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sabato 22 ottobre 2011


BLACK BLOCK... O ARKORE BLOCK?
Egregi black block, la prossima volta che volete fare un favore al governo, almeno "passate alla cassa", prendete spunto da responsabili & soci... invece avete aiutato Berlusconi, e oltretutto siete ricercati, arrestati e alla gogna mediatica! Alemanno (si, quello che ha fatto 8 mesi di prigione e tre processi, seppur sempre assolto) non era così popolare da ANNI, e anche Maroni (proprio quello condannato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale per aver morso il polpaccio a un poliziotto e oggi è il capo del capo della Polizia) era dai tempi dei "respingimenti" che non era così acclamato...

Certo non vi potevano dare un "sottosegretariato", ma almeno un posticino di lavoro forse ve lo trovavano!


BLACK BLOCK E CONTROSENSI....
Dicono di volere aiutare disoccupati e precari... e poi gli hanno spaccato la macchina: non hanno bruciato solo auto di lusso, ma anche Fiat Punto e Lancia Y modello vecchio... Dicono di voler "buttare giù" Berlusconi e il governo, e poi lo hanno rafforzato...


staff nocensura.com



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TelefoninoNella Giornata mondiale della pulizia delle mani (15 Ottobre) arriva una notizia che ha un che di sconcertante: un cellulare su 6 è contaminato da batteri fecali. Per dirla in parole povere, ad almeno una persona su 6 è capitato di essere andata in bagno e non essersi lavata le mani prima di toccare il proprio telefono. La conseguenza è che proliferano i batteri sul viso e sulle mani di persone che, in questo modo, diventano più inclini ad alcuni tipi di malattie.
La ricerca è stata condotta in 12 città della Gran Bretagna, ma trattandosi di un Paese Occidentale, non di certo del terzo mondo, siamo sicuri che risultati simili siano possibili anche da noi. Le possibilità che ciò accada sono molte. Quella più probabile, come detto, è che una persona possa prendere in mano un cellulare o ad esempio l’auricolare senza essersi lavata le mani, ma può capitare anche che molti adolescenti continuino ad inviare SMS nei momenti meno opportuni.

TelefoninoLa questione della pericolosità dei cellulari per la salute delle persone è stata portata al centro dei lavori della Commissione europea da tre eurodeputati, la verde francese Michele Rivasi, Frederique Ries, liberale belga, e il socialista greco Kriton Arsenis, che hanno fatto una richiesta formale alla Commissione per affrontare quanto primo la questione, nell'ottica di armonizzare la normativa dei 27 paesi per la tutela della salute.
All'origine dell'azione dei tre eurodeputati ci sono gli studi realizzati dal Centro internazionale di ricerca sul cancro di Lione, agenzia dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): in base agli studi condotti, le emissioni elettromagnetiche dei cellulari sono state classificate come "possibilmente cancerogene".
In particolare, al centro delle preoccupazioni dei parlamentari c'è la molteplicità dei rischi per la salute: non solamente la possibilità di sviluppare tumori al cervello, ma anche il rischio di leucemia infantile e del morbo di Alzheimer, di disturbi del sonno e anche problemi psicologici e disfunzioni alle ghiandole salivarie.
La pericolosità dei cellulari è da sempre al centro di studi che hanno dato, nel tempo, anche risultati contrastanti. In ogni caso è possibile adottare una serie di comportamenti per limitare al minimo l'esposizione a campi elettromagnetici potenzialmente dannosi.



Vedi anche:
Cellulari e tumori: lo studio Interphone 
Le onde dei telefoni cellulari sono mortali. Finalmente lo hanno ammesso ufficialmente 


