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sabato 7 settembre 2013
Intervenendo ad un seminario ad Orvieto Alemanno sorprende tutti proponendo di uscire dall'euro e di ridiscutere il Fiscal Compact, che entrerà in vigore tra pochi mesi, nel 2014, un euro-trattato capestro, ratificato da PD-PDL-Centro durante il governo Monti, che costringerà l'Italia a diminuire il debito pubblico per 50 miliardi all'anno per 20 anni: per ottemperare a questo onerosissimo impegno - 1.000 miliardi di euro in 20 anni - l'attuale governo ed i prossimi dovranno svendere il patrimonio pubblico, ad iniziare dalle migliori aziende (poche) rimaste pubbliche, nonché aumentare ulteriormente le tasse e tagliare servizi.

Alemanno ora sembra svegliarsi: come mai fino ad oggi, nelle vesti di politico di spicco del PDL e di sindaco di Roma non ha fatto niente, quando poteva, per contrastare lo strapotere delle banche e della lobby eurocratica? 


L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Intervenendo da Orvieto al seminario di studi “Per un nuovo centrodestra: Prima l’Italia”, proposto da lui stesso, l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha avanzato la proposta di uscire dall’euro per “cambiare il nostro rapporto con l’Europa che si basa su un paradosso. Noi siamo subalterni all’Ue e veniamo trattati malissimo, nonostante i nostri versamenti superino le contribuzioni europee che riceviamo”.
“Noi vogliamo uscire dal dibattito politicamente corretto e abbattere i tabù che impediscono di discutere serenamente sull’euro, che sta creando vincoli recessivi sulla nostra economia” – ha aggiunto Alemanno – “Si esce aprendo un negoziato molto serio sul fiscal compact, il patto di stabilità e i meccanismi recessivi che penalizzano le nostre imprese, anche in vista del semestre italiano e delle elezioni europee. Illustri cattedratici hanno aperto un dibattito che dimostra come l’uscita dalla moneta unica può innestare invece un processo virtuoso per Paesi come l’Italia”.
Alemanno ha poi trattato il caso Berlusconi: “La posizione che stiamo esprimendo a Orvieto è chiara: piena solidarietà a Berlusconi per l’attacco politico e giudiziario che sta subendo, con un forte auspicio che la Giunta per l’autorizzazione a procedere consideri senza pregiudiziali l’opportunità’ di ricorrere alla Corte Costituzionale per una valutazione sull’applicazione della retroattività della legge Severino”.
venerdì 6 settembre 2013
Il mio profilo (http://facebook.com/alessandro.raffa) seguito da oltre 19.000 "seguaci" è (nuovamente) bloccato per 30 giorni; il motivo è la pubblicazione di questo articolo su Facebook, che per gli amministratori di Facebook "viola gli standard della comunità".



Coloro che seguono i miei "aggiornamenti" e vogliono continuare a leggermi/dibattere possono iscriversi alla pagina Alessandro Raffa, portavoce di Nocensura.com



 

