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sabato 3 dicembre 2011




Da quando l'incarico di governo è stato affidato a Monti, Ballarò ha iniziato un'incessante opera per accreditarlo e farlo "digerire" agli italiani: una strategia che include, ovviamente la "copertina" settimanale di Maurizio Crozza (che non perde occasione per esaltare la sobrietà, la serietà e la competenza dell'uomo del Bilderberg, un approccio molto diverso da quello che lo stesso Crozza ha nel suo programma su La7 "ItaliaLand" - vedi http://on.fb.me/rWhBAI) e i sondaggi settimanali di Pagnoncelli (Ipsos)...

La scorsa settimana abbiamo dedicato un articolo a questa "operazione simpatia", analizzando in particolare la satira di Crozza: nei prossimi giorni vi proporremo un'analisi dei sondaggi (ci stiamo lavorando) nel frattempo vi proponiamo questo "nagscreen" su un quesito dell'ultima puntata di Ballarò:

Vedi - per citare alcuni esempi dei molti - i 1.000 posti di lavoro della Whirpool (http://bit.ly/uNGFYx) che perderemo a breve, gli 800 degli addetti dei treni notte (http://bit.ly/snP8Jm) etc. etc... ai quali aggiungere i posti di lavoro persi quale conseguenza indiretta delle delocalizzazioni (molti perdono il posto di lavoro - o non lo trovano - = meno soldi a giro = meno consumi = negozi, artigiani e piccole imprese chiudono...)

Nei prossimi giorni vi proporremo un'analisi dei "sondaggi" di Ballarò "quesito per quesito"... un'analisi obiettiva del loro modo di comunicare non può che SMONTARE questa "macchina delle opinioni".

PS: non vogliamo affermare che i sondaggi siano falsati, non abbiamo prove per sostenere ciò, tuttavia ci piacerebbe molto conoscere come sono state poste le domande e sopratutto a chi. Senza considerare che porre certe domande, è inutile a prescindere: è inutile chiedere "come risolvere una crisi che non si può risolvere". La verità è che andiamo verso un impoverimento di massa che non sarà privo di conseguenze...

Non perdetevi nei prox giorni (speriamo di ultimarlo entro domani) il nostro editoriale di analisi sui sondaggi di Ballarò!

Alessandro R. per Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com


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Aumentano i minori senza fratelli: così cambia la vita quotidiana dei bambini. Aumentano i minori senza fratelli, raddoppiano quelli che vivono con un solo genitori. Ma non solo: sale l'utilizzo di internet come quello dei videogiochi. È la 'fotografia' del rapporto su 'Infanzia e vita quotidiana' riferita al 2011 diffusa oggi dall'Istat.

- Cambia il contesto di vita familiare di bambini e ragazzi: tra il 1998 e il 2011 la quota di minori senza fratelli sale dal 23,8% al 25,7%; i minori con 2 o piu' fratelli diminuiscono dal 23,1% al 21,2%; sostanzialmente stabili al 53,1% coloro che hanno un solo fratello.

- Raddoppia il numero di minori che vivono con un solo genitore: dal 6% del 1998 al 12% del 2011.
- Nello stesso arco di tempo diminuisce dal 40,5% al 28,7% la percentuale di minori con padre occupato e madre casalinga. Sono dunque ormai di piu' i minori che hanno ambedue i genitori occupati (41,5%) rispetto a quelli che hanno la madre casalinga.
- Le nuove tecnologie sono il terreno rispetto al quale cambia piu' velocemente il comportamento di bambini e ragazzi. Cresce l'uso del cellulare, che quasi raddoppia tra gli 11-17enni (dal 55,6% del 2000 al 92,7% del 2011), e si trasforma in strumento multimediale: diminuisce dal 20,3% al 3,9% la percentuale di 11-17enni che usano il cellulare solo per telefonare.
Multe milionarie alla Chevron per danno ambientale al largo di Rio

La compagnia petrolifera statunitense Chevron sarà multata per «danno ecologico» dal ministero dell'Ambiente brasiliano. È responsabile della fuoriuscita di greggio da un pozzo sottomarino al largo della costa di Rio de Janeiro che ha contaminato la zona. L'incidente è avvenuto l'8 nopvembre scorso, durante la trivellazione di un pozzo sperimentale nell'area di Campo Frade, a 370 km a nord-est del litorale carioca: una rotta migratoria per delfini e balene, secondo gli organismi brasiliani per la tutela dell'ambiente.

L'incidente, che la multinazionale Usa non aveva reso noto, è venuto alla luce il 10 novembre quando l'Organizzazione non governativa Sky Trhth ha pubblicato le foto che mostravano una chiazza di petrolio sull'oceano lunga 35 miglia, che è arrivata fino a 120 km dalle spiagge di Rio. Secondo Greenpeace, la chiazza copre oltre 1.500 km quadrati: «La multinazionale Chevron, già sotto accusa per danni ambientali e violazione dei diritti umani per aver versato petrolio in Ecuador - ha dichiarato la rappresentanza brasiliana dell'organizzazione ambientalista - ora porta il suo marchio in Brasile».

 Il dato non compare nella presentazione della relazione 2011 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt), ma emerge se si confrontano le ultime relazioni

Cresce il numero di europei che hanno usato almeno una volta nella vita cocaina e cannabis. Il dato, messo in secondo piano nella Relazione 2011 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) presentato questa mattina a Lisbona, non sfugge se si mettono a confronto le Relazioni dello stesso Osservatorio degli ultimi tre anni. Tuttavia, nella presentazione ufficiale della Relazione, l’Osservatorio ha scelto di dare risalto ad altri dati, come la diminuzione del consumo di cannabis tra i giovani e una “relativa stabilità” nel consumo di droga nel vecchio continente. La stessa relazione parla di “numerosi aspetti contrastanti” riguardo il fenomeno della droga in Europa, note discordanti che si riscontrano sì, ma leggendo attentamente i dati presentati dallo stesso Osservatorio di Lisbona. Da un confronto diretto sul numero dei consumatori in base alla popolazione, è possibile notare come le uniche due variazioni significative che si registrano riguardano la cannabis e la cocaina, dove in tre anni aumentano, anche se non di molto, i consumatori che hanno provato almeno una volta le due sostanze. Un aumento che non è attribuibile soltanto all’aumento della popolazione, in quanto lo stesso trend lo si riscontra nelle percentuali della popolazione di riferimento.
Dal 2010, più della metà degli scambi borsistici europei si effettua tramite sistemi decisamente poco trasparenti. Grazie alla deregolamentazione incentivata da Bruxelles.

