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lunedì 24 novembre 2014
Di Davide Consonni
Pochi ricorderanno le incredibili parole con cui il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi accolse l’elezione al soglio pontificio di Jorge Mario Bergoglio, le riporto per spolverare le memorie:
“Con Papa Francesco nulla sarà più come prima. Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e dalle tentazioni del potere temporale. Uomo dei poveri e lontano dalla Curia. Fraternità e voglia di dialogo le sue prime parole concrete: forse nella Chiesa nulla sarà più come prima. Il nostro auspicio è che il pontificato di Francesco, il Papa che ‘viene dalla fine del mondo’ possa segnare il ritorno della Chiesa-Parola rispetto alla Chiesa-istituzione, promuovendo un confronto aperto con il mondo contemporaneo, con credenti e non, secondo la primavera del Vaticano II. Il gesuita che è vicino agli ultimi della storia – prosegue Raffi – ha la grande occasione per mostrare al mondo il volto di una Chiesa che deve recuperare l’annuncio di una nuova umanità, non il peso di un’istituzione che si arrocca a difesa dei propri privilegi. Bergoglio conosce la vita reale e ricorderà la lezione di uno dei suoi teologi di riferimento, Romano Guardini, per il quale non si può staccare la verità dall’amore. La semplice croce che ha indossato sulla veste bianca – conclude il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani – lascia sperare che una Chiesa del popolo ritrovi la capacità di dialogare con tutti gli uomini di buona volontà e con la Massoneria che, come insegna l’esperienza dell’America Latina, lavora per il bene e il progresso dell’umanità, avendo come riferimenti Bolivar, Allende e José Martí, solo per citarne alcuni. E’ questa la ‘fumata bianca’ che aspettiamo dalla Chiesa del nostro tempo”[1].
Il Gran Maestro Gustavo Raffi con Emma Bonino
Il Gran Maestro Gustavo Raffi con Emma Bonino
Non a caso Raffi cita Romano Guardini, uno dei teologi di riferimento di Bergoglio (ma non solo del Bergoglio ovviamente, fu apprezzato dai molti che accolsero e gradirono i frutti del Concilio Vaticano II), in quanto Guardini con il suo testo “Lo spirito della Liturgia” (1918), considerata colonna e pietra miliare del Movimento Liturgico, aprì e spalancò le porte alla riforma liturgica attuata dal massone Arcivescovo Bugnini [1] durante il Concilio Vaticano II. Il Guardini fu per esempio, ben prima del Concilio Vaticano II, uno dei primi sperimentatori della “celebrazione eucaristica rivolta verso il popolo”. Del Guardini si deve inoltre far riferimento, necessariamente ma brevemente senza voler tediare il lettore, all’opera “Ritratto della Malinconia”, per la spregiudicatezza delle tesi care alla filosofia occulta rinascimentale che contiene:
“Noi uomini, non siamo esseri armonici; profondi conflitti si esprimono in noi. Già ciò che si chiama ‘vita’ è in noi discorde. Volontà per la vita e volontà per la morte, volontà del piacere e volontà del dolore s’intrecciano intimamente. Tutto può farsi in noi via verso la gioia e l’ascesa; ma tutto anche veicolo verso il dolore e il precipizio. Tutto tormenta l’uomo perché egli stesso si vuol tormentare. Chi sa qualcosa della malinconia e delle sue complesse forme e diramazioni, sa anche di questa arcana, sorda volontà di dover patire e di dover perire. Chi ha occhi per vedere, vede l’oscura potenza della malinconia percorrere l’umanità”
Il manifesto del coordinamento di Savona.