Alessandro Raffa
 Di Danilo Campanella

Ci si chiede spesso come mai gli italiani non si impegnino in risoluzioni più energiche, rispetto alla lamentela o al banale sciopero. Definisco i nostri scioperi banali, non solo per il numero basso di partecipanti, ma anche perché vengono indetti il lunedi o il venerdi, cosi da fare « ponte » con il sabato e la domenica. Veramente una bella classe di scioperanti…
L’italiano « medio » di fronte all’assenza di scatti di lavoro, la pensione miseranda del nonno, l’avvenire incognito dei figli, i servizi pubblici inadeguati, e lo strapotere dei « ricchi » nel qual calderone ci mettono un po’ tutti tra politici, dirigenti e imprenditori, come cantava De’ André « si indigna, si indegna, poi getta la spugna con gran dignità ».  Di fronte a pessimi esempi politici (deputate che presenziano a 2 sole sedute su 1043, condannati in via definitiva presenti  in Parlamento, cambi di casacca e di partito, semi analfabetismo di alcuni senatori, leggi elettorali incostituzionali, sprechi a più non posso e, contemporaneamente, soprusi di ogni tipo su malati, studenti, vecchi e lavoratori precari, l’italiano medio non si scuote più di tanto. Sempre guardingo, diffidente, indipendente, non é affatto pronto a « stringersi a coorte » né tantomeno « alla morte » ; su 60 milioni di abitanti, 4 milioni di stranieri immigrati, 3 milioni di disoccupati (come mangia un simile esercito ?!).
di Ronald L. Ray – Traduzione a cura di N. Forcheri
L’Ungheria si libera dei vincoli dei banchieri
• Dopo che è stato ordinato  all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito
L’Ungheria sta facendo la storia.
Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschilds. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria.
Già nel 2011 il primo ministro ungherese,  Viktor Orbán promise di ristabilire la giustizia sui predecessori socialisti che avevano venduto il popolo della nazione alla schiavità di un debito infinito con i vincoli del FMI (IMF) e lo stato terrorista d’Israele. Queste amministrazioni precedenti erano infiltrate da israeliani nelle alte cariche, in mezzo al furore delle masse che alla fine, in reazione, hanno votato il partito  Fidesz di Orban.
Secondo una relazione sui siti germanofoni  del “National Journal”, Orbán si è accinto a scalzare gli usurai dal trono. Il popolare e nazionalista primo ministro ha detto all’FMI che l’Ungheria non vuole né richiede “assistenza” ulteriore dal delegato della Federal Reserve di proprietà dei Rothschild. Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili.
Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che eccezionali. L’economia nazionale, che vacillava per via di un pesante debito, ha ricuperato rapidamente e con strumenti inediti dalla Germania nazionalsocialista.
giovedì 5 settembre 2013
Le guerre? Ottimo affare. Devono essere «dirette in modo tale» che le nazioni «sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere». Parola del banchiere Amshel Mayer Rothschild, che visse a cavallo tra ‘700 e ‘800. Thomas Jefferson, il presidente americano raffigurato sulle banconote da due dollari, sapeva bene con che razza di banditi avesse a che fare: «Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti armati». Quella «aristocrazia facoltosa» può mettere in croce qualsiasi governo. Quindi: «Il potere di emissione dev’essere tolto alle banche e restituito al popolo». Chiosa il coevo Andrew Jefferson, settimo presidente degli Stati Uniti: «Se solo gli americani capissero la totale ingiustizia del nostro sistema monetario e bancario, ci sarebbe una rivoluzione prima di domani mattina». Sintetizza Giulietto Chiesa: se l’emissione di moneta non è più sovrana, ma appaltata alle banche, lo Stato ha le ore contate, e così i suoi cittadini. Ecco spiegata l’apocalisse finanziaria.
«Gli Stati – scrive Chiesa nel libro “Invece della catastrofe” – hanno conferito alle banche il diritto di produrre moneta, e le banche hanno Giulietto Chiesa prestato agli Stati la moneta che creavano». Poi le banche sono fallite, quelle occidentali tutte insieme, «ed essendo le più forti hanno imposto agli Stati di salvarle». Sono fallite, «perché nella loro ingordigia senza limiti hanno creato denaro, cioè debito, non più esigibile perché “troppo”». Così, gli Stati si sono indebitati di nuovo per salvarle. «E stanno fallendo inesorabilmente, a loro volta». Privati della possibilità di stampare moneta sovrana, possono solo “chiedere aiuto” alle sanguisughe della finanza, «che li strozzeranno ulteriormente aumentando il loro debito». In preda al panico, gli Stati allora chiedono ai loro “sudditi” di pagare il conto. «Ed è qui che si scontrano con il limite: i sudditi sono la “finitezza” personificata. Se dovessero pagare il debito che si è scaricato su di loro, morirebbero. Ma ucciderli tutti non è possibile, per ora, e rischia di diventare pericoloso. Dunque si mettono alla testa degli Stati non più dei governanti eletti, mai diretti emissari delle banche, che non essendo stati eletti da nessuno non devono tenere conto delle esigenze di nessuno che non siano i banchieri».
giorgio-napolitano-assad-169767Di Gianni Candotto
 
Nel marzo 2010 Giorgio Napolitano fu il primo Presidente italiano ad andare in visita in Siria dove passò quattro giornate tra Ebla, noto sito archeologico e Aleppo. Scriveva sulla visita tg24.sky.it:
”Attenzione e cordialità che sono andate però oltre la pura formalità: protocollo a parte, i due presidenti insieme alle rispettive consorti si sono infatti incontrati informalmente in tre diverse occasioni, compresa una cena a quattro in un ristorante di Aleppo, dove le due coppie sono arrivate a bordo di un’auto guidata dallo stesso Assad.”

Le parole che usò il Presidente Napolitano per Assad erano al miele. Per Napolitano la Siria era un “esempio di laicità ed apertura” che “offre in medio oriente” e un esempio “per la tutela delle libertà assicurate alle antiche comunità cristiane”.

Oggi che la Siria è sotto la minaccia dei bombardamenti franco-americani l’Italia è ancora un amica della Siria? Napolitano è ancora della stessa opinione? Sarebbe auspicabile che queste parole dette solo tre anni fa diventassero la base per una politica italiana volta al mantenimento della pace nella regione.