Lunedì 20 settembre 2010, Bruxelles. Rue de la Loi, edificio Carlomagno, sala Alcide de Gasperi, la folla che si accalca è quella dei grandi eventi. Il commissario incaricato del mercato interno e dei servizi, Michel Barnier, apre l’incontro con «un ricordo personale»: «Alcuni mesi fa, per prepararmi al mio futuro incarico di commissario europeo, ho avviato approfondite riunioni di lavoro con gli uffici del mio dipartimento. In una di queste, il direttore generale mi ha proposto: “Bisognerà rivedere la Mif”. Lasciatemi dire che l’affermazione non mi risultò del tutto chiara.» Da allora, Barnier ha approfondito la questione. La Commissione europea ha quindi iniziato la revisione della direttiva Mif (Mercato degli strumenti finanziari), che ormai da quattro anni ha deregolamentato l’organizzazione delle Borse in Europa. In una pura logica neoliberista di costruzione del quadro della concorrenza, la direttiva Mif ha istituito una sorta di «mercato per i mercati» europei.
Vignetta di Natangelo
Non sarà in versione soft il debutto in politica economica di Mario Monti: la manovra che oggi verrà illustrata ai partiti (non a Idv e Lega) e domani alle parti sociali potrebbe valere fino a 25 miliardi. Una cifra importante, che segue peraltro le già rilevantissime correzioni ai conti pubblici di Berlusconi, e che servirà anche a finanziare alcuni provvedimenti per la crescita: la previsione dell’Ocse secondo cui il Pil italiano nel 2012 si contrarrà dello 0,5% è, infatti, il vero incubo di Palazzo Chigi, la variabile capace di far saltare tutti i programmi del bocconiano. Per questo il premier – se ha bisogno di circa 15 miliardi per mantenere l’obiettivo di un rapporto deficit/pil all’1,6% l’anno prossimo (10-11 miliardi di
mancata crescita e 4 per non tagliare del 5% tutte le agevolazioni fiscali) – punta a mettere insieme un po’ di soldi anche per far crescere il Prodotto. Il menu del decreto che s’annuncia lunedì, insomma , tra tagli e tasse, è pesante assai.


Pensioni. Il blocco totale dell’adeguamento all’inflazione nel 2012 è sicuramente la misura più iniqua: per quelle oltre i 2.300 euro, infatti, questa misura è già in vigore, quindi ora si punta agli altri, forse escludendo le minime. Il risparmio previsto, con una crescita dei prezzi del 3%, è di 5-6 miliardi. Attese anche l’estensione del metodo contributivo pro-rata per tutti, una velocizzazione (al 2018) dell’innalzamento a 65 anni dell’età per la pensione di vecchiaia delle donne del settore privato e l’aumento di due punti delle aliquote degli autonomi (oltre un miliardo il gettito).
Il nodo politico più rilevante resta, però, quello delle pensioni di anzianità: il ministro Fornero dovrebbe eliminare la finestra mobile voluta da Tremonti (12 mesi di attesa per i dipendenti e 18 per gli autonomi, senza alcun effetto previdenziale), in compenso però l’arrivo a “quota 100” (65 anni + 35 di contributi o 64 + 36) dovrebbe essere velocizzato. Brutte notizie, probabilmente, anche per chi ha 40 anni di contributi e quindi, per legge, può ritirarsi quando vuole: oggi si esce dal lavoro con 41 anni (per via della finestra), domani con 42.
Nessuno si prende la colpa, ma l’indicazione ai responsabili delle trasmissioni di Radio1 è arrivata: non usare la parola "profilattico" o "preservativo" nelle trasmissioni dedicate ieri alla Giornata mondiale contro l’Aids. Il ministero della Salute dice: "Il divieto non dipende da noi"


Ufficialmente nessuno si prende la colpa, eppure l’indicazione ai responsabili delle trasmissioni di Radio1 è arrivata: non usare la parola “profilattico” o “preservativo” nelle trasmissioni dedicate alla Giornata mondiale contro l’Aids, che si è svolta ieri. Il ministro della SaluteRenato Balduzzi assicura che la prevenzione “passa anche attraverso il preservativo o il profilattico” e il suo dicastero “non si permetterebbe mai” di vietare il vocabolo. Anche l’azienda garantisce che non sono “mai state date indicazioni in tal senso”, ricordando “la piena autonomia editoriale di reti e testate”. E in serata la direzione generale avvia un’indagine interna per “accertare fatti e procedure”. Fatto sta che la polemica è scoppiata, con interrogazioni al ministro e richieste di chiarimenti ai responsabili della tv pubblica.
venerdì 2 dicembre 2011
Nella foto: L'albergo Four Seasons dove
 si è tenuta la riunione del 16/05/2011
Il titolo originale di questo articolo è "L'ultimo incontro della Commissione Trilaterale, pubblicato in data 16 Maggio 2010 dal sito "American freepress", tradotto e pubblicato in italiano a cura di comedonchisciotte.org , quando nessuno avrebbe potuto sospettare che poco più di un anno dopo, il Presidente europeo della Commissione sarebbe stato imposto come premier dell'Italia...


La Commissione Trilaterale vuole una guerra in Iran, una moneta mondiale e una Banca Centrale 


Nel loro ultimo incontro, tenuto a porte chiuse a Dublino dal 7 al 10 maggio, i membri della Commissione Trilaterale, irritati per il loro insuccesso nello stabilire un governo mondiale e per la crisi economica che hanno generato, hanno proclamato la guerra contro l’Iran. 


