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sabato 25 maggio 2013
Rafael Correadi Luciano Lago
Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, parlando in una conferenza stampa dopo la sua rielezione, ha definito la Corte Interamericana dei Diritti Umani (CDH) come uno strumento della politica estera degli stati Uniti, in particolare come sistema di condizionamento usato  contro i governi socialisti nazionali dell’America latina.
Il presidente Correa ha criticato energicamente la politica degli USA ed ha dichiarato che si rifiuta di firmare la convenzione interamericana dei diritti umani nonostante che questo organismo abbia la sua sede proprio in Ecuador  e  sia di fatto uno strumento di controllo verso le nazioni latinoamericane.
Queste organizzazioni, secondo Correa, trattano molto peggio i governi democratici attuali che non le dittature, come quelle  che sono state devastanti per l’America Latina.
“Risulta irrazionale”, ha affermato Correa,  “che venga perseguitato un giornalista per una opinione espressa e che altri violino sfacciatamente la carta dei diritti umani attuando il blocco economico ingiustificato contro Cuba.”
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Leggere il blog che Paul Krugman tiene per il New York Times - Krugman, che menzioniamo spesso, è un premo Nobel per l'Economia, mica un signor Nessuno qualsiasi - equivale a spalancare la finestra in una stanza piena di aria viziata. L'altro giorno ha pubblicato un grafico illuminante sul tasso di interesse del debito pubblico italiano, meglio conosciuto sotto forma di spread (la differenza fra il tasso di interesse del debito pubblico italiano e tedesco).
In nome dei tassi di interesse sul debito ci hanno fatto sputar lacrime sudore sangue con le tristemente note politiche di austerity. Ci hanno martellato a mass media unificati, o quasi, presentandoci i dolori del rigore e dei tagli ai servizi pubblici come misura indispensabile per far scendere il tasso di interesse che paghiamo - va da sé - con il denaro estratto dalle nostre tasche.
Bambini greci 250x149 Il 30% dei bambini greci è povero, lallarme dellUnicefIn Grecia le conseguenze delle crisi economica che ha devastato il Paese si ripercuotono soprattutto sui bambini. Vittime inconsapevoli delle politiche di austerità imposte dall’alto, sono sempre più spesso costretti a vivere senza cibo a sufficienza, vestiti, riscaldamento o un’assistenza sanitaria adeguata. L’allarme arriva dall’Unicef che ha reso noti i risultati della ricerca “La condizione dei bambini in Grecia 2013” condotta insieme all’Università di Atene.
A rischio povertà. Quasi 600 mila bambini greci vivono ormai al di sotto della soglia di povertà e a rischio emarginazione (un numero drammaticamente aumentato del 9,1% dal 2010 al 2011). A causa della crisi vivono in famiglie ormai allo stremo che non possono più garantire ai loro piccoli neanche i beni di prima necessità. Spesso entrambi i loro genitori hanno perso il lavoro (il 9,2%) o non sanno più come far quadrare i conti per pagare affitto, bollette e debiti (il 37,2%). E allora, per sopravvivere, sono costretti a tagliare anche le spese più comuni: dal cibo ai vestiti, fino all’istruzione.
Si rinuncia a cibo e a riscaldamento. Una situazione che rischia di compromettere seriamente anche la loro salute: in molte case carne, pesce o verdure – alimenti fondamentali per la crescita di un bambino – non entrano quasi più. E i soldi non sono più sufficienti neanche per mantenere un sistema di riscaldamento adeguato: nel 2011 il 19,3% delle famiglie con figli a carico è stata costretta a farne a meno. Ma per molti è difficile sostenere anche i costi dell’assistenza sanitaria: i continui tagli alla sanità pubblica si ripercuotono soprattutto sulle fasce più povere della società e il 10,1% delle famiglie non riesce più a coprire le spese per le visite mediche.


Di Matteo Vitiello - buenobuonogood
 
Il 2 Giugno 2013, a pochi giorni di distanza dalla riunione 2013 del Bilderberg Group – che quest’anno si terrà poco lontano da Londra, presso l’Hotel Grove (Chandler’s Cross, Watford, Hertfordshire, WD3 4TG, vedi foto più sotto), la persona che più ha contribuito a far conoscere a tutto il mondo il “Club Bilderberg”, Daniel Estulin, sarà a Barcellona  a presentare la sua conferenza  ”Il Governo Mondiale e il Club Bilderberg“ (Hotel Barceló Sants, Plaça Països Catalans, Barcelona). [Clicca per leggere il programma - organizzatore: Lighthouse)
Per chi ancora non lo conoscesse, Estulin è la persona che ha dedicato e dedica la sua vita all'investigazione sulle trame sporche dei "capi del mondo", è colui che ha cercato di fare luce sull'agenda segreta del Bilderberg Group, il "club elitista"  che riunisce ogni anno (dal 1954, data della prima riunione, ndr) i vertici politici ed economici mondiali, al fine di discutere e decidere cosa fare del mondo e come farlo, senza ovviamente chiederne opinione a noi, la comunità civile, i diretti interessati, anzi, cercando di agire quanto più segretamente possibile.
Considerati la censura ed il silenzio stampa ordinato dai proprietari dei principali mezzi di comunicazione  nazionali ed internazionali, coinvolti nella strategia di segretezza del Bilderberg, è solo grazie all'impegno di persone come Daniel Estulin, Jim Tucker (r.i.p., ndr), Alex Jones (e dei loro colaboratori e di molte altre persone che indagano ogni giorno, ndr), almeno per citare i principali giornalisti d'investigazione impegnati a smascherare il Bilderberg, che sempre più persone conoscono l'esistenza delle riunioni Bilderberg.

hotel grove
È necessario che molta più gente s'informi e venga a conoscenza chi sono veramente le persone che governano e quali sono i loro veri ed ultimi obiettivi. Che questi obiettivi non siano la promozione del benessere collettivo, della pace e dell'evoluzione positiva ed armonica della società civile, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: viviamo in un mondo dove regnano la fame, la guerra e la schiavitù economica della classe media.
Un articolo di tre economisti europei pubblicato da Bloomberg considera lo smantellamento dell'euro - o almeno l'uscita dei paesi più forti - non come la fine dell'Europa, ma al contrario come un modo per salvarla



di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel and Stefan Kawalec
Alla vigilia della guerra civile americana, Abraham Lincoln pronunciò la famosa frase "una casa divisa non può stare in piedi." Oggi, l'Unione Europea - impegnata da decenni alla ricerca di un' "unione sempre più stretta" - deve confrontarsi con una straziante verità. La massima di Lincoln deve essere letta al contrario. Affinché l'UE possa sopravvivere, l'euro si deve sciogliere.



