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martedì 26 maggio 2015

A Scandicci (FI) arriva il cimitero per gli animali d'affezione!

Pubblichiamo molto volentieri il comunicato stampa del "Il Parco di Spazzavento":




COMUNICATO STAMPA

Il cimitero degli animali di affezione nascerà a Scandicci nel Parco di Spazzavento. Ma avrà una vocazione di area metropolitana

Tremila metri quadrati dei 6 ettari e mezzo complessivi di terreno del futuro Parco di Spazzavento dove sarà possibile tumulare gli animali di affezione: è questa la superficie che ospiterà, nel comune di Scandicci, il cimitero degli animali che inserito nel più ampio contesto territoriale del Parco, è destinato a diventare il cimitero per animali dell’area metropolitana fiorentina. A illustrare il progetto questa mattina presso il residence di Lebbiano, a Scandicci, in prossimità dell’area del Parco di Spazzavento, c’erano il vicesindaco e assessore all'Urbanistica del Comune di Scandicci, Andrea Giorgi, il presidente del Parco di Spazzavento, Marcello Carrai e l’architetto progettista del Parco, Duilio Senesi.  

Appello per "riaccendere" c'era una volta

Aggiornamento 26/05/2015

Non sono riuscito ancora ad accettare il fatto che la RAI, televisione pubblica, abbia "tagliato" i bellissimi documentari di Silvestro Montanaro... e chi seguiva "C'era una volta" sa di cosa sto parlando. Documentari bellissimi, molto profondi, guardarli era capire e conoscere il mondo e l'umanità, una vera finestra sul mondo, VERA e non patinata come gli articoli di promozione turistica. 

In questi giorni ho ri-guardato alcuni suoi documentari, su Youtube ce ne sono molti. Tutti bellissimi. Ho ri-guardato quello dedicato a Salvador de Bahia (https://youtu.be/JkvIKfX3q1w) e "Carne Fresca" uno straordinario documento di denuncia circa la prostituzione minorile (iniziano ad 8-10 anni) nelle favelas di Fortaleza. (https://youtu.be/4WryfYFzHjU) dove Silvestro parla con alcune bambine prostitute, con i loro genitori, con una capacità di trasmettere emozioni e di capire il contesto sociale davvero unica.
Documentari bellissimi, che la RAI dovrebbe ri-trasmettere e realizzarne di nuovi.
Silvestro Montanaro era l'unico giornalista d'inchiesta degno di questo nome, e la RAI lo ha fatto fuori... sono indignato e schifato.

Ma possibile che tutti insieme non si riesca a fare qualcosa??? (Alessandro Raffa)


Silvestro Montanaro, un nome che molti di voi sicuramente conosceranno, è un giornalista d'inchiesta, autore di meravigliosi reportage, spesso 'scomodi'. Inchieste come questa, per capirci.
Di lui avevamo parlato nel Novembre 2013, a seguito dell'inspiegabile (ma non troppo) esclusione dalla RAI; ora alcuni appassionati seguaci di Silvestro Montanaro, hanno lanciato un appello affinché "C'era una volta" torni a vivere. Se cercate su Google, trovate copioso materiale per valutare Montanaro.