I piani di guerra sono stati rivelati da Mikhail Slobodovsici, consigliere capo della leadership russa, mentre passeggiava per l’albergo Four Seasons, dove la Commissione Trilaterale si è asserragliata protetta da guardie armate e a porte chiuse. Nel rivolgersi ad Alan Keenan, che lavora per il sito WeAreChange.org, lui credeva di parlare ad un collega della Commissione.


“Stiamo decidendo il futuro del mondo” ha detto Slobodovisci. “Abbiamo bisogno di un governo mondiale” ha proseguito, ma, riferendosi all’Iran, “dobbiamo sbarazzarcene” ha affermato.


Indubbiamente è stato un proclama di guerra della Trilaterale. Molti dei milionari e miliardari della Commissione hanno pesanti investimenti nell’industria e le guerre fanno enormi profitti.
giovedì 1 dicembre 2011

Ad un anno dalla tesi il 55,8% dei laureati ha un contratto di lavoro instabile 

Ci sono i precari, i lavoratori «obbligati» ad un part-time di poche ore, i cassintegrati da 700 euro al mese e gli sfiduciati che vorrebbero trovare un´occupazione, ma si sono rassegnati ad aspettarla stando a casa. Ci sono tante donne, tanti giovani, ma anche tanti capi-famiglia del Nord che perso un posto non ne hanno ancora trovato un altro. E infine ci sono i disoccupati «ufficiali», quelli che - rispondendo ad una definizione più restrittiva - dichiarano di essere già in cerca di lavoro e di essere pronti a rispondere all´offerta. Un vasto popolo in sofferenza cui manca un lavoro tutelato e il conseguente reddito.

Un universo spezzettato che le statistiche ufficiali non considerano unitariamente.
L´Ires Cgil lo ha fatto e le cifre che sono uscite da suo rapporto («Un mercato del lavoro sempre più atipico: segnali di crisi») sono un colpo duro a chi pensa che l´Italia, in fondo, sia messa meno peggio di tanti altri: nell´area della disoccupazione allargata, infatti, vivono 8milioni e 300 mila lavoratori italiani, «oltre il 30 per cento della forza lavoro potenziale del Paese» specifica lo studio.

Ecco chi sono ministri scelti da Mario Monti (o meglio nominati da Mario Monti) per governare l'Italia.
Come potete osservare, molti elementi sono riconducibili alle più potenti associazioni di stampo massonico del mondo, "Gruppo Bilderberg", "Commissione Trilaterale" e "Aspen Institute". Se desiderate approfondire cliccate sul nome di tali associazioni per capire "chi sono" e "quali sono gli obiettivi" delle stesse.
Se desiderate ulteriori informazioni, vi suggeriamo di effettuare una ricerca, scrivendo il nome di tali associazioni nel motore di ricerca interno al blog (sulla colonna destra di nocensura.com) per richiamare gli articoli che ne parlano.

PS: il video è stato realizzato dal movimento politico "Io amo l'Italia" di Magdi Allam (vedi il finale del video) il quale NON CI PIACE e NON VOGLIAMO SOSTENERLO in nessun modo, in quanto secondo noi è parte del sistema che sembrerebbe voler combattere. Tuttavia riteniamo interessante il video in oggetto da loro prodotto. Questa "premessa" è necessaria in quanto, visto che il "finale" del video contiene propaganda del partito sopracitato, riteniamo necessario chiarire questo aspetto. 

* AGGIORNAMENTO 20/04/2012
Questo video lo avevamo pubblicato il 01/12/2011, quando ancora molti italiani speravano che questo governo potesse fare qualcosa di buono per i cittadini. Ma davvero potevamo aspettarci qualcosa di buono da una cricca di questo tipo? Molti elementi come potete osservare sono legati alle associazioni massoniche più potenti del mondo: "Bilderberg", "Commissione Trilaterale" (di cui Monti era presidente fino a quando è stato eletto premier) e "Aspen Institute" (Monti fa parte di tutte e tre) INFORMATEVI SULLA NATURA E SUGLI OBIETTIVI DI QUESTE ASSOCIAZIONI, E CAPIRETE BENE CHE NON POTEVAMO CERTO ASPETTARCI NIENTE DI BUONO DA LORO.


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La diga in Europa sta cedendo. Il prestito interbancario si è bloccato. Gran parte del sistema finanziario è paralizzato, provocando una stretta creditizia proprio mentre l’eurozona sta scivolando in recessione.

Lo spread Euribor/OIS, “l’indicatore della paura”, sta inviando segnali di allarme. I costi del finanziamento in Europa hanno raggiunto i livelli della crisi Lehman, costringendo gli istituti di credito a una lotta isterica per reperire i due trilioni di fondi che mancano all’appello.

I mercati monetari dell’America non vogliono più concedere prestiti alle sovraindebitate banche europee, oppure solo su scadenza drasticamente brevi inferiori a sette giorni. L’esposizione verso le banche francesi è stata ridotta del 69 per cento da maggio.
L’Italia deve affrontare uno “stop improvviso” dei finanziamenti, che l'ha costretta venerdì a pagare il 6,5 per cento per titoli a sei mesi, malgrado l’insediamento tecnocratico avvenuto a Roma.
I rendimenti dei Bund tedeschi sono saliti di 59 punti base rispetto a quelli svedesi dall’asta fallimentare di mercoledì. Il debito tedesco è stato improvvisamente retrocesso rispetto a quello svizzero, scandinavo, giapponese e statunitense. Come ha riportato il Telegraph due settimane fa, le banche centrali e i fondi sovrani asiatici stanno rifiutando tutte le obbligazioni dell’UEM perché hanno perso fiducia in un sistema monetario che non ha prestatore di ultima istanza, una forma coerente di governo, né rispetto per il ruolo della legge.

