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sabato 14 luglio 2012
Provate a condividere su Facebook l'articolo sul fatto che il Senato giovedi ha ratificato il trattato del MES, (il post, sulla nostra pagina lo trovate qui) vi chiede di inserire il "codice di sicurezza" che per gli altri articoli non viene richiesto! Nonostante inserirlo sia semplice, è un modo efficace per ridurre il numero delle condivisioni, in quanto molti rinunciano a condividerlo... e qualcuno che ha poca dimestichezza con il PC o il social network non riesce a farlo.


CHISSA' COME MAI QUANDO SI PARLA DI CERTI TEMI CENSURATI ACCADONO CERTE COSE... 


Se lo condividete confermate se lo fa anche a voi commentando questo post su Facebook!


Staff nocensura.com


PS: come potete verificare dai commenti al post su Facebook, la stragrande maggioranza degli utenti confermano la richiesta del codice, che ci era stata segnalata da più utenti. E' vero che alcune volte capita, ma per quanto riguarda la nostra pagina, è L'UNICO post che richiede il codice: provare per credere.


AGGIORNAMENTO - 15/07/2012
Anche oggi, come ieri, chiunque desidera condividere l'articolo "Il senato ha ratificato il Trattato del MES e fiscal compact nel solito silenzio gene" condiviso pochi secondi fa in bacheca (il post precedente a questo) devono inserire il "codice di sicurezza"; UNICO POST DI NOCENSURA.COM CHE LO RICHIEDE, come potete verificare in bacheca. I commenti degli utenti che confermano la questione li trovate a questo indirizzo: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=422249241159508&set=a.138072649577170.41033.118635091520926&type=1




Lidia Undiemi, economista, ex dirigente dell'Italia Dei Valori, ad Aprile ha lasciato il partito rivolgendo una lettera aperta ad Antonio Di Pietro: "confessa agli italiani che appoggi Monti". Lidia da mesi si prodiga ad informare i cittadini circa lo scandaloso Trattato che istituisce il "MES" ("Meccanismo Europeo di Stabilità", in inglese "ESM", letteralmente "European Stability Mechanism") un organo sovranazionale che potrà esigere dalle nazioni aderenti qualsiasi somma, che i governi dovranno elargire in soli 7 giorni. Inizialmente era stato stabilito che il MES avrebbe avuto a disposizione 700 miliardi di euro, di cui 125 a carico dell'Italia, ma la liquidità iniziale è stata aumentata in 800 miliardi. Il MES inoltre opererà al di sopra delle leggi e di qualsiasi controllo democratico: le sue sedi saranno inviolabili e la magistratura non potrà indagare o aprire procedimenti a carico del MES. A fine articolo alcuni altri comunicati e video di Lidia Undiemi e link di approfondimento
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Lannutti lasci IDV e denunci la complicità del suo partito, oppure mente. Attenti alle trappole: chiedete spiegazioni.
di Lidia Undiemi
Con grande sorpresa, visto il silenzio indecente di tutti questi mesi sulla questione ESM/MES, un parlamentare di Italia dei Valori si accorge che si tratta di uno strumento che “garantirà dorate poltrone a tecnocrati, burocrati e ottimati che, come novelli principi di Valacchia, continueranno a succhiare il sangue ai popoli europei già dissanguati…”.
E se ne è accorto solo ora, mentre anche il cittadino attivo meno esperto, capendo la gravità della situazione, ha appoggiato una protesta che va avanti da diversi mesi? Beh, anche se fosse in buona fede, non è sicuramente all’altezza della situazione, sollevare in aula un problema gigantesco per la sopravvivenza dello Stato democratico quando è ormai praticamente ovvio che Monti incassi la ratifica puzza di furbata, un modo per “ripulirsi la faccia” dopo mesi di complicità. Non pare essere un atteggiamento nuovo in questo partito, visto che alcuni suoi parlamentari sono stati fra i promotori del DDL sull’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione salvo poi, all’ultimo momento, tirarsi indietro quando non c’era più nulla fare.

Sono uscita da Italia dei Valori proprio perché con il loro silenzio hanno dichiarato di volere appoggiare questo trattato tenendo i cittadini all’oscuro di tutto.
Colpevoli imperdonabili di questa complicità sono proprio i suoi colleghi/amici del partito per cui ho preparato una mozione sull’argomento chiedendo di intervenire con una importante battaglia politica. Lannutti era chiaramente in mezzo a loro.
Per fortuna decine e decine di migliaia di italiani sanno cosa è accaduto, anche all’interno dello stesso partito in cui, tranne qualche caso isolato, restano anch’essi a guardare senza esprimersi nonostante qui ci sia in gioco anche il futuro dei loro figli, che pagheranno con “lacrime e sangue” queste scelte.
Insomma, la storia dell’atteggiamento di questo partito rispetto al “governo delle banche” la conosciamo bene, ed infatti si sono astenuti durante le votazioni in Senato, ridicoli.
Adesso invito tutti a porre all’on. Lannutti le seguenti domande:
Per capire il ruolo delle agenzie di rating nel contesto dell'alta finanza, quali poteri hanno, di quali poteri sono espressione, chi le controlla e di chi fanno gli interessi leggi l'articolo "L'ITALIA VITTIMA DI UN COMPLOTTO E LE PROVE CHE MONTI è COMPLICE" Le associazioni massoniche: il trait d'union tra le lobby dell'alta finanza che gestiscono le multinazionali - che hanno in mano l'economia globale - ed i governi del mondo. La rete del potere mondiale. Chi è Mario Monti e a quali poteri risponde. Il golpe italiano, chi c'è dietro e quali sono i loro obiettivi.


Approfondimenti sulle agenzie di rating:
Agenzie di rating, ecco chi controlla “le tre sorelle”
Agenzie di rating e commissione Europea, l’Italia ancora nel mirino
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LE TRE SORELLE E I LORO PECCATI
di Paolo Cardenà

Fanno parte insieme alle banche d'affari e ai fondi speculativi, di quella oligarchia finanziaria che sta facendo tremare il mondo. I loro giudizi si abbattono su borse, mercati, titoli e anche istituzioni e enti governativi, giudicandoli e assegnando loro un “voto”. Fanno il buono e il cattivo tempo, prive di un controllo idoneo a stabilirne l’autonomia e l’imparzialità. Standard & Poor's, Moody's e Fitch.

Sono queste,  quelle che in gergo vengono definite le "tre sorelle", le agenzie che hanno il compito di esprimere giudizi sulla qualità del debito, di uno Stato, di una istituzione o di una società.
Sebbene,  al mondo, si possano contare almeno una dozzina di società di rating, le tre sorelle, sono quelle che si dividono la fetta di mercato più ampia. Il loro compito, tra l'altro, è quello di fornire informazioni sul merito creditizio di un soggetto che ricorre al mercato per potersi finanziare. In altre parole, le agenzie di rating fungono principalmente da intermediari di informazioni tra coloro che emettono titoli e gli investitori, riassumendo, dopo le dovute  analisi (non sempre), le indicazioni fondamentali del merito creditizio in una semplice lettera, che sta ad indicare una precisa classe di rating, dunque, un giudizio più o meno positivo, in base ad una scala espressa con lettere dell'alfabeto, ovviamente dietro pagamento di un certo ammontare da parte dell’emittente.

