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sabato 21 maggio 2011
Il leader dell’Udeur annuncia una federazione con l’Udc del suo grande amico Pier per rinforzare il Terzo Polo


San  Valentino è già trascorso ma conforta sapere per tutti gli innamorati che certi amori non finiscono mai. Dopo un lungo peregrinare che ha diviso due anime gemelle, finalmente è arrivata la grande notizia del ritorno. Clemente Mastella, leader dei Popolari per il Sud-Udeur, sta cercando di costituire un rapporto federativo con l’Udc. La coppia d’ora del CCD degli anni ’90 torna così insieme, tutti uniti nel Terzo Polo, ormai cimitero degli elefanti berlusconiano


L’Udeur c’e’ ed e’ gia’ al lavoro per accelerare il rapporto federativo con l’Udc e con le altre forze politiche del Terzo Polo sul piano nazionale’. Lo ha detto il leader de ‘Popolari per il Sud-Udeur’, Clemente Mastella, commentando a Benevento il risultato elettorale delle amministrative.’Anche in Campania – ha aggiunto Mastella – l’intesa sara’ forte: non daremo indicazioni per il ballottaggio, anche perche’ a Napoli, a sinistra, abbiamo De Magistris, e a Benevento ci ritroviamo con la coordinatrice provinciale del Pdl, Nunzia De Girolamo, che minaccia querele’.'In Campania – ha concluso l’ex Guardasigilli – nelle quattro citta’ dove si e’ votato (Napoli, Benevento, Salerno e Caserta) siamo, entro l’area di centro, il secondo partito, dopo l’Udc’.


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Ecco un’altra dimostrazione come i Mass Media nostrani sono sotto controllo del regime totalitario della UE e dei suoi scagnozzi capi di governo, dal 15 Maggio in Spagna c’è un popolo in subbuglio, in 27 città la gente è scesa in piazza per dimostrare contro il governo che chiede più restrizioni, più tasse, meno libertà e più dittatura, solo da ieri alcuni giornali si sono azzardati a scrivere qualche articolo quasi invisibile.


Molti giornali fanno finta di non vedere quello che succede in Spagna, eppure hanno corrispondenti che comunicano ai loro uffici se un barbone si stà facendo una sega al Polo Nord, ma no.. quello che sta succedendo in Spagna non interessa nessuno, nessuno deve sapere che in Europa le masse si stanno muovendo per contrastare la scellerata politica che i Banchieri hanno dettato a tutti i capi di Stato e di Governo.


Nelle maggiori città spagnole i cittadini hanno occupato le piazze sfidando pure il divieto di dimostrazione che era stato applicato da poco, detto in breve ..gli spagnoli hanno annullato questo decreto che vietava le dimostrazioni di massa e contro il programma del Governo, giovani.. anziani.. bambini e pensionati sono tutti insieme, questa rivoluzione pacifica è stata organizzata via internet come nei paesi Arabi, 100..1000..100.000 ed in poche ore le piazze si sono affollate di cittadini che hanno “las Pelotas” scassata dal regime di Zapatero, cosa vogliono i cittadini.. una vera Democrazia, uguaglianza, diritti, rispetto e lavoro, questo è quello che chiedono il 43 % di giovani disoccupati, vogliono che le Banche siano Statalizzate e non lasciate a sciacalli privati che hanno messo in ginocchio il sistema sociale in Spagna e d’altronte come nel resto dell’Europa.

Allarme generale: qualcuno ha parlato male di Pierluigi Bersani. Presto, mettiamolo in prima pagina, fuori tutti i grandi temi di politica nazionale ed internazionale, spazio alle parole di Paolo Villaggio che ieri, ad un Giorno da Pecora, ha paragonato il segretario del Pd al suo più noto personaggio, il ragionier Fantozzi. “Noioso, grigio, lecchino e inconsistente”, è il giudizio dell’attore genovese sul segretario del principale partito dell’opposizione italiana. Ovviamente, al Giornale non pare vero.

