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Cosa ti spaventa di più in questo momento?

giovedì 23 ottobre 2014
Leggi anche: Follia delle follie: vogliono aumentare ancora l'IVA! - di nocensura.com


L'aumento dell'IVA al 25% sarebbe una bomba atomica per l'economia italiana!
Nonostante il precedente aumento abbia fatto contrarre i consumi facendo chiudere le attività che già se la passavano male e riducendo le entrate tributarie, vogliono aumentare ancora l'Iva: al vaglio c'è l'ipotesi di un MAXI AUMENTO che porterebbe l'IVA al 25%! Sarebbe davvero il colpo finale... 

Staff nocensura.com
- - - - - Stabilità, arriva anche l'aumento dell'IVA al 25%?

Di Giovanni De Mizio - @ToobyTweet 


Il governo Renzi nella legge di stabilità ha reso sempre più forte la sua intenzione di sostenere i consumi (stabilizzando gli 80 euro, che passano da bonus a detrazione strutturale - e in quanto tale rischia di avere qualche problema alla Consulta) e demolire il risparmio (aumentando le imposte alla previdenza complementare e supertassando il TFR in busta paga). Tuttavia questo piano rischia di frantumarsi contro la solita clausola di salvaguardia: l'aumento dell'IVA.
Anche Renzi deve fare i conti con le regole europee per quanto riguarda il deficit: il 3% resta anche per questo governo la soglia da non sforare, e Renzi ha già deciso di usare tutto il margine concesso, spostando l'asticella dal 2,2% al 2,9% in rapporto al PIL nel 2015. Ma se qualcosa dovesse andare storto?
Quel qualcosa è la ripresa del PIL, tutt'altro che scontata visto che ci sono ben (almeno) otto motivi che rendono il 2015 un anno molto a rischio. I governi solitamente sono molto ottimisti circa la ripresa nell'anno successivo, sovrastimandola spesso di oltre un punto percentuale, secondo uno studio di Advise Only. Anche il governo Renzi non è immune da questo errore: da una stima "prudenziale" di crescita dell'1,1% nel 2014 siamo crollati in negativo per 0,3 punti percentuali.
Nonostante il decantato proibizionismo, nonostante fino a ieri fosse in vigore l'incostituzionale Fini-Giovanardi, una delle leggi più repressive d'Europa e forse del mondo, che assurdamente equiparava la marijuana all'eroina (che all'incirca è come paragonare i danni provocati dal sale a quelli del cianuro) i dati dimostrano che il consumo di cannabis in Italia è in costante aumento. Lo segnala a chiare lettere la "relazione annuale al parlamento sulla droga" redatta dal cosiddetto "dipartimento antidroga", che evidenzia come "oltre il 20% dei giovani consumino cannabis".

Se non bastasse questo dato, anche la quantità sequestrata - in netto aumento, nonostante i tagli alle forze dell'ordine avrebbero potuto far prevedere una diminuzione - dimostra inequivocabilmente quale sia il "trend" in questo paese.

Al contrario - qualcuno lo faccia presente agli scellerati che si ostinano a sostenere il proibizionismo - nello Stato americano del Colorado, dove la marijuana è stata completamente legalizzata, il consumo tra i giovani è calato, essendo venuto meno il "fascino della trasgressione, del proibito", che spinge i giovani ad utilizzare la sostanza.

Tra i consumatori adulti invece, il consumo è rimasto stabile: il fatto che sia illegale non appare come un efficace deterrente, anche perché essere scoperti e denunciati è più una questione di "sfortuna" che altro: basti pensare che in Italia consumano cannabis oltre 4,5 milioni di persone! Se le forze dell'ordine dovessero denunciarle tutte, non dovrebbero occuparsi di altri, mentre i tribunali e le carceri esploderebbero dopo qualche decina di migliaia di denunce.

Alla luce di questi dati, è davvero difficile, per chiunque è dotato di un briciolino-ino-ino di buon senso, continuare a sostenere il proibizionismo di una pianta che secondo millemila studi medici fa meno male di alcool e tabacco, e anche su questo incide il proibizionismo, infatti talvolta le mafie "tagliano" la cannabis con sostanze tossiche.

