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sabato 5 marzo 2011

Il leader libico non molla e lancia una controffensiva in diverse città. Diverse decine le vittime tra i ribelli. Almeno 17 persone sono rimaste uccise nell'esplosione di un deposito di armi a Bengasi

Venerdì di guerra in Libia dove l’esercito ha lanciato una controffensiva in Cirenaica, bombardando Brega, la vicina Ras Lanuf e Ajdabiya. E in Tripolitania, dove la tv di Stato ha annunciato di aver riconquistato Zawiya, città a soli 40 km da Tripoli di enorme importanza strategica perché sede della più importante raffineria del Paese nordafricano. Diverse decine sono le persone rimaste uccise negli scontri di oggi.

Almeno 17 persone hanno perso la vita stasera nell’attacco sferrato dalle forze fedeli a Gheddafi contro un deposito di armi a Rajma, sobborgo alla periferia di Bengasi, seconda città della Libia ed epicentro dell’insurrezione contro il regime: lo ha riferito l’emittente televisiva satellitare al-Jazeera. Secondo testimoni oculari una potentissima esplosione ha fatto saltare in aria un’auto-pompa dei vigili del fuoco, e raso al suolo diverse abitazioni adiacenti.

L’offensiva delle forze fedeli a Gheddafi ha portato alla riconquista di Zawiya. L’esercito ha attaccato i manifestanti, causando secondo la tv Al Jazeera 50 morti e 200 feriti. Le forze lealiste hanno aperto il fuoco alla periferia della città, su una folla di alcune migliaia di persone.

Secondo la tv satellitare al-Arabiya, a Ras Lanuf, città petrolifera nel golfo della Sirte, le brigate fedeli al colonnello hanno ucciso 20 miliziani della tribù degli al-Najuf perché si sono rifiutati di reprimere con la forza i rivoltosi. Che secondo fonti dei ribelli, oggi hanno conquistato l’aeroporto e il resto della città. Ma il viceministro degli Esteri libico, Khaled Kaim, ha smentito, affermando che il governo ha ancora il controllo di Ras Lanuf.

Scontri si sono registrati anche nelle capitale Tripoli. A fine mattinata in piazza Algeria sono stati uditi degli spari all’uscita dalla preghiera del venerdì dalla moschea. Dopo gli spari un denso fumo nero si è alzato dagli edifici dietro la moschea. Gli spari sono avvenuti durante una grande manifestazione pro Gheddafi. La piazza è presidiata da polizia e da agenti dei corpi speciali della sicurezza. Al termine della preghiera alcune centinaia di persone si sono invece riunite per manifestare contro Gheddafi nel quartiere “simbolo” di Tajoura. Le forze di sicurezza stanno disperdendo i manifestanti con i gas lacrimogeni.

Intanto l’Interpol ha spiccato un mandato di cattura internazionale per Gheddafi e per 15 dei suoi collaboratori più stretti. Mentre la comunità internazionale è alla ricerca di una strategia comune. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha accolto con favore il forte monito lanciato ieri dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ed ha sottolineato che gli “Usa in nessun caso sono disposti a usare la forza senza un mandato e un coinvolgimento internazionale”. Il Presidente della Repubblica è intervenuto sulla questione libica durante il Consiglio per i Diritti umani dell’Organizzazione delle Nazioni Unite riunito oggi a Ginevra.

Napolitano si è detto fortemente preoccupato per quanto sta accadendo, annunciando che la crisi libica “sarà il punto di partenza” della riunione del Consiglio supremo di difesa che si terrà mercoledì al Quirinale. “Non entro nel merito delle opzioni” al vaglio delle istituzioni internazionali, ha spiegato il capo dello Stato ricordando come “la situazione si sia complicata per l’atteggiamento di sfida di Gheddafi”. Questi “insiste su azioni odiose come i bombardamenti aerei, e questa è una provocazione per tutti i protagonisti della comunità internazionale che hanno detto basta con queste azioni”. In Libia “gli sviluppi, allo stato delle cose, sono imprevedibili“. L’Italia da parte sua dà “piena disponibilità per ogni tipo di misura” venga adottata dalla comunità internazionale e ha “identità di posizioni con le istituzioni internazionali”.