Fonte: qelsi.it
 
martedì 3 settembre 2013
I bambini, sempre loro: finirà mai la ignobile speculazione sui bambini, vittime di guerra, per giustificare nuove guerre? Indimenticabile, nel 1999, la frase dell’allora ministro della difesa, Piero Fassino: «Solo chi non ha guardato negli occhi un bambino kosovaro è contrario all’intervento militare». E l’Italia intervenne, sulla base di una potente campagna di disinformazione anche diplomatica e politica. E fu la guerra del Kosovo, o l’ultimaguerra dei Balcani, dove la più grande coalizione militare mai vista nella storia (19 Stati) si scatenò contro quel che rimaneva della Repubblica Federale di Jugoslavia, che nella propaganda veniva chiamata (un po’ sprezzantemente) “la Serbia”, colpevole di essere l’ultimo Stato che orgogliosamente si dichiarava socialista nel cuore d’Europa; uno Stato grande come un paio di regioni italiane. Da allora, ricorda Angelo d’Orsi,  il copione della giustizia sommaria è stato ripetito in modo spietato, anche sfruttando l’emozione dell’opinione pubblica, cui viene offerto lo spaventoso “trofeo” dei bambini uccisi.
Nel caso del Kosovo, la “comunità internazionale” aveva stretto i serbi in un assedio diplomatico, poi aveva imposto condizioni inaccettabili a Kosovo, profughiRambouillet – per poter accusare Milosevic di averle rifiutate – e ormai avendo la Nato sostituito pienamente l’Onu (non il Patto Atlantico, ma la struttura militare dell’Alleanza), si procedé alla “punizione” dei serbi, invocata a gran voce da autorevoli intellettuali, come Barbara Spinelli e Daniel Goldhagen. «Fu una classica guerra ineguale, asimmetrica, che oltre a distruggere l’economia serba e le infrastrutture fece diecimila morti, la gran parte civili, trattandosi di guerra esclusivamente aerea», scrive d’Orsi su “Micromega”. Si trattava di «dare un esempio, impartire una lezione, o semplicemente “punire”chi osava non piegare la testa ai diktat di chi ormai era rimasto il solo padrone del mondo». Il Muro di Berlino era stato abbattuto giusto dieci anni prima: «Si festeggiava così, quel decennale, cancellando l’anomalia jugoslava, l’ultima falce e martello nel continente».
L’ultimo giorno del mese di agosto del 2013 ci sveglia con un’impressione che sa già di settembre. L’aria è tersa e il cielo blu come solo in certe giornate di vento forte, ma si avverte appena un po’ di brezza. Una lunga nuvola, bianca, si solleva dai pascoli più alti e verticali a far da collana alle cime del Massiccio d’Ambin, prologo delle Alpi francesi. Ma se si abbassa lo sguardo al piano stradale sembrerebbe piena estate: molte saracinesche ancora abbassate, qualche turista mattiniero sorseggia lentamente un cappuccino per portarsi oltralpe l’aroma del caffé italiano… Alle nostre latitudini fa così tutti gli anni: i primi temporali si sono portati via il “caldo africano” (un’ondata che quest’anno è stata breve ma particolarmente intensa). Ma l’Africa incombe. Il suo nord tumultuoso, la tormentata terra di tutti e di nessuno che una volta chiamavamo medio oriente ribolle di giovani che danno vita a primavere ormai ricorrenti anche se i vecchi tentano di congelarli in un inverno arido come il deserto che li circonda. Un inverno innaturale, ardente, e le cui fiamme paiono divampare per un turno stabilito dal dio dei piromani, mandando in cenere – una dopo l’altra – le culle della civiltà euromediterranea. Oggi tocca alla Siria.
Non mi intendo di geopolitica (ma chi se ne intende per mestiere non mi pare che sappia indagare le cause vere come ci si aspetterebbe. Soprattutto Navi Usa al largo delle coste sirianenon sa proporre altro che appelli inascoltati e inascoltabili). Leggo che sarebbero i sovrani sauditi – che non vogliono che nessun fermento possa contagiare il loro dorato-immobile feudalesimo moderno – ad aver inondato di petroldollari l’Egitto perché in questo fiume inquinato di banconote annegassero le speranze di chi – dopo la rivoluzione che aveva deposto l’ultimo Rais – provava pazientemente a posare uno sull’altro i mattoncini di un possibile edificio democratico… Leggo anche che Israele – il suo governo destro-ortodosso – teme che la caduta del regime di Assad possa paradossalmente favorire l’emergere delle infinite varianti del fanatismo islamico collegato ad al Quaida… E una voce non sospettabile di simpatie sioniste come quella di Angela Lano (che dal 2006 dirige “InfoPal.it” che informa quotidianamente sulla situazione palestinese) ha affermato – in una discussione via mail del movimento No Tav – «La rivolta contro Assad, iniziata su basi legittime, è stata scippata dalla galassia neo-salafita al soldo dell’Arabia Saudita e della Cia. Nessuno mette in dubbio le atrocità commesse dall’esercito siriano, ma la fine del regime di Assad sarebbe la fine della Siria e la sua balcanizzazione. E’ su questo che bisogna riflettere. Il resto sono discussioni inutili».
