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sabato 4 settembre 2010
Nei giorni scorsi Facebook, senza nessun preavviso ha censurato la nostra pagina, indicando genericamente che violava le "condizioni d'uso delle pagine": sinceramente, abbiamo letto le "condizioni d'uso", e non riteniamo di avere commesso alcuna violazione. Facebook non ci ha indicato nemmeno un indirizzo email da contattare per ottenere spiegazioni/delucidazioni.

Ci stiamo informando su come contattare Facebook, in quanto riteniamo che si tratti di un errore, che ci auguriamo possa essere rimediato al più presto: vi aggiorneremo sugli sviluppi della questione.

CONTATTI: REDAZIONE@NOCENSURA.COM


Clicca sull'immagine per ingrandire: come potete vedere non visualizziamo più la "barra di condivisione", indispensabile per pubblicare sulla pagina: al suo posto visualizziamo il seguente messaggio:
"La tua pubblicazione è stata bloccata a causa di una violazione delle condizioni d'uso delle pagine"



Proprio così: Gianfranco Fini è stato presente, in tutto il 2010, a solo 34 sedute, per un totale di 45 ore di presenza, contro le 527 ore totali "lavorate" dalla Camera dei Deputati. Ovviamente, percepisce per intero stipendio, benefit e le varie prebende previste per il suo ruolo istituzionale, che non sembrerebbe svolgere con grandissimo impegno.
venerdì 3 settembre 2010
fermato dalla Polizia, al posto della patente esibisce il tesserino della regione: viene (ovviamente?) mandato via.
Quando è scoppiato il caso, e la notizia è divenuta di pubblico dominio, ha chiesto di essere multato come tutti.. che bravo...
Una domanda: Noi ci avrebbero mandato via?




Secondo una rilevazione, il 64% degli Yacht che circolano in Italia sarebbero intestati a nullatenenti, la Guardia di Finanza di Salerno ha scoperto un giro di prestanome nell'ambito di una inchiesta nella fascia costiera che va da Positano a Sapri, una piccola parte di un fenomeno di carattere nazionale.
A pochi giorni dalla sua morte, non abbiamo intenzione di "dargli addosso" o mancare di rispetto al "Presidente emerito" Francesco Cossiga; tuttavia, assistendo alla classica "beatificazione post mortem" sentiamo l'esigenza di ricordare Cossiga anche per alcune sue dichiarazioni.


<<movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano.>>



Nonostante la gravità di certe dichiarazioni, ci teniamo a sottolineare il fatto che, se non altro, Cossiga ha, in qualche modo, reso pubbliche queste vicende: viene da pensare quante questioni di questo tipo, invece siano capitate e sicuramente capiteranno, nell'ignoranza generale.


Da evidenziare, inoltre, come queste dichiarazioni siano passate nell'assoluto silenzio generale: in una "vera" democrazia non sarebbero passate nell'indifferenza generale, sarebbe stata senz'altro aperta un'inchiesta, e magari qualche magistrato ne avrebbe voluto sapere di più... in una vera democrazia, quindi non in Italia.


