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sabato 16 ottobre 2010
Le tende dei mass media sono ben piantate ad Avetrana: il circo mediatico è subito entrato in funzione a pieno regime, per i mass media è un banchetto da consumare golosamente; si inizia con la programmazione mattutina, si prosegue il pomeriggio, e si sbarca in prima e seconda serata, passando per il casello dei telegiornali. Interviste al vicino, al vicino del vicino, agli amici degli amici, e la classica nonnina pettegola della piazza del paese, si gode i suoi cinque minuti di celebrità. Si cerca di scavare, di arrivare all'osso, si pianifica nei minimi dettagli aspettando l'atteso retroscena, si cerca l'esclusiva, anche un piccolo dettaglio vale accattivanti titoloni: il popolo ha fame di sapere, e più si riesce a scendere nei particolari e addentrarsi nei meandri solitamente protetti dal privacy, più aumenta l'indice auditel. La tragedia viene valutata in termini di share, il dolore dei familiari convertito in introiti pubblicitari, e la macchina giudiziaria si presta alla cabina di regia, stillando le notizie "goccia a goccia". A casa molte mamme d'Italia piangono sul divano, e in questo turbinio emotivo, qualcuno invoca la pena capitale: chissà che un giorno non si arrivi alla fusione tra precesso, condanna e TV, come nel film "l'Implacabile" di Schwarzenegger, dove il condannato finiva nell'arena.

Va bene il diritto di cronaca, è pur vero che vicende come questa attirano l'interesse della gente, fanno stringere il cuore, ma dovrebbe esserci un limite, un briciolo di sobrietà, e soprattutto un po' di rispetto.

Merita una riflessione, inoltre un'altro aspetto: questi teatrini mediatici vengono predisposti solo e soltanto quando coinvolgono "comuni cittadini": Erika e Omar, Franzoni, i tre di Perugia, Olindo e Rosa, Alberto Stasi... come si argomentava qualche settimana fa, altri casi finiscono nel vuoto. Paragoniamo questo caso con quello della "clinica degli orrori" Santa Rita di Milano: dopo il fuoco di paglia dei primi giorni, tutto tace da anni, e nel silenzio generale il primario di chirurgia toracica Pier Paolo Brega Massone, quello che asportava parti di polmoni e seni in pazienti sani, indagato in relazione a numerosi decessi avvenuti sotto i ferri, è persino uscito di prigione, in attesa di giudizio, mentre il proprietario della clinica, il notaio Pierpaolo Pipitone, è stato condannato a 4 anni e 4 mesi... che appaiono decisamente pochi, per un signore che reclutava medici definiti "macchine da guerra" delle operazioni...


ATTENZIONE! Questa sezione del sito è in fase di aggiornamento: se conosci casi non menzionati, scrivici segnalandoci eventuali fonti dove reperire informazioni in merito. REDAZIONE@NOCENSURA.COM


Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri, Stefano Cucchi.

La loro tragica storia, lo conosciamo tutti.
-
Passando al setaccio la "grande rete", scopriamo che di casi come questi,
ce ne sono a decine: ma quasi nessuno li conosce:
Sono coperti dal più totale - complice - silenzio dei mass media.
Solo pochi liberi blog ne parlano.
-
Se siete a conoscenza di casi non menzionati, informazioni interessanti,
scriveteci una email

redazione@nocensura.com

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Vito Daniele 37 anni

Clicca qui per gli aggiornamenti sulle vicende processuali e gli altri articoli riguardanti gli omicidi di stato


Attenzione! La finalità di questa ricerca NON E' quella di gettare discredito sulle forze dell'ordine, costituite senza ombra di dubbio in larghissima maggioranza da persone serie e oneste, che per uno stipendio poco superiore a quello di un operaio, rischiano la vita tutti i giorni, e meritano grande rispetto. In Italia prestano servizio oltre 320.000 tra agenti di Polizia, Carabinieri, GdF, etc. e come nelle altre categorie, nella massa possono annidarsi degli irresponsabili e delle ''mele marce'' che non rappresentano ''tutta la categoria''.

La cosa "che non torna" è come mai la magistratura dimostri sempre troppa indulgenza in questi casi, ed esprima sentenze che appaiono come veri e propri "trattamenti di favore", derubricando i casi che sembrano avere tutte le carte in regola per essere considerati omicidi "volontari" in omicidi "colposi" o preterintenzionali, o archiviando casi ben poco chiari.


venerdì 15 ottobre 2010
EhEhEh :-D

ovviamente, poco dopo mi sono svegliato....
:-D

mercoledì 13 ottobre 2010
In questo paese il falso in bilancio non è reato...
e per qualche grammo di marijuana si rischia da 6 a 20 anni di reclusione...
VERGOGNA!!!

Antonio Mastrapasqua, Presidente INPS:
"Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".