Con il proprio giudizio, riescono a catalizzare l'interesse degli investitori a favore di una società o di uno stato, il quale, godendo  magari di un merito creditizio di elevato standing,  potrà finanziare il proprio debito con rilevanti flussi di denaro, a costi tanto più ridotti quanto più alto sarà il merito creditizio goduto. 
In tal senso, proprio perché tali agenzie, con il loro operato e il loro giudizio, riescono ad influenzare in maniera predominante, non solo l'interesse o meno degli investitori, ma anche politiche economiche e fiscali di intere nazioni - che chiaramente auspicheranno  elevati giudizi di merito creditizio al fine di attrarre investimenti a bassi costi, varando così politiche fiscali ed economiche propedeutiche a tal fine- godono di un grande potere che è quello di influenzare non poco scelte economiche, fiscali e anche politiche, "imponendo", talvolta, dei veri e propri cambi di governo.
Proprio per questo, le società dovrebbero svolgere il proprio operato in regime di assoluta imparzialità e autonomia, in assenza di qualsiasi conflitto di interesse e certamente immuni da errori che possono compromettere la stabilità finanziaria di un area geografica o, ancora peggio, portare a soluzioni governative non espressione della volontà popolare.

Queste, abusando del proprio status, talvolta, assumono un vero e proprio ruolo politico che si manifesta proprio nell'espressione del proprio giudizio

Evidenziata quindi l'importanza che viene attribuita a questi enti nell'esprimere le proprie pagelle, il cui significato può essere  anche politico,  appare del tutto evidente ed indispensabile che queste debbano operare in regime di assoluta imparzialità, autonomia e lontane da conflitti di interesse che ne possano, in qualche modo,  influenzare la formazione di meriti o demeriti creditizi, immuni dal commettere, con ragionevole aspettativa, qualsivoglia errore di valutazione. Ma in realtà ciò non avviene.

Queste agenzie, con le loro valutazioni, concorrono alla formazione dei prezzi delle attività finanziarie in tutto il mondo, favorendo e  facilitando l’attività di speculatori pronti ad avventarsi sulla loro preda, acquistando aziende a prezzi svalutati, mettendo sotto pressione i prezzi dei titoli governativi e impoverendo l’intera collettività. A conferma della tesi che ho appena descritto, vale la pena ricordare che gli azionisti delle tre sorelle, nella maggior parte dei casi, sono riconducibili più o meno indirettamente sempre alle stesse banche o fondi di investimento. Sono infatti questi ultimi, godendo di masse di denaro imponenti, a trarre il maggior vantaggio dal lavoro delle agenzie. Ma chi sono, in sintesi, i proprietari di queste società? Basta ben poco per accertarcene, e una semplice indagine ci riconduce a tutti i nomi noti della finanza e della speculazione mondiale.

Prendiamo ad esempio Sandard & Poor’s che ha una quota di mercato del 39% ed è presente in 23 paesi. La proprietà è del colosso delle comunicazioni , dell’editoria e delle costruzioni McGraw-Hill Companies Inc. Questa società a sua volta è partecipata per il 10.26% da Capital Word Investors, per il 4.47% da Black Rock Fund Advisor, il 4.25% da State Street Global Advisor, per il 4.04% da Oppenheimer Funds Inc, per il 4.58% da The Vanguard Group inc. e da decine di altri investitori. 

Ma Capital Words Investors non solo è azionista di S&P attraverso la partecipata McGraw-Hill; è anche il primo azionista della concorrente Moody’s insieme Berckshire Hathaway Inc (di proprietà di Warren Buffet) e al fondo americano State  Street Corp che a sua volta, allargando l’orizzonte, è partecipato da Barclays Plc, Citigroup Co.,  Invesco International, Northern Trust Corp., Putnam LLC.
E che dire dell’altro fondo di investimento BlackRock che è l’undicesimo socio di Moody’s e il sesto di Standard & Poor’s.

Black Rock a sua volta è partecipato dalla banca di investimento  Merrill Lynch che nel 2008,dopo il fallimento di Lehman Brothers, è stata acquisita da Bank of America i cui azionisti sono: Barclays Plc., di nuovo State Street Corporation, Axa, Putnam LLC e altri fondi.
Analogo discorso si puo’ osservare anche per la terza sorella: Fictc Ratings. Qest’ultima è di proprietà di Ficth Group che a sua vota è partecipata per il 40% dalla francese Fimalac e peril 60% da Hearst Corporation. Queste ultime due società sono a loro volta partecipate da un gruppo di fondi comuni britannici e americani.
Insomma, nel groviglio di partecipazioni incrociate, si potrebbe andare avanti per ore riconducendoci sempre ai nomi noti dell’oligarchia finanziari, figlia della deregolamentazione intervenuta nel mondo della finanza americana (ma non solo)  per circa un ventennio. 

 Sicuramente questi nomi, se non conoscete il mondo della finanza, vi diranno ben poco. Ma in realtà, la maggior parte di loro, rappresentano i maggiori fondi di investimento al mondo, con dotazioni finanziarie impressionanti e alla costante ricerca di qualche buon affare a prezzi di saldo. Riescono a muovere centinaia di miliardi di dollari con grande flessibilità e tempismo, speculando su azioni, bond, titoli governativi e adottando tecniche di investimento e speculazione sofisticatissime e, talvolta, con l’ausilio delle società di rating di cui sono proprietari.

In altre parole, si ritrovano sempre gli stessi nomi che controllano gruppi bancari o fondi di investimento che a loro volta controllano le agenzia di rating. I fondi USA (ma non solo), sono da un lato gli investitori, e dall’altro sono anche gli azionisti delle agenzie che stilano le pagelle. 
Giova ricordare che, la maggior parte di questi gruppi bancari, nel corso del 2008 e negli anni successivi, inghiottiti dalla tempesta finanziaria scoppiata a seguito dell’esplosione della crisi dei mutui subprime, che loro stessi hanno creato, hanno ottenuto miliardi e miliardi di dollari di aiuti pubblici per essere salvati, favorendo un considerevole aumento del debito  pubblico, pressoché in tutti gli stai occidentali, che sono intervenuti per coprire le perdite derivanti dalla crisi finanziaria del 2008. Ora queste stesse banche speculano su debiti governativi che hanno contribuito a formare, fino a renderli insostenibili per la collettività. Banchieri senza patriottismo e senza decoro, direbbe il buon Napoleone.
Ciò considerato, non resta affatto complesso intuire il regime di conflitto di interesse che avvolge le società di rating e le banche di investimento che, giorno dopo giorno, speculano sul nostro futuro. Pur considerando di interesse generale il lavoro che una società di rating dovrebbe svolgere, al fine di colmare la naturale asimmetria informativa esistente tra investitore (risparmiatore) e  chi, invece, ha bisogno di denaro per piani di sviluppo economico, siano essi stati o industrie, sono del tutto evidenti le criticità che caratterizzano il mondo della finanza, al punto di rischiare un impoverimento sistemico di intere economie e aree geografiche.