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Vivisezione
Dottor Cagno, subito una domanda molto secca: è indispensabile la vivisezione per la ricerca scientifica?
No. Non solo non è indispensabile, ma è dannosa. Utilizzare animale per la ricerca è un grave errore che storicamente ha provocato solo danni alla salute umana, anche se, fino ad un recente passato, i mezzi di comunicazione di massa hanno taciuto su tutto ciò. Così la gente ha continuato a pensare che la morte degli animali nei laboratori potesse essere di qualche utilità per il progresso scientifico. Nonostante ciò che dicono i vivisettori, il problema è molto semplice: nessuna specie animale può essere un valido modello sperimentale per nessun'altra specie, esseri umani compresi. Quando, ad esempio, dimostro che una sostanza è terapeutica e innocua nei ratti, devo poi comunque sperimentarla sugli esseri umani per capire se veramente ciò che ho visto negli animali si verifica anche nella nostra specie. Infatti prima di commercializzare un farmaco è indispensabile e obbligatorio per legge sperimentarlo anche sui nostri simili. Se la vivisezione fosse scientificamente valida perché bisognerebbe compiere anche la sperimentazione umana?
Un altro problema è l'impossibilità di stabilire a priori la specie animale più simile alla nostra. Basta infatti la presenta o l'assenza di un enzima per cambiare il comportamento di una sostanza passando da una specie ad un'altra e questo non si può sapere a priori, ma solo dopo avere sperimentato sui nostri simili. Credo che per comprendere l'errore che sta alla base della vivisezione e i danni provocati sia sufficiente citare alcuni semplici dati. Il 54% delle sostanze cancerogene, ossia in grado di provocare cancro, per i ratti non lo sono per i topi. Come possiamo sapere a priori se gli esseri umani si comportano come i ratti o come i topi? Il 52% dei farmaci commercializzati negli USA, ossia nella nazione tecnologicamente più avanzata, hanno provocato gravi reazioni avverse che non si erano verificate nei test sugli animali. Tutto ciò provoca la morte ogni anno negli USA di circa 100.000 cittadini.
Come è cambiata la prospettiva del fenomeno negli ultimi dieci anni?

BancaSono 5 le leggi, 3 delle quali recentissime, con le quali sono stati regalati alle banche centinaia di miliardi di euro annuali. E poiché (non so se stupisce) nessun partito si è opposto, non resta che il referendum.
La più recente è il DL n. 70\13.5.2011 ('decreto sviluppo'), art. 8, secondo cui l'usura, che prima scattava quando il tasso medio veniva superato del 50%, scatta ora quando il tasso medio viene superato di 8 punti, o anche del 25% + 4 punti (ma questo secondo criterio è 'fumogeno': serve solo a confondere). Per fare l'esempio che interessa il maggior numero di italiani, nei mutui a tasso variabile, ora in media del 2,79%, prima, per verificarsi l'usura, la banca doveva praticare il 4,18%, ora invece il 10,79%. Cosa che, ora che non c'è più il baluardo del 'tasso soglia', ha già innescato un aumento strisciante del costo del denaro, e che inoltre serve a evitare alle banche le sempre più numerose condanne per usura.
La seconda è la L. n. 10, art. 2, comma 61, del 26.2.11, con cui, in contrasto frontale con decenni di giurisprudenza anche delle Sezioni Unite della Cassazione, si è stabilito che la prescrizione decennale nelle cause contro le banche, che decorreva dalla chiusura del conto corrente, ora decorra dall'annotazione dell'operazione. Significa che, ad esempio, in relazione a un conto durato venti anni e chiuso nove anni fa potevi recuperare tutto, mentre ora puoi recuperare solo un anno, ovvero solo le somme di cui la banca si è indebitamente appropriata tra oggi e dieci anni fa.
Un bivacco di rifugiati
Albergo e ristorante pagati e tutto il giorno a bighellonare. Il soggiorno dorato di 13 rifugiati dalla Libia scatena le ire di Bagnone, paese del "6" da record al Superenalotto. Tutti protestano ma sottovoce: "Sennò passiamo da razzisti"

Bagnone ha deciso che no, proprio non vuole fare brutta figura. Come fa il borgo della fortuna, il mini paese dove nel 2009 sono piovuti 148 milioni di euro, ancor oggi la più alta vincita mai realizzata al Superenalotto, a rifiutare solidarietà? Nella ricca Toscana, culla del buonismo, se un povero profugo bussa alla porta, il ricco non può sbattergliela in faccia.

Il Trota non capisce come Silvio possa pagare 50.000 Euro una Escort di 18 anni se la valutazione di Quattroruote è di 500 Euro.




Dalla pagina Facebook "Le migliori barzellette sul Trota"  http://www.facebook.com/SatiraSulTrota



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Il "divertentissimo" cartoon che non vedrete mai nelle TV di massa!!!!

