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sabato 3 dicembre 2011
Vignetta di Natangelo
Non sarà in versione soft il debutto in politica economica di Mario Monti: la manovra che oggi verrà illustrata ai partiti (non a Idv e Lega) e domani alle parti sociali potrebbe valere fino a 25 miliardi. Una cifra importante, che segue peraltro le già rilevantissime correzioni ai conti pubblici di Berlusconi, e che servirà anche a finanziare alcuni provvedimenti per la crescita: la previsione dell’Ocse secondo cui il Pil italiano nel 2012 si contrarrà dello 0,5% è, infatti, il vero incubo di Palazzo Chigi, la variabile capace di far saltare tutti i programmi del bocconiano. Per questo il premier – se ha bisogno di circa 15 miliardi per mantenere l’obiettivo di un rapporto deficit/pil all’1,6% l’anno prossimo (10-11 miliardi di
mancata crescita e 4 per non tagliare del 5% tutte le agevolazioni fiscali) – punta a mettere insieme un po’ di soldi anche per far crescere il Prodotto. Il menu del decreto che s’annuncia lunedì, insomma , tra tagli e tasse, è pesante assai.


Pensioni. Il blocco totale dell’adeguamento all’inflazione nel 2012 è sicuramente la misura più iniqua: per quelle oltre i 2.300 euro, infatti, questa misura è già in vigore, quindi ora si punta agli altri, forse escludendo le minime. Il risparmio previsto, con una crescita dei prezzi del 3%, è di 5-6 miliardi. Attese anche l’estensione del metodo contributivo pro-rata per tutti, una velocizzazione (al 2018) dell’innalzamento a 65 anni dell’età per la pensione di vecchiaia delle donne del settore privato e l’aumento di due punti delle aliquote degli autonomi (oltre un miliardo il gettito).
Il nodo politico più rilevante resta, però, quello delle pensioni di anzianità: il ministro Fornero dovrebbe eliminare la finestra mobile voluta da Tremonti (12 mesi di attesa per i dipendenti e 18 per gli autonomi, senza alcun effetto previdenziale), in compenso però l’arrivo a “quota 100” (65 anni + 35 di contributi o 64 + 36) dovrebbe essere velocizzato. Brutte notizie, probabilmente, anche per chi ha 40 anni di contributi e quindi, per legge, può ritirarsi quando vuole: oggi si esce dal lavoro con 41 anni (per via della finestra), domani con 42.

Sanità. Dopo gli 8 miliardi di tagli lineari già fatti dal governo Berlusconi e gli altri già messi in cantiere per il prossimo triennio, gira voce che anche il buon Monti farà la sua sforbiciata orizzontale al Servizio sanitario: 2,5 miliardi per il 2012, anche se si potrebbe finire “solo” per anticipare la metà dei tagli del 2013 e il ticket sui ricoveri. Le regioni sono già sul piede di guerra: “La riduzione del fondo sanitario per noi è la linea Maginot”, dice il campano Caldoro. Curioso che secondo i dati OECD Health Data 2011 tra i paesi Ocse l’Italia abbia una dinamica di spesa assolutamente virtuosa, senza contare che spende meno di Usa, Germania, Francia eccetera, sia in rapporto al Pil che pro-capite.

Irpef. Mazzata sulle aliquote più alte: invece di essere ridotte, come prevedeva la delega fiscale, aumentano di due punti rispettivamente quella al 41% (redditi tra i 55 mila e i 75 mila euro) e 43% (oltre i 75 mila). Il milione e mezzo di contribuenti interessati (il 3,7% del totale) scucirà circa 1,2 miliardi in più: per la Cgia di Mestre chi guadagna 60 mila euro ne pagherà cento in più, chi ne mette insieme oltre 150 mila almeno 1.900. Il governo sta anche studiando un’imposta specifica sui “diritti di stazionamento delle imbarcazioni”, in pratica un balzello sul posto barca.

Patrimoniali. Potrebbero essere di due tipi: un super prelievo sui beni di lusso (auto, yacht, ecc.) e l’Imu che è il nome con cui il Pdl accetta di chiamare l’Ici (progressiva e pesante su seconde e terze case, è l’ipotesi). La rivalutazione delle rendite catastali, invece, dovrebbe finire in una legge delega.

Crescita. In questo capitolo dovrebbe trovare spazio una riduzione dell’Irap, un credito d’imposta sulla ricerca industriale del 12% fino a un milione di euro, la proroga fino al 2014 del 55% di detrazione per gli interventi di efficienza energetica, uno sconto fiscale sugli investimenti e incentivi alla capitalizzazione delle imprese. Nelle bozze circolate ieri, poi, erano presenti anche la liberalizzazione per i benzinai e una ulteriore per la vendita di farmaci, oltre a una decisa sburocratizzazione per ristoranti e negozi. Corposo anche il capitolo delle semplificazioni per l’edilizia e le infrastrutture pubbliche.


Fonte - da Il Fatto Quotidiano Pdf 03 dicembre 2011


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1 commenti:

Anonimo ha detto...

"la liberalizzazione per i benzinai"...dunque quei bastardi di benzinai avranno potere e diritto di rovinare gli italiani aumentando a piacimento i prezzi?ditemi di no :'(

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