Il fronte antiproibizionista è sempre più ampio: a personaggi vicini al "centrosinistra" come lo scrittore Roberto Saviano e il dr Umberto Veronesi, si sono aggiunte - finalmente - personalità vicine agli ambienti del "centrodestra", da sempre culturalmente più chiuso sulla questione, come i giornalisti Vittorio Feltri de "Il Giornale", Giuliano Ferrara de "Il Foglio" e Filippo Facci di Libero, ma i politici preferiscono non affrontare la questione, per paura di perdere consensi con il corposo esercito di anziani-elettori in cui ancora oggi sono radicati pregiudizi frutto delle campagne di disinformazione proibizionista. Non dimentichiamo inoltre che siamo la nazione che ospita il Vaticano, che incide sulle scelte dei nostri politici più di quanto possiamo pensare, e magari qualche esponente politico non vuole fare questo "sgarro" alla mafia, che dalla regolamentazione della cannabis avrebbe moltissimo - diversi MILIARDI DI EURO ALL'ANNO - da perdere...

Staff nocensura.com
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Cannabis: il 2014 è l’anno dei record per i sequestri in Italia
repressione cannabis arresti
Di dolcevitaonline.it

Mentre ormai in tutto il mondo si discute della necessità di prendere atto del fallimento del proibizionismo e si sperimentano nuovi approcci verso le droghe, a cominciare da quelle leggere. In Italia il 2014 si sta rivelando l’anno record della repressione verso il consumo ed il traffico di droghe. Questo è infatti ciò che si apprende dai dati diffusi dal Ministero degli Interni che, al meeting della Scuola superiore di Polizia tenutosi a Roma, ha trionfalmente annunciato come nei primi sei mesi del 2014 i sequestri di sostanze svolti dalle forze dell’ordine siano quasi raddoppiati, passando dai 72.100 kg sequestrati nel 2013 agli attuali 122.541 kg.

La morte del CEO della Total, Christophe de Margerie, in un incidente aereo suscita molti dubbi. Qualcuno ha accostato la sua morte a quella di Enrico Mattei, altri hanno ricordato il recente suicidio del manager di "Tata motors" che voleva produrre l'auto ad aria... 

Ecco i misfatti che meritano di essere conosciuti. A fine articolo alcuni casi simili...

Redazione informatitalia
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La Francia ha il suo Mattei: de Margerie
Chiediamo al Signor Occidente parafrasando l'intervista di Scalfari ad Andreotti: "E' un caso che Lei sia stato tirato in ballo in tutti gli scandali del mondo moderno? Delle due l'una, o lei è il più grande scaltro criminale del mondo perché l'ha sempre fatta franca oppure è il più grande perseguitato della storia. Allora Le chiediamo, tutte queste coincidenze sono frutto del caso o della volontà di Dio?".

Di Sebastiano Caputo

Vi ricordate l’aereo precipitato pochi mesi fa in Ucraina? La stampa occidentale non ne ha più parlato, eppure il governo russo aveva fornito le prove satellitari che dimostravano l’innocenza dei resistenti del Donbass. Silenzio. La linea che separa la realtà dalla realtà mediatizzata non deve essere tracciata. Su questo pilastro si regge tutto il sistema propagandistico e la manipolazione dell’informazione. Per ogni strage iper-mediatizzata o sotto-mediatizzata c’è sempre un mandante. Nel 2014 nulla può e deve accadere per caso.

E’ un caso che ieri l’aereo privato a bordo del quale viaggiava Christophe De Margerie, 63 anni, alla guida di Total dal 2007, si è scontrato in fase di decollo contro uno spazzaneve guidato da un uomo ubriaco? E’ un caso che tornava da Mosca dove era stato ospitato dal governo russo – colpito da sanzioni Usa ed Ue per la crisi ucraina – per un evento di investitori stranieri a Gorki? E’ un caso che De Margerie era tra i più strenui difensori della Russia e della sua politica energetica anche dopo lo scoppio della crisi ucraina (a luglio aveva detto che l’Ue dovrebbe smetterla di pensare a tagliare i legami energetici con Mosca e concentrarsi anzi sul renderli piu’ sicuri)? E’ un caso che il numero uno di Total aveva sottolineato come le tensioni con l’Occidente stessero spingendo sempre più la Russia verso la Cina (come dimostrava la maxi intesa da 400 miliardi di dollari raggiunta a maggio per la fornitura di gas per 30 anni a Pechino)? E’ un caso che poco prima di morire De Margerie aveva incontrato il primo ministro russo Dmitry Medvedev, nella sua residenza privata? E’ un caso che il presidente francese François Hollande abbia lanciato un semplice comunicato stampa dell’Eliseo senza averne fatto un caso nazionale e iper-mediatizzato?