SPETTACOLARE!!!! Dura 29 minuti, ma ne vale davvero la pena... altro che Walt Disney !!! GUARDATELO! Se non potete ora, salvate la pagina nei preferiti e guardatelo quando avete tempo... basta guardare i primi 3 minuti x capire che è IMPERDIBILE... magari i ns ragazzi (ma non solo) guardassero cartoons così!




staff nocensura.com




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L'ala dura del movimento rivendica gli episodi di Roma: "Per chi vuole la rivoluzione e subisce la violenza quotidiana della crisi è stata una giornata di rivalsa". Ma rimanda al mittente le accuse di terrorismo urbano: "Non è il nostro orizzonte" 


Questo documento arriva direttamente dal cuore del cosiddetto blocco nero. E’ una bozza di manifesto politico che getta nuova luce sugli episodi di violenza di sabato scorso a Roma. Ilfattoquotidiano.it è riuscito ad entrare in contatto con alcuni di loro e, dopo una lunga trattativa, ha ottenuto il filmato che è arrivato in redazione già con la voce modificata. Nel video un esponente di questa area politica risponde ad alcune nostre domande che gli abbiamo recapitato via Skype. Ci sarebbe piaciuto controbattere e replicare a molte delle affermazioni fatte, ma non è stato possibile. Tuttavia, in virtù del suo valore documentale abbiamo comunque deciso di pubblicarlo. Ecco il video in versione integrale


In Val di Susa ci siamo sempre stati e ci saremo finché vivrà quella lotta. Perché gli abitanti lo hanno detto: ‘Siamo tutti black bloc’. Quella lotta è giusta e non ci sono né buoni né cattivi”. L’anonimato è la condizione per parlare con noi. Questo che segue è il pensiero di molti di quelli che hanno partecipato agli scontri sabato a Roma. Questo è quello che emerge da una lunga conversazione mai pubblicata prima d’ora da un organo di stampa. Una bozza di manifesto politico, che, rivendicando gli episodi di violenza nella Capitale, getta lo sguardo sul futuro. E questo futuro si chiama insurrezione. L’attacco è frontale: dai pacificisti (“massa di cittadini belanti”) agliindignati (“espressione di un mondo che sta morendo”), fino al riferimento ai disobbedienti di Luca Casarini, “pronti a vendersi per quattro poltrone a sinistra del Parlamento”. Così tutto assume una luce diversa: quello che è stato – G8 di Genova, roghi di Terzigno e manifestazioni studentesche più recenti – e quello che sarà. A partire da domenica prossima sulle montagne della Val di Susa.


Alessandro Magno catturò un pirata che infestava i mari. E civilmente, come usava in quei tempi barbari che non conoscevano ancora la "cultura superiore" né gli odierni "eroi della libertà" che si fan liberare dalle armi straniere e poi si dedicano al linciaggio sotto gli occhi compiaciuti del mondo intero o alla caccia sistematica al nero, gli concesse l'ultima parola prima di impiccarlo. Il pirata disse: "Vedi Alessandro, noi due facciamo le stesse cose. Solo che io le faccio con trecento uomini e tu con trecentomila. Per questo io sono un pirata e tu un grande Re".


I cinquecento che l'altra domenica hanno messo "a ferro e fuoco" Roma sono oggi, oggettivamente, dei teppisti, ma se diventassero cinque milioni sarebbero deirivoluzionari, come è accaduto in Tunisia dove una rivolta violenta ma non armata ha cacciato in due giorni il dittatore Ben Alì. E il coro unanime di indignazione, da destra a sinistra, dai fascisti mascherati del PDL, ai fascisti propriamente detti come Ignazio La Russa (che nel 1974 organizzò a Milano una manifestazione dove due giovanissimi militanti dell'MSI, Murelli e Loi, uccisero un poliziotto buttandogli una bomba sul petto) all'estrema sinistra, ai sindacati, ai Pierluigi Battista che in sintonia col premier ha lanciato il diktat "chi non si dissocia anarcoinsurrezionalista è", al Presidente Napolitano, dimentico che era già un alto dirigente del PCI quando il suo sodale Secchia preparava la rivolta armata, significa proprio questo: il timore di questa classe dirigente, che ha la coscienza sporca e nera come la pece, che quei cinquecento decerebrati, smaniosi di distruggere tanto per distruggere, possano diventare cinque milioni che decerebrati non sarebbero. Nei giorni sucessivi ai fatti ero a Roma, "la capitale ferita", e parlando con amici, conoscenti, taxisti, personale d'albergo, gente incontrata al bar non ho notato una dissociazione così netta dai teppisti, ma un'oscura, sottaciuta, vergognosa soddisfazione.