Tra il trattato di Roma del 1957 e l'Atto unico europeo, del 1986, i governi europei hanno portato avanti la più grande rivoluzione pacifica che il continente abbia mai visto nella sua lunga e travagliata storia. La creazione di una moneta unica europea avrebbe dovuto basarsi su questo notevole successo. Era supposta essere il successivo fondamentale passo verso una maggiore unità e prosperità. La crisi economica nell'Europa meridionale mostra che invece il regime dell'euro, almeno nella sua forma attuale, è  diventato una minaccia mortale per entrambi questi obiettivi.

TempoIn che modo la percezione che abbiamo dell’Universo e del tempo cosmico influenza la vita di ogni giorno? E se il tempo fosse solo un’illusione?
I ‘ribelli’ che si oppongono alla teoria del Big Bang hanno come obbiettivo quello di affrontare il concetto di tempo; sono filosofi tanto quanto cosmologi, insoddisfatti dalla teoria del Big Bang, indifferenti alla teoria delle stringhe e non convinti dal multiverso. Julian Barbour, fisico britannico, autore e maggior esponente dell’idea della fisica senza tempo, è uno di questi ribelli – ed è così profondamente convinto della sua ipotesi da aver ripudiato l’intero mondo accademico.
La soluzione di Julian Barbour al problema del tempo applicato alla fisica e alla cosmologia è tanto chiaro quanto radicale: afferma, infatti, che il tempo, semplicemente, non esiste.
‘Se provate a tenere il tempo in una mano, vi scivolerà sempre tra le dita’, afferma Barbour. ‘Le persone sono convinte che il tempo sia lì, ma non lo si può afferrare e penso che non sia possibile trattenerlo semplicemente perché non c’è’. Barbour parla con un disarmante fascino inglese, rivelando una ferrea risolutezza ed una profonda fiducia nella propria teoria; la sua prospettiva estrema deriva da anni ed anni di studi approfonditi sia nel campo della fisica classica che quantistica.
TempoIsaac Newton pensava al tempo come ad un fiume che scorre ovunque con la stessa portata; Einstein cambiò questa visione unificando spazio e tempo in un’unica entità in quattro dimensioni, ma anch’egli fallì nel tentativo di contrastare la visione del tempo come unità di misura delle trasformazioni del mondo che ci circonda. Secondo quanto dichiarato da Barbour la questione deve essere affrontata da una prospettiva completamente diversa; è, cioè, necessario pensare che siano i cambiamenti a creare l’illusione dello scorrere del tempo e non viceversa. Rievocando il fantasma di Parmenide, Barbour percepisce ogni singolo attimo nel suo insieme, come entità a se stante, reale e completa. Chiama questi momenti gli ‘Adesso’.
Alfano e LettaÈ diventato difficile in Italia, dagli ultimi giorni del 2011 ad oggi, rendersi conto del passare del tempo, cercare di padroneggiarlo rievocando gli avvenimenti e tentare di fare il punto della situazione. In realtà si è trattato di un tempo-non-tempo, affondato per i cittadini in una specie di limbo, immobile ed oscuro, di cui non si sa nulla perché non è stato mai sperimentato in precedenza e dal quale quindi si aspetta che siano gli esperti, i politici a traghettarci, nella nostra veste di “ombre”, verso la luce. Ma i politici sanno bene che questa strada non esiste perché l’unica possibile comporterebbe rimettere in questione l’Unione Europea, cosa che nessuno vuole fare e neanche osa porre di fronte a sé. Ripetono, perciò, che si vede la luce in fondo al tunnel ma è il tunnel che non è per nulla un tunnel, ossia un corridoio da percorrere per raggiungere una meta: è invece la situazione, è la realtà.
Anche se è vero che la crisi economica è drammatica, lo stato di atonia nel quale si trovano i popoli non nasce dai debiti che è impossibile ripianare, così come non ne nascono gli atti estremi di chi uccide i propri figli prima di suicidarsi, o si getta da un ponte perché senza speranza di trovare lavoro: questi sono atti che ne rappresentano semmai un’assoluta, finale negazione. Ci si uccide perché appunto il tunnel non è un tunnel; perché la situazione è immobile e senza senso. La crisi è veramente crisi della politica, ossia dell’unico sistema abilitato ad agire nelle democrazie. Le rovine che hanno travolto nel crollo i popoli d’Europa, sono le rovine delle imprese condotte dai politici, delle loro idee prima ancora che della loro realizzazione. Non è possibile neanche rendersi conto di che cosa significhi affermare, come tutti affermano, che c’è la crisi della politica, la sfiducia nella politica, in un’Europa che aveva affidato tutto alla politica. Tutto, ossia “troppo”.
cannabis Il business della marijuana legale ha raggiunto livelli esorbitanti negli Usa e la legalizzazione promette introiti statali clamorosi se si considera il taglio dei costi esorbitanti della “guerra alla droga”. «Con il via libera alla cannabis sempre più vicino, gli Stati Uniti iniziano a fare i conti su quanti soldi risparmieranno rinunciando alla costosissima guerra agli stupefacenti», scrive Francesco Tamburini sul “Fatto Quotidiano”. L’ultimo forte avvertimento proviene da oltre 300 economisti (tra cui tre Premi Nobel), che hanno firmato una petizione per richiamare l’attenzione sulla tesi di Jeffrey Miron, uno studioso di Harvard, secondo il quale – legalizzando la marijuana – il governo risparmierebbe 7,7 miliardi di dollari all’anno, attualmente spesi per contrastare l’uso di stupefacenti. Ma gli economisti hanno alzato l’asticella, stimando un risparmio ulteriore di 6 miliardi di dollari annui, se il governo tassasse la marijuana allo stesso modo di alcol e tabacco. Sale quindi a 13,7 miliardi il “bottino” che gli Stati Uniti incasserebbero ogni anno se legalizzassero la sostanza.
Nel frattempo, il business dell’“erba” comincia a volare. Il “Medical Marijuana Business Daily”, la principale fonte di informazione per il mercato americano della cannabis ad uso medico, prevede che le vendite autorizzate schizzeranno quest’anno a oltre 1,5 miliardi di dollari. E grazie ai referendum che a novembre dell’anno scorso hanno dato il via libera all’utilizzo “ricreativo” in Colorado e nello Stato di Washington, quadruplicheranno a 6 miliardi entro il 2018. La svolta pro-legalizzazione è sempre più evidente in Nord America. Sono infatti 18 gli Stati dove la marijuana è permessa per uso medico e altri dieci si stanno muovendo nella stessa direzione. Il fenomeno è confermato da un sondaggio del “Pew Research Center”, secondo cui il 52% degli americani è favorevole all’eliminazione del divieto, mentre tre su quattro sostengono che i soldi spesi per la lotta alla cannabis non sono un buon investimento.
venerdì 24 maggio 2013

