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giovedì 3 febbraio 2011

L'OMS lancia l'allarme: il colesterolo uccide 17 mln di persone l'anno

Il colesterolo alto è uno dei più temibili killer al mondo: oltre 17 milioni di morti ogni anno.

Colpa delle malattie cardiovascolari, infarto e ictus in primis, che proprio con il colesterolo alto trovano terreno fertile. È l'allarme lanciato dall'Oms che ha condotto il più grande studio mai fatto su questo tema, comprendendo un bacino di 147 milioni di persone.

L'Organizzazione mondiale della Sanità sottolinea che la maggior parte delle persone con livelli elevati di colesterolo non riceve le cure necessarie per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Molte di queste persone -che vivono in Inghilterra, Germania, Giappone, Giordania, Messico, Scozia, Thailandia e Stati Uniti- non sanno che hanno bisogno di curarsi e che le terapie sono facilmente accessibili con medicinali a basso costo.

Lo studio, pubblicato oggi sul Bollettino dell'Oms, è il primo a mostrare l'entità del divario di trattamento per il colesterolo alto. In Thailandia, per esempio, il 78% degli adulti intervistati non era a conoscenza di essere a rischio, mentre in Giappone al 53% degli adulti sono stati diagnosticati alti livelli di colesterolo ma non sono stati curati.

“I farmaci che abbassano il colesterolo sono ampiamente disponibili, molto efficaci e possono svolgere un ruolo essenziale nella riduzione delle malattie cardiovascolari in tutto il mondo”, afferma il coautore dello studio, il dottor Gregory A Roth, dell'Institute for Health Metrics Evaluations americano. “Nonostante questo, la copertura di questi farmaci efficaci per il controllo del colesterolo alto resta deludente. Poche e semplici modifiche dello stile di vita come ad esempio evitare l'uso del tabacco, attività fisica regolare e una dieta sana possono aiutare a prevenire malattie cardiache e ictus”, spiega Shanthi Mendis, coordinatore dell'Unità prevenzione e gestione malattie croniche dell'Oms, “I farmaci per il colesterolo nel sangue e la pressione arteriosa possono essere necessari se il rischio è molto alto”.

Fonte: salute.agi.it

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