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sabato 25 febbraio 2012
Sono 900, "impacchettate" e spedite dalla Cina all'Italia. Dove, nella ridente cittadina brianzola di Correzzana, arriveranno per morire tra atroci sofferenze "sacrificandosi" per la scienza. Quello in arrivo nei laboratori della Harlan è uno dei più grossi carichi di scimmie da vivisezione importati nel nostro Paese, e immediatamente è scattata la rivolta degli animalisti, che chiedono di fermare una volta per tutte il massacro.

Spediti per posta aerea via Fiumicino, gli animali arriveranno dalla Capitale a contingenti di 150 "pezzi" alla volta, rivela un servizio di Repubblica. Che spiega come l'allevamento brianzolo della multinazionale americana sia un punto di smistamento che offre i propri servizi di sperimentazione per conto terzi a un'infinità di laboratori, ospedali, università e aziende farmaceutiche di tutto il mondo.

Le povere bestie arrivano in Brianza e qui vengono uccise su commissione. "La vivisezione sui primati in Italia - spiega al quotidiano Paolo Mocavero, presidente dell'associazione Cento per cento animalisti - è molto restrittiva, ma le normative vengono regolarmente aggirate con autorizzazioni di veterinari compiacenti". E quindi le associazioni che da ieri hanno organizzato sit-in di protesta davanti alla sede della multinazionale chiedono alle autorità di effettuare controlli più stringenti.



Perché quello della vivisezione è un business da decine di miliardi, e dietro la facciata della ricerca scientifica si nascondono spesso situazioni che vanno oltre il limite dell'immaginazione, con animali uccisi tra sofferenze indicibili tra torture che non hanno nulla da invidiare a quelle riservate nella storia ai peggiori criminali.

Tanto per fare un esempio, proprio il laboratorio Harlan di Correzzana fu teatro, nel 2006, di un'incursione dei militanti del Fronte Liberazione Animale, che fotografarono l'interno dello "stabilimento della morte": migliaia di roditori in pile di gabbie di plexiglass, decine di carogne nei frigoriferi dei laboratori, alcune delle quali impalate con stuzzicadenti, e decine di macachi costretti a vivere tra sangue e feci.

Ora, memori di quell'episodio, gli animalisti chiedono che le autorità intervengano per controllare che cosa succede all'interno del laboratorio al quale sono state destinate le 900 scimmie. "In Italia - spiega a Repubblica Susanna Chiesa, di Freccia45 - vengono sottoposti a sperimentazione 3mila animali al giorno. La vivisezione è una falsa scienza, inutile e arcaica, attuata da persone che si arrogano il potere assoluto di decidere se e come seviziare e porre fine alla vita di altri esseri viventi. Continueremo a batterci perché questo vergognoso atto di atrocità venga definitivamente vietato".


fonte


1 commenti:

RacingPolitics ha detto...

e pensare che io a Correzzana ci passo ogni giorno e non ho mai mai notato niente

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