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Cosa ti spaventa di più in questo momento?

sabato 19 febbraio 2011
 Accordo fra il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e l'ad di Trenitalia, Mauro Moretti: chi fu bloccato lo scorso 17 dicembre nelle stazioni ferroviarie per la mancanza di tempestivita' di Trenitalia nel far fronte alla nevicata, sara' rimborsato con 20 euro, dovendo dimostrare di avere un biglietto con quella data o un abbonamento del mese di dicembre. In quest'ultimo caso il rimborso potra' essere usufruito, come sconto su marzo, da tutti i 70 mila toscani che a dicembre risultavano avere un abbonamento.
Il governatore della Toscana, nei giorni successivi alla nevicata, fece affermazioni tipo “faremo una class action contro le ferrovie”. Subito gli facemmo notare che nello specifico non era possibile quel tipo di azione giudiziaria, stigmatizzando sul fatto che anche lui si era fatto prendere dalla moda demagogica di minacciare class action senza cognizione di causa, cosi' come un tempo si diceva “ti denuncio”. La “class action alla Rossi” fu accantonata a vantaggio di un declamato tenace impegno del governatore verso Trenitalia.

cina computer c1 e1297974865925 Cina: la censura del governo si abbatte anche sui social networkNon si placa la censura del governo di Pechino sui blog o i social network che trattano argomenti indigesti al regime cinese. Temi come l’indipendentismo del Tibet, l’anniversario della repressione di piazza Tienanmen, il movimento spirituale di Falun Gong, sono fortemente osteggiati dalle autorità, che ne limitano la diffusione su internet.
Ultimo caso è quello dell’editorialista del New York Times Nicholas Kristof, che ha aperto a fine dicembre scorso un account su ‘Sina Weibo’, un servizio che, come Twitter, permette di condividere brevi messaggi di testo sulla rete (140 caratteri ndr). Il giornalista americano, vincitore di due premi Pulitzer, si è visto censurare nel giro di un’ora dalla pubblicazione i primi messaggi sul Falun Gong, il movimento spirituale fondato nel 1992 dal religioso cinese Li Hongzhi.
A prima vista la scure della censura cinese pare si sia abbattuta anche sul web 2.0 cinese, evoluzione ‘sociale’ del World Wide Web. I siti internet d’oltremare che sono ritenuti ‘sensibili’, tra cui You Tube, Facebook e Twitter, sono bloccati anche da una rete di controllo interna, chiamata ‘Great Firewall of China’. Anche in un paese che ha abbracciato i social network, gli internauti non riescono a comunicare liberamente a causa della censura governativa.

nicole minetti 300x196 I verbali del gip sul Rubygate   Scarica il documentoEccole le carte del decreto di giudizio immediato, a firma del giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo. Pubblicate dal sito dell’Espresso e del Corriere della Sera, i verbali contengono le ragioni  dei pm della Procura di Milano. Trenta pagine in cui sono ripercorsi tutti gli interrogatori, le intercettazioni e quelle che a giudizio del gip sono state ritenute “ptrove evidenti” per disporre il rito immediato a favore del premier.
Entrambi i reati per i quali era stato chiesto il giudizio immediato, secondo la Di Censo sarebbero quindi “storicamente acclarati” oppure con “molteplici fonti di prova [...] che convergono nel senso della ricostruzione delittuosa prospettata dall’accusa”. Mentre le dichiarazioni della difesa, conclude il giudice per le indagini preliminari (disponendo quindi il rito immediato), “in più punti stridono in termini netti con le acquisizioni dell’indagine pubblica”.
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Lo scandalo sugli affitti di favore negli alloggi del Pio Albergo Trivulzio di Milano non è più un mistero: la commissione Casa del Comune ha ottenuto la lista con tutti i nomi degli inquilini che in molti casi vivono in case di pregio a canoni stracciati. Ma oltre all'attenzione subito puntata per i nomi di vip e politici, tra i quali spunta anche un D. Cordero di Montezemolo, parente del patron della Ferrari (fonti a lui vicine precisano che il locale in affitto «è stato ottenuto in seguito a regolare asta pubblica»), i consiglieri di entrambi gli schieramenti hanno subito sollevato un dubbi. L'elenco consegnato dal presidente della Baggina Emilio Trabucchi, dopo un lungo braccio di ferro, è davvero completo? «Sembra che manchino 150 immobili - ha attaccato la futurista Barbara Ciabò, presidente della commissione Casa - se questo sospetto trovasse fondamento sarebbe gravissimo». Alcuni immobili considerati mancanti potrebbero essere stati venduti negli ultimi anni. E proprio su questo fronte i partiti del centrosinistra sono pronti a dar battaglia. «Di sicuro - ha attaccato la democratica Carmela Rozza - l'elenco è incompleto perchè noi abbiamo chiesto di conoscere anche le vendite immobiliari del Trivulzio negli ultimi cinque anni. Se entro lunedì non avremo queste informazioni, chiederò l'intervento della magistratura». Nella lista dei canoni di favore, che riportano il Trivulzio al centro di una presunta nuova affittopoli a 19 anni esatti dall'esplosione di Mani Pulite con l'arresto del suo presidente Mario Chiesa, tra i 1.064 immobili in lista ci sono inquilini dal nome importante. È il caso dell'ex etoile Carla Fracci, che per circa 187 mq in via della Spiga, cuore del Quadrilatero della moda, paga 4,3 mila euro al mese; o del direttore generale del Milan Ariedo Braida che per 80 metri in Brera spende 1.500 euro al mese. O ancora di Piero Testoni, parlamentare del Pdl e nipote del presidente emerito Francesco Cossiga, che per 100 metri nella centralissima via Santa Marta paga meno di 1.000 euro al mese. Ma tra i «privilegiati» ci sono anche personalità meno note al grande pubblico ma conosciute in città: come Maria Josè Falcicchia, funzionaria della Questura impegnata nel caso Ruby, la figlia dell'immobiliarista Salvatore Ligresti, Giulia che occupa con il suo marchio di moda Gilli srl tre locali di via della Spiga. «È intollerabile - ha attaccato Basilio Rizzo, storico consigliere di opposizione - che un ente in crisi finanziaria non riesca a mettere a rendita immobili di pregio. È venuto il momento di una ricognizione del patrimonio di tutti gli enti controllati dal Comune». Dal canto suo il sindaco di Milano Letizia Moratti si è impegnata in un'ulteriore operazione di trasparenza proprio a partire dal Pat. «Sono felice - ha osservato il sindaco - che il presidente del Trivulzio abbia deciso di consegnare gli elenchi ma non basta. Io chiederò quali sono i criteri con cui sono stati indetti i bandi, voglio essere sicura che nulla è stato dato se non attraverso i bandi». Intanto lo scandalo degli affitti è già entrato negli argomenti della prossima campagna elettorale. Tra gli inquilini del Trivulzio c'è infatti anche la giornalista Cinzia Sasso, compagna del candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia, che abita da oltre vent'anni in un appartamento del Pat e che ha disdetto il contratto. «Spero che Saviano abbia torto - ha detto lo sfidante di Letizia Moratti - e che il fango non entri tra le armi della campagna elettorale».