Riceviamo e pubblichiamo l'appello di Silvestro Montanaro
L'idea e' vostra, di tanti di voi che in questi mesi più' volte,dopo la rottura con la Rai, mi hanno sollecitato a metter su una raccolta fondi che permetta la realizzazione di nuove mie inchieste. Ci ho pensato a lungo, ho cercato soluzioni alternative, ma alla fine mi sono rassegnato al dovervi dare, nei limiti del vostro possibile e in un momentaccio come questo, un periodico fastidio. Si, ho bisogno del vostro aiuto per continuare a raccontare crudamente ed onestamente cosa accade in giro per il mondo e quanto questo possa e debba riguardarci tutti. Con tutti voi prendo l'impegno di mettercela tutta. E' un impegno che sento da sempre e che mai come ora mi tocca nel profondo. Raccontare, per me, e' quasi una malattia….certamente lo scopo della vita….E essere umilmente voce di problemi ed esseri umani volutamente nascosti e' una responsabilità' cui non riesco a fare a meno.
Cosa succede alla gente di Haiti, ormai dimenticata ed abbandonata al suo destino dopo tante ed altisonanti promesse all'indomani del terribile sisma che sconvolse anni fa quella straordinaria isola; In Sierra Leone l'epidemia di Ebola sembra essere risolta. Ma perché' Ebola ha potuto mietere migliaia di vittime in quel paese? Sono tutte note le ragioni di tanto orrore? In Cambogia e Bangladesh si e' concentrata la gran parte della manifattura tessile mondiale. Tutti i grandi marchi della moda operano e fanno profitto da quelle parti grazie a condizioni salariali terribili, meno di 100 dollari al mese. Decine e decine di lavoratori e sindacalisti vengono assassinati solo perché' chiedono salari e condizioni di lavoro appena migliori. Il Burkina Faso di Thomas Sankara si e' liberato del suo tiranno. La libertà' di questo paese e' pero' ancora tutta in gioco. Francia e Stati Uniti hanno interessi strategici in questo paese e non intendono perderli. Quali sono questi interessi? L'embargo contro Cuba sembra vivere i suoi ultimi giorni. Cosa resta dell'esperienza cubana e come vive questi cambiamenti la sua gente?
Sono solo alcuni titoli delle inchieste che vorrei fare…per voi e con voi. Temi e paesi apparentemente lontani da noi, solo apparentemente. Un esempio? Il nostro tessile e' stato distrutto per essere trasferito in gran parte nel sudest asiatico. Perdita del lavoro per migliaia di famiglie italiane, nuove schiavitù' in Indocina...
Coinvolgete quanti più' amici vi e' possibile. Riaccendete,riaccendiamo C'era una volta ed il racconto critico della realtà'.
L'immagine di questa singolare campagna e' di uno dei miei migliori amici, Carlinho Utopia. Il conto corrente POSTALE lo mette a disposizione L'Africa chiama, una organizzazione non governativa fatta di gente straordinariamente in gamba e onesta che si occuperà' anche di rendere trasparente la contabilità' dell'intera operazione. Il conto corrente postale e' : 1024834333 intestato a L'AFRICA CHIAMA ONG . Per chi volesse risparmiarsi la fila alle Poste, il versamento può' essere fatto online : IBAN IT 15 L 07601133 0000 1024834333 L'AFRICA CHIAMA ONG .
In ogni caso, comunque vada…grazie a tutti voi. Per dirlo a modo mio, ho rivisitato e messo a punto uno dei miei lavori, uno di quelli a me più' cari, " La mia famiglia". https://www.youtube.com/watch?v=Rnw5DAUal_8


sabato 23 maggio 2015

Anniversario uccisione di Falcone: noi lo ricordiamo chiedendo un'inchiesta sui mandanti


Oggi l'Italia intera ricorda il giudice Giovanni Falcone, "ucciso dalla mafia nel 1992". Per il suo omicidio sono stati condannati diversi boss mafiosi.
MA CHI SONO I VERI MANDANTI DELL'OMICIDIO???
Perché nessun magistrato sente l'esigenza di aprire un'inchiesta sulla base delle rivelazioni del Presidente Onorario della Suprema Corte di Cassazione, FERDINANDO IMPOSIMATO, secondo le quali dietro alle STRAGI DI STATO e alla "strategia della tensione" ci sarebbe il GRUPPO BILDERBERG? Dichiarazioni che basate sulle carte di un'inchiesta condotta dal giudice Alessandrini, "casualmente" ucciso dai brigatisti in quel periodo.
Ricordiamo che Imposimato, ospite di Vespa a "Porta a Porta", rilasciò dichiarazioni in merito all'uccisione di Aldo Moro che hanno indotto la magistratura a riaprire il caso!
Non è il caso di prendere in mano quelle carte? No eh?
Circa le rivelazioni di Imposimato, vedi: http://bit.ly/1LvUdbV

La dinastia che controlla il mondo

Di Anna M. (DIVA)
Alla Mostra del Cinema di Venezia nel settembre 2004 viene presentato fuori concorso il film “Manchurian Candidate”. È un thriller politico e “fantascientifico”, remake di “Va e uccidi” con Frank Sinatra. La trama è simile: un candidato alla Casa Bianca fantoccio di poteri occulti, la multi-nazionale Manchurian, che sperimenta le frontiere del lavaggio del cervello e della manipolazione della memoria per condizionare i comportamenti dove la sua perdita è intesa come perdita della coscienza indipendente. Il meccanismo è sempre la stesso, la paura del mondo esterno. Negli anni cinquanta era il comunismo, oggi è il terrorismo a fare da spauracchio al popolo americano.
Agendo su questa paura si può arrivare ad un controllo totale del pensiero. La paura infatti porta la gente ad accettare anche la guida di un governo nel quale non si riconosce pienamente, e a tollerare leggi intollerabili in nome della sicurezza collettiva. La Manchurian del titolo è una potente multinazionale che col suo denaro determina scelte politiche, investe in armi, tecnologie di guerra ecc. Il riferimento all’attuale quadro politico, americano e mondiale, è fin troppo palese, e la Manchurian del film è un pò come le società controllate da molti esponenti politici…