Inviperito, nel vero senso del termine, perchè nessuno aveva mai dato corso alla sua richiesta di un piccolo appezzamento di terreno pubblico, un incantatore di serpenti indiano non ha trovato di meglio che presentarsi in un ufficio erariale di Harraiya, nello Stato settentrionale dell'Uttar Pradesh, dove in segno di protesta ha liberato diverse decine di rettili, molti dei quali velenosi, compresi alcuni cobra. Ovviamente, in un attimo è scoppiato un parapiglia: impiegati e postulanti che scappavano da tutte le parti mentre altri, 'assediatì dagli scomodi ospiti, si arrampicavano su sedie e scrivanie.
Leggere e mandare a memoria questa frase:

("…Una volta accettata la linea di credito del Fmi per l'Italia si chiuderebbe la via di accesso al mercato, perché tutti, perché tutti i prestiti effettuati dal Fondo sono ‘senior' cioè hanno il diritto ad essere pagati prima di ogni altra obbligazione dello Stato debitore. Con questa condizione chi comprerebbe più un Btp?)

E poi leggere e meditare anche questa:



(..Il Fondo Monetario costringerebbe l'Italia a privatizzare tutte le aziende e le infrastrutture pubbliche oltre che a varare a misure fiscali draconiane che deprimerebbero il paese per i prossimi dieci anni. Ma anche questo non servirebbe a tirarci fuori dai guai. Gli interventi del Fmi hanno avuto successo solo quando sono stati accompagnati da massicce svalutazioni della moneta del Paese in crisi, non si è mai verificato nella storia il salvataggio di un Paese a cambio fisso….)

Il meccanismo per cui un paese "viene salvato dal Fondo Monetario" perchè offre una linea di credito come adesso all'Italia al 4% invece che all'8%, è il copione classico utilizzato in Brasile, Messico, Argentina, Filippine ecc… in passato per succhiare la ricchezza di un paese. I passaggi sono sempre quelli, se leggi qualcosa sulla "Tequila Crisis" del Messico del 1992 e ci ritrovi il copione della crisi dell'Italia del 2011 già scritto.
A Decimomannu, in Sardegna, piloti israeliani mettono a repentaglio la loro vita e quella dei residenti. Così come ogni aereo che solca i cieli sardi per le esercitazioni di tiro


Decimomannu, Sardegna, 19 novembre 2010. Nel corso dell'operazione di addestramento chiamata 'Vega', un pilota israeliano compie unamanovra altamente pericolosa. Dopo il decollo dalla base sarda, secondo quanto riporta il blog di Davide Cenciotti, che ha ripreso la notizia dal sito JewPI.com, un F16 del 106° squadrone della IAF (Israeli Air Force) esegue una rotazione di 360 gradi (un 'tonneau', nel gergo dell'aviazione acrobatica). L'evoluzione è stata compiuta "senza motivo né vantaggio": con queste parole un tribunale militare israeliano ha condannato il pilota a sette giorni di carcere e un anno di sospensione dal volo. "La rotazione del velivolo - scrive Cenciotti nel suo blog - lungo il suo asse longitudinale è una manovra acrobatica che deve essere compiutaall'interno di aree specifiche e ad altitudini di sicurezza". Il sito JewPI riporta che l'aereo ha anche oltrepassato il muro del suono, causando un 'bang sonico' non autorizzato e al di sotto delle altitudini consentite. Della manovra altamente pericolosa, del 'bang sonico', dell'arresto e della sospensione del pilota nessun organo di stampa italiano ha mai parlato.
Turismo sessuale minori: agli italiani l'atroce record

Si è conclusa l'11 novembre l'Assemblea di ECPAT International, l'organizzazione che dal 1990 combatte la prostituzione minorile.
Grazie a ECPAT si è potuto, nel corso degli anni, approfondire e comprendere meglio il fenomeno, in modo da poterlo contrastare nel miglior modo possibile.
Infatti si stima che il "fatturato" annuo del traffico di donne, uomini e bambini sia di 32 miliardi di dollari. In questo mercato i minori corrispondono al 22% delle persone messe in vendita.
Cifre confermate tragicamente dalle vittime identificate. Sono 21.400, secondo l'Ufficio delle nazioni Unite. Dal 2003 l'incidenza dei minori su questa atroce statistica è passato dal 15% al 22%.
L'età dei minori varia dai 14 ai 17. In contesti in cui vi sono forti stereotipi di genere si è riscontrato un traffico a fini di prostituzione anche di bambini tra gli 11 e 12 anni. Oltretutto, è in aumento anche il mercato di persone all'interno dei paesi stessi: in Centro e Sud America e in Africa il traffico interno sembra prevalere sul traffico internazionale.
Oggi il turismo sessuale con bambini è un problema globale. Il crescere del turismo di massa e dei voli low cost rendono alla portata di tutti viaggi verso mete esotiche e lontane dal proprio Paese. Internet facilita la conoscenza delle nuove mete e la condivisione di materiale pedopornografico. Si aggiunga, a tutto ciò, una specifica sui nostri connazionali, turisti del sesso con bambini. Negli ultimi anni hanno scalato pesantemente i primi posti di questa terribile "classifica" in Repubblica Dominicana, Colombia e Brasile. Se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya.
mercoledì 30 novembre 2011

"Complottisti" sono coloro che vogliono "venderci" il signor Monti come un esperto e sobrio tecnico che va in chiesa la Domenica mattina ed è stato nominato premier per "salvare l'Italia". 



Dire che questo signore fa parte delle più potenti associazioni massoniche, ovvero il "gruppo Bilderberg" e la commissione trilaterale, e che collabora con Goldman Sachs, la super-banca USA che è alla base della crisi è DIRE UNA VERITA' INNEGABILE...


