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venerdì 8 giugno 2012
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Riceviamo e pubblichiamo da Eugenio Bernardi, che ringraziamo:

ItaliaOggi
Numero 133  pag. 9 del 5/6/2012

PRIMO PIANO

Dall'ordinanza Ponzellini emergono interessi intrecciati. E anche il doppio ruolo di Ferrara

Giochi, una società detta le regole

Le norme sulle slot machine scritte da Mag Consulenti Associati
di Stefano Sansonetti 

Le norme sul gioco d'azzardo scritte da una società di consulenza privata. La quale, su richiesta di un cliente che beneficerà di quelle regole, elabora testi giuridici al posto dell'istituzione a ciò preposta, ovvero i Monopoli di stato, peraltro titolari della fondamentale funzione regolatoria.
Anche questa realtà, con contorni piuttosto inquietanti, emerge dall'ordinanza con cui il gip di Milano ha disposto gli arresti domiciliari per l'ex presidente della Bpm, Massimo Ponzellini, con l'accusa di associazione a delinquere. L'inchiesta, tra le altre cose, ha messo nel mirino finanziamenti che la Bpm avrebbe erogato senza i dovuti controlli alla Atlantis, società concessionaria dei giochi che fa capo al latitante Francesco Corallo (tra l'altro figlio di Gaetano Corallo, in affari decenni fa con il boss mafioso Nitto Santapaola). Il tutto mentre a capo dell'organismo di vigilanza della Bpm c'era Raffaele Ferrara (non indagato), contemporaneamente direttore dei Monopoli di stato, ovvero l'istituzione che cura le concessioni e regola il settore. Insomma, intrecci a non finire per una fotografia finale che appare a tratti surreale.
Dall'ordinanza del gip si apprende che i pm milanesi nel dicembre del 2011 hanno interrogato Guido Marino (non indagato). Chi è? Semplice, si tratta di un imprenditore che conosce a menadito i gangli del settore dei giochi. È titolare della Mag consulenti associati, una società privata che fino al 2007 ha lavorato con i Monopoli.
In più, si evince dalla stessa ordinanza, da anni fornisce i suoi servizi a clienti come Lottomatica, Sisal, Snai e Atlantis. Ebbene, parlando dei rapporti della sua società con Atlantis, e dell'introduzione a partire dal 2009 della nuova normativa sulle slot machine di ultima generazione, Marino sostiene che «per conto di Atlantis abbiamo redatto su richiesta di quest'ultima un articolato riguardante la disciplina e le caratteristiche degli apparecchi, i luoghi di ricezione degli apparecchi, l'individuazione di un'aliquota d'imposta, l'importo da versare una tantum e altri aspetti della disciplina». Il pm naturalmente chiede come sia possibile una cosa del genere, visto che la scrittura delle norme, per giunta avvenuta su input di una società a cui le stesse si applicheranno, dovrebbe spettare al regolatore nazionale, ovvero i Monopoli di stato. Marino risponde che «era nota la necessità dello stato di reperire risorse per la ricostruzione dell'Abruzzo dopo il terremoto. Era anche noto nell'ambiente che il ministero dell'economia cercasse fonti di finanziamento diverse dalle imposte ordinarie». Insomma, in questo contesto Atlantis «ci chiese il progetto di cui ho parlato prima». L'articolato, secondo quanto Marino racconta di aver sentito dire, sarebbe poi stato consegnato alla Atlantis e da questa veicolato ai Monopoli, anche attraverso l'intermediazione di alcuni deputati come Amedeo Laboccetta e Marco Milanese (quest'ultimo indagato).
In più dalle carte emerge anche il doppio ruolo che all'epoca ha rivestito Raffaele Ferrara.
In quel periodo oltre a essere (come adesso) direttore dei Monopoli, si trovava a capo dell'organismo di vigilanza della Bpm, deputato alla delicatissima funzione di garantire l'applicazione del dlgs 231/2001 sulla responsabilità amministrativa d'impresa. Una doppia poltrona un po' imbarazzante, se lo stesso Ferrara, intercettato al telefono, si era così sfogato: «Lo sapevo che mi dovevo dimettere a prescindere, ma se avessi soltanto saputo che c'era di mezzo Milanese e coso, ma figurati, me ne sarei andato dopo due secondi». Ferrara oggi sta per lasciare i Monopoli, secondo alcuni destinazione Fintecna.

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