Si può paragonare Pier Luigi Bersani a Fantozzi ragionier Ugo? Lo fa, nel suo immaginario sempre paradossale e negli ultimi tempi un po’ confuso, l’attore Paolo Villaggio, che sta al mitico Fantozzi come mastro Geppetto a Pinocchio. Così da poterne disporre a piacimento, una volta attribuendogli la volontà di voto per la Lega (recente intervista al Riformista), un’altra l’ammirazione indefessa per Berlusconi, «che gliha dato la televisione gratis e il Milan campione d’Italia». A ispirargli la similitudine con il leaderdel Pd, invece, una serie di caratteristiche comuni. «Il Fantozzi della politica italiana -ha detto ieri alla radio – è senz’altro Bersani: nasce come un lecchino ed è di una noia mortale». Inoltre, secondo Villaggio, il segretario del Pd avrebbe dello sfortunato impiegatuccio anche l’aspetto, «molto simile»
''L'Unione Europea prepara una riforma ambiziosa della politica comune della pesca in Europa, dove la sostenibilità sarà onnipresente e dove non mancherà l'elemento essenziale dei rigetti di parte del pescato in mare''. Così parlò - il 4 maggio scorso - Maria Damanaki, commissario europeo alla pesca.
L'annuncio era atteso da tempo: il 13 luglio(salvo rinvii dell'ultimo momento, l'Ue licenzierà il Libro Verde della Politica Comune della Pesca - PCP). Un documento importante, che riguarda la vita di milioni di consumatori e lavoratori della comunità. Solo che, fino a oggi, le associazioni di categoria non sono state coinvolte. In Italia, ad esempio, Lega Pesca. Che sul suo sito denuncia come l'Ue abbia ignorato ''le pur reiterate richieste unitarie che le Associazioni europee,Europêche e Cogeca, hanno avanzato alla Commissione per la convocazione del Comitato per il dialogo sociale della pesca marittima, al fine della necessaria valutazione delle pesanti ricadute sociali ed occupazionali legate ad una riforma che segnerà radicalmente il futuro del settore''.
''La verità è che l'Ue ci pone dei problemi complessi. Noi siamo pronti ad affrontarli, ma non possiamo accettare né il metodo né il criterio e neanche la forma'', dichiara a PeaceReporter il presidente di Lega Pesca, Ettore Ianì. L'associazione, costituita nel 1962, rappresenta le cooperative operanti nell'economia ittica. ''Condividiamo gli obiettivi, non i criteri e i metodi. Tutti siamo per la tutela delle risorse, ma la contempo bisogna lavorare alla tutela dei lavoratori''.
Sui contenuti del Libro Verde, come detto, non si hanno certezze. Secondo Richard Blackdella Bbc, però, ci sono delle indiscrezioni importanti, che hanno portato alcuni esperti del settore a parlare di ''privatizzazione del Mediterraneo''. Il nodo è quello delle quote di pesca che sarebbero assegnate dai politici e non da esperti tecnici.




La settimana scorsa si è svolto il raccolto del grano per alcuni contadini di Khuza'a, villaggio vicino al confine con Israele nel sud della Striscia di Gaza. Per tre giorni essi si sono recati nei campi, partendo molto presto la mattina e raccogliendo i frutti della loro terra. Per tre giorni dalle torrette automatizzate le forze di occupazione israeliane hanno sparato e per tre giorni i contadini hanno continuato a raccogliere il grano, senza permettere a chi sparava dalle torrette a controllo remoto di impedire loro di recarsi nella propria terra. L'area dove i contadini, insieme a tre attivisti internazionali dell'Ism e cinque attivisti palestinesi si sono recati si trovava a circa 450 metri dal confine.
Il parroco di Sestri Ponente in carcere con l’accusa di abuso su minore è affetto dal virus dell'Aids, secondo quanto ha scritto il gip nell'ordinanza d'arresto. E nell'inchiesta spunta un nuovo indagato

Don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri Ponente arrestato con l’accusa di abuso su minore e cessione di stupefacenti, sarebbe sieropositivo. E’ quanto si apprende dall’ordinanza del gip nei suoi confronti. Proprio per questo motivo il sacerdote si troverebbe in una sezione speciale del carcere di Marassi, dove è detenuto da venerdì scorso. Non è escluso che il sacerdote, sospeso dalla curia di Genova, nei prossimi giorni venga sottoposto a nuovi esami clinici.

Gli inquirenti stanno cercando di appurare se il parroco, accusato di abusi su minori, abbia avuto rapporti sessuali e se questi siano stati o meno protetti. Il difensore del sacerdote, avvocato Paolo Bonanni, non ha rilasciato commenti al riguardo: “Su questo aspetto della vicenda – ha detto – preferisco non commentare”.

Intanto nell’inchiesta spunta un nuovo indagato. Si tratta di un ragazzo diciottenne di origini straniere, ma residente a Genova, accusato di favoreggiamento della prostituzione minorile. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane organizzava gli incontri sessuali di don Seppia e dell’ex seminarista Emanuele Alfano (anche lui arrestato), procacciando loro i ragazzini. Il nome del diciottenne sarebbe stato fatto in mattinata agli inquirenti dall’ex seminarista, che nel corso del lungo interrogatorio in carcere avrebbe fatto le prime ammissioni.

da "Il Fatto Quotidiano"



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Piazze piene. Anzi pienissime. Da Madrid a Barcellona, la protesta, pacifica, prosegue anche oggi che è vigilia di elezioni. Domani infatti nelle penisola iberica si vota per le amministrative. Ma i leader del movimento annunciano: saremo in piazza anche lunedì


“La nostra giornata di riflessione la passiamo qui, perché solo collettivamente sappiamo riflettere”, dice Oscar, accampato da quattro giorni in Plaza Catalunya. Il cuore di Barcellona nella giornata della vigilia elettorale per le amministrative, è attraversato da migliaia di persone. Il sole è cocente ma nessuno dei partecipanti al movimento “Democracia Real Ya” si risparmia. “Siamo uniti e decisi a continuare la protesta – continua Oscar – e non stiamo sfidando i divieti dei giudici. Rispettiamo la giornata di riflessione proprio perché il nostro modo di parlare di politica è lontana anni luce da quella dei politici al potere”.