L’Esercito siriano salva la città archeologica di Palmira dall’assalto dei terroristi armati dagli USA e dai sauditi

L’Esercito siriano ha continuato anche ieri con successo la sua offensiva di contrasto contro i terroristi del gruppo di al Nusra che stavano assediando l’Ospedale di Yisr, nel Shugur, dove una guarnigione siriana di circa 250 uomini continua a resistere all’assedio. Nella zona è entrata in azione anche l’artiglieria che si trova a pochi Km. dall’installazione, per alleggerire l’assedio e bombardare con precisione le posizioni di miliziani terroristi che stavano utilizzando anche auto bomba per rompere l’assedio ed entrare nell’Ospedale.
La forza aerea siriana ha attaccato le postazioni dei terroristi ubicate sulle montagne di Hamad, nel nordest di Amiriya e nelle vicinanze e nelle vicinanze del giacimento di Arak.

I terroristi del Fronte di Al Nusra, tutti stranieri di provenienza da vari paesi (anche dall’Europa) dispongono di armi moderne come i missili anticarro Tow, made in USA forniti loro attraverso la Turchia dagli incaricati delle forze USA e dalla CIA, oltre a blindati e carri da combattimento, artiglieria e mortai da 120 mm., tutte armi fornite da Washington e da Riyad per avere maggiori chances di attaccare e sopraffarre le forze dell’Esercito siriano.

lunedì 18 maggio 2015

Cosimo Massaro: "Come uscire dall'euro? Semplice, limitiamo il suo utilizzo"

Generiamo un'altra economia attraverso il baratto amministrativo le  monete complementari  le  camere di compensazione  il baratto e l'economia locale


Uscire dall'euro non è una cosa semplice, ancora più complicato è liberarsi dalla moneta debito di proprietà degli usurai. L'attuale crisi truffa messa in atto per espropriare tutti  noi è stata un “successo” per l'usuraio. La distruzione della domanda interna voluta da Mario Monti  con  l'aumento indiscriminato delle tasse, definito dallo stesso  “il consolidamento fiscale”  e la continua mancanza di denaro circolante nell'economia reale sta facendo chiudere tutte le piccole e medie imprese, causando un aumento della disoccupazione. Le famiglie, le aziende e tutta la società è al collasso. I suicidi e la disperazione  aumentano, purtroppo questo è l'unico dato che tende a salire.

Lo scenario è quello tipico di un periodo di guerra, si una vera e propria guerra, in questo caso economica e monetaria, cambiano le armi, cambiano i tempi e anche le guerre si adeguano alle nuove  tecnologie  non si fanno più tutte allo stesso modo.
Due sono i modi per conquistare una nazione,  uno è quello classico, fatto con le armi, l'altro e con il debito.  Un sistema  subdolo, strisciante,  si diventa  schiavi senza catene e inconsapevoli del  proprio stato di schiavitù.  