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Ecco le foto delle persone citate nell'articolo:

Luca Cordero di Montezemolo: un suo parente è coinvolto nello scandalo
Carla Fracci, ex "etoile"
Ariedo Braida, direttore sportivo del Milan
Piero Testoni, parlamentare del Pdl e nipote del presidente emerito Francesco Cossiga
Maria Josè Falcicchia, funzionaria della Questura impegnata nel caso Ruby
Salvatore Ligresti: è coinvolta la figlia
 Cinzia Sasso, giornalista, compagna del candidato sindaco di Milano del centrosinistra Giuliano Pisapia

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Gli oltre 200.000 euro del cachet incassati da Roberto Benigni per la sua performance 'risorgimentale' a Sanremo, sarebbero stati devoluti dal mattatore toscano all'ospedale periatrico Meyer di Firenze: questo il tam tam che circola insistemente da questo pomeriggio su facebook e twitter, rimbalzando anche su numerosi siti. L'ospedale, dal canto suo, non conferma ne' smentisce i rumours; del resto, è cosa nota la riservatezza con la quale Benigni è solito effettuare le sue donazioni di beneficenza. Se l'ipotesi, come sembra, fosse fondata, sarebbe certo un bel regalo di compleanno per il Meyer, che proprio domani compie 120 anni

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Gli Stati Uniti sono sotto schock per una vicenda che riguarda ancora le cliniche abortiste. Sotto accusa è anche finito Kermit Gosnell, noto medico abortista di Philadelphia, specializzato in aborti tardivi da ben 30 anni, incriminato -assieme alla moglie e a nove suoi collaboratori- per la morte di una paziente, Karnamaya Mongar, e per aver ucciso sette bambini nati vivi nella sua clinica di salute, la Gosnell West Philadelphia Women’s Medical Society. La relazione della Grand Juryreperibile qui,ha rilevato che i bambini sono stati fatti nascere per poi essere massacrati tagliando loro il midollo spinale con delle forbici. La crudeltà degli episodi ha spinto l’Arcidiocesi di Philadelphia ad intervenire dichiarando che: «Le ripetute azioni di Dr Gosnell e il suo staff sono ripugnanti e intrinsecamente malefiche nel loro disprezzo per la vita del nascituro e il benessere delle donne che hanno cercato i loro servizi. Siamo pronti ad assistere con servizi di supporto le donne che hanno subito questi aborti e siamo pronti ad offrire degna sepoltura ai bambini abortiti». Il procuratore distrettuale Seth Williams ha dichiarato in una nota che i bambini erano «vivi e in salute». Inoltre ha parlato della probabilità che centinaia di altri bambini siano morti nella clinica tra il 1979 e il 2010.
La diossina incomincia a diventare un serio problema nazionale. Anche nel Lago di Garda sono state riscontrati "tre campioni non conformi per presenza di Policlorobifenili diossina-simili in anguille". Le istituzioni tranquillizzano, ma hanno avviato un'indagine.

La diossina, dopo lo scandalo delle uova e della carne di maiale provenienti dalla Germania, e le note vicende di Taranto che impensieriscono la popolazione (con tanto di ecoMarcia di mamme e bambini), sta diventando un "argomento sensibile" in tutta Italia. Questo veleno, prodotto dall'uomo in varie produzioni industriali e nell'incenerimento (spesso selvaggio) dei rifiuti, è ormai un po' ovunque ed entrato, purtroppo, anche se a livelli ancora tollerabili, nella catena alimentare. Ovviamente ci sono luoghi in cui il limite di diossina tollerabile per legge potrebbe essere superato e i cittadini e le istituzioni reclamano giustamente controlli ed attenzione.