Democrazia e libertà civili furono gli strumenti culturali e istituzionali indispensabili per la costruzione del consenso. Il loro esercizio soddisfacente permise di controllare e conquistare non solo i ceti intermedi che venivano consolidandosi, ma anche settori decisivi delle classi lavoratrici. Il “welfare state” fu l’arma economica con cui le classi dominanti dell’Occidente si assicurarono il superamento indolore del “turning point” previsto da Karl Marx. Il risultato fu raggiunto. A fatica, certo, e attraverso lotte durissime, poiché le forze lavoratrici si erano nel frattempo dotate di strumenti di difesa: partiti, sindacati, società civile organizzata. La storia del XX secolo è stata, in Occidente, un continuo alternarsi di offensive e controffensive delle due classi principali. Quando la bilancia delle forze si spostò dalla parte dei subordinati, e per il Potere il pericolo divenne concreto, esso ricorse senza esitazione alla forza, al sangue, alla violenza.
Per menzionare solo due esempi illuminanti, dei molti che potremmo scegliere: il rovesciamento di Salvador Allende in Cile, con un colpo di Stato Giulietto Chiesa 2direttamente sponsorizzato dal governo degli Stati Uniti, e la strategia della tensione in Italia, culminata con il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro. Anche quest’ultimo guidato da oltreoceano, con la partecipazione dei servizi segreti italiani e delle frange eversive della destra estrema. Se in Cile non ci furono dubbi sui reali autori dell’operazione (ma ci volle del tempo perché perfino Henry Kissinger ammettesse pubblicamente il proprio ruolo diretto), ancora adesso gran parte dell’opinione pubblica italiana pensa che furono le Brigate Rosse ad “attentare allo Stato”. Non sa, e non può sapere (perché la storia dell’eversione e dello stragismo le è stata raccontata dagli uomini della P2 e dai loro amici, alleati, sodali e servi), che le Brigate Rosse furono solo lo strumento, l’arma che permise al potere imperiale di mettere fuori gioco il più forte partito comunista dell’Occidente, e di scongiurare il pericolo che un regime democratico, con il partito comunista quale sua componente, si affacciasse nella parte “sbagliata” della divisione dell’Europa creata a Yalta. Esempio da manuale di come i detentori del potere informativo-comunicativo abbiano potuto usare anche le bandiere (rosse) del nemico, per combatterlo.
Anderson Cooper della CNN è stato scoperto fabbricare false notizie sulla Siria per giustificare l’intervento militare
Roadside_mural_of_Bashar_al_Assad_along_the_Damascus-Aleppo_highwayIl principale “testimone” che i media mainstream usano come fonte sulla Siria è stato colto a fabbricare notizie false. I recenti video dimostrano che “Danny il siriano”, il presunto attivista che accattona l’intervento militare sulla CNN, è in realtà solo un attore e un bugiardo a pagamento. Mentre Assad è sicuramente un capo di Stato tirannico, l’invasione statunitense del Paese è lo scenario peggiore per il suo popolo. Facendo notare che i media mainstream orchestrano la loro copertura di questi eventi, non neghiamo che ci siano stragi e violenze in Siria in questo momento. Tuttavia, dimostriamo che la versione corrente dei media principali sugli eventi, viene scritta e inscenata in modo propagandistico. Il video seguente mostra le contraddizioni durante la trasmissione, dove si chiede ai membri della troupe di “tenere pronti i suoni della sparatoria”, per la videoconferenza con Anderson Cooper, sulla CNN.
“Danny il siriano” è anche apparso in numerosi altri notiziari, e ogni volta il suo racconto su eventi specifici cambiava. Non è la prima volta che i media mainstream vengono smascherati fare propaganda, succede sempre, soprattutto in tempo di guerra. Alcune delle più esaltate notizie sulla guerra del nostro periodo, non sono effettivamente reali, ma semplicemente delle acrobazie da relazioni pubbliche, progettate nelle operazioni di guerra psicologica. Nessuno negli USA può dimenticare l’immagine della statua di Saddam Hussein abbattuta e coperta con una bandiera statunitense, eppure pochi si rendono conto che si tratta di una bufala, una messa in scena nell’operazione psicologica coordinata tra i militari e i media. Nel luglio del 2004 il giornalista Jon Elmer pubblicò uno studio dell’esercito sulla guerra, che mostrava che questa scena della statua era stata infatti totalmente fabbricata. Nell’articolo, Elmer scrive “l’infame abbattimento della statua di Saddam Hussein sulla Firdos Square, nel centro di Baghdad, il 9 aprile 2003, fu una montatura gestita dalle truppe statunitensi e non la reazione spontanea degli iracheni. Secondo lo studio, un colonnello dei marine decise di abbattere la statua, e un’unità per operazioni psicologiche dell’esercito trasformò l’evento in propaganda… I marines portarono dei bambini iracheni a tifare, al fine di rendere la scena autentica, dice lo studio. Le accuse secondo cui l’evento era stato organizzato vennero avanzate nell’aprile dello scorso anno, per lo più da oppositori della guerra, ma furono ignorate o ridicolizzate dal governo degli USA e dai media più visibili.“[1]

