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mercoledì 30 novembre 2011

Al momento sono solo una cinquantina, ma decisi a resistere a oltranza con la speranza, e anche la certezza, che nei prossimi giorni altri vorranno unirsi alla lotta. Sono i lavoratori dei “treni notte”, dipendenti Servirail Wagons-lits, Wasteels International Italia e RSI che in questi giorni, per protestare contro la lettera di licenziamento già ricevuta da molti di loro hanno deciso di occupare uno stabile di proprietà RSI a Roma, in via Prenestina. Licenziamento, che come campeggia su uno striscione fatto calare dal tetto dello stabile lascerà senza lavoro di punto in bianco ben 800 persone dal Nord al Sud della penisola, senza garanzie. Cifre ancora approssimative, precisa Simone, dipendente Servirail dal 2005 " noi siamo solo la punta dell'iceberg". Perchè i licenziamenti in questione fanno seguito a un piano di ridimensionamento aziendale che prevede, di base, una forte riduzione del numero delle corse notturne, oltre ad un drastico taglio degli addetti a bordo, conseguenza: anche i lavoratori dell'indotto ( lavanderie, addetti alle pulizie, piccoli alberghi... ) saranno necessariamente coinvolti dall'ondata di tagli ed esuberi.
Un vero e proprio domino, dove a rimetterci sono sempre e comunque i lavoratori. Ridimensionamento che apre inoltre una serie di interrogativi che al momento rimangono senza una risposta, soprattutto se ad essere ridimensionato è un settore che, a conti fatti, non appare in crisi ( lo scorso anno i viaggiatori treni notte sarebbero stati 2 milioni).
Se da una parte infatti, vengono ridotte le corse notturne soprattutto in direzione Nord-Sud, oppure il servizio, racconta Simone, viene reso “volutamente” inagibile: “ Mettiamo il treno Torino-Palermo, per esempio... prima partiva alle 5 per arrivare alle 12, tutto sommato poteva essere appetibile per l'utente, d'ora in poi invece la partenza è fissata alle 20 e l'arrivo alle 17. Chi sarà più disposto a prendere un treno del genere? È ovvio che il servizio diventerà improduttivo e l'azienda avrà il là per l'ulteriore soppressione dello stesso. Il contratto di servizio glielo consente...”
Dall'altra, nella tratta internazionale Milano-Parigi-Vienna il servizio è garantito e potenziato con investimenti sull'alta velocità, investimenti che però non avranno ricadute occupazionali per il personale italiano, perchè, si legge sul volantino diffuso dai lavoratori in lotta, il personale sarà quello francese di Thello ( primo convoglio a targa italo-francese Tvt, Trenitalia Veolia Transdev ) il nuovo treno notturno, dotato di tutti i comfort, che entrerà in azione, e non per caso, proprio l'11 dicembre.
Ma a quale prezzo per lavoratori e utenti si chiedono e con quale spreco di denaro pubblico?
Qualche cifra intanto la si può abbozzare. A fare un rapido computo è Matteo, anche lui dipendente Servirail, mentre mi accompagna in un giro panoramico all'interno del deposito di Via Prenestina dove si trovano numerosi treni notte in via di smantellamento. Treni, precisa, sottoposti ad un recente restyling* ma abbandonati a loro stessi, in balia dell'incuria e divenuti rifugio notturno per i senzatetto della zona. Lo spettacolo è desolante: i vetri e le porte risultano sigillati da poco, dall'unica ancora accessibile, degrado, sporcizia, letti aperti e sfondati, escrementi sparsi per i corridoi. Vetture nuove ormai inutilizzabili.
“Sono 156 in tutto le vetture sparse da nord al sud della penisola e destinate ad essere smantellate e per ogni vettura il costo di smantellamento è di 800.000 euro... a vettura.” Sostiene Matteo. “Mentre- continua- altre vetture sono già state trasferite a Venezia per essere impiegate nella tratta internazionale.”
