per "costringerla" a fare le docce sexy.
Insomma, qui di reality c'è ben poco, date un'occhiata al video!
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Ci sarebbe voluta una leadership politica disposta a spezzare questo circolo vizioso. Ci sarebbe voluto qualcuno con la forza di dire basta. Di infrangere la catena che dal 1960, praticamente, lega a doppio filo il nostro paese, l’Italia, con il destino della Libia guidata dal colonnello Muhammar Gheddafi. E’ dal momento immediatamente successivo al colpo di stato militare che depose la fragile monarchia postcoloniale infatti che il raìs si occupa del nostro paese.
GHEDDAFI E L’ITALIA – Il modo lo racconta Maurizio Molinari, corrispondente estero per la Stampa, a Foreign Policy, il magazine globale di esteri e geopolitica. La situazione è chiara, per Molinari, che in un impeto riassuntivo, sintetizza.
Più Gheddafi insultava l’Italia, più concessioni riceveva da Roma.
In breve la sigaretta elettronica (nell’aspetto simile alla sigaretta comune) elaborata dapprima in Cina da Hon Lik, è o dovrebbe essere uno palliativo al vizio del fumo e consiste in un congegno elettronico composto da un filtro, una batteria ricaricabile che genera vapore inalabile tramite un vaporizzatore.

Per concludere un caricabatterie (USB) per il vaporizzatore. L'effetto fumo della sospensione è data dalla presenza di glicerolo ed in minima parte dal glicole propilenico. Oltre a ciò ci sono altri particolari interessanti: si possono scegliere sigarette con nicotina (che può essere regolata gradualmente nella quantità abituando così l’organismo ad assunzioni sempre minori); e per di più si possono comperare filtri - costruiti con materiale plastico e ipoallergenico - in vari aromi. Ma è veramente un rimedio per smettere di fumare? Sicuramente potrebbe essere un buon aiuto per ridurre le sigarette “quotidiane”, ma per smettere definitivamente deve esserci sempre e comunque la “benedetta” buona volontà. Certo è che fa meno male della classica sigaretta poiché sono assenti quei componenti cancerogeni caratteristici di quest’ultima e studi tossicologici lo confermano. L’OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 2008 non identificava nella sigaretta elettronica un mezzo utile per interrompere il vizio del tabacco per insufficienza di studi nel settore.
Don Ruggero Conti, il mostro accusato di aver abusato di sette bambini affidati alle sue cure nell’oratorio e nei campi estivi, è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione.  

Così  ha deciso la VI sezione del Tribunale penale di Roma. L’ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma venne arrestato il 30 giugno del 2008, finì ai domiciliari e poi fu liberato. I reati, commessi tra il 1998 e il maggio del 2008, vanno dagli atti sessuali con minori, alla violenza sessuale, e alla induzione alla prostituzione minorile.
Alla notizia della condanna persino il Vescovo mons. Alberto Mazzola, ha proclamato il suo “Profondo dolore per l'accaduto – e - ferma condanna per i gravi delitti”. Inoltre ha dichiarato che nei confronti di don Conti verranno presi anche i provvedimenti canonici previsti dalla Congregazione per la dottrina della fede. Che finora, naturalmente non erano stati presi.
Sconvolgente la notizia della ragazza lombarda 32enne violentata RIPETUTAMENTE da 3 Carabinieri: (questo l'articolo) - Pochi giorni fa invece avevamo riportato la notizia di due poliziotti penitenziari che a Milano avavano abusato di due trans reclusi (questo l'articolo).

Quando i protagonisti di questi ignobili crimini hanno la divisa, spesso i riflettori si spengono subito, e non si viene a sapere se vengono condannati o meno, e le condanne che vengono comminate.

Omicidi di stato come Aldrovandi, Cucchi, Gabriele Sandri e molti, troppi altri: (vedi sezione "omicidi di stato" su www.nocensura.com)

Cariche e violenze immotivate, come la scuola Diaz, ma come avvengono in praticamente quasi tutte le manifestazioni: e se certi manifestanti "se le meritano", spesso a subire è chi non ha fatto niente.