Una blogger siriana di 19 anni, Tal al-Mallouhi, è stata condannata a 5 anni di carcere perché "colpevole di divulgare informazioni a un Paese straniero", cioè gli USA. Ma gli Stati Uniti respingono le accuse. Tempi difficili per l'informazione in tutto il mondo, e mentre in alcuni Paesi si lotta affinché la libertà d'espressione, di parola e di pensiero non venga limitata da leggi discutibili in altri la situazione è ben più tragica. Mentre Julian Assange lotta, anche contro gli Stati Uniti, per la sua libertà e per la libertà di diffondere informazioni attraverso il suo portale, WikiLeaks, in Siria una blogger di soli 19 anni è stata condannata a 5 anni di carcere dal Tribunale per la sicurezza dello Stato di Damasco (Siria) perché "colpevole di divulgare informazioni a un Paese straniero", come rende noto il Syrian Observatory for Human Rights (Osservatorio siriano per i diritti umani) con sede in Gran Bretagna.
Valerio Scanu Sanremo e1297980352737 Sanremo: come ti organizzo il televoto
Il voto telefonico illude il pubblico. Non è affatto democratico come vogliono far credere. E c'è il rischio di frodi
Quest’anno il regolamento del televoto per il Festival di Sanremo è stato leggermente modificato. Paolo Giordano su Il Giornale ha detto che «la graduatoria finale non terrà conto delle percentuali di voto, ma della media delle posizioni». Saranno squalificati i concorrenti votati dai call center e la Rai vigilerà sui flussi sospetti mentre i «sistemi di votazione saranno una miscela variabile di giuria demoscopica, orchestra e televoto con l’aggiunta della golden share: i voti della sala radio incideranno sulla vittoria dei giovani, quelli della sala stampa contribuiranno al vincitore assoluto». Il presidente dell’Antitrust,Antonio Catricalà ha spiegato invece le motivazioni della multa di 50 mila euro alla Rai perché «responsabile di una pratica commerciale “scorretta” non avendo chiarito ai consumatori che il televoto può essere manipolato»:
«Dopo un iniziale scetticismo la Rai ha deciso di collaborare. Dal Festival di Sanremo in poi saranno messe in atto una serie di iniziative e controlli sui voti arrivati, in attesa che si perfezioni un metodo per bloccare alla fonte i voti provenienti dai call center. Gianni Morandi avviserà in diretta che saranno squalificati i concorrenti votati dal call center. Il concetto sarà ribadito da una scritta in sovraimpressione. In questo modo i telespettatori avranno chiaro che il televoto è manipolabile. Poi starà al singolo decidere se votare o meno. La Rai avrà il compito di vigilare i flussi sospetti e fare controlli ex post sulle votazioni. E ci hanno assicurato che a breve il blocco delle chiamate in entrata dagli utenti business sarà operativo. Per ora, ci dicono, è impossibile fermarle».
Con un’interessante deliberazione del 7 febbraio scorso (VIS 20/11), l’Autorità dell’Energia ed il Gas ha sanzionato, con altre sei Società, la IREN MERCATO S.p.A. per l’utilizzo di bollette poco trasparenti.
In particolare, l’Autorità ha verificato, da parte della Società che opera a Genova ed a Torino, l’uso di bollette per l’Energia elettrica carenti di alcuni fondamentali elementi di verifica nell’interesse dei consumatori, per un lungo periodo di tempo che, a seconda dell’infrazione, varia da due a tre anni.
I più importanti elementi non comunicati con la necessaria trasparenza, sono risultati essere, a seconda delle tipologie di contratto, i seguenti:
- La mancanza delle voci, macro-voci, aggregazioni e denominazioni indicate dall’Autorità nei corrispettivi fatturati ai clienti;
- L’indicare anche altre voci non indicate dall’Autorità nella redazione del ‘Quadro sintetico’ della bolletta, che ne vanifichino la leggibilità e la trasparenza;
- La mancata indicazione, in bolletta, delle condizioni economiche dell’offerta, pur in presenza di un richiamo a quelle sottoscritte in contratto;
- Mancanza di informazioni, in bolletta, relative al consumo annuo, al tasso di interesse di mora applicato qualora il pagamento avvenga oltre la scadenza, al termine che intercorre tra la scadenza indicata per il pagamento e l’attivazione delle procedure previste dal contratto in caso di morosità del cliente;
Come già anticipato, le violazioni di cui sopra sono state accertate per un periodo di tempo di almeno due anni, se non più.

La ricetta della Coca Cola, la "Coca Cola formula" è in rete, in modo che chiunque possa farsi in casa, col ciambellone, anche un barile della bibita che sta alla base della "formula della felicità". Il web impazzisce ma la ricetta è solo una variante della "originale" del 1886.