Il Movimento No Tav ha organizzato una manifestazione per Domenica 23 Ottobre: il loro obiettivo dichiarato è quello di tagliare le reti del "cantiere" (tra virgolette, visto che di fatto non è partito alcun lavoro e le forze dell'ordine presidiano il nulla...)

Ad appena 8 giorni dal caos e la devastazione romana, è una buona idea organizzare una manifestazione ad elevato "rischio scontri" ? E' una scelta strategicamente azzeccata per il movimento che vuole fermare il treno ad alta velocità (e gli interessi miliardari che si porta dietro) ??? 


"Tagliare le reti è un gesto violento" sostengono le persone che vogliono "fermare i No Tav". "Tagliare le reti è un gesto di legittimo dissenso, espressione di resistenza e disobbedienza civile" replicano dal movimento.

I riflettori della macchina mediatica nazionale sono "puntati" sugli scontri, e a pochi giorni dalla devastazione romana, i No Tav organizzando questa manifestazione si assumono un bel po' di rischi, che prima di tutto, probabilmente vanno contro anche ai loro obiettivi: fare i "duri e puri" è la giusta strategia? Le autorità hanno dichiarato fermamente che interverranno per fermare chiunque proverà a tagliare le reti.

Come andrà a finire secondo noi? Appena i No Tav si avvicineranno alle reti, inizieranno a volare candelotti lacrimogeni: probabilmente, ad altezza d'uomo, come abbiamo già visto in numerose occasioni. Qualcuno, a quel punto, potrebbe sentirsi autorizzato a lanciare i sassi, immagini che probabilmente faranno il giro d'Italia tramite i mass media che certo non sostengono la "causa No Tav"... i valsusini in questo modo, SERVIRANNO SU UN PIATTO D'ARGENTO allo stato la possibilità di reprimere duramente, forti del consenso popolare.

Tempo fa avevamo lanciato ai No Tav un appello: "lasciate soli i militari presenti al cantiere, lasciateli presidiare il nulla e uscite dai boschi della Val Susa per informare i cittadini che non capiscono le ragioni per dire NO AL TAV; che nonostante la crisi nera, viene ancora oggi passato come una "grande opera importante e fondamentale" (fondamentale per chi?)

Di seguito, riportiamo un articolo pubblicato sul blog di Simone Perotti, che condividiamo pienamente.

Il sindacato: "Denunciamo lo stato di disagio dei vigili del fuoco romani per non aver potuto rispondere in maniera opportuna alle richieste della cittadinanza". "Nonostante le gravi carenze di organico i pompieri hanno atteso spontaneamente in sede di servizio fino al cambio turno, rendendosi disponibili a continuare a lavorare il doppio a seguito delle numerose richieste dei cittadini

"L’eccezionale quantità di pioggia caduta sulla Capitale nella notte del 20 ottobre e nella mattinata ha mandato in tilt la città causando enormi disagi alla popolazione e la perdita di una vita umana. Denunciamo lo stato di disagio dei vigili del fuoco romani per non aver potuto rispondere in maniera opportuna alle richieste della cittadinanza". Così in una nota Fp Cgil di Roma e del Lazio.

venerdì 21 ottobre 2011

combattere_radicali_liberi
Se ti capita di mangiare, respirare e muoverti allora probabilmente la quantità di radicali liberipresenti nel tuo corpo aumenta sempre di più.

Ma esattamente, cosa sono i radicali liberi?

Il “radicale libero” non è nient’altro che un atomo o una molecola al quale manca un elettrone, quindi cerca di rubarlo ad un altro atomo così da ritrovare il proprio equilibrio e... innescare a sua volta una irreversibile reazione detta ossidazione a catena.

Ma quali sono i fattori che causano l’ossidazione?