Nel post di seguito l'elenco dei gruppi che si stanno organizzando in tutta Italia:


Se la tua città non è nell'elenco, rivolgiti al coordinamento. Per maggiori info vedi l'evento, il gruppo e la pagina Facebook o il sito www.coordinamento9dicembre.com  


Staff nocensura.com



Rivoluzione Italiana
Dicembre sarà sicuramente un mese caldo nelle piazze italiane. Il 5 inizieranno le proteste del Coordinamento 9 Dicembre, quelli che erroneamente i media chiamano “Forconi”, che l’anno scorso paralizzarono l’Italia con blocchi e presidi per circa una settimana. Il12 Dicembre ci sarà lo sciopero generale indetto da CGIL, UIL E UGL. Vediamo nel dettaglio cosa dovrebbe o potrebbe succedere. Per quanto riguarda il Coordinamento 9 Dicembre, l’obiettivo principale sono le dimissioni di tutto il governo, capo dello Stato compreso. L’ultimatum è dato per il giorno 9 Dicembre, anche se, come abbiamo detto sopra, le proteste inizieranno il 5. Quindi cosa dovrebbe succedere dopo il 9 dicembre, a scadenza dell’ultimatum? Da come ho capito, dal 5 al 9 Dicembre le proteste saranno abbastanza tranquille e pacifiche, mentre dal 9 Dicembre in poi, il Coordinamento non risponderà di eventuali azioni violente fatte dal Popolo Italiano. Questo in sintesi. A mio avviso, se il Coordinamento riuscisse a mantenere vive le azioni di rivolta fino al 12 Dicembre, giorno dello sciopero generale, la situazione potrebbe diventare veramente critica, dato che a quel punto le persone nelle piazze sarebbero tantissime. E sicuramente, agli scioperi e presidi, si uniranno anche gli studenti e i soliti elementi più violenti presenti ad ogni manifestazione.
Personalmente io presi parte a Torino alla rivolta dello scorso 9 Dicembre e purtroppo vidi e sentii con i miei occhi i lacrimogeni sparati dalla Guardia di Finanza, quando ancora la protesta era pacifica, poi i media ovviamente ripresero soltanto le violenze in Piazza Castello ma non dissero come i primi ad iniziare fossero stati i militari della GdF. Detto questo, vedo che la gente su internet tende a concentrarsi su chi è il leader del Coordinamento, sui suoi presunti o meno debiti, ma questo non conta assolutamente nulla. Io credo che al di là di tutto, in una situazione tragica e disastrosa come quella che stiamo vivendo, scendere in piazza a protestare sia sempre giusto, perché il governo deve avere un segnale dal Popolo che la strada che si sta percorrendo è quella sbagliata. Come nel corpo umano, i nervi ci fanno sentire se provochiamo dolore ad una parte del corpo stesso, così se il Popolo soffre deve soffrire anche il governo. Il Popolo tende troppo a disunirsi per dettagli irrilevanti e perde di vista il vero avversario, cioè il governo corrotto e traditore. Io personalmente sarei sceso anche con la CGIL se avesse chiamato tutti gli italiani e non solo gli iscritti, anche se non condivido per niente la sua linea politica.
Fatta questa premessa personale, è quindi giunto il momento di una Rivoluzione Italiana? Anche se ritengo giustissimo scendere in piazza, credo che ancora i tempi non siano maturi per una vera e proprio Rivoluzione, penso sia più una fase pre-rivoluzionaria. Gli scontri che stiamo vivendo e che vivremo a Dicembre non possono essere caratterizzati come veramente rivoluzionari, perché sono più una rivolta, cioè una reazione alla politica del governo, gli obiettivi descritti parlano di andare contro qualcosa non propongono qualcosa di innovativo utile a cambiare lo status quo. In questo blog, abbiamo già parlato della situazione sociale esplosiva esistente in Italia, prima ipotizzando una Guerra Civile e poi escludendola analizzando la composizione demografica del paese. Ora non escludo però che la situazione possa degenerare, molti dicono che in Grecia finora non sia successo niente di significativo, ma credo che ogni paese possa prendere una strada diversa. Del resto la Grecia è una paese piccolo, Bruxelles gli ha già praticamente tolto ogni potere, l’Italia è cinque volte più della Grecia e come abbiamo già visto, l’obiettivo dell’Eurocrazia è eliminare gli stati nazionali e in Italia questo potrebbe succedere con una mezza guerra civile e direi che si vede un vero e proprio crescendo di violenze: la distruzione della macchina di Salvini, gli scontri contro gli extracomunitari a Roma, le manganellate agli operai, blocchi delle autostrade, Renzi che rischia il linciaggio ovunque vada. Ora a Dicembre avremo un vero e proprio tentativo rivoluzionario e l’Italia rischia seriamente una deriva violenta. Se i poteri forti vorranno scatenare una guerra civile in Italia, lo potrebbero fare facilmente, come già fatto nelle Rivoluzione Arabe e Colorate, basterebbe che qualche loro agente uccida dei manifestanti dando la colpa alle forze dell’ordine (contro le quali è già partita da tempo una “strana” offensiva mediatica) e le rivolte aumenterebbero in modo esponenziale. Da monitorare anche Beppe Grillo, che già l’anno scorso, durante le rivolte del 9 Dicembre, mandò una lettera ai capi delle Forze Armate invitandoli a schierarsi con il Popolo; se la situazione degenerasse ulteriormente potrebbe unirsi alle piazze per dare una spallata al governo. Inoltre abbiamo le imminenti dimissioni di Napolitano e il conseguente vuoto istituzionale che si potrebbe creare. Concludendo, possiamo dire che scendere in piazza, contro un governo e un sistema del genere, sia sempre giusto e sacrosanto ma al tempo stesso avviso i lettori di stare con gli occhi aperti, la tensione sociale in Italia potrebbe avere uno scopo ben preciso: eliminare e spaccare l’Italia per farle cedere definitivamente i poteri all’Unione Europea. Del resto le tensioni separatiste in Spagna, le rivolte a Praga ed a Budapest di questi giorni, la recessione probabile in Germania, la spaccatura etnico-sociale in Francia, hanno tutte lo stesso scopo: cessione di sovranità. Ma del resto forse è meglio così, se elimineranno i nostri corrotti ed inefficienti stati nazionali, forse i popoli prenderanno coscienza dell’unica rivoluzione veramente utile che ci possa essere per superare questo momento storico: una Rivoluzione di tutti i Popoli Europei, una Primavera Europea, ma probabilmente è ancora molto presto per questo.
by Fenrir
Fonte: HESCATON.COM
Tratto da: scenarieconomici.it

