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sabato 19 febbraio 2011

Una blogger siriana di 19 anni, Tal al-Mallouhi, è stata condannata a 5 anni di carcere perché "colpevole di divulgare informazioni a un Paese straniero", cioè gli USA. Ma gli Stati Uniti respingono le accuse. Tempi difficili per l'informazione in tutto il mondo, e mentre in alcuni Paesi si lotta affinché la libertà d'espressione, di parola e di pensiero non venga limitata da leggi discutibili in altri la situazione è ben più tragica. Mentre Julian Assange lotta, anche contro gli Stati Uniti, per la sua libertà e per la libertà di diffondere informazioni attraverso il suo portale, WikiLeaks, in Siria una blogger di soli 19 anni è stata condannata a 5 anni di carcere dal Tribunale per la sicurezza dello Stato di Damasco (Siria) perché "colpevole di divulgare informazioni a un Paese straniero", come rende noto il Syrian Observatory for Human Rights (Osservatorio siriano per i diritti umani) con sede in Gran Bretagna.

Tal al-Mallouhi, questo il nome della giovane blogger 19enne, è infatti accusata di aver passato delle informazioni all'ambasciata degli Stati Uniti al Cairo. Secondo Human Rights Watch, invece, la ragazza sul suo blog semplicemente criticava alcune restrizioni alla libertà di espressione attraverso le sue poesie, e sembra che sostenesse la causa palestinese. E' sempre Human Rights Watch ha spiegare che i servizi di intelligence siriani convocarono la blogger nel 2009, quando Tal al-Mallouhi era appena 18enne, con tanto di perquisizione nella casa paterna, dove le sequestrarono dal computer ai libri. Human Rights Watch rivela che Tal al-Mallouhi è stata arrestata poi il 27 dicembre 2009 e da quel momento non le è stato permesso avere alcun tipo di contatto con il mondo esterno, compreso i familiari. Dal canto loro gli Stati Uniti respingono ogni accusa di spionaggio e in passato era stata richiesta alla Siria la liberazione "immediata" della blogger. Si attendono quindi dichiarazioni da parte dell'amministrazione Obama.



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