Staff nocensura.com


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filippo-milone
Filippo Milone

Il premier nega i conflitti d’interessi nel suo governo. Però su Milone (Difesa) gravano una condanna, vari processi e il caso Finmeccanica Da La Russa a Finmeccanica passando per i processi e una condanna: è lui il numero 2 della nuova Difesa

L’amico Ignazio l’ha portato alle Poste. Poi gli ha garantito un ‘incarico speciale: consigliere personale del ministro della Difesa per la politica industriale. E adesso Filippo Milone ha fatto il grande salto. Da segretario del ministro a sottosegretario alla Difesa. Un carrierone nel segno di Ignazio La Russa, vera stella polare nella vita e nel lavoro per l’ultimo arrivato nel governo di Mario Monti. Un tecnico? Pare di no. Milone ha speso una vita al servizio di Salvatore Ligresti. Anche il sottosegretario ha radici a Paternò, la cittadina in provincia di Catania, di cui sono originari Ligresti, i La Russa e tutti gli storici collaboratori del costruttore. Il suo curriculum personale racconta che Milone ha cominciato a lavorare, appena laureato, nell’azienda di costruzioni di Gaetano Graci, uno dei quattro cavalieri catanesi che negli anni Ottanta e Novanta furono al centro di mille intrighi di mafia e corruzione. Da allora Milone ha fatto carriera tra progetti, palazzi, cantieri e nel periodo di Tangentopoli ha subìto una condanna penale (un anno e sette mesi) cancellata con la riabilitazione.
I sindacati di polizia: "La 'ndrangheta controlla ormai i traffici in città". I dati del disordine, al 30 settembre, parlano di 92 tentati omicidi, 2.901 rapine e 283 estorsioni


Il clima è talmente teso che bastano due scatole di scarpe, un po ’ di gelatina e qualche filo lasciati nei pressi della Luiss a far tornare in mente brutte immagini. Artificieri all’opera, ordigno rudimentale fatto brillare, tutti a interrogarsi su messaggio e destinatario. “I romani stiano tranquilli perché i fatti che sono accaduti non sono assolutamente sottovalutati” ha detto l’altro giorno il neo titolare del Viminale,Anna Maria Cancellieri. Abituati ai piagnucolii del sindaco Alemanno o alle orecchie da mercante dell’ex ministro Maroni, forse neanche stavolta, invece, i cittadini della Capitale si metteranno il cuore in pace. Le parole del ministro rischiano di risuonare come le ennesime promesse di un’attenzione che finora non c’è stata verso una violenza quotidiana ormai insostenibile.



La norma anti-zoom voluta dall’ufficio di Presidenza della Camera dei deputati contro fotografi e cameraman verrà solo in parte annullata. Il tutto nasce dalle famigerate foto in Aula ai biglietti di B. e Letta. Da lì il giro di vite. Per accedere alla tribuna stampa di Montecitorio, infatti, i fotografi devono firmare un modulo in cui si impegnano a non usare macchine fotografiche e telecamere. Così ieri si è trovato un compromesso (al ribasso per i fotografi ovviamente): i fotografi dovranno firmare un codice di autoregolamentazione. Sarà l’associazione dei fotografi e non il collegio dei questori della Camera a comminare le sanzioni per chi trasgredisce. Ma cosa cambia in sostanza? Vi sarà il divieto di immortalare telefonini e lettere dei deputati. Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, la norma parla chiaro: l’aggettivo ‘epistolare’ sta a significare che deve essere mantenuta la “segretezza della corrispondenza” dei parlamentari. Secondo il presidente dell’Odg, Enzo Iacopino, invece “la norma resta ancora non del tutto chiara”.


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Si avvicina il periodo di Natale: e qualche fortunato si concederà le vacanze all'estero, magari in qualche località esotica. Se avete intenzione di prenotare viaggi intercontinentali che prevedono di fare scalo in località non europee, prestate attenzione alle compagnie aree che vi propongono. Il problema non riguarda i voli in partenza dai paesi della Comunità Europea, in quanto ai 273 vettori della black list è interdetto il volo nello spazio aereo comunitario, perché considerati poco sicuri. Queste compagnie potrebbero però esservi proposte per voli interni (in paesi non europei) o per raggiungere la meta finale, facendo scalo all'estero. Alcune agenzie, per riuscire a mantenere i prezzi più bassi e concorrenziali possibile, potrebbero affidarsi a queste compagnie, che è consigliabile evitare.

Ecco la "black list" aggiornata delle compagnie aeree da evitare (file PDF)

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staff nocensura.com

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 L'immagine che immediatamente ci viene alla mente, quando a fine di un pranzo ci propongono frutti di bosco, e' quella bucolica di verdi distese e di boschi incantati. Evidentemente non e' cosi' perche' i frutti di bosco di quest'ultimo hanno solo il nome. Suggeriti come dessert, sotto forma di macedonia, di crostata, immersi nella panna o con un po' di succo di limone e miele, i frutti di bosco lusingano la nostra fantasia, e' difficile negarsi. I lamponi, i mirtilli, i ribes, la mora e l'uva spina (varieta' di ribes) si trovano sul mercato tutto l'anno, benche' il loro periodo di maturazione vada da maggio a ottobre. Sono quindi coltivati in serra, specialmente in Germania, Olanda e Polonia, ma anche in Italia, nel Trentino e in Emilia-Romagna, con tutto cio' che comporta una coltivazione forzata: uso di fitormoni, di fertilizzanti. 
Il nostro consiglio: mangiare i frutti di bosco nella stagione della loro maturazione naturale, questo non e' il un periodo buono.


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Suona l'allarme nelle caserme dei Vigili del Fuoco. Ma questa volta non si tratta di un incendio o di un alluvione: la "calamità" arriva direttamente dai palazzi del potere. Nonostante le gravissime carenze di organico e mezzi, la "legge di stabilità" prevede nuovi tagli per i Vigili del Fuoco. La misura è quella approvata poco prima delle dimissioni del governo Berlusconi, con il beneplacito delle opposizioni (che hanno consentito al governo di approvarla senza modifiche, nonostante Berlusconi non avesse più la maggioranza). Una legge approvata praticamente contestualmente  alla cosiddetta "legge mancia", un INUTILE regalo da 150 milioni di euro ai partiti, approvata da PDL, PD, Lega Nord e UDC. La casta per finanziarsi quest'ultimo regalo da 150.000.000 di Euro, taglia ancora la sicurezza pubblica.