Su internet è scoppiata la notizia della "rivelazione" della formula della Coca Cola, la bevanda analcolica più famosa al mondo e che vanta innumerevoli leggende metropolitane (nonché inquietanti reportages giornalistici). La leggenda vuole che la formula sia conservata all'interno di una cassaforte ad Atlanta (la città americana sede della multinazionale) e che solamente due o tre persone (che sempre leggenda vuole non viaggino mai insieme) la conoscano a memoria. La stessa Coca Cola ha da poco sottolineato in uno spot "fantastico" il luogo segreto (stile l'isola che non c'è) della "ricetta". Il teledipendente ricorderà sicuramente lo spot che enfaticamente declamava: "La formula segreta di Coca Cola è scritta su un piccolo chicco di riso..." Ora un sito internet americano (della radio di Chicago "This American Life"), che è diventato "irraggiungibile" probabilmente per i troppi accessi, avrebbe svelato "nuovamente" la ricetta segreta della Coca Cola che, nel 1979 un giornale di Atlanta, l'"Atlanta Journal-Constitution", aveva già pubblicato senza suscitare l'attuale stracciamemento delle vesti. Nell'articolo si faceva riferimento ad una variante della ricetta di John Stith Pemberton, il famoso farmacista di Atlanta inventore della Coca Cola nel 1886 (prima conosciuta col nome di Pemberton's French Wine Coca).
venerdì 18 febbraio 2011
In generale, quasi il 4% di tutti i decessi sono legati direttamente o indirettamente all'alcol; in Russia muore per cause alcol-correlate 1 uomo su 5. Colpite sempre più le giovani generazioni. Non ancora efficaci le politiche di prevenzione

Una maggiore implementazione di politiche mirate è necessaria per salvare vite umane e ridurre l'impatto sulla salute del consumo di alcool. E’ quanto evidenzia un nuovo rapporto lanciato oggi dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il lancio della relazione odierna coincide con la fine di una riunione di 4 giorni dei funzionari provenienti da oltre 100 paesi che lavorano con l'Oms per ridurre l'uso nocivo di alcol in tutto il mondo. Il primo di questi incontri, ospitato dall’Oms a Ginevra, si è tenuto per avviare l’iter di attuazione della strategia globale per ridurre l’uso nocivo di alcol.

Secondo l’Oms, il consumo nocivo di alcol provoca la morte di 2,5 milioni di persone ogni anno, nonché la malattia e il ferimento di molti altri, e colpisce sempre più le giovani generazioni e bevitori nei paesi in via di sviluppo. Negative anche le conseguenze sociali.
I cablo di WikiLeaks pubblicati da Repubblica e L'Espresso non solo non svelano nulla di nuovo riguardo all'asservimento del governo Berlusconi all'alleato statunitense, ma celano una realtà scomoda per il gruppo editoriale di riferimento del Pd: ovvero che il precedente governo Prodi non fu da meno in termini di servilismo verso gli Usa, con l'aggravante che tutto veniva fatto in segreto.

Non era un mistero che il Cavaliere e il suo scudiero Ignazio, pur di non perdere il sostegno della Casa Bianca, siano stati più lealisti del re, mettendosi sull'attenti e rispondendo signorsì ad ogni ordine del Pentagono: lo si è sempre saputo.
PeaceReporter, come tutta la grande stampa nazionale, ha raccontato ogni tappa di questa triste storia.

Nel maggio 2008, il neo-insediato governo Berlusconi inviava un chiaro messaggio alla Casa Bianca, dove ancora sedeva Bush: ''L'Italia è pronta a discutere con la Nato la revisione dei caveat al fine di garantire una maggiore efficacia e flessibilità di impiego delle nostre truppe''.


La mappa degli sprechi che pubblica la Stampa in un articolo a firma di Paolo Baroni è impressionante: si parla di un tasso di irregolarità che in alcune regioni supera il 50%, attestandosi in media intorno al 30%. Domina il Mezzogiorno, sia per numero di assegni per abitante, dato che di per sè dovrebbe già destare qualche sospetto, sia per margini di risparmio.
Secondo le elaborazioni della Fondazione Hume su dati Istat 2005, è quella dove si registra il tasso più alto di pensioni di invalidità: 178 ogni mille abitanti. In pratica, quasi due pensioni ogni 10 abitanti. Seguono Benevento con 170, Oristano e Potenza con 161, Nuoro con 158, poi Pesaro-Urbino con 154, L’Aquila con 153. A chiudere la classifica delle dieci «peggiori » province, Reggio Calabria a quota 149, Agrigento a 147 e Catanzaro a 145. Dall’altro capo della classifica tutte città del Nord: questo in base al tasso standardizzato, indicatore che consente di rendere omogenei e quindi comparabili tra loro in base al sesso e alle classi d’età i valori sulla popolazione.


Una sentenza rivoluzionaria di un giudice civile, che condanna a risarcire l’istituto di credito 
Il giudice civile del tribunale di Nicosia (Enna) ha condannato una banca a risarcire il cliente vittima di “pharming”.
SENTENZA DECISIVAA pronunciare la sentenza contro il Banco di Sicilia, il giudice Marco Carbone che ha stabilito un precedente in una materia ancora controversa. Il giudice ha condannato la banca a restituire circa 17mila euro, sottratti dai pirati informatici a una commerciante, oltre che a risarcire mille euro per il danno non patrimoniale. La sentenza pone una demarcazione tra due diverse truffe informatiche sui conti correnti online. Nel “pharming”, ha ritenuto il giudice, l’unica responsabilita’ e’ da addebitare alla banca che utilizza sistemi vulnerabili nei quali si verificano intrusioni di terzi che sottraggono dati e fondi dei clienti. L’hacker entra nel sistema informatico dell’istituto di credito e sovrappone una pagina fittizia, identica a quella originale e quando il correntista inserisce dati e numero di conto, i pirati informatici li registrano e possono effettuare tutte le operazioni.
Cari amici, il post dedicato alla salute dei denti, che è collegata a doppio filo con la salute generale, anche del cuore, mi ha ispirato di raccontarvi la mia bruttissima esperienza, che risale a pochi anni fa.