La Giunta elettorale centrale si era pronunciata ieri contro tutte le iniziative nel giorno prima della consultazione. Ma le principali piazze di tutte le città spagnole sono ormai patrimonio nelle mani dei cittadini: “Non abbiamo paura – dice Angel, pensionato catalano – non ci possono sgomberare. Sarebbe un autogol per i politici che aspettano i nostri voti”. Il movimento 15-M, con la forza dei numeri ha conquistato un’aura intoccabile. La Puerta del Sol di Madrid è organizzata come una repubblica autonoma. Sevilla, Palma, Santiago de Compostela, Valencia e in tutte le altre città del paese si contano migliaia di partecipanti alle occupazioni.

venerdì 20 maggio 2011


Davvero spettacolari questi video che registrano, da piu' angolazioni, un avvistamento di un Unidentified Flying Object, o Ufo che dir si voglia.
Numerose le testimonianze di cittadini che hanno assistito all'evento: alcuni di essi, armati di videocamera, hanno registrato le spettacolari immagini che seguono.
Su youtube si trovano diversi filmati prodotti da angolazioni diverse a testimonianza del fatto che l'avvistamento, probabilmente, c'e' stato davvero.


UFO IN RUSSIA - TELEGIORNALE RT VIDEO



Mentre nell'impianto di nucleare di Fukushima I si lavora assiduamente per la stabilizzazione dei reattori danneggiati in previsione dell'arresto a freddo degli stessi, si comincia opportunamente a discutere delle scorie ulteriori prodotte in questi mesi e del loro stoccaggio; un problema certamente già ben noto ma che ha conosciuto con la crisi di Fukushima un incremento nell'attenzione dei media e dell'opinione pubblica giapponese.

In particolare in questi giorni ha conosciuto una certa diffusione nelle sale nipponiche il film-documentario del regista danese Michael Madsen intitolato "Into Eternity"; uscito in anteprima nel 2009 e distribuito a partire dal 2010, Into Eternity affronta proprio il problema dello stoccaggio e dello smaltimento delle scorie radioattive, prendendo le mosse dal deposito finlandese in costruzione sull'isola di Olkiluoto (chiamato Onkalo, nascondiglio, fig.1) che dovrebbe cominciare ad accogliere la taniche di combustibile esausto a partire dal 2020 per un lasso di tempo stimato in 100.000 anni.





Ora, capiamo bene come 100.000 anni siano un orizzonte temporale enorme su scala umana e come non si possa neppure lontamente prevedere alcunchè su cosa accadrà agli esseri umani a al nostro pianeta in un lasso di tempo tanto ampio, ma sta di fatto che ci sono alcuni elementi, in primis ilplutonio-239 che ha un tempo di dimezzamento di 24.200 anni e la cui radioattività rimane alta per più di 100.000 anni, che necessitano di uno smaltimento sicuro e permanente onde evitare la proliferazione nucleare e i rischi da contaminazione radioattiva. Come intervenire dunque?

Il buon senso suggerirebbe di evitare il più possibile di crearci da noi, con le nostre mani, dei potenziali e letali pericoli per la nostra sopravvivenza, specie quando il calcolo del rischio è così approssimativo, abbraccia scale temporali enormi e c'è la concreta possibilità che il gioco non valga la candela; evidentemente però sono altri i criteri che guidano le azioni dell'uomo e se non ci si cura di cosa accadrà alla generazione che verrà dopo di noi, pensate che possa importare cosa accadrà da qui a 2000, 10000 o 100000 anni?!

In Giappone, come in Italia d'altronde, non esiste tuttora un deposito definitivo (ammesso che si possa utilizzare questo attributo) per le scorie radioattive. L'ente preposto alla costruzione, al monitoraggio e al funzionamento del deposito oltre che alla ricerca e alla selezione di un sito adatto per esso è la Nuclear Waste Management Organization of Japan (NUMO), la quale, per il finanziamento del progetto, beneficia di una tassa ad hoc (a carico di tutte le utenze elettriche che si avvalgono di energia elettrica prodotta col nucleare) che quest'anno le ha fruttato l'equivalente di 700 milioni di euro.





Il problema, dice Takeshi Yamada, rappresentante della NUMO, è che "la promessa di miliardi di yen di sussidi per le comunità che accettassero di ospirare il deposito nucleare non è abbastanza allettante": i soldi non comprano la vita, il futuro e i ricordi legati ai luoghi che hanno fatto e fanno da cornice alle nostre esistenze.

In teoria, una volta che venisse identificato un possibile luogo, ci vorrebbero 20 anni per l'indagine sulle caratteristiche geologiche del sito che, solo se fossero ritenute compatibili, consentirebbero il via dei lavori di scavo (altri 10 anni) per creare lo spazio necessario al deposito, profondo circa 500 metri. Yamada ha detto che secondo il progetto, il deposito sotterraneo sarebbe riempito con 40.000 contenitori di solidificazione in acciaio inox nei quali verrebbero immagazzinati tutti i combustibili esauriti prodotta dalle centrali del Giappone dal 1960 al 2030 circa.

Tutto questo, però, come detto, dipende dal fatto che NUMO possa trovare il sito adatto e ottenere il consenso della comunità locale, una circostanza questa che, alla luce dell'accresciuto allarme verso l'energia nucleare in generale, sembra improbabile nell'immediato futuro. Politici, sociologi ed economisti parlerebbero di sindrome NIMBY (Not In My Back Yard, lett. "Non nel mio cortile"), ma voi, francamente, accettereste di avere un deposito di scorie radioattive sotto casa? Personalmente non credo che siano i cittadini coloro da baisimare...



