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martedì 25 novembre 2014


Di Magdi Cristiano Allam

Papa Francesco si è detto disponibile a "dialogare con i jihadisti dello Stato Islamico". Proprio oggi si è appreso che i terroristi islamici dell'Isis hanno distrutto il convento delle suore del Sacro Cuore a Mosul.

Sull'aereo che lo ha riportato a Roma da Strasburgo il Papa ha detto: "Non so se si può dialogare con l'Isis, ma io non ho mai chiuso una porta. La mia porta è sempre aperta".

Quasi in contemporanea i terroristi islamici dell'Isis hanno annunciato che ricompenseranno con 5mila dollari chiunque permetterà di arrestare i cristiani che operano come spie per gli stranieri.
L'Isis aveva diffuso una foto di Papa Francesco con sulla fronte la scritta "Kafir", che significa miscredente. Nel Corano i miscredenti sono sanzionati con la condanna a morte.


La disponibilità del Papa ai terroristi islamici implica una loro legittimazione. Farà forse piacere al grillino Alessandro Di Battista che aveva caldeggiato il dialogo con l'Isis, ma certamente risulterà incomprensibile ai cristiani che in Iraq e Siria vengono sgozzati, decapitati, crocifissi, costretti a convertirsi o a fuggire dalle proprie case.


Fonte: Magdi Allam su Fb

cop finale


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lunedì 24 novembre 2014
MONSIGNOR JOZEF WESOLOWSKI
MONSIGNOR JOZEF WESOLOWSKI

Il suo arresto fu annunciato da tutti i media in pompa magna, come se si fosse trattato di una "svolta epocale", "finalmente con Papa Francesco il Vaticano inizia a punire i pedofili"... l'ex Nunzio Apostolico fu posto ai domiciliari, in un comodissimo appartamento nello Stato Vaticano, e dopo meno di 2 mesi, E' GIA' IN GIRO: ovviamente però questo fatto non ha visibilità sulle TV che pontificavano sulla farsa del suo arresto; una vera e propria "operazione mediatica" che non ha avuto alcun seguito. Wesolowski è stato l'unico ad essere stato punito, sempre se il breve periodo di arresti domiciliari che ha fatto si possono considerare una "punizione"...


L'ONU ha chiesto delucidazioni al Vaticano circa 40.000 casi di abuso, numeri spaventosi, ma da parte del Vaticano non c'è stata nessuna collaborazione, al contrario ostracismo e silenzi, come nel caso del caso di Emanuela Orlandi, che secondo Padre Amorth morì in un festino pedofilo.

Che in Vaticano non sia cambiato NIENTE circa gli abusi, lo si evince anche dal caso di Luisa Bonello, una signora molto credente che aveva denunciato, INASCOLTATA, abusi subiti dai parrocchiani, rivolgendosi persino a Papa Francesco: L'HANNO TROVATA SUICIDATA... UNA STRANA VICENDA DI CUI GUARDA CASO I PROGRAMMI TV NON SI INTERESSANO... MA GUARDA UN PO'... EPPURE FAREBBE AUDIENCE...  


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Di seguito l'articolo ANSA/Dagospia

E’ DURATA POCO LA GALERA PER MONS. JOZEF WESOLOWSKI - L'EX NUNZIO, POSTO IL 23 SETTEMBRE SCORSO AGLI ARRESTI DOMICILIARI IN VATICANO PER ABUSI SESSUALI SUI MINORI, CIRCOLA NELLA CITTA’ LEONINA

Wesolowski, oltre che del secondo grado del processo canonico, è in attesa del processo penale in Vaticano nel quale è accusato di abusi sessuali su diversi minori a Santo Domingo e di detenzione di un ingente materiale pedopornografico…

Ue, Bce e Fmi chiedono 19 riforme. Il numero dei milionari nel Paese è aumentato fino a 565 unità (relativo ai conti correnti gold) con un patrimonio complessivo di 70 miliardi di dollari: che fa segnare un più 16,7% rispetto al 2013
Di Francesco De Palo - ilfattoquotidiano.it
La troika non molla e chiede altre 19 riforme alla Grecia per proseguire nel programma legato al memorandum che ha impedito nel 2012 il default, ma che lega il Paese mani e piedi a Berlino fino al 2050. Lo scontro al centro dell’Egeo tra Atene e il triumvirato composto da UeBce e Fmi si riaccende con all’orizzonte il rischio che il piano di salvataggio greco possa essere rimesso in discussione.
Diciannove interventi è ciò che la troika chiede ad Atene dopo due anni di lacrime e sangue. Ma dopo tagli a stipendi, pensioni, e indennità oggi chiede di eliminare categorie protettewelfaree ciò che resta di diritti minimi. La storia di un memorandum che, come si sospettava, non avrà mai fine. I funzionari della troika chiedono di azzerare il buco scoperto da 2,6 miliardi di euro previsto nel bilancio del 2015 anche relativo alle mancate entrate fiscali, con altre tasse.
Intendono inoltre portare a 65 anni l’età pensionabile, continuare sui licenziamenti nel settore pubblico e privato, cassare le esenzioni previste per alcune fasce protette che consentono di andare in pensione in anticipo: pena l’interruzione dei fondi concordati. Infine propone una netta accelerazione per due misure limite: abbattere tempi e burocrazia per il pignoramento della prima casa da parte degli istituti bancari in caso di proprietario moroso nel pagamento del mutuo; e un ulteriore aumento dell’Iva dopo le veementi proteste dei cittadini per i prezzi del gasolio per riscaldamento schizzato alle stelle.

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