Storie di abusi di potere e impunità che certo non giovano all'immagine delle forze dell'ordine, che ricordiamocelo, sono composte IN MAGGIORANZA da brave persone, che ci rimettono a causa di un drappello di mascalzoni, una minoranza, che però DOVREBBE ESSERE PUNITA, mentre invece non succede quasi MAI. O vengono assolti, o come gli assassini di Aldrovandi, subiscono pene ridicole, come due anni di reclusione per un omicidio immotivato, ingiustificabile. E restano persino in servizio.

Le forze dell'ordine, che hanno - avrebbero? - il nobile compito di proteggerci e difenderci, dovrebbero essere amate dalla popolazione, mentre invece questi fatti contribuiscono solo ad allontanarli dai cittadini e generare una crescente antipatia che spesso finisce nello sfociare nel vero e proprio ODIO...

Dovrebbero essere d'esempio, e quando abusano dei loro poteri - perchè qualche mela marcia ci sarà sempre, nelle forze dell'ordine come nelle altre categorie - dovrebbero essere puniti in modo ESEMPLARE.

Speriamo un giorno, che le cose cambino: quel giorno, la nostra società sarà migliore.

Antonio di nocensura.com

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E' una vicenda gravissima quella denunciata da una donna di 32 anni arrestata a Roma e condotta in una cella di sicurezza dove tre uomini dell'arma hanno abusato di lei ripetutamente.


Ma vediamo i fatti.  S.D.T. è  una ragazza lombarda arrivata nella capitale da qualche giorno ed è ospitata da un suo amico che risiede nella Via Tuscolana.  Il 23 febbraio scorso la giovane  viene bloccata da una pattuglia dei carabinieri  mentre sta uscendo da un supermercato dove aveva rubato alcuni articoli dagli scaffali. Gli uomini dell'Arma la conducono presso gli uffici della stazione Tuscolana, ma le celle di sicurezza sono tutte occupate, per cui viene trasferita nella caserma del Quadraro, dove dovrà trascorrere la notte per essere poi processata per direttissima il giorno seguente. Ma quella sera - secondo la versione della donna - tre carabinieri e un vigile urbano gli fanno visita in cella. Chiaccherano con lei, le offrono da bere e la conducono nella sala mensa, dove due di loro abusano ripetutamente del suo corpo, mentre un terzo fa da palo per controllare che nessuno si avvicini. Il giorno seguente la donna si trova davanti al giudice monocratico per il reato commesso, al quale non racconta nulla e successivamente viene rilasciata. Una volta rientrata a casa racconta tutto all'amico che la ospita, il quale la convince a denunciare l'accaduto.
L’assessore regionale della Lombardia Monica Rizzi probabilmente avrà sorriso leggendo del ministro tedesco Guttenberg, che si è dimesso perché accusato di plagio: avrebbe copiato la tesi con cui ha ottenuto il dottorato di ricerca. Cosa avrà pensato Monica Rizzi? Lei che, secondo la denuncia dell’ordine degli psicologi che ha portato all’apertura di un fascicolo in procura a Milano, per anni ha partecipato a convegni e accettato consulenze in veste di psicanalista? Quando è stata “scoperta” ha cancellato dal suo sito il curriculum medico, sino ad allora costantemente aggiornato. Il problema per Monica Rizzi non è stato valutare se dimettersi o meno ma come poter comunque approdare in consiglio regionale. Così è stato. Diventando assessore allo sport. I meriti? Anche quello di aver seguito, cresciuto, guidato per mano Renzo Bossi alla sua prima campagna elettorale a Brescia.
“Non ne so nulla”, dice Silvio Berlusconi nel tardo pomeriggio lasciando Palazzo Grazioli. Per quanto il premier dica di non sapere nulla della prescrizione breve, una proposta di legge presentata oggi dal deputato del Pdl Luigi Vitali, e per quanto Niccolò Ghedini abbia delegittimato l’iniziativa di Vitali dicendo che non era concordata, la maggioranza tenterà di estrapolare alcuni passaggi dalla proposta di legge e inserirli sotto forma di emendamenti al ddl sul processo breve.  E i passaggi utili al Cavaliere potrebbero essere molti.