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È stato pubblicato pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione (n. 19 del 13maggio 2011) il bando per il finanziamento di voucher per la partecipazione a master dottorati. L’avviso – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale -ha una dotazione finanziaria di otto milioni di euro.“Otto milioni di euro – ha commentato il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti - che la Regione Calabria investe per formare la classe dirigente di domanie favorire maggiori opportunità di lavoro ai giovani calabresi”.Le domande potranno essere presentate secondo le modalità indicate nel bando apartire dal martedì 24 maggio 2011 e fino al completo esaurimento della somma. Possono partecipare i laureati residenti in Calabria con età fino a 35 anni e conun reddito familiare non superiore a 35.000 euro (attestazione ISEE 2009), checorrisponde in genere a 80 mila euro lordi. Il rimborso massimo finanziabile èdi 20.000 euro, elevabili di altri 6.000 euro per gli studenti disabili. Fra le spese ammissibili sono previste le tasse di iscrizione, i costi sostenuti per trasporto, vitto ealloggio e per le coperture assicurative e assistenziali.A tale proposito l’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha dichiaratoche “si tratta di importi che consentiranno ai giovani calabresi di frequentare i masterpiù prestigiosi delle università italiane e straniere”.È prevista la presentazione telematica delle domande sul portale dell’assessorato alla Cultura www.regione.calabria.it/istruzione. Inoltre, sarà presto allestita sul sito una pagina dedicata alle domande più frequenti.


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300 euro mensili per lavoratore per incentivare l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori svantaggiati, che hanno perso il lavoro o di età superiore a 50 anni, nel Mezzogiorno

L’art. 2 del Decreto Sviluppo prevede agevolazioni, sotto forma di Credito d’imposta, per ogni nuovo “lavoratore svantaggiato” assunto a tempo indeterminato dalle aziende ubicate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’importo di tali agevolazioni sarà pari al 50% dei costi salariali sostenuti nei primi 12 mesi di assunzione per i lavoratore cd. “svantaggiati” o nei primi 24 mesi per quelli “molto svantaggiati” e sarà per ogni lavoratore in proporzione alle ore di lavoro, infatti il bonus è riconosciuto anche per le assunzioni part-time, purché a tempo indeterminato. Ne potranno usufruire tutti i datori di lavoro, organizzati o no in Impresa. Come per le passate edizioni del bonus, bisognerà considerare l'effettivo incremento occupazionale realizzato. Pertanto, il credito di imposta è determinato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti l'arco temporale di applicazione del beneficio. Solo se tale differenza è maggiore o uguale al numero delle nuove assunzioni effettuate si avrà diritto al bonus per tutti i neoassunti, in caso contrario il beneficio spetterà solo per le unità pari alla differenza calcolata. Di fatto un importante volano per le imprese di nuova costituzione, che potranno a tal fine conteggiare tutti i neoassunti.


Una vera e propria rissa verbale in diretta tv quella tra Maurizio Belpietro e Marco Travaglio, con l'opinionista fisso di Annozero che sventola davanti alle telecamere il proprio certificato penale con tanto di intestazione del ministero e timbri e bolli. La scintilla parte, praticamente subito, quando si parla di liberta' dei giornalisti.


Travaglio rimprovera a Belpietro di "prendere lo stipendio da Berlusconi, perche' ha una trasmissione su Mediaset", il direttore del Giornale controbatte che si tratta di una collaborazione e di fronte alle insistenze del collega gli ricorda che "sei un pregiudicato". Qui la lite sale di tono: "Ho il certificato penale, lo porto sempre con me", dice Travaglio che fruga tra le carte mentre un perplesso Santoro lo invita a desistere perche' quel foglio, che viene mostrato alle telecamere, "lo conosciamo a memoria". "Non sei incensurato, sei prescritto e come dici tu anche se c'e' prescrizione si resta condannati", insiste Belpietro. "Asino", rintuzza Travaglio. "Avevi o no frequentazioni che non dovevi avere", prosegue Belpietro. Risata di Travaglio: "Ma come, entri e esci da Palazzo Grazioli e parli a me di frequentazioni?".


Mentana, in studio, e Zucconi, collegato dagli Usa, solidali con Al Gore, anche lui in studio: "Chissa' cosa gli stara' spiegando il traduttore...", osservano.


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Se all'improvviso scoppiasse un incidente nucleare? Cosa bisognerebbe fare? Come si vivrebbe?
Questi sono gli interrogativi che si sono posti quattro giovani che hanno deciso di rinchiudersi per un mese in un bunker applicando alla lettera il protocollo di radioprotezione.


L'iniziativa, che vuole essere una sorta di provocazione/protesta con contro il nucleare, vuole aprire gli occhi a tutti coloro che 12-13 giugno andranno a votare al referendum.
L'iniziativa è nata da Giorgio, Alessandra, Pierpaolo e Luca ed è sostenuta da Greenpeace.
I ragazzi vivranno reclusi in una casa-bunker per 30 giorni, cioè fino al referendum. Non avranno nessun contatto con l'esterno, non mangeranno cibi freschi, avranno a disposizione solo acqua imbottigliata e comunicheranno con il mondo solo tramite internet. La loro vita sarà trasmessa 24 ore su 24 sul web e grazie i social network, potranno lanciare dei videomessaggi ed esprimere al mondo le proprie idee e le proprie emozioni nel vivere rinchiusi e a rischio emergenza nucleare.