Ma i limiti delle agenzie di rating non si esauriscono nel conflitto di interessi in cui sono avvolte.
Sono innumerevoli gli errori che commettono e che hanno commesso nel recente passato al punto da screditare, talvolta, il loro operato.
Errori che in qualche modo hanno influenzato comportamenti e  scelte di istituzioni finanziare e risparmiatori, determinando, talvolta, la perdita di tutti i risparmi di migliaia di persone che avevano  ponderato le proprie scelte in base ai rating elaborati dalle agenzie.
I più clamorosi sono riconducibili proprio al periodo della scoppio della crisi finanziaria iniziata con il collasso dei mutui sub-prime. In effetti, la crisi del 2008, ha portato allo scoperto le carenze  dei metodi e dei modelli utilizzati dalle agenzie di  rating. Secondo la Proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alle agenzie di rating, "tali carenze, sarebbero attribuibili in buona misura al carattere oligopolistico del mercato entro cui le suddette agenzie operano e alla conseguente  mancanza di incentivi a competere sulla qualità del rating” .

In sintesi, le agenzie di rating, nell’ambito della crisi finanziaria del 2008, sono state messe sotto accusa sia per aver valutato in origine troppo favorevolmente il rating delle obbligazioni riconducibili ai mutui di scarsa qualità, sia per non aver osservato, con la dovuta sollecitudine, la revisione di tali giudizi. Ma in realtà gli errori delle società di rating partono da ben più lontano. 

Era il 2001 quando il sistema finanziario americano veniva scosso dal caso Enron. In tale circostanza le società sbagliarono clamorosamente al punto che,  fino a tre giorni dal crack il rating era assolutamente positivo. E anche nelle ore immediatamente precedenti al default, benché declassate, le valutazioni apparivano comunque rassicuranti. Due anni dopo fu la volta della Parmalat in cui furono coinvolti 50.000 risparmiatori. Alla Parmalat era stata assegnato un giudizio che identificava la società come non speculativa. 

Nel 2008 si consumano una vera e propria infinità di errori così sintetizzati:

Il 15 settembre 2008 la banca d’affari Lehman Brothers  dichiara fallimento nonostante, sembrava godere di ottimo merito creditizio con una qualità del credito più che buona.

Lo stesso giorno le agenzie declassano AIG, colosso mondiale delle assicurazioni, portando il rating da AA- a livello A-. Un ottimo giudizio quest’ultimo, se si pensa che a distanza di soli 2 giorni la Federal Reserve è costretta  a concedere un prestito di 85 miliardi di dollari allo scopo di salvarla dalla Bancarotta.

L’anno precedente è la volta di Bear Stearns. Era il 15 novembre 2007 quando le agenzie tagliarono il giudizio da A+ ad A. Nonostante il merito creditizio risultasse eccellente, nel marzo 2008 la banca sfiora il fallimento e viene salvata da un massiccio intervento governativo.

Nel  2008 è anche la volta della Fraddie Mac. Fino  al 22 agosto la società godeva del livello A1 e fu solo a seguito di un intervista di Warren Buffet trasmessa dal canale finanziario CNBC, che Moody's declassò la banca al rating Baa3. Un livello molto generoso se si pensa che l’8 settembre dello stesso anno Fraddie Mac venne nazionalizzata con un altro intervento governativo al fine di scongiurare il fallimento.

Nello  stesso giorno fu nazionalizzata anche Fannie Mae con il più grande salvataggio effettuato nella storia americana. Sempre Moody’s, nel febbraio precedente, aveva assegnato un rating Aaa con out look stabile. Il massimo del merito creditizio.

Sono questi, alcuni degli errori di cui si sono macchiate le società di rating nel corso dell’ultimo decennio. Ho cercato di elencare quelli più clamorosi ma la lista è ancora lunga. In questo senso, sorge spontanea una domanda inquietante: errore o malafede? Nonostante un numero considerevole di procure di vari Paesi stiano tutt'ora indagando, forse non lo sapremo mai. Ma è evidente che è più che legittimo ipotizzare un intreccio di interessi che non favoriscono né il mercato, i risparmiatori e forse neanche le stesse agenzie di rating.

Non credo alle teorie cospirazionistiche che narrano di un complotto dell'asse angloamericano a discapito dell'eurozona. Al tempo stesso,  penso all'utilità derivante da  agenzie di rating che agiscano in modo autonomo, lontane da conflitti di interesse e che contribuiscano all'efficienza dei mercati diffondendo giudizi idonei a colmare, in maniera professionale ed imparziale, l'asimmetria informativa esistente tra chi ha necessità di risorse finanziarie e chi è investitore, sia esso istituzionale o, a maggior ragione, piccolo risparmiatore. Il fallimento della Leadership europea è manifesto anche in quest'ambito, ovvero nella mancata ricerca di soluzioni   favorevoli a dirimere ogni sorta di criticità delle agenzie di giudizio. Ma non c'è affatto da stupirsi se si considera  il limitato  quadro normativo in cui la stessa Banca Centrale Europea è tenuta ad operare (o per meglio dire a non operare) a difesa della moneta unica. 

fonte: vincitorievinti.com

APPROFONDIMENTI:




*Articolo modificato il 14/07/2012: aggiunti Link di approfondimento

Le associazioni massoniche: il trait d'union tra le lobby dell'alta finanza che gestiscono le multinazionali - che hanno in mano l'economia globale - ed i governi del mondo. La rete del potere mondiale. Chi è Mario Monti e a quali poteri risponde. Il golpe italiano, chi c'è dietro e quali sono i loro obiettivi.

EDITORIALE A CURA DI ALESSANDRO RAFFA PER NOCENSURA.COM

Che il nominato premier Mario Monti sia parte integrante dei gruppi di potere che cercano di controllare  - o forse, che controllano - il mondo, lo sappiamo bene. Fa parte dell'Aspen Institute, ha preso parte a diverse riunioni del gruppo Bilderberg, e ha ricoperto addirittura il ruolo di "Presidente europeo" della Commissione Trilaterale, estensione del super magnate Rockfeller, braccio destro della potentissima famiglia Rothschild, che ha in mano quasi tutte le banche centrali del mondo.

