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giovedì 10 maggio 2012

Riceviamo & pubblichiamo da Enzo Picco il "Libero pensatore", un cittadino che spesso ci invia i propri punti di vista su questioni di attualità e sulla situazione italiana...

CONSUMATORI ITALIANI NON COMPRIAMO PIU’ PRODOTTI TEDESCHI.
Carissimi concittadini, nel nostro paese (Italia) grazie alla nostra classe dirigente politica, si è di fatto instaurata una dittatura del potere economico Tedesco, con la complicità del Presidente della Repubblica e del capo del Governo Monti, quest’ultimo fino a poco tempo fa dipendente e collaboratore della GOLDMAN SACHS, che è l’Istituto bancario che rappresenta i poteri forti in Europa. Il disegno perverso di questi poteri e quello di distruggere le economie dei paesi più deboli, in modo che la Germania in futuro possa utilizzare la manodopera di questi paesi a basso costo, per essere più competitiva con le nuove economie emergenti nel mondo e così potrà vendere i suoi prodotti.

Visto che noi cittadini non possiamo più contare sulla nostra classe Dirigente, corrotta per cercare di migliorare la situazione economica vigente, vi sottopongo la seguente proposta:
Noi consumatori a partire da subito, non dobbiamo più acquistare nessun prodotto, componente, elettrodomestico, autovettura ecc. prodotto in Germania.
Quest’iniziativa se fatta su larga scala, potrà mettere in difficoltà l’economia di quel paese e costringere il cancelliere tedesco Angela Merker a modificare la politica di rigore all’interno dell’UE.
Chiedo a tutti i cittadini che hanno parenti, amici o conoscenti negli altri paesi dell’UE, di contattarli e convincerli a ripetere iniziativa anche i quei paesi.

Bordano, Lì 27/04/2012.
IL LIBERO PENSATORE.

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8 commenti:

Anonimo ha detto...

mi ricordo che volevate anche boicottare tutti i prodotti e i negozi cinesi..alla fine si è visto come è andata a finire...siete ridicoli...liberi pensatori

barbaranotav ha detto...

anche volendo cosa trovo di realmente tedesco da boicottare? Anche loro delocalizzano in cina e chissà dove, non aiuta gran che questa iniziativa ed oltretutto non è diretta contro le banche e la troika.

Un boicottaggio serio, almeno in italia lo si deve fare verso tutte le merci straniere e chi dovrebbe lanciarlo per primi dovrebbero essere quei sindacati che tanto frignano per i posti di lavoro che si perdono per la globalizzazione

Anonimo ha detto...

barbaranotav non sai quali sono i prodotti tedeschi?
AUDI e volkswagen ad esempio non ti risulta siano prodotte in germania?
quando compri la carne o il latte leggi l'etichetta e vedi qual'è la provenienza e decidi se acquistare un prodotto proveniente dalla germania.
Ricordate qualche hanno fa che la germania aveva problemi di rispetto del patto di stabilità? ebbene a lei gli altri paesi europei non applicato sanzioni. Male! mai essere teneri con gli ex aguzzini di auschwitz pensando che un domani ti facciano uno sconto.

Anonimo ha detto...

Concordo. Occorre boicottare i brand tedeschi anche e soprattutto perchè, oggettivamente, la loro qualità è sopravvalutata(alcuni prodotti hanno deficienze qualitative, ma vengono ancora sponsorizzati come affidabili...auto con problemi meccanici, trapani ormai tecnologicamente desueti, strumenti da giardino ingiustificatamente cari senza oggettive motivazioni qualitative/tecnologiche).
Teniamoci ben stretto il Made in Italy e stringiamoci a coorte.

Antonio Di Giovannantonio ha detto...

