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sabato 25 febbraio 2012

Crolla la crescita in Italia: -1,3%. E’ la nuova stima per il 2012 della Commissione Ue, che ha rivisto al ribasso le previsioni dello scorso autunno (+0,1%). Secondo i burocrati d’Europa, “L’incertezza in Italia resta elevata, lo stimolo alla crescita ‚ peggiore delle attese. Peggio del “Belpaese” ci sono solo la Grecia (-4,4%) e il Portogallo (-3,3%). Meglio, invece, l’altro malato del Mediterraneo, ovvero la Spagna.
Con l’Eurozona in recessione, anche per Germania e Francia le previsioni di crescita 2012 di Bruxelles sono state riviste al ribasso: +0,6% la prima, +0,4% la seconda. A novembre le stime erano rispettivamente di +0,8% e +0,6%, ma è l’Italia – per via delle dimensioni della sua economia (e parliamo di quella delle aree padane) – che rimane sotto osservazione speciale.
Il primo ministro Monti, continua ad ostentare ottimismo: “Abbiamo avuto una conversazione approfondita sulle tematiche del prossimo Consiglio europeo, sul consolidamento della disciplina di bilancio e su come coniugare questa disciplina con una maggiore attenzione alla crescita”. E quasi sbilanciandosi, ha rilanciato: “Speriamo che la crisi sia in via di superamento”. Sembra quasi di sentir parlare il Berlusconi di un anno fa.
Alle parole del presidente del consiglio han fatto eco quelle meno tranquillizzanti di Mario Draghi, presidente della Bce: “È difficile dire che la crisi sia finita ma ci sono cambiamenti positivi negli ultimi mesi. C’è maggiore stabilità nei mercati finanziari – ha riferito al WSJ – e il sistema bancario sembra meno fragile di un anno fa e si sono riaperti alcuni mercati obbligazionari”.

A sentire le voci delle imprese, il futuro non pare poi così roseo, ma Monti – non senza un po’ di demagogia – ha rilanciato: “Il popolo italiano sta dimostrando maturità nell’accettare i sacrifici che gli vengono chiesti, una maturità molto superiore a quanto i politici pensavano che avesse”. Lo ha affermato in una intervista al quotidiano spagnolo “El Mundo”, aggiungendo queste parole: “La mia missione è fare uscire l’Italia dalla zona di rischio e incamminarla verso la crescita e lo sviluppo. Il popolo italiano sta dimostrando maturità nell’accettare i sacrifici che gli vengono chiesti, una maturità molto superiore a quanto i politici pensavano che avesse”. Secondo Monti il consenso del governo è alto perché c’è la percezione che stiamo facendo quello che si doveva fare e i partiti preferiscono che queste riforme le facciamo noi, per evitare di doverle fare loro più avanti.
In conclusione, Monti ha sottolineato anche che “è giusto che i sacrifici li facciamo tutti. Come è avvenuto nel decreto Salva Italia è quello che abbiamo fatto, che paghino anche i ricchi e non solo i pensionati”.
Sarà, ma per il momento l’unica certezza è che con lui è iniziata ufficialmente la recessione.


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