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martedì 23 agosto 2011


Il Sistri, il sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti, non esiste più, cancellato con un improvvido e improvviso colpo di spugna dal Consiglio dei Ministri riunito eccezionalmente lo scorso 12 agosto per affrontare la crisi dei mercati finanziari. Il ministro dell’ambientePrestigiacomo, presente al momento dell’approvazione del decreto che nulla avrebbe dovuto avere a che fare con il Sistri, ha prima votato il provvedimento e poi scatenato una polemica con dichiarazioni al vetriolo alla stampa:
Gravissima l’inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Un vero e proprio regalo alle ecomafie. Il Sistri avrebbe consentito il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che rappresentano l’80% di quelli prodotti. La tracciabilità dei rifiuti è un obbligo comunitario e tutti sanno che l’attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non è in grado di fornire in tempo reale, tanto al ministero dell’Ambiente quanto alle forze dell’ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni. A parole sosteniamo di voler risolvere il problema dei rifiuti che vede mezza Italia in emergenza ma poi facciamo i regali alla criminalità organizzata in nome della semplificazione amministrativa che però stavolta obbligherà le imprese, nel terzo millennio, a usare china e carta anziché il computer. Mi appello al senso di responsabilità di tutti affinché si possa correggere questo clamoroso autogol
Tutto giustissimo, in special modo il riferimento all’idea ridicola che il sistema cartaceo possa essere paragonabile come accuratezza e tempestività Sistri, ma il ministro non può sottrarsi alle sue responsabilità visto che alla votazione era presente e non poteva non sapere che approvare un provvedimento in questo clima e poi limitarsi ad esprimere la sua contrarietà a mezzo stampa non è esattamente una linea d’azione incisiva. C’è da aggiungere che secondo alcune interpretazioni la cancellazione del Sistri rischia di determinare un vuoto legislativo rispetto al sistema di sanzioni per quanti commettono reati connessi alla gestione di questi rifiuti. Potenzialmente un autentico disastro.


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