A lanciare l'allarme, è l'Associazione Nazionale Discontinui, che scenderà in piazza il 15 Dicembre (clicca qui per maggiori info) e l'Unione Sindacale di Base, il cui comunicato, che pubblichiamo di seguito, illustra le conseguenze dei nuovi tagli:


E' bene ricordarci inoltre, che - probabilmente per motivi di budget, che se i motivi "ufficiali" non sono stati resi noti - i "riservisti" dei Vigili del Fuoco non sono stati impiegati nemmeno in occasione dei devastanti alluvioni che hanno colpito il nord della Toscana e la Liguria, dove hanno perso la vita una ventina di persone. Un contesto dove l'apporto dei Vigili del Fuoco sarebbe stato prezioso per i cittadini colpiti dalla grave calamità. Da rilevare come buona parte dei VVFF discontinui non richiamati in servizio, siano intervenuta ugualmente, in via "privata", mettendosi a disposizione del Comune di Genova su base volontaria, senza indossare la "divisa d'ordinanza", senza i mezzi del Corpo, e senza percepire alcun compenso. I precari dei Vigili del Fuoco hanno fatto il loro lavoro praticamente gratis: mente la casta pensa solo ai propri privilegi...


staff nocensura.com


ECCO IL COMUNICATO dell'Unione Sindacale di Base:


la Legge di stabilità (vedi allegato) del 14/10/2011, prevede pesanti provvedimenti a carico del C.N.VV.F. che gravano in maggior parte sulla componente precaria. Nello specifico:
1)Il fondo per i richiami del personale "Volontario" è ridotta per il 2012 a 57.448.387 Euro e per il 2013 ulteriormente ridotta a 30.010.352 Euro;
2)Attraverso specifiche modifiche al D.L.vo 139/2006, si specifica che i richiami in servizio del personale Volontario non costituiscono rapporto d'impiego con l'amministrazione;
3)I nuovi reclutamenti del personale Volontario vengono stabiliti su base triennale dal Capo Dipartimento, tenuto conto degli iscritti e delle domande di ammissione presenti al 31/12/2011;
4)Le spese per gli accertamenti sanitari in fase di reclutamento iniziale sono a carico dell'interessato.
Con questi provvedimenti a regime si arriverà al 2013 con un taglio netto del 75% sulle spese previste per il reclutamento dei Discontinui, con conseguenze immaginabili. La prima sarà una riduzione del numero totale dei giorni per tutti, la seconda sarà un'inevitabile "razionalizzazione" del numero totale dei Discontinui impiegati, aggravando così i già pesanti carichi di lavoro al personale permanente, di fatto costretto agli straordinari. Non solo, è a rischio il funzionamento di molti uffici, che si reggono sull'apporto costante del personale precario, con inevitabili rallentamenti e paralisi nell'attività amministrativa.
Si scarica ancora una volta il peso della crisi sui lavoratori più deboli, senza considerare che i Discontinui hanno già dato! Essi già pagano tutti i giorni con la loro precarietà, con i sistematici ritardi nella corresponsione del salario, nelle voci estorte o sottopagate in busta paga (TFR, ferie maturate non godute, malattia non pagata, ridotte indennità di turno, nessuna vacanza contrattuale, nessuna corresponsione per il rinnovo del contratto, etc. etc.), vestiario insufficiente, DPI mancanti, inappropriati o promiscui, scarsa formazione iniziale e nessuna formazione on the job.  
E' ora che l'amministrazione cali la maschera e smetta di chiamare Volontario chi per evidenti ragioni non può esserlo. I Discontinui sono dei precari funzionali ed indispensabili per il C.N.VV.F. e come tali vanno assunti subito e in deroga. I Discontinui vanno scorporati dalla componente Volontaria e in quest'ultima chi è  già in possesso di un impiego lavorativo, dovrebbe fare il volontario vero;  il Corpo deve smettere di essere fonte di doppio lavoro per qualcuno e fonte di precariato per qualcun'altro.


fonte

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I precari dei Vigili del fuoco scendono in piazza per chiedere - alla luce delle gravi carenze di organico dei VVFF - l'inserimento in organico in pianta stabile del personale "discontinuo". L'appuntamento è fissato per Giovedì 15 Dicembre, in Piazza Montecitorio a Roma alle ore 09.30.


Le ragioni dell'Associazione Nazionale Discontinui sono a dir poco condivisibili. Più volte abbiamo dato risalto ai problemi che affliggono i VVFF ed in particolare i precari del Corpo: ecco alcuni articoli tra i più significativi e recenti:
Ieri abbiamo pubblicato un articolo che descriveva la disavventura di un cittadino 49enne di Nardò (Lecce) che si è visto condannare a sei anni di reclusione e 30.000€ di multa per avere coltivato quattro piante di marijuana; una sentenza pesantissima e inconcepibile, che abbiamo integrato con alcuni "numeri" relativi al connubio "carcere e droga", con l'intento di offrire spunti di riflessione circa l'assurdità di una legge che, tralasciando gli aspetti legati ai "danni sociali" che produce, costringe la collettività a spendere qualcosa come 247.557 Euro per costringere dietro le sbarre per sei anni una persona colpevole di un reato che, al di là delle opinioni che ciascun soggetto può avere in merito alla normativa sulla cannabis, è sicuramente molto, molto, molto, molto meno grave di tanti reati violenti per il quale capita frequentemente di veder comminare inconcepibilmente condanne molto più lievi; abbiamo citato l'esempio, di attualità in questi giorni, dell'ex calciatore interista Amantino Mancini, che riconosciuto colpevole di "stupro e lesioni", è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione. L'articolo snocciolava inoltre dati e percentuali relativi al numero di detenuti presenti nelle carceri italiane per violazione della legge sulla droga (in Italia costituiscono il 36,9% della popolazione carceraria, un dato molto più alto che nel resto d'Europa) - vedi l'articolo

Ebbene, visto che si  tratta di "commenti pubblici", visibili a chiunque visiti la nostra pagina Facebook (pertanto non violiamo la privacy di nessuno) ve ne riportiamo alcuni, per offrirvi - anche questa volta - "spunti di riflessione"...

(I commenti non sono nell'ordine "originale", in cui sono stati pubblicati. Ne abbiamo selezionati alcuni che secondo noi, sono utili per offrire uno "spunto di riflessione", di natura diversa da quello precedente...)