“E' dal 2007- insiste - che lavoriamo in condizioni estreme pur di mandare avanti l'azienda e anche in violazione della normativa sulla sicurezza, a scorte ridotte... e neanche questo è servito.”
Ma quelli che al momento, se possibile, sembrano stare anche peggio sono i dipendenti RSI, ovvero gli addetti alla manutenzione dei treni notte, che oltre all'imminente licenziamento hanno davanti la certezza dei 6 mesi di stipendio non ancora percepiti e due anni di buoni pasto arretrati.
L'occupazione dicono andrà avanti a oltranza, almeno fino a quando non ci saranno risposte serie da parte di Trenitalia. Non vogliono cassa integrazione o contratti di solidarietà, quello che chiedono è invece il riassorbimento da parte dell'azienda madre, Trenitalia, responsabile a loro avviso dell'intero malfunzionamento. Anche se, da questo punto di vista, dati gli incontri anche recenti, svoltisi al Ministero dei trasporti, le prospettive appaiono tutt'altro che rosee. Il responsabile delle risorse umane dell'azienda avrebbe dichiarato che “il settore risulta difatto improduttivo”.
Intanto loro continuano a chiedere attenzione soprattutto ai mezzi di informazione “troppo sordi o disattenti”: “...abbiamo inviato centinaia di mail ad agenzie stampa e giornali per scoperchiare questo enorme calderone ma finora la risposta è stata scarsa”.
Lunedì la protesta approderà alla stazione Tiburtina, in occasione dell'inaugurazione, mentre ieri, giovedì 24 a contestare Moretti alla stazione di Napoli sono stati oltre 50 lavoratori di Servirail Wagons Lits...
La denuncia delle associazioni di difesa dei consumatori
A protestare infatti non sono soltanto i lavoratori ormai alla soglia del licenziamento ma le associazioni di difesa dei consumatori che denunciano apertamente la politica aziendale messa in atto da Moretti. La soppressione dei treni notte andrebbe a compromettere fortemente i collegamenti Nord-Sud penalizzando soprattutto, spiegano, i viaggiatori che dal Sud dovranno raggiungere le città del settentrione. “Il taglio- si legge per esempio sul portale SOS Tariffe- prevede una riduzione di 100 carrozze, passando dalle 257 attuali a 158, e ci sono ancora alcuni dubbi riguardo quelle che rimangono in circolazione, dopo il verificarsi della rescissione del contratto tra Ferrovie dello Stato e Railservice International, la società che aveva in appalto la manutenzione dei treni notturni.”
Risultato: se un passeggero dalla Calabria vuole raggiungere Milano o Torino viaggiando di notte sarà costretto a fare tappa a Roma per poi proseguire con un Frecciarossa, più veloce, ma indubbiamente più costoso. Trenitalia, denunciano, si comporta come un'impresa privata pur dovendo garantire un servizio pubblico e soprattutto essendo una società a partecipazione pubblica.
L'inchiesta aperta
Qualche speranza è affidata a questo punto all'inchiesta giudiziaria recentemente aperta da Raffaele Guariniello, sull'intermediazione di manodopera relativa al lavoro sui treni notturni di Trenitalia. Dopo numerosi incontri e la presentazione di un vasto fascicolo ben documentato i lavoratori della Servirail l'hanno spuntata e hanno infatti ottenuto l'attenzione del Pm torinese.
L'ipotesi è che vi sia stato un subappalto illecito del servizio svolto a bordo dei convogli, a danno di oltre 400 lavoratori in tutta Italia, dunque “somministrazione illecita di manodopera”, in violazione alla cosiddetta Legge Biagi sul lavoro. I lavoratori sostengono infatti che pur avendo lavorato per una ditta esterna, erano in tutto e per tutto dipendenti di Trenitalia.
E infine c'è la questione “spinosa” dei soldi pubblici stanziati per il riammodernamento delle carrozze adesso però mandate a smantellare.