Mediaset in quattro anni ha sborsato 23 milioni di euro per il volto di Striscia: vanno tutti in Irlanda e a Montecarlo. Quasi 15 milioni sono stati versati a lui, residente nel Principato. Altri 8 milioni sono finiti a una società con sede a Dublino

Di Luigi Franco

Di ramanzine a personaggi più o meno noti, Ezio Greggio ne ha fatte un bel po’. Maghi truffaldini, terapeuti imbroglioni, politici beccati in fuori onda imbarazzanti. Il prossimo Tapiro d’oro, però, potrebbe meritarselo proprio lui, dopo 25 anni passati alla conduzione di Striscia la notizia. Perché il suo caso è tra quelli che stanno suscitando l’interesse dell’Agenzia delle entrate. Per aggiudicarsi le sue battute e le sue frecciate irriverenti, Mediaset ha speso negli ultimi quattro anni più di 23 milioni di euro, parte dei quali sono finiti a una società con base in Irlanda. E da valutare, per l’agenzia, c’è soprattutto la residenza dello showman, che non si trova a Milano o nelle vicinanze di Cologno Monzese, ma in uno dei paradisi fiscali più prossimi a casa nostra, il principato di Monaco.
centrale kashiwazaki-kariwa
La centrale di Kashiwazaki-Kariwa, capace di produrre ben 8.210.000 kilowatt, è stata inaugurata nel 1985 ed è stata ampliata fino ad avere oggi sette reattori
A poco più di due anni dal disastro di Fukushima, il Giappone apre la strada al ritorno del nucleare. LaTepco, gestore della centrale colpita dal sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, intende infatti far ripartire entro fine luglio la mega centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande al mondo.
L'utility ha infatti deciso di presentare alla Nra, la nuova Authority nipponica sulla sicurezza, la richiesta per riavviare due reattori dell'impianto della prefettura centro-occidentale di Niigata, al termine del completamento dei lavori sulla “sicurezza rafforzata”.
La centrale di Kashiwazaki-Kariwa, capace di produrre ben 8.210.000 kilowatt, è stata inaugurata nel 1985 ed è stata ampliata fino ad avere oggi sette reattori.
L'intenzione della Tepco non costituisce una mossa isolata: altre utility si avvierebbero a fare lo stesso, anche in considerazione del rischio di blackout durante il periodo estivo.
BELLUNO - Equitalia gli avrebbe pignorato la macchina e lui, per tutta risposta, ha minacciato di ritornare negli uffici di Belluno armato di pistola se il provvedimento non fosse stato bloccato. La polizia, dopo aver individuato l'uomo, residente a Trichiana, che non voleva farsi sequestrare l'arma, ha avviato un'attività di monitoraggio e alla prima occasione gliel'ha requisita.

Il 53 enne, ex guardia giurata e disoccupato, verrà denunciato. L'uomo, in evidente stato di agitazione, si è presentato negli uffici di Equitalia pretendendo la cancellazione del pignoramento della sua autovettura, subito in conseguenza di mancati pagamenti esattoriali per circa cinquantamila euro. Nella concitazione ha minacciato gli impiegati di "tornare" con una pistola se non fosse stato accontentato.


Fonte: http://www.gazzettino.it/nordest/belluno/minacce_a_equitalia_o_mi_bloccate_il_pignoramento_o_torno_con_la_pistola/notizie/283666.shtml

di Carola Frediani
 
Dall’inchiesta emerge la figura molto ambigua di uno degli indagati, che aveva contatti con i servizi segreti. Il suo avvocato, Carlo Taormina, lo conferma. E nella “banda” messa ai domiciliari è stata fatta un po’ di confusione tra veri attivisti e infiltrati

Polizia postale e Symantec contro uno stuolo di ragazzi pronti a violarne le infrastrutture. Penetrare in sistemi, rubare codici, modificare siti. Gli uni contro gli altri armati. E’ successo giovedì alla Sapienza di Roma, durante una esercitazione, anzi, una vera e propria gara, la Cyber Readiness Challenge, in cui studenti universitari e anche qualche IT manager erano invitati a sfidare una serie di sistemi allestiti appositamente dalla nota multinazionale della cybersicurezza insieme al Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche. Con tanto di classifica per i più bravi. Ma se qui i più valenti vengono elogiati, fuori da quelle mura chi viola davvero siti statali e di aziende rischia il carcere. E nelle stesse ore in cui gli studenti si preparavano alla sfida simulata, fuori altri ragazzi, della stessa età, attaccavano a muso duro le istituzioni.
Giornata di resistenza agli sfratti questa mattina a Torino dove, com’è ormai d’abitudine da un po’ di tempo a questa parte, la Questura tende a concentrare diversi sfratti esecutivi nella stessa mattinata (più precisamente nel terzo martedì del mese) per tentare di disperdere i momenti di resistenza.