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Protesta dei lavoratori "treni notte". 800 a casa, ma è "solo la punta di un iceberg"
Al momento sono solo una cinquantina, ma decisi a resistere a oltranza con la speranza, e anche la certezza, che nei prossimi giorni altri vorranno unirsi alla lotta. Sono i lavoratori dei “treni notte”, dipendenti Servirail Wagons-lits, Wasteels International Italia e RSI che in questi giorni, per protestare contro la lettera di licenziamento già ricevuta da molti di loro hanno deciso di occupare uno stabile di proprietà RSI a Roma, in via Prenestina. Licenziamento, che come campeggia su uno striscione fatto calare dal tetto dello stabile lascerà senza lavoro di punto in bianco ben 800 persone dal Nord al Sud della penisola, senza garanzie. Cifre ancora approssimative, precisa Simone, dipendente Servirail dal 2005 " noi siamo solo la punta dell'iceberg". Perchè i licenziamenti in questione fanno seguito a un piano di ridimensionamento aziendale che prevede, di base, una forte riduzione del numero delle corse notturne, oltre ad un drastico taglio degli addetti a bordo, conseguenza: anche i lavoratori dell'indotto ( lavanderie, addetti alle pulizie, piccoli alberghi... ) saranno necessariamente coinvolti dall'ondata di tagli ed esuberi. 

L'uomo della Goldman Sachs inaugura la macelleria sociale con le pensioni: EVVIVA! Qualcuno sa dirci dove sono, per caso, i sindacati?!? NON HANNO PROFERITO PAROLA!!! Ah già, è vero... scusate. Per un momento ci siamo dimenticati che tutto questo è necessario... è giusto che sia così. Non fate caso alle nostre farneticazioni... sapete com'è, noi scemi credevamo che un SINDACATO dovesse, per esempio, dire: "ANZICHE' TOCCARE LE PENSIONI ELIMINIAMO IL NOTAIO, ELIMINIAMO I VERI SPRECHI, I PRIVILEGI"... ma dopotutto alla gente va bene così... Monti? Lasciamolo lavorare... vero?

Poveri italiani.... (e non ci riferiamo a quello che sta facendo Monti...)

staff nocensura.com

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martedì 29 novembre 2011
Avevamo iniziato a rimpiangerlo già quando il Ministero dell'Ambiente fu affidato alla sig.ra Prestagiacomo: ma oggi che in quel delicato ruolo ci hanno messo un personaggio favorevole a nucleare e OGM, allora lo diciamo a gran voce: PECORARO SCANIO, TORNA!!! Quando fu messo sotto accusa, l'unico che prese le difese dell'Ex ministro fu Beppe Grillo, che parlava di "Pecoraro espiatorio" parafrasando sulla definizione di "capro espiatorio". Oggi, con il rammarico che forse è troppo tardi, siamo costretti a dargli ragione.

La colpa dell'ex Ministro verde, è quella di aver avuto il CORAGGIO di dire NO quando era giusto dirlo. E non è da tutti avere questo coraggio, quando si è seduti su una poltrona comodissima come quella di Ministro dell'Ambiente, con le grandi aziende pronte a fare ponti d'oro in cambio dell'avallo dei vari progetti. CI VUOLE CORAGGIO PER DIRE "NO", NON PER AVALLARE TUTTO. E all'ex Ministro verde, dobbiamo dargli atto che non gli mancava.

Fu investito da valanghe di fango, come prassi per coloro che "osano" mettersi di traverso al sistema. Screditato dai giornali di destra e di sinistra, provarono a utilizzare contro di lui anche l'arma giudiziaria, collezionando una serie di flop senza precedenti: ma l'importante per loro, è sbattere il "mostro" in prima pagina, affiancandolo alla parola magica: INDAGATO. Se poi nessun castello accusatorio ha retto, a chi volete che importi?
La mappa delle (poche) regioni libere da OGM in Europa. L'Italia lo è ancora, grazie ai provvedimenti di Pecoraro Scanio. Ancora per molto?

Il nuovo ministro dell'Ambiente di Monti è dichiaratamente a favore degli "organismi geneticamente modificati", gli OGM (oltre che del nucleare). Se fino ad oggi il nostro paese è rimasto (fortunatamente) OGM free, lo dobbiamo al Ministro Pecoraro Scanio. Quando il ministro "verde" guidava il Ministero dell'Ambiente, ci "fogarono" contro di lui, con un "sapiente" linciaggio mediatico: i media al guinzaglio dei poteri forti, gli dettero la colpa di tutte le cose che non andavano: forse perché diceva "NO" a quei progetti caldeggiati dai "poteri forti" alla quale era GIUSTO dire NO ??? Dopo aver visto guidare il ministero dell'Ambiente alla sig.ra Prestagiacomo, che con la "tutela ambientale" sembra avere ben poco feeling, e dopo aver visto affidare oggi a Corrado Cini il ministero che dovrebbe TUTELARE l'ambiente, rimpiangiamo - e nemmeno poco - l'ex Ministro Pecoraro, "fatto fuori" dai poteri forti perché scomodo. Perché chi ha il coraggio di dire "NO" a progetti lobbistici, chi ha il coraggio di dire NO agli appalti affidati alle stesse aziende che da 30 anni non riescono a portare a termine la "Salerno-Reggio Calabria", in questa Italia scellerata, deve essere estromesso dalla scena. Pecoraro Scanio oggi insegna politiche ambientali all'Università Bicocca di Milano, continua le sue battaglie per la tutela dell'ambiente con la "Fondazione Univerde" (www.fondazioneuniverde.it) e noi sentiamo una grande mancanza di persone come lui nello scenario politico italiano. Il Ministero dell'ambiente deve essere guidato da chi ha a cuore la natura, non da lobbisti senza scrupoli, pronti ad avvallare i progetti delle "grandi Lobby"...