Sicuramente l'aria che respiriamo, sì lo sonon tutti hanno la fortuna di poter vivere in montagna. Un altro fattore è l'alimentazione: mangiare poca frutta e verdura sicuramente abbassa le nostre difese naturali.
Il fumo, l'alcool e il discontinuo esercizio fisico sono altri fattori che causano la produzione dei radicali liberi mentre i raggi solari possono addirittura accelerare tale processo!
Come ciliegina sulla torta, il forte stress lascia via libera ai possibili danni che l’ossidazione può causare al tuo organismo.

Esiste una via d’uscita?



Basta seguire 6 semplici regole per combattere i 6 amici dei radicali liberi
Come? Basta leggere questa utile guida che potete scaricare in pdf, leggere e stampare.


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In risposta alla delirante proposte del deputato del Pdl Carlo Nola di dotare la polizia italiana di proiettili di gomma, pubblichiamo un articolo di Nicola Tanno (nella foto) stutente molisano, colpito oltre un anno fa da un proiettile di gomma a Barcellona e da allora impegnato nella campagna Stop bales de goma.

Il 12 luglio del 2010 un agente antisommossa della polizia catalana ha sparato dritto contro il mio viso un proiettile di gomma causando la perdita della vista del mio occhio destro, la frattura di varie ossa del viso e un ematoma celebrale. Nell’estate del 2010 quasi nessuno della stampa italiana volle raccontare la mia storia. Oggi, davanti alla proposta del deputato del Pdl Carlo Nola di utilizzare simili proiettili contro i “manifestanti violenti” e al clima di repressione e di limitazione dei diritti fondamentali che si sta diffondendo nel Paese, è necessario tornare a raccontarla sperando che riceva maggiore attenzione.
Va detto innanzitutto che i proiettili di gomma vengono utilizzati solo in alcuni Paesi europei, come Francia e Spagna. Nella grande maggioranza degli altri Stati, quali Gran Bretagna, Germania, Norvegia e Svizzera, le polizie hanno scelto di utilizzare altri mezzi di dissuasione. Piuttosto quest’arma è stata largamente utilizzata dai regimi arabi per reprimere le manifestazioni di dissenso e dalla Gran Bretagna contro i movimenti nordirlandesi causando la morte di 17 persone. Ad ogni modo non si tratta qui di dare un giudizio sull’attuazione delle diverse polizie europee ma di capire se i proiettili di gomma sono una soluzione adeguata ai problemi d’ordine pubblico.
Il proiettile di gomma utilizzato come arma di dispersione di folla (es. Spagna) è un’arma incontrollabile. Viene sparata a velocità altissime (700 km/h circa) e necessita di un protocollo di difficile attuazione che tiene conto di una distanza minima, di far rimbalzare il proiettile a terra e di colpire l’obiettivo esclusivamente sotto i fianchi. Questi protocolli evidenziano di per sé la alta pericolosità dell’arma la quale, in Spagna, in 20 anni ha causato la perdita di un occhio a 23 persone e la morte di una donna. In situazione di disordine proiettili come questi possono colpire qualsiasi persona, tanto gli obiettivi prefissati dal poliziotto come persone che si trovano nel mezzo di uno scontro tra manifestanti e forze dell’ordine. Non è un caso se degli 5 ultimi casi di ragazzi resi monocoli in Catalogna per colpa delle balas de goma nessuno ha imputazioni ha suo carico.
Anche quando sono state utilizzate per colpire obiettivi specifici i proiettili di gomma hanno causato danni simili. In Francia le famigerate flash ball hanno negli ultimi tre anni causato la perdita di un occhio a due ragazzi e altri feriti gravi.

Bacheca di Pierluigi Diaco, giornalista de "il Foglio": in un post dedicato al G8 di Genova e alla morte di Giuliani (clicca qui per leggere i commenti del post) interviene un tizio che dichiara: 

"Sono un poliziotto....e sono molto onorato!!! Non siamo di certo bersagli di gente bastarda e mafiosa......abbiamo una dignità e lavoriamo seriamente ed onestamente x il popolo,per la gente per l'ordine e la DISCIPLINA.........fossi stato io.....oltre aver sparato il GIULIANI..l'avrei calpestato e tritato le ossa con la nostra camionetta!"