Vitali del resto non è al suo esordio sul terreno delle leggi ad personam. E’ lo stesso deputato che nel 2005 modificò la legge Cirielli che prevedeva cambiamenti al Codice penale in maniera talmente a favore del premier, e con conseguenze così devastanti sulla macchina già ingolfata della giustizia, che persino il primo firmatario, il senatore Edmondo Cirielli, si dissociò, sconfessò la legge e chiese che non venisse più chiamata con il suo nome. La legge fu approvata il 5 dicembre 2005 e cambiò il Codice penale in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione. In particolare, diminuiscono i termini di prescrizione ed aumentano le pene per i recidivi e per i delitti di associazione mafiosa ed usura.
Il presidente Usa ieri sera ha detto che il colonnello "deve andarsene". Ma il leader libico non molla il Paese e manda i suoi caccia contro i rivoltosi.

Non si è fatta attendere la risposta di Gheddafi al presidente degli Stati Uniti Obama che segue da vicino la crisi di Tripoli e ieri sera ha detto, senza mezzi termini, che “Gheddafi se ne deve andare”. Così, questa mattina un aereo militare libico ha lanciato due razzi contro una base militare in mano ai ribelli ad Ajdabijah, nella Libia orientale, ma ha mancato l’obiettivo. Lo hanno riferito alla Reuters gli stessi ribelli.”Eravamo seduti qui, abbiamo sentito il jet, poi l’esplosione e la terra tremare”, ha riferito Hassan Faraj, guardiano delle munizioni alla base di Haniyeh. Secondo Faraj i missili “sono caduti fuori dalle mura”.

Un’altra guardia volontaria, Aziz Saleh, ha detto che sono stati sparati due razzi, che sono finiti appena fuori dai muri di cinta della base.L’aviazione filo-Gheddafi aveva già attaccato la base di Ajdabiyah all’inizio di questa settimana, colpendo fuori e dentro il complesso, ma senza distruggere nulla di rilevante. La base comprende 35 bunker. Secondo quanto visto dal corrispondente della Reuters all’inizio della settimana, uno di questi bunker contiene circa 10.000 tonnellate di munizioni. Un ufficiale delle forze armate passato con i ribelli aveva detto che i piloti avevano sbagliato obiettivo volontariamente, per non uccidere altri libici
Districarsi nella giungla del "mercato libero" non è facile, in giro c'è molta confusione e poca informazione, nonostante la questione riguardi tutti da vicino, La bolletta energetica è un capitolo di spesa alla quale nessuno può sottrarsi, il cui costo, crescente, pesa sempre di più nel bilancio familiare.

Insieme agli amici di nocensura.com, Francesca e Alessandro, abbiamo elaborato questo testo, che spero possa aiutarvi a fare chiarezza sull'argomento, il mercato libero dell'energia consente agli utenti un REALE RISPARMIO sulla bolletta dell'energia elettrica: tuttavia, il risparmio NON E' AUTOMATICO come qualcuno erroneamente crede, in realtà ci sono offerte convenienti ed altre svantaggiose:  effettivamente, anche la definizione "mercato libero", incentiva a pensare che si tratti di una cosa conveniente, ed in effetti LO E', a patto di non farsi malconsigliare da loschi venditori...
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La liberalizzazione del mercato dell'energia, con la conseguente fine del monopolio dell'ENEL, ha aperto un mercato che vale molti miliardi di euro a numerose aziende, fatto che avrebbe dovuto generare concorrenza, portando benefici e risparmio ai consumatori: cosa parzialmente avvenuta, tuttavia non sono mancati problemi e truffe, questione che avevamo affrontato in questo articolo pubblicato il 17 Febbraio.