Per il momento i lavoratori in lotta hanno dalla loro la solidarietà di un quartiere ( ( comitati, associazioni...) che li ha accolti e li sta sostenendo e che questa mattina li ha accompagnati per le vie del Pigneto a raccontare chi sono e cosa chiedono. E di questi tempi non è poco.
Se da una parte infatti, vengono ridotte le corse notturne soprattutto in direzione Nord-Sud, oppure il servizio, racconta Simone, viene reso “volutamente” inagibile: “ Mettiamo il treno Torino-Palermo, per esempio... prima partiva alle 5 per arrivare alle 12, tutto sommato poteva essere appetibile per l'utente, d'ora in poi invece la partenza è fissata alle 20 e l'arrivo alle 17. Chi sarà più disposto a prendere un treno del genere? È ovvio che il servizio diventerà improduttivo e l'azienda avrà il là per l'ulteriore soppressione dello stesso. Il contratto di servizio glielo consente...”
Dall'altra, nella tratta internazionale Milano-Parigi-Vienna il servizio è garantito e potenziato con investimenti sull'alta velocità, investimenti che però non avranno ricadute occupazionali per il personale italiano, perchè, si legge sul volantino diffuso dai lavoratori in lotta, il personale sarà quello francese di Thello ( primo convoglio a targa italo-francese Tvt, Trenitalia Veolia Transdev ) il nuovo treno notturno, dotato di tutti i comfort, che entrerà in azione, e non per caso, proprio l'11 dicembre.
Ma a quale prezzo per lavoratori e utenti si chiedono e con quale spreco di denaro pubblico?
Qualche cifra intanto la si può abbozzare. A fare un rapido computo è Matteo, anche lui dipendente Servirail, mentre mi accompagna in un giro panoramico all'interno del deposito di Via Prenestina dove si trovano numerosi treni notte in via di smantellamento. Treni, precisa, sottoposti ad un recente restyling* ma abbandonati a loro stessi, in balia dell'incuria e divenuti rifugio notturno per i senzatetto della zona. Lo spettacolo è desolante: i vetri e le porte risultano sigillati da poco, dall'unica ancora accessibile, degrado, sporcizia, letti aperti e sfondati, escrementi sparsi per i corridoi. Vetture nuove ormai inutilizzabili.
“Sono 156 in tutto le vetture sparse da nord al sud della penisola e destinate ad essere smantellate e per ogni vettura il costo di smantellamento è di 800.000 euro... a vettura.” Sostiene Matteo. “Mentre- continua- altre vetture sono già state trasferite a Venezia per essere impiegate nella tratta internazionale.”
“E' dal 2007- insiste - che lavoriamo in condizioni estreme pur di mandare avanti l'azienda e anche in violazione della normativa sulla sicurezza, a scorte ridotte... e neanche questo è servito.”
Ma quelli che al momento, se possibile, sembrano stare anche peggio sono i dipendenti RSI, ovvero gli addetti alla manutenzione dei treni notte, che oltre all'imminente licenziamento hanno davanti la certezza dei 6 mesi di stipendio non ancora percepiti e due anni di buoni pasto arretrati.
L'occupazione dicono andrà avanti a oltranza, almeno fino a quando non ci saranno risposte serie da parte di Trenitalia. Non vogliono cassa integrazione o contratti di solidarietà, quello che chiedono è invece il riassorbimento da parte dell'azienda madre, Trenitalia, responsabile a loro avviso dell'intero malfunzionamento. Anche se, da questo punto di vista, dati gli incontri anche recenti, svoltisi al Ministero dei trasporti, le prospettive appaiono tutt'altro che rosee. Il responsabile delle risorse umane dell'azienda avrebbe dichiarato che “il settore risulta difatto improduttivo”.
Intanto loro continuano a chiedere attenzione soprattutto ai mezzi di informazione “troppo sordi o disattenti”: “...abbiamo inviato centinaia di mail ad agenzie stampa e giornali per scoperchiare questo enorme calderone ma finora la risposta è stata scarsa”.