L'"Osservatorio sulla repressione", la fonte dove abbiamo tratto questo episodio, commenta così: "Ma questa persona, se veramente un poliziotto (guardando il suo profilo, ha inserito "agente di polizia" come occupazione) non dovrebbe essere allontanata dalle forze dell'ordine? Non dovrebbe essere ritenuta pericolosa per l'ordine pubblico? Giusto ministro Maroni? Si può fare prevenzione con certi atteggiamenti?"


La notizia in serata è stata ripresa anche dal Corriere e da altri siti di informazione.

Ecco uno screenshot del commento:



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Massimo D'Alema è indagato dalla procura di Roma nell'ambito di uno dei capitoli di indagine relativi agli appalti Enac. Il coinvolgimento del parlamentare sarebbe legato ad alcuni voli da lui fatti su velivoli della low cost Rotkopf Aviation, società coinvolta dalla più ampia inchiesta. D'Alema sarebbe indagato in relazione a cinque passaggi aerei ricevuti, a lui offerti in occasione di viaggi di lavoro, dai titolari della Rotkopf Aviation, Viscardo e Riccardo Paganelli.

L'esponente del Pd avrebbe usufruito di voli a bordo del Cessna della Rotkopf in occasione di alcuni viaggi tra Roma, Bari e Lamezia Terme nell'estate e nell'autunno dello scorso anno. L'attuale presidente del Copasir ha ammesso di avere volato con la Rotkopf e di aver accettato i passaggi aerei a lui offerti a titolo di cortesia. «Oramai diversi giorni fa abbiamo incontrato i pm Cascini e Ielo e abbiamo fornito loro ogni chiarimento sulla vicenda dei voli». È quanto dichiara l'avvocato Gianluca Luongo, legale di Massimo D'Alema

fonte



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Teramo - Vive, da un anno e mezzo, dentro una cabina per fototessere. Ci dorme. Per Giovanni Di Donato, sessantacinque anni, imbianchino in cerca di lavoro, quella ormai è la sua camera da letto. Si rannicchia lì tutte le sere, ma solo dopo le due di notte. "Non ci va prima perché si vergogna..." racconta chi ormai nella zona ha imparato a conoscerlo. E così quando il bar di fronte alla cabina - e dal nome beffardo "Grande Italia" - chiude, quando spariscono tavolini, clienti e camerieri, lui saluta tutti e fa finta di andare nella casa che non ha più. Fa finta di tornare nella dimora che ha dovuto lasciare per motivi economici: la stanza in una pensione divenuta troppo onerosa, a causa di un lavoro che a volte c'è, e a volte no.

Così l'anziano imbianchino, da un anno e mezzo, tutte le notti, curandosi di non farsi notare da nessuno, s'infila nella cabina sotto i portici di piazza Martiri. E proprio quel bar di fronte alla sua assurda "camera da letto", per Giovanni Di Donato è diventato con il tempo tutto il resto: il bagno dove lavarsi alle sei del mattino, quando i dipendenti  del caffè alzano puntuali la saracinesca. Il posto dove fare colazione, pagare regolarmente e fingere di svegliarsi presto per andare a lavorare.

Il posto dove anche pranzare e cenare. Ma Giovanni Di Donato nonostante la sua drammatica condizione, non chiede l'elemosina, mai. Anzi, si offende se qualcuno prova ad aiutarlo. A chi gli domanda se ha bisogno di aiuto, lui risponde sempre "Io non ho bisogno di niente" e aggiunge "io lavoro...". "Faccio l'imbianchino, ho la partita Iva" racconta a camerieri e passanti che spesso si permettono di offrirgli un caffè o un cornetto.




Intervista a due agenti di Polizia che erano in servizio a Roma in occasione della manifestazione di Sabato scorso.



