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mercoledì 2 febbraio 2011

In aumento il fenomeno dell'intervento estetico pagato a rate: decolleté, naso e palpebre costano circa 5mila euro

Due misure in più di reggiseno, un naso più dritto, palpebre non cadenti: per molti italiani non sono consumi voluttuari, ma "esigenze irrinunciabili", tanto da spingere migliaia di famiglie a indebitarsi pur di permettere alla moglie, alla sorella, alla figlia, di coronare un sogno estetico anche in un momento di vacche magre. Il fenomeno del "seno nuovo a rate" è solo la punta dell'iceberg di un settore che, come e più di altri, sta pagando duramente la crisi: quello della chirurgia estetica. «L'impatto della crisi è stato devastante - ammette Andrea Grisotti, presidente della Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica -. All'inizio, tre anni fa, non la sentivamo; ma ora gli italiani si rendono conto che i soldi stanno finendo e chiudono i cordoni della borsa. Gli interventi sono calati del 40 per cento rispetto a due anni fa».

INDEBITAMENTO - A pagare lo scotto della crisi, spiega Grisotti, sono proprio «gli interventi chirurgici: seno, naso, palpebre, che costano tutti attorno ai 5mila euro. Mentre sono in crescita, malgrado tutto, le iniezioni di botox e di acido ialuronico per labbra e zigomi, che costano meno, anche se necessitano di periodiche visite per nuove iniezioni». Ma gli italiani che resistono alla crisi e si rivolgono al chirurgo plastico per rimodellare il proprio corpo non sono solo i più ricchi, anzi: «Continuano a venire anche persone con poca disponibilità economica. Il fenomeno dell'indebitamento delle famiglie non riguarda solo case o macchine, ma anche gli interventi estetici». Tanto che sono nate offerte da parte di banche e finanziarie pensate proprio per questo tipo di esigenze: un seno o un naso nuovo, ossia dai 4 ai 5mila euro di spesa, si possono rateizzare per un periodo fino a due anni: «Molti pagano a rate - conferma Grisotti - pur di non rinunciare a quelle correzioni estetiche che evidentemente vengono considerate irrinunciabili».

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