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venerdì 4 marzo 2011
E' una vicenda gravissima quella denunciata da una donna di 32 anni arrestata a Roma e condotta in una cella di sicurezza dove tre uomini dell'arma hanno abusato di lei ripetutamente.


Ma vediamo i fatti.  S.D.T. è  una ragazza lombarda arrivata nella capitale da qualche giorno ed è ospitata da un suo amico che risiede nella Via Tuscolana.  Il 23 febbraio scorso la giovane  viene bloccata da una pattuglia dei carabinieri  mentre sta uscendo da un supermercato dove aveva rubato alcuni articoli dagli scaffali. Gli uomini dell'Arma la conducono presso gli uffici della stazione Tuscolana, ma le celle di sicurezza sono tutte occupate, per cui viene trasferita nella caserma del Quadraro, dove dovrà trascorrere la notte per essere poi processata per direttissima il giorno seguente. Ma quella sera - secondo la versione della donna - tre carabinieri e un vigile urbano gli fanno visita in cella. Chiaccherano con lei, le offrono da bere e la conducono nella sala mensa, dove due di loro abusano ripetutamente del suo corpo, mentre un terzo fa da palo per controllare che nessuno si avvicini. Il giorno seguente la donna si trova davanti al giudice monocratico per il reato commesso, al quale non racconta nulla e successivamente viene rilasciata. Una volta rientrata a casa racconta tutto all'amico che la ospita, il quale la convince a denunciare l'accaduto.

Subito dopo viene accompagnata  al Policlinico Casilino per essere sottoposta agli accertamenti di rito, ma i sanitari non risocntrano lesioni o altri segni di violenza. Tiuttavia Procura della Repubblica di Roma apre un'indagine, tuttora in corso, e il racconto della giovane viene minuziosamente vagliato dagli inquirenti. Gli elementi forniti dalla denuncia della giovane trovano un riscontro, tant'è che la giovane ricorda anche un tatuaggio presente nel corpo di uno degli uomini dell'arma. La vergognosa vicenda inizia a prendere forma e ora gli inquirenti vogliono vederci chiaro.
I tre Carabinieri si sarebbero difesi affermando che la donna quella notte era consenziente. Ma c'è da dire che la giovane 32enne si trovava in stato di fermo e quindi in una posizione subordinata e di estrema  debolezza di fonte ai rappresentanti dell'autorità.
Insomma se ciò fosse confermato si potrebbe parlare di un vero e proprio abuso di potere con l'aggravante della violenza sessuale. Intanto i tre carabinieri sono stati trasferiti al Gruppo di Ostia.

fonte

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