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foto Ap/Lapresse

Dalle immagini amatoriali si sente la voce della signora, che ha girato il filmato, che grida agli agenti: "Non sono loro ". La difesa userà alcuni fotogrammi durante l'udienza preliminare




Alcune immagini girate il 15 ottobre intorno alle 19 scagionerebbero quattro dei dodici ragazzi arrestati la giornata dei duri scontri di Roma, durante la manifestazione degli "Indignados". La signora che ha girato il filmato, forse dal suo cellulare, era affacciata da un po' di ore per controllare che non succedesse qualcosa alla sua auto e, visto l'errore degli agenti dopo aver seguito la vicenda, ha iniziato a gridare: "Non sono loro quelli da fermare".
Dal video infatti si intravedono i giovani senza caschi né tute nere, che si trovavano in via Poliziano (strada vicina a piazza S.Giovanni), probabilmente dopo aver tentato di partecipare pacificamente al corteo o semplicemente per cuiriosare.


giovedì 20 ottobre 2011

A Reggio Emilia è guerra all'interno del partito di Di Pietro sull'estratto conto della carta di credito per i primi sei mesi del 2011: "Andavano nei ristoranti della capitale frequentati dai divi di Hollywood". Il consigliere sotto accusa replica: "Incontri istituzionali, spese limpide"


L’Italia dei Valori dell’Emilia Romagna è di nuovo sotto l’occhio del ciclone e da qualche settimana è alle prese con un nuovo conflitto interno. L’ultimo capitolo della guerra che da un anno si consuma tra i due consiglieri regionali Liana Barbati, numero uno dell’Idv nella provincia di Reggio Emilia e Matteo Riva – che è anche consigliere comunale a Reggio (e da un mese con un piede fuori dal partito) –, riguarda il conto corrente bancario intestato al gruppo consiliare Idv in Regione. Riva, da qualche settimana contesta alla Barbati la spesa di 25 mila euro nel primo semestre 2011 per “spese allegre” e ora minaccia di rivolgersi alla Corte dei Conti.

Al centro delle accuse di Riva l’estratto conto della carta di credito del gruppo Idv in consiglio regionale, estratto riguardante il giugno scorso. Una lista di spese giunta a Matteo Riva, spiega lui stesso, “in busta chiusa” da mani anonime. Tra le “spese allegre” denunciate da Matteo Riva, un conto al ristorante Antica Pesa di Roma di quasi 400 euro. I costi della politica, si dirà. Eppure aprendo il sito internet del ristorante di Trastevere si capisce che il locale ha annoverato tra i suoi clienti personaggi come Leonardo di CaprioJennifer LopezMatt Damon, e decine di altre star di Hollywood. In tempi di austerity per la nostra politica forse la comitiva dipietrista ha beccato il locale sbagliato. Liana Barbati, dal canto suo, spiega. “A Romaqualunque bettola ha le foto col personaggio famoso. A quella cena eravamo in 8, tra consiglieri, addetto stampa e giovani dell’Idv e abbiamo speso speso meno di 40 euro a testa(quasi 50 euro a testa, per essere precisi, ndr)”, tutti soldi in carico al conto del gruppo.
438 mila euro messi a disposizione del gruppo consiliare in Regione, secondo Riva, dovrebbero essere utilizzati per attività istituzionali e non di partito. “Ma quella è attività istituzionale – spiega Liana Barbati –. Andiamo spesso a Roma e in altre regioni per incontrare altri consiglieri, per confrontare il nostro lavoro con il loro”.

povertà_roma_e_lazioMadonna Povertà si aggira per le strade delle metropoli italiane, ma non è una scelta di vita praticata contro gli eccessi del consumismo, bensì una tragica condanna per un numero sempre crescente di nostri connazionali. L’occasione per riflettere sul dilagare nel nostro Paese del fenomeno dei “nuovi poveri”, classe sociale che sembrava scomparsa dalle indagini sociologiche degli anni del boom economico, è stata la presentazione del “Primo Rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio”, a cura della Comunità di Sant’Egidio.


L’incontro si è svolto presso la sede della Camera di Commercio della capitale. Il dato statistico rivela che il 4% dei residenti a Roma si colloca sotto la soglia di povertà. Si tratta quindi di circa 100 mila persone su 2,7 milioni di abitanti. L’emergenza più sentita è quella abitativa: a Roma è in aumento esponenziale il numero di persone e nuclei familiari che non riescono più a far fronte alle spese per il pagamento dell’alloggio in cui vivono, sia esso il canone di locazione o la rata del mutuo.