Monti ha ricoperto importanti incarichi (è stato advisor) per la superbanca d'affari USA Goldman Sachs, definita "il miglior posto per produrre denaro che il capitalismo globale sia mai riuscito a immaginare" con una capacità d'investimento di 12.000 miliardi di euro all'anno (il debito pubblico che sta mettendo in ginocchio l'Italia ammonta a poco meno di 2.000 mld di euro) e un valore di oltre un trilione, ovvero un miliardo di miliardi. (1.000.000.000.000.000.000) una banca Goldman Sachs, responsabile di aver mandato sul lastrico svariate decine - se non centinaia - di migliaia di famiglie americane e di altre parti del mondo, in particolare nei paesi poveri che più si prestano alle speculazioni, visto che pur di ingrassare il proprio business, i dirigenti Goldman Sachs non si fanno alcuna remora a speculare sulle carestie, derrate alimentari, sulla povertà della povera gente. Generare profitto: si occupano di questo, all'interno della "super banca", ben 30.000 dipendenti che percepiscono una media di 700.000 dollari all'anno, che grazie ai "premi" riconosciuti a chi è stato particolarmente produttivo possono superare - anche di molto - il milione di dollari. I dirigenti di spicco, ovviamente prendono molto di più, anche oltre 10 volte tanto.

Oltre a Goldman Sachs ci sono altre banche molto influenti, legate anch'esse alle associazioni massoniche sopracitate, una di queste è Morgan Stanley, dove - guardacaso - lavora "Monti jr", il figlio di Mario Monti, alla quale il Ministero del Tesoro italiano a Gennaio 2012 ha elargito in gran silenzio, 2 miliardi e 567 milioni di euro per un affare (per la banca, non per il governo) di "derivati". Soldi che il governo - visto i tempi difficili, almeno per i cittadini - avrebbe potuto rimborsare in comode rate, e magari girare una parte agli imprenditori italiani che hanno fornito merci e servizi allo stato, a cui l'erario deve un totale di 70 miliardi di euro. Un'altra banca d'affari molto influente è JP Morgan.

Le associazioni di stampo massonico citate sopra (Aspen Institutema ancor di più gruppo BilderbergCommissione Trilaterale ma anche altre: club di Roma, il CFR) e le lobby dell'alta finanza, le "super banche" d'affari (Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan) sono legate a doppio filo,  in quanto gli uomini che ne fanno parte sono gli stessi: i dirigenti di punta delle lobby dell'alta finanza e i loro uomini di fiducia (uno di questi, evidentemente, Mario Monti) sono tutti membri delle associazioni massoniche, nel cui ambito interagiscono con i politici più importanti, e quindi i governi del mondo. Da molti anni a questa parte tutti i presidenti degli Stati Uniti che si sono avvicendati sono stati - tutti - membri del Bilderberg, o legati a doppio filo ad esso, così come gli uomini di Goldman Sachs (ufficialmente "ex") ricoprono ruoli chiave all'interno del governo americano, come il Ministero delle finanze.


Queste banche d'affari, vere e proprie lobby dell'alta finanza, sono proprietarie/azioniste legate a doppio filo alle 147 multinazionali che controllano, condizionano e gestiscono a loro uso e consumo l'economia globale: hanno in mano i mezzi d'informazione più autorevoli, mediante i quali "costruiscono" l'immagine dei politici che i cittadini di tutto il mondo eleggeranno. Laddove sorgano organi di informazione di cui non sono direttamente proprietari, possono sempre "addomesticarli" mediante cospicui contratti pubblicitari. Il vero editore dei giornali infatti sono le agenzie pubblicitarie, che consentono a un determinato organo di ricevere ottimi introiti ed espandersi, ma possono affondarlo se decidono di boicottarlo in quanto contrasta i loro interessi. Le grandi campagne pubblicitarie non vengono gestite direttamente dalle aziende: queste si affidano ad agenzie, che stabiliscono come e dove investire: e la maggior parte - in termini di valore economico - dei contratti pubblicitari è gestito da poche agenzie, riconducibili in un modo o nell'altro, alle associazioni di stampo massonico e/o alle lobby dell'alta finanza sopracitate.

Nel panorama dell'alta finanza, dei mercati finanziari, dell'economia delle nazioni, dell'industria e del commercio, rivestono un ruolo importantissimo, fondamentale le agenzie di rating, deputate a stabilire, mediante una classificazione definita "rating" quanto siano "affidabili" governi e imprese. Le agenzie di rating  principali sono tre, soprannominate "le tre sorelleStandard & Poor's, Moody's e Fitch Ratings. Quando le agenzie di rating "declassano" una nazione, (o un'impresa) questa viene ritenuta meno affidabile; investire su di essa (cioè concedere credito a una determinata nazione, mediante titoli obbligazionari, o ad un'impresa) viene considerato più rischioso, pertanto aumentano i tassi di interesse che questa deve corrispondere. Questo è un potere immenso, in quanto un abbassamento eccessivo del rating può significare tassi di interessi talmente elevati da determinare la bancarotta, sia per le imprese che per le nazioni, che sono costrette ad aumentare la pressione fiscale per pagare gli interessi necessari per avere liquidità. 


Da notare come le agenzie di rating siano aziende private, e guarda caso legate a doppio filo alle lobby dell'alta finanza che le gestiscono a proprio uso e consumo, visto che in molti caso hanno favorito (inconsapevolmente?) alcune società, attribuendo loro un rating positivo anche in assenza dei presupposti per farlo: è il caso della Lehman brothersche poco prima di dichiarare bancarotta era ritenuta assolutamente affidabile (classificata A2) fattore che ha spinto numerosi investitori a investire forti somme, mentre in altri casi, alcune società (e nazioni) hanno ricevuto un rating eccessivamente penalizzante, mettendole in difficoltà poiché per avere "accesso al credito" erano costrette a corrispondere tassi di interesse elevatissimi. Per maggiori informazioni, leggi "agenzie di rating, ecco chi controlla le tre sorelle"

Ora viene il "bello"... La procura ha accertato che una di queste agenzie di rating, Moody's, remava contro l'Italia: e guarda caso, in quel periodo MARIO MONTI collaborava con Moody's, prima di essere NOMINATO premier anche "grazie" all'operazione condotta dalla stessa agenzia di rating a danno dell'Italia!

Ovviamente l'agenzia di rating non ha deciso di penalizzare l'Italia "per sport", ma lo ha fatto su preciso disegno dei poteri forti che si intrecciano negli organismi e nelle associazioni descritte nell'articolo, molte delle quali si avvalgono della collaborazione di Mario Monti, mandato a "risolvere il problema" proprio da chi, "il problema", lo ha deliberatamente creato ad arte.


