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venerdì 4 gennaio 2013

Questa mattina gli operai Ginori hanno occupato la fabbrica. Si è trattata dell'ennesima azione di lotta che in maniera determinata  i lavoratori stanno portando avanti in difesa dei propri posti di lavoro.
Dopo mesi di lotta, di attesa e cassa integrazione, la vicenda della Ginori di Sesto sembrava ormai avviata a una soluzione. Era ormai pronto tutto per far rientrare i primi lavoratori in fabbrica, così come sembrava scontata l'acquisizione della Ex Ginori da parte del duo Lenox-Apulum.
Gli operai della Ginori, e in particolare il Cobas, in questi mesi non hanno mai tifato o sostenuto nessun gruppo imprenditoriale particolare. Hanno sempre tifato e sostenuto sé stessi e la necessità di difendere tutti i posti di lavoro. Di fronte al collegio dei liquidatori sono arrivate due proposte di acquisizione: uno da parte della multinazionale americana Lenox e un'altra da parte del gruppo piemontese Sambonet appartenente a tal Coppo. L'offerta di Lenox garantisce sulla carta un maggior futuro occupazionale per lo stabilimento di Sesto, mentre il gruppo Sambonet ha sin dall'inizio paventato un ridimensionamento occupazionale. Naturale che in queste condizioni più di un lavoratore si augurasse il prevalere dell'offerta Lenox. E così è stato, visto che al momento dell'apertura delle buste, quest'ultima superava di gran lunga l'offerta Sambonet.

Eppure sin dall'inizio su questa vicenda è aleggiato uno strano alone di mistero. Nonostante il gruppo Sambonet esplicitasse da subito intenzioni di licenziamento di una parte dei lavoratori, più di un soggetto ha tifato per il gruppo di Coppo. Passi per il Sole 24 Ore che a luglio pubblicava un articolo a dir poco tendenzioso dove dava già per conclusa la trattativa tra Sambonet e Ginori. Più difficile spiegare perché soggetti istituazionali, esponenti vari del Pd e dei vertici dei sindacati confederali abbiano da subito accolto freddamente la presenza di Lenox tra i potenziali acquirenti, lasciando intendere, più o meno esplicitamente, la loro preferenza per Sambonet. Una preferenza che si è nascosta dietro alla parola d'ordine della difesa dell'"italianità" del marchio Ginori. Posizione chiaramente esplicitata dal segretario regionale Cgil Gramolati nel novembre scorso.
Tuttavia la quesione sembrava ormai chiusa quando tra ieri e oggi è arrivato l'ennesimo colpo di scena. Il Tribunale fallimentare di Firenze era chiamato a ratificare il concordato preventivo e la procedura concorsuale, utili a definire il passaggio da Ginori a Lenox. A sorpresa, i giudici hanno sospeso una decisione che appariva scontata, lasciando aperta la porta alla procedura di fallimento di Ginori. Quest'ultimo scenario sbarrerebbe la strada di fatto al subentro di Lenox. Tale rinvio pare sia motivato dal permanere delle richieste nei confronti di Ginori di un creditore minore.
Nessuno lo può dire per certo e rimane solo una ipotesi nell'aria, ma la paura è che dietro a questo apparente inghippo burocratico ci sia un colpo di coda, una ritorsione, dovuta al fatto che l'offerta Lenox non rientrava evidentemente nei progetti di qualche potentato locale.
Il nostro compito non è naturalmente perderci nei meandri degli scontri interni ai diversi gruppi imprenditoriali o dei gruppi di pressione ad essi collegati. L'unica bussola con cui si può affrontare questa vicenda è la rivendicazione della difesa di tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Sesto Fiorentino e dei diritti sindacali acquisiti da parte dei lavoratori Ginori. E questo obiettivo può essere tutelato solo se nell'intera vicenda finanziaria e giudiziaria continua a irrompere e a farla da protagonista la mobilitazione operaia.
Così è stato finora. Così è stato questa mattina quando gli operai Ginori, su invito del Cobas, hanno occupato l'azienda. Un'azione dimostrativa che lascia però ben chiaro quale sarebbe lo scenario se la situazione Ginori precipitasse ulteriormente. Il prossimo appuntamento è lunedì davanti al tribunale di Firenze a partire dalle 9. Chi può, venga. Chi deve capire, lo capisca in fretta: gli operai Ginori non si piegano. E il territorio, le aziende circostanti, gli studenti saranno a loro fianco.



Fonte: http://www.rifondazionecampi.org/index.php?option=com_content&view=article&id=544%3Ache-succede-alla-ex-ginori&catid=51%3Alavoro&Itemid=63

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