Circa due anni fa, mi sono rivolto a un dentista privato per fare un "ponte" per ripristinare due denti molari mancanti nell'arcata superiore: per "aggrappare" il ponte, ovviamente è stato necessario installare le capsule nel dente precedente e successivo ai denti mancanti.

Ve la faccio breve: ho speso circa 2.500 euro, comprensivi di "ponte" e pulizia dei denti... peccato solo che dopo 2 anni, mi ritrovo che i denti sani dove è stato aggrappato il ponte, sono adesso cariati: perchè la capsula è stata chiusa male, e c'entrava dentro lo sporco. Ovviamente, essendo stati molati i denti erano maggiormente esposti, inoltre con lo spazzolino non ci posso ovviamente passare.

Devo buttare giù il ponte, e il rischio è che i denti alla quale sono stati aggrappati ora non siano più idonei.. e mi ritroverei senza ben 4 denti !!! E non ho possibilità ne di chiedere risarcimento, ne altro...

Io guadagno 1.200 euro al mese, per curarmi i denti ovviamente ho dovuto risparmiare, fare rinuncie e salti mortali...e dopo 2 anni sono "punto e a capo"!!! Ma vi rendete conto????

Sono una casta... fanno i prezzi che gli pare, senza farsi concorrenza realmente... e quando sbagliano si prende il c.. noi! Quel "macellaio" gira in mercedes, e io che sono un lavoratore qualsiasi devo subire.

CHI HA LA POSSIBILITA', SI INFORMI E VADA IN CROAZIA... SI SPENDE MENO E GLI UTENTI TORNANO SODDISFATTI... PER LORO LAVORARE BENE E' PUBBLICITA'....

Andiamo in "tasca" a questa casta!!!


Antonio B.

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Il premier pensa al ritorno al testo dell’estate, che aveva provocato polemiche e guerriglia parlamentare.

Allargare i numeri della maggioranza in Parlamento e, subito dopo, riprendere in mano il ddl sulle intercettazioni fermo alla Camera dei deputati, tornando pero’ al testo originario e cioe’ alla versione precedente le modifiche imposte anche da finiani e centristi.

IL DDL ORIGINARIO
E’ questa, secondo quanto riferito da fonti parlamentari del Pdl, la linea decisa dal premier Silvio Berlusconi con i dirigenti del partito per riformare quello che il Cavaliere ha piu’ volte definito un sistema ‘barbaro’. Proprio Berlusconi oggi, nel corso del Consiglio dei ministri, parlando con alcuni membri del governo e’ tornato sulla necessita’ di attuare un giro di vite negli ‘ascolti’. A tal proposito e su questo punto una road map, riferiscono fonti della maggioranza, e’ stata gia’ decisa pur se suscettibile di cambiamenti. ‘Non appena sara’ completata l’operazione di allargamento della maggioranza, che noi prevediamo si compia con l’arrivo di altri esponenti di Futuro e liberta’ e l’innesto di alcuni parlamentari del gruppo misto nel gruppo dei ‘responsabili’, provvederemo a riformare il sistema delle intercettazioni riproponendo il testo originario del ddl che attualmente giace alla Camera’, riferisce un parlamentare di via dell’Umilta’.

Lampedusa, in 30 metri quadrati dormono 22 migranti


“Siamo in pieno Maghreb”, dicono gli abitanti dell’isola, che da giorni è diventata un enorme campo profughi. Ilfattoquotidiano.it è entrato, con telecamera nascosta all’interno delle camerate del Centro di accoglienza immigrati, dove le condizioni di vita sono drammatiche: “Ma abbiamo lasciato la Tunisia perché lì non c’è nulla di stabile”.


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Rallenta la crescita economica dei Paesi Ocse nel quarto trimestre del 2010: e il nostro Paese va peggio degli altri. Nel G7, la crescita più alta è quella registrata in Germania (+4,0%) e la più bassa in Italia (+1,3%). Per l’intero 2010 la crescita del Pil nell’area Ocse è stata pari al 2,9% (+3,5% nel 2009).

Complessivamente, il Pil dell’area ha messo a segno un rialzo dello 0,4% contro il +0,6% del trimestre precedente. Lo rende noto la stessa organizzazione parigina, specificando – appunto – che in Italia la crescita rallenta allo 0,1% rispetto allo 0,3% del terzo trimestre 2010, in Germania allo 0,4% dopo il +0,7% del trimestre precedente e in Francia resta stabile allo 0,3%. Subisce una contrazione la crescita economica in Giappone (-0,3%) e in Gran Bretagna (-0,5%). Accelera quella degli Stati Uniti: +0,8% rispetto a +0,6% del terzo trimestre.

Da "Il Fatto Quotidiano"

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La Commissione preparatoria del Dreierlandtag (Tirolo+Sudtirolo+Trentino) ha approvato una mozione della Südtiroler volkspartei e sostenuta della Lega nord contro gli orsi sloveni reintrodotti nelle terre italiane


Se non fosse una cosa seria, questa sarebbe una notizia a ridere. Dopo gli immigrati, i neri e i rom, la Lega nord (in questo caso con l’aiuto della Südtiroler volkspartei) punta il dito contro gli orsi, in particolare contro quelli "clandestini", of course.

Sembra un paradosso, ma la vicenda riguarda il foglio di via (leggi l’abbattimento) degli orsi bruni che a partire dal 1994 sono arrivati a popolare il parco naturale Adamello Brenta. Il “trasferimento” fu reso possibile grazie ai finanziamenti (qualcosa come seicentomila euro) dell’allora Comunità europea. Animali con tanto di collare e regolare permesso di soggiorno. Peccato che gli esemplari abbiano sconfinato e dal Trentino siano arrivati nei boschi dell’Alto Adige e su, fino all’Austria e alla Baviera.

