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sabato 27 agosto 2011
Strana storia quella della centrale a carbone di Vado Ligure. Delle sue sorelle, come quella di Porto Tolle, si parla perché, incredibilmente, erano sorte vicino a un parco naturale. Di questa, cresciuta in mezzo a una città, quasi nessuno sa nulla: da quarant’anni brucia fino a 5000 tonnellate di carbone al giorno. E pensare che, secondo gli esperti, gli effetti arrivano a 48 chilometri: fino a Genova, fino a località turistiche come Varigotti e Loano. A luglio il governo e la Regione Liguria hanno approvato il progetto di ampliamento.
Ma a protestare contro il nuovo impianto da 460 Megawatt (che si aggiungerà inizialmente ai due esistenti da 330 Megawatt l’uno) c’è solo chi vive all’ombra delle due ciminiere. È letteralmente così: case, scuole, ricoveri per anziani dal 1970 sono a pochi passi dai camini di 200 metri. Ma adesso la gente ha deciso di dire basta, sventolando gli studi sugli effetti delle centrali a carbone. A diffonderli non sono fanatici, ma gli esperti dell’Ordine dei Medici. I dati annuali sulla mortalità maschile per tumore ai polmoni su 100.000 abitanti parlano di 54 decessi in Italia, 97 a Savona e 112 a Vado.
venerdì 26 agosto 2011
Vegetarianesimo: ecco perchè una moda alimentare si sta trasformando in un movimento mondiale dirompente. Chi mangia gli animali consuma le risorse della Terra quattro volte più di chi non lo fa. La prossima volta che mangi una bistecca pensaci su.
Pensa alle foreste disboscate, al deserto che avanza, ai liquami che filtrano nelle falde acquifere, all'anidride carbonica e al metano che intrappolano il globo in una cappa calda. Sì perché ogni hamburger equivale a 6 metri quadrati di alberi abbattuti e a 75 chili di gas responsabili dell'effetto serra. Ma pensa anche alle tonnellate di grano e soia usate per dar da mangiare alla tua bistecca. E non dimenticare che 840 milioni di persone nel mondo hanno fame e 9 milioni ne hanno tanta da morirne. Il 70% di cereali, soia e semi prodotti ogni anno negli Usa serve a sfamare animali. Non uomini. Mangiare meno carne o, perché no, non mangiarne affatto, non è più solo un segno di rispetto per gli animali. È una scelta sociale. Solidale con chi ha fame e con il futuro del pianeta (è uno solo, piccolo e sovraffollato). Pena: l'avveramento della profezia dell'economista Malthus che già due secoli fa ammoniva: "Arriverà il giorno in cui la pressione demografica avrà esaurito la capacità della terra di nutrire l'uomo". È questo il messaggio che emerge dai dati sull'impatto ambientale ed economico dell'alimentazione carnivora. E che sarà gridato a gran voce l'8 giugno a Roma da tutti i sostenitori della Global Hunger Alliance durante il vertice mondiale sull'alimentazione della FAO.
giovedì 25 agosto 2011
Con un messaggio pubblicato nelle prime ore di oggi su Twitter, WikiLeaks ha annunciato l’imminente pubblicazione di 35.000 documenti diplomatici statunitensi. Circa nove ore dopo, un altro messaggio ha comunicato che il sito si trovava sotto attacco informatico. Il sito sembra ora pienamente raggiungibile, il rilascio dei documenti è ancora in corso e ne sono già disponibili diverse migliaia.
La maggior parte sono comunicazioni delle ambasciate sparse per il mondo (dalla Siria alla Polonia, dalla Malesia a Israele all’Afghanistan) e dirette al ministero degli Esteri statunitense, i famosi cable che hanno costituito il grosso delle pubblicazioni di WikiLeaks avvenute finora. Questa volta l’organizzazione non ha utilizzato il sostegno di giornali o altri mezzi di comunicazione per fornire chiarimenti e un contesto all’enorme massa di dati, come spesso è avvenuto in passato.
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Dopo la rivolta di ieri al Centro di identificazione ed espulsione di Bologna, una ventina di donne nigeriane sono sciopero della fame. Il deputato Touadi e la parlamentare prodiana del Pd Zampa parlano di situazione esplosiva: "Siamo solo all'inizio. Queste sono carceri degne di un paese autoritario dove si ammucchiano le persone e c’è una promiscuità indegna". Ora rischiano d’infiammarsi anche i centri di Cagliari e Torino.