Lunedì la protesta approderà alla stazione Tiburtina, in occasione dell'inaugurazione, mentre ieri, giovedì 24 a contestare Moretti alla stazione di Napoli sono stati oltre 50 lavoratori di Servirail Wagons Lits...
La denuncia delle associazioni di difesa dei consumatori
A protestare infatti non sono soltanto i lavoratori ormai alla soglia del licenziamento ma le associazioni di difesa dei consumatori che denunciano apertamente la politica aziendale messa in atto da Moretti. La soppressione dei treni notte andrebbe a compromettere fortemente i collegamenti Nord-Sud penalizzando soprattutto, spiegano, i viaggiatori che dal Sud dovranno raggiungere le città del settentrione. “Il taglio- si legge per esempio sul portale SOS Tariffe- prevede una riduzione di 100 carrozze, passando dalle 257 attuali a 158, e ci sono ancora alcuni dubbi riguardo quelle che rimangono in circolazione, dopo il verificarsi della rescissione del contratto tra Ferrovie dello Stato e Railservice International, la società che aveva in appalto la manutenzione dei treni notturni.”
Risultato: se un passeggero dalla Calabria vuole raggiungere Milano o Torino viaggiando di notte sarà costretto a fare tappa a Roma per poi proseguire con un Frecciarossa, più veloce, ma indubbiamente più costoso. Trenitalia, denunciano, si comporta come un'impresa privata pur dovendo garantire un servizio pubblico e soprattutto essendo una società a partecipazione pubblica.
L'inchiesta aperta
Qualche speranza è affidata a questo punto all'inchiesta giudiziaria recentemente aperta da Raffaele Guariniello, sull'intermediazione di manodopera relativa al lavoro sui treni notturni di Trenitalia. Dopo numerosi incontri e la presentazione di un vasto fascicolo ben documentato i lavoratori della Servirail l'hanno spuntata e hanno infatti ottenuto l'attenzione del Pm torinese.
L'ipotesi è che vi sia stato un subappalto illecito del servizio svolto a bordo dei convogli, a danno di oltre 400 lavoratori in tutta Italia, dunque “somministrazione illecita di manodopera”, in violazione alla cosiddetta Legge Biagi sul lavoro. I lavoratori sostengono infatti che pur avendo lavorato per una ditta esterna, erano in tutto e per tutto dipendenti di Trenitalia.
E infine c'è la questione “spinosa” dei soldi pubblici stanziati per il riammodernamento delle carrozze adesso però mandate a smantellare.
Per il momento i lavoratori in lotta hanno dalla loro la solidarietà di un quartiere ( ( comitati, associazioni...) che li ha accolti e li sta sostenendo e che questa mattina li ha accompagnati per le vie del Pigneto a raccontare chi sono e cosa chiedono. E di questi tempi non è poco.
*Grazie a risorse statali negli ultimi dieci anni è stata ristrutturata tutta la flotta delle carrozze letto: 220, con interventi da 300 a 400 mila euro per ogni vettura. Ma oggi ne circolano solo 10, mentre quelle di ultima generazione, le Excelsior, sono abbandonate nei parchi ricovero, tra Lecce, Reggio Calabria, Bari e Roma. ( tratto da La cuccetta non piace a Trenitalia, Espresso ottobre 2011)
Spazio video dall'occupazione di via Prenestina sul canale Youtube "Il ruggito dei leoni"
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1 commenti:
E tutti gli insegnanti che viaggiano ogni 15 giorni dalla Sicilia a Padova per rivedere la famiglia per 24 ore e poi riprenere servizio il lunad' successivo adesso come fanno?
Per prendere l'aereo devono fare messina-Catania-Venezia o Verona-Padova e da lì raggiungere i paesi o le città della provincia per 1200 euro al mese che spendono in viaggi e per l'affitto e le bollette e non gli rimane nulla se non il punteggio di un anno di servizio. Questo viaggio costerà mezzo stipendio adesso che non ci sono più i treni notturni.