Fatto sta che la Commissione preparatoria del Dreierlandtag (Tirolo+Sudtirolo+Trentino) ha approvato una mozione Svp contro gli orsi sloveni reintrodotti nelle terre italiane, sostenuta della Lega nord che è addirittura favorevole al libero abbattimento di questi orsi “immigrati senza permesso di soggiorno e che non rispettano i confini”. Motivazione ufficiale: “La loro presenza nei boschi sarebbe una minaccia per chi vive e lavora in quelle zone”.
giovedì 17 febbraio 2011
Il mercato dell'energia per gli utenti italiani è sempre di più una jungla, condita da firme false che portano gli utenti da un gestore ad un altro, senza possibilità di ottenere una semplice e rapida risoluzione del problema. La pseudo liberalizzazione ha lasciato immutati i grossi vantaggi degli ex monopolisti e questo sta comportando un marasma generale, anziché favorire calo dei prezzi e maggiore attenzione alle esigenze del cliente. In quest'ambito grida 'vendetta' il caso di Enel Energia, il braccio 'commerciale' del gruppo Enel controllato dal Governo italiano (con circa il 40% del capitale), che fa 'concorrenza' ad Enel servizio elettrico, il gestore per i clienti a maggior tutela. Le segnalazioni su Enel Energia sono moltissime, dai contratti estorti all'attivazione a pagamento di una carta Enelmia senza consenso, ma i caso del signor Carlo Russo di San Giuliano Terme (in provincia di Pisa), è emblematico del magma che sommerge l'utente, anche accorto, che vuol far valere i propri diritti.
I fatti
Nel maggio 2010 un venditore porta a porta ottiene di entrare in casa con la classica balla: sono di Enel, se vuole ottenere uno sconto in bolletta deve firmare questi fogli. In effetti il venditore lavora per Enel Energia e i fogli da firmare sono un vero e proprio contratto, che prevede l'abbandono di Enel servizio elettrico e del vecchio gestore del gas. Quando il signor Russo si accorge della cosa, si rifiuta di firmare. Insomma, nulla di fatto.

A causa degli aumenti dei prezzi alimentari registrati durante l’ultimo semestre 44 milioni di persone sono precipitate sotto la soglia di estrema povertà, cioè vivono con meno di 1,25 dollaro al giorno: il dato viene diffuso dalla Banca Mondiale aggiungendo che al livello planetario più di 1,2 miliardo di cittadini si trovano attualmente in questa condizione di forte disagio economico. Il rincaro del 15% dei principali prodotti alimentari ha di fatto portato l’indice dei prezzi a soli tre punti percentuali dal livello dell’estate 2008, quando numerosi paesi del Sud del mondo furono teatro delle cosiddette rivolte della fame.

Negli ultimi mesi gli aumenti più significativi, secondo l'istituzione finanziaria internazionale, riguardano il grano, lo zucchero, gli oli alimentari e il granoturco mentre il costo del riso è rimasto per ora contenuto. A beneficiare dei rincari in termini di entrate economiche sono stati gli agricoltori e alcuni paesi esportatori di cereali, in tutto 24 milioni di persone, mentre a patire del carovita sono stati altri 68 milioni. L’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità è stato una delle tante rivendicazioni all’origine delle proteste popolari che hanno portato alla fine dei regimi in Tunisia e Egitto: il problema però è attuale e comune a paesi come l’Iraq, la Mauritania ma anche la Repubblica democratica del Congo, la Guinea, il Madagascar e Haiti.

fonte "Misna"

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Il fisco fa ancora molta fatica a recuperare l’evasione, nonostante il forte aumento dell’efficienza che si è registrato in questi ultimi anni. Nel 2009, su ogni 100 euro accertati di imposta evasa, l’amministrazione finanziaria ne ha recuperati solo 11,1 euro. È quanto denuncia la Cgia (Confederazione degli artigiani) di Mestre.

«Un risultato che dimostra come ci sia ancora molto da fare per rendere più incisiva la lotta contro gli evasori fiscali», commenta il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, dopo aver letto la serie storica elaborata dalla Corte dei conti che ha misurato, tra il 1998 e il 2009, l’incidenza percentuale del riscosso su quanto accertato durante l’attività di contrasto all’evasione fiscale realizzata dall’amministrazione finanziaria. Per quale motivo su 100 euro di imposta accertata quasi 90 non finiscono nelle casse dell’erario? «Per due ragioni - spiega Bortolussi -: la prima è legata allo stato di insolvibilità in cui spesso versano coloro che frodano il fisco. La seconda ragione è invece riconducibile al fatto che l’accertamento viene in molti casi impugnato e si trasforma in un contenzioso che può durare anni».

Nel 2009, a fronte di 51,8 miliardi di euro di imposta accertata, il riscosso di competenza (ovvero, il gettito effettivamente di competenza di quell’anno) si è attestato, secondo la Cgia, su 5,7 miliardi di euro. Pertanto, l’incidenza percentuale di quest’ultimo sul primo è pari all’11,1%. Questo risultato, sottolineato dalla Cgia, fornisce l’indice di riscossione, un parametro in grado di misurare l’efficienza della riscossione.