Ci hanno portato via il lavoro, ecco la causa del disastro

La finanza non spiega tutto: dietro la crisi dell’Occidente, con la fuga dell’industria verso l’ex terzo mondo globalizzato, rappresenta la punizione storica del capitale contro lavoratori evoluti, ben pagati e tutelati da importanti diritti. Lo sostiene Aldo Giannuli, rileggendo il senso della catastrofe in corso, che sta letteralmente devastando l’Europa. «Dalla fine degli anni settanta – scrive lo storico dell’ateneo milanese – si è manifestata a livello mondiale una  tendenza al calo dell’occupazione manifatturiera, nonostante un forte incremento assoluto di produzione industriale». Fenomeno in larga parte spiegabile con il “salto” tecnologico prodotto dalla combinazione fra robot e informatica, che ha drasticamente ridotto la domanda di forza lavoro. Ma attenzione: questo calo non è avvenuto in modo omogeneo: mentre la componente industriale è aumentata vorticosamente nei paesi in via di sviluppo, specie in Asia (Corea e Thailandia, Singapore, Taiwan, e poi Cina, India, Vietnam, Indonesia), coinvolgendo quindi anche Messico, Egitto, Turchia e Argentina), nei paesi avanzati l’occupazione industriale è crollata. Addio lavoro in fabbrica negli Usa, in Europa e in Giappone. Idem nei paesi dell’ex blocco sovietico, salvo Polonia, Germania Orientale e Boemia.
«Questo andamento – scrive Giannuli nel suo blog – è stato determinato in larga parte da un sostenuto processo di deindustrializzazione dei paesi avanzati, nei quali sono stati fortemente ridimensionati settori quali la siderurgia, i materiali da Aldo Giannulicostruzione, la chimica base, il tessile e, parzialmente, l’alimentare». Siamo ormai nella “fabbrica globale”, per cui in alcuni settori (trasporti e meccanica, ma anche informatica e telecomunicazioni) i singoli componenti sono prodotti in diversi paesi emergenti, per essere poi assemblati negli stabilimenti della ditta che firma il prodotto. «Di fatto, in Occidente hanno resistito solo pochi settori (come la chimica fine, l’ottica o la farmaceutica) e hanno conosciuto un incremento (sia in termini di occupati che di fatturato) le sole industrie delle armi, del settore satellitare e del lusso». Questo processo, continua Giannuli, è stato determinato dal massiccio trasferimento di capitali e impianti in paesi dell’Asia e dell’America Latina e dal parallelo processo di smobilitazione industriale nei paesi avanzati. «Tutto ciò è stato il frutto di diversi fattori come il rigetto delle popolazioni locali nei confronti delle lavorazioni altamente inquinanti, ma soprattutto dall’esigenza di parte imprenditoriale di abbattere i salari». Così, le delocalizzazioni «sono state la principale arma imprenditoriale nella rivincita contro i lavoratori».

domenica 17 maggio 2015

L'UCCISIONE DI OSAMA BIN LADEN (DOSSIER dettagliatissimo)


DI SEYMOUR M. HERSH
lrb.co.uk

Sono passati quattro anni da quando un gruppo di Navy Seals statunitensi uccise Osama bin Laden in un raid notturno in un edificio di Abbottabad, in Pakistan. L'uccisione fu il momento più importante del primo mandato di Obama e un fattore importante per la sua rielezione. La Casa Bianca oggi continua a sostenere che la missione fu una questione tutta americana e che gli alti generali dell'esercito pachistano e l'agenzia Inter-Services Intelligence (ISI), non furono informati in anticipo del raid. Questo è falso, come lo sono molti altri elementi dell'amministrazione Obama. La storia della Casa Bianca potrebbe essere stata scritta da Lewis Carroll: bin Laden, obiettivo di una massiccia caccia all'uomo internazionale, davvero aveva deciso che una località turistica a 40 miglia da Islamabad sarebbe stata il posto più sicuro dove vivere e da cui coordinare le operazioni di al-Qaeda? Si nascondeva in campagna, ha detto l’America.
Nella foto: festeggiamenti in USA per la morte Bin Laden

La bugia più eclatante è stata che due tra i più importanti leader militari pachistani – il Generale Ashfaq Parvez Kayani, capo del personale dell'esercito, e il generale Ahmed Shuja Pasha, direttore generale dell'ISI - non sono mai stati informati della missione statunitense. Questa rimane la posizione della Casa Bianca, nonostante una serie di rapporti che hanno sollevato diversi dubbi, tra cui uno di Carlotta Gall nel New York Times Magazine del 19 marzo del 2014. Gall, che è stata per dodici anni corrispondente del Times in Afghanistan, scrisse che le era stato detto da un 'funzionario pachistano' che Pasha era già a conoscenza del raid prima che bin Laden andasse ad Abbottabad. La cosa fu negata dai funzionari USA e pachistani, e si andò avanti. Nel suo libro Pakistan: Prima e dopo Osama (2012), Imtiaz Gul, direttore esecutivo del Centro per le ricerche e gli studi sulla sicurezza, un think tank di Islamabad, scrisse che aveva parlato con quattro agenti dei servizi segreti sotto copertura che - confermando un’opinione piuttosto condivisa – sostenevano che l'esercito pachistano era già a conoscenza dell’operazione. La questione fu nuovamente sollevata nel mese di febbraio, quando un generale in pensione, Asad Durrani, che era a capo dell'ISI nei primi anni ’90, disse a un intervistatore di al-Jazeera che era 'molto probabile' che gli alti ufficiali dell’ ISI non sapessero dove era nascosto bin Laden, ‘ma era ancora più probabile invece che lo sapessero’. E l'idea è che, al momento opportuno, la sua posizione sarebbe stata rivelata. E il momento giusto sarebbe stato quando fosse stato possibile avere un’adeguata contropartita – se hai per le mani uno come Osama bin Laden, non lo consegni così su due piedi agli Stati Uniti.

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