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domenica 21 dicembre 2014

Tra i 112 reati che il governo ha depenalizzato (vedi l'ELENCO COMPLETO(ovvero viene meno l'obbligatorietà dell'azione penale, sarà un giudice a decidere se procedere o meno in base ad alcune variabili) ci sono anche i seguenti reati, riguardanti gli animali:

  • Divieto di combattimento tra animali – art.544 quinquies
  • Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui – art.636 c.p.
  • Maltrattamento di animali – art.544 ter
  • Uccisione di animali – art.544 bis
  • Uccisione o danneggiamento di animali altrui – art.638 c.p.
  • Vedi l'ELENCO COMPLETO 

Questo ovviamente ha fatto indignare le associazioni e gli attivisti animalisti (ma anche moltissimi cittadini, perché la questione va oltre agli animali) che si sono mobilitati sul web organizzando una raccolta di firme che potete sottoscrivere sul sito della LAV.

Questa ennesima porcata governativa, che riguarda come abbiamo detto ben 112 reati, molti dei quali gravi e/o di allarme sociale, nel caso delle leggi sugli animali (ma non solova contro la volontà popolare, visto che la stragrande maggioranza dei cittadini invocano pene più severe nei confronti di chi si macchia di crimini contro gli animali, in particolare quelli domestici, che sono per milioni di italiani veri e propri "membri della famiglia", tuttavia per la legge sono meno che oggetti. 

Anche fino ad oggi chi ha maltrattato, torturato, ucciso animali non ha fatto un giorno di galera, e se l'è cavata con una multa nemmeno troppo salata. Nemmeno nei casi più cruenti e bestiali gli aguzzini finiscono in carcere, ne è un esempio il caso accaduto un anno fa e documentato da Le Iene, dove due pastori hanno legato un cane alla macchina con una fune, trascinandolo sull'asfalto per chilometri, uccidendolo tra atroci sofferenze. Nemmeno bestie come queste finivano in carcere fino ad oggi, da ora in poi, specialmente se incesurati, non saranno NEMMENO PROCESSATI!


NON COMMENTIAMO ULTERIORMENTE 


Staff nocensura.com


sabato 20 dicembre 2014

A cura di nocensura.com 

Purtroppo c'è chi dentro i cassonetti ci rovista ogni giorno. A #Roma decine di "rovistatori" iniziano il "servizio" già di prima mattina, battendo palmo a palmo i cassonetti dei quartieri, prelevando qualsiasi cosa sia riciclabile, per venderla ai mercatini abusivi che ormai hanno invaso i quartieri della Capitale, comprese zone come San Giovanni...

Questi individui aprono i sacchetti, li svuotano, spesso sporcano tutto intorno al bidone, oltre al fatto che trasportano queste merci luride mediante passeggini o carrelli, con i quali salgono a bordo dei mezzi pubblici.

Ovviamente questo suscita la rabbia degli abitanti dei quartieri, rabbia che con il tempo e la reiterazione quotidiana di queste situazioni genera odio e intolleranza nei confronti dei "rovistatori".

Il blog "Roma fa Schifo", che raccoglie le segnalazioni dei cittadini, segnala spesso queste situazioni, e nei commenti degli utenti si leggono frasi impronunciabili. C'è chi, senza proferire parola, pubblica la foto del lanciafiamme, ottenendo persino numerosi "mi piace".

Le istituzioni sono assenti, a 360°, e come abbiamo avuto modo di constatare anche grazie all'inchiesta "Mafia Capitale" - anche se ciò era noto a tutti anche prima - i campi Rom e l'accoglienza dei migranti sono un BUSINESS dal quale ricavare il più possibile.

Lo stato corrisponde 35€ circa a chi garantisce vitto e alloggio ai richiedenti asilo; ma in alcuni casi i centri risparmiavano il più possibile sui pasti dei migranti, per aumentare il margine di profitto. Si parla di pasti da 50 centesimi anziché 2,50€ previsti.

I veri e UNICI responsabili delle situazioni in cui versa l'Italia, le nostre città, i nostri quartieri, sono governanti e amministratori locali.

Se non c'è sicurezza, dobbiamo ringraziare chi ha tagliato ferocemente i fondi alle forze di polizia (vedi i tagli di Tremonti durante il governo PDL-LEGA)

Dobbiamo ringraziare chi garantisce impunità a chi vive di espedienti e criminalità. Vedi la recente depenalizzazione di 112 reati, molti dei quali di allarme sociale (http://informatitalia.blogspot.com/2014/12/depenalizzati-112-reati-ecco-quali-e.html)

Se l'immigrazione in Italia genera grandissimi problemi - molti di più di quanti ne crea altrove in Europa, comprese zone che hanno una percentuale di stranieri TRIPLA rispetto al nostro paese - è grazie a chi governa e chi ha governato. La legge Bossi-Fini è stata un bluff, non ha risolto niente e anzi ha aggravato la situazione. Non dimentichiamo inoltre che proprio i governi PDL-Lega hanno FATTO SANATORIE conferendo il permesso di soggiorno ad oltre 1 milione di migranti, facendone entrare altre centinaia di migliaia mediante i "decreti flussi" ed i ricongiungimenti familiari.

Le destre che hanno governato hanno cavalcato i problemi senza risolverli, anzi più si acuivano e si acuiscono, e più che aumentano i loro consensi. Il disagio sociale permette loro di ottenere poltrone e potere, se questo venisse meno cesserebbero di esistere.

