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venerdì 4 marzo 2011
In breve la sigaretta elettronica (nell’aspetto simile alla sigaretta comune) elaborata dapprima in Cina da Hon Lik, è o dovrebbe essere uno palliativo al vizio del fumo e consiste in un congegno elettronico composto da un filtro, una batteria ricaricabile che genera vapore inalabile tramite un vaporizzatore.

Per concludere un caricabatterie (USB) per il vaporizzatore. L'effetto fumo della sospensione è data dalla presenza di glicerolo ed in minima parte dal glicole propilenico. Oltre a ciò ci sono altri particolari interessanti: si possono scegliere sigarette con nicotina (che può essere regolata gradualmente nella quantità abituando così l’organismo ad assunzioni sempre minori); e per di più si possono comperare filtri - costruiti con materiale plastico e ipoallergenico - in vari aromi. Ma è veramente un rimedio per smettere di fumare? Sicuramente potrebbe essere un buon aiuto per ridurre le sigarette “quotidiane”, ma per smettere definitivamente deve esserci sempre e comunque la “benedetta” buona volontà. Certo è che fa meno male della classica sigaretta poiché sono assenti quei componenti cancerogeni caratteristici di quest’ultima e studi tossicologici lo confermano. L’OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 2008 non identificava nella sigaretta elettronica un mezzo utile per interrompere il vizio del tabacco per insufficienza di studi nel settore.

L’ "Health Canada" (Dipartimento federale Canadese sulla Salute) ha raccomandato di fare attenzione ai pericoli da intossicazione e dipendenza da nicotina, comunque presente seppur in piccole quantità. Inoltre il Ministero della Salute ha chiesto a tutti i fabbricanti di sigarette elettroniche di indicare sui prodotti la concentrazione di nicotina e, nel caso, di aggiungere i simboli di eventuale tossicità, ed ancora la dicitura ”Tenere lontano dalla portata dei bambini” su tutti i prodotti in vendita. Infine nel novembre del 2010 si è pronunciata ancora una volta l’OMS - durante la conferenza sul controllo del tabacco svoltasi a Punta del Este, in Uruguay - imponendo l’inibizione dell’uso di additivi e di aromi nelle sigarette poiché non si è in possesso ancora di studi sulla innocuità delle stesse e, inoltre, perché non c’è certezza sul fatto di smettere di fumare. Infatti gli studi scientifici - ad oggi - parlano solo di minor tossicità rispetto a quella normale. Secondo Eduardo Bianco, direttore regionale dell'Alleanza per la Convenzione-quadro antitabacco dell'OMS, la sigaretta elettronica “sabota in realtà le strategie messe in atto dall'Oms nella sua lotta contro il fumo”. Diversamente afferma Lega Italiana AntiFumo: “sono sicure e possono aiutare a smettere di fumare”. Chi avrà ragione? Ulteriori studi sono in via di sviluppo presso l’università di Perugia e ancora gli interrogativi sono molti.

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