Vedi articolo: L'agenzia di rating “Standard & Poor’s" mirava a destabilizzare l’Italia La procura chiude le indagini sull'agenzia di rating. Cinque le persone coinvolte con l'accusa di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata. "Fornivano intenzionalmente ai mercati un’informazione falsa in merito all’affidabilità creditizia italiana, in modo da disincentivare l’acquisto di Btp e deprezzarne il valore” Leggi tutto

Ricapitolando:
  1. Monti è legato a praticamente tutte le associazioni di stampo massonico e alle principali lobby dell'alta finanza, che controllano anche le agenzie di rating.
  2. Le agenzie di rating hanno manovrato CONTRO l'Italia, fornendo informazioni FALSE ai mercati sulla nostra attendibilità.
  3. Monti lavorava ANCHE per una delle più importanti agenzie di rating, Moody's.
  4. Grazie alla manipolazione delle agenzie di rating lo spread è salito a livelli vertiginosi = tassi elevatissimi per avere liquidità = tasse e aumento debito pubblico - e la situazione che tutti conosciamo.
  5. Per "risolvere" i problemi che hanno deliberatamente provocato, hanno imposto la nomina di Monti, che lavorava per l'agenzie di rating che ci hanno penalizzato (lavorava anche per i poteri dell'alta finanza che controllano le agenzie di rating)
E tutt'oggi l'Italia è costretta a pagare interessi altissimi (lo spread) per avere liquidità, un vero e proprio COMPLOTTO ordito a danno dell'Italia, che ha affidato il governo a un collaboratore della stessa agenzia di rating che stava remando contro di lei!


Le conclusioni:
Questa lunga - necessaria - premessa mi auguro che sia stata sufficientemente chiara, per cercare di decifrare la situazione, e sopratutto chi c'è dietro a tutto questo. L'Italia è vittima di un complotto, un feroce complotto, e i nostri politici anziché difendere i nostri interessi, si sono piegati a compromessi con questi poteri forti. Il fatto che Enrico Letta, vice-presidente del PD abbia partecipato al meeting Bilderberg di quest'anno, è piuttosto eloquente. Lo stesso Berlusconi, che inizialmente - nei giorni di Novembre, immediatamente precedenti alle sue dimissioni, quando "l'attacco" all'Italia era nell'apice -  sembrava intenzionato a opporre resistenza, dopo che "i mercati" (controllati ad uso e consumo dei poteri descritti sopra) hanno fatto perdere 10 punti percentuali alla sua Mediaset in un solo giorno, ha dichiarato la "resa incondizionata", piegandosi a sostenere Monti - in cambio sicuramente di accordi personali - anche se questo gli è costato la PERDITA DI TUTTO IL CONSENSO che (incredibilmente) aveva mantenuto fino a quel momento. Tra l'altro, Mario Monti, presentato da tutti i politici e dai media come il "salvatore della patria" già in passato aveva fatto grossi danni all'economia italiana: danni che però, hanno rappresentato un beneficio per le lobby dell'alta finanza di cui Monti è emissario.


Ormai siamo un giocattolino in mano agli speculatori, incentivati anche dalle direttive dell'Unione Europea, che si stanno arricchendo sempre di più alle nostre spalle, con la complicità di quei politici che gli hanno steso un tappeto rosso, e cercano di farci sopportare tutto questo seminando paura (lo spettro di conseguenze economiche ancora più terribili), con discorsi fuorvianti ("è necessario" - "salva Italia" etc) e le solite promesse da marinaio di "ripresa" (ripresa che non ci sarà mai, ma sarà sempre peggio, almeno per noi cittadini... le grandi aziende hanno delocalizzato o stanno delocalizzando: non c'è lavoro, non c'è soldi.. QUALE RIPRESA PUO' ESSERCI?).


I poteri forti dell'alta finanza mirano innanzitutto alla nostra riserva aurea: alla quale punteranno "se non molto presto, abbastanza presto" -  come ha dichiarato Nigel Farage in occasione dell'ultima intervista che gli ho fatto - ma anche AI BENI PUBBLICI ITALIANI: ad iniziare dalle percentuali di proprietà delle aziende che lo stato possiede ancora,  fino al patrimonio immobiliare che l'Italia sarà COSTRETTA A VENDERE - anzi: a Svendere - per ripianare il debito pubblico. Nel frattempo, Monti ha varato - sta varando - varerà - altre leggi che favoriscono tutti i poteri forti citati in precedenza, da quelli economico-bancari alle multinazionali, proprietari della "grande impresa" e della "grande distribuzione", facendo chiudere i negozi dei cittadini, grazie all'oppressione fiscale e al calo dei consumi, che saranno soppiantati da centri commerciali o catene di negozi legate alle grandi aziende, che a capo hanno sempre gli stessi proprietari: le lobby dell'alta finanza. Svenderà la nostra sovranità e i nostri beni, con un occhio di riguardo per le caste: ormai credo che tutti si siano resi conto che Monti sta purgando solo i cittadini del ceto medio-basso: questo perché avere i potenti contro potrebbe nuocere al suo disegno, per esempio difficilmente i notai potranno dare contro a Monti, visto che ha abolito la "tariffa massima" e potranno guadagnare di più. Avere contro loro, non sarebbe stato semplice come avere contro gli operai della FIOM che si sono visti eliminare l'articolo 18... ci farà aderire alla fregatura colossale rappresentata dal MES, che è una DITTATURA ECONOMICA spacciata per fondo di stabilità - le manovre finanziare "salva Italia" in realtà, sono servite esclusivamente a rastrellare i soldi necessari per aderire ad esso... 


Quello a cui stiamo assistendo oggi è la naturale prosecuzione del processo che è iniziato nel 1992,  a bordo del Panfilo Britannia, come illustra l'articolo DOSSIER: Ecco quando è iniziata la crisi dell'Italia; era il 1992 sul panfilo Britannia


Si sta verificando TUTTO quello che aveva previsto il movimento "No Global", che è stato distrutto a Genova nel 2001: movimento composto da centinaia di movimenti di ogni estrazione politica e sociale perché non era composto solo dalla 'sinistra radicale' come pensano molti: al Genoa Social Forum avevano aderito Acli, WWF, Rete Lilliput, associazioni studentesche e altro ma all'opinione pubblica è stato dipinto in modo fuorviante, come se fosse composto solo da "punkabbestia" e scalmanati dei centri sociali più aggressivi. Movimento che faceva discorsi giusti, stava crescendo troppo rapidamente e per i potenti del mondo era troppo pericoloso. Con la sospensione dei diritti democratici alla quale il mondo ha assistito in quei giorni, è stato spazzato via. Purtroppo ormai di quel Movimento se ne parla quasi esclusivamente in chiave "violenze delle forze dell'ordine" al G8 di Genova, che innegabilmente ci sono state: i fatti della "Diaz" e di "Bolzaneto" sono emersi in tutta la loro gravità, dopotutto era inevitabile che accadesse. Anzi doveva venire fuori, perché se le violenze fossero state tenute nascoste e non fosse stato seminato il terrore, al G8 successivo probabilmente a manifestare ci sarebbero state molte più associazioni e persone: invece quel "Movimento" è finito li, a Genova, affogato nel sangue di Carlo Giuliani e di migliaia di persone pestate senza motivo. Le forze dell'ordine, "caricate" con la strategia del terrore di chi aveva messo in guardia gli agenti da minacce di ogni tipo, preparandoli come se fossero dovuti andare in guerra, sono stati esecutori materiali di quella che era una volontà che andava ben oltre, probabilmente, del governo italiano. Quel movimento doveva essere fermato. Personalmente nel 2001 avevo 20 anni, non ho partecipato alle manifestazioni e non ero un simpatizzante "no global". Il fatto che oggi stia accadendo praticamente tutto quello che avevano previsto l'ho appreso pochi anni fa, approfondendo, leggendo ciò che sosteneva quel movimento.