Secondo il comunicato riportato dall’agenzia russa Ria, i missili sono stati individuati dal radar di Armavis (nella Russia meridionale), e risultati lanciati alle 10.16 dal Mediterraneo centrale. La rappresentanza diplomatica russa a Damasco aveva, però, riferito che non c'è nessun elemento che indichi un attacco. Gli "oggetti balistici caduti in mare"

La guerra in Siria si sta già combattendo sul piano diplomatico. Un misterioso lancio di missili balistici rilevato dalla Russia ha innescato un allarme generale sulla Siria, un giro di annunci e smentite fin quando Israele ha spiegato di avere effettuato nel Mediterraneo un test missilistico congiunto con gli Usa. Il ministero israeliano afferma che è stato lanciato un solo missile e non fornisce altri dettagli. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è tornato oggi ad ammonire sulle conseguenze di un attacco ad Israele: “La realtà intorno a noi sta cambiando. Voglio dire a chiunque intenda farci del male: non è consigliabile. La sicurezza – ha aggiunto citato dai media – è tra le cose usate per prevenire invasioni del Negev di terroristi e infiltrati. Abbiamo bisogno di rendere sicuri i nostri confini”. Il ministero della Difesa israeliano ha completato un’esercitazione di lancio e intercettazione radar di un missile Sparrow condotta da una base dell’aviazione nel centro di Israele. 
Il ministero della Difesa russo: “Rilevati due missili”, Tel Aviv: “Siamo stati noi”. Il ministero della Difesa russa aveva comunicato di avere individuato “due oggetti balistici lanciati verso ilMediterraneo orientale. Secondo il comunicato riportato dall’agenzia russa Ria, i missili erano stati individuati dal radar di Armavis (nella Russia meridionale), e risultati lanciati alle 10.16 dal Mediterraneo centrale. Il ministro della Difesa russo, Sergei Choigou, aveva anche informato il presidente Vladimir Putin. L’ambasciata russa a Damasco aveva  però, riferito che non c’era nessun elemento che indicasse un attacco missilistico sulla capitale siriana. Nessun missile è caduto sul territorio siriano aveva fatto sapere una “fonte della sicurezza siriana” interpellata dalla tv libanese al Manar del movimento sciita Hezbollah alleato del regime siriano. Gli “oggetti balistici” si è poi ipotizzato sarebbero caduti in mare. Anche le forze armate israeliane avevano fatto sapere di non essere “a conoscenza” di nessun lancio di missili nel Mediterraneo orientale. La Nato ha avviato verifiche. Poi l’annuncio da parte di Tel Aviv. Le autorità aeronautiche russe intanto hanno vietato agli aerei civili russi di sorvolare la Siria per le ostilità in corso. 

Intervento di Magdi Cristiano Allam, con il Ministro della Difesa Mario Mauro, a Bruxelles. Allam ribadisce la contrarietà ad un intervento militare e ribadisce che le armi chimiche sono state utilizzate dai ribelli contro Assad, e non dall'esercito fedele al governo di Assad...

"L'Italia non può essere equidistante tra il governo siriano e i terroristi islamici" (Magdi Cristiano Allam, Intervento all'incontro con il ministro della Difesa Mario Mauro, Bruxelles, 02/09/2013)