Chiediamo al Signor Occidente parafrasando l’intervista di Scalfari ad Andreotti: “E’ un caso che Lei sia stato tirato in ballo in tutti gli scandali del mondo moderno? Delle due l’una, o lei è il più grande scaltro criminale del mondo perché l’ha sempre fatta franca oppure è il più grande perseguitato della storia. Allora Le chiediamo, tutte queste coincidenze sono frutto del caso o della volontà di Dio?”. Di una cosa però siamo certi: ora anche la Francia ha il suo Enrico Mattei.

Fonte: lintellettualedissidente.it
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Il CEO “anti-petrodollaro” della Total muore in un incidente aereo
iyQhaE0NczMcTre mesi fa l’amministratore delegato della Total, Christophe de Margerie, aveva osato pronunciare una frase mai sentita nel mondo dei petrodollari, “Non vi è alcun motivo di pagare il petrolio in dollari“, come abbiamo visto qui. Oggi, RT riporta la terribile notizia che è stato ucciso nell’incidente del proprio aviogetto a Vnukovo, Mosca, dopo che l’aereo in fase di decollo aveva colpito un spazzaneve. L’aeroporto ha rilasciato una dichiarazione confermando che “una indagine è stata aperta sulla violazione delle norme di sicurezza”, aggiungendo che insieme a 3 membri dell’equipaggio dell’aereo, anche l’autista dello spazzaneve è stato ucciso. De Margerie, 63 anni, entrò alla Total nel 1974, dopo la laurea presso l’École Supérieure de Commerce di Parigi. Occupò diverse posizioni nelle divisioni Finanza ed Esplorazione & Produzione. Nel 1995, divenne presidente di Total Medio Oriente, prima di entrare nel Comitato esecutivo della Total come presidente della divisione Esplorazione & Produzione nel maggio 1999. Nel maggio 2006 fu nominato membro del Consiglio di Amministrazione, e poi Presidente e Amministratore Delegato della Total, il 21 maggio 2010.
Come riporta RT, “Secondo i dati preliminari, l’aereo ha urtato uno spazzaneve in fase di decollo, ha detto alla RIA una fonte all’aeroporto della capitale. Il velivolo aveva inviato un allarme mentre decollava, segnalando un incendio a bordo e danni a un motore, secondo LIFEnews. Schiantatosi sulla pista, il velivolo è stato avvolto dalle fiamme uccidendo tutti a bordo. Mentre i rapporti iniziali suggerivano che quattro persone erano morte nella tragedia, i funzionari riferiscono che cinque corpi sono stati trovati sul luogo dello schianto, indicando l’autista del veicolo spazzaneve. L’aeroporto di Vnukovo ha temporaneamente sospeso tutti i voli dopo l’incidente. Un’indagine è stata aperta sulla violazione delle norme di sicurezza nell’incidente a Vnukovo“, ha detto la funzionaria dei trasporti Tatjana Morozova. Un gruppo investigativo lavora sul luogo dello schianto, ha aggiunto Morozova. Oltre alle persone a bordo dell’aereo, ha detto, anche l’autista dello spazzaneve è stato ucciso. I resti del velivolo erano sparsi fino a 200 metri dal luogo dell’incidente, secondo i soccorsi. Il motore è stato trovato a circa 50 metri dal luogo dell’incidente, mentre uno dei carrelli staccato è stato trovato a 200 metri dalla principale massa di relitti.
L’aereo…
falcon-50__2Naturalmente questo potrebbe semplicemente essere un triste incidente… a parte tale recente coincidenza… Christophe de Margerie, amministratore delegato della Total (13° produttore petrolifero al mondo e 2° d’Europa), riteneva che “Non vi sia alcun motivo di pagare il petrolio in dollari“, Chiaramente, con tale commento, superiamo il picco del petrodollaro.
Come riporta Reuters, “l’amministratore delegato della Total aveva detto che l’euro dovrebbe avere un ruolo più importante nel commercio internazionale, anche se non è possibile fare a meno del dollaro statunitense. Christophe de Margerie rispondeva a domande sugli appelli dei politici francesi per trovare modi, a livello UE, per sostenere l’uso dell’euro nel commercio internazionale dopo la multa record degli USA alla BNP. … “Non vi è alcun motivo per pagare il petrolio in dollari”, ha detto. Ha detto che il fatto che i prezzi del petrolio siano quotati in dollari non significava che i pagamenti debbano effettivamente essere fatti in tale valuta”. Quindi, anche uno dei principali beneficiari dello status quo sembrava intravedere la fine del petrodollaro. Inoltre, nonostante le sanzioni occidentali alla Russia che vietano finanziamento e trasferimento di tecnologia occidentali per alcuni progetti energetici russi, laTotal continua a perseguire il progetto sul gas naturale Jamal, una joint venture con la Novatek russa e la CNPC cinese. “Possiamo vivere senza gas russo in Europa? La risposta è no. Ci sono ragioni per vivere senza di esso? Penso, e non difendo gli interessi della Total in Russia, di no“, aveva detto il boss della Total a Reuters, la scorsa estate.
Naturalmente, doveva accadere in Russia!
0Putin: la Russia ha perso un amico, con la morte del presidente della Total
RBTH 21/10/2014