In una città con un altissimo numero di sfratti per morosità, le zone più colpite sono ovviamente quelle dove la crisi morde di più e sempre più famiglie si ritrovano nell’impossibilità di pagare l’affitto; gli sfratti di quest’oggi erano infatti concentrati nel quartiere popolare di Barriera di Milano, dove fin dalle prime del mattino si sono organizzati presidi e picchetti.

In linea con le politiche dell’amministrazione comunale che continua a gestire l’emergenza abitativa in termini di mero ordine pubblico, dove gli sfratti erano ormai esecutivi l’apparato di polizia messo in campo dalla questura è stato particolarmente ingente e non ha esitato a mostrare i muscoli per raggiungere l’obiettivo di lasciare in mezzo ad una strada le famiglie colpevoli di non poter più pagare l’affitto.
Pisapia "è cambiato da quando è sindaco di Milano" - come sostiene l'autore dell'articolo che vi proponiamo di seguito per conoscere il suo operato - oppure HA MOSTRATO IL SUO VERO VOLTO? Come siamo più propensi a pensare noi?

Ai tempi della campagna elettorale di Pisapia e De Magistris il web si era colorato di arancione: molti cittadini sostenevano le loro candidature, sicuri che le cose sarebbero cambiate...

MA QUESTI DUE SINDACI SONO SOSTENUTI (leggasi: tenuti per le palle) DAL PD: PISAPIA è L'AVVOCATO DI DE BENEDETTI, TESSERA N.1 DEL PD E VICINISSIMO AGLI AMBIENTI BILDERBERG... come possono, ancora, i cittadini, credere alle promesse di questa gente? 

Staff nocensura.com
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Un articolo per fare il punto su quel che accade nell’afosa Milano della patina arancione

casadeimilanesi
Tra pochi giorni saranno ufficialmente i primi due anni di governo arancione a Milano, anniversario suggellato tristemente dalle manganellate di ieri pomeriggio sotto Palazzo Marino: simbolo di una giunta chiusa nelle sue stanze, incapace ormai di mantenere anche solo la facciata di apertura, comunicazione con le istanze del territorio e cambiamento nell’amministrazione pubblica.
Due anni costellati dalla triste continuità nelle politiche di gestione dei principali problemi che attraversano Milano in questo inizio di anni Dieci: la casa (leggi Aler e edilizia pubblica), la speculazione e devastazione dei quartieri (leggi Expo e opere collegate), la risposta poliziesca alla questione degli spazi sociali e alle mobilitazioni dei lavoratori (leggi gli sgomberi succedutisi in quest’ultimo anno, fino a quello di Zam avvenuto ieri mattina; leggi le cariche ai lavoratori della Jabil o del San Raffaele).

 I ricavi quadruplicheranno entro il 2018 grazie ai referendum in Colorado e nello Stato di Washington. Si fanno avanti così gli investitori, che puntano su distributori automatici di stupefacenti e start up innovative. E anche lo Stato chiede la sua fetta, con una tassazione fino al 40%

Di Francesco Tamburini

Il business della marijuana legale ha raggiunto livelli esorbitanti negli Stati Uniti. Il Medical marijuana business daily, la principale fonte di informazione per il mercato americano dellacannabis ad uso medico, prevede che le vendite autorizzate schizzeranno quest’anno a oltre 1,5 miliardi di dollari. E, grazie ai referendum che a novembre dell’anno scorso hanno dato il via liberaall’utilizzo “ricreativo” in Colorado e nello Stato di Washington, quadruplicheranno a 6 miliardi entro il 2018.
La svolta pro legalizzazione è sempre più evidente in Nord America. Sono infatti 18 gli Stati dove la marijuana è permessa per uso medico e altri dieci si stanno muovendo nella stessa direzione. Il fenomeno è confermato da un sondaggio del Pew Research Center, secondo cui il 52 per cento degli americani è favorevole all’eliminazione del divieto, mentre il 45 per cento è contrario. Tre su quattro sostengono invece che i soldi spesi per la lotta alla cannabis non sono un buon investimento.
sergio-romano-massone.jpgPensavate che le riunioni massoniche dei potenti si tenessero nell'ombra e nel silenzio per oscuri motivi di potere e di decisioni prese sulla testa del popolo?
Siete degli stolti complottisti! Secondo Sergio Romano, l'ex-ambasciatore tanto amato dall'elite e dai radical-chic, bisogna stare tranquilli perchè il gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, l’Aspen Institute, il Council of Foreign Relations e logge varie sono segrete per il nostro bene!
La ridicola affermazione di Romano è stata scritta in una risposta data ad un lettore del Corriere della Sera che chiedeva quanto segue:
Vorrei sapere che cosa pensa delle varie organizzazioni di cui fanno parte i potenti banchieri, politici ed economisti quali il gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, l’Aspen Institute e, non ultimo, il Council of Foreign Relations, e soprattutto perché i giornali non parlano mai di quest’ultime quando si riuniscono?”.
A questo punto, comincia il 'delirio illuminato' di Sergio Romano.


Quarta notte consecutiva di scontri a Stoccolma dove ormai sono 15 i distretti periferici investiti dalle violenze che stanno assumendo la connotazione della protesta contro la crisi economica e la disoccupazione, oltre che contro la mancata integrazione degli immigrati.
Secondo quanto riporta l'agenzia svedese TT anche questa notte centinaia di giovani in diversi quartieri hanno dato alle fiamme auto posteggiate, lanciato sassi contro la polizia, infranto finestre. A Ragsved, nella zona sud, e' stata data alle fiamme una stazione della polizia ma non vi e' notizia di feriti. Ad Hagsatra e' stata attaccata una pattuglia della polizia ed e' rimasto ferito in modo grave un agente.
A Skogas, sempre nella zona sud, e' stato incendiato un ristorante e scontri si sono verificati anche a Husby, nel nord, da dove la rivolta e' partita domenica in seguito all'uccisione, la settimana scorsa, di un uomo di 69 anni da parte della polizia. Husby è popolata da immigrati provenienti da Iraq, Libano, Siria e Somalia. La rivolta si è espansa in altre zone periferiche della capitale svedese. Altre fonti danno notizia di due auto date alle fiamme nella citta' meridionale svedese di Malmo, episodio che sembra sostanziare l'allarme lanciato in questi giorni dalle autorita' svedesi su una possibile estensione delle violenze. Dall'inizio degli scontri le auto date alle fiamme sono circa una cinquantina.


http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2013/5/23/33912-svezia-esplode-la-rivolta-dei-migranti-quarta-notte-di/
 
Tratto da: http://terrarealtime.blogspot.it/2013/05/svezia-quarta-notte-di-scontri-e.html

giovedì 23 maggio 2013
 Il blog KeepTalkingGreece ci fa sapere che in Grecia si tassano anche i redditi al di sotto della soglia di povertà, è un accordo tra governo e Troika!