Il mondo è succube di una minoranza, un'élite composta da poche centinaia di potenti che dopo essersi appropriati del governo USA (1) stanno estendendo il loro dominio a tutte le altre nazioni del mondo, ad iniziare dalle nazioni europee e quelle che hanno in mano le materie prime. Laddove non possono conquistare il potere con le armi politico-economiche, lo fanno con le armi. Hanno in mano le redini dell'economia, dei mercati finanziari, industriali e del commercio: e stanno rastrellando a se tutte le ricchezze del mondo. Ma quello che vogliono non sono i soldi, ne hanno fin troppi. Quello che vogliono, è il POTERE: che senza dubbio è detenuto da chi è proprietario di tutto. E chissà che quei "complottisti", che sostengono che l'élite vuole instaurare un "governo mondiale", con una moneta mondiale - il tutto ovviamente gestito da loro - non abbiano ragione...


(1) J.F. Kennedy parlò di questi "poteri oscuri" che intendeva sconfiggere: ma purtroppo non c'è riuscito, ed è stato eliminato. E il suo successore annullò immediatamente l' "ordine esecutivo 11110" con il quale Kennedy consentiva al Ministero del Tesoro USA di stampare moneta senza il controllo della FED, la banca centrale USA - privata - che dal 1913 gestisce il Dollaro, dominando quindi l'economia statunitense.


Alessandro Raffa per nocensura.com


APPROFONDIMENTI: (a fine articolo ulteriori approfondimenti)


Di seguito alcuni stralci di 2 articoli di "Libero" che illustrano il fatto che Monti collaborava con l'agenzia di rating che ha deliberatamente manipolato i dati per penalizzare l'Italia...
Sono stati resi noti i dati relativi al 2012 sulla Cassa integrazione: la richiesta supera il mezzo miliardo di ore, ed i lavoratori cassintegrati a zero ore sono più di 500.000, con un taglio del reddito complessivo per oltre 2 miliardi di euro, poco meno di 4.000€ di reddito in meno per ciascun lavoratore. Diminuisce quindi il potere d'acquisto delle famiglie, molte delle quali attraversano una situazione di difficoltà economica aggravata da mutui casa e altri prestiti alla quale devono fare fronte. All'esercito di oltre 500.000 cassaintegrati dobbiamo sommare coloro che sono nelle liste di mobilità, di cui non è dato sapere il numero preciso, ma dovrebbe corrispondere a circa 1/3 di coloro che sono in cassa integrazione: oltre 150.000 persone. NON DIMENTICHIAMOCI INOLTRE DEGLI ESODATI, un altro esercito di almeno 390.000 persone, forse di piùsul cui numero la Fornero ha persino mentito. Persone con un'età che prima della riforma sarebbe valsa la pensione, che si ritrovano senza pensione e senza lavoro.

E mentre ogni giorno chiudono i battenti ben 1.626 attività - artigiani, commercianti, piccoli imprenditori che rimangono senza lavoro - da tutta Italia arrivano segnalazioni di grandi aziende che tagliano il personale: i casi ormai non si contano più. Ed in molti casi, alla base c'è la delocalizzazione, aziende in perfetta "salute" che si trasferiscono laddove produrre costa meno per aumentare il fatturato, è il caso di Omsa, che ha lasciato senza lavoro 350 lavoratori per trasferire lo stabilimento in Serbia e di molte altre aziende, compresi i call center delle compagnie telefoniche, che hanno chiuso in Italia per aprire all'estero, in particolare in Albania ed in Tunisia. Gli studi di Cinecittà vogliono ridurre il personale di 200 unità, mentre il gruppo Poste Italiane, nonostante gli utili da record, licenzierà 2.000 dipendenti, nell'ambito di una riorganizzazione finalizzata ad ottimizzare gli utili con la chiusura di 1.152 uffici e la riduzione dell'orario in altri 634.

E nel frattempo aumenta la pressione fiscale e il costo della vita: una vera macelleria sociale che non sembra destinata a finire, bensì a peggiorare. E i dati evidenziano in tutta la sua gravità questa crisi profonda. Gli sfratti in 5 anni sono aumentati del 64% mentre nel 2011 44.000 famiglie hanno perso la casa grazie ad equitalia, contro le 37.472 del 2010, e nonostante ancora non siano disponibili dati ufficiali relativi al 2012, l'unica certezza è che il dato sarà ancora peggiore rispetto agli anni precedenti.

Governo e partiti giovedì scorso hanno ratificato al senato i trattati di MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) e del Fiscal compact, che presto passeranno alla Camera: tanto per essere sicuri che le cose peggioreranno sensibilmente nei prossimi anni, in cui dovremo soddisfare tutte le richieste degli eurocrati che hanno preteso anche l'approvazione del "pareggio di bilancio" ratificata già ad Aprile, con l'appoggio dello stesso Bersani che un anno prima non voleva sentirne parlare: "sarebbe come castrarsi da ogni politica economica" diceva il leader del PD, che quest'anno ha votato a favore del pareggio di bilancio.

Nonostante tutto questo, ci ritroviamo costretti dagli eurocrati a pagare decine di miliardi per salvare le banche estere: irlandesi, portoghesi, greche, spagnole  - e ora anche italiane, come il Monte dei Paschi, una vera e propria truffa - a partecipare a missioni di guerra all'estero e investire altre decine di miliardi in jet e armamenti di ogni tipo, e dobbiamo sentirci dire che "non possono tagliare le pensioni d'oro perché sono un "diritto acquisito"... come se la pensione, per chi oggi si è ritrovato esodato a causa del cambiamento all'ultimo minuto della legge che regola la pensione, non lo fosse...