La giungla delle tariffe è terreno fertile per promotori e venditori truffaldini, alla quale alcuni cittadini si affidano con troppa leggerezza, ammaliati dai classici "sorrisi a 32 denti" di chi deve vendere qualcosa: molteplici i casi di truffa in tutta Italia, spesso perpetrati dai promotori ingaggiati per cercare nuovi clienti mediante il "porta a porta"; in più casi, per incassare la provvigione derivante dall'acquisizione del nuovo cliente, qualcuno ha riempito i moduli a nome di ignari cittadini, falsificandone persino la firma. In altri casi, utenti che sono passati a nuovi gestori con la convinzione di risparmiare, hanno visto lievitare le proprie bollette: NON TUTTE le nuove aziende entrate nel mercato propongono tariffe convenienti! Il mercato è LIBERO, ogni azienda può fare (come per ogni altro settore) le tariffe che vuole, anche più costosa di quella che va a sostituire.

Ovviamente e fortunatamente non tutti i venditori sono truffatori, ma ricordiamoci che in particolare quelli "porta a porta" che non rivedrete mai più, hanno interesse a concludere il contratto, e illustreranno probabilmente la loro proposta come "la migliore del mercato", indipendentemente dalla convenienza reale.


In alcune regioni sono presenti sul mercato anche aziende di modeste dimensioni, che coprono zone ristrette, da poche provincie a qualche regione; senza generalizzare, perché sicuramente la maggioranza di queste società sono serie, vogliamo mettervi in guardia, invitandovi alla massima prudenza (informatevi accuratamente) prima di stipulare contratti con aziende piccole e semi-sconosciute. Nutriamo forti perplessità circa la loro affidabilità, e considerando l'importanza della questione, non è cosa da poco.
Affidarsi ad aziende modeste e poco organizzate, espone maggiormente al rischio di andare incontro a problemi disservizi di varia natura, che possono causare notevoli disagi. 

Le cronache riportano numerosi casi di disservizi, alcuni al limite della truffa, inoltre alcune aziende per "introdursi nel mercato" possono proporre prezzi particolarmente bassi e aumentare sensibilmente le tariffe senza alcun preavviso, dopo aver acquisito un bel po' di clienti. E magari se l'utente se ne accorge e intende passare a un nuovo operatore, ostacolano le pratiche, costringendolo (a meno che non sia disposto a rimanere "al buio") a pagare bollette più "salate" del normale per lunghi mesi, salvo affidare la pratica ad un avvocato, con annessa parcella. Alcuni utenti lamentano invece l'inadeguatezza del servizio di assistenza di alcune società: praticamente inesistente, di conseguenza anche piccoli problemi divengono rilevanti. Possono capitare molti altri disservizi che, difficilmente riguardano aziende conosciute e "di livello", a cui questi problemi causerebbero un danno d'immagine rilevante. DIFFIDATE SEMPRE di operatori semi-sconosciuti e di NON COMPROVATA serietà e affidabilità. 

A tutti coloro che non sono passati al mercato libero, attualmente viene applicata la ben poco vantaggiosa "tariffa a maggior tutela"Di seguito illustriamo alcune proposte e vi proponiamo un calcolo delle tariffe e del risparmio che potete ottenere passando al mercato libero: è evidente come non tutte le proposte siano convenienti! Qualcuno è entrato nel "mercato libero" per risparmiare, e si è trovato la bolletta anche fortemente appesantita.

Considerando che sul mercato sono presenti aziende che non coprono l'intero territorio nazionale, abbiamo preso in esame le proposte disponibili a Milano: ovviamente, nel caso di aziende presenti a livello nazionale come EdisonENELSorgeniaENI, etc queste valgono in tutta Italia.