Devi dei soldi allo Stato greco? Hai un debito nei confronti del fisco? Una nuova circolare regola le rate che ti renderanno più facile il pagamento dei tuoi debiti. La generosità del ministero delle Finanze greco e della troika offre un esempio senza precedenti di come il povero possa risparmiare fino all’ultimo centesimo per pagare le tasse!
Per un reddito mensile dichiarato di 500 euro, l’importo minimo della rata da pagare sarà del 5%, cioè 25 euro al mese.
Ma la rata scende a soli 20 euro se il reddito mensile è di 400 €.
Beneficiano della generosità dello Stato quelli con un reddito di 300 € al mese ( 300 × 12 = 3600 € reddito annuo). Non gli sarà richiesto di pagare più di 15 euro al mese. In realtà, quei poveri diavoli possono avere la fortuna di pagare le tasse in 15 comode rate – che piova o che ci sia il sole , fino a quando avranno pagato tutto quel che devono.
Allo stesso modo, le rate per i redditi più alti saranno:
Per i redditi dichiarati di 500-1000 euro al mese, la rata sarà 30-60 euro al mese
Per i redditi dichiarati di 1000-1500 euro al mese, ls rata sarà 70-100 euro al mese.
… e così via .
tempo di guerra Crisi drammatica, gli italiani si comportano ormai come in tempo di guerra‘Il quadro che viene fuori dal rapporto annuale dell’Istat e’ desolante, con gli italiani ormai che si comportano come ai tempi di guerra”. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che gli acquisti continueranno a scendere anche quest’anno, con il 74% delle famiglie che dichiara di riuscire ad arrivare a fine mese solamente con feroci tagli al carrello della spesa. Se non si prenderanno presto misure a sostegno delle famiglie e dell’occupazione, soprattutto giovanile – aggiunge la Cia – ma si procedera’ con provvedimenti come l’aumento dell’Iva al 22 per cento, la situazione non potra’ che peggiorare ancora. Intanto aumentano i segnali di sofferenza – sottolinea la Cia- Basti ricordare che nell’ultimo anno il numero di famiglie che fa la spesa nelle ‘cattedrali del risparmio’ come discount e hard-discount e’ arrivato a 13,8 milioni (il 62 per cento). Mentre e’ praticamente raddoppiata (dal 6,7 al 12,3 per cento) la quota di italiani che non puo’ piu’ permettersi di mangiare carne o pesce ogni due giorni.


Fonte: L'Indipendenza - tratto da rischiocalcolato.it


Traduzione di Alex 
Di Thomas CATAN e Marcus WALKER, Wall Street Journal - La disoccupazione in Spagna ha raggiunto il  27%. I giovani sono in fuga da Portogallo e Irlanda. Un greco su quattro ha difficoltà nel comprarsi da mangiare.

Nonostante lo stato di Depressione, l'Europa non dispone di un piano di emergenza per ridare lavoro alla gente. Nell’ottica della strategia  di uscita dalla crisi dell’Euro, di matrice tedesca, per sfuggire alla crisi dell'euro  gli stati  dell'Europa meridionale devono continuare a tagliare la spesa pubblica, abbassare i salari, limare al ribasso i prezzi  fino a quando saranno di nuovo competitivi.  In base ad alcuni  studi di Goldman Sachs, al ritmo attuale, ci potrebbe volere un decennio o più per completare il processo.
Di Matteo Corsini

 
Devo premettere che Daniel Cohn-Bendit è il prototipo del politicante europeo che mi risulta più indigesto: Ecco quel che ha detto: ”Quando parliamo di frode ed evasione parliamo di una perdita annuale equivalente al bilancio della Ue per i prossimi 7 anni, ossia di circa 1.000 miliardi di euro. Il vertice Ue deve impegnarsi con forza per mettere in atto regole semplici come un sistema automatico di scambio di informazioni tra paesi per i depositi, in particolare delle imprese.”
Da buon ex sessantottino, ha avuto un percorso evolutivo che lo ha portato dal contestare lo Stato ad avvinghiarsi avidamente a una poltrona pagata dai contribuenti europei. Ne abbiamo parecchi anche in Italia. In questi giorni, proprio dall’Europa arrivano nuove dichiarazioni di guerra all’evasione fiscale, uno degli argomenti sul quale tutte le divisioni tra schieramenti politici vengono superate in nome dell’aumento del bottino da amministrare (sperperare?).
Per la Cgia di Mestre le banche premiano solo le grandi imprese. L’associazione condivide il punto di vista del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, rilevando che quest’ultimo ”ha ragione da vendere quando denuncia la drammatica situazione venutasi a creare negli ultimi anni in materia di credito. La contrazione dei prestiti erogati dalle banche alle imprese ha ormai assunto dimensioni drammatiche”. Tuttavia, questo problema sembra non sfiorare le grandi imprese italiane. Infatti, osserva la Cgia, l’81,4% degli oltre 1.313 miliardi di prestiti erogati dalle banche agli italiani e’ concesso al primo 10% degli affidati, vale a dire alla migliore clientela. Una percentuale che negli ultimi anni e’ continuata a salire. Il rimanete 18,6% dei prestiti e’ distribuito tra le famiglie, le piccole imprese ed i lavoratori autonomi che, di fatto, costituiscono la quasi totalita’, vale a dire il 90%, dei clienti dei nostri istituti di credito.


Fonte: http://www.lindipendenza.com/le-banche-premiano-solo-le-grandi-imprese-famiglie-e-pmi-vadano-in-malora/

8o-300x222.jpgPer chi non lo sapesse, Romano Prodi è professore di economia (industriale), e viene   dalla “scuola” di Andreatta. Personaggio  quest’ultimo che ha “privatizzato” di fatto la Banca d’Italia ( di diritto pubblico solo ancora di pura facciata)  sposando e facendo attuare dalla “sua”  Democrazia Cristiana allora al “potere”  quel “divorzio” tra quest’ultima e il “Tesoro” che ha amputato lo Stato italiano di quell’essenziale componente della sua potestas che presiede alla politica monetaria. Preludio essenziale all’allora futuro  abbandono  ( e trasferimento a livello  sovranazionale)   della  pratica prevista dalla  dottrina dello Stato che vuole tra i caratteri essenziali   appunto dello Stato nazionale quello di “battere moneta”,  il cui corollario più rilevante è quello di poter  fissare il tasso di sconto ufficiale a sua volta fondamentale nel determinare costi e ampiezza del credito,  che altro non rappresenta che il flusso sanguigno dell’intero organismo economico.
Questa è una circostanza rilevante perché ha costituito una implicita sconfessione della teoria keynesiana che deprivata della  possibilità di una attiva politica monetaria  perde gran parte del suo armamentario “interventista”,  risultando la politica fiscale e quella dell’intervento diretto o indiretto sull’economia reale terreno  molto meno mistificabile di scontro politico e sociale. Ciò  per le immediate ricadute sugli equilibri di “classe” e dei più generali  “interessi”   della società capitalistica  di queste ultime misure,  che necessariamente sono per loro ineliminabile natura “discrezionali” e “discriminanti”. Non potendo  contare sull’ “illusione monetaria” che è sottesa alla maggiore “universalità” delle categorie concettuali e operative delle grandezze appunto monetarie. Per rimanere nell’ambito della metafora emato-anatomica, mentre la moneta-“sangue” circola in tutto il corpo, la politica fiscale e  interventi nel mercato dei beni incidono  ex definitione su parti specifiche della anatomia del “corpo”-economico ( e non su altre).
Poiché è stato Presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004,  quindi nel cruciale lasso di tempo che ha preparato e poi attuato la moneta unica  europea, Prodi nel diciottesimo DVD de l’Espresso  dedicato a  “Il modello europeo e la politica economica comunitaria” deve dirci da quale interpolazione tra le varie “idelogie” che si contrappongono in materia di filosofia economica ha ricavato ciò che  contribuito in non trascurabile parte  a realizzare:  il “monstrum” ( tra l’altro)  di una Banca Centrale  Europea che,   nel mentre ha privato di ogni autonomia in termini di politica monetaria le Banche Centrali delle “Nazioni” aderenti all’area euro,  ha “dimenticato” di assorbirne il ruolo esclusivo di lender of last resort ( prestatore di ultima istanza ). 
angela-merkel-mario-draghi-300x200.jpgNessuno ne parla più ora che l’emergenza è rientrata, eppure sino a qualche mese fa sembrava essere il principale (se non unico) “termometro” per misurare lo stato di salute della nostra economia. Parliamo dello spread, ossia il differenziale di rendimento tra i nostri Buoni del Tesoro decennali e i Bund tedeschi.
Ormai da tempo il valore dello spread si è stabilizzato sotto i 300 punti base e mentre scriviamo l’ultimo dato disponibile si ferma a 256 punti, ma in passato era arrivato a toccare quota 550.
Dunque il valore  dello spread, che ha turbato i nostri sonni per mesi, ha smesso di rappresentare un’emergenza economica ma la domanda che tutti, a cominciare da economisti e politici, dovremmo porci, per non incorrere in futuro in brutte sorprese, è:  perché si sia verificata, nell’autunno 2011, l’impennata del differenziale e come si è riusciti a farla rientrare? Alti livelli di spread infatti, come la febbre, sono il sintomo di un problema piuttosto che il problema in sé, e a tutt’oggi le spiegazioni di questa crisi di fiducia dei mercati così come del suo sostanziale rientro non trovano spiegazioni razionali.
Recensione

“Suonassero pure a festa le campane…non tutti hanno orecchie e cuore per sentirle”.

È il messaggio che Marco Angilletti lancia agli uomini di Chiesa con il libro “MORBI ET ORBI: pedofilia, omosessualità e fede nella Chiesa di oggi” (Falco Editore).

Un’analisi accurata dei mali che affliggono la Chiesa Cattolica attraverso il punto di vista di un ragazzo che ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza della buona Chiesa, ma che oggi fa fatica a riconoscersi in alcuni aspetti contraddittori e per certi versi scandalosi in cui alcuni uomini di Chiesa sono coinvolti. L’autore, tra gli altri, affronta il caso dei preti pedofili, attraverso i dati raccolti e le storie delle vittime sparse per il mondo, a partire dai retroscena e dagli scandali che hanno coinvolto il pontificato degli ultimi anni.

Girovagando su internet, preti omosessuali si ritrovano su forum appositi non solo per parlare della propria condizione, ma anche per fissare incontri sessuali: intere pagine riportano i contenuti di queste particolari chattate, testimoniando che i sacerdoti dichiarati gay sono tanti e che praticano la propria sessualità senza reticenze.
Una presa di posizione di coraggio che intende promuovere una costante rigenerazione della Chiesa tenendo sempre più conto dei dubbi e delle questioni che animano l’universo giovanile.

Una parola di speranza che non si pone come un’irriverente critica ma piuttosto come un “amplificatore” per la voce di tutti quei giovani che ripongono una smisurata “fede” nella verità e nella giustizia.


mercoledì 22 maggio 2013


Di seguito vi proponiamo il video dell'ottimo discorso pronunciato alla Camera dei Deputati dal parlamentare pentastellato Carlo Sibilia, che argomenta, con grande chiarezza, su signoraggio bancario, TRUFFA del debito pubblico, Bilderberg e "MES"; argomenti che i blog liberi come il nostro affrontano da sempre, nell'apparente indifferenza di politici e mass media. 

(se il video non è visibile sul sito potete guardarlo qui)

Nei mesi scorsi abbiamo criticato duramente il Movimento 5 Stelle per il fatto che il programma elettorale dello stesso, presentato prima delle elezioni politiche del Febbraio 2013 non proferisce parola sui temi di cui ha parlato il deputato Sibilia nel discorso di ieri.

Nei famosi "20 punti" il Movimento non va oltre la proposta di un "referendum per l'uscita dall'Euro",  che qualora fosse indetto sarebbe certamente rigettato dagli italiani, le cui opinioni sono, in larga misura, manipolate dal "sistema" che li ha convinti che uscire dall'euro sarebbe dannoso, "catastrofico", come dichiarano in coro gli esponenti di PD, PDL e centro montiano; [Vedi: Bersani: "pazzo chi propone uscita dall'euro". Ma non spiega il perché...] In realtà, come hanno confermato numerosi studi a cui i soliti noti non hanno dato alcun risalto, la situazione è ben diversa: l'uscita dall'euro sarebbe salvifica per l'Italia e gli altri ''paesi periferici'', mentre per l'economia tedesca sarebbero dolori......

Ma torniamo al discorso del deputato Carlo Sibilia, che ha portato in parlamento le questioni che rappresentano l'unica vera causa dell'attuale situazione di crisi, provocata ad arte dai banchieri centrali e dai poteri forti. Argomenti che Beppe Grillo, allievo del compianto professor Auriti, conosce benissimo, visto che ne parlava con grande competenza già nel 1998, quando questi temi erano conosciuti da pochissime persone

Ascoltare un discorso così - grintoso e veritiero - in parlamento non può che farci estremo piacere, e ringraziamo sentitamente l'On. Carlo Sibilia; tuttavia ci aspettiamo che questo sia "IL PUNTO DI INIZIO" di una seria battaglia per il ripristino della democrazia ed il recupero della sovranità, monetaria e nazionale, prima che sia definitivamente svenduta agli eurocrati.

Ci auguriamo che quello di Sibilia non un discorso "una tantum", come abbiamo sentito pronunciare più volte a Beppe Grillo, che ogni tanto parla di signoraggio in occasioni che hanno poca visibilità e poca importanza, senza incidere, giusto per dare un contentino ai numerosi sostenitori del M5S che conoscono la questione e invocano iniziative in tale direzione, e per far vedere che non ha smesso di parlarne dinnanzi al "popolo dei consapevoli", che grazie alla rete è in continua crescita: sono centinaia di blogger che parlano incessantemente di signoraggio, euro-trattati capestro, etc. e negli ultimi due anni la questione ha avuto un risalto senza precedenti, anche grazie alle frequenti iniziative dell'avv. Alfonso Luigi Marra, che intorno alla lotta al signoraggio e allo strapotere delle banche ha costruito un'associazione ed un movimento, PAS-FermiamoLeBanche, dando vita ad iniziative che hanno suscitato clamore, rendendo noto il signoraggio bancario a moltissime persone ignare.

Nel corso delle precedenti legislature in parlamento di signoraggio bancario ne hanno parlato il "responsabile" Domenico Scilipoti, in più episodi (video1 e video2) e prima ancora l'On. Buontempo, bruscamente interrotto dal Presidente della Camera fausto bertinotti (video) e altri, tuttavia si è trattato di iniziative solitarie ed isolate, che non hanno avuto seguito ne risalto sui mass merda: che "ovviamente" si sono guardati bene dal trasmettere il discorso dell'On Sibilia.

Questa volta, ci auguriamo che la questione non finisca nel dimenticatoio: l'On. Sibilia conosce evidentemente molto bene la portata della questione, che sta letteralmente LASCIANDO IN MUTANDE la nostra nazione (e non solo...) privando milioni di giovani della possibilità di costruirsi un futuro decente e portando alla disperazione fino al suicidio centinaia di disoccupati, imprenditori pesantemente colpite dalla crisi, che non riescono più ad andare avanti e non vedono prospettive. E la situazione è destinata a peggiorare...

Problemi di importanza vitale come il signoraggio bancario, mediante il quale i poteri forti dell'alta finanza ci stanno colonizzando e depredando, non possono essere trattati alla stregua di un inceneritore, del TAV o degli sprechi e ruberie della casta: questioni che, intendiamoci, è giusto affrontare, ma che dinnanzi al signoraggio bancario, sono piccolissime come lo è una banale influenza rispetto ad un cancro in metastasi.

Se il movimento 5 stelle intende davvero cambiare le cose deve affrontare queste importanti questioni nel modo dovuto; mentre prima di ieri non aveva assunto alcuna iniziativa in tale direzione, impegnandosi per problematiche decisamente meno importanti.

I deputati del M5S devono impegnarsi a far conoscere la questione anche a tutti quei cittadini che si informano esclusivamente attraverso i mass media "di sistema" e che, in buona fede, non riescono a credere che le istituzioni che hanno imparato sin da piccoli a rispettare siano guidate da personaggi che, in cambio di soldi e potere, fanno gli interessi di un'élite di banchieri, senza battere ciglio dinnanzi ad una situazione disastrosa come quella a cui siamo arrivati con l'indifferenza, se non la complicità, di praticamente tutti i politici. L'ultimo libro dell'avv. Marco Della Luna, "Traditori al governo" evidenzia molto bene come certi politici, che hanno ricoperto incarichi importantissimi, abbiano fatto carriera grazie alla loro fedeltà al sistema lobbistico, privilegiato di gran lunga rispetto agli interessi dell'Italia e degli italiani. E grazie alla manipolazione mediatica, mentre svendevano il patrimonio pubblico, la nostra sovranità e la democrazia, la loro popolarità continuava a crescere.

DAL MOVIMENTO 5 STELLE CI ASPETTIAMO CHE COMBATTA DURAMENTE PER I TEMI CITATI DALL'ON. SIBILIA. Se poi i deputati del M5S si intascano tutto lo stipendio oppure rinunciano alla "diaria" a noi non interessa: si tratta di poche migliaia di euro, che non sono briciole ma bensì GRANELLI DI POLVERE rispetto, ad esempio, ai 100 miliardi pagati nel solo 2012 a titolo di interessi sul debito pubblico truffa: i soldi rastrellati con le stangate lacrime e sangue dal bilderberghino Monti sono finiti in tasca alle banche e agli speculatori.

SE IN PARLAMENTO IL M5S è IN MINORANZA E DAL PUNTO DI VISTA LEGISLATIVO NULLA PUO' CONTRO L'ASSE PD-PDL-CENTRO MONTIANO (anche dagli scranni dell'opposizione una forza politica con i numeri del M5S può fare moltissimo: ad iniziare dal fare vera informazione...) C'E' UNA QUESTIONE MOLTO IMPORTANTE CHE POTREBBE AFFRONTARE SIN DA SUBITO, PARTENDO DA PARMA, DOVE GIUNTA E SINDACO SONO TARGATI M5S;

Il Comune di Parma (come tutti gli enti locali italiani) è fortemente indebitato con le banche: quella di Pizzarotti è una delle amministrazioni comunali con un rapporto bilancio/debiti più elevato d'Italia; banche che praticano ABITUALMENTE diversi "illiceità bancarie", dall'anatocismo all'accredito tardivo di bonifici, assegni etc: SOTTRAENDO INDEBITAMENTE QUANTO IMPUNEMENTE CIFRE INGENTISSIME ALLA COLLETTIVITA'.

L'avv. Marra nei mesi scorsi ha offerto al sindaco pentastellato l'assistenza gratuita del suo studio legale - uno dei più grandi d'Italia specializzato in questo genere di pratiche - per recuperare le somme corrisposte indebitamente, senza ricevere risposta alcuna: e pensare che si tratta di CENTINAIA DI MILIONI DI EURO che avrebbero permesso a Pizzarotti di evitare il forte aumento delle tasse che ha fatto e di mantenere alcune promesse elettorali. (vedi: Pizzarotti come Monti: aumenta le tasse del 20% e rinuncia a farsi risarcire dalle banche…)

Cifre che nel caso del Comune di Roma, indebitato nei confronti delle banche per cifre molto superiori, sono nell'ordine dei MILIARDI DI EURO, e che la coalizione che sostiene l'avv. Marra candidato a sindaco intende recuperare, e per questo è stata oscurata completamente dai mass media, nonostante sia composta da 9 liste e un totale di oltre 1.000 candidati; (vedi: Elezioni comunali Roma 2013: sostenere Marra per recuperare i soldi rubati dalle banche al Comune e cambiare davvero le cose!)

COME MAI IL COMUNE DI PARMA, GUIDATO DA UN SINDACO DEL MOVIMENTO, RINUNCIA ALLA POSSIBILITA'/FACOLTA' DI RECUPERARE MILIONI E MILIONI DI EURO ILLECITAMENTE SOTTRATTI AI CITTADINI?

COSA HA INTENZIONE DI FARE IL MOVIMENTO 5 STELLE PER LA QUESTIONE-SIGNORAGGIO BANCARIO E PER CONTRASTARE LO STRAPOTERE DELLE BANCHE, CENTRALI E NON?

Prima di chiudere, un'ulteriore riflessione circa l'intervento dell'On. Carlo Sibilia: fa specie ascoltare la Presidente della Camera che, mentre Sibilia espone le vere cause della situazione di crisi che ha ridotto sul lastrico milioni di cittadini italiani ed europei non trova di meglio da fare che invitarlo a "rivolgersi nel modo dovuto al Presidente Letta": evidentemente per lei quelli esposti dal deputato grillino non sono problemi, visto che non solo si è sempre guardata bene dall'affrontare le questioni in oggetto: ma sembra persino infastidita dall'assistere a qualcuno che lo fa...


Staff nocensura.com

Articolo sottoscritto da tutti gli amministratori ed i collaboratori del blog

Dopo la denuncia di abusi sessuali subiti all’asilo è stato tolto alla mamma, sedato pesantemente e ricoverato in una struttura psichiatrica contro la sua volontà

Brescia. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha organizzato una manifestazione che si terràsabato 25 maggio alle ore 15.30 davanti agli Spedali Civili di Brescia affinché sia risolta velocemente la vicenda di un bambino di soli 7 anni sedato pesantemente e ricoverato contro la sua volontà in una struttura psichiatrica per ragazzi dai 12 ai 18 anni. Alcuni anni fa Gianni (nome di fantasia) aveva riportato con dovizia di particolari degli episodi di abuso sessuale subiti nell’asilo che frequentava. Purtroppo non è stato creduto. Sembra piuttosto che le istituzioni si siano accanite “contro” il bambino. Invece di ascoltarlo e aiutarlo a superare le sue difficoltà è stato tolto alla famiglia e, di fronte alle sue proteste, è stato ricoverato in psichiatria con un “grave disturbo esplosivo del comportamento e dell’umore”. Non sta venendo ascoltato e compreso ma sedato pesantemente con Risperdal, un potente antipsicotico, e Depakin, un antiepilettico con funzioni sedative.
Secondo i medici degli Spedali Civili di Brescia le lamentele del bambino in merito a un "abuso subito all’asilo e alla separazione dalla madre per essere rinchiuso in comunità o in ospedale", sono dei "pensieri privi di nessi logici con vissuti traumatici non sequenziali", mentre le affermazioni del bambino: "mi avete traumatizzato" e "mi volete fare del male" sono considerate di "tipo persecutorio". Forse per un bambino è difficile capire che l’essere strappato dalla mamma, sedato violentemente e rinchiuso in un ospedale psichiatrico non sia una persecuzione, e starebbe piuttosto ai professionisti dell’ospedale di Brescia ascoltare e comprendere il bambino evitando di traumatizzarlo. Secondo l’avvocato della mamma, Francesco Miraglia:

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