Alessandro Raffa per nocensura.com

AGGIORNAMENTO:
Clicca sull'immagine per ingrandirla
QUI la slide sulla crisi disponibile su Facebook, per condividerla





Distrutte le prove della strage di Brindisi?
Un misterioso incendio nella sede romana della Polizia Scientifica ha distrutto le prove di alcuni processi in corso e in fase di indagine: TRA CUI ALCUNI REPERTI CHE RIGUARDANO LE RESPONSABILITA' DELLA STRAGE DI BRINDISI... e i mass media mainstream  stranamente non hanno riportato la notizia...
ROMA - Sono le 4 di mattina della notte tra l'1 e il 2 luglio scorsi. Nel laboratorio della Polizia scientifica all'interno della Direzione centrale della Polizia a Roma, sulla Tuscolana, c'è una esplosione a cui segue un incendio. La colpa è stata data immediatamente al caldo (alle 4 del mattino?!?!?!? ndr), ma stranamente la notizia è stata tenuta nascosta ai mass media, tanto che è stata diffusa solo con una settimana di ritardo. 
Come mai tanto mistero? Eppure non c'è niente di strano: non ci sono state vittime, data l'ora gli uffici erano vuoti; l'intervento dei Vigili del Fuoco, compatibilmente col fatto che l'edificio è lontano dalle caserme, è stato immediato... allora perchè tanto segreto? 
Il Senato dà il via libera anche alla ratifica dell'ESMIl 12 Luglio il Senato ha dato il "via libera" al ddl che ratifica il Trattato del Meccanismo europeo di stabilità (ESM). Dopo aver detto sì al Fiscal compact i senatori hanno votato con 191 voti a favore, 21 contrari e 15 astenuti, ovvero a favore hanno votato tutti i partiti di maggioranza (Pd, Pdl, Udc-Fli-Api) mentre la Lega Nord ha votato contro e l'IDV si è astenuto.

Ora i testi di ESM e Fiscal Compact passano alla Camera dei Deputati che dovrebbe procedere alla votazione - il cui esito appare scontato - entro il 20 Luglio. Due trattati che trasferiscono ampio potere in materia fiscale agli eurocrati, che nei mesi scorsi hanno preteso anche l'approvazione del "pareggio di bilancio", approvato dallo stesso Bersani che un anno prima non voleva sentirne parlare: "sarebbe come castrarsi da ogni politica economica" diceva il leader del PD, che quest'anno ha concorso all'approvazione dello stesso.

Alla votazione, nonostante l'estrema importanza dei Trattati, i mass media ed i partiti politici hanno dato pochissimo risalto, parlandone come se fossero "leggine qualsiasi" e non istituzioni importanti quanto negative per i cittadini; l'adesione al Trattato del MES in particolare, che oltretutto ci costerà 125 miliardi di euro, nessuno ha proferito parola sulla reale portata dei trattati. Anche i leghisti, che hanno votato contro (un voto ininfluente) hanno tenuto la bocca chiusa, quando avrebbero potuto e dovuto (se davvero contrari all'Europa delle lobby, come sostengono) spiegare ai loro sostenitori e a tutti gli italiani cosa prevedono i due trattati, conosciuti solamente da una piccolissima percentuale di cittadini che si informano sul web: ma non l'hanno fatto per non disturbare i manovratori, evidentemente non sono poi "così contrari" come dichiarano. L'IDV invece si è addirittura astenuto. E anche i partiti rimasti fuori dal parlamento, hanno approfittato di questo per restare in silenzio. Con il voto favorevole dei partiti che rappresentano quasi il 90% degli elettori entreranno in vigore i due scandalosi e antidemocratici trattati, approvati nel periodo estivo quando i cittadini pensano al mare e alla tintarella.

Del "Meccanismo Europeo di Stabilità" e del "Fiscal compact" ne abbiamo parlato numerose volte, del MES in particolare, abbiamo lanciato l' "allarme democrazia" sin dal Novembre scorso, quando il Consiglio dell'UE licenziò il testo dell'incredibile trattato. Chi comunque desidera approfondire i due "trattati" che sanciranno il definitivo affossamento della sovranità nazionale e della democrazia, può leggere i seguenti testi:

MES:

FISCAL COMPACT:


Staff nocensura.com



Filippo Rossi

Esprimiamo viva solidarietà al direttore de "Il Futurista" Filippo Rossi, a cui auguriamo una pronta guarigione e lo esortiamo a sporgere denuncia e portarla avanti, in quanto il dibattito politico non può essere contaminato da episodi di violenza e di intimidazione, dettati più dalla scarsa intelligenza di certe persone che dalle differenze ideologiche. Schermaglie come questa, con militanti di una fazione politica che invadono gli spazi di una kermesse organizzata da chi ha idee differenti, credevamo fossero stati consegnati ai libri di storia, ma evidentemente non è così, ed è grave che coinvolgano addirittura il leader di un movimento: leader che dovrebbero non dare certo esempi come questo ai militanti, al di là delle idee, che anche quando non sono condivise devono essere sempre rispettate.
Staff nocensura.com
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Di seguito l'articolo de "Il Fatto Quotidiano". Foto da Google immagini
Il giornalista, direttore del Futurista e ideatore della kermesse "Caffeina", è stato attaccato nella notte a Viterbo e  ha indicato il leader neofascista Iannone tra i responsabili. "Con lui dibattito inutile. Invaso uno spazio di confronto"
“Parlo di tutto tranne che di Iannone. Dopo questa notte credo sia inutile qualsiasi confronto politico”. Filippo Rossi, direttore del quotidiano on line “il Futurista” e direttore artistico di “Caffeina”, kermesse culturale che si conclude oggi a Viterbo, è stato picchiato nella notte da alcuni militanti di CasaPound, il movimento dei “fascisti del terzo millennio” capeggiato da Gianluca Iannone. E proprio il leader del gruppo di destra questa notte intorno all’1,30 ha aggredito il giornalista che si era fermato con alcuni membri del suo staff nello stand della segreteria operativa della manifestazione, in piazza san Pellegrino, per fare il punto della serata, quando sono arrivati alcuni esponenti dell’associazione di destra.
venerdì 13 luglio 2012
Incensurato spiega: "scosso per i suicidi"  E' accusato di avere pubblicato sul suo profilo Facebook un documento con minacce a Equitalia un operaio di un'azienda pubblica, di 58 anni, denunciato a piede libero dalla digos di Perugia. Agli investigatori ha riferito di averlo fatto perche' scosso dopo le notizie di suicidi di imprenditori che avevano ricevuto cartelle esattoriali. L'uomo, accusato di istigazione a delinquere e minacce, e' risultato incensurato e senza collegamenti con organizzazioni o gruppi politici. Condotto in commissariato per gli accertamenti, quando ha spiegato alla moglie che era con lui quanto successo la donna - secondo quanto si e' appreso -, prima indispettita con la polizia, si e' scagliata contro di lui, cercando di colpirlo. Nel corso dell'attivita' di controllo svolta su Internet, la digos perugina ha individuato un documento dal titolo ''Stato mafia uguale Equitalia'' e con all'interno la frase ''facciamo saltare in aria tutte le sedi di Equitalia''. Dagli accertamenti subito avviati e' emerso che il profilo Facebook era di un operaio risultato anche, regolarmente, in possesso di una carabina. La polizia e' quindi rapidamente risalita a lui e nel corso della perquisizione in casa sua la digos ha sequestrato oltre 200 cartucce calibro 22 risultate detenute irregolarmente. E' stato cosi' indagato anche per detenzione abusiva di armi. Nel corso dell'indagine e' stato accertato - sempre secondo quanto si e' appreso - che l'uomo era effettivamente l'autore dello scritto, come poi effettivamente ammesso con gli investigatori.