In ogni caso, sottolineano gli artigiani di Mestre, il calo dell’indice di riscossione nel 2009 è riconducibile al deciso aumento dell’imposta accertata (+32,2%), piuttosto che a un calo dell’efficienza dell’attività di incasso da parte del fisco.

Fonte "Il Giornale"

Ormai da nove mesi, tra polemiche e discussioni, è attiva all’ospedale Sant’Anna di Torino la somministrazione della pillola abortiva RU486, fortemente voluta da Silvio Viale, responsabile del servizio unificato di IVG (interruzione volontaria gravidanza). 

In un articolo di Vanessa Righettoni, pubblicato da “Nuova Società”, si fa il punto della situazione per quanto concerne l’utilizzo di quella pillola nell’ospedale torinese ed inoltre sono contenute alcune considerazioni di Viale riguardo a quello che sta avvenendo anche in altre parti del nostro paese per quanto concerne l’interruzione di gravidanza:
“Per fare il punto della situazione circa l’uso dell’aborto farmacologico rispetto a quello chirurgico è necessario però premettere che al momento non c’è una parità di offerta tra le due tipologie.

Il Sant’Anna, infatti, registra un numero massimo di 20 aborti medici a settimana divisi nei giorni di lunedì e martedì (cifra già notevole se si considera che si era partiti da un massimo di 6), contro invece 60-70 interventi chirurgici. Viale rivela però che in presenza di un confronto alla pari tra le due modalità abortive, la percentuale di donne che preferirebbe sottoporsi alla somministrazione della RU486 piuttosto che all’intervento sarebbe di due terzi rispetto al totale.
La settimana scorsa l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha ribadito l'intenzione della società di realizzare il progetto Fabbrica Italia, con l'investimento di circa 20 miliardi di euro e il mantenimento della «testa» in Italia, sempre che sia garantita la governabilità delle fabbriche.

Proposito lodevole, affermato nell'assordante silenzio del governo e del suo degno rappresentante, l'ex-craxiano ministro Sacconi; e tuttavia proposito tutto da verificare, proprio come dev'essere verificata la «governabilità» richiesta da Marchionne. Chi giudicherà, se non la stessa Fiat, del conseguimento della governabilità? Dunque gli investimenti si faranno solo se la Fiat riterrà conveniente farli: e in questo, e solo in questo, consiste il suo impegno. In altre parole, bisogna fidarsi della Fiat. Tuttavia la storia degli ultimi cinquant'anni è anche la storia degli errori e delle bugie della Fiat. Alla fine degli anni '50 la Pirelli, l'Italcementi e la stessa Fiat predisposero un progetto di massima per un'autostrada che unisse Milano a Napoli; tuttavia i dubbi della stessa Fiat sullo sviluppo della motorizzazione in Italia fecero accantonare il progetto. Questo, dietro forti pressioni politiche nazionali e locali, venne ripreso dall'Iri, che realizzò, a costo zero per lo Stato, l'Autostrada del Sole, che si sarebbe rivelata fonte insostituibile di profitti e di liquidità prima per l'Istituto, poi per l'Italstat. Un secondo errore della Fiat fu la cessione della controllata spagnola Seat ai tedeschi, nell'ipotesi - poi smentita dai fatti - di un mancato sviluppo della motorizzazione iberica; sviluppo che invece si verificò con grande dinamismo proprio all'indomani della cessione della Seat.
(ANSA) - L'AVANA, 16 FEB - L'ex presidente cubano Fidel Castro ha accusato gli Stati Uniti di essere «macchiati di sangue» per l'uccisione di scienziati iraniani e per la loro partecipazione nei conflitti di Afghanistn e Pakistan. In un incontro con intellettuali, di cui la tv di stato cubana ha mandato oggi in onda la seconda parte, Fidel Castro ha detto: «Quando si parla di sangue, loro (gli Stati Uniti) sono macchiati di sangue reale, non simbolica». «Non è simbolica la gente che uccidono in Pakistan o i crimini che la Cia esegue con autorizzazione», ha aggiunto chiedendo: «Obama per caso non sapeva dei scienziati nucleari iraniani che stavano per essere uccisi dagli agenti israeliani?». Castro ha sottolineato che «varrebbe la pena che Obama spiegasse non soltanto i milioni ammucchiati da Mubarak ma se sa qualcosa dell'assassinio dei scienziati iraniani». Sull'attentato contro la parlamentare americana Gabrielle Giffords ha affermato che è «risultato della politica fascista imposta in quel Paese, dove la maggior parte e favorevole a portare armi». L'incontro con intellettuali cubani e scrittori stranieri presenti nella Fiera internazionale del libro dell'Avana è la prima apparizione pubblica di Fidel, 84 anni, di quest'anno.