Non sarà un reality, ma un vero e proprio esperimento di vita alternativa, un modo per far conoscere le conseguenze di un disastro come quello avvenuto a Chernobyl o Fukushima, però il tutto ambientato in Italia.


"I pazzi siete voi" è il titolo della campagna, in quanto secondo gli ideatori "I pazzi siete voi se non andate a votare Sì il 12 e 13 giugno; i pazzi sono quelli che vogliono portare il nucleare nel nostro paese".


Queste le parole dei quattro ragazzi in un loro videomessaggio: "Voi che minimizzate il disastro di Fukushima. Voi che pensate al vostro tornaconto personale alla faccia dell'interesse della comunità. Siete pazzi pericolosi. Diffondete i nostri messaggi, organizzatevi, inventatevi una vostra azione. La nostra protesta dovrà crescere ogni giorno di più".

Anche se attualmente il quesito sul nucleare nel referendum è ancora in dubbio, visto che il governo ha deciso una moratoria sull'argomento dopo l'incidente in Giappone, l'iniziativa come spiega Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace, inizierà ugualmente in quanto vi è un enorme disinformazione e bisogna convincere milioni di italiani ad andare alle urne e scegliere il Sì.
La protesta terminerà il 12 giugno, giorno in cui sono previsti i voti referendari su nucleare, su acqua pubblica e su legittimo impedimento. 



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Il signor Bossi accusa Pisapia di voler trasformare Milano in una zingaropoli, aprire Moschee etc: allora ci chiediamo, e chiediamo a tutti i leghisti: Ad eccezione di proclami e propaganda.... cos'ha fatto la Lega in questi anni di governo per fermare l'immigrazione? Vi sembra che i clandestini presenti in Italia siano stati "controllati ed espulsi"? Dicono "abbiamo fermato l'invasione" ma ciò non corrisponde al vero: anche nel periodo dei respingimenti, quando gli sbarchi erano diminuiti, erano aumentati di pari passo gli arrivi dalle frontiere terrestri, oltre ai molti immigrati che accedono regolarmente, con visto turistico, salvo trattenersi in Italia anche alla scadenza dello stesso...

NON ne vogliamo fare una questione "ideologica": ma di coerenza politica. Per molti Bossi e i leghisti sono "razzisti": per altri invece è un "simbolo", un leader da votare. Al di la di questo, è evidente come la Lega non abbia ne risolto, ne affrontato la questione immigrazione: apparte la legge Bossi-Fini che oltre ad esser inadeguata, NON HA RISOLTO IL PROBLEMA.  

staff nocensura.com


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Il lago Carrera nella Patagonia cilena


Nell'autunno scorso la campagna "Patagonia sin represas", Patagonia senza dighe, scontava un momento di sconforto, di crisi d'identità si direbbe, perchè sembrava confrontarsi con un sistema di potere e di informazione troppo più forte di qualsiasi sentimento e di qualsiasi possibile iniziativa ambientalista.
Una sorta di lotta contro i mulini a vento, perchè il potere dell'impresa era capace di oscurare in un attimo il lavoro capillare portato avanti sul campo dalle associazioni.


In Patagonia è pratica normale che la HydroAysen, l'azienda cilena che opera in Cile in nome e per conto dell'Enel -che acquisendo la spagnola Endesa, ha acquisito ogni diritto di sfruttamento delle acque in Cile- finanzi i progetti dei contadini, che in un baleno si ritrovavano in mano il denaro per realizzare un proprio sogno.


Politica di incoraggiamento, di sostegno alle iniziative, di sviluppo, dice Marisol Martinez, il sindaco di Puerto Aysen, un paesino alle porte di Coyaique, la capitale della Patagonia cilena, dove un'altra azienda intende costruire altre dighe: un sistematico acquisto delle coscienze, dicono invece gli ambientalisti, affranti nel constatare l'avanzata irresistibile di questo sistema di "sostegno".


Persino le comunità cittadine godono di questa iniezione di denaro chiamata "sostegno", comuni che si ritrovano in un batter d'occhio con i fondi per le scuole, per le attività sportive e quant'altro, con i contadini soddisfatti per aver magari costruito una casetta, riempito la pancia per qualche tempo senza porsi tanti problemi, essendo le questioni ambientali- è noto- una fisima degli abbienti.
E poi la volontà politica di garantire al Cile l'energia di cui ha bisogno per svilupparsi e crescere economicamente.


"Cile necessita energia", è la frase più ripetuta negli ambienti politici, in un impegno politico-imprenditoriale che lasciava poche speranze che la Commissione Ambientale potesse bocciare un progetto che devasta un'intera regione.


porto-tolle-01Si allontana la possibilità che la vecchia centrale Enel di Porto Tolle (Rovigo) venga riconvertita a carbone. Il Consiglio di Stato ha annullato infatti oggi il decreto con cui il 29 luglio 2009 il ministero dell’Ambiente aveva dato parere positivo alla Valutazione d’impatto ambientale del progetto. Atto formale siglato dal ministro Stefania Prestigiacomo, ma che aveva preso il via nel lontano 2005 sotto la gestione di Alfonso Pecoraro Scanio ottenendo dall’esponente verde nel 2007 un ok condizionato ad una serie di migliorie nel controllo delle emissioni di ossido di zolfo e particolato.
La sentenza della Sezione sesta del supremo organo della giustizia amministrativa accoglie il ricorso presentato da Wwf, Greenpeace, Italia nostra, operatori turistici, alberghieri e di stabilimenti balneari, associazioni di pescatori e comitati cittadini, ribaltando il parere dato in primo grado dal Tar del Lazio lo scorso giugno.