fonte: Ansa



Per la prima volta il più famoso social network ammette l'esistenza di un software che monitorizza le conversazioni degli utenti, segnalando in base ad alcuni parametri quelle sospette agli impiegati, che verificano se ci sono contenuti criminosi ed eventualmente denunciarli. Grazie al sistema sarebbe stato fatto arrestare un pedofilo, ma appare poca cosa dinnanzi ai milioni di utenti che navigano sul social network in tutto il mondo. 
Staff nocensura.com
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Di seguito l'articolo di Giornalettismo:
Facebook ha un software che segnala le conversazioni sospette, che poi sono controllate da impiegati che decidono se denunciare o meno gli utenti. A renderlo noto è oggi un articolo di Mashable.
LA SCOPERTA - Lo ha rivelato il suo Chief Security Officerm, Joe Sullivan, a Reuters, per vantarsi del fatto che Facebook abbia fatto arrestare un pedofilo grazie al sistema. Sistema che adotta un software “intelligente” che da quello che dice Sullivan è tarato proprio sulla ricerca dei pedofili, anche se non non si dice che sia dedicato solo a quella.

COME FUNZIONA - Il sistema seleziona le conversazioni che gli appaiono sospette per via della differenza d’età tra i profili, per l’impiego di frasi e parole comprese in una lista di cui è dotato e le segnala agli operatori. I quali ovviamente leggono le conversazioni sospette e rimestano nei dati personali degli utenti coinvolti per capire di che si tratti. Secondo Sullivan il sistema offre pochissimi casi di falsi positivi, ma è difficile credere che finora de abbia fornite solo una o due a fronte di un unico pedofilo denunciato.

L'estrema lentezza della giustizia produce dei mostri. Chi commette un reato dovrebbe scontare l'eventuale condanna, specie se considerevole, immediatamente, o comunque a stretto giro, in modo da pagare il proprio debito con la società e magari rifarsi una vita, mettendosi alle spalle il precedente e riprendendo la propria vita. Invece troppo spesso in Italia chi ha commesso un reato viene chiamato a pagarne le conseguenze dopo oltre un decennio e la macchina della giustizia devasta la stabilità che il soggetto si è creato nel frattempo, producendo danni alla vita del soggetto ben superiori a quelli previsti dalla condanna. 


Un giovane 18-20enne commette un reato, anche dettato dall'immaturità di quegli anni. Viene condannato a 2, 3, 5 o 10 anni che sia, quando la pena termina riprende il suo percorso di vita. Invece la condanna arriva quando il soggetto ha più di 30 anni: e nel frattempo ha fatto famiglia, o magari ha aperto un negozio, un attività imprenditoriale, oppure ha trovato un lavoro stabile (oppure non deve farlo, rinunciando a vivere per oltre un decennio in previsione della futura condanna?!?) e la giustizia spazza via tutto, aprendogli le porte del carcere, in molti casi quando la persona è maturata e non commetterebbe più il reato che è chiamata a scontare. Se è un lavoratore autonomo, a chi affiderà la propria attività, magari ben avviata? Se ha vicino qualcuno che può occuparsene, bene: altrimenti è costretto a cessarla. E quando uscirà dovrà re-iniziare tutto da capo. Se è un lavoratore dipendente, perde il proprio impiego. Poi c'è il lato affettivo: se il soggetto si è costruito una vita con un patner, il distacco aggiunge sofferenza alla sofferenza, e in molti casi, sopratutto un rapporto non ancora consolidato, facilmente si sgretola. Se il condannato ha dei figli ne soffriranno anche loro, oltre al fatto che non potrà contribuire alla loro crescita e al mantenimento. Il calvario finisce dopo un ventennio, pregiudica fortemente buona parte della vita del soggetto, e in alcuni casi si può scommettere che rovina le vite.


Pagare le proprie malefatte è giusto e sacrosanto, ma una differita di 10 anni rovina la vita alle persone, si impedisce loro di riprendere il loro cammino. 


Uno di questi casi - che in Italia sono abituali - è quello dei giovani che furono fermati e ritenuti responsabili degli scontri in occasione del G8 di Genova: dopo 11 anni sono ancora in attesa di sentenza, e accusati di "devastazione e saccheggio" rischiano 8 anni di reclusione. Il Fatto Quotidiano racconta la vicenda di Antonino Valguarnera, che all'epoca dei fatti aveva 20 anni. Dopo l'episodio criminoso si è ricostruito una vita socialmente in regola, che rischia di essere "saccheggiata e devastata" dalla lentezza della macchina della giustizia. Se avesse ricevuto subito la condanna, già da qualche anno avrebbe potuto riprendere la sua vita...

Staff nocensura.com


Enrico Letta, vice presidente del PD, nonché vice presidente dell'Aspen Institute - una emanazione del gruppo Bilderberg, di cui Enrico Letta fa parte - accanito sostenitore di Mario Monti, con il quale condivide l'appartenenza ai gruppi sopracitati, ha dichiarato di preferire il partito di Berlusconi piuttosto che il Movimento 5 Stelle. 
Una affermazione che non può che fare discutere in bocca al vice presidente del PD, e sul web si sprecano i commenti di coloro che vedono in questa dichiarazione "l'ennesima riprova delle affinità tra PD e PDL", che ci sono sempre state (il PD ha sempre fatto opposizione sulle questioni frivole, restando in silenzio invece dinnanzi ai veri scandali del precedente governo) ma che ora sono davanti agli occhi di tutti.
Non possiamo credere che un politico della levatura di Enrico Letta, che nel PD è molto influente e che frequenta le riunioni riservate ai potenti della terra, pronunci una frase del genere senza ponderarne bene gli effetti; di Letta possiamo dire tutto, ma non che sia un "pivello". 
Può Enrico Letta, credere di danneggiare il movimento 5 stelle - che strappa consensi tra l'elettorato che è stanco di gente come lui - con una dichiarazione del genere?
Qual è l'obiettivo della sua dichiarazione? Cosa ne pensate? Dite la vostra commentando sul blog.
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Di seguito l'articolo de "Il Fatto Quotidiano":
Il vicesegretario del Pd al Corriere: "Alleanza con Vendola e Udc, governo in continuità con Monti". Sul comico: "Ha tre idee, uscire dall'euro, non ripagare i debiti e non dare cittadinanza ai figli degli immigrati"
“Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo“. Parola del vicesegretario del Partito democratico Enrico Letta, messa nera su bianco in una intervista alCorriere della Sera di oggi. Il numero due del Pd traccia la rotta verso le elezioni della prossima primavera. Dove la parola d’ordine sembra essere “non prenderle”, che siano gli elettori, il Movimento 5 stelle, l’Europa o i mercati a darle. Guai a pensare che i voti del Pdl possano per sbaglio finire al Pd, Letta guarda solo ad arginare Grillo, con “un’alleanza guidata dal segretario Bersani, con ai lati Casini e Vendola“. 

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