Se ieri al Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Bologna è stato il giorno della rivolta, oggi è quello dello sciopero della fame. A rifiutare il cibo sono le donne nigeriane rinchiuse qui perché trovate senza permesso di soggiorno e scopo di questa seconda giornata di proteste è chiedere la scarcerazione della detenuta arrestata nel tardo pomeriggio, al termine dei disordini iniziati verso mezzogiorno.
Di fatto è probabile che la donna venga riportata nel centro di via Mattei nelle prossime ore, ma la situazione appare ancora lontana dall’essere ricondotta alla normalità. Intanto perché l’innalzamento da 6 a 18 mesi del periodo di detenzione è motivo di rabbia per chi si trova rinchiuso nel Cie, uomini e donne che hanno una consapevolezza: per la maggior parte di loro, una volta usciti, si profila come unica possibilità, l’espulsione.
Ma c’è dell’altro. Non è un caso che gli scontri bolognesi siano partiti dalle donne di nazionalità nigeriana. Tra gli operatori, infatti, si sa che molte sono vittime di tratta di esseri umani e che, giunte in Italia con la prospettiva del marciapiede, non hanno ancora saldato il debito con la rete che ha organizzato il viaggio in Europa. Un debito che non si “congela” con la detenzione, ma che continua così come continuerebbero – temono le detenute – le minacce contro le loro famiglie, in caso di mancato pagamento.
Rompere tutto, però, non serve. E a questo scopo a breve dovrebbero essere inviate alcune mediatrici culturali che spieghino alle detenute che rivoltarsi peggiora solo la situazione. Tuttavia, questa condizione “conduce a una sofferenza psicologica e morale ancor prima e ancor più grave di quella fisica”, spiega ancora la deputata del Pd Sandra Zampa. La quale, di recente, ha visitato il centro dove ieri si è verificata una rivolta innescata proprio nel settore femminile e ha riscontrato – come ha ripetuto lei stessa – condizioni disumane dovute anche alla legge Maroni che ha di fatto reso inaccessibili i Cie a giornalisti e politici. Una rivolta durata diverse ore e che ha portato a contusioni per alcune delle donne che si sono scontrate a più riprese con gli agenti delle forze dell’ordine, a loro volta in qualche caso feriti.
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La realizzazione della grande opera per collegare Calabria a Sicilia, non è più una priorità per l'Europa tanto che la Commissione europea ha ritirato i finanziamenti per la sua realizzazione dal piano di finanziamento Europa 2020. La Commissione Europea ha preferito il corridoio Helsinki-La Valletta che dalla Finlandia scenderebbe fino a Bari, per poi proseguire fino a Malta lungo "un'autostrada del mare".
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Se volessero davvero risanare il “debito pubblico” la strada da seguire esiste già e l'hanno messa in pratica paesi come l'Argentina 10 anni fa, l'Equador, qualche anno fa e l'Islanda un anno fa.In realtà hanno ben altro in mente, ossia, continuare in questo sistema in cui una ristretta cerchia di persone "pontifica" che il resto dell'umanità deve fare sacrifici, deve lavorare duramente, deve obbedire alle leggi sempre più oppressive, etc, etc.
L'unica ricetta efficace per risolvere una volta per tutte il "problema" del debito pubblico è svegliarci dall'incubo in cui crediamo di vivere e:
1 - Nazionalizzazione del 94,3% del capitale della Banca d'Italia, senza redenzione delle quote (il 5,7% è già statale.
2 - Emissione straordinaria di Nuove Lire, in sostituzione degli Euro in ragione di 2 a 1 (2 Nuove Lire per 1 Euro).
3 - Lancio di un programma di lavori pubblici locali, definiti dai cittadini attraverso consultazioni dirette, finanziati direttamente dallo stato in Nuove Lire, senza nessun tipo di indebitamento.
4 - Azzeramento del debito con default dei titoli detenuti da investitori esteri e conversione di titoli in euro detenuti da cittadini italiani con titoli denominati in Nuove Lire di valore nominale doppio.
