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sabato 8 settembre 2012

La donna, una 43enne, ha prosciugato diciotto correntisti di Melicuccà, provincia di Reggio Calabria, portando via loro la somma nell'arco di tre anni. Il caso è scoppiato quando un cliente dell'ufficio postale ha scoperto di non avere più sul conto 44mila euro


Un paese di 1000 anime, un’unica direttrice e 700mila euro di risparmi che svaniscono nel nulla. Potrebbe sembrare incredibile ma il tutto è successo in Calabria, e precisamente a Melicuccà, in provincia di Reggio Calabria. La donna protagonista della “truffa all’italiana” è Rosa Pustorino, 43 anni, arrestata con l’accusa di peculato per aver sottratto da 18 libretti postali di risparmi, una somma (per adesso accertata) di 691 mila euro, nell’arco di tre anni che vanno dal 2010 al 2012. I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, che hanno eseguito l’arresto, stanno approfondendo le indagini per accertare a quanto ammonti esattamente la somma prelevata agli ignari correntisti, che si presume possa raggiungere anche il milione di euro.

La truffa, però è stata scoperta per caso e senza nessuna fuga premonitrice come spesso accaduto in altre simili vicende. Rosa Pustorino infatti era sicura di ciò che faceva. Anche perché non soltanto è stata la direttrice dell’ufficio postale di Melicuccà, ma ne è stata a lungo l’unica impiegata. Nessun controllo, quindi, e nessuna persona alla quale rendere conto del suo operato. Era così certa della sua impunità, la funzionaria postale, al punto che nel luglio scorso non ha avuto alcuna esitazione ad andare in ferie e lasciare l’ufficio in mano ad un altro impiegato, ignaro, ovviamente, del suo operato truffaldino. La donna prima di lasciare il suo ufficio, alla domanda su cosa contenesse un armadio, ha risposto “solo caramelle, chewin-gum e profumi per ambienti”. Ma quell’armadio era pieno dei libretti postali risultati in seguito essere stati “truccati” dall’ex direttrice.
Il caso è scoppiato quando, uno dei tanti correntisti truffati dalla funzionaria si è presentato in ufficio chiedendo di effettuare un prelievo, scoprendo che il suo libretto (buono fruttifero) era a zero malgrado fosse certo di una disponibilità di oltre 44 mila euro. Immediata, a questo punto, la denuncia ai carabinieri e l’avvio delle indagini che in poco più di un mese e mezzo, sotto le direttive del Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, hanno portato all’emissione da parte del gip, Gaspare Spedale, dell’ordinanza di custodia cauterlare in carcere a carico della donna. Nell’ordinanza si legge che la Pustorino si è appropriata delle varie somme “da un lato, prelevando importi non superiori ai 5mila euro circa in contanti per non destare sospetto e attirare l’attenzione degli organismi di controllo; dall’altro, effettuando giroconti su conti postali ancora in corso d’identificazione”.
La Procura di Palmi, oltre al conto corrente, aveva anche disposto il sequestro della casa a Reggio Calabria della funzionaria postale, ma il Gip ha ritenuto di convalidare solo il primo atto. Dopo la prima denuncia a suo carico, Rosa Pustorino era stata trasferita in un altro ufficio, dove, però, non ha mai preso servizio adducendo motivi di salute.“Va sottolineata – ha detto, incontrando i giornalisti, il Procuratore della Repubblica aggiunto di Palmi, Emanuele Crescenti – l’importanza della collaborazione delle parti offese. La speranza è che questo contributo da parte della gente si riscontri anche per altri reati in cui non ci sia un coinvolgimento personale”. 

fonte: Il Fatto Quotidiano


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