Ma molti italiani hanno già dimenticato il Trota, Belsito, la "badante" Rosy Mauro che era stata nominata addirittura Vice presidente del Senato, i diamanti, lo yacht extralusso e le DECINE DI MILIONI per cui sono indagati Bossi and family, per non parlare poi della pantomima dei ministeri al nord, che se non ci fosse costata MILIONI di euro l'avremmo presa a ridere, e del salvataggio grazie ai voti leghisti di "Nick o' merigano", Nicola Cosentino, che secondo la procura sarebbe l'esponente politico dei casalesi. E poi Maroni pontificava da "paladino antimafia"...

A proposito: anche la Lega finanziava i campi Rom: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/grillo_lega_campi_nomadi_maroni_salvini_sgomberi/notizie/1060891.shtml

Campi che costano allo Stato e alle amministrazioni locali MOLTO DI PIU' di quanto gli costerebbe garantire una casa ad ogni famiglia. Stesso discorso per alcune strutture, dove ogni ospite costa 600€ al mese: una famiglia di 5 componenti costa 3.000€ al mese, quando con la metà potrebbe essergli garantita casa e sussidio. I campi Rom costano di più. Salvini parla di "sgombrarli", ma per mandarli dove? Che Onu e UE già oggi si lamentano per le condizioni in cui vengono fatti vivere? Solo PROPAGANDA.


Staff nocensura.com 

Leggi anche: "I senzatetto sono un problema SOCIALE, non di degrado!"



Il giochino è sempre lo stesso. E' accaduta la stessa cosa anche con la fornitura domestica di metano (che inizialmente faceva risparmiare moltissimo: appena lo hanno messo tutti, i prezzi sono lievitati...) e in molti altri casi.

Ora che molti hanno investito per riscaldare la casa con il pellet, per risparmiare, arriva la stangata. Che vanifica il risparmio che aveva indotto a scegliere di investire in questa direzione...

PS: presto l'IVA aumenterà fino al 25.5% pertanto inciderà anche sul pellet, che fino ad ora era tassato al 10%

staff nocensura.com

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Stangata per chi riscalda la casa con il pellet. L'iva passa dal 10 al 22% Salasso per chi usa il pellet come fonte di riscaldamento per l'applicazione dell'aliquota massima dell'imposta sul valore aggiunto.

Stangata per chi riscalda la casa con il pellet. L'iva passa dal 10 al 22%

Gli emendamenti del governo alla legge di stabilità 2015, attualmente in discussione al senato, contengono diverse novità dal punto di vista fiscale. Brutte notizie per chi usa il pellet per riscaldare la propria casa, perché subirà un aumento l’aliquota Iva applicabile alle cessioni di pellet di legno salirà dall’attuale 10 al 22%: il governo stima che in questo modo entreranno nelle casse dello Stato 96 milioni di euro all’anno.

Altre novità riguardano i rimborsi pesanti del modello 730. I contribuenti che risultano a credito per oltre 4 mila euro, anticipa Italia Oggi, riceveranno il pagamento dall’Agenzia delle entrate entro sette mesi dal termine di presentazione della dichiarazione, quindi al massimo entro il 7 febbraio dell’anno successivo a quello di trasmissione del modello. Altra novità è quella della tax credit per chi fa pace: in pratica alle parti che corrispondono il compenso agli avvocati che portano a termine con successo la negoziazione assistita o l’arbitrato sarà riconosciuto un credito d’imposta fino a 500 euro. L’agevolazione potrà essere fruita nelle dichiarazioni presentate nel 2016, riferite ai redditi prodotti nel 2015.

Militari Usa tra i papaveri da oppio in Afghanistan
Pochi giorni fa è arrivata la notizia di un ennesimo record della produzione di oppio in Afghanistan. Non è una sorpresa, dato che dal 2002 ogni anno ha segnato un ulteriore incremento della produzione di papavero da oppio in quel paese, casualmente dopo la sua occupazione da parte della Nato. In base ai dati ufficiali, si tratterebbe di un incremento sia in quanto a raccolto che a terreno coltivato. Una notizia un po’ più inattesa è giunta l’anno scorso, quando sono stati pubblicati i dati sulla produzione di cannabis in Afghanistan. Manco a dirlo, anche nella produzione di cannabis si è registrato il solito record. Il dato sulla cannabis è coerente con l’attuale business dell’eroina afghana, che è economica ed abbondante, e quindi destinata non all’ago – come negli anni ‘80 – ma al fumo, per poter conquistare sempre nuovi consumatori. Anche se non esiste alcuna prova scientifica che l’uso di cannabis in se stesso predisponga al consumo di droghe più pesanti, è però frequente che nello spaccio si offrano contemporaneamente vari tipi di “fumo” per favorire la confusione dei consumatori.
Oggi un vero scoop sarebbe consistito nel registrare un decremento della produzione di droga in Afghanistan, ma si tratta di un’eventualità che al momento non avrebbe alcuna base realistica. Gli organi di stampa che hanno riportato la notizia hanno insistito sul dettaglio che il governo statunitense avrebbe speso 7,6 miliardi di dollari per contrastare la produzione ed il traffico di oppio, ma senza risultato. La cosa fa sorridere, dato che, da almeno cinque anni, neppure il diretto coinvolgimento della Nato nel business dell’oppio rappresenterebbe più uno scoop. Lo scorso anno qualche barlume di notizia a riguardo è trapelato anche sulla stampa ufficiale, ma riferendosi solo ai casi di soldati della Nato coinvolti nel traffico; casi, peraltro, tutti rigorosamente insabbiati, sia in Italia, che in Canada, che nel Regno Unito. La stampa ha fatto finta di credere che il coinvolgimento riguardasse soltanto dei militari di bassa forza o, al più, dei sottufficiali, oltre che i già ampiamente screditati “contractors”.

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