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venerdì 18 febbraio 2011


Una sentenza rivoluzionaria di un giudice civile, che condanna a risarcire l’istituto di credito 
Il giudice civile del tribunale di Nicosia (Enna) ha condannato una banca a risarcire il cliente vittima di “pharming”.
SENTENZA DECISIVAA pronunciare la sentenza contro il Banco di Sicilia, il giudice Marco Carbone che ha stabilito un precedente in una materia ancora controversa. Il giudice ha condannato la banca a restituire circa 17mila euro, sottratti dai pirati informatici a una commerciante, oltre che a risarcire mille euro per il danno non patrimoniale. La sentenza pone una demarcazione tra due diverse truffe informatiche sui conti correnti online. Nel “pharming”, ha ritenuto il giudice, l’unica responsabilita’ e’ da addebitare alla banca che utilizza sistemi vulnerabili nei quali si verificano intrusioni di terzi che sottraggono dati e fondi dei clienti. L’hacker entra nel sistema informatico dell’istituto di credito e sovrappone una pagina fittizia, identica a quella originale e quando il correntista inserisce dati e numero di conto, i pirati informatici li registrano e possono effettuare tutte le operazioni.


IL GIUDICENel “phishing” è il cliente viene ingannato da e-mail che lo inducono a fornire spontaneamente i propri dati e coordinate bancarie e quindi non si configura responsabilita’ dell’istituto di credito. Il giudice non ha inoltre ritenuto valida, nel caso del “pharming” la clausola di esonero di responsabilita’ della banca prevista dal contratto, dal momento che la cliente non ha impropriamente utilizzato i codici di accesso, ma qualcuno li ha carpiti direttamente inserendosi nel sistema della banca. Il giudice Carbone, accogliendo le tesi dell’avvocato Filippo Giangrasso, difensore della commerciante, ha ritenuto la banca responsabile di violazione delle norme contrattuali che impongono un limite di spesa – in unica soluzione vennero prelevati 10 mila euro a fronte di un limite di 5 mila – “culpa in vigilando” inosservanza degli obblighi sul trattamento dei dati personali.
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