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Radar per vedere dentro casa: la Polizia ne è già dotata

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Almeno 50 delle forze dell'ordine negli Stati Uniti, hanno segretamente dotato i loro ufficiali di  dispositivi radar   che permettono loro di  vedere in modo efficace attraverso i muri delle case  per vedere se qualcuno è dentro, una pratica  che sta sollevando nuove preoccupazioni circa quello che può sorvegliare il governo e la  privacy violata dei cittadini . Queste agenzie, tra cui l' FBI  e gli  U.S. Marshals Service , hanno iniziato a implementare i  sistemi radar  più di due anni fa con poco preavviso ai tribunali e di divulgazione pubblica di quando e come sarebbero stati utilizzati. La tecnologia solleva  questioni legali  e di  privacy  perché la Corte Suprema degli Stati Uniti ha detto che gli ufficiali in genere non possono utilizzare i sensori ad alta tecnologia per controllare l'interno della casa di una persona senza prima  Come funziona il  radar per vedere dentro casa I radar funziona...

Rivelazioni choc ex agente Fbi: la Cia impedì di prevenire l'11 settembre!

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I dettagli di un'informazione preziosa che venne zittita Un ex agente speciale dell'Fbi, parlando con un giornalista di  Newsweek , ha raccontato i dettagli di come l’agenzia di intelligence degli Stati Uniti, la Cia, avrebbe impedito a lui e ad un altro agente di prevenire gli attacchi dell'11 settembre. Mark Rossini e Doug Miller hanno riferito di avere scoperto che uno dei futuri autori dell'attacco, Khalid al-Mihdhar, aveva visti di ingresso multiplo degli Stati Uniti nel passaporto saudita,  ma quando Miller preparò una relazione per l'FBI, un membro dell'unità top secret della Cia gli avrebbe detto di aspettare. Insomma Miller e Rossini si videro obbligati a stare zitti. Durante tutti questi anni, Rossini si è pentito di aver obbedito, come ha rivelato a Newsweek. "È un dolore che non se ne va, che mi perseguita ogni singolo giorno della mia vita", dice Rossini. Rapporti governativi sugli attentati attribuiscono l'attacco terroristico ad ...

PROVE DOCUMENTALI su microchip, armi psicotroniche, controllo mentale

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MICROCHIP INSERITO NEL CRANIO: IL CASO DORIGO - per "fortuna" che ci sono le lastre e prove oltre ogni ragionevole dubbio, in quanto se non ci fossero probabilmente parlandone verremmo tacciati di "complottismo"... (video di seguito, post di Informati )   Di armi psicotroniche e controllo mentale ne parla anche l'ex Colonnello Umberto Rapetto nel capitolo "cervello nel mirino" del suo libro "le nuove guerre" , davvero molto interessante. Inoltre se volete approfondire la questione dei microchip inseriti nel corpo umano consultate questa pagina, molto ricca di documenti sui microchips impiantati nel corpo umano, a cura di un'associazione che si occupa specificamente dell'ambito. Nella pagina vengono proposte prove documentali e interviste, non "teorie strampalate". Tra i vari documenti c'è anche un'intervista integrale a Paolo Dorigo, di cui di seguito vi proponiamo un breve video: Pubblicazione di In...

Boston: le indagini dell'FBI tra insabbiamenti e misteri

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di Michele Paris Le indagini condotte dalle autorità di polizia americane dopo l’attentato alla maratona di Boston del 15 aprile scorso continuano a sollevare numerosi interrogativi e risultano caratterizzate da un costante tentativo di occultare l’inquietante realtà che sembra nascondersi dietro le esplosioni che provocarono 3 morti e centinaia di feriti. I sospetti per una probabile colossale operazione di insabbiamento in corso sono tornati ad emergere in questi giorni dopo l’intervento dell’FBI per bloccare la pubblicazione dei risultati dell’autopsia condotta sul corpo di un giovane ceceno amico di Tamerlan Tsarnaev, il maggiore dei due fratelli accusati dei fatti di Boston. Nel pressoché totale disinteresse dei principali media d’oltreoceano per una vicenda dai molti lati oscuri, i medici legali di un laboratorio di Orlando, in Florida, martedì hanno fatto sapere di essere stati invitati dall’FBI a non divulgare l’esito dell’autopsia relativa a Ibragim Todashev, poiché la ...

Attentato Boston: e' ufficiale, FBI ha creato con Photoshop foto usate come prova+FOTO (e documenti)

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Vedi anche: Attentato di Boston: strane morti di agenti FBI e Testimoni... WASHINGTON (PRESSTV) – Un reporter investigativo americano ha dimostrato che le foto usate per incastrare uno dei presunti attentatori di Boston sono state "modificate" con un software informatico come il Photoshop. La foto mostrata dall'FBI per incriminare Dzhokhar Tsarnaev, di 19 anni, alla maratona e poi quella rilasciata del suo volto, presentano chiare divergenze. Dopo un attento studio delle foto ad opera di Ralph Lopez, del Digital Journal, l'esperto ha persino indicato le prove che dimostrano che le foto sono state "modificate" con un software informatico. E' degno di nota che la nuova scoperta rende ancora più oscura la vicenda che ha causato 3 morti ed oltre 260 feriti.

Attentato di Boston: strane morti di agenti FBI e Testimoni...

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Vedi anche: Attentato Boston: e' ufficiale, FBI ha creato con Photoshop foto usate come prova+FOTO (e documenti) - - - - - Due agenti Fbi, un testimone interrogato dall'Fbi, un falso sospettato. Una catena di morti in poco più di un mese colpisce da vicino l'inchiesta su Boston. di Matzu Yagi. Due agenti speciali dell'FBI, Christopher Lorek e Stephen Shaw,   sono morti durante un'esercitazione   a Virginia Beach, il 20 maggio 2013 . I due uomini tentavano di scendere con un cavo da un elicottero su un'imbarcazione. Ma a causa del cattivo tempo sono precipitati in acqua morendo per le conseguenze dell'impatto.  Christopher Lorek e Stephen Shaw erano parte della squadra di agenti che si occupavano dell'attentato di Boston accanto a Richard Deslauriers. Erano coinvolti nelle fasi di cattura dei sospettati, i fratelli Tsarnaev.  Un giovane studente che era stato accusato a torto, Sunil Tripathi, è   già morto in circostanze non chiari...

La famiglia più potente d’Italia? Il Sistema Letta’s: tra zio, nipote e gli ordini americani

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Dai cablo di WikiLeaks emerge tutto il "sistema Letta", un'istantanea su come il potere e i contatti con la diplomazia Usa si travasino da Gianni a Enrico. Entrambi fidatissimi di Washington. VEDI ANCHE: Tutto quello che devi sapere su Enrico Letta «Fortemente pro-americano». E' questo il ritratto di Enrico Letta che esce dai cablo di WikiLeaks, pubblicati in esclusiva per l'Italia da "l'Espresso". Un leader politico che l'ambasciatore americano a Roma può avvicinare anche per discutere questioni delicatissime, come l'esigenza degli Stati Uniti di fermare Armando Spataro e i magistrati di Milano, determinati ad arrestare gli agenti della Cia responsabili dell'extraordinary rendition di Abu Omar. Due cablo di WikiLeaks fotografano il "sistema Letta", restituendo un'istantanea di come il potere e i contatti con la diplomazia americana si travasino dallo zio Gianni al nipote Enrico. Come in un sistema di ...