Ma la “risposta” del Rais al monito di Obama non lascia presagire sviluppo positivi. Gheddafi ha deciso di proseguire e intensificare i bombardamenti. Stamani un aereo militare libico ha lanciato due razzi contro una base militare in mano ai ribelli ad Ajdabijah, nella Libia orientale, ma ha mancato l’obiettivo. Lo hanno riferito alla Reuters gli stessi ribelli.”Eravamo seduti qui, abbiamo sentito il jet, poi l’esplosione e la terra tremare”, ha riferito Hassan Faraj, guardiano delle munizioni alla base di Haniyeh. Secondo Faraj i missili “sono caduti fuori dalle mura”.

Un’altra guardia volontaria, Aziz Saleh, ha detto che sono stati sparati due razzi, che sono finiti appena fuori dai muri di cinta della base. L’aviazione filo-Gheddafi aveva già attaccato la base di Ajdabiyah all’inizio di questa settimana, colpendo fuori e dentro il complesso, ma senza distruggere nulla di rilevante. La base comprende 35 bunker. Secondo quanto visto dal corrispondente della Reuters all’inizio della settimana, uno di questi bunker contiene circa 10.000 tonnellate di munizioni. Un ufficiale delle forze armate passato con i ribelli aveva detto che i piloti avevano sbagliato obiettivo volontariamente, per non uccidere altri libici.

Le brigate fedeli a Muammar Gheddafi si preparano anche ad una nuova offensiva contro le città libiche in mano ai ribelli. Secondo quanto riferisce la tv satellitare al-Arabiya, l’aviazione libica sta bombardando Misurata in Tripolitania e Ajdabiya in Cirenaica, mentre le truppe di terra hanno occupato alcuni terminal di petrolio ad Ajdabiya e si sono avvicinati di nuovo a Brega in attesa di iniziare l’offensiva di terra. Fonti dell’opposizione da Bengasi assicurano di aver inviato circa 10mila volontari ad Ajdabiya e a Brega e di essere pronti a respingere questa nuova offensiva militare.

Intanto sono in corso violenti combattimenti nella cittadina libica di Ras Lanuf, ad ovest di Ajdabiya, tra le brigate fedeli a Muammar Gheddafi e i ribelli libici della Cirenaica. Secondo quanto riferisce la tv satellitare al-Jazeera, dopo aver conquistato la città di al-Uqaylah, ad ovest di Brega, i ribelli si sono spinti fino a Ras Lanuf, che è un importante porto che si affaccia nel golfo della Sirte dove sono presenti diversi terminal petroliferi. La tv qatariota conferma inoltre che in queste ore si combatte anche nella periferia di al-Zawiyah, in Tripolitania, dove le truppe leali a Gheddafi hanno ucciso due rivoltosi e ne hanno ferito venti.

Intanto due unità della marina statunitense,la portaerei USS Kearsage e la nave anfibia d’assalto USS Ponce sono arrivate stamane alla base di Souda Bay sull’isola di Creta nel quadro del riposizionamento della flotta americana in relazione alla crisi libica. 400 marines si trovano da mercoledi alla base americana per imbarcarsi sulle due unità. La Kearsage sarebbe l’ammiraglia per una eventuale operazione navale americana in Libia.

Ieri il premier Giorgio Papandreou ha presieduto un vertice con i ministri degli esteri, Dimitri Droutsas, e della difesa, Evangelos Venizelos, sulla situazione in Libia ed è stato informato sulle capacità della base Nato di Souda. Venizelos in dichiarazioni riportate dalla stampa è parso tuttavia escludere che un’operazione militare possa partire da Souda Bay, che ospita basi greche, una Nato e una americana. In Mediterraneo, secondo fonti non confermate, sarebbero attese nei prossimi giorni anche altre unità da guerra americane.


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