NOTA: pubblichiamo questo articolo riguardante i trascorsi di molti personaggi che sono vicini o fanno parte dell'attuale governo, con un ruolo importante: interessante.. tuttavia sarebbe stato sicuramente più corretto inserire nella lista anche i personaggi di spicco del centrosinistra che hanno avuto precedenti simili: Massimo D'Alema, per esempio, ha ammesso "candidamente" che quando era giovane tirava le molotov... comportamento ben peggiore di quello del "Er Pelliccia" che in questi giorni è alla gogna...
Giuliano Ferrara, negli anni '60 e '70, da comunista, è uno specialista del piccone. Oggi è il Direttore del Foglio, ha un programma su Rai 1 e scrive i discorsi del Presidente del Consiglio.


Vuoi sapere come essere un perfetto Black Bloc e farla franca? Semplice, un sito ti spiega cosa fare


Indymedia Italia, un sito “a pubblicazione aperta” in cui qualunque utente è libero di postare articoli, riflessioni personali, notizie, pubblica un vademecum su cosa fare se ci si è trovati in mezzo a un manifestazione simile a quella di sabato scorso. In un pezzo dal titolo “Per tutti quelli a Roma il 15 ottobre”  sono contenute indicazioni e consigli per non farsi identificare o, in caso di riconoscimento, per riuscire a farla franca.


Ecco di seguito riportato il testo integrale dell’articolo:


“NON ANDARE NEL PANICO :: NON PARLARE ::


Se pensi di essere identificabile dalle foto o dai video pubblicati: Non andare nel panico. Le foto e i video pubblicati non sono necessariamente una prova. Solo perché la polizia ha una foto sfocata o un video dall’alto in cui potresti essere ritratto non vuol dire che sappiano chi sei. Non cedere alla pressione psicologica. Non sanno chi sei e non è detto che abbiano delle prove contro di te. Non pensare che visto che ti riconosci in un video o in una foto un giudice possa fare altrettanto. Il vecchio “questo non sono io” funziona più di quanto credi.

E’ da alcuni anni che sento parlare di una catastrofe che si abbatterà sull’Europa, ma solo da qualche tempo ho iniziato a sentire voci specifiche sul tipo di crisi che ci aspetta l’anno prossimo: crollo totale dell’economia, dittatura, e sospensione della corrente elettrica per settimane in tutta Europa.
Queste voci sono vere o no?
Difficile dirlo.
Certamente però i segnali sono inquietanti.
Da alcune persone, vicine ad ambienti massonici e militari, sentivo parlare di una crisi spaventosa, e dell’interruzione della corrente per settimane o mesi. Ho conosciuto persone che stanno già provvedendo alla crisi acquistando terreni in montagna per costruirci case autosufficienti.
Parlando con alcuni contadini ho scoperto che molte persone danno questa crisi prossima ventura per certa. Alcuni, con somma naturalezza, hanno detto: “Sì lo so che sta per venire una crisi senza precedenti, per questo non vendo la terra anche se economicamente ci rimetto”.
Un grosso imprenditore agricolo questa estate mi ha detto: “Sto impiantando nuove coltivazioni per prepararmi alla crisi del prossimo anno, in cui dovremo essere autosufficienti”.
La cosa più inquietante è stata quella di scoprire un gruppo di persone che ha organizzato già per ottobre una fuga in Argentina per salvarsi; e ancora più inquietante è stato quando mi hanno offerto di unirmi al gruppo, offrendo a me, a Jericho Sunfire e a un altro mio amico, il biglietto e il soggiorno gratuito. Il motivo per cui hanno offerto viaggio e soggiorno a me e ai miei amici non l’ho capito, ma la cosa mi ha ricordato la storia raccontami da Solange, di Giuseppe Cambareri (consigliere di Mussolini, massone e spia inglese) che nel 1948 in vista di una imminente fine del mondo ha portato un gruppo di imprenditori in Brasile ripulendoli da tutti i loro averi e lasciandoli in mutande.

Un emendamento approvato alla commissione degli Affari sociali della Camera, porterà forti restrizioni in tema di vivisezione


E' stato approvato ieri, alla Commissione Affari sociali della Camera, l'emendamento della legge comunitaria 2011 che vieterà la sperimentazione su animali senza anestesia o analgesia, qualora la sperimentazione provochi dolore.

Ma questo è solo uno dei punti discussi all'interno della normativa. La vera rivoluzione riguarda ildivieto di sperimentazione su scimmie, cani, gatti e specie in via d'estinzione, a meno che la ricerca non sia strettamente collegata a scopi che riguardino la salute umana.

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