Pietro Vittorio Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, non crede ai suoi occhi. Legge e rilegge l'articolo 9 della manovra anti sprechi là dove si spiega che la soglia dell'handicap per cui è previsto il mantenimento dell'assegno di assistenza passerà dal 74% all'85%. Quasi tutti i 38mila Down italiani hanno un handicap riconosciuto del 75%, e resteranno quindi tagliati fuori dal contributo. “Si tratta di 256 euro al mese. La finanziaria li ha cancellati così, in due righe". Secondo il governo, la misura è un efficace antidoto contro i falsi invalidi e le truffe allo Stato. Ma Barbieri scuote la testa: "Qui si mettono in gioco i diritti fondamentali dell’individuo. I falsi invalidi, secondo il Ministro Tremonti, sarebbero le persone ai margini della società che - alla faccia del principio costituzionale della non discriminazione e del pieno sviluppo della personalità - vengono private dell’unica misura nazionale capace di incentivare la permanenza nel contesto familiare. Un aiuto che restituisce una seppur minima opportunità di inclusione sociale". Perché, a essere precisi, i 256 euro vanno solo a chi è iscritto alle liste di collocamento in quanto disoccupato e dichiara un reddito annuo non superiore ai 4.408 euro. Insomma, truffare lo Stato sul punto è pressoché impossibile, ma la norma pare serenamente avviata a diventare legge. Il Coordown, coordinamento di 80 associazioni che promuovono i diritti delle persone Down, ha inviato una lettera alle massime istituzioni perché si possa rivedere la decisione: “Dai dati in nostro possesso risulta che soltanto il 10% delle persone con sindrome di Down accede ad un lavoro retribuito, per cui moltissime rimarrebbero senza alcun reddito. Si chiede che il Governo possa rivedere quanto previsto nella Manovra Finanziaria poiché è fuori discussione che le persone con sindrome di Down, avendo un’alterazione di tipo cromosomico, hanno un’invalidità sulla quale non può essere posto alcun dubbio e la nostra società ha il dovere di tutelarle, mantenendo i riconoscimenti fino ad oggi acquisiti”. Precisa Franca Bruzzo, segretaria del Coordown: “Chi ha un figlio o un fratello Down di solito sceglie un lavoro part-time, rinuncia a una parte della propria attività professionale per seguire una persona che oggettivamente ha bisogno di un aiuto in più. I famosi 256 euro al mese compensano quello sforzo, ma da oggi in poi tutto ricadrà per intero sulle spalle dei cittadini. Anche perché è chiaro che i tagli ai bilanci regionali andranno a finire sempre lì, sulle politiche di sostegno. Così chi ha un handicap in famiglia sarà stretto a tenaglia. Per risparmiare cosa poi? Cifre ridicole a fronte degli sprechi veri dello Stato. Meno male che non si doveva fare macelleria sociale con questa manovra”. Letizia Pini lavora per una onlus milanese e spiega come si vivono queste giornate: “Al telefono, in ansia. Cerchiamo di capire cosa sta succedendo, evitando di affrontare il problema coi ragazzi almeno fino a quando non saremo certi su come vanno davvero le cose. Se il governo metterà la fiducia sul provvedimento non ci sarà niente da fare, e allora dovrò spiegare a mio figlio che lo Stato ha deciso di non aiutarci più”. L’Italia per l’invalidità civile spende meno della Polonia, dell’Ungheria, della Francia e della Germania. Meno di noi spendono solo la Grecia, l’Estonia, la Bulgaria, l’Irlanda.La nostra spesa media è inferiore a quella dell’Europa dei 15, e anche a quella dei 27.

fonte: (una delle tante)
Ma quale opposizione, questi mangiano tutti insieme e ci portano x il c**o !!!


giovedì 2 settembre 2010

La notizia è di quelle che, sulla stampa italiana, viene ospitata in penultima pagina, dopo il gossip. E' l'Italia a registrare il tasso di crescita più basso degli ultimi 12 mesi fra i paesi dell'OCSE (Organizzazione Cooperazione Sviluppo Economico), organizzazione che comprende paesi come Messico, Turchia, Ungheria, e Repubblica Ceca.
E mentre noi litighiamo e facciamo e la "guerra tra poveri", loro si spartiscono la nostra Italia.... PENSATECI.

Ovviamente è stato "promosso": cosa fa oggi...? IL POLITICO!!! Dai ingoiate anche questa italiani!!!




SVEGLIAMOCI !!!

Basta divisioni assurde!!!


Quando guidava Finmeccanica, Calearo ha fatto scioperare ad oltranza i metalmeccanici per pochi spiccioli: aveva puntato i piedi e non cedeva di un millimetro, mostrando i muscoli agli operai del settore metalmeccanico, il principale compartimento nazionale, proponendo loro un rinnovo contrattuale da fame.

Alle ultime elezioni, Calearo è stato candidato nelle fila del PD: probabilmente, per i grandi gruppi industriali che spesso considerano meno che "numeri di matricola" i loro dipendenti, la sua presenza nel "partitone" di centrosinistra costituiva una "garanzia"... la garanzia che il PD non sta certo dalla parte dei lavoratori. Ma per scoprire questo, in definitiva, non era neppure necessario candidarlo...


mercoledì 1 settembre 2010
Chi è stato Presidente della Camera (o Senato) ha diritto A VITA ad avere un UFFICIO STAMPA CON 2 ADDETTI A SUA DISPOSIZIONE. Anche Irene Pivetti per esempio, gode di questo privilegio. Da anni ha smesso di fare politica, avendo preferito la carriera televisiva: è lecito chiedersi come mai gli italiani debbano pagare un ufficio stampa anche a lei...



Cambiare tutto per non cambiare niente.
lunedì 30 agosto 2010



Vi proponiamo una serie di link, estratti dal sito www.ristretti.it per chi desidera approfondire la questione sulle carceri.


















































































































































































































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