5 - Default dei titoli di stato detenuto dalle banche nazionali. Nazionalizzazione senza redenzione delle quote per quelle banche che dichiarassero fallimento a seguito del default dei titoli di stato posseduti.
Non esiste altra soluzione, i nostri dipendenti al governo lo sanno benissimo e faranno di tutto per NON fare queste riforme e solo e soltanto se saranno costretti le faranno, controvoglia...
La Banca d'Italia NON è di noi italiani perché le sue azioni sono possedute da un cartello di banche private, assicurazioni e finanziarie. Solo il 5% appartiene all'INPS è lo 0,7% all'INAIL
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Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il socialista francese Marcel Deat si chiedeva se valesse la pena “morire per Danzica”. Parafrasando le sue parole, oggi gl’Italiani dovrebbero domandarsi se valga la pena “morire per il debito”. Perché la sorte che si profila per il nostro paese è tutt’altro che rosea. A meno di prendere scelte coraggiose che possono cambiare il corso della nostra storia…Il recente attacco speculativo allo Stato ed alle banche italiane ha portato, per riprendere la formulazione ripetuta da molti commentatori, ad un commissariamento del nostro paese da parte di potentati esteri. La Banca Centrale Europea (BCE), d’accordo con USA, Francia e Germania, ha cominciato ad acquistare titoli di debito pubblico italiano sul mercato, ma chiedendo in cambio pesanti contropartite.
La “politica di risanamento” che la BCE pretende dall’Italia nasconde dei palesi secondi fini, e non potrebbe essere altrimenti vista la regia – neppure tanto occulta – di potenze estere nella vicenda. L’ormai famosa lettera di Jean-Claude Trichet e Mario Draghi a Berlusconi è rivelatrice in tal senso. Il duo rappresentante della BCE avrebbe infatti indicato come misura prioritaria la privatizzazione del patrimonio pubblico italiano.
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Sono una mamma e ho da poco perso mio figlio, morto suicida appena un mese fa. Non avrei creduto che potesse capitarmi una cosa del genere e, soprattutto, fino a un anno fa credevo nella giustizia e nei giudici. Oggi quella fiducia non c’è più e guardo con occhi diversi le vicende di chi, come noi, si è trovato e si trova ad affrontare un procedimento giudiziario in cui ricopre, suo malgrado, la veste di imputato.
Voglio raccontarvi di mio figlio: 30 anni bello, dolce e pieno di speranze, come lo sono i giovani della sua età. La sua vicenda giudiziaria inizia quando, una mattina di luglio di un anno fa, viene arrestato con l’accusa di traffico di marijuana. Viene condotto prima presso la casa circondariale di Regina Coeli e poco dopo trasferito in un nuovo carcere, dove resterà per tre mesi e mezzo, in condizioni degradanti e di sovraffollamento, tipiche delle nostre patrie galere!
Le accuse, pesanti come un macigno, tengono mio figlio in carcere in stato di custodia cautelare e senza alcuna possibilità di accedere agli arresti domiciliari, per la forte convinzione del pubblico ministero del suo coinvolgimento nella vicenda. Le prove a carico sono esigue, solo due intercettazioni telefoniche, non sul suo telefono, bensì su quello di altri due imputati, i veri artefici delle condotte illecite, che nei loro discorsi sostenevano che mio figlio dovesse loro dei soldi: secondo la logica dell’accusa queste prove bastavano e avanzavano!
Un assistente della Polizia Penitenziaria è stato tratto in arresto perché colto in flagranza di reato di reato di peculato. L’uomo approfittando della sua qualità e del suo ruolo, attraverso ingegnosi espedienti, riusciva a sottrarre ai detenuti oggetti preziosi depositati presso il “casellario” ove vengono custoditi gli oggetti appartenenti ai detenuti che non possono rimanere per normativa nella loro disponibilità. A seguito di un’articolata attività investigativa che ha comportato l’utilizzo di video di sorveglianza per un continuo monitoraggio dei luoghi, si è riusciti a scoprire l’attività e le vittime dei furti il cui numero, secondo i primi accertamenti non sembra apparire esiguo.
fonte: www.caserta24ore.it
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La notte di Sat Pal Saini, per tutti Paul (nella foto), è finita al pronto soccorso del Gaetano Pini: distorsione alla spalla e al polso sinistro. Il trauma, guaribile in due settimane, è conseguenza di un controllo dei vigili dell’annonaria finito male. Poche ore prima di presentarsi in ospedale, il sessantaduenne indiano era nel suo ristorante, il Maharaja in via Vetere, con due vigili in borghese che gli bloccavano le braccia dietro la schiena, «in maniera violenta, tanto da farmi male». Intanto, una vigilessa gli frugava nelle tasche in cerca di documenti, sotto gli occhi di un’altra collega. Sulla vicenda, il comando della polizia locale ha aperto un’indagine interna.