Intervento Magdi Cristiano Allam

Caro Ministro, io ritengo che sia totalmente folle e suicida da parte dell'occidente fare una guerra schierandosi dalla parte dei Fratelli Musulmani, dei Salafiti e di AL Qaeda, ma sia anche ingenuo e inconcludente immaginare una soluzione politica concependoci come imparziali, come equidistanti. Ha ricordato bene quella che è la realtà di internazionalizzazione della guerra in Siria. Aggiungo che ci sono in Siria secondo la dichiarazione del coordinatore per l´antiterrorismo dell'Unione Europea che risale a 4, 5 mesi fa, almeno 1 migliaio di europei combattono all´interno di Al Qaeda. L'unica certezza che abbiamo, e ne ha parlato l'On. De Martini, è che il gas nervino in Siria è stato usato dai terroristi islamici. Dei 100mila morti, 42 mila, secondo le stesse fonti dei cosiddetti ribelli, i terroristi islamici, sono soldati siriani, e dei 38mila civili uccisi , la gran parte sono Alawiti e Cristiani. E´ importante capire chi uccide chi in Siria per prendere posizione. Noi non possiamo essere imparziali anche constatando quello che è stato l´esito dell´avvento al potere dei Fratelli Musulmani, che si vorrebbe far passare come la parte moderata, in Tunisia, in Libia e soprattutto in Egitto. In 3 giorni, da quando l'esercito è intervenuto su richiesta di 25 milioni di egiziani hanno incendiato 80 chiese, distrutto centinaia di edifici, di negozi e di case cristiane, milizie dei Fratelli Musulmani che hanno trasformato le moschee in arsenali, in roccaforti, in loro quartier generali. Ecco perché io credo che, (tenendo presente che l´Europa per l´ennesima volta dimostra la sua disunione presentandosi a ranghi sparsi di fronte ad una sfida epocale), l'Italia debba svolgere un ruolo per dire la verità e per fare autenticamente quello che è il nostro interesse, salvaguardare i nostri interessi, che sono sia interessi strategici, sia la salvaguardia di diritti alla vita, alla dignità e alla liberta di tutti, compresi i cristiani che ci sono in Medio Oriente ma anche salvaguardare la nostra sicurezza, che anche qui in Europa è minacciata da estremisti islamici che operano attraverso una fitta rete di moschee che noi con grande ingenuità continuiamo a concedere e a permettere che diventino uno stato nello stato .


Fonte: http://youtu.be/gBSd0HM7c_w
L’argento è un potente antibiotico naturale usato per migliaia di anni. Le proprietà mediche dell’argento erano già conosciute ai tempi dell’antica Grecia. Si era notato che nelle famiglie in cui si mangiava utilizzando utensili in argento, ci si ammalava difficilmente e le infezioni erano rare. Questa conoscenza si è tramandata tra Re, Imperatori, Zar,

Sultani, tra i loro familiari e tra i membri di corte. Si mangiava su piatti d’argento, si bevevo da coppe d’argento, si utilizzavano posate in argento, il cibo veniva conservato in contenitori d’argento e, nel tempo, delle piccole quantità d’argento si mescolavano ai cibi. Dopo una o due generazioni, i benefici dell’argento rendevano praticamente immuni a qualsiasi malattia infettiva. Questi lignaggi reali venivano chiamati “Sangue blu” per la caratteristica tinta bluastra del loro sangue dovuta alle tracce minime di argento puro. La comune gente dal sangue rosso, invece, mangiava da piatti di terracotta utilizzando utensili di ferro e si ammalava spesso, mente i reali non erano soggetti a malattie infettive, addirittura fin dal concepimento. L’Argento Colloidale veniva utilizzato comunemente in America dalla fine del 1800 sino al 1938 e veniva prescritto per una grande varietà di malattie e infezioni. A suo tempo non era disponibile nessuno degli antibiotici in uso oggi e l’Argento Colloidale era utilizzato praticamente per tutto. 

Jim Powel scrisse nella rivista Science Digest (marzo 1978) : 
“Grazie ad illuminate ricerche, l’argento sta emergendo come una meraviglia della moderna medicina. Un antibiotico può eliminare FORSE una mezza dozzina di organismi nocivi, mentre l’argento ne uccide circa 650. Non si sviluppa resistenza. Inoltre l’argento è praticamente non tossico” 

lunedì 2 settembre 2013
Banca d’Italia e Tesoro: il divorzio più costoso della storiadi Stefano Di Francesco
Abbiamo più volte espresso il nostro giudizio fortemente negativo sullo sciagurato divorzio del 1981 tra la Banca Centrale ed il Tesoro a seguito del quale lo Stato veniva di fatto a trovarsi in balia delle banche commerciali e dei mercati finanziari per collocare il proprio debito.
Gli artefici di questa nefandezza furono essenzialmente Beniamino Andreatta (ministro del Tesoro ) e Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca Governatore della Banca d’Italia, per la quale rivendicava la massima indipendenza dal sistema politico,ponendosi quindi decisamente  a favore del divorzio tra Stato e Banca Centrale.
La  sciagurata decisione del 1981 è senza ombra di dubbio la principale responsabile della crescita  esponenziale del debito pubblico in Italia poiché dal quel momento in poi, ad una politica di repressione finanziaria ( con tassi sul debito inferiori al tasso d’inflazione in grado quindi di ridurre il debito complessivo) si sostituì una condizione permanente di tassi d’interesse sul debito sempre crescenti e ben superiori al tasso d’inflazione del periodo. E fù l’inizio della fine!!
Graficamente è sufficiente osservare il seguente grafico per capire meglio cosa cambiò dal 1981 in poi:

Per esempio: nell’anno del Signore 1980, lo Stato italiano pagava interessi sul debito pari al 16,5% con un livello d’inflazione pari all’ 21,4% ed una crescita del PIL del 3,5 %.Quindi, tradotto in termini numerici (per capire se il debito dell’epoca fosse sostenibile o meno) avremo:
3,5 +21,4 > 16,5    da cui      24,9 > 16,5  il che significa che il debito si riduce ogni anno dell’ 8,4%.
Trattasi di una situazione di perfetta sostenibilità del debito.
Oggi invece, nell’anno 2013 siamo in una condizione molto differente in cui lo Stato paga interessi sul debito (BTP) del 4%, abbiamo  una inflazione dell’1,5% ed una variazione negativa del PIL prossima al 2%.
Tradotto in cifre:
1,5 – 2 < 4               da cui    - 0,5 < 4      il che significa che ogni anno il debito cresce del 4,5%.
NoiConsumatori.it chiede di fermare le procedure dei test di ammissione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. L’avv. Angelo Pisani contro le selezioni discriminatorie e il numero chiuso a Medicina. Su questo in preparazione Maxi ricorso alla Giustizia italiana ed europea per palese violazione del diritto allo studio e risarcimento agli studenti. Su questo tema l’avvocato Angelo Pisani invita il Ministro a ragionare e rispettare la Costituzione della Repubblica. “Assisteremo nuovamente a procedure concorsuali illogiche ed illegittime, oltre che alla solita beffa del numero chiuso – sottolinea Pisani – con candidati danneggiati, discriminati e mortificati da strani bonus  e test sbagliati, motivo del prossimo ricorso al Tar e ai giudici anche in relazione al risarcimento di danni personali e patrimoniali a carico dei candidati”.  In barba ad ogni criterio di meritocrazia e giustizia all'università di medicina  entrerà come al solito solo chi sarà baciato dalla sorte dei famosi e poco trasparenti test di preselezione o chi sarà accompagnato dal classico santo in paradiso, ma anche questa volta, denunciano gli avvocati di Noiconsumatori.it  Angelo Pisani e Vittorio Scaringia, i risultati e soprattutto i bonus che si vorrebbero applicare all’odiosa prova selettiva sono senza dubbio inapplicabili, inidonei ed illegittimi  pertanto tali regole e procedure vanno subito  annullate senza creare lunghi e costosi convenzioni e danni ai giovani nel rispetto dei diritti degli studenti  cui andrà riconosciuto il risarcimento di tutti i danni subiti per colpa ed errori degli organizzatori dei test. L’Avv. Angelo Pisani, incaricato da decine di canditati di presentare ricorso per l’annullamento e revisione delle procedure dei test-beffa all’ università di Medicina e Presidente del comitato diritto allo studio di  NoiConsumatori.it ed esperto in materia dopo aver ottenuto tre anni fa, per la prima volta in Italia, l’annullamento del concorso beffa per l’ammissione alla seconda università di Napoli in cui  ai candidati non fu assicurata alcuna par condicio e trasparenza nelle discriminatorie  preselezioni, boccia senz’appello la validità delle procedure e diktat imposte dal ministro. “ I test vanno subito rivisti, anzi, se fossimo in un Paese civile andrebbero annullati e svolti gratuitamente e in maniera idonea per tutti, poiché i conseguenti risultati di sicuro non saranno giusti e trasparenti”.

Di seguito vi proponiamo un ottimo articolo sulla situazione in Siria redatto da Magdi Cristiano Allam, che propone la revoca del "Premio Nobel per la Pace" al presidente USA Barack Obama e all'Unione Europea, che "violano la legalità internazionale e sostengono i terroristi islamici". 

Magdi Allam, ex Vice Direttore de "Il Corriere della Sera" è uno dei pochi giornalisti / intellettuali che ha il coraggio di raccontare la verità circa gli accadimenti in Siria e altre questioni scomode per il "sistema", come il signoraggio bancario e la sovranità monetaria.