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Svolta frontista, Vendola accoglie i finiani nella coalizione anti-Berlusconi e candida Bindi premier: no a Montezemolo o Monti. Ma l'ennesima «mossa del cavallo» non convince la base e lascia gelido il Pd di Matteo Bartocci (ilmanifesto del 17 febbraio 2011)  Più che baciare il rospo, stavolta l'ha proprio ingoiato. Nichi Vendola conferma di prendere «molto sul serio lo spirito di chi nel Pd propone una coalizione allargata» a Gianfranco Fini. Al punto che la fa direttamente sua. Con un distinguo: la guidi una democratica come Rosi Bindi e non un tecnocrate moderato o neo-liberista. La proposta di Vendola è stringata: un governo di scopo transitorio da Fini a Di Pietro che cambi la legge elettorale, risolva il conflitto di interessi e garantisca il pluralismo informativo. Poi tutti nemici come prima, Fini a destra e il centrosinistra per la sua strada. L'unica condizione è che non si possono «affidare le redini di questa 'grande coalizione' a Mario Monti o a Luca Cordero di Montezemolo». 
La svolta «frontista» del presidente pugliese lascia attonita la cosiddetta «base» e lascia freddo anche il Pd. Certo, il feeling tra Bindi e Vendola non è una novità. La stessa presidente del Pd a settembre alla festa di Torino disse che «su certe cose vado più d'accordo con lui che con persone del mio partito». Ma l'ipotesi di una sua candidatura non è nelle cose. «Lo ringrazio per le parole di stima ma noi dobbiamo ripartire dalla politica, senza condizionare il nostro confronto con nomi e candidature, come dimostra lui stesso facendo un passo indietro». Poi porge il suo tiepido benvenuto nel campo dei responsabili: «Finalmente Vendola riconosce che c'è bisogno di una larga coalizione democratica, di responsabilità nazionale. Il Pd lo sostiene da tempo». 
Più algido ancora Massimo D'Alema sul Tg3: «Voglio ringraziare Nichi Vendola per aver indicato una persona di grande valore come Rosy Bindi. Naturalmente, visto che si parla di una grande coalizione, il candidato deve essere concordato e non imposto da nessuna parte». Saluti e baci, accomodati in panchina e addio «Obama bianco».


E ora, come finirà la rivolta in Bahrein? La scia di fuoco partita dalla Tunisia che sta percorrendo tutto il Medioriente ha raggiuntoil regno della dinastia al-Khalifa, sull'isolotto nascosto in un'ansa del Golfo Persico. Non che l'opposizione sciita si sia svegliata solo adesso: il confronto con il potere sunnita è in atto da anni, ma adesso che anche il "Faraone d'Egitto" Hosni Mubarak è caduto, sembra essere giunto il momento della sfida finale.
La piazza Tahrir di Manama, capitale del Bahrein, si chiama Rotonda delle Perle. Da lunedì gli sciiti - che costituiscono i due terzi dell'intera popolazione (di poco superiore a 700 mila) - hanno occupato la piazza centrale della città per chiedere maggiori diritti e opportunità, le dimissioni del re Sheik Hamid ibn Isa al-Khalifa o, almeno, che il premier venga eletto dal popolo e non imposto dalla famiglia reale. Al momento, sembra che la casa reale non sia disposta al dialogo: i cinque morti, 60 dispersi e i quasi duecento feriti sono una risposta eloquente. Secondo quanto raccontato ai microfoni di Al-Jazeera da un esponente del partito sciita al-Wifaq, i manifestanti sono stati attaccati mentre dormivano, durante la notte, senza alcun preavviso. Inoltre, quando una folla di persone si è messa in fuga, è stata accerchiata dalla polizia proveniente dalla parte opposta che ha cominciato a sparare gas lacrimogeni e bombe stordenti. "Un vero atto terroristico", lo ha definito Abdul Jalil Khalil, il deputato di al-Wifaq che era in piazza con i dimostranti. Da stamattina, i blindati e l'esercito hanno preso il controllo della piazza ma, secondo testimonianze locali, gli scontri si sono spostati anche in altri quartieri di Manama.

La notte "folle" in Questura. Parlano gli agenti: "Dodici chiamate per Ruby". La prima stranezza fu la telefonata di Michelle Conceicao che chiedeva di Karima

“Spero che adesso la gente capisca che può fidarsi della polizia. Abbiamo dimostrato che tanti di noi non si piegano e obbediscono solo alla legge. Sono fiero che i pm abbiano affidato a noi le indagini come segno di fiducia. Noi li abbiamo ripagati e le prove che abbiamo raccolto sono state definite evidenti. Oggi sono di nuovo fiero della mia divisa”.

Parlare con gli agenti che erano in Questura l’ormai famosa notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 è un’impresa: “Niente telefono, perché abbiamo tutti un abbonamento stipulato dalla polizia e, chissà, potrebbero controllare i tabulati”. Allora ci si può vedere di persona, ma dove? “Lontano dalla Questura… anzi, da qualsiasi commissariato”.


"E-Off: spegni la luce, accendi i riflettori sul golfo dell'Asinara", così si chiama l'iniziativa lanciata su Facebook a spegnere la luce per dieci minuti. Un gesto simbolico che vuole sensibilizzare l'opinione pubblica contro il silenzio calato sull'incidente della E.On che ha sversato in mare 50mila litri di olio combustibile

Un tam tam sul web per evitare che si spengano i riflettori sulla marea nera in Sardegna. A un mese dall’incidente dello stabilimento E.On di Porto Torres, che ha causato lo sversamento in mare di circa 50mila litri di olio combustibile, non si ferma la mobilitazione dei comitati locali per attirare l’attenzione sul grave inquinamento da petrolio che ha colpito alcune delle più belle spiagge dell’isola: da Stintino, nella riserva dell’Asinara, agli splendi litorali della Gallura.

E-Off: spegni la luce, accendi i riflettori sul golfo dell’Asinara“, così si chiama l’appello lanciato su Facebook a spegnere la luce, venerdì 18 febbraio alle 20.00, per dieci minuti. Un gesto simbolico che, come dicono gli organizzatori, vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sull’ombra “calata sulla nostra splendida terra e per accendere l’attenzione di tutti sull’accaduto”.

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