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domenica 30 gennaio 2011

Contratti precari, lavori saltuari e salari ridicoli. Oggi l'economia mondiale, soprattutto ai giovani, offre queste cose. Poco o nulla in confronto ai sogni nel cassetto di giovani e meno giovani che così non possono realizzarsi.
La disoccupazione morde l'Italia e tutta l'Europa. In generale il mercato del lavoro mondiale è in forte crisi. Tranne in Uruguay, che in nove anni è passato da un tasso di disoccupazione del 20 a quello del sei percento.

Quindi cosa è successo? E' successo che nel corso degli ultimi sei anni, il livello di crescita del paese sudamericano è arrivato al 6,5 percento annuale. Oggi il numero di persone senza lavoro è fisiologico.
Ma non sempre il raggiungimento della piena occupazione è da considerare come un dato positivoPer due motiviIl primo è davvero incredibile: c'è in sostanza piena occupazione e le aziende faticano a trovare personale. La mano d'opera scarseggia ma anche i professionisti specializzati non ci sono. E questo è comunque un problema. Il secondo punto riguarda il tasso di inflazione. La competizione economica, in merito ai salari dei lavoratori potrebbe far aumentare i prezzi dei prodotti creando scompensi.

La conferma arriva da Federico Muttoni, dirigente della Directora de recursos humanos Advice, che fa sapere che "la crescita costante dell'economia degli ultimi anni, l'aumento degli investimenti stranieri come mai si era visto prima d'ora, la crescita agricola e forestale, hanno generato molti posti di lavoro e adesso è difficile soddisfare la domanda degli specialisti".
"I problemi aumenteranno quando inizieranno i lavori della Stora Enso e Arauco o della miniera di Aratirì, che richiederanno fra gli otto e i diecimila lavoratori" ha detto il direttoredell'Instituto de Empleo y Formacion Profesional, Juan Manuel Rodriguez.
Il settore edile e in generale quello delle costruzioni, sono gli ambiti lavorativi dove maggiormente si risentirà della mancanza di lavoratori. Il problema è serio. La Camara de la Construcion ha chiesto di allertare i militari e istruirli insegnando loro il lavoro necessario, con la promessa di poter rientrare in caserma nel momento in cui lo desiderino.
Non solo. L'amministrazione di Montevideo ha pensato che potrebbe essere utile lanciare una campagna in Spagna (paese dove è presente una grande comunità dell'Uruguay) per far rientrare i propri cittadini che avevano cercato fortuna negli anni del boom delle costruzioni.

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