martedì 17 giugno 2014

Videopoker, secondo una ricerca continuano le maxi evasioni!


A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

Nemmeno il tempo di dimenticare i 98 miliardi di euro evasi dalle lobby delle slot machine e condonati prontamente quasi per intero dal governo - che con quei soldi avrebbe potuto evitare le ultime 4 manovre finanziarie - che i videopoker sono nuovamente sotto i riflettori per una nuova, presunta maxi evasione fiscale. Anche a questo giro si parla di miliardi di euro: quasi dieci, per la precisione.
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Che il sistema di controllo dei videopoker di ultima generazione - le VLT, le macchinette che accettano anche le banconote di carta, per capirci - facesse (volutamente?) acqua da tutte le parti, lo avevano denunciato anche Le Iene, mediante un interessante servizio di Nadia Toffa, andato in onda pochi mesi fa: questi apparecchi, nei quali gli italiani infilano ogni anno decine di miliardi di euro, NON sono infatti collegati al fisco attraverso la rete telematica, come i modelli precedenti, fatto che rende possibile, oltre che molto facile, eludere il fisco.

Inoltre, il servizio delle Iene, evidenziava anche come i conti non tornassero, lanciando un preciso appello al governo, che "ovviamente" è rimasto lettera morta.

A rilanciare questi sospetti oggi è uno studio della Consulta Nazionale Antiusura, che vi proponiamo di seguito:
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Videopoker, maxi-evasione da 8.6 miliardi di euro

Di Alessandro Genovesi - it.ibtimes.com

Il gioco d'azzardo evaso vale più di due IMU. Quasi come il DL IRPEF targato Renzi che tanto fa discutere sulle coperture. Una cifra enorme, se si pensa che l'incasso totale che proviene dal settore si attesta tra i 40 e 50 miliardi. Significa che oltre il 20% del totale viene "sottratto" all'erario. "Se lo Stato italiano assumesse finalmente consapevolezza dell'ampiezza del fenomeno si troverebbe oggi ad fronteggiare un grave problema" è la denuncia della Consulta Nazionale Antiusura, che ha presentato un'inedita ricerca sulla presenza della criminalità nel mercato del gioco d'azzardo.

Se si analizzano i dati del gioco d'azzardo in nero su scala territoriale, ci si accorge che a farla da padrone sono le province di Roma e Napoli, dove il sommerso delle macchinette da gioco tocca addirittura il miliardo e mezzo di euro. Seguono a ruota il milanese, e le province di Torino e Palermo.

Una serie di "anomalie fiscali" diffuse a macchia d'olio per tutta la lunghezza dello Stivale, che colpiscono prevalentemente il settore delle Newslot e delle Vlt (Video Lottery Terminal). Le macchinette da gioco distribuite ormai a macchia d'olio negli esercizi pubblici e spesso oggetto di manomissioni.

"Le macchinette rappresentano l'azzardo più diffuso: ancora negli anni 2012 e 2013 hanno dominato con il 56% della spesa lorda registrata su tutto il mercato del gioco" si legge nel rapporto. Di fatto, le macchinette da gioco che possiamo trovare in tutti gli esercizi pubblici (bar, ristoranti, sale d'aspetto, stazioni, sale giochi) rappresentano la fetta più grande della torta dell'azzardo. E una fetta della fetta è costituita dal sommerso, ossia da quegli 8 miliardi e mezzo ingoiati da videopoker et similia di cui nessuno si è accorto.

"È sorprendente constatare che su un fenomeno così rilevante - anche solo restando ai numeri della sua "contabilità" generale - non sia disponibile alcuna analisi economica della Banca d'Italia" denuncia il sociologo Maurizio Fiasco, che ha curato personalmente lo studio pubblicato dalla Consulta Nazionale Antiusura. "Perdura l'assenza degli osservatori più qualificati ai quali sfugge questa schiacciante evidenza invisibile di un Paese che riversa sull'economia dei 'consumi senza uso' una quota impressionante del suo reddito privato".

Stupisce, in verità, che la questione slot machine non sia ancora finita ai primi posti dell'agenda di un governo che vorrebbe cambiare verso al paese. Nella memoria collettiva, infatti, è ancora vivo e ben delineato l'episodio dei 98 miliardi (non milioni, miliardi) che i concessionari delle slot machine hanno di fatto sottratto al fisco italiano.

Nel 2005, infatti, il GAT (Gruppo Antifrodi Tecnologiche) della Guardia di Finanza comincia a occuparsi della storia. Decine di migliaia di slot machine non sono collegate alla rete che registra le giocate. Addirittura in un locale di Riposto (Catania) risultano depositate 26.858 slot in 50 metri quadrati. È solo l'inizio. Quando gli agenti tentano una stima della penale non credono ai loro occhi: si sfiorano i cento miliardi, ossia 5 manovre finanziarie, una cifra che di lì a qualche anno avrebbe potuto significare ossigeno puro.

Fonte: it.ibtimes.com
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La domanda che sorge spontanea è la seguente: il governo intende continuare a far finta di niente? Noi temiamo proprio di si: anche alla luce dell'indifferenza degli italiani, che in questo periodo, oltretutto, sono distratti dai mondiali.

In questi anni le lobby delle slot machine hanno ricevuto numerosi regali e persino bonus fiscali - come se non bastassero i quasi cento miliardi condonati - da tutti i governi che si sono avvicendati, di centrodestra come di centrosinistra. Non c'è da sorprendersi, visto che le leggi in materia pare che siano scritte direttamente dai lobbisti, che in parlamento possono contare sull'amicizia della maggioranza dei deputati. Pur sapendo che il gioco d'azzardo provoca dipendenza, hanno consentito la diffusione capillare delle slot machine, che ormai sono presenti in quasi tutti i bar, oltre che nelle sale da gioco, spuntate come funghi ovunque. Le associazioni, inascoltate, hanno più volte lanciato l'allarme, che ormai ha assunto le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale, con migliaia di famiglie rovinate da familiari che hanno infilato nell'apposita fessuretta i risparmi di una vita.

E che nessuno provi a tamponare la situazione: alcuni sindaci avevano pensato di ostacolare la diffusione delle slot, agevolando gli esercenti che scelgono di non metterne: ma il governo è intervenuto immediatamente, per penalizzare questi comuni!

Alcuni mesi fa emerse lo scandalo dei deputati a libro paga di alcune potenti lobby, tra cui quella del gioco d'azzardo; il Presidente Grasso promise che avrebbe fatto chiarezza, ma sembra proprio che la vicenda sia caduta nel vuoto... non avevamo dubbi.

Hanno lasciato a casa, senza lavoro e senza pensione, quasi quattrocentomila esodati;  hanno tagliato l'assistenza ai disabili; hanno reso disponibili solo a pagamento i farmaci salvavita: chi non ha i soldi - si parla di migliaia di euro al mese - per pagarsi le cure, è condannato a morire; e molte, molte, molte altre PORCATE... 

e visto che i responsabili di questo scempio continuano a raccogliere milioni e milioni di voti, non si intravede luce alla fine del tunnel... e se qualcuno la vedesse, chissà che non siano le ipnotiche luci colorate delle slot machine...
 

Alessandro Raffa per nocensura.com


PS: La responsabilità dei problemi dell'Italia è del negoziante sotto casa che non emette qualche scontrino fiscale... (e la cosa grave, molto grave, è che tanti cretini ci credono pure...)
 




Giovanni I. ha detto...

Non si sa chi siano i veri proprietari di queste società . Io ipotizzo siano ex-parlamentari ex-dirigenti monopoli . Fini e berlusconi per citarne alcuni , ma ritengo che la sinistra abbia avuto la sua fetta di torta. Ecco perchè è difficile combatterli .

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