La notizia è stata accolta con soddisfazione dagli ambientalisti. “Viene travolto anche il provvedimento del ministero dello Sviluppo economico con cui si autorizza la costruzione dell’impianto”, esulta Matteo Ceruti, l’avvocato che rappresenta tutti i ricorrenti “Siccome – precisa ancora il legale – sulla base del codice ambientale, il presupposto per la costruzione di un progetto è che ci sia il parere favorevole della Via, con l’annullamento di tale provvedimento viene caducato anche quello successivo del ministero dello Sviluppo economico di concerto con il ministero dell’Ambiente emesso a inizio anno” che autorizzava la costruzione della centrale.

La più grande discarica nucleare del mondo. Così potrebbe diventare la Mongolia, se andasse in porto un patto segreto tra il governo di Ulan Bator, Stati Uniti e Giappone, rivelato dal quotidiano di Tokyo Mainichi Shimbun.
L'accordo sarebbe stato sottoscritto prima del disastro di Fukushima e in un'ottica di concorrenza globale.
La Russia offre già infatti a chi si incammina sulla strada dell'energia atomica un servizio "tutto completo": tecnologie per aprire le centrali e poi attività - e soprattutto luoghi- di smaltimento delle scorie.
Anche la Francia, che di spazi ne ha meno, offre qualcosa del genere: l'unica differenza è che punta più sulle tecnologie di riciclo, con il processo Purex (plutonium and uraniumrecovery by extraction) che produce il famigerato combustibile Mox. Per il resto, esporta gran parte delle proprie scorie proprio in Russia.
Il mercato impone dunque che anche due potenze economiche (e atomiche) come Usa e Giappone diventino competitive nelle tecnologie nucleari prêt à portervendita di reattori e smaltimento delle scorie.
Ed ecco la Mongolia, cioè il Paese con la minore densità demografica al mondo dopo la Groenlandia - 1,7 abitanti per chilometro quadrato - nonché un'economia a caccia di investimenti e tecnologia. È proprio il suo spazio a essere in vendita: in cambio di tecnologie nucleari - rivela il Mainichi Shimbun - il ministero degli Esteri e del Commercio (significativa fusione di funzioni) inizia a settembre 2010 le trattative con il dipartimento dell'Energia Usa e il ministero dell'Economia giapponese per concedere come discarica nucleare l'ex base militare sovietica di Bayantal, circa 200 chilometri a sud-est di Ulan Bator.
E' stato fermato Emanuele Alfano, l'ex seminarista di 41 anni amico e complice di don Riccardo Seppia, parroco di Sestri Ponente arrestato nei giorni scorsi. Le accuse nei suoi confronti sono di induzione alla prostituzione minorile continuata e favoreggiamento

Don Riccardo Seppia, così si chiama il prete  arrestato venerdì scorso per abuso su minori e cessione di stupefacenti a Genova, si sentiva "al di sopra di ogni sospetto". Era ossessionato dal desiderio di avere rapporti con bambini. E' questo l'identikit  tracciato nell'ordinanza di custodia cautelare del gip di Milano Maria Vicidomini. E dalle intercettazioni emerge un quadro gravissimo dell'ossessione del parroco.