Prendiamo in esame una bolletta per un consumo di 3.200 kWh/anno e una potenza di 3kW a Milano: le cifre indicate sono comprensive di IVA e riferite a un'utenza privata (per le aziende le tariffe sono diverse)

Operatore e nome offerta: Note Costo annuale Risparmio annuale*
AEEG "Maggior tutela"  tariffa indicizzata AEEG 557.09 Questa è la tariffa applicata a chi non è passato al "mercato libero" Dettagli



Edison "web luce monoraria" Pz Bloc Euro 510.93 Euro 46.15  Dettagli
Trenta - "Monoraria web" tariffa indicizzata NON AEEG Euro 517.97 Euro 39.12  Dettagli
ENEL - "E-light" Pz Bloc - Ctr 12 mesi Euro 519.74 Euro 37.35  Dettagli
Trenta "Monoraria" tariffa indicizzata NON AEEG Euro 523.24 Euro 33.85  Dettagli
Edison "Luce sconto sicuro" tariffa indicizzata AEEG Euro 525.47 Euro 31.62  Dettagli
ENI - "Free" tariffa indicizzata AEEG -  ctr indeterminato Euro 534.20 Euro 22.89  Dettagli
AGSM - "Chiara" tariffa indicizzata AEEG -  ctr 12 mesi Euro 543.16 Euro 13.93  Dettagli
ACAM - "domestica sconto autorità" tariffa indicizzata AEEG -  ctr 12 mesi Euro 543.16 Euro 13.93  Dettagli
BLUENERGY "Enegia 5%" tariffa indicizzata AEEG -  ctr 12 mesi Euro 543.16 Euro 13.93  Dettagli
Sorgenia - "Libero casa bioraria" tariffa indicizzata AEEG Euro 545 Euro 11.68  Dettagli
AGSM - "Chiara bioraria" tariffa indicizzata AEEG Euro 559.74 Sovrapprezzo Euro 2.65
ABenergie - "Casa risparmio bioraria" tariffa indicizzata AEEG Euro 562.12 Sovrapprezzo Euro 5.03
BLUENERGY "Fisso casa bioraria" tariffa indicizzata AEEG Euro 574.07Sovrapprezzo Euro 16.98

*Il risparmio è calcolato in base alla tariffa standard applicata a chi non è passato a mercato libero.
Legenda: AEEG "Autorità per l' Energia Elettrica e il Gas"  - Pz Bloc Prezzo Bloccato - Ctr  Contratto

Se la possibilità di pagare un sovrapprezzo sull'attuale bolletta vi spaventa, pensate che sul mercato ci sono anche tariffe ben peggiori di quelle prese in esame: se passate all'offerta  "Eni relax" di Eni, la bolletta in oggetto, (calcolata su un consumo di 3.200 kW e una potenza di erogazione di 3kW) vi costerebbe addirittura 617.23 euro, con un sovrapprezzo di Euro 60.14! Vi andrebbe decisamente peggio se sottoscrivete l'offerta ENEL denominata "Energia Pura Bioraria": quella bolletta sarebbe stata di Euro 720.22 con un sovrapprezzo di ben 163.13 Euro!

Sulla tabella, per motivi di spazio, non abbiamo riportato la totalità delle offerte disponibili sul mercato: ci siamo limitati a riportare quelle più convenienti e qualcuna svantaggiosaper "rendere l'idea" del mercato libero. Dopo aver preso in esame le offerte disponibili, vi consigliamo di passare senza dubbio al mercato libero dell'energia, aderendo all'offerta di  Edison Peraltro, l'offerta più vantaggiosa è quella riservata a chi sottoscrive l'abbonamento mediante il sito di Edison: (l'offerta si chiama web luce monoraria) andate a darci un'occhiata.

Per visitare il sito di Clicca qui

Antonio Bacherini di nocensura.com
Hanno collaborato: Francesca e Alessandro

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