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"Jobs act" è una bufala: parola dell'agenzia di rating che ci ha declassato

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STANDARD & POOR'S DECLASSA L'ITALIA E SPIEGA PERCHE': L'UNICA ''RIFORMA'' FATTA NON CREA LAVORO E IL DEBITO E' ALLE STELLE Schiaffo di Standard & Poor's all'Italia. Ed e' uno schiaffo che fa male, perche' il downgrade deciso dall'agenzia finanziaria statunitense porta il rating del nostro Paese quasi al livello "spazzatura": BBB- da BBB. Solo un gradino piu' in alto del livello 'junk'. L'outlook sulle prospettive economiche e' invece "stabile". Un colpo duro da incassare per Renzi, che ha sparso ai quattro venti l'idea che invece le riforme a partire dal Jobs Act avrebbero fatto riguadagnare all'Italia la fiducia del mondo. "Non e' una bocciatura del Jobs Act", si appresta a commentare Palazzo Chigi: "Ci dicono che le riforme vanno bene, ma che bisogna andare piu' veloci", che ci sono "elementi buoni nelle riforme ma non tali da compensa...

Italia declassata: pressing dell'elite su Renzi per le "riforme" ?

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A cura di  nocensura.com E' ufficiale: il jobs act non crea occupazione . A dirlo è  Standard and Poor,  l'agenzia di rating che ci ha declassato , e che certo non è dalla parte dei cittadini e tanto meno dei lavoratori e dei disoccupati interessati alla riforma. Anzi, tutt'altro.  Le agenzie di rating sono un tentacolo delle grandi banche , uno strumento degli stessi poteri forti che mediante gruppi come il Bilderberg, la Trilaterale, l'Aspen etc. dirigono/condizionano i governi di tutta Europa, fatta eccezione, almeno parzialmente, per l'Ungheria di Orban, che pur cautamente, senza cercare lo "scontro totale" ( sa che ne uscirebbe perdente ) cerca di tutelare il proprio paese. Con la scusa di "creare nuovi posti di lavoro" - CHE NON ARRIVERANNO -   hanno demolito l'articolo 18 , rendendo precari tutti i lavoratori e togliendo loro ogni potere contrattuale. Il jobs act non è altro che un regalo alla grande imprenditoria e alle mul...

Trani, agenzie di rating rinviate a giudizio per avere favorito il golpe 2011!

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Sono stati rinviati giudizio sei manager ed analisti di Standard & Poor’s e Fitch. L’accusa è quella di intenzionale manipolazione del mercato finanziario, aggravata dal fatto che è stata commessa ai danni dello Stato italiano e dall’ingente danno patrimoniale provocato. Le analisi che potrebbero essere errate riguardano il 2011, l'anno in cui il governo Berlusconi fu messo sotto il fuoco delle agenzie di Raiting e costretto poi a novembre alle dimissioni. "Abbiamo la prova che è stata falsata l’informazione ai mercati finanziari" ha detto il pm chiedendo il rinvio a giudizio di analisti e manager dell’agenzia di rating Standard & Poor’s accusati di manipolazione del mercato".