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Il garante della privacy del Land dello Schleswig-Holstein vieta alle imprese il pulsante più famoso del social network: «Vengono tracciati gli utenti»
Ai tedeschi non piace il “mi piace” di Facebook, al punto d’averlo messo al bando per istituzioni e imprese perché violerebbe la privacy. A decidere la drastica misura restrittiva è stato Thilo Weichert, garante della privacy dello Schleswig-Holstein, secondo il quale Facebook non rispetterebbe le leggi sulla protezione dei dati personali in Germania e nella UE, perché la funzione con il “pollice in su” rende monitorabile chi la utilizza per 2 anni. Una prospettiva di cui però l’utente non sarebbe informato e questo è contrario alla legge tedesca in materia di privacy. Chi usa Facebook non può nemmeno selezionare l’opzione senza venire identificato. I dati raccolti sono inviati negli Stati Uniti, anche se nessuno sa che fine facciano.
Ai tedeschi non piace il “mi piace” di Facebook, al punto d’averlo messo al bando per istituzioni e imprese perché violerebbe la privacy. A decidere la drastica misura restrittiva è stato Thilo Weichert, garante della privacy dello Schleswig-Holstein, secondo il quale Facebook non rispetterebbe le leggi sulla protezione dei dati personali in Germania e nella UE, perché la funzione con il “pollice in su” rende monitorabile chi la utilizza per 2 anni. Una prospettiva di cui però l’utente non sarebbe informato e questo è contrario alla legge tedesca in materia di privacy. Chi usa Facebook non può nemmeno selezionare l’opzione senza venire identificato. I dati raccolti sono inviati negli Stati Uniti, anche se nessuno sa che fine facciano.
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martedì 23 agosto 2011
Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi il ragazzo che perse la vita ammazzato da quattro poliziotti, finirà davanti al giudice per le indagini preliminari per rispondere delle accuse di diffamazione e istigazione a delinquere. Sono le ipotesi di reato per le quali la chiama in causa Paolo Forlani, uno degli agenti condannati in secondo grado per l’omicidio colposo del ragazzo. Pubblichiamo la lettera di Patrizia a cui va tutta la nostra vicinanza e piena solidarietà.
Oggi ho ricevuto la notizia del rinvio al gip, il 10 novembre 2011, per l’ennesima querela che mi indirizza Paolo Forlani. sempre per il blog. (clicca qui)
Oggi ho ricevuto la notizia del rinvio al gip, il 10 novembre 2011, per l’ennesima querela che mi indirizza Paolo Forlani. sempre per il blog. (clicca qui)
Il giorno della sentenza della corte d’appello di Bologna, che confermava in tutto quella del giudice Caruso, uno dei quattro condannati, paolo forlani, ha pensato bene di querelarmi per l’ennesima volta per diffamazione e per istigazione a delinquere.
Chiede che io venga perseguita e punita.
Lo stesso giorno nel quale e’ stato riconosciuto ancora colpevole della morte di mio figlio.
Vendetta? Arroganza? Cieca ostinazione?
La querela inizia così:
“lo scrivente è appartenente alla Polizia di Stato”.
Questo e’ ciò che mi offende ed indigna.
Non temo le sue ostinate e ripetute azioni giudiziarie ma non posso sopportare il fatto che possa ancora qualificarsi in questo modo addirittura nel perseguitarmi giudiziariamente dopo avermi tolto mio figlio.
Questo e’ insopportabile.
Egli potrà partecipare alla festa della polizia ed alla messa ed e’ per questo che io non potrei mai MAI essere li di fianco a lui e ai suoi complici.