392483_le-pdg-de-total-christophe-de-margerie-g-au-cote-de-l-ancien-chancelier-allemand-gerhard-schroeder-le-31-aout-2012-lors-des-universites-d-ete-du-medef-a-jouy-en-josas-pres-de-parisIl presidente russo Vladimir Putin ha detto che il suo Paese ha perso un “vero amico”, con la morte del presidente della compagnia petrolifera francese Total Christophe de Margerie in un incidente aereo a mezzanotte, nell’aeroporto di Mosca Vnukovo. Lo ha detto il capo del Cremlino in un telegramma di cordoglio inviato al suo omologo francese, Francois Hollande. “Sono scioccato dalla notizia dell’incidente che ha ucciso il presidente del consorzio Total, Christophe de Margerie, e i membri dell’equipaggio di volo”, ha detto Putin. Il presidente russo ha invitato Hollande a trasmettere le sue sincere condoglianze alla famiglia e agli amici di De Margerie. Putin ha sottolineato che il presidente di Total è stato un “uomo d’affari francese di primo piano, fautore di molti grandi progetti comuni che hanno gettato le basi per la lunga e fruttuosa cooperazione tra Russia e Francia nel settore dell’energia. Nella persona di Christophe de Margerie abbiamo perso un vero amico del nostro Paese. Il suo ricordo rimarrà con noi”. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha detto che Putin “conosceva da tempo De Margerie e aveva stretti contatti di lavoro“.
L’aereo del presidente del consorzio, un Dassault Falcon 50, s’era schiantato mentre si preparava a decollare, dopo la collisione con uno spazzaneve il cui conducente era ubriaco. È stato stabilito che il conducente dello spazzaneve fosse ubriaco, ha detto il portavoce del comitato investigativo russo Vladimir Markin. Nell’incidente, i tre membri dell’equipaggio del Falcon, i due piloti e un assistente di volo sono stati uccisi. La portavoce di Vnukovo, Elena Krilova, ha detto alla stampa locale che l’aereo del presidente della Total non è riuscito a decollare e ha preso fuoco dopo la collisione con lo spazzaneve, che era sulla pista. Inizialmente è stato riferito che il conducente dello spazzaneve era morto, ma in seguito l’ufficio stampa dell’aeroporto ha riferito che era uscito illeso dall’incidente. “Preferisco astenermi dal commentare“, ha detto il ministro dei Trasporti della Russia Maksim Sokolov, alle domande se aveva informazioni sulle cause dell’incidente.
Areva: Luc Oursel si dimette per motivi di salute
Il governo dovrebbe annunciare presto decisioni sulla governance del gruppo nucleare
Les Echos 20/10/2014
Deplacement du ministre de l'industrie sur le site d'AREVA a Chalon Saint MarcelMentre discussioni aperte si svolgono sul governo di Areva, l’annuncio ha colto tutti di sorpresa. Luc Oursel, attuale amministratore delegato del gruppo nucleare, ha detto di dimettersi per motivi di salute. “In molto difficili circostanze personali, nonostante il mio forte attaccamento ad Areva, ho dovuto rassegnare le dimissioni non potendo continuare i miei doveri a capo della società, cessando il lavoro per motivi di salute“, ha detto in una dichiarazione. Una decisione a sorpresa, annunciata questo fine settimana dal governo che sembra pronunciarsi presto sul futuro di Areva. A margine di una visita alla mostra sul cibo, il primo ministro Manuel Valls garantiva che decisioni saranno prese “nelle prossime ore“. “Ci sarà continuità nella successione alla leadership di questa grande impresa che è Areva“, ha detto non senza aver salutato il coraggio di Luc Oursel “funzionario molto professionale”. Il presidente del Consiglio di Sorveglianza Pierre Blayau, entrato a far parte del Consiglio di Sorveglianza e del Comitato esecutivo, ha anche pubblicato un comunicato “pregando che Luc Oursel si riprenda il più rapidamente possibile“, e annunciando che il Consiglio di Sorveglianza il 22 ottobre “adotterà i procedimenti necessari“.
Difficoltà finanziarie
La dipartita a sorpresa di Luc Oursel potrebbe quindi accelerare le decisioni attese sul governo del gruppo nucleare. Lo Stato, che detiene direttamente o tramite soggetti pubblici l’87% di Areva, ha deciso di trasformare la società, che ora ha un consiglio di gestione e uno di sorveglianza, in società con consiglio di amministrazione. Obiettivo, rafforzare il controllo statale dopo le delusioni per la costruzione dell’EPR in Finlandia e l’acquisizione del gruppo minerario Uramin. Tale cambio deve essere approvato da una riunione generale prevista per il 9 dicembre. La questione della nomina di al psoto di Luc Oursel a Direttore Generale è chiaramente posta, mentre il nome di Philippe Knoche, viceamministratore delegato del gruppo, viene regolarmente citato come possibile sostituto. Luc Oursel è stato nominato Presidente del CdA il 30 maggio 2011, in sostituzione di Anne Lauvergeon, per un periodo di cinque anni. Dopo diversi mesi s’è indebolito per le difficoltà del gruppo nucleare, che aveva declassato ai primi di agosto tutti gli obiettivi per il 2014. Non solo il mercato nucleare mondiale rimane chiuso per l’effetto combinato del disastro di Fukushima, della crisi e del gas di scisto degli USA, limitando i nuovi ordini di reattori. Ma Areva fatica anche a controllare costi e tempi di realizzazione dei progetti. Il gruppo ha annunciato, un paio di settimane fa, la riduzione degli investimenti, nuove vendite di asset ed emissione di titoli ibridi per rafforzare il proprio capitale. Vi sono varie questioni strategiche, dalla rilevanza del modello integrato al riavvicinamento ad EDF, cui il nuovo capo del gruppo nucleare dovrà rispondere.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora


Leggi anche: 


Fonte: informatitalia.blogspot.com

Diversi coltivatori e/o consumatori di marijuana sono stati scoperti e arrestati dalle forze dell'ordine dopo che hanno pubblicato sui propri profili Facebook o su gruppi/pagine dedicate alla cannabis foto delle loro piante. Proprio così: forse inebriati dai vapori della cannabis credevano di vivere ad Amsterdam, e in pratica si sono auto-costituiti alle forze dell'ordine, alle quali non è rimasto che identificare gli individui e presentarsi al loro portone. Avendo utilizzato i propri profili personali, con nome, cognome, città e foto, probabilmente non sono state necessarie nemmeno particolari indagini, ma se anche fossero stati utilizzati profili "fake", le autorità avrebbero comunque dato facilmente un volto ed un nome ai protagonisti, verificando l'indirizzo IP (il codice idenficativo della connessione) degli utenti. 

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Della vicenda parla un articolo di dolcevitaonline.it che vi proponiamo di seguito:


Sugli utilizzi compulsivi dei social network esistono ormai interi saggi e corsi di studio dedicati, i ricercatori dell’Università del North Carolina si sono spinti sino a coniare il nome clinico di “sindrome del like” per definire l’atteggiamento di chi cerca in modo patologico di attrarre l’attenzione dei propri amici virtuali, mettendo in scena la propria vita alla ricerca di popolarità. Il problema è che la volontà di apparire più fighi agli occhi di amici e conoscenti si è spinta fino alla pubblicazione di foto di piantine di cannabis, panette di hashish o buste di erba essiccata e pronta all’uso, con il risultato che il “like” anziché dagli amici di facebook sempre più spesso arriva direttamente dalle questure sotto forma di visita a domicilio da parte delle forze dell’ordine.
LE DICHIARAZIONI D’AMORE PER LA PIANTINA SONO DA EVITARE. Siamo al punto in cui praticamente ogni settimana arriva notizia di un nuovo arresto o di una nuova denuncia per coltivazione a causa di questa stupida moda, che a quanto pare non colpisce solo i ragazzini. L’ultimo in ordine di tempo è infatti un signore sardo di quarant’anni che si è visto piombare in casa alcuni ufficiali dei carabinieri dopo aver avuto la brillante idea di postare su facebook questa foto con tanto di pubblica dichiarazione d’amore come commento:
Schermata 2014-07-09 alle 11.00.46
In casa dell’uomo oltre alla pianta in questione sono stati rinvenuti anche 6 grammi di erba già essiccata, ed ora è stato denunciato per violazione dell’art. 73 del dpr. 309 (produzione ai fini di spaccio di stupefacenti).

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