L'indagine prende le mosse nella seconda metà di ottobre quando i carabinieri del Nas, impegnati a Milano in un'inchiesta sul traffico di anabolizzanti in palestre e saune, si imbattono in una conversazione tra un pusher africano, soprannominato Franky, e il parroco genovese. Ecco la telefonata: "Ah... niente...senti.... non trovi nessun bambino...?" chiede don Riccardo Seppia a Franky. E' il 22 ottobre. Don Seppia, nella stessa conversazione aggiunge: "... eh, che mi piace... non hai tuoi amici che mi vogliono fare di tutto...?".
...a ricevere il Dan David, il premio da un milione di dollari che il finanziere a capo del colosso internazionale delle apparecchiature fotografiche per fototessera (Photo-Me International Plc), riconosce annualmente ai vip distintisi nella “difesa dei valori universali della giustizia, della democrazia e del progresso”. La consegna del mini Nobel è avvenuta il 15 maggio a Tel Aviv nell’intervallo tra un incontro con il presidente Shimon Peres e quello con il premier Benjamin Netanyahu, mentre alla frontiera di Israele con il Libano e la Siria era in atto la feroce repressione dei manifestanti che commemoravano la Nakba, il giorno della “catastrofe” del 1948 quando con la creazione dello stato d’Israele, decine di migliaia di palestinesi furono costretti ad abbandonare la regione nativa. Almeno una ventina le persone uccise dall’esercito, ancora una strage che per l’ennesima volta non ha turbato l’élite politica ed economica italiana che insegue lucrosi affari con le imprese israeliane.
Il core business dell’asse Roma-Tel Aviv è rappresentato dal mercato delle armi e specie con Berlusconi, l’Italia si è distinta nel tessere sempre più proficue relazioni nel campo della “difesa” e della “sicurezza”. Oltre alla recente visita di Silvio B. in Israele, le tappe del riavvicinamento armato comprendono gli incontri del novembre 2009 tra il ministro della difesa Ignazio La Russa, l’omologo israeliano Ehud Barake e Netanyahu, la visita a Roma nel luglio 2010 del Capo di stato maggiore delle forze armate israeliane, generale Gabi Ashkenazi e il vertice a settembre tra il sottosegretario alla difesa, on. Guido Corsetto e l’ambasciatore di Israele in Italia, Ghideon Meir, per verificare appunto, “l’opportunità di eventuali e future collaborazioni nel campo militare”, come recita il comunicato ufficiale emesso a fine colloqui. Tre mesi più tardi, dicembre 2010, è stata la volta del Capo di stato maggiore della difesa italiano, generale Vincenzo Camporini, a recarsi in visita a Tel Aviv per discutere sul “rafforzamento della collaborazione strategica a livello politico, militare e tecnico-industriale; il consolidamento della conoscenza dei reciproci apparati militari e lo sviluppo di strumenti di raccordo e coordinamento delle attività di pace italiane nelle aeree d’interesse per lo stato israeliano”.
Le linee guida della cooperazione militare Italia-Israele sono tracciate dalla legge n. 94 del 17 maggio 2005 che ratifica l’accordo sottoscritto nel 2003 dall’allora ministro della difesa Antonio Martino. Roma e Tel Aviv s’impegnano nello specifico a collaborare nel campo dell’importazione, esportazione e transito di materiali militari, ad organizzare attività di addestramento ed esercitazioni e la “visita di navi ed aerei”, a coordinare la “partecipazione alle operazioni umanitarie”, a sviluppare “la ricerca e la produzione militare, la politica degli approvvigionamenti e l’industria per la difesa” e a “interscambiare materiali d’armamento”. Non si attese comunque il voto parlamentare per accendere i motori della nuova alleanza. Il 18 novembre 2004, dopo un summit a Roma tra il ministro della difesa del governo Sharon, Shaul Mofaz, l’omologo italiano Martino e il presidente del consiglio Berlusconi, venne annunciato lo stanziamento congiunto di 181 milioni di dollari per “lo sviluppo di un nuovo sistema di guerra elettronica progettato per inabilitare i velivoli nemici”. Da allora gli affari si sono fatti sempre più fitti: secondo una ricerca dell’Archivio Disarmo basata su dati ISTAT, nel 2005 il governo italiano autorizzò contratti di vendita ad Israele, in base alla legge 185, per circa 1,3 milioni di euro. Più recentemente, come evidenzia la Rete Italiana per il Disarmo, le vendite autorizzate al governo di Tel Aviv superano complessivamente i due milioni di euro l’anno, e riguardano in particolare “armi di calibro superiore ai 12,7mm e aeromobili, sistemi d’arma ad energia diretta e apparecchiature elettroniche”. Tra le imprese italiane coinvolte spiccano i nomi di Simmel Difesa, Beretta, Northrop Grumman Italia, Galileo Avionica, Oto Melara ed Elettronica.

URGENTE DAL GUATEMALA SOLDATI IN ASSSETTO DI GUERRA CIRCONDANO E MINACCIANO LA COMUNITÁ MAYA DI SAN FELIPE CHENLA CHE STA PROTESTANDO CONTRO GLI ABUSI DELL’IMPRESA ITALIANA ENEL



Oggi, venerdì 18 marzo nelle prime ore del pomeriggio 500 soldati vestiti in assetto di guerra con passamontagna e le forze antisommossa hanno occupato la comunità indigena maya ixil di San Felipe Chenla, municipio di Cotzal, Quiché, Guatemala, che dal 3 gennaio sta protestando contro la ENEL perché si oppongono alla costruzione della centrale idroelettrica di Palo Viejo all’interno della Finca San Francisco di proprietà del latifondista Pedro Broll. L’ENEL (Green Power) e l’ambasciata italiana si rifiutano di dialogare con la comunità di San Felipe Chenla. L’ambasciata italiana ed i dirigenti dell’ENEL si sono rifiutati di visitare la comunità ixiles nonostante abbiano ricevuto vari inviti, e al contrario hanno rivolto minacce e intimidazioni di vario tipo contro le comunità indigene locali e contro persone che promuovono il rispetto e difendono i diritti umani fondamentali ed i diritti collettivi dei popoli indigeni.
Come all’epoca del conflitto armato interno, durante il quale , soprattutto negli anni ottanta, tutto l’altipiano maya è stato messo in ginocchio, e che è stato teatro di massacri, torture, distruzione, assassinii da parte dello Stato, le comunità maya hanno visto arrivare oggi centinaia di soldati e sono terrorizzate.