La dichiarazione rilasciata a margine di un convegno dal Presidente INPS ha innalzato un piccolo polverone: piccolo, perché i principali mass media - quelli della casta, per intenderci - non hanno ovviamente proferito parola, e la notizia è stata discussa solo dai liberi blogger del cyberspazio: l'abbiamo riportata anche noi, perché sono quelle notizie che la gente deve sapere, anche se in realtà si tratta della classica "scoperta dell'acqua calda", in quanto la legge che regola il trattamento previdenziale, anche se nessuno conosce, è disponibile per tutti; certo, siamo tutti poco avvezzi a preoccuparci per il futuro da pensionati, che dai giovani è percepito come fosse lontano secoli, e volte viene da chiedersi se veramente ci toccherà. Ma approfittiamo di questa vicenda per porci alcune domande, che sorgono - o dovrebbero sorgere - spontanee: la legge che regola il trattamento previdenziale viene stabilita dal governo: che giustamente ha ci aumentato gli anni di lavoro necessari per conseguire la pensione (a loro bastano due anni e mezzo) e ha ridotto ai minimi termini l'importo delle stesse, penalizzando particolarmente precari e chi lavora con la partita IVA. Dopotutto, lo Stato è senza soldi, e certamente non potevano essere tagliate le oltre 600.000 auto blu circolanti, o i privilegi e i vari sprechi dei parlamentari. Il governo dovrebbe lavorare per i cittadini, ma sappiamo bene che così non è, e con una "logica fuori da ogni logica", possiamo pure comprendere che il governo cerchi di nascondere le proprie malefatte, ed è incredibile come ci riesca anche quando queste sono scritte nero su bianco sugli atti ufficiali. Voi, sinceramente, sapevate che i milioni di italiani che sopravvivono con contratti precari praticamente non avranno una pensione? Voi sapevate che la pensione di chi ha la partita IVA non basterà nemmeno per pagare le bollette? Se lo sapevate, fate parte di una risicata minoranza di italiani. Viene da chiedersi dove siano le forze d'opposizione e i sindacati, incapaci di reagire e di costituire reale opposizione e resistenza alla maggioranza: i temi che affrontano sono lontani anni luce dai problemi della gente, e dimostrano un livello di inconsistenza tale da sembrare impossibile che sia dovuto a involontaria inadeguatezza, e non da una sorta di complicità.



martedì 12 ottobre 2010

Dopo circa un mese, Facebook ha finalmente sbloccato la nostra pagina, che era stata bloccata, impedendoci la pubblicazione di nuovi contenuti, a causa probabilmente di un errore del sistema. Con la presente, ringraziamo il social network ed esprimiamo soddisfazione e felicità, sia nella veste di gestori, che in quella di cittadini italiani: perché se si fosse trattato di un tentativo di censura, questo avrebbe costituito un grave attacco alla libertà di espressione e di pensiero, mettendo l'Italia sullo stesso piano di paesi come la Cina. Le nostre attività di inchiesta e informazione riprenderanno a pieno regime anche su Facebook, con la motivazione, la determinazione, e - consentitecelo - il coraggio di dire la verità che ci ha sempre contraddistinto.

Cogliamo questa occasione per ringraziare e abbracciare virtualmente tutti i nostri affezionati lettori, che ci hanno espresso solidarietà e affetto anche durante il periodo di blocco della pagina Facebook, seguita ormai da oltre 44.000 persone. Vi ringraziamo di cuore per il supporto, il sostegno e i segnali di amicizia che ci avete dato, infondendoci la motivazione necessaria per continuare questa opera di informazione e di sensibilizzazione delle coscienze, e vi preghiamo di aiutarci e collaborare con noi per offrire un servizio sempre migliore segnalandoci vicende, notizie, informazioni e tutto ciò che ritenete possa essere interessante, al nostro indirizzo

redazione@nocensura.com

Leggete QUI le indicazioni per i nostri collaboratori.



Lo staff

lunedì 11 ottobre 2010

La notizia è arrivata e conferma la peggiore delle ipotesi. Rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, anche se in Rete possiamo farla circolare. Se siete precari sappiate che non riceverete la pensione. I contributi che state versandoservono soltanto a pagare chi la pensione ce l'ha garantita. Perché l'Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell'istituto di previdenza, Antonio Mastropasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l'INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".

Intrage scrive che l'annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l'Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati.

La seconda notizia è che non sarà possibile, per il lavoratore parasubordinato, simulare sullo stesso sito quella che dovrebbe essere la sua pensione, come invece possono già fare i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa differenza pare sia stato spiegato da Mastrapasqua proprio con quella battuta. Per dire, in altre parole, che se i vari collaboratori, consulenti, lavoratori a progetto, co.co.co., iscritti alla gestione separata Inps, cioè i parasubordinati, venissero a conoscenza della verità, potrebbero arrabbiarsi sul serio. E la verità è che col sistema contributivo, i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima.

I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l'INPS gli "imprenditori di loro stessi" creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l'INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L'unico sistema che l'INPS ha trovato per affrontare l'amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.

Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.

FONTE: Blogosfere

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