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venerdì 10 dicembre 2010

Ecco le principali aziende che fornivano servizi a Wikileaks e che hanno rotto gli accordi unilateralmente dopo che l’amministrazione americana ha chiesto a tutte le corporation di non avere più legami con il sito di Julian Assange.



Chi: Amazon, azienda di e-commerce e cloud computing

Quando: 1 dicembre 2010

Cosa forniva: Hosting attraverso il servizio Aws

Perché ha bloccato Wikileaks: Secondo la nota ufficiale pubblicata dal sito, la sospensione dell’account sarebbe dovuta alle violazioni dei termini di servizio. I cablo diffusi da Wikileaks non appartengono ad Assange e soci, e quindi c’è una violazione del copyright e si tratta inoltre di informazioni che potrebbero mettere in pericolo la vita delle persone. Nella stessa nota Amazon afferma che le pressioni politiche ricevute non hanno avuto alcun impatto su questa decisione.

Cosa non convince: Amazon aveva fornito hosting per i file di Wikileaks sulla guerra in Iraq, informazioni che non appartenevano neppure in quel caso a Wikileaks e che sul piano della sicurezza personale potevano essere anche più rischiose. L’appello del senatore Joe Lieberman alle aziende americane di bloccare WikiLeaks era stato lanciato appena 24 ore prima della decisione di Amazon.

Conseguenze: Daniel Ellsberg, l’uomo dietro i Pentagon Papers, ha inviato una lettera aperta ad Amazon , comunicando la sua cancellazione dal sito e invitando altri a farlo. Diversi gruppi su Facebook sostengono il boicottaggio ad Amazon per la vicenda Wikileaks.
Chi: Tableau Software

Quando: 1 dicembre 2010

Cosa forniva: Programmi per realizzare grafici interattivi

Perché ha bloccato Wikileaks: Nella nota ufficiale pubblicata sul sito, la compagnia ha ammesso di essersi adeguata all’appello del senatore Lieberman. Inoltre i contenuti di Wikileaks violerebbero i termini d’uso poiché il sito di Assange non aveva il diritto di pubblicarli

Conseguenze: La nota ha dato il via a centinaia di commenti. Molti utenti si dichiarano intenzionati a chiudere il loro account per protestare contro questa decisione
ChiEveryDns.com
Quando: 2 dicembre 2010

Cosa forniva: Servizi di Domain Name System. Permetteva di raggiungere il sito digitando wikileaks.org
Perché ha bloccato Wikileaks: Nella nota ufficiale pubblicata sul sito, la compagnia ha spiegato di aver terminato il servizio (gratuito) perché in violazione delle condizioni. In particolare Wikileaks metteva a rischio la stabilità degli altri 500 mila siti di EveryDns a causa dei continui attacchi ricevuti.
Conseguenze: Lo storico dominio.org di Wikileaks è diventato irraggiungibile.
ChiPayPal.com, controllata di eBay
Quando: 2 dicembre 2010

Cosa forniva: Servizi per il trasferimento di denaro via email

Perché ha bloccato Wikileaks: Nella nota ufficiale pubblicata sul sito, la compagnia ha spiegato di aver terminato il servizio per violazioni della policy d’uso. In particolare Wikileaks “incoraggiava, promuoveva o facilitava il compimento di azioni illegali”.

Cosa non convince: Come notato dall’osservatore Jeff Jarvis, attualmente Paypal permette di trasferire denaro a ogni genere di associazione, compreso il Ku Klux Klan. Eppure solo Wikileaks è stata sanzionata.

Conseguenze: Come per Amazon, non sono mancate le critiche e le proposte di boicottare la società, passando magari al servizio Flattr.com, fondato da uno dei creatori della PirateBay che in queste ore ha confermato il suo supporto ad Assange e soci. Il forum 4chan.org ha inoltre lanciato degli attacchi a PayPal, oscurandone il blog per alcune ore.
Chi: PostFinance.ch

Quando: 6 dicembre 2010

Cosa forniva: Conto in banca di Julian Assange
Perché ha bloccato Wikileaks: Secondo la società, Assange avrebbe fornito informazioni false sulla sua residenza. Per avere un conto nell’istituto, serve infatti essere residente in Svizzera. Il conto è stato chiuso ma i soldi verranno trasferiti e non congelati spiega PostFinance. In seguito alla chiusura dell’account su PayPal, il conto personale di Assange era diventato una delle vie principali per il finanziamento di Wikileaks. Secondo un comunicato di Wikileaks la chiusura e il congelamento di PayPal e PostFinance hanno bloccato circa 100 mila euro di fondi donati a Wikileaks.

Conseguenze. Il forum 4chan ha lanciato un attacco contro il sito PostFinance.ch che, al momento della scrittura di questo pezzo risulta ancora irraggiungibile.
Chi: MasterCard e Visa Europe
Quando: 6 e 7 dicembre 2010
Cosa fornivano: Servizi per il trasferimento di denaro via carta di credito

Perché hanno bloccato Wikileaks: I due circuiti di carte di credito hanno annunciato separatamente, ma nel giro di poche ore l’una dall’altra, l’interruzione di trasferimenti verso Wikileaks. Per entrambe la motivazione è collegata alle azioni illegali che Wikileaks avrebbe compiuto o favorirebbe.e la carta Visa sospende le donazioni dirette a Wikileaks, il sito fondato da Julian Assange. “Visa Europa ha sospeso l’accettazione dei pagamenti Visa al sito web Wikileaks in attesa di ulteriori indagini sulla natura dei suoi affari e per chiarire se questi contravvengano alle regole operative di Visa”, ha affermato un portavoce della compagnia.
Cosa non convince. Le due società non hanno spiegato a quali ‘regole operative’ si riferiscano né perché Wikileaks è sospettata di averle violate.
Conseguenze. Non si possono più fare donazioni a Wikileaks attraverso questi circuiti. Per ora ci sono state solo proposte di boicottaggio e nessun attacco informatico. Il sito di MasterCard è stato attaccato dagli hacker.



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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Non è vero che per avere un conto alla posta svizzera bisogna risiedere in nel paese

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