Rivelata dai cable di wikileaks la partership di 5 anni, ancora in vigore, tra Italia e USA per lo sviluppo dell’energia nucleare in Italia. A firmare l’accordo nel novembre del 2007, fu l’ex ministro dello Sviluppo Economico, nonchè attuale segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani. L’ex presidente nazionale di Legambiente Roberto della Seta, sapeva dell’accordo per il ritorno al nucleare in Italia, ma rimase in silenzio e, successivamente nelle elezioni politiche del 2008, venne ricompensato con un comodo scranno al Senato della Repubblica.
(Il segretario PD Pierluigi Bersani e Chicco Testa nuclearista ed ex presidente di Legambiente)
I cable di Wikileaks sono diventati ormai come gli appelli lanciati dal Vaticano o come le sanzioni dell’Unione Europea, ovvero presi in considerazione dalla nostra stampa solo se avvalorano la linea politica editoriale di riferimento. Quando Assange, infatti, diffonde documenti che riguardano qualche goliardata di Berlusconi, la stampa di sinistra crea un caso mediatico, mentre quando i cable riguardano il segretario del maggior partito di opposizione, il quale documenti alla mano, la pensa sulla questione nucleare, allo stesso modo di un esponente dell’esecutivo avverso, succede che il silenzio di tutti i media tradizionali è assordante e, solo la rete riesce a svolgere il compito d’informare e denunciare, privilegio che un tempo apparteneva alla carta stampata.
L'ex vicepresidente americano sostiene che la decisione è stata presa a New York in risposta all'assunzione di un conduttore particolarmente inviso a Murdoch. Ma dal quartier generale milanese precisano: "Non abbiamo rinnovato il contratto perché volevano il doppio dei soldi a fronte di un calo degli ascolti"


Sky ha dato il benservito a Current Italia, il dorso italiano dell’emittente televisiva fondata in America sei anni fa dall’ex vicepresidente Usa Al Gore assieme a Joel Hyat. A luglio verranno infatti interrrotte le trasmissioni del canale che nel nostro paese dal 2008 fanno parte dell’offerta della piattaforma Sky.

“Un abuso di potere”, ha detto lo stesso Al Gore in un’intervista al Guardian. Alla base della decisione della News Corporation, la società di Rupert Murdoch proprietaria di Sky Italia, c’è la decisione di Current Usa di assumere Keith Olbermann, un conduttore liberal spesso protagonista di accese invettive contro il tycoon australiano e il suo impero mediatico.

“La News Corporation è una multinazionale con un programma politico molto preciso – attacca il premio Nobel americano – E quando ci sono voci che contrastano con la linea di Murdoch, lui semplicemente le spegne”.

giovedì 19 maggio 2011
Quando un manager "risponde" del proprio lavoro a un privato, deve produrre risultati, o viene rimosso: il privato vuole guadagnare...

Quando invece gestiscono un'azienda pubblica (vedi la ex-SIP Telecom, Enel, Rai etc etc) spesso fanno carriera anche producendo risultati disastrosi!

Con questa scusa, vogliono per esempio "privatizzare" l'acqua, passandone la gestione ai privati... PERCHE' INVECE NON FANNO - FINALMENTE - FUNZIONARE COME SI DEVE LA "MACCHINA PUBBLICA" ?

Manager capaci ce ne sono MOLTISSIMI: il problema più probabilmente, sta nel fatto che quando sono chiamati a gestire un'azienda privata, non vengono ingaggiati per conseguire il risultato migliore PER L'AZIENDA: ma il migliore per gli INTERESSI DI POCHI: e se riscono a coltivare bene quest'ultimi, FANNO CARRIERA... dopotutto, hanno fatto bene ciò per la quale erano stati assoldati... che non era certo far funzionare bene un'azienda pubblica!

Contratti milionari agli "amici degli amici"; tutto gira intorno agli interessi e alle "clientele politiche" di pochi... non c'è il MINIMO INTERESSE dei risultati dell'azienda, al punto che NON SOLO NON PRODUCONO GUADAGNI: MA SPESSO FANNO PURE GROSSI DEBITI...!!!

La DESTRA, sfrutta questa situazione, per proporre la "privatizzazione": la sinistra dice "NO" ad alcune privatizzazioni selvagge, come quella dell'acqua che sarà quesito referendario: MA NON AFFRONTA IL PROBLEMA, un "ingranaggio" che fa COMODO a tutte le parti politiche...

Alessandro - nocensura.com



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La Rai annuncia: il contratto con lo showman sarà onorato. Tanto paga il contribuente.

Ma non era meglio dare direttamente i soldi a Vittorio Sgarbi, in soluzione cash, risolvendo la questione in maniera ben più svelta dell’incredibile putiferio che si è alzato intorno al nuovo programma serale dell’opinionista-polemista più noto della Tv, andato in onda per una serata – ieri sera – e poi sospeso fra le risate generali sui dati Auditel che l’hanno inchiodato sotto l’8%, il che è inaccettabile persino per una Rai1 che ha intenzione di favorire una certa cultura politica in questo momento storico – operazione che i livelli dirigenziali mascherano sovente sotto il nome di “pluralismo”?

Insomma, “Ora ci tocca anche Sgarbi” è stato sospeso dalla dirigenza di Viale Mazzini. Troppo bassi i dati d’ascolto, un vero e proprio flop. Ci si aspetterebbe, in una logica banalmente meritocratica, che l’autore e ideatore di un programma che non ha funzionato venisse semplicemente messo alla porta e tanti saluti. Ma non è così semplice: c’è infatti un contratto fra Sgarbi, la Rai e la Ballandi produzioni. Quel contratto, fanno sapere oggi dalla Rai, “sarà onorato”.

Il contratto con Vittorio Sgarbi per il programma “Ora ci tocca anche Sgarbi”, secondo quanto apprende l’AGI, sara’ onorato. La trasmissione e’ stata sospesa, dopo il flop di ascolti (8,27%)

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