staff nocensura.com


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SCHELETRI TECNICI! – ANCHE I MINISTRI DEL GRAN PREMIER DI PALAZZO GIUSTINIANI GOLDMONTI HANNO QUALCHE CARCASSA NEGLI ARMADI - L'ATTUALE MINISTRO NUCLEARE CLINI, DA DIRETTORE GENERALE DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE AVEVA MOLTO A CUORE L’AZIENDA EURAFRICA, DA 10MILA EURO DI CAPITALE, SEDE A NAPOLI E ZERO DIPENDENTI. E UN MERCANTE D’ARMI COME DIRETTORE GENERALE - PER IL SOLO STUDIO DI FATTIBILITÀ, LA SOCIETÀ SPONSORIZZATA DA CLINI INCASSA OLTRE 700 MILA €, EROGATI DAL MINISTERO…

Gianni Barbacetto per il "Fatto quotidiano"
Corrado Clini l'Africano. L'appellativo se l'è conquistato sul campo. Non era ancora il ministro dell'Ambiente che, fresco di nomina, corre a Rai Radio 2 a esternare la sua fede pro-nucleare e pro-Ogm. Era ancora direttore generale del ministero, a fianco di Alfonso Pecoraro Scanio (governo Prodi), prima di essere riconfermato anche da Stefania Prestigiacomo (governo Berlusconi). Era il 2007 e Clini si era fatto notare come sostenitore e sponsor di una azienda che si era candidata a fare in Kenya, a spese del governo italiano, un lavoro per cui non aveva né gli uomini, né le capacità tecniche.
CORRADO CLINICORRADO CLINI
La vicenda nasce alla periferia di Nairobi. Qui sorge la discarica di Dandora, la più grande del Kenya. Un'immensa e maleodorante distesa di rifiuti che occupa 30 ettari e a cui arrivano le tonnellate di immondizia pro-dotta dai 4 milioni e mezzo di abitanti della città. Accanto a Dandora è cresciuto lo slum di Korogocho ("Ciò che non ha più alcun valore", in lingua kikuyu), dove abitano migliaia di persone che cercano di sopravvivere rovistando nella discarica.
Il comboniano padre Alex Zanotelli ha abitato tra loro, in una baracca di Korogocho, e si è impegnato a chiedere alle autorità locali la bonifica dell'area. Sono stati proposti diversi progetti di bonifica. Uno di questi, firmato dall'azienda italiana Jacorossi, prevede la chiusura della discarica e la nascita di una società partecipata dal Comune di Nairobi per gestire la raccolta dei rifiuti della città, con l'assunzione di almeno una parte di coloro che vivono rovistando nell'immondizia. È un progetto industriale, che prevede ricavi per chi vi s'impegna e non chiede aiuti di Stato. Si materializza però anche un altro progetto, presentato da una società sconosciuta, Eurafrica, con soli 10 mila euro di capitale, sede legale a Napoli, sede operativa a Roma e zero dipendenti.
In Olanda, nato da cinque modificazioni genetiche dell'H5N1 che ha ucciso 500 persone in tutto il mondo



Roma, 28 nov. (TMNews) - Creato in laboratorio un virus letale che potrebbe causare una pandemia. Bastano cinque modificazioni genetiche per trasformare il virus dell'influenza aviaria H5N1, che finora ha ucciso 500 persone nel mondo, in un agente patogeno altamente contagioso che potrebbe scatenare una pandemia, trasmettendosi facilmente a milioni di persone. La notizia arriva dall'Erasmus Medical Centre di Rotterdam (Paesi Bassi), dove un gruppo di ricercatori guidato dal virologo Ron Fouchier ha dimostrato le capacità di diffusione del virus modificato in esperimenti condotti sui furetti, animali dotati di un sistema respiratorio molto simile a quello umano.

Più di sei anni di prigione per possesso di 4 piante di marijuana. E' stato condannato alla pena di sei anni e tre mesi di reclusione ed al pagamento di una multa di 30mila euro. Non solo: non potrà più aver accesso ai pubblici uffici.  Claudio Bonsegna 49 enne di Nardò (Lecce) venne sorpreso dagli agenti del Commissariato di Nardò a coltivare quattro grosse piante di marijuana presso la sua abitazione a Porto Selvaggio.  Al blitz dei poliziotti le piante risultarono già sradicate e pronte per l'essicazione, così il 49enne venne denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti. Nel corso degli accertamenti tecnici sulle piante venne stato rilevato che se ne sarebbero potute ricavare 200 dosi medie di marijuana. Il processo a carico di Bonsegna ha messo in evidenza la recidiva specifica nel reato ed il comportamento doloso.
Fonte: Aduc

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C'è poco da recriminare ai giudici, che non fanno le leggi, ma le applicano. Ma in questo caso, la "giustizia" ha prodotto una sentenza che appare assurda. Una vita rovinata e uno spreco altrettanto assurdo di denaro pubblico. Tralasciando tutte le questioni legate al fatto - che non è cosa da poco - che quest'uomo sarà costretto a passare dietro le sbarre un lungo periodo della sua vita senza aver fatto male a nessuno, (mentre spesso i protagonisti di reati violenti vengono condannati a pene che appaiono troppo lievi, vedi i 2 anni e 8 mesi comminati al calciatore Amantino Mancini, riconosciuto colpevole di stupro e lesioniConsiderando che secondo un'inchiesta di Repubblica mantenere un detenuto dietro le sbarre costa ben 113,04€ al giorno, per la sua (ingiusta) reclusione la collettività sborserà 247.557,60 Euro (365 giorni x 6 (anni) x 113.04€ di costo al giorno) considerando che in Italia nessuno sconta la condanna fino alla fine (in questo caso ci auguriamo sconti molto meno) se dovesse restare chiuso per "solo" 4 anni, la spesa sostenuta per la sua detenzione ammonterà a 165.038,60€. Un vero e proprio capitale, che poteva esser speso in almeno... 10.000 modi migliori.


Una condanna pesantissima, figlia della legge "Fini-Giovanardi" che ha rimosso la distinzione tra droghe pesanti e leggere, equiparando di fatto l'eroina e la cocaina con la marijuana. 


Secondo l'osservatorio dell'ADUC, le persone detenute per reati legati alla legge sulla droga, iItalia costituiscono il 36,9% della popolazione carceraria: un dato molto più elevato che nel resto dei paesi europei: Francia 14,5%, Germania 15,1%, Spagna 26,2%Regno Unito 15,4%

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