Staff nocensura.com

Togliamo il Premio Nobel per la Pace a Obama e all'Unione Europea: violano la legalità internazionale e sostengono i terroristi islamiciTogliamo il Premio Nobel per la Pace a Obama e all'Unione Europea: violano la legalità internazionale e sostengono i terroristi islamici

Di Magdi Cristiano Allam

(Il Giornale) - Lancio la proposta di revocare il Premio Nobel per la Pace ai due soggetti che rischiano di scatenare, in modo menzognero e irresponsabile, la terza guerra mondiale che potrebbe tradursi nella morte del Medio Oriente e nel suicidio dell'Occidente: Barack Obama e l'Unione Europea. Entrambi in Siria sostengono i terroristi islamici dei Fratelli Musulmani, dei Salafiti e di Al Qaeda, condividono la tesi dell'uso delle armi chimiche da parte dell'Esercito regolare, rivendicano il diritto all'intervento militare per sanzionare il regime di Assad, promuovono l'avvento al potere di una dittatura teocratica sulle ceneri della distruzione e disintegrazione dello Stato e il genocidio delle minoranze cristiana ed alauita. Vi sembra il profilo di due Premi Nobel per la Pace?
Pur confermando la sua strutturale divisione e fisiologica impossibilità ad assumere una posizione unitaria di fronte alle sfide epocali, gli Stati Disuniti d'Europa hanno tuttavia autorizzato i singoli Paesi membri a schierarsi autonomamente a favore dei terroristi islamici e della guerra.
L'arbitrio iniziale è di mettere sullo stesso piano il governo legittimo e l'Esercito regolare di uno Stato membro delle Nazioni Unite con delle bande di terroristi islamici, disconoscendo la sovranità e l'indipendenza della Siria sancita dal diritto internazionale.
domenica 1 settembre 2013
PREMESSA

Il caso di seguito descritto rappresenta la pressione fiscale complessiva subita da una piccola società con due soci, che ha realizzato, nell'esercizio 2012, un utile di appena 32000 euro. Una miseria, insomma. Eppure la pretesa del fisco è tale da richiedere alla società e ai soci il pagamento di circa 27 mila euro tra tasse e contributi, ossia quasi l'85% dell'utile realizzato. 

di Paolo Cardenà - In questi giorni, visto l'approssimarsi delle scadenze fiscali, sono molto impegnato con le dichiarazioni fiscali per il periodo di imposta 2012. Questo periodo, oltre ad essere sempre intenso di lavoro, ispira  numerose riflessioni e  altrettanti spunti  sullo stato di salute delle nostre imprese, sulla pretesa tributaria che patiscono, e sul futuro che ci attende. In una di queste, sono giunto alla conclusione che, in Italia, conviene non lavorare, non imprendere. Starsene beatamente a casa curando i propri interessi, i propri hobby, e magari darsi a qualche buona lettura, ripagherebbe molto di più che fare impresa. Sarebbe molto più utile, almeno nello spirito. Perlomeno, fino a quando non accadrà qualche shock di sistema, tale da riformare strutturalmente i meccanismi fiscali  al limite dell'incredibile, dell'immaginario e della sopraffazione. Mi riferisco alla sopraffazione che il fisco pratica nei confronti dei contribuenti e, nel caso specifico, di chi fa impresa.

Qualche giorno fa, mi è passata di mano una dichiarazione di un piccola società di capitali: una srl, con due soci che svolgono entrambi la propria opera all'interno della società.
La crisi, chiaramente, anche in questo caso,  non ha risparmiato l'impresa: i ricavi si sono contratti significativamente, e anche l'utile è stato spinto al ribasso. Tant'è che  il bilancio al 31/12/2012, presenta un utile prima delle imposte di appena 32000. Una miseria insomma, che non ripaga affatto il sacrificio sopportato dai due imprenditori, che si dedicano alla loro attività quasi 12 ore al giorno, immersi con impegno totale e dedizione in questo lavoro, trascurando i propri interessi, i propri affetti e le proprie passioni. Una storia di imprenditori onesti e laboriosi. Una storia come tante altre, in Italia.

Questa è la prima pagina de "La Voce di Mantova" di oggi, visibile anche sul sito vocedimantova.it

Stando a quanto riferito, questo tizio, paraplegico, si sarebbe alzato sul letto e avrebbe iniziato ad invocare Satana, parlando una lingua incomprensibile. Gli infermieri non sarebbero stati in grado di tenerlo fermo e neppure i sedativi, somministrati in dosi elevate, avrebbero fatto effetto. E' stato richiesto l'intervento di un sacerdote, alla cui vista, il malato sarebbe tornato alla sua infermità e immobilità.

Sul web non sono disponibili ulteriori notizie, salvo la prima pagina del giornale in questione. Se qualcuno della zona di Mantova sa darci ulteriori ragguagli, ci contatti

COSA NE PENSATE?
QUAL è IL VOSTRO PUNTO DI VISTA SU FATTI COME QUESTO?


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Di seguito la nagscreen del sito www.vocedimantova.it di oggi:



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