Il manifesto del coordinamento di Savona.

Per maggiori info o aderire al gruppo della tua città vedi l'evento, il gruppo e la pagina Facebook o il sito www.coordinamento9dicembre.com  








domenica 23 novembre 2014
Di Salvatore Santoru

Il regime politico dominante, piuttosto che democrazia, dovrebbe essere chiamato più precisamente "mediocrazia".
Difatti, se per "democrazia" si intende un sistema fondato sulla volontà e la sovranità popolare, oggi siamo ben lontani dall'esserci.

Il popolo politicamente non conta proprio un bel niente, e la gestione della "democrazia" è affidata a determinate oligarchie e gruppi di potere, alla faccia della sovranità popolare !

Però a livello sociale invece si assiste a una sempre più forte "massificazione" totale e livellamento.

Oggi i "valori" dominanti e elevati a "norma" nella società sono quelli tipici dell'uomo medio,medio-cre, come l'attaccamento morboso al denaro e alla futilità, l'egotismo, e l'allergia verso qualunque interesse che non sia meramente utilitaristico.

Anche le cosiddette "élite" spesso non sono da meno in ciò, e questo determinato sistema di "valori", viene diffuso in modo ossessivo tramite i mass media, l'industria dell'intrattenimento e l'intero circuito della cosiddetta "cultura di massa".

Così come nell'arte contemporanea e nel mondo della musica tutto ciò che tende in qualche modo ad "elevarsi" oltre i soliti canoni oggi viene ignorato o screditato, così nel mondo della politica e dell'intera società si assiste al predominio della corruzione, del degrado e della più bieca degenerazione, e di ciò i "cari " politici italiani ne costituiscono un'esempio significativo.

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