Patrizia Moretti
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E' difficile trovare una spiegazione logica a ciò che è successo stasera a Buonabitacolo. Massimo Casalnuovo, un giovane di soli 21 anni, vede la sua vita stroncata a causa di una banale caduta con lo scooter. C'era un posto di blocco dei carabinieri: sembra che un militare abbia intimato lo stop e sembra che Massimo non si sia fermato. Sembra, inoltre che un carabiniere, il maresciallo della locale caserma, lo abbia inseguito e sferrato un calcio alla ruota posteriore dello scooter, facendolo sbandare e quindi sbattere contro lo spigolo di un muretto.
Troppi i "sembra" che nei prossimi giorni saranno certamente chiariti, sia con la spiegazione della dinamica che con la raccolta delle testimonianze dei presenti. Certo è alta la rabbia dei cittadini, che poco a poco hanno cominciato ad affollare il luogo dell'incidente, soprattutto quando è cominciata a girare la voce che il giovane non ce l'aveva fatta. Una rabbia rivolta ai carabinieri impegnati in un sopralluogo per la ricostruzione delle dinamiche dell'incidente.
L’ennesima querela, ai danni di Patrizia Moretti, non fa altro che ricompattare e motivare il Popolo di coloro che vogliono, a norma del DPR 737/81, la destituzione dal Corpo della Polizia di Stato dei Sigg. Forlani, Segatto, Pontani, Pollastri, Marino, Pirani, e Bulgarelli.
Da sempre gli avvocati del nutrito gruppo di condannati sono i nostri migliori alleati e consiglieri.
Comincio’ gia in Aula l’Avv. Trombini, quando con la sua richiesta di acquisizione dei verbali provoco’ il marasma e le condanne di tutti e quattro e poi altri due agenti di polizia, poiche’ emerse che il giornale della Questura era stato “taroccato”.
E ancora: il dott Marino testimoniava che la PM Guerra a fare quell’ispezione di cadavere proprio non ci volle andare: salto’ fuori una memoria difensiva della stessa PM davanti al CSM nella quale si sostanziava che era stata gabbata.
Fino a quel punto vi era stato un dubbio: chi mentiva? Gli Aldrovandi? La Polizia? O il PM Guerra?
Fu la Poliziopoli ferrrarese
Il Giudice Caruso e il Giudice Bighetti hanno stabilito che mentiva la Polizia di Stato, confermandolo ulteriormente con le successive condanne del dott Marino e del Sig. Bulgarelli.
Stavolta, pero’, l’ Avvocato Bordoni e il Sig. Forlani fanno di piu’ e molto di meglio.
Mentre il Questore Savina e il Questore Longo cercano e contattano la famiglia Aldrovandi in una meritoria opera di riconciliazione, il Sig, Forlani (doppiamente condannato, giova ricordarlo) pensa bene (anzi malissimo, Sig. Forlani) di querelare per l’ennesima volta.
Lufthansa è la prima compagnia aerea ad effettuare voli commerciali con biocarburanti. Il primo decollo e' avvenuto il 15 luglio, su un Airbus A321 che partira' da Francoforte e ha raggiunto Amburgo utilizzando petrolio combustibile e biocarburanti offerti da Neste Oil, una compagnia finlandese.Ma questo sarà solo il primo visto che altre otto delle 28 tratte giornaliere verranno alimentate da biocarburanti. La sperimentazione andrà avanti per altri 6 mesi, e poi si tireranno le somme per capire se ne vale davvero la pena. Per quanto riguarda la materia prima utilizzata, Neste dice che questa particolare miscela è composta da un “mix flessibile di oli vegetali e grassi animali”, e si traduce in una riduzione del 40-60% delle emissioni di gas ad effetto serra rispetto ai combustibili fossili.
Naturalmente, se si considera che su questi voli è usata una miscela 50-50, le emissioni di gas ad effetto serra di questi otto voli dovrebbero essere del 20-30% più basse di quanto fossero precedentemente. La riduzione delle emissioni esatta derivanti dall’utilizzo di biocarburanti dipende in massima parte dalle materie prime specifiche utilizzate. Alcuni carburanti offrono riduzioni molto maggiori di altre, mentre alcune, come l’olio di palma, in realtà aumentano le emissioni persino rispetto ai combustibili fossili, a causa dell’abbattimento di intere foreste, con tutte le conseguenze anche sulla biodiversità. Ma anche se la Neste Oil è stata criticata in passato per aver utilizzato l’olio di palma, il portavoce di Lufthansa ha precisato che non sarà questo il mix utilizzato sui loro aerei.
Anche la KLM ha intenzione di effettuare un esperimento simile per trasportare passeggeri da Parigi ai Paesi Bassi, utilizzando sottoprodotti animali non commestibili provenienti da allevamenti intensivi e trasformati in biocarburante, ma anche questa pratica non è considerata molto sostenibile in quanto, seppur utilizzare i prodotti di scarto va bene, non è altrettanto buono il ricorso agli allevamenti intensivi che, in genere, emettono tanti gas serra quanti ne risparmia il biocarburante.
Le scelte di Lufthansa e Klm sono solamente alcune delle opzioni che le compagnie aeree europee hanno a disposizione per trovare una soluzione al caro carburante. L'Alitalia, invece, ha deciso di far volare gli aerei della tratta Roma-Milano a una quota più alta mentre altre, al contrario, hanno imposto il pagamento del primo bagaglio al check-in o hanno previsto il pasto a bordo non compreso nel prezzo del biglietto. Ryanair, infine, ha deciso il blocco degli stipendi e dei premi dei manager e dei vertici della società.
Fonte affaritaliani.it
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E' stato messo a punto un test di paternita' per il bebe' prima ancora che nasca. E' possibile eseguirlo con un prelievo di sangue alla gestante dalle 12 settimane di gravidanza in su: si tratta di un sofisticato test del Dna che permette di confrontare il Dna del feto, estratto dal sangue materno, con quello del presunto padre.Fonte corriere.it
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Il Sistri, il sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti, non esiste più, cancellato con un improvvido e improvviso colpo di spugna dal Consiglio dei Ministri riunito eccezionalmente lo scorso 12 agosto per affrontare la crisi dei mercati finanziari. Il ministro dell’ambientePrestigiacomo, presente al momento dell’approvazione del decreto che nulla avrebbe dovuto avere a che fare con il Sistri, ha prima votato il provvedimento e poi scatenato una polemica con dichiarazioni al vetriolo alla stampa:
Gravissima l’inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Un vero e proprio regalo alle ecomafie. Il Sistri avrebbe consentito il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che rappresentano l’80% di quelli prodotti. La tracciabilità dei rifiuti è un obbligo comunitario e tutti sanno che l’attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non è in grado di fornire in tempo reale, tanto al ministero dell’Ambiente quanto alle forze dell’ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni. A parole sosteniamo di voler risolvere il problema dei rifiuti che vede mezza Italia in emergenza ma poi facciamo i regali alla criminalità organizzata in nome della semplificazione amministrativa che però stavolta obbligherà le imprese, nel terzo millennio, a usare china e carta anziché il computer. Mi appello al senso di responsabilità di tutti affinché si possa correggere questo clamoroso autogol
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La Shell è riuscita a chiudere la falla che stava riversando greggio nel Mare del Nord al largo della Scozia, ma la sua condotta non è piaciuta a nessuno. Una polemica si è innescata all’interno del governo scozzese con il ministro per l’ambiente Richard Lochhead che ha chiesto maggiore trasparenza nella gestione degli impianti di estrazione e degli incidenti stessi:L’industria del petrolio e del gas è di vitale importanza e con tutte queste attività e infrastrutture nei nostri mari c’è sempre il rischio di un incidente. Non solo deve essere fatto ogni sforzo per minimizzare questi rischi, ma quando gli incidenti accadono la trasparenza deve essere il principio guida.
In questo contesto preoccupano un po’ tutte le estrazioni in mare aperto e ancora di più preoccupano quelle recentemente autorizzate proprio alla Shell in Alaska. La scelta dell’amministrazione Obama non era piaciuta agli ambientalisti, ancora meno piace ora che la compagnia ha mostrato di avere limiti nella sicurezza e limiti nella gestione degli incidenti di cui è protagonista. Così Frances Beinecke sul New York Times ribadisce l’appello per impedire che si avviino operazioni nell’Artico:
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Il fruttosio è una forma economica di zucchero, usato in moltissimi cibi e bevande, che può danneggiare il vostro metabolismo e quello dei vostri figli. Più di ogni altro tipo di zucchero, un consumo elevato di fruttosio può causare pericolose crescite di cellule adipose intorno ad organi vitali e scatenare fasi inziali di diabete, malattie cardiache e del fegato.
Il fruttosio, normalmente prodotto dal grano, alimenta ampiamente l'obesità poichè molto usato dall'industria alimentare e delle bevande, sottoforma di sciroppo di grano (mais) ad alto contenuto di fruttosio (HFCS) e fruttosio cristallino.La Soda e altre bevande dolci sono tra le maggiori sostanze contenenti HFCS come dolcificante principale, che è anche contenuto, però, nella maggior parte dei cibi lavorati. Per esempio la ketchup, le zuppe, i condimenti per insalata, il pane e i crackers. Persino i "cibi naturali" a volte contengono fruttosio come dolcificante.
Quindi anche se non bevete soda, ma mangiate cibi processati o confezionati, è probabile che consumiate fruttosio... e parecchio. Da un punto di vista metabolico, il fruttosio è il peggio del peggio e danneggia molto il fegato, esattamente come bere alcol.
- Dopo aver mangiato il fruttosio, il 100 percento del carico metabolico riposa nel fegato: SOLO il fegato può scinderlo.E' molto diverso che consumare glocosio: con esso il fegato deve scindere solo il 20 percento del carico; il restante 80percento viene immediatamente metabolizzato ed usato dal resto delle cellule nel corpo.
- Il fruttosio viene convertito il grasso che viene immagazzinato nel fegato ed in altri tessuti, come "grasso corporeo". Parte di ciò che rende cosi negativo il fruttosio per la salute è che viene metabolizzato in grasso nel corpo, molto più rapidamente dello zucchero. Per esempio, se mangiate 120 calorie di fruttosio, 40 calorie vengono immagazzinate come grasso. Ma se mangiate la stessa quantità di fruttosio, meno di 1 caloria viene immagazzinata come grasso. Quindi... mangiare fruttosio, è essenzialmente consumare grasso
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Salve, sono un sottufficiale della guardia costiera, imbarcato come conduttore di macchine su una motovedetta, veramente non saprei da dove iniziare... in italia è normale pensare che i dipendenti statali guadagnano più di un operaio senza, cmq, fare un cavolo tutto il giorno... in parte è vero... è vero che siamo costretti a rimanere in ufficio gran parte del nostro tempo perchè non ci sono fondi per il gasolio delle unità, è vero che siamo costretti a rimanere fermi in porto perchè nn abbiamo risorse per poter ovviare anche alle più piccole avarie, è vero che non facciamo niente di quello che siamo pronti a fare perchè abbiamo unità, come la mia, vecchie di 30 e più anni, arrugginite, inaffidabili, dispendiose, vecchie... tutti parlano delle operazioni della guardia costiera, come a Lampedusa, ma mai nessuno si è mai permesso di dire in quali condizioni lavoriamo, siamo alla stregua dei clandestini con il solo vantaggio che a bordo siamo molto meno di loro... usciamo in mare per soccorrerli quando rischiamo di essere noi ad aver bisogno di soccorso... potrei raccontarvi tante cose ma mi limito ad un fatto recente:
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un Testimone di Geova, che replica alla pubblicazione degli articoli "I testimoni di Geova e la regola di rompere i rapporti con chi esce dal movimento" e "Lettera disperata di una testimone di geova disassociata (espulsa)" che illustrano la pratica di isolare coloro che escono dal movimento; (il secondo articolo è lo sfogo di una ragazza fuoriuscita che parla della situazione che è costretta ad affrontare) una pratica che porta addirittura i genitori a non dover avere rapporti con i propri figli (altrimenti vengono espulsi a loro volta) e che porta a grandi sofferenze. Per approfondire l'argomento (con gli occhi di un ex testimone di Geova disassociato) vi consigliamo di consultare la pagina Facebook Coordinamento fuoriusciti testimoni di Geova gestita e frequentata da ex testimoni di Geova, sono disponibili collegamenti a video e articoli interessanti. Se invece volete approfondire la questione "dal punto di vista dei testimoni di Geova", oltre a leggere il seguente articolo, molto interessante, potete leggere questo articolo del sito "Tdg online" o cercare l'argomento sulle risorse ufficiali dei Testimoni di Geova.Buon giorno. Sono un Testimone di Geova assiduo lettore del Vostro rispettabile
sito nocensura.com
In merito a quanto da Voi pubblicato sui Testimoni di Geova e la
disassociazione mi preme farvi notare profonde inesattezze. E' palese che la
lettera sia stata pubblicata da una persona che vuole mettere in cattiva luce
il credo dei Testimoni non citando prove ma solo illazioni. Addirittura viene
detto nella lettera di scaricare dal sito ufficiale una rivista che non è più
scaricabile da mesi... L'altro articolo che avete pubblicato travisa in maniera
considerevole le pubblicazioni dei Testimoni di Geova...
Vi esplico meglio il discorso disassociazione all'interno dell'organizzazione
dei Testimoni di Geova portando prove.
Quando un familiare viene disassociato dai Testimoni di Geova si interrompono
i legami SPIRITUALI tra essi. I rapporti familiari ed affettivi rimangono. Nel
caso della lettera da Voi ricevuta e pubblicata, la decisione di interrompere i
rapporti di parentela credo saranno frutto di dissidi che esistono in molte
famiglie.
Vi pubblico stralci della rivista ufficiale dei Testimoni di Geova ove sono
specificate le norme di condotta da seguire secondo la Bibbia con parenti
disassociati:
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lunedì 22 agosto 2011
E' garantito, ci sarà una Nuova Grande Depressione. Come faccio a esserne così sicuro? Per le stesse ragioni che indussero Mises a fare valigie e scappare per tempo dall'Austria prima dell'avvento del nazismo, riuscendo in tal modo a sfuggire ai forni in cui da lì a pochi anni finirono tanti suoi concittadini di razza ebrea.
Di fronte a quanto stanno facendo politici e burocrati ci aspetta la sovietizzazione delle società occidentali, con ripercussioni gravissime sulle capacità imprenditoriali di generare benessere e prosperità. L'ho scritto ieri e lo ripeto oggi. Non si scappa dalla logica economica aprioristico deduttiva della scuola Austriaca.
Il problema è che l'economia, la scienza più importante di tutte ai fini della prosperità dei popoli, è oggi ridotta a un brandello di stronzate senza alcun senso. Per analogia, se la medicina di oggi si fondasse sulle stesse castronerie su cui si basa l'economia moderna insegnata nelle università, uno stregone del medioevo potrebbe benissimo spacciarsi per un luminare della chirurgia moderna.
La mia certezza è anche rafforzata dalle parole di burattinai che non hanno mai capito nulla e nulla mai capiranno di economia. Il presidente americano (sapete tutti chi è vero?) ad esempio afferma:
«Non credo che ci sia il pericolo di un'altra recessione». Il pericolo infatti non c'è, è già una certezza! In recessione ci siamo già e da ben tre anni, e a non essersene accorti sono solo i lor signori che fanno vita da nabbabbi grazie ai privilegi di stato.
Van Rompuy, invece (come?? non sapete chi è? guardate questo video), ha dichiarato che non è alle porte una nuova recessione nella zona euro malgrado il generalizzato rallentamento della crescita economica.
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Secondo il portavoce del regime, i morti nelle ultime 24 ore di combattimenti sarebbero 1.300. Non si sa dove si trovi il colonnello, mentre si rincorrono le voci su una sua prossima fuga all'estero. Lehner (Pt): "Per lui ospitalità e immunità in Italia"
La cronaca minuto per minuto
15.11 – Jalil: “Temo che qualcuno applichi la legge del taglione”
“Rifiuto qualsiasi esecuzione fuoridalla legge ma ho paura che qualcuno dei ribelli possa applicare la legge del taglione”. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), Mustafa Abdel Jalil, durante una conferenza stampa a Bengasi, trasmessa in diretta dal canale Al Jazira.
15.00 – Jalil: “Non abbiamo ancora pieno controllo di Tripoli”
“Non si può ancora dire che abbiamo il pieno controllo di Tripoli”. Lo ha detto Mustafa Abdel Jalil, capo del Consiglio Nazionale di Transizione libico, nel corso di una conferenza stampa a Bengasi. “Bab al-Aziziya e le aree circostanti non sono ancora sotto il nostro controllo”, ha aggiunto.
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