Concordo pienamente! L'atteggiamento miope della Merkel e dei tedeschi merita una lezione. Continuano a sfruttare la crisi per arricchirsi, infischiandosi della disperazione che colpisce i paesi in difficolta'. Beninteso noi ce lo siamo meritato! Dobbiamo cambiare e pretendere prima di tutto un'amministrazione capace e responsabile. Possiamo dare tutti un contributo per valorizzare le nostre risorse. Nel mio piccolo ho gia' deciso: auto, birra, elettrodomestici. Mai piu' se arrivano dalla Germania!

Antonio

Anonimo ha detto...

La soluzione rapida alla crisi? Boicottare i prodotti tedeschi.

La speculazione sta penalizzando la nostra economia costringendoci ad alti tassi di interesse. Ma si ha l’impressione che non sia solo un problema di mercato o di fiducia, emerge una precisa strategia per avvantaggiare alcuni paesi a scapito di altri.

Non esiste una ragione aggettiva che giustifichi uno spread così elevato fra i nostri titoli di stato e quelli tedeschi. Questo almeno è ciò che dicono quasi tutti gli economisti indipendenti. E’ senz’altro vero che il nostro paese è in conclamata recessione, dice l’Istat, è ancora vero che abbiamo un debito pubblico eccessivo, ma è altrettanto vero che l’apparato produttivo, sebbene un po’ acciaccato, è pur sempre il secondo d’Europa, che le esportazioni non vanno poi così male, seppur in un clima mondiale di paura e sfiducia, ed è poi ancora più vero che abbiamo messo in cantiere riforme importanti per contenere la spesa tanto che si mormora da più parti un possibile pareggio di bilancio l’anno prossimo. Ma lo spread è sempre li, granitico, non scende. Ci troviamo costretti a finanziare il nostro sistema ad un tasso di interesse altissimo. E mentre il nostro tasso aumenta, quello della Germania scende perchè, nell’incertezza, i capitali preferiscono una bassa remunerazione ma la sicurezza della conservazione, il basso rischio insomma, proprio ciò che la Germania può oggi offrire. E poi c’è la speculazione che trova terreno fertile in un’Europa delle parole, incerta, incapace di decisioni serie ed efficaci, un’armata Brancaleone insomma che fa un passo avanti e due indietro. Come i gamberi. Inoltre non avendo noi una banca centrale propria, non possiamo prendere contromisure adeguate, stampando moneta, per esempio.

Non posso però pensare che questo clima di incertezza sia solo conseguenza della burocrazia dell’elefante europeo. E’ a questo punto chiaro che esiste un preciso disegno politico da parte della Germania per favorire l’indecisione, per finanziare cioè il proprio debito pubblico, e le proprie imprese, a tassi ridicoli. E’ una pura questione economica, come ha scritto recentemente De Bortoli su Corriere, un usura della Germania nei confronti dei paesi che in questo momento sono preda della speculazione. Spagna e Italia in primis. Difficile pensare che si tratti di pura coincidenza l’atteggiamento degli ambienti politici e dei media tedeschi sempre così pronti ad attaccare qualsiasi cosa possa aiutare a dare certezze ai mercati. Prima Mario Draghi e poi Mario Monti, gli unici con un carisma tale da poter far fronte alla oligarchia germanica.

..continua su www.alfadixit.com

Anonimo ha detto...

Io boicotto il made in Germany da tanto tempo ormai, ma siamo ancora in pochi, in pochissimi!!!!

Carlo Bianchi ha detto...

Sono d'accordo sul boicottare i prodotti tedeschi. Ma per far si che ciò si possa fare seriamente, ci sarebbe bisogno di una lista più completa possibile di almeno ciò che riguarda le marche tedesche, in quanto se so di non dover comprare Philips e Grunding, ma non mi rendo conto che anche Bosh, Muller ed Henkel sono di produzione tedesca, ho fatto poco e niente per contribuire alla causa. E mi rendo conto che anch'io sono carente di questa consapevolezza, e non sempre ci si rende conto dalla confezione di dove è stato prodotto il bene in vendita. Quindi vi pregherei di contribuire a stilare un elenco quanto più completo possibile